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Creato da ex_pre il 16/03/2006

Cuore e regole

Ex, ex, ex-tante-cose e fino a quando non diventerò anche ex vivo sarò in via di definizione, sempre coerente con me stesso; sempre io

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Ecco il link se a qualcuno interessasse.
 

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UN TEST CHE MI RAPPRESENTA


Which angel are you?
You are a balanced person, you may be bad at times, and good at others, but your a good balance. You can be on the receiving end or the giving end but no matter what, you always seem to come out balanced. You give good advice and direct people to lead a good balance of life. Your the ying and the yang. Your level-headed and rarely fail in life. You can be in the crowd and not seen, but you have the ability to shine aswell.
Molto carino anche questo:
for some reason you have felt very distant from everyone else and you try to follow your own path. throughout the years you have seen a lot of freaky shit and sometimes it overcomes you and you get stuck in the rabbit hole trying to figure out what it is. All you know is that humans aren't the only ones out there and there is something about yourself that is still a myster. 
What is your true nature: the psychiatrist
You take the problems of others with you wherever you go. In your spare time you try to think of some way to resolve the dilemmas of your friends. You have an attraction to those who are in need and you feel that you always have to contribute in some way to make those around you like you. The respect of others is important to you.
 

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Iniziamo a spogliarci

Post n°314 pubblicato il 27 Novembre 2009 da ex_pre
 

 

 

°°° Dell'inizio del cammino

Ha detto che è importante agire e non conoscere!
Bisogna incamminarsi, non basta riflettere e parlare. Più si parla e più le parole nascondono la Sacra Montagna. Più si sta a riflettere e si cerca di capire e più è facile che ci si perda nei sobborghi e nella periferia. 

Cosa vuol dire incamminarsi?
Incamminarsi vuol dire fissare bene nella mente la cima della Montagna e fissare bene la volontà di raggiungerla a qualunque prezzo. I

Fissare una cosa nella mente non dovrebbe costare fatica!
Infatti non è quello che costa, costa invece la fedeltà, la costanza, il dover compiere delle scelte. Costa anche il senso di solitudine, d'incomprensione.

Quindi questo percorso non si compie con spontaneità e gioia?
All'inizio si, all'inizio sembra di avere le ali ai piedi, ci sembra tutto facile ma poi i tempi si allungano ed iniziano i compromessi. I compromessi ci legano, ci appesantiscono, ci frenano. All'inizio siamo focalizzati e vediamo solo una cosa: la Montagna. Poi si prosegue perché l'abbiamo deciso, si prosegue per forza di volontà. Per questo far parte di una comunità, seguire le scritture, le celebrazioni, i momenti di preghiera, meditazione ecc ci aiuta. Tutto ciò rappresenta una realtà alla quale appoggiarci proprio quando si fa fatica. Abbiamo bisogno a volte di impalcature esterne che ci sostengano.

Come si cammina nella Cittadella?
Incamminarsi vuol dire iniziare a fare scelte. La prima fase di questo cammino inizia con l'abbandonare le cose che ci appesantiscono. Bisogna iniziare a spogliarci. Questo processo di spogliazione arriverà fino nel più profondo del nostro essere. Solo chi è del tutto e perfettamente spoglio può sperare di scalare la Montagna.

 
 
 

Bisogna essere pratici

Post n°313 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da ex_pre
 




°°° 22) Sulle religioni
Ha detto che bisogna restare nella nostra contrada, questo comprende anche la religione?
Si esatto, la contrada comprende anche la religione con la quale siamo cresciuti. Ognuno di noi ha una religione di riferimento sia che i nostri genitori l’abbiano praticata sia che ci troviamo a vivere in un luogo nella quale essa viene praticata.

Lei sta dunque dicendo che tutte le religioni sono ugualmente buone!
Le grandi tradizioni religiose non sono tutte uguali ma vanno ugualmente bene.

Certo, qualcuno avrebbe da ridire su questa posizione!
Si, ne sono certo, è del tutto normale che ai credenti suoni un campanello d’allarme se si dice che tutte le religioni vanno bene. Noi giudichiamo le religioni e siamo abituati a considerarle vere o false. Questa preoccupazione deriva dal fatto che noi cristiani, ma anche ebrei o islamici, abbiamo una Rivelazione che viene “dall’alto”. Avere una fonte così autorevole fa si che esista solo una verità assoluta che non può essere messa in dubbio da alcuno. Oltre alla questione della verità e quindi della dottrina noi scegliamo la religione a seconda della sua capacità di portarci o guidarci verso la salvezza. La verità e la salvezza sono legate profondamente. 

Quindi non si può dire che sia indifferente se siamo nati dentro una tradizione religiosa o l’altra!
Non è indifferente ma fatto sta che nessuno abbandonerà la fede alla quale ha aderito profondamente per cercarne un’altra. Il motivo è che egli ritiene che quella sua sia buona e vera. Sarebbe un gran spreco di tempo e forse ingiusto cercare di convincere e far cambiare l’idea dell’altro. In questo modo capita che si facciano ingiustizie e molto torto alle persone. 

Sembra che si preoccupi più del lato pratico che di ciò che sia vero o buono!
Infatti… non importa quanto sia vera un’idea ma cosa te ne fai.


 
 
 

Bisogna essere leggeri

Post n°312 pubblicato il 13 Settembre 2009 da ex_pre
 



°°° 22) Sulla semplificazione
Perché è importante rimanere nella propria contrada?
E'importante perché quellla contrada è ciò che ci è più vicino, ciò che ci appartiene, ciò che già conosciamo. Siccome già conosciamo possiamo dedicarci ad approfondire. 

Ma non è bene conoscere altre cose?
E'molto meglio approfondire la conoscenza piuttosto che allargarla. Nella Cittadella non è tanto importante essere larghi quanto essere profondi. Bisogna essere affilati come punte di lancia per penetrare sempre più in profondità. Per scalare la montaga bisogna essere leggeri. Bisogna spogliarsi dagli orpelli, dalle cose non necessarie. Bisogna imparre a riconoscere l'essenziale e semplificare tutto.

Non è una cosa negativa semplificare?
Non è una cosa negativa è invece un grande segno di saggezza perché chi è semplice ha capito l'essenziale. Chi vuole scalare la montagna diventa semplice, leggero, essenziale, povero. Quando il tutto diventa uno solo allora diventa tagliente tanto da penetrare l'impenetrabile.

Cosa vuol dire in concreto essere semplice?
Chi non è semplice è diviso, tra il cuore e la mente, tra il presente e il passato, tra i bisogni e le aspirazioni... Chi scala la montagna è una persona unificata in se stessa. 

Come si fa ad essere unificati?
Questo è ciò che si impara nella propria contrada e ciò che si deve fare prima di avvicinarsi alle pendici della Montagna. Non si va molto lontano se ci portiamo dietro troppi pesi. E' necessario avere dentro di noi un tale desiderio di arrivare alla cima da essere più forte di qualsiasi cosa, da sopportare qualsiasi sacrificio. Questo desiderio ci deve far abbandonare tutto fino ad arrivare ad abbandonare addirittura ciò che crediamo essere il nostro io.

Bisogna abbandonare il nostro io? Ma come è possibile se siamo noi stessi a dover fare questo cammino, come possiamo quindi rinunciare al soggetto stesso di questo cammino?
Questa è una cosa molto dolorosa e difficile perché il nostro io è abituato ad attirare tutto e non lasciare niente. Da soli non possiamo farcela. E'per questo che dobbiamo restare nella nostra contrada e diventare discepoli. Bisogna imparare l'obbedienza e la disciplina. Per questo se rimaniamo nella nostra contrada possiamo iniziare a spogliarci delle cose mentre se andiamo in un'altra non facciamo altro che accumulare senza esserci prima spogliati. 

 
 
 

Delle contrade

Post n°311 pubblicato il 26 Agosto 2009 da ex_pre





°°° Di come ognuno abbia una contrada di partenza
Quando si penetra dentro le mura della Cittadella ci si trova dentro una contrada o quartiere. Il quartiere corrisponde alla nostra cultura, la nostra società e la nostra religione.
- Vuole dire che entrando da un'altra parte e in un altro quartiere troveremmo una cittadella diversa?
Esatto, è molto importante valutare e prendere in considerazione da quale lato si entra nella città. Il lato dal quale si entra ci segna per sempre.
- Entrando da un altro lato possiamo avere dei vantaggi?
Assolutamente no. A parte che non è possibile entrare da un altro lato, ma anche se fosse possible ci troveremmo spiazzati. Capita che coloro che vagano nella città s'addentrino in altri quartieri, a volte ne traggono beneficio ma molto spesso è una perdita di tempo e loro s'illudono d'aver fatto qualcosa di utile per se stessi. In effetti è nella nostra contrada che riceviamo i maggiori vantaggi. Nessuno di noi può fare tutto, tutti noi abbiamo delle caratteristiche che ci fanno fare meglio una cosa. Un atleta può essere un ottimo corridore ma se s'impegnasse ad es. nel nuoto rischerebbe di togliere punti alla corsa e rimanere un mediocre nuotatore.
- Ci spieghi meglio cosa sono queste contrade.
Le contrade rappresentano il nostro mondo di riferimento. Noi europei non siamo indiani o africani, abbiamo la nostra cultura, la nostra lingua, il nostro sistema di interpretare e capire il mondo. Le nostre basi culturali e religiose ci hanno segnato profondamente quindi è bene rimanere nel proprio.
- Ma non è meglio conoscere anche altre cose?
Può essere interessante, certo, avere nuovi spunti, altre prospettive, diversi paradigmi ecc ma molto spesso tutto ciò non fa altro che distrarci, metterci confusione. Non si possono seguire tante vie se ne può seguire una. Ci sono tante cose interessanti da conoscere ma la cosa più importante è approfondire una. 
- Quindi studiare è una cosa negativa?
Studiare per approfondire la propria via non è negativo anche se lo studio ci porta apparentemente all'infuori della nostra contrada, è negativa la curiosità che non porta a nulla.   
- Qual'è quindi il consiglio che ci da?
Prima di andare a cercare altre cose bisogna fermarsi nella propria contrada, imparare a conoscerla ed amarla perché essa ci appartiene e noi apparteniamo a lei. Se anche andassimo in altre contrade inevitabilmente dovremmo ritornare alla nostra perchénon si può ignorare la nostra origine. 

 
 
 

Quindi ora siamo soli

Post n°310 pubblicato il 22 Luglio 2009 da ex_pre
 




°°° 20) Un primo sguardo alla città e alla nuova situazione

- Quant’è grande la città?

È sufficientemente grande da perdersi e passare tutta la vita a vagare per le sue vie.
- Come mai le persone si perdono?
Perché le vie sono intricate e soprattutto queste vie sono piene di venditori e giocolieri.
- Cosa sono questi venditori e giocolieri?
Essi sono coloro che hanno il compito di distrarci, per farci perdere la direzione e farci dimenticare  la Montagna.
- Come possono farci dimenticare la Montagna, non si innalza essa in mezzo alla città?
Si, essa si trova in mezzo alla città ed è grande ma il nostro sguardo viene attirato da altre cose.
- Come è possibile nascondere una montagna!
E’impossibile ed è proprio per questo che veniamo circondati dai venditori e dai giocolieri.
- Chi sono i venditori?
Sono coloro che ci offrono cose che crediamo utili o belle ed in cambio ci chiedono soldi. 
- E i giocolieri?
Sono coloro che non ci danno niente, essi ci distraggono e mentre ci divertiamo dai nostri borselli vengono rubati i soldi.
- Parli di soldi, cosa sono i soldi?
I soldi sono una cosa preziosa e  limitata, nella cittadella la moneta corrente è il tempo. Il tempo che abbiamo è limitato.
- Questa città è pericolosa? 
Si, perché ci possiamo perdere ed è fatta per ingannarci.
- Ci si può perdere la vita?
Si, in questa città la nostra vita sarà sempre in pericolo e la morte è una possibilità prevista dalle regole. Ma all’inizio il più grande ostacolo sono i venditori e i giocolieri, quelli per la maggioranza delle persone sono più che sufficienti. Si perdono i soldi e non si va da nessuna parte, è molto più efficace che mettere in allarme la persona interessata spaventandola o aggredendola.

 
 
 

Della bestemmia

Post n°309 pubblicato il 10 Luglio 2009 da ex_pre
 




°°° 19 Di coloro che si sentono derubati
Ciò che ho descritto rappresenta più la diversità direazioni e atteggiamenti piuttosto che categorie distinte di persone, come sempre si tratta di schemi che mi aiutano a descrivere ciò che accade nella Cittadella. Esistono tante altre sfumature e modalità di comportamento ognuno mette in atto il proprio.

4)  C’è un ultimo atteggiamento che voglio descrivere e riguarda quelli che si sono illusi dipossedere in modo permanente l’influsso benefico e l’esperienza della Vetta. Costoro si sentono privati di una cosa che credevano loro e quindi provano rabbia. Credono che essere entrati nella Cittadella sia già il traguardo e che l’hanno raggiunto con la propria astuzia, con le proprie capacità. Queste persone si sentono beffate e non è detto che non provino rancore nei confronti della Vetta ma questo atteggiamento negativo è la prova che essi non hanno colto la vera natura di ciò che hanno visto.

Quindi dopo la promessa la persona si trova da sola tra le vie della città.

 
 
 

Un colpo di fortuna

Post n°308 pubblicato il 05 Luglio 2009 da ex_pre



°°° 18) Di coloro che non sanno cosa hanno visto e cosa devono fare
3) Ci sono persone che sentono che quello che hanno visto è stata una grazia troppo grande e si sentono profondamente indegni nei confronti della Montagna.
Costoro fanno esperienza della propria inadeguatezza e provano quasi un senso di pudore per aver posato lo sguardo su una cosa tanto stupenda.

Questi soggetti, a differenza delle due tipologie precedenti sono tendenzialmente passivi perché credono che essi non possono fare nulla. Queste persone possono provenire da un ambiente religioso o possono avere simpatie verso varie filosofie di qualunque tipo ma in genere queste persone sono del tutto impreparate a questo nuovo ambiente e per questo non hanno alcun strumento per capire ne cosa hanno visto oppure che possono fare. La chiarezza e la genuinità dell’esperienza che hanno avuto poiché non ha avuto mediazioni razionali di nessun tipo è un vantaggio ma queste persone in questa situazione sono estremamente fragili. Il rischio è che queste persone lascino svanire l’esperienza come fosse un sogno senza darle alcun seguito.

 
 
 

Trovare la combinazione giusta

Post n°307 pubblicato il 26 Giugno 2009 da ex_pre
 



°°° 17) Di coloro che credono che tutto dipenda da loro
2) Ci sono persone che pensano di aver perso la visione della Vetta perché loro stessi in qualche modo hanno distolto lo sguardo e si sono allontanati dalla luce e che non è stata la luce ad allontanarsi o a reagire a qualche loro atteggiamento sbagliato. Queste persone credono che il loro errore sta nel essersi occupati troppo di se stessi o di altre cose ed è per questo che hanno perso la direzione. Spesso queste persone credono che l’azione più giusta sia cercare di riprodurre le stesse condizioni del passato e con ciò s’illudono di riavere la stessa esperienza o condizione che avrebbe permesso loro di avere la grazia della prima visione. Queste persone credono che la cosa dipenda esclusivamente da loro e che basti trovare la giusta combinazione per riavere quella luce.

Anche queste persone hanno una visione sbagliata anche se è positiva. L’errore è credere che la perdita dipenda da loro e questo è in comune con la prima tipologia e il secondo errore è credere che la situazione iniziale può riproporsi. L’elemento  positivo sta nella consapevolezza di essere i protagonisti di questa situazione e che quindi, loro possono fare tutto ed è così ma sia una categoria di persone che l’altra rischiano di fare lo stesso errore e cioè quello di stare fermi. La Vetta della Montagna è invece apparsa per attirarli a se e quindi loro devono mettersi in cammino.

Seguono anche altre reazioni

 
 
 

Al di la della giustizia

Post n°306 pubblicato il 18 Giugno 2009 da ex_pre
 





°°° 16) Di come certe persone reagiscono alla scomparsa della Vetta
Abbiamo visto la Vetta per un periodo di tempo e siamo stati beneficiati della sua luce. Dentro di noi sono avvenuti grossi cambiamenti e ci siamo illusi che questa sarebbe stata la nostra definitiva condizione di vita invece la situazione cambia perché entro breve rimaniamo senza quella luce e ritorniamo ad essere soli. Ecco uno schema che riassume le varie reazioni a questa perdita.

1) C’è chi pensa d’aver fatto qualcosa di sbagliato o sgradito alla Vetta e quindi  essa per punire o per manifestare l’indegnità del soggetto si sottrae allo sguardo. Questo tipo di persone ha un senso di colpa nei confronti della Montagna e crede d’aver peccato contro una realtà così meravigliosa. Costoro quindi  pensano che la cosa giusta sia quella di mostrarsi pentiti e magari di espiare la propria colpa infliggendosi addirittura delle pene. Essi vogliono manifestare la propria buona volontà e facendo così credono di attirare nuovamente su di se la luce benevola della Montagna. In genere questa reazione è propria di chi ha un retroterra religioso.

Questo modo di comportarsi ha qualcosa di buono perché queste persone sono predisposte ad un atteggiamento devoto e umile nei confronti della Montagna, essi sentono di potersi relazionare alla Vetta e che questa non è una cosa muta e indifferente. L’errore che fanno è illudersi che attirare su di se la benevolenza della Montagna li sottrarrà dal faticoso cammino che devono appena iniziare, cammino che li trasformerà profondamente. Un altro errore è credere che non ci sia null’altro da aggiungere alla situazione che hanno vissuto e che tutto si risolva in una serie di regole legali per le quali essi sono giusti o hanno torto ma in effetti questo tipo di leggi nella Cittadella non contano troppo perché la Montagna è li per essere scalata e questa è una cosa che fanno gli audaci e i violenti.

 
 
 

Toccare non è possedere

Post n°305 pubblicato il 05 Giugno 2009 da ex_pre





°°° 15) Della Promessa che ci viene fatta una volta dentro
Cosa significa Promessa? Ci viene concesso di toccare ma non di possedere. Coloro che entrano nelle mura della Cittadella possono intravedere la alta Vetta della Montagna che si trova alta sopra i tetti della città, oltre i limiti delle cinte murarie superiori. Le nuvole perenni che nascondono la Vetta si scostano e ci viene elargita la luce e il calore che inebria l’anima e la pervade di una dolcezza impareggiabile. Da quel momento noi sprizziamo gioia e energia, la gente si accorge che è cambiato qualcosa dentro di noi e il nostro entusiasmo sembra inesauribile e incontenibile. Questa situazione però non dura a lungo. Dopo un po’ di tempo (qualche mese in genere e a volte anche un anno o più) le nuvole veleranno di nuovo la Vetta. 

In questo periodo particolarmente felice si riceve il dono più grande che è allo stesso tempo dolce e amaro; assieme alla dolcezza della visione noi riceviamo un sigillo che dentro di noi  sanguina e ci fa soffrire.  E’il sigillo della nostalgia perché i nostri occhi non potranno più vedere la vetta ed esserne illuminati, non voleremo più con il cuore, la grande luce che ci ha pervaso per un tempo. piano piano svanisce. Se per un certo periodo noi ci siamo sentiti oggetto del favore divino ora ci accorgiamo di essere soli. Dopo un periodo di felicità segue una grande prova... e questo è normale.

 
 
 

Il mondo dietro la porta

Post n°304 pubblicato il 11 Maggio 2009 da ex_pre
 




°°° 14) Della felicità e della promessa
Se aprendo l’armadio nella nostra camera ci trovassimo, invece delle solite cose di sempre, un mondo sconosciuto; una vasta città, con al centro un’altissima e meravigliosa montagna? 

Quelli che hanno fatto il passaggio e si ritrovano aldilà del muro della cittadella vivono questa sensazione; lo stupore e forse la più grande gioia che si possa provare. Essi iniziano a capire le cose da un nuovo punto di vista, scoprono qual è la verità delle cose che prima apparivano sconnesse e prive di un disegno coerente. Improvvisamente si sciolgono nodi che impedivano al cuore di aprirsi e alla mente di capire. Essi prendono contatto con una nuova dimensione della propria esistenza ossia quella parte che hanno sempre cercato. Questa fase di profonda gioia ed entusiasmo, che è solo l’inizio del progresso spirituale, è caratterizzata dalla Promessa. 

La Vetta della Montagna permette di essere vista per un po’ di tempo ed essa dirige su di noi i suoi raggi, per questo il cuore e la mente viene inondato di luce e felicità.  Ma questo è solo una promessa che ci viene fatta e ben presto svanirà.

 
 
 

Un prima ed un poi

Post n°303 pubblicato il 30 Aprile 2009 da ex_pre
 




°°° 13) Del grande evento ossia dell'attraversare la porta
Lei ci sta parlando per immagini ma cosa vuol dire: “attraversare la porta”? 
Questo evento ha tanti nomi, ogni esperienza spirituale usa i propri. Alcuni nomi, tra i più frequenti, sono: risveglio, entrare in se, conversione, iniziazione, illuminazione, diventare consapevoli ecc Alcune espressioni si completano a vicenda mentre altri termini si prestano a malintesi. 

A me non interessano i termini perché le parole spesso sono motivo di incomprensione. Voglio parlare di cosa accade alla persona in concreto, m'interesso delle azioni e operazioni dell'individuo. Tutti questi termini vogliono indicare un passaggio nella vita della persona per la quale esiste un prima e un dopo. Si tratta di un evento che sconvolge profondamente  e positivamente la persona. Da quell’evento in poi la persona riorganizza il suo mondo interiore, in lei si crea un sistema nuovo fatto su basi nuove; si assiste ad una trasformazione profonda della persona, cambia il suo modo di comprendersi, di interpretare il mondo. La gerarchia dei valori e delle priorità viene modificata o perfezionata, nascono nuovi interessi e quindi nuove relazioni ecc. Il risultato di questa riorganizzazione interiore è sempre un’esplosione di energia, entusiasmo, desiderio di agire, desiderio di rendere participi gli altri di questa novità. 
A costoro sembra di toccare il cielo con un dito… ed è così perché si entra nella natura di Dio.

 
 
 

Lavorare con la luce di una candela

Post n°302 pubblicato il 18 Aprile 2009 da ex_pre
 




12) Di coloro che ancora non vedono la Cittadella
Non tutti vanno nella direzione giusta, abbiamo detto. Non è il loro momento oppure non è una cosa della quale sentono il bisogno. Non tutti cercano la porta e non tutti riescono ad attraversare la soglia dopo averla cercata.  

Cos'è che fanno dunque queste persone o meglio, cos'è che possono fare? 
Queste persone pur con gli occhi che non vedono e gli orecchi che non sentono possono e devono comportarsi come dei cittadini appartenenti alla Cittadella. La Cittadella è ciò che sono, è la la parte più profonda del loro essere e non importa se non la conoscono! Essi devono lavorare su di se con la debole luce che hanno a disposizione, non vedono orizzonti, non scorgono montagne, non vedono lontano ma solo attorno a se. Essi devono fidarsi delle parole di chi insegna loro le cose, ecc Essi seguano le leggi morali ed etiche con lo stesso impegno di chi vede e sente, devono cercare la virtù allo stesso modo ma non sapendo bene perché devono farlo. Essi pregano e studiano, seguono la religione con umiltà e obbedienza.

Essi possono fare tante cose e tanto del bene a se stessi pur non essendo consapevoli, perche tutto quello che fanno ha eco dentro la parte più intima del loro essere. Non si deve stare fermi perché non si sa mai in quale momento della loro vita essi possono essere risvegliati. Quando essi dovessero risvegliarsi scoprirebbero di avere già fatto tanto. Scoprirebbero di avere già un equipaggiamento adatto alla Grande Scalata. Perché non basta attraversare il muro!

 
 
 

I casi speciali

Post n°300 pubblicato il 08 Aprile 2009 da ex_pre
 




11) Di coloro che vedono cose che altri non vedono
Ci sono altre categorie di persone che riescono a penetrare la mura della cittadella. E'una categoria un po' anomala ma molto più diffusa di quanto si possa credere. Sono quelli che hanno una sensibiltà superiore e fin da piccoli sono in contatto con le realtà ultrasensibili, ossia quelle che vanno oltre i nostri cinque sensi. Queste persone sono avvantaggiate nella presa di coscienza e forse si potrebbe dire che essi inconsapevolmente già guardano la realtà dalla prospettiva della Cittadella. 

Tante di queste persone soffrono perché non capiscono e non vengono capite da chi è al di fuori del cerchio delle Mura o da chi non abbia la loro stessa abilità, perché di abilità si tratta! 
Queste persone sono tentate o invitate a sopprimere ciò che sentono e vedono. A volte sentono o vedono cose, sanno ed hanno esperienze che li spaventano, che li disorientano. In genere  queste persone non sanno come trovare aiuto e tanti passano per pazzi o squilibrati. A volte trovano una loro strada per convivere con questa sensibilità.  Essi sono testimoni di una "realtà-non-visibile" che ci circonda e che non possono condividere. Essi si trovano spesso in conflitto con se stessi e con la loro fede di appartenenza (se ne hanno una) perché non sanno che risposte darsi e con chi parlare e cosa sono le cose che si  manifestano.

Questo non vuol dire essere Dentro, loro vedono attorno a se le cose che altri non vedono, hanno aperto o trovato aperte delle finestre di conoscenza del mondo spirituale. Quello di cui stiamo parlando noi è una realtà diversa è l'ingresso nel Se. Non è la stessa cosa entrare nella Cittadella e conoscere o avere contatto con la realtà non-sensibile. 
Essi però hanno strumenti molto migliori per entrare in questa Città.

 
 
 

Click, e sei dentro

Post n°299 pubblicato il 02 Aprile 2009 da ex_pre
 



°°° 10) Di coloro che trovano la porta per caso
Siamo sempre al di fuori delle mura della Cittadella, non abbiamo inziato a camminare dentro le mura, lo faremo, per ora stiamo considerando quelli che hanno trovato un modo per entrare...già, come si fa ad entrare? A molti capita che dentro di loro scatti un qualcosa ed essi improvvisamente acquistino questa coscienza e quel qualcosa che scatta i loro è imprevedibile e individuale. Molte persone che sono entrate all'interno vivono un evento improvviso che li mette a contatto con il mondo spirituale, li senti dire: "ma allora è reale!!!" In seguito ad eventi di carattere benigno ma anche maligno succede che la persona si renda conto di un nuovo livello dell'esistenza che fino ad allora era sconosciuto. Questa presa di coscienza pone la persona a un livello più alto di comprensione o consapevolezza. Questa è l'illuminazione, o meglio, una prima illuminazione.
 
Il bisogno di trovare questo livello di conoscenza può nascere da tanti eventi; spesso ci sono d'aiuto eventi negativi che distruggono le nostre sicurezze, i punti di riferimento. L'effetto di queste tempeste può essere molto positivo perché nel silenzio grandioso che segue una grande tempesta noi diventiamo capaci di sentire la direzione. Ci sono situazioni che ci spiazzano e creano dentro di noi il silenzio. E'in quel silenzio che noi troviamo la via giusta per riorganizzare le nostre energie, la nostra mente e la nostra vita. Si crea dentro di noi un nuovo ordine e una nuova disciplina ossia un ambiente interiore ed esteriore favorevole alla ricerca. 
Come dicevo, è molto difficile che seguendo delle istruzioni si possa entrare nella Cittàdella Interiore, però ci sono atteggiamenti che possono favorire quest'evento. Quando non sono gli eventi fortuiti a dettare le condizioni allora dobbiamo attivare la forza di volontà, la disciplina... ma chi si assume un simile impegno se non chi ne sente profondamente il bisogno? Tutto parte da questo bisogno, secondo alcuni questo è il più grande dono che si può ricevere.

 
 
 

Cercare la porta

Post n°297 pubblicato il 25 Marzo 2009 da ex_pre
 




9) Sulla direzione da prendere e sulla porta da cercare

I cercatori a un certo punto capiscono che la Montagna Sacra che devono scalare non è da qualche parte fuori, che non si trova sui libri, dentro i templi e i gruppi di persone non sono in grado di dirlo. Costoro intuiscono che devono cambiare la direzione perché le pratiche iniziano a diventare aride e senza prospettiva, le conoscenze arrivano ad ingombrare la mente, le esperienze iniziano a disorientare. E'così che si arriva all'ostacolo, al muro. E'a questo punto che ti dicono: "va bene così, non c'è altro da aggiungere, rimani fedele, segui le regole, continua a studiare, continua a pregare..."

C'è chi insoddisfatto inizia ad aggirarsi attorno alle mura. L'unica cosa che gli può essere utile a questo punto è sapere che esiste un modo per entrare e soprattutto che esiste un "DENTRO". E'una grande fortuna trovare un maestro che incoraggi e susciti il desiderio di andare oltre. Penso che nessuno ci possa insegnare come entrare, forse se ce lo dicesse ci metterebbe in condizione di non trovare il nostro modo. Siamo noi che abbiamo quella chiave; da sempre ci siamo portati in tasca quela chiave ma non sapevamo a cosa servisse. Quella chiave non solo aprirà la porta, essa ci indicherà anche il nostro sentiero.

Già, ma come si fa a trovare la porta? Cosa si deve fare quando ci troviamo davanti al muro?
Ecco un indizio... Si può trovare una chiave persa nell'acqua torbida? Non sarà il caso di rimanere immobili il tempo necessario che il fango si posi e l'acqua ritorni limpida? Come puoi pensare che l'acqua diventi limpida se continui a dibatterti nella tua ricerca? Non è strano come si trovino le cose proprio nel momento nel quale abbiamo smesso di cercarle? D'altronde una porta cos'è se non uno spazio vuoto su un muro? 

  $

 
 
 

Oltrepassare la soglia, perchè c'è una soglia da oltrepassare

Post n°296 pubblicato il 23 Marzo 2009 da ex_pre
 




°°° 8) Riguardo la direzione da prendere

Tante cose si dovrebbero ancora dire a proposito dell'Esterno ma bisogna volgere lo sguardo verso la Cittadella. Conosciamo da sempre l'Esterno mentre di ciò che si trova aldilà del muro sono pochi che ne parlano. Sembra che tutti si occupino di dire come vivere "fuori". Come comportarci bene e come far progredire "il fuori" dandoci norme di comportamento e predicando senza indicare la Cittadella costruita sulle pendici della Montagna. Non c'è solo l'ortoprassi e l'ortodossia c'è anche l'ascesi, non solo l'oggetto ma anche il soggetto. Non solo gli antichi e preziosi testi sacri ma la storia sacra di ogni spirito che cerca, cammina e cade e poi trova. Sono tante case senza inquilino, tante chiome senza radici. Come se un albero potesse crescere senza radici, come se una casa avesse senso senza inquilino. I maestri che ci parlano della Cittadella sono oramai rari.  

Alcuni cercatori hanno cercato a lungo, hanno letto, si sono informati, hanno viaggiato, hanno fatto esperienze e pratiche, hanno agito con buona volontà per trovare la Montagna Sacra che sentivano esistere aldilà delle parole. Quante persone compiono viaggi alla ricerca di se stessi e non si trovano, quanti cercano Dio senza trovare se stessi, quanti credono di aver trovato la soluzione in pratiche e conoscenze senza aver mai individuato la via e qual'è la Montagna da scalare? Bisogna cambiare direzione: non si deve andare lontano da se. Questi cercatori scopriranno quale direzione prendere dopo aver vagato ed essersi stancati. Ciò che essi hanno imparato nei loro viaggi, con le letture, grazie agli incontri ecc può essere molto utile. Non si deve disprezzare il sapere, la lettura, la devozione, la ricerca, il rito, la preghiera, l'incontro! Non si deve mai disprezzare niente perché le cose più preziose si trovano la dove meno te le aspetti. 

Cosa vuol dire trovare la direzione giusta? Chi ce la indica? Cosa bisogna fare in pratica per avviarsi verso la Montagna? Come si fa a entrare nella Cittadella fortificata? 


PS. Scusate la moderazione ma mi hanno preso di mira mettendo spazzatura sul mio blog, appena posso la toglierò.

 
 
 

A qualcuno si e a qualcuno no

Post n°295 pubblicato il 20 Marzo 2009 da ex_pre
 




°°° 7) Riguardo all'esclusione di molti e l'elezione di pochi 
La porta della Cittadella Interiore è aperta a tutti ma non tutti sono intertessati. Nessuno è escluso e chiunque potrebbe riuscire a entrare dentro se stesso. Le parole, i gesti, i moti che portano le persone ad entrare in contatto con questa parte di se sono molto semplici ma di fatto sono pochi coloro che si attivano. Le persone si escludono da sole da questo percorso perché semplicemente non sono pronte.

Chi è dentro le mura della Cittadella e si sta incamminando sulla Montagna non è staccato dal mondo esteriore che osserva con occhi diversi. Chi è dentro si rende conto della miseria delle persone che vagano prive di direzione. Queste persone sono sempre assetate  e impiegano tanta fatica a scavare cisterne screpolate, incapaci di contenere acqua. Chi li osserva ed ha già un nuovo e diverso livello di consapevolezza soffre ed è turbato a causa della propria impotenza. (Di questo si parlerà più in la.) La persona illuminata mossa a compassione desidera stare vicino a queste persone, egli sa che il favore più grande che potrebbe fare loro è risvegliarli dal sonno ma egli sa anche che per quanto si sforzi essi apriranno gli occhi solo quando si compirà il loro tempo. 

Le persone in cammino sanno che a nulla è valso che altri dicessero loro cose per le quali erano sordi. Solo dopo che si è aperto il loro orecchio del cuore essi hanno capito le parole di coloro che cercavano di risvegliarli.
Ci sono cose però che vale la pena di insegnare e imparare anche se non si sta compiendo ancora il cammino. Lo vedremo più in la.

 
 
 

OK, la strada è giusta

Post n°294 pubblicato il 17 Marzo 2009 da ex_pre
 




°°° 6) Chiamiamolo per comodità: Maya

Quand'è che le forze dell'Oltre si manifestano davvero? In genere per primo si manifesta Chi non vuole che noi vediamo. Colui-che-mette-i-veli si allarma per primo. Nonostante il torpore che egli fa cadere sulle nostre membra, nonostante egli distragga il nostro sguardo noi percepiamo una voce che ci chiama oltre, noi tendiamo il nostro orecchio verso un qualcosa che nemmeno sapevamo potesse esistere, verso una direzione che non avevamo mai osservato perché non c'era niente da vedere.

C'è una voce che oltrepassa le mura e i miraggi di Colui che ci vuole tranquilli, docili e senza domande. Una voce che proviene dalla cima del Monte ed entra nelle fibre del nostro essere. Prima che questa voce giunga veramente alla nostra mente il nostro cuore già soffre di nostalgia verso un luogo dove potremmo veramente essere a casa anche se non ci siamo mai entrati. C'è qualcosa di profondamente nostro la dentro che ci appartiene da sempre e che ci siamo scordati.

Pian piano ci svegliamo inquieti. Colui che mette i veli interviene con i suoi stratagemmi, senza mai romepere i nostri schemi di pensiero, la nostra conoscenza della realtà perché sa che cambiare qualcosa potrebbe metterci sulla buona strada.

 
 
 

Bocche ma non orecchi

Post n°293 pubblicato il 16 Marzo 2009 da ex_pre
 



°°° 5) La sordità spirituale

Qualcuno in classe chiedeva: "esiste il diavolo?" Un altro sottolineava: "Se la preghiera è un dialogo, quand'è che Dio risponde? Io non ho mai sentito una risposta dall'"altra parte" Non è forse un monologo questo?"

A volte può succedere che le azioni o la presenza di Satana e di Dio tocchi le realtà sensibili, che entri nell'evidenza con la quale siamo soliti maneggiare nella nostra vita quotidiana. Capita che queste realtà irrompano nell'area sensibile che conosciamo e controlliamo però la presenza è percepibile veramente solo attraverso il senso spirituale. E' a livello dello spirito che noi sentiamo cose spirituali.
E' lo spirito che trema, si ritrae e si piega alla presenza del Male è lo spirito che viene illuminato e vivificato, guarito e nutrito ricevendo lo splendore e calore della presenza di Dio.
Per chi possiede il senso spirituale è impossibile riportare la propria esperienza a chi non ce l'ha. A quelli che vengono a dire: "dimostramelo scientificamente" purtroppo non si può dare niente, è come se uno venisse con la vanga e dicesse: "se davvero esistono le onde radio delle quali parli allora le dovrei raccogliere anche con la vanga." 

 
 
 
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