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Piu sei in alto e' piu sei preso di mira da chi vuol salire e non ha le capacita'.

Piu sai e' piu diventi il bersaglio degli ignoranti.

 

 

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ANIMALI

Post n°294 pubblicato il 14 Luglio 2014 da falcoman43
Foto di falcoman43

Le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali da compagnia”.

Ecco le principali novità della riforma e le risposte ai quesiti più frequenti.

La norma si applica a cani e gatti e a tutti gli animali domestici come conigli, galline, nel rispetto della normativa vigente.

La nuova norma va a incidere sui regolamenti esistenti di natura contrattuale e assembleare facendo cadere tutte le limitazioni o divieti al possesso di animali domestici. Come sostiene la giurisprudenza in tema di successione di leggi nel tempo, le norme sopravvenute privano le clausole contrattuali vigenti della capacità di produrre effetti ulteriori nel futuro.

La nuova legge di fatto autorizza l'uso delle parti condominiali comuni. Sono sanzionabili, però, le condotte che provocano il deterioramento, la distruzione, o che deturpano o imbrattano cose mobili o immobili altrui (art. 635 c.p. "danneggiamento", art. 639 c.p. "deturpamento o imbrattamento di cose altrui"). E' quindi importante educare l'animale ad avere una condotta rispettosa degli spazi comuni e seguire nei rapporti con i condomini le regole della civile convivenza.

Non e possibile catturare e allontanare le colonie feline dalle aree condominiali, a meno che non si tratti di interventi sanitari o di soccorso motivati. La legge 281/91 prevede per le colonie feline il diritto alla territorialità e vieta qualsiasi forma di maltrattamento nei loro confronti.

Nel contratto d'affitto (atto di natura privata), purtroppo il locatario può inserire una clausola di divieto che una volta sottoscritto il contratto è vincolante.

La portata di questa riforma è rilevante se pensiamo che la metà delle famiglie italiane, il 55,3%, ha in casa uno o più animali domestici, un dato in netta crescita rispetto al 2012 quando la percentuale si attestava al 41,7% (+13,6).

L'animale più diffuso nelle case degli italiani è il cane, presente nelle dimore del 55,6% degli italiani, seguito al secondo posto dal gatto (49,7%), i pesci (9,7%), volatili (9%), tartarughe (7,9%), conigli (5,3%), criceti (4,6%), rettili (1,1%), ma anche animali esotici (0,8%).

Negli ultimi anni, le Associazioni di amministratori di condomini hanno rilevato un aumento di liti - a torto o a ragione - derivanti dalla presenza degli animali. Secondo una di queste, l'Anammi, il 92% dei suoi soci amministratori dichiarava di aver affrontato almeno una volta una disputa sugli animali. Temi: deiezioni (30%), rumori (27%), presenza in spazi comuni (23%), odori di animali da casa (20%). Il 61% delle volte gli amministratori sono riusciti a chiudere il contenzioso, per il 36% il problema non sussisteva.

"La rimozione dei divieti che rendono difficile la convivenza con i quattro zampe, come i divieti condominiali, è importante anche nell'ambito di un'efficace attività di prevenzione del reato di abbandono di animali: agevolare la convivenza può essere un incentivo ad accogliere in famiglia un pet, meglio se adottato da un canile - spiega Ilaria Innocenti, responsabile Lav Settore Cani e Gatti - Salutiamo con entusiasmo la nuova norma che tutela gli animali nei condomini, da noi fortemente voluta, segnale di una relazione più consapevole con gli animali non umani."

 
 
 

CITTA'

Post n°293 pubblicato il 28 Giugno 2014 da falcoman43
Foto di falcoman43

CANI NEI NEGOZI - Ma torniamo al libero accesso negli esercizi pubblici, forse una delle novità maggiori di questo regolamento. Non saranno più tollerati cartelli che recitano “Vietato l'ingresso ai cani”. Per poter chiudere la porta agli amici a quattro zampe sarà necessaria infatti una specifica deroga, con motivata richiesta. Si ribadisce poi, dal canto dei padroni, l'obbligo a raccogliere gli escrementi degli animali pena una multa da 80 a 500 euro; oggi questa regola esiste difficilmente viene fatta rispettare. Nei luoghi pubblici, come parchi e giardini i cani dovranno usare il guinzaglio e la museruola se necessario e non potranno accedere alle aree per bambini. Per quanto riguarda il divieto di utilizzare animali per l'accattonaggio, non sarà più previsto il sequestro amministrativo dell'animale ma soltanto quello penale in caso di maltrattamento.

 
 
 

BENVENUTI

Post n°292 pubblicato il 17 Giugno 2014 da falcoman43

Orkut Commenti - Benvenuto

Il cane è spesso definito in maniera semplicistica come "il migliore amico dell'uomo"; questa affermazione è piuttosto limitante, perchè il cane ha tantissime altre qualità che lo identificano.

 
 
 

CINOFILI SI NASCE

Post n°291 pubblicato il 04 Giugno 2014 da falcoman43
Foto di falcoman43

Corretta gestione del cibo
Non affronteremo l’argomento del cibo, inteso come alimento,
per quello fatevi consigliare dal vostro veterinario di fiducia, ma del cibo come strumento per
migliorare e rinforzare la posizione gerarchica, in seno al branco.
Come gia ho accennato nel precedente capitolo, risulta indispensabile dar da mangiare al cane con giuste regole.
Una delle principali è proprio quella esposta nel racconto ,e che potrebbe essere riassunta come segue
‘ Il cibo del capo non sì tocca ‘
Se stiamo consumando cibo, noi soltanto, abbiamo il diritto di mangiare,ed è nostro preciso dovere ,
non elargirne ai soggetti di rango inferiore, sino a quando non ci siamo saziati a sufficienza.
Un diverso comportamento risulterebbe un imbroglio per il cane.
Dovremo poi inserire una serie di regole anche nella somministrazione dei pasti, con una
sequenza , che terrà conto degli esercizi di obbedienza appresi fino a quel momento dal cane,per questo
motivo introdurremo le regole gradualmente. La sequenza corretta e completa, al momento del pasto
è la seguente; Con la ciotola in mano,ci rechiamo nel solito posto, dove somministriamo i pasti, diamo il comando
di seduto e di resta , appoggiamo la ciotola a terra, e dopo qualche secondo e gli concediamo di mangiare.
Con questa procedura il cane apprende che il cibo non è gratuito , ma si conquista con una corretta risposta
ai comandi, impartiti da un soggetto di rango superiore.
Per questo motivo se desideriamo concedere al cane un boccone del nostro cibo, lo possiamo fare, solo dopo
aver ottenuto una corretta risposta ad un semplice comando, ad esempio quello del
seduto, ma, sempre lontano dai nostri pasti.

La corretta gestione del territorio
Della corretta gestione del letto e del divano ho gia parlato nel precedente capitolo,altre azioni ,però,
portano allo stesso fraintendimento, ad esempio chi per primo oltrepassa la soglia della porta di
casa,sia in entrata che in uscita ,è da considerarsi di rango superiore,per uscire ed entrare correttamente da
casa ,dobbiamo dare il comando di seduto e di resta al cane ,oltrepassare la soglia per primi e
richiamarlo. Altra accortezza è di non permettere al cane di utilizzare tutto il territorio di casa,
sarà sufficiente impedirgli di entrare in una stanza,per ricordargli che
solo noi ,in quanto leader,possiamo usufruire di tutto il territorio.

Corretta gestione della punizione

Premesso ,che la punizione, non è un buon metodo educativo,ci sono momenti dove è necessario utilizzarla,
ma se vogliamo che risulti efficace,dovremo osservare alcune regole. Per prima cosa quando decidiamo di
punire il cane possiamo farlo solo nel momento stesso in cui compie l’atto che si vuol punire.
Immediatezza è la parola d’ordine per una punizione efficace. Iniziamo così a smontare alcuni luoghi
comuni spesso citati da , presunti esperti, “Se quando torni a casa il cane ha sporcato,prendilo
ed infilagli il naso in ciò che ha fatto,così capirà che non è da fare” Questo ‘consiglio’ ,che sicuramente
molti di voi avranno ricevuto è all’opposto di ciò che bisogna realmente fare. Se non pigliate il cane
sul fatto è assolutamente inutile intervenire con punizioni,non capirebbe il motivo per cui è stato punito.
Per meglio comprendere il concetto descriverò in modo schematico un esempio di corretta punizione
per dissuadere il cane dall’azione di rosicchiare una penna.
Il cane sta rosicchiando la penna ,in quello stesso momento lo sgridiamo con un secco
e perentorio NO, se la sola voce non è sufficiente,prendetelo per la pelle,nella parte posteriore
del collo , sollevatelo leggermente da terra,e ripetete il NO. Non appena il cane sputa la penna,
la punizione deve cessare, ed il vostro comportamento dovrà essere neutro ed indifferente.
Se insistete con la punizione ‘non dovevi farlo, sei un brutto cane cattivo ,guai a te se
ci riprovi’ecc. ecc. non capirà l’esatto motivo per cui è stato punito,ma probabilmente penserà;
“Se rosicchio la penna mi puniscono, se smetto di rosicchiarla mi puniscono, ma!!!! che
incomprensibili esseri che sono sti umani”

Cerchiamo di migliorare il nostro modo di comunicare e vedrete che il rapporto
con il vostro cane migliorerà tantissimo.
Potreste pensare che, se il tutto si riduce a queste due regole,
è un giochetto gestire correttamente la punizione.
In realtà è in effetti abbastanza semplice, basta applicare correttamente le regole, alcune
cose però ci complicano un tantino la vita.

La prima ,il cane apprende per condizionamento,cioè dovremo ripetere quella determinata
azione più volte,prima che il cane la comprenda e la utilizzi appieno,si dice più volte,
perché non abbiamo un numero di volte fisso per una determinata azione,dipende da svariati
fattori,ma sappiamo che se azioni uguali fra di loro, sono ripetute più volte dal cane, scatta
il condizionamento e quindi l’apprendimento . Non diamo l’appellativo di testone al nostro
cane se non ha compreso una certa cosa, forse le ripetizioni sono insufficienti oppure
il nostro modo di comunicare non è corretto.

La seconda,analizziamo in modo preciso l’azione descritta in precedenza;
Il cane sta rosicchiando la penna ,lo sgridiamo con un secco e perentorio NO, il cane
sputa la penna ed il nostro comportamento sarà neutro ed indifferente.
Dopo un certo numero di ripetizioni dell’azione descritta,il vostro cane avrà
imparato che : ” I suoi leader non vogliono che rosicchi la penna ” ho sottolineato
i suoi leader non vogliono perché ha capito esattamente questo, quindi quando i suoi leader
non ci sono ,lui, si sente autorizzato a rosicchiare la penna, voi tornate , la molla, non sta
facendo il furbo o il dispettoso, ma semplicemente obbedisce a ciò che gli è stato insegnato
” I suoi leader non vogliono che rosicchi la penna ” Quindi ,se la punizione arriva da un
preciso ed identificabile soggetto, il cane apprende che ,quel determinato soggetto, non vuole
che lui faccia… ,e non porterà a totale estinzione il comportamento indesiderato.
Perché questo accada dovremo intervenire con una punizione che può essere definita
remota, e non collegabile ad un preciso soggetto che la infligge.

Facciamo un esempio,sappiamo che il cane rosicchia volentieri la nostra, solita
,povera, penna,ed allora con feroce premeditazione, la cospargiamo di un liquido repellente,
in commercio ne esistono di vari tipi, fate attenzione non tutti sono efficaci, e lasciatela in bella mostra.
Il cane vivrà , l’azione, nel seguente modo: ” Ecco la mia penna preferita,controlliamo
se nei paraggi si aggira quel tipo che ogni volta mi sgrida,ok tutto tranquillo ,ora
mi faccio una bella rosicchiata, ptuuu!!!! mamma mia che schifo……….mmmmm riproviamo,
ptuuu!!!! e si è proprio vero non fanno più le penne di una volta , sarà meglio smettere di rosicchiarle”.

Probabilmente non è proprio quello che il cane pensa, ma sicuramente il risultato sarà
quello, ed il cane non rosicchierà più le penne.

Questo, è,ovviamente solo un esempio di come applicare la punizione remota, ma con un pò di fantasia
e di cvorretta tecnica potremo utilizzarla in tantissime occasioni,e per aiutarvi vi farò altri esempi.
- Il cane è in cortile e abbaia per attirare la nostra attenzione.
Se usciamo e lo sgridiamo, un pò d’attenzione ,comunque, gli è concessa,ed infatti
smette solo per pochi minuti poi ricomincia ad abbaiare. Se invece di uscire a sgridarlo,
senza farvi vedere, gli tirate un palloncino pieno d’acqua, il classico gavettone,proporzionato
alle sue dimensioni ,non dobbiamo annegarlo,vi garantisco che dopo poche volte non
abbaierà più. Il tutto funziona perché il cane mostrava un comportamento,abbaiare, per
raggiungere uno scopo,attirare l’attenzione,ma, avendone raggiunto uno completamente
differente,un bagno d’acqua, non ripeterà più quell’azione.
- Il cane si precipita alla porta abbaiando e saltando ogni volta che suonano il campanello.
Facendo finta di leggere o compiere normali faccende domestiche, ignoro il comportamento
del cane e mentre continuo nella mia azione gli tiro un giornale o un’ altro oggetto,
sia chiaro che l’azione deve sorprendere il cane e non provocargli dolore, andrò poi ad aprire
la porta continuando ad ignorarlo ed invitando l’ospite a fare altrettanto , fino a quando il cane non
si sarà calmato,solo in quel momento gli rivolgeremo attenzione e lodi.
Tutto questo vi fa capire che è preferibile lavorare sullo stimolo che porta il cane ad esibire quel
comportamento, se una certa azione non porta al successo sperato, cibo,attenzione o
quant’altro, ma al fastidio di riviste che volano, acqua che cade dall’alto o
all’essere ignorato, il cane non la ripeterà più.

 
 
 

emozioni canine

Post n°290 pubblicato il 02 Giugno 2014 da falcoman43
Foto di falcoman43

 

 

 

 

I cani non mentono su ciò che provano,

perché non possono mentire sulle emozioni.

Nessuno ha mai visto un cane triste che fingesse di essere felice.

 
 
 
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