Creato da Ercaliffo1 il 27/10/2009

Er Califfo

Non Escludo Il Ritorno...

 

Addio Maestro...

Post n°307 pubblicato il 30 Marzo 2013 da Ercaliffo1

Ciao Franco, non credevo mai potesse arrivare questo giorno, non mi aspettavo, oggi, una così triste notizia, non credevo mai...

Lasci un grande vuoto ma, al tempo stesso, lasci un grande tesoro, dal valore inestimabile, le tue canzoni, le tue poesie, le tue opere d'arte...

Addio Maestro, adesso saranno in tanti a chiamarti così, a considerare il tuo valore, ad apprezzare le tue doti, i tuoi capolavori.

Non te la prendere, è sempre stato così, i grandi artisti vengono apprezzati solo quando non ci sono più e tu sei stato un grandissimo artista, un immenso poeta, un grandissimo uomo...

Addio amico mio, riposa in pace...

Ercaliffo

 
 
 

Storia di due innamorati

Post n°306 pubblicato il 30 Gennaio 2013 da Ercaliffo1

 

Pioggia d'estate che cadi
su questo paese nascosto tra i monti,
mi fai ripensare ad un tempo passato,
all'amore perduto che avevi per me.

Pioggia d'estate che bagni
lo sguardo del mare che piange sul lido,
mi fai ripensare ad un tempo passato,
all'amore perduto che avevi per me.

Sogni proibiti di due innamorati,
sogni proibiti sognati con te.
Io vorrei ritrovare la strada
che porta lontano, che porta da te.

Io vorrei ritrovare la strada
che porta lontano, che porta da te.

Suon di chitarra che porti sorrisi,
che porti la gioia a chi non ce l'ha più.
E non so se nel sogno mi par di sentir
la tua voce che torna da me.

Sogni proibiti di due innamorati,
sogni proibiti sognati con te.
Io vorrei ritrovare la strada
che porta lontano, che porta da te.

Io vorrei ritrovare la strada
che porta lontano, che porta da te.

 
 
 

La vera storia di Babbo Natale

Post n°305 pubblicato il 10 Dicembre 2012 da Ercaliffo1
Foto di Ercaliffo1

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Voi non ci crederete mai, ma chi l’ha veramente reso famoso è stata la Coca Cola; Ma procediamo con ordine.
 Dunque, il primo portatore di doni della storia è stato San Nicola. Amato e venerato un po’ in tutta Europa, specie in Belgio e in Olanda veniva ricordato il 6 Dicembre in groppa ad un asinello bianco oppure a cavallo. Andava nelle case portando doni ai bimbi buoni. Secondo certe tradizioni lo accompagnava lo gnomo Peter il Nero, che puniva i bambini cattivi.

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Quando gruppi di immigrati olandesi si spostarono in America fondando Nuova Amsterdam, divenuta in seguito New York, portarono con loro anche le tradizioni, tra cui San Nicola che nella loro lingua si chiamava Sinter Klass.
 Il personaggio piacque anche ai coloni inglesi che trasformarono il nome in Santa Claus.
 Gli abiti di Santa Claus sono simili a quelli di un Vescovo.

 

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Porta una mitra rossa (copricapo liturgico) con una croce dorata e si appoggia ad un pastorale. Il richiamo al Vescovo di Mira città della Turchia è molto evidente. Santa Claus ha un cavallo bianco con il quale vola sui tetti. I suoi aiutanti scendono nei comignoli a lasciare doni nelle scarpe dei bambini buoni.

 

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All’inizio Santa Claus venne rappresentato in costume di vario colore, assumendo man mano su di sé i caratteri di Babbo Natale.
 Il Rosso ben presto divenne il colore predominante a partire dalla sua comparsa sulla prima cartolina di auguri natalizi nel 1885.
 Uno dei primi artisti a fissare l’immagine di Santa Claus nella forma che conosciamo oggi è stato il cartonista americano Thomas Nast. Nel 1863 una sua immagine di Santa Claus apparve sulla rivista Harper’s Weekly.

 

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Le immagini di Santa Claus si sono ulteriormente fissate nell’immaginario collettivo grazie al suo uso nelle pubblicità natalizie della Coca Cola.Le immagini di Santa Claus si sono ulteriormente e definitivamente fissate nell’immaginazione collettiva grazie al loro uso nella pubblicità natalizia della Coca Cola realizzata da Haddon Sundblom nel 1931 . La popolarità di tale immagine a fatto si che si diffondessero vere leggende urbane che attribuivano alla Coca Cola l’invenzione stessa di Santa Claus.

 

 

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E’ peraltro vero che l’immagine della Coca Cola e quella di santa Claus sono sempre state molto vicine, poiché pur non inventandolo viene comunemente rappresentato con i colori bianco e rosso cioè come una lattina di Coca Cola. Solo nella campagna del 2005 la Coca Cola sostituì la campagna natalizia con gli orsi polari.Questa immagine diffusa per ben 35 anni in tutto il mondo è diventata la raffigurazione ufficiale di Babbo Natale e nessuno ormai potrebbe raffigurarselo in un altro modo. Nel creare il nostro Babbo Natale fu, infine, anche l’illustratore Thomas Nast che tra il 1862 e il 1886 disegnò una serie di celebri tavole dedicate al personaggio che ormai era stato associato alle festività natalizie. Sono una sua creazione la casa Al Polo Nord , la lista dei bambini buoni e cattivi, la fabbrica dei giocattoli dove lavorano gli gnomi aiutanti.

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Gianni Bella - Più ci penso

Post n°304 pubblicato il 10 Dicembre 2012 da Ercaliffo1

Cantante e chitarrista di alcuni gruppi catanesi, alla fine degli anni sessanta Gianni Bella si trasferisce al nord Italia al seguito della sorella Marcella, che muove i primi passi come cantante. Nel 1972 Marcella partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Montagne verdi, scritta da Gianni e Giancarlo Bigazzi.
 
Mentre Marcella si impone tra le cantanti italiane di maggiore successo, Gianni comincia la propria carriera solista, sempre con l'aiuto dell'autore Bigazzi, e subito ottiene un buon esito partecipando a Un disco per l'estate 1974 con Più ci penso (che rimane dal 3 agosto al 23 novembre 1974 nella top ten italiana), manifestazione cui torna con minor successo l'anno successivo con Oh mama. Nel 1976 con la canzone Non si può morire dentro vince il Festivalbar, manifestazione cui torna con un buon successo due anni dopo cantando No. Negli anni ottanta, oltre all'attività di solista e di autore per la sorella, nonché di fecondo e molto valido compositore per molti altri artisti, inizia la collaborazione con Mogol, che diventa suo autore e produttore, e alla fine degli anni novanta firma uno dei maggiori successi della carriera di Adriano Celentano: L'emozione non ha voce, grazie alla quale l'album Io non so parlar d'amore rimane per ben due anni nella top 50 italiana.
 
Partecipa al Festival di Sanremo nel 2001, presentando Il profumo del mare, e nel 2007 insieme alla sorella Marcella con Forever per sempre, singolo che avrà un buon riscontro di vendite.

 
 
 

Franco Battiato - Voglio vederti danzare

Post n°303 pubblicato il 09 Dicembre 2012 da Ercaliffo1

Figura tra le più importanti, influenti e innovative di tutto il panorama cantautorale italiano, si è da sempre confrontato con molteplici stili musicali, combinandoli tra loro in un approccio spesso eclettico e originale: si va dagli inizi romantici degli anni sessanta, alla musica sperimentale dei settanta, passando per l'avanguardia colta, la musica etnica, il rock progressivo e la musica leggera, attraversando finanche la musica elettronica e l'opera lirica. Ha sempre conseguito un grande successo di pubblico e di critica, avvalendosi sovente di collaboratori d'eccezione come il violinista Giusto Pio e il filosofo Manlio Sgalambro (coautore di molti suoi brani).
 
Non solo la musica, ma anche i testi riflettono i suoi molteplici interessi, tra i quali l'esoterismo, la filosofia, la mistica sufi e la meditazione orientale.

L'arca di Noè (1982), risultò l'album più venduto in Italia in un anno, nella fattispecie il 1983, preceduto solamente da Thriller di Michael Jackson. In poche settimane vendette circa 550.000 copie e rimase in classifica per molti mesi. La prima canzone del LP, Radio Varsavia, fece molto discutere i critici e Gianfranco Manfredi, dalle colonne del quotidiano La Stampa, accusò impropriamente Battiato di avere inserito nel disco «la cultura della nuova destra». Nonostante il buon riscontro delle vendite, il disco venne accolto in maniera fredda dal grande pubblico e la stessa tournée estiva, nonostante il grande effetto scenografico che si proponeva e la partecipazione del coro dei madrigalisti e di una vasta serie di musicisti, ebbe un successo nettamente inferiore alle aspettative. Tante le canzoni da ricordare: Voglio vederti danzare, (sempre richiesta ad ogni suo concerto), Scalo a Grado, usata da Nanni Moretti nella colonna sonora del film Bianca (1983), New Frontiers, L'esodo e Clamori, su testi di Tommaso Tramonti.

 
 
 

Adriano Celentano - Chi non lavora, non fa l'amore

Post n°302 pubblicato il 08 Dicembre 2012 da Ercaliffo1

Chi non lavora non fa l'amore, (prima classificata al Festival di Sanremo 1970), pur portandolo costantemente in testa alle classifiche, lo rendono insopportabile da parte del pubblico dei giovanissimi (sono gli anni della contestazione giovanile) che lo bollano come reazionario e sorpassato (queste le accuse dei giornali giovanili di quel periodo, come Ciao amici o Big).
 
In particolare la canzone presentata al Festival viene vista come un inno al crumiraggio anche se, analizzando il testo della canzone, si può notare come il protagonista della canzone rivolgendosi al padrone gli faccia presente il disagio che si vive in famiglia a causa dei problemi salariali; ma le polemiche ebbero la meglio sulle analisi. Celentano però non se ne cura e ai successi in ambito musicale inizia ad affiancare quelli in ambito cinematografico.

 
 
 

I Pooh - Mix Canzoni Anni '70

Post n°301 pubblicato il 07 Dicembre 2012 da Ercaliffo1

I Pooh sono un gruppo musicale Italiano artefice di alcuni dei più grandi successi discografici della nazione. Il complesso è tra i più longevi nella storia della musica, essendosi formato nel 1966 ed ha venduto più di 50 milioni di dischi. Sono inoltre considerati il maggiore gruppo musicale della storia discografica italiana.

 
 
 

Giardino dei Semplici - Miele

Post n°300 pubblicato il 06 Dicembre 2012 da Ercaliffo1

Il Giardino dei Semplici è un gruppo musicale italiano tuttora in attività. In quasi quarant'anni di carriera il complesso ha venduto 4 milioni di dischi ed eseguito 1.800 concerti. Le caratteristiche fondamentali del complesso sono i falsetti corali e l'abilità di miscelare stili musicali e linguaggi diversi fra loro. Tra i fans, il gruppo è colloquialmente riferito come GDS. Nel 2013 sarà pubblicato il loro nuovo disco, l'undicesimo da studio della loro carriera.
Il batterista Gianni Averardi (ex Campanino) fonda il gruppo nell'estate del 1974, reclutando Arcella, Caliendo e Liguori nell'arco di poche settimane. La band comincia subito ad esibirsi allo Shaker Club di Napoli con un nome temporaneo. I produttori Giancarlo Bigazzi e Totò Savio, in accordo con Averardi, procurano al complesso un contratto con la CBS. Bigazzi, ispirandosi al Giardino dei Semplici del museo di Storia Naturale della sua città, propone al gruppo il nome, che viene ben accolto dai musicisti.

 
 
 

Storie di tutti i giorni

Post n°299 pubblicato il 05 Dicembre 2012 da Ercaliffo1

"Storie di tutti i giorni" è stata presentata nella XXXII^ edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, dove risultò vincitrice.
 
Il brano, che fa parte dell'album Collezione, è stato scritto dallo stesso Fogli insieme a Guido Morra e Maurizio Fabrizio, ed è stato prodotto da Giancarlo Lucariello.
Le "storie di tutti i giorni" raccontate dalla canzone sono un po' le storie della maggior parte delle persone, ovvero le storie della cosiddetta gente "comune", gente la cui vita scorre monotonamente e un po' stancamente, ovvero - come dice il testo - senza guai seri, ma pure senza grandi successi, in attesa di un grande amore che sembra non arrivare mai: è gente che magari ha in testa delle grandi idee, ma probabilmente non riuscirà mai a realizzarle, anche perché nessuno è disposto ad ascoltarle; e intanto il tempo passa inesorabilmente e queste persone vengono rinnegate persino dagli amici di un tempo, che - avendo preso altre strade - fingono di non ricordarsi più di loro.
 E si finisce così per cedere quasi inevitabilmente al fatalismo, pensando che nulla potrà mai cambiare...

 
 
 

Alberto Camerini - Rock'n'roll Robot

Post n°297 pubblicato il 04 Dicembre 2012 da Ercaliffo1

Alberto Camerini (San Paolo del Brasile, 16 maggio 1951) è un cantautore, chitarrista e artista di teatro italiano.
 
Dalle sonorità in chiave rock dei primi anni ottanta, è considerato l'arlecchino del rock italiano per la gestualità che caratterizza le sue esibizioni dal vivo (che richiamano le movenze stilizzate della maschera bergamasca) e per la diretta citazione che ne ha fatto in uno dei suoi brani di maggior successo: Rock'n'Roll Robot, presentata al Festivalbar 1981 (nel testo ci sono numerosi riferimenti alle innovazioni tecnologiche derivanti dall'allora nascente informatica). Il tema di Arlecchino rifarà spesso capolino nel corpus artistico di Camerini (come ad esempio nel brano Serenella e nell'ampio monologo per il teatro Il Buffo alla Moda).

 
 
 
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