Creato da Filottete3 il 16/11/2005
Echi di mercanti, frutti che secernono secreti, crepe di profumi, rotture e bisbigli origliati, specchi di liquidi e materie in zattere traghettanti, "cancarineddj" piccanti come cuori vulnerabili non esposti
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QUESTA OPERA GODE DI UNA LICENZA CREATIVE COMMONS

Queste sono le mie volontà sui diritti d'autore! 

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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Questo è un blog di terrazze di arrosti e tempeste cerebrali di stagioni

DIPINTI DI CASA MIA - PROGETTO SOCIEDADE

DIPINTI DI CASA MIA - PITTORE CHE NON IMBIANCA

 
 

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       Simboli come smorfie

 

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ORIGINI DEL MONDO NASCOSTE NELLE STAGIONI

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Per i non minorenni cliccare qui sotto:

campagna permanente ed augurale di più patata per tutti.

 

Segnali essoterici, come a cercar tartufi o far pipì vagando nella notte, rilievi archeologici di vecchie monete. Cornice di un blog dove vivono fantasmi di pugili cinefili in scandalosi vecchi tempi anteguerra.

Queste sono le porte di chi non è colui che si crede, come il metafisico dell'uomo cieco che in una stanza buia cerca un cappello nero. E il cappello non c'è.

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Prospettive espressioniste e citazioni geometriche di sguardi

 

SPECCHI RIFLESSI DI MIE EMOZIONI

I poeti sono brutte creature, sognatori. Ogni volta che parlano, è una truffa. Per questo non voglio che mi si descriva come sembra. Non sono colui che mi si crede.

Gli sguardi inascoltati e i silenzi visti sono sul nostro volto. In questo blog vi auguro di domandarvi e rispondervi sui misteri di frutti proibiti e della verità, che stà in quale tipo di anfratti vulvari? Nessuno lo sa.

"Svennero ad uno ad uno, svanirono nel fondo

pallide secche tranciate dalla poppa

e gli occhi perle, e le labbra coralli

e sale macinato al fondo le loro ossa.

Lui le piangeva, smemorando i volti

e mi pregò, mi nominò per loro,

e io, bianca spuma, per lui ruppi lo specchio:

sillabò i loro nomi uno per uno,

e al capo dell'elenco trovò il suo,

per lo spirito divino che gli avevo infuso,

che è animo, e memoria pietosa,

e il cuore pompò brezza nuova alle tempie,

e due sorgenti sciolsero il sale degli occhi.

A nulla valsero Circe, Calipso, altre maghe,

effimere come sogni o secche sottoprua.

Il mare, lei controluce, al tramonto,

e poi, nel sonno, lui seduto accanto,

-Tu non dissolverti, non morire,

non fare tutto finto di nuovo e per sempre-.

Il buio, le lacrime e il singhiozzo trattenuto,

fiume che nutre il mare per non svegliarla."(R.M.)

 

COME SI MIMA LA QUINTA STAGIONE?

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SULLA CHIUSURA DELL'ADESCAMENTO IN STRADA...

...E LA VOGLIA DI RIAPRIRE LE CASE CHIUSE

(Dal Dialogo tra la prostituta e il cliente - di D.Maraini)

Io l’uomo lo giudico dal petto. Poi subito dopo vengono i fianchi. E poi il culo. E infine il cazzo. Anche se è poi la cosa meno espressiva dell’uomo. Anzi, proprio la più falsa. Perché se lo volete sapere, il cazzo non dice mai la verità. Quando è grosso è tutto buttato in avanti che sembra ti vuole trapassare, poi è un bonaccione un po’ deficiente che alla prima parola dura si accuccia impaurito. Se invece è timido e dolcetto e sempre un po’ umidiccio, che tu dici: questo manco ce la fa a stare diritto, ecco, quello magari è il più rognoso, il più furbo che non si stanca mai e ad un certo punto ti sputa in pancia un seme che manco te l’aspetti e rimani incinta nel tempo di dire ahi. Ci sono poi quei cazzi malinconici, tutti lunghi e stretti, tutti lisci e caldi che quando lo prendi in mano dici: che bellezza, che eleganza! E invece sono i più pelandroni, sono cazzi vanitosi che si gonfiano solo se li aduli e al momento buono si afflosciano che li sputi fuori con un colpo di tosse.

Poi ci sono i cazzi a pera, grossi sotto e sottili sopra e quelli sono i più noiosi, sempre in lite, perché la base dice una cosa e il vertice un’altra e così non combinano un accidente. Poi ci sono i cazzi tutti di un pezzo, come se avessero ingoiato una scopa, che se ne stanno sempre lì in parata come dei bersaglieri e con quelli c’è poco da sperare: partono per la guerra, piantano la baionetta nel corpo del nemico e tornano alla trincea a prendere nuovi ordini. Quelli sono i peggiori, i più fessi, i più rincoglioniti, non capiscono un cazzo, e fanno solo cacare.

Poi ci sono i cazzetti senza pensieri, allegrotti e pettegoli che stanno sempre a curiosare, di solito puzzano di fritto misto, e si intrufolano dappertutto, hanno la predilezione per la bocca e il culo, vogliono stare di qua o di là, e se non ti va brontolano, protestano.

Poi c’è il cazzo permaloso, che si offende subito appena gli dici ciao; c’è il cazzo svampito che non capisce mai qual è il momento buono e si rizza sempre quando gli tocca andare via. C’è il cazzo bambino che ha bisogno delle carezze della mamma. C’è il cazzo maschilista che se non gli dai subito una botta appena lo vedi ti tiene il muso e manco riesce a mettersi seduto. Ecco l’insidia del cazzo: che non dice mai la verità!

Apro la camicetta, gli do da bere il latte mio e lui se ne viene come una fontana, un fiume, un diluvio, perché lui è il cazzo innamorato dentro la fica della mamma e il latte che mando giù per la gola mi eccita, mi stravolge, mi tira il seno e io divento tutto latte nella gola di mio figlio e che sputa il seme dolce nel mio ventre…

L'AMORE CHE...

 
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Le mostre sono sempre aperte quando si hanno i dipinti

Post n°254 pubblicato il 03 Ottobre 2008 da Filottete3

Se diventassi un impiegato dell'amministrazione pubblica avrei tempo anche per cucinare. In settimana diventerò Customer Relationship Management Marketing, avrò tempo per far esplodere la creatività? Ma per la fine del mondo, forse non servirà l'inglese.

Intanto, la ricetta della pasta e fagioli del ministro Brunetta intervistato da Alain Elkann: -Soffritto, sedano, cipolla, carota, prezzemolo, aglio per chi lo vuole, borlotti a mollo la sera prima, se no con un po' di bicarbonato. Al soffritto si aggiungono i borlotti ammollati, acqua, rosmarino, una patata. Quando il fagiolo è cotto, si tolgono e se ne passano due terzi, e questa passata la si rimette subito dentro. Poi si sceglie la pasta, io preferisco i maltagliati fatti in casa. Mentre la pasta cuoce si mette del pomodoro, pepe, sale, olio, si aggiusta e alla fine, se uno vuole essere un po' ricco...non mi viene la parola...Si mette un culetto di prosciutto cotto.-

Il quadrato e il cerchio di un'era post-atomica geografica:

 
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MOSTRA

Post n°253 pubblicato il 22 Settembre 2008 da Manfredi.E

UN PITTORE CHE NON IMBIANCA

Due artisti. Due storie diverse: dal Nord America ma di origini sud italiche, dal Sud Italia ma approdato al centro nord toscano, stiamo parlando nell'ordine della fotografia di Antoinette Mazzaglia e della pittura di Giuseppe Capoano. L'appuntamento è col Vernissage il 25 settembre alle ore 21 presso Art in progress in via dell'Oriuolo 19/r a Firenze.

 

La scelta del titolo gioca sui loro lavori. VeroSimile: il nudo della realtà e il vero del surreale, paradossi in bilico tra lo scatto che ne coglie la luce e il pennello che imita  prendendone atto.

 

L’inaugurazione sarà presentata dal critico e scrittore Giovanni Murano, con un intrattenimento musicale di Antonio Scaramuzzino alla chitarra e Simone Morgantini al flauto.

Dopo gli studi di scenografia e architettura Giuseppe Capoano si laurea con una

tesi sugli spazi di relazione nel centro storico di Firenze, in particolare anticipando l’esempio di piazza dei Ciompi non svuotandola solo delle baracche poco sicure ma per riempirla invece di “umanità”.

I suoi lavori sono di una varietà di supporti anche sottratti ai rifiuti della città (tela, cartone, tavola, carta da pacchi, cartoncino), e colori (gessetti, olio, tempera, pastelli, caffè).

L’artista con i suoi trattamenti e i suoi colori sembra accompagnarci fin dentro la materia delle opere, visibili anche con occhialini oleografici in 3D creando percezione di movimento ai nostri occhi.

Videomaker, scultore, grafico, scenografo, diversi gli eventi e le esposizioni negli anni: nel tempo è contenuto il silenzio colpevole e l’urlo affettuoso, pellicola che definisce l’evolversi degli attimi…e l’uomo, intanto, ne diviene silos… il tempo esplode da sé, altre volte è l’artista che lo tira fuori. E’ lui che decide di bloccare o continuare quel flusso.

INTERVISTA

Cosa ha dato Firenze alla tua pittura?

Firenze agli inizi mi ha regalato molti stimoli che ottenevo soprattutto osservando la città, i suoi monumenti, la cultura, i suoi abitanti, la loro storia. Spesso mi accingevo a prendere il bus urbano per ascoltare il silenzio dei viaggiatori. Per me era tutto molto nuovo, anche se sotto il profilo degli studi già ne avevo metabolizzato il suo patrimonio artistico. Sicuramente lo stimolo più grande è stato quello di riprendere in mano la pittura, nelle sue sperimentazioni coloristiche, che sfociano sin dall'inizio, con l'accostamento del blu e del rosso
in soggetti, caotici, spostamenti frenetici, continue levitazioni....... Colori, che vicino fra loro ne suggerivano movimento.
Questo, grazie anche ai primi approcci della conoscenza del cinema, come spettatore accanito (mitiche le costanti frequentazioni allo Spazio Uno, con l'amico Luciano Cannas, dove venivano proposte tutte le antologia dei grandi registi). Passione che poi è sfociata nella realizzazione di cortometraggi.
Ed ecco che il movimento, diventa un pretesto per la sperimentazione pittorica, sia nella scelta dei soggetti,  sia nell'utilizzo dei materiali.


Il sud, il cinema, il fumetto, i frutti, l'energia...questi e tanti altri temi ricorrenti. Quanti altri?

Tutto ciò che ci gira intorno, indagare sempre, la natura dell'uomo.


La forma dà contenuto o la materia apporta i veri contorni ai personaggi dei tuoi quadri?

Non mi piacciono i dilemmi alla Marzullo, non cado nel tranello. Il contenuto nasce dalle sperimentazioni plastiche, come la sensazione di vissuto che può avere un foglio di cartone mentre perde la sua identità per averne una nuova; ma l'ispirazione può nascere anche dalle forme.


Il mondo urbano nei tuoi dipinti, cosa nasconde o cosa rivela...al di là di cosa scrivono  di te i critici d'arte?

La città non nasconde nulla per chi vuol davvero vedere, basta non essere abitudinari o dare tutto per scontato.


Quali sono i tuoi riferimenti pittorici, se ce ne sono...e da quali ti allontani?

Tutta la storia dell'arte è ricca di grandi maestri, ma sicuramente mi hanno colpito gli Espressionisti, (francesi, tedeschi), il grande Vincent, gli artisti sperimentatori del dopoguerra… e farei fatica a starmene lontano da tutto ciò che è arte.

 

 
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L'ESTATE STA FINENDO E UN ANNO SE NE VA

Post n°252 pubblicato il 20 Settembre 2008 da Filottete3
 

Ci aspetta un anno straordinario, ora che l’estate è finita. E’ così: quando siamo sulla linea di confine, sia anche il confine di una stagione, abbiamo bisogno del coraggio che serve per ripartire e ci diciamo scemenze, ci facciamo insensati auguri o musoni da “sob” che servono solo a darsi la forza di muovere un passo e poi un altro ancora, a non fermarsi. Perciò sarà straordinario, ci diciamo, ma sapendo di no: sarà, se va bene, un anno ordinario ma è proprio lì che ci vuole coraggio per dire a sé stessi che potrebbe peggiorare ancora un po’ di più.

Per esempio, cosa mi è restato di questa estate olimpionica? Sarà che in Italia in agosto tutto si ferma, ma fino ad ora non si è vista né una bandiera arcobaleno né una piccola manifestazione per la pace in Ossezia: sarà mica che i pacifisti erano tutti in ferie? Rizzo è ancora dal barbiere, Caruso fa la guardia forestale, Casarini ed Agnoletto non sono reperibili, Diliberto legge le tesi di diritto romano delle sue allieve, i centri sociali sono in ristrutturazione.

Pare che Gesù poi, prima di pronunciare il famoso “sinite parvulos…”, abbia chiesto agli apostoli di prendere le impronte digitali a quei ragazzini coperti di sbucciature e di lividi che lo andavano infastidendo strappandogli la veste. Pare anche Roberto Maroni (noto esegeta neotestamentario) abbia fatto seguire alla richiesta questa massima tratta dal Libro dei Proverbi e da sempre adottata dalle alte sfere ecclesiastiche: “Più vale prudenza che carità”.

E’ in corso però anche dopo fine agosto la beatificazione della Marchesa Alessandra Carlotti Starabba Di Rudinì a cui un certo Gabriele (non l’arcangelo, quell’altro) dedicò “preghiere” del tipo: “Verrai a me tutta ardente come una torcia accesa in una notte di vigilia”. La chiesa ha tanto da fare.

Cosa resterà di questa estate? Direbbe una canzone se venisse riscritta. Il mio sport è stato quello di proiettare e scrivere (non come Jack Torrance in Shining, anche se la pallina di tennis era con me). Non ho vinto nessuna medaglia, la mia corsa ad automotivarmi per un lavoro migliore e ad essere stimato dura tutt’ora, né più mi occorrono le prenotazioni e le coincidenze e gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede (vero, Eugenio?). Noto però che sul gozzo ecologico ha vinto lo Yacht straricco e salvavita: il mare crudele ha punito l’intellettuale Benigni con una multa per l’attracco fuorilegge al porto e ha premiato il napulitano mieloso D’alessio che salva la vita a un naufrago.

Lo dico sempre: ci aspetta un anno straordinario, ora che l’estate è finita. E leggiamo le notizie più strane, come quelle del caro libri, della classifica delle veline, del 5 in condotta, se siano meglio le puttane per strada o in tv, e poi per questo ci facciamo coraggio. Ma solo ora che l’estate è finita.

 
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A QUEST' ETA' SI FANNO GRANDI COSE

Post n°251 pubblicato il 05 Settembre 2008 da Filottete3

NOZZE PROMESSE

Il 19 agosto 1985 due diciottenni in vacanza fecero una scommessa e la misero per iscritto in due buste che vennero sigillate davanti a quattro testimoni ignari del contenuto. I sei amici decisero che le buste sarebbero state aperte il 19 agosto 2008 all’ingresso del parco Leopardi di Torino alle ore 21.

Ventitrè anni dopo, reduci da lunghi viaggi in treno, due dei quattro testimoni si presentarono all’ingresso del parco Leopardi di Torino alle ore 21. Si presentò anche uno degli scommettitori, Sax. Aspettarono un’ora, poi decisero di aprire le buste. Nella prima trovarono scritto: “Io, Rix,  non mi sposerò mai”. Nella seconda: “Io, Sax, dico che ti sposerai”. I testimoni constatarono che, essendosi sposato parecchi anni prima, Rix aveva perso la scommessa: anche per questo, forse, aveva dato buca. Che storia stupida: uno di quei giochi nevrotici che vengono in mente quando hai 18 anni e sei maschio (le ragazze, più concrete, di solito non lo fanno). Invece è una bellissima storia: ciò che importa è il fatto che ci fossero, non il motivo (magari futile). Non potevano sapere se, fra quei compagni di un’estate lontana, di molti dei quali ignoravano il destino e il numero di telefono, qualcuno si sarebbe ricordato dell’appuntamento. Eppure ci sono andati lo stesso, rischiando il ridicolo. Così un gesto forse retorico dell’adolescenza si è trasformato in una sacralità sublime: il rispetto della parola data e l’amicizia, che nelle epoche antiche caratterizzavano gli eroi.

Però anche Gino, che abitava di fronte casa mia, si è sposato con Anna dopo 13 anni di fidanzamento, io ne ho 33 … e non mi sento proprio tanto bene.

Sarà sindrome da Uomo Alpha in depressione, o sindrome mucciniana al contrario...ma oggi la mia amica Antoinette mi spedisce un messaggio "Ho lasciato Johnny ed è un evento, perché non è Natale, né Capodanno o Carnevale" (di solito lei li lascia il 31 gennaio, ndr). E' un evento anche perché non si ricordava del mio genetliaco. E forse è bene non ricordare, è meglio non pensare ai treni persi, meglio andare avanti e strappare la carta d'identità, tronfi che gli amici d'infanzia ti invidiano lo status di single.

 
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Niente divorzi, né nostalgie d'amore, né lavori usuranti che guardano le stelle


Scappare, fuggire è come evitare di stare con i piedi per terra e prendere sul serio gli ostacoli e i problemi? Quali saranno i desideri di fuga di chi porta i pantaloni nella comunità di Mosuo, sul lago Lugu, nello Yunnan provincia della Cina meridionale a confine col Tibet? Il mio desiderio di fuga è non soggiogarsi a un ritmo di lavoro quasi cinese (in quanto comunista e seriale), alle 10:59 pausa fino alle 11:14, pranzo dalle 12:59 alle 14 (già nella propria postazione a rompere il cazzo alla gente), pausa dalle 16 alle 16:15. Ore 18: FUGA! A casa alle 20 per sentirsi morti viventi. Eppure c'è un luogo unico al mondo dove le femmine comandano sul serio (non quelle in carriera dove provo a farmi valere in uno stage di Customer Relationship Management, tradotto: presa di culo!), lì i maschi sono però gioiosamente sottomessi, l'amore è libero e non esiste la parola PADRE. Chi si desidera si prende e quando la passione è finita, non ci sono traumi. La chiave della felicità pare risieda nella distanza: a legare i due sessi è solo l'attrazione a orario stabilito, la sera. Dopo le 11 fino a colazione, le ore in cui l'innamorato, o detto anche MARITO AMBULANTE, può far visita alla signora, una donna Mosuo, di un etnìa di 50mila persone, l'ultima società matriarcale della Cina.
Una signorina di 17 anni quando le piace un ragazzo gli graffia con un dito il palmo della mano. Se lui risponde vorrà dire che quando il villaggio dorme scalerà il muro che porta alla finestra della sua stanza dei Fiori, dove lei lo aspetterà pronta a consumare la notte d'amore. Nella sua stanza, il suo giardino privato ci può entrare solo lei, e un giorno i suoi uomini e i suoi figli. Ancora non ha graffiato nessuno, deve finire la scuola. Ma un giorno intreccerà i respiri fino al canto del gallo, il segnale che lui dovrà darsi alla fuga. La matriarca, la nonna della ragazza, deve sapere, e soltanto se approva, la relazione notturna continua e il ragazzo diventa marito ambulante: potrà restare per il té del mattino, prima di levare le tende per poi ricomparire nottetempo. Se dice di no, il ragazzo viene messo al bando e il figlio non lo potrà vedere.
Le femmine sono le uniche a ereditare, nei campi faticano con la zappa, nei negozi si industriano al commercio, sulle rive del lago ricamano suole di scarpe e vestiti.
E gli uomini? Gli uomini sono molto felici, perché non fanno niente. Magari i camionisti, muratori o contadini e di notte mariti saltuari. Ma spesso di giorno siedono al sole, di sera scalano la stanza dei Fiori. C'è chi la compagna la vede una volta al mese, chi ci dorme ogni sera, chi è promiscuo, chi è monogamo (una scalata alla volta).
Invece una ragazza può avere fino a cinque, sei scalatori, uno dopo l'altro, senza essere considerata una di facili costumi.
C'è una cosa a cui questo popolo tiene, è il diritto di fare ognuno come gli pare nelle faccende del letto. Non firmano carte per sposarsi. Basta portarle 4 regali, zucchero, sigarette, vino e thé. I maschi hanno un solo ruolo, quello dello zio. Le donne Mosuo hanno da fare col fuoco, il cibo alle galline e ai maiali, le patate da cuocere, la legna su in montagna...ma la sera affaticata, una ragazza sogna un paese o una vita in cui è il marito a comandare.

La ninna nanna di un'estate in cui dovrò vincere dal sonno


 
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L'ESTATE E' BUGIA?

Post n°249 pubblicato il 21 Giugno 2008 da Filottete3
 

                   Il venditore di origano

Da questo solstizio all'equinozio prossimo proverò a lavorare. Pensavo di trovare l'ambiente assurdo del film di Virzì, TUTTA LA VITA DAVANTI, ma invece di trovare ultrafiche ho trovato tutte le grasse sfigate napoletane immigrate unte e bisunte che ci fossero nel pianeta del precariato.

Da vero gestore della qualità aziendale, supervisore e motivatore, imbonitore di servizi a gente di tutti i dialetti d'Italia, da vero osservatore di reclami, da vero fancazzista...prima lo cercavo e ora sto stilando le scuse stravaganti per non presentarsi al lavoro (soprattutto quando non sei abituato ad alzarti alle 7 di mattina per prendere il treno e tornare la sera alle 20):

1)Sono stato avvelenato da mia suocera che mi odia. 2) Un leopardo è fuggito dal recinto dello zoo accanto alla mia casa (da evitare chi non ha zoo vicino casa) e si lancia alla carica della mia auto ogni volta che tento di avvicinarmi. 3) (Mugolando) Avverto tutti i dolori del travaglio che mia moglie sta avendo. 4) Telefono col cellulare dal gabinetto delle donne, dove sono entrato per errore quand'era vuoto: ora non posso più uscire, ci sono troppe donne intorno e chiamerebbero un poliziotto. 5) Mi sono rotto una gamba sciando sul tetto di casa coperto di neve. 6) (Da utilizzare solo se il capo è femmina) Sono al pronto soccorso dell'ospedale perché mi sono chiuso il pisello nella lampo dei jeans e mi sono ferito gravemente, se lei non mi crede domani potrò mostrarle la prova nel suo ufficio. 7) La mia mamma è stata arrestata e devo correre al carcere per pagarle la cauzione e farla uscire prima che venga brutalizzata da altre detenute violente. 8)Una puzzola è entrata in casa e ha spruzzato le mie uniformi che devono essere pulite e disinfettate. 9)I miei cavalli sono scappati dalla stalla e ora stanno galoppando sull'autostrada. 10)Ho un attacco tremendo di singhiozzo e dunque non posso rispondere ai clienti del call center (necessaria una buona capacità di fingere singhiozzi). 11) Mi è crollato il tetto di casa visto che un elicottero di Greenpeace gli si è atterrato sopra protestando sul mio progetto di costruire una centrale d'energia pulita che producesse acqua al gusto di Lime alimentata a cuccioli di Panda. 12)Mia moglie ha un blocco psicologico e vuol fare l'amore solo la mattina, se ogni tanto non l'accontento mi divorzia. 13)(A bassa voce) Chiamo da uno sgabuzzino dove ho dovuto nascondermi perché il marito della mia amante è rientrato a casa prima del previsto ed è un uomo violento con precedenti penali. 14) Il cane ha inghiottito il comando per aprire le portiere dell'auto e lo sto portando in braccio dal veterinario per far passare le chiavi dall'altra parte senza che gli venga un'occlusione intestinale e muoia. 15) Oggi sono talmente di cattivo umore che se venissi in ufficio probabilmente deprimerei la produttività di tutti.

Tutto quello di cui ho bisogno? Il video

 
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Governi che passano, idee che restano

Post n°248 pubblicato il 20 Aprile 2008 da Filottete3

Ogni posa un secondo. E ora parliamo di lavoro, che negli ospedali del sud gli operai si lamentano che a mezzogiorno gli salta lo shopping. E parliamo di sicurezza, che le tavole rotonde nascoste in edifici cadenti sono centri di potere di Ndrangheta. E parliamo di ambiente, che la carta da pubblicità che ricevo in posta non posso nemmeno buttare perché sono rifiuti senza energia da riciclare. E parliamo di strade, che ci sono ancora altri ponti su altri stretti. E parliamo di lingua italiana, di costo dell'euro, di proprietà immobiliari abusive, di indulti amministrativi alla Prodi, di pizzi pagati per paura e di qualità del lavoro non protetta, di mafiosi scarcerati, che la decorrenza dei termini è solo dell'italiano medio che paga la bolletta e non sa cosa fare in un secondo quando posa sul suo bel trono a tavola, e chiede se è pronto!

 
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COS'E' LA DEMOCRAZIA?

Post n°247 pubblicato il 20 Aprile 2008 da Manfredi.E
 

La democrazia va liberata da due pericolose utopie che la rendono velleitaria ed esposta al rischio di capovolgersi in dispotismo. Il primo rischio è credere che la democrazia sia un fine, mentre è un mezzo. La democrazia non è uno scopo finale ma la condizione di base per una società libera e giusta. Così l'eguaglianza dei diritti su cui si impernia riguarda le condizioni di base e di accesso, non quelle di arrivo e di esito. Il secondo errore è credere che davvero la democrazia sia governo del demos; in realtà ogni governo è sempre governo di pochi, non esiste l'autogoverno della società o il governo di tutti. I buoni governi democratici sono governi di pochi nell'interesse di molti; i pessimi governi oligarchici sono governi di pochi nell'interesse di molti.

 
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Pasqua significa passaggio, dissi al prete confessando tutt'altra mia intenzione

Post n°246 pubblicato il 22 Marzo 2008 da Filottete3

Quando amo qualcuna, inevitabilmente, sono senza lavoro. Se ce l'ho, lo perdo. Se lavoro, non amo, perché non è possibile conciliare le due cose: devo smettere quasi sempre di lavorare. Smettere di amare non è possibile. Altrimenti, non cominciare neppure. A lavorare. Non servirebbe a niente, né al lavoro né all'amore. Sarà anche perché i lavori che faccio sono così poco propizi agli amori...non trovo altro, non ho studiato...E se amo, dunque, devo essere mantenuto. Quando amo qualcuna, dunque, divento dipendente: e siccome nessuno ti mantiene senza poi pretendere interessi esosi, comincio a odiare se vengo sfruttato col pretesto che, facendomi mantenere, sarei io lo scroccone. L'amore diventa praticamente un lavoro, un lavoro in nero ed esecrabile.                

 Liberamente tratto da SEMINARIO SULLA GIOVENTU' - A.B.

 
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SE LA SOCIETA' SI LIMITA A RICORDARE LA TRAGEDIA DELLE LAVORATRICI DI 100 ANNI FA...

Post n°245 pubblicato il 09 Marzo 2008 da Filottete3
 

CI SONO STORIE INVECE CHE NON SI CHIARIRANNO MAI

Il cuore di un mistero sta in una foto, ricavata da immagini televisive, che ritrae un uomo con una borsa in mano, in mezzo al fuoco e alle macerie. La borsa è quella di Paolo Borsellino, appena dilaniato dal tritolo mafioso assieme ai cinque agenti di scorta; la stessa prelevata più tardi dall'auto del magistrato e portata negli uffici della Squadra mobile di Palermo. Ma quando fu aperta, quel che tutti si aspettavano di trovare non c'era: l'agenda segreta di colore rosso di Borsellino, il contenitore di appunti e spunti d'indagine che il giudice assassinato aveva sempre con sé, sulla quale annotava probabilmente scoperte e ipotesi sull'omicidio del suo amico Falcone.

Che fine ha fatto l'agenda? Nessuno l'ha più vista. Ma il fotogramma dell'uomo con la borsa in mano, per il giudice di Caltanisetta chiamato a pronunciarsi sul mistero, è un grave indizio a carico della persona immortalata: un tenente colonnello dei carabinieri che nel '92, da capitano, comandava una sezione del Nucleo operativo palermitano. E' indagato ora per aver favorito cosa nostra. Accusa grave.

Un altro ispettore capo, accorso subito dopo l'esplosione, ha testimoniato: -Ricordo di aver notato una persona, in abiti civili, alla quale ho chiesto spiegazioni in merito alla sua presenza...Non riesco a ricordare se mi abbia chiesto qualcosa in merito alla borsa o se io l'ho vista con la borsa in mano...Di sicuro ho chiesto chi fosse per essere interessato alla borsa del giudice, e lui mi ha risposto di appartenere ai Serivizi.

Un altro carabiniere disse che l'ex magistrato Ayala, all'epoca già deputato, oppure un altro magistrato (che poi negò) aprì la borsa di Borsellino in sua presenza cercando l'agenda ma senza trovarla. Poi cambiò versione, spiegò di non essere più sicuro quasi di niente.

Ayala: -Vidi un carabiniere in divisa che prendeva la borsa; presi io la borsa dall'auto e la consegnai a un carabiniere in divisa, un uomo senza divisa mi diede la borsa e io la passai al carabiniere in uniforme. In ogni caso senza aprirla. -

L'appuntato della scorta di Ayala: -Ayala vide la borsa nella macchina, l'appuntato la prese e fece per consegnargliela ma l'ex giudice gli disse di trattenerla, finché non gliela fece consegnare a un uomo in abiti civili che mi indicò come funzionario di polizia.

Ma gli agenti segreti notoriamente si muovono senza divise e senza distintivi. Da sempre quando c'entra anche lo Stato.

 
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COSE VECCHIE CHE SI ACCUMULANO COME BRICIOLE O MONETE

Post n°244 pubblicato il 06 Marzo 2008 da Filottete3

Si rispetta il pane, sempre. Si insegna ai bambini che non bisogna buttarne via neanche un pezzetto o, se fosse caduto in terra, bisogna baciarne l'angolino pulito prima di liberarsene. Non si spengono le sigarette nel panino, come fanno certe americane a tavola. Non si spezza il pane prima di servirlo, ma lo si taglia, in cucina, con l'apposito coltello. Invece a tavola il pane non si taglia mai, lo si spezza con le dita.

Lo diceva d'agosto, una giornalista di costume. Un agosto di 50 anni fa.

 
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COME SI INVENTA STRAPPANDO LE PAGINE, LASCIANDO CHE PIOVA.

Post n°243 pubblicato il 02 Marzo 2008 da Filottete3
 

Come si costruisce il personaggio di un romanzo? Se lui ha bisogno, a un certo momento della narrazione, di far incontrare, per esempio, il protagonista con una ragazza giovane, questo nuovo personaggio comincia a costruirselo a parte. Prima di tutto, sentendolo parlare, vale a dire scrivendo su di un foglio le parole che secondo l'ideatore usa di più, alcune sue frasi che possono anche non avere alcuna attinenza col romanzo, gli intercalari, le pause. Non si rifà mai a persone realmente esistenti e conosciute, lui. Naturalmente, fa diversi tentativi e finisce con lo scegliere quello che ritiene il più adatto, anche in base all'importanza maggiore o minore che questa giovane donna avrà nello sviluppo della vicenda. Solo a questo punto, quando l'ideatore sa come parla, riesce poi a vederla, se è bionda o bruna, come veste, se è esile oppure bene in carne, come ride, com piange, come cammina. Insomma, desume tutto dalle sue parole. Crede che questo modo d'inventare un personaggio derivi dalla sua lunga frequentazione con testi teatrali. Quando ritiene che il personaggio sia pronto, vale a dire che può vederlo gironzolare nel suo studio, l'ideatore lo introduce nel romanzo, lo mette a contratto col protagonista. Spesso però gli capita che quel primo incontro tra i due lo costringa a delle modifiche non sostanziali, a piccole correzioni del linguaggio del personaggio nuovo. Nel confronto col linguaggio del protagonista, già sperimentato e collaudato in pagine e pagine, quello nuovo finisce col risultare o non bene messo a fuoco o troppo schematico, o scopertamente funzionale. Allora fa un'accorta operazione di definizione, di ulteriore personalizzazione, riscrivendo più e più volte quel dialogo fino a quando l'ideatore non sente, se non di avere ottenuto ciò che aveva in mente, almeno di essersi avvicinato abbastanza.

Soprattutto se l'ideatore, fa all'anagrafe Camilleri Andrea.



 
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Post N° 242

Post n°242 pubblicato il 26 Febbraio 2008 da Filottete3
 

Quando uno dice "ci ha pensato il sottoscritto" è segno che se il sottoscritto è uno come lui, bisogna che ce pensino l'artri. E' un po come la domanda esistenziale del giardiniere: mi piace di più il verde dell'erba o di più il selciato di ghiaia intorno? Non sarà l'allergia al rastrello? Ecco, è a ciò che si deve pensare quando si delega in democrazia le cose agli altri. La fiducia. L'infallibilità di chi si crede capace ma poi catapulta situazioni che ribaltano il volere di chi ha delegato. E' per questo che un elettore come me pensa che dovrebbe votare una zoccola per fare strada?

E dunque, leggevo, che qualcuno oltretevere non contento di aver affermato che Galileo Galilei ebbe giusto processo (che in realtà è vero, secondo lo spirito dell'epoca, ma poi a noi che cazzo ce ne po' fregà del Cardinale Bellarmino che lo volle salvare, tanto la terra gira intorno al sole no?), che Maometto era quello che era, ma pare aver elogiato Pio IX che restaurò il ghetto ebraico e per aver promulgato il SILLABO che condanna come diaboliche la libertà di coscienza e la libertà di scienza religiosa. Però bisogna dare fiducia ad una persona così. Soprattutto se è un politico bianco, cioè senza colore o casacca. Lui stesso ha più volte dimostrato il dogma della fallibilità del Papa (contrapposta a quella che lo stesso Pio IX suo maestrò nel Concilio Vaticano I impose con metodi totalitari l'infallibilità). E' una consolazione sapere che, come qualcuno ha detto, anche quando le spari grosse, le spari infallibilmente.

 
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Post N° 241

Post n°241 pubblicato il 20 Febbraio 2008 da la_fata_di_roma

Dedicato a tutti i "Nostri Ragazzi"

laggiù.... perché non sono soli!!!

Scritto e prodotto da:

il.corsaro.nero & la_fata_di_roma

 

 
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