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Un blog creato da achab1.0 il 25/06/2006

FALLO

cronache dal "fronte" della moda e del marketing e della mia "doppia" vita segreta

 
 

COSA FACCIO:

"Ebbene sì, inquino l'universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai. Cielo sempre blu, ragazze sempre belle, una felicità perfetta (ritoccata con photoshop)...Il vostro desiderio è l'investimento calcolato in miliardi di euro.
Nel mio mestiere nessuno vuole la vostra felicità, perchè la gente felice non consuma".
::26.900 lire Frédéric Beigbeder::
 

ULTIMI COMMENTI

Bravo. E comunque in termini probabilistici su 546 litigi...
Inviato da: Sticazzi
il 25/02/2015 alle 19:30
 
però così si vive malati per morire sani!
Inviato da: mauropaterno
il 20/01/2015 alle 01:16
 
Bellissima storiella! Grazie per il buonumore che mi hai...
Inviato da: Afroditemagica
il 06/01/2015 alle 02:05
 
secondo me ti sopravvaluti...
Inviato da: Maria
il 10/11/2014 alle 18:22
 
Io metterò collaudatore di aspettative.
Inviato da: cassetta2
il 05/11/2014 alle 14:26
 
 

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AREA PERSONALE

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 17
 

 

UNO DEI PIU' BRUTTI GIORNI LAVORATIVI DI SEMPRE

Post n°1298 pubblicato il 27 Febbraio 2015 da achab1.0

e dire che di merda ne ho vista...licenziato, licenziante, a domicilio coatto in posti contro l'umanità, con buchi di budget, con buchi di culo, con capi sadici e con colleghi masochisti, capi masochisti e colleghi sadici, puttane, spie, spie puttane, imboscate, bugie, coltelli tra i denti, coltellate nella schiena accompagnate da leccate di culo, bastardi, deficienti, vietnam.
Ma oggi mi hanno fatto vedere una ricerca segreta che doveva essere fatta senza che io ne conoscessi i risultati: una ricerca sul morale interno del dipartimento.
Ho un milione di scuse ma di base avrei voluto prendere la giacca, uscire e non tornare più.

Consigli per giovani samurai: se voi ogni giorno sarete contenti di andare al lavoro e la vostra gente no, avete sbagliato tanto. 

Consigli per vecchi samurai: qui si riesuma rocky balboa noto filosofo: "Nessuno può colpire duro quanto può colpire la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, a come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti".

Consigli per un vecchio e stanco samurai: adesso devi recuperare.
 
 
 

MILANO FASHION WEEK

Post n°1297 pubblicato il 27 Febbraio 2015 da achab1.0

Una piccola to-do list per essere perfettamente mimetizzati durante la Milano Fashion Week da http://ilmilaneseimbruttito.com

 

Ci risiamo, è tornata la settimana della moda, e con lei quella serie di eventi, feste, sfilate e compagnia cantante a cui, con un po’ di fortuna e i contatti giusti – che ovviamente non mancano a nessun Imbruttito che si rispetti – si può sperare di avere accesso, anche se con la moda non si ha nulla a che fare. Ma una volta entrati, occorre rispettare le più semplici regole alla base dell’ecosistema-fashion, pena il rischio di essere scambiati per non appartenenti a questo selezionatissimo gotha, e di venire di conseguenza snobbati e tagliati tragicamente fuori. Anna Wintour in una recente intervista ha dichiarato che “trend is a dirty word to me”, quindi rassegnatevi: vestirsi da babbi non è più la conditio sine qua non per mimetizzarsi nella giungla del glamour.

1_ Non mangiate. Anche se se siete a digiuno da più di 8 ore, resistete: intercettare una fettina di toast vegetariano con tofu e pomodoro di due centimetri per due è un innocuo peccato di gola che pagherete a caro prezzo. La medesima restrizione non pare valere per gli alcolici, di cui invece potete abusare a piacimento… e a ben pensarci, l’equivalente calorico di un bicchiere di vino bianco è quello di un consistente trancio di pizza, per cui – dovendo scegliere – privilegiate la dieta liquida.

2_ Banditi i collant. Avete appena comprato da Calzedonia 5 paia di calze al prezzo di 4? Malemale, perché non ve ne farete un cazzo. Qualsiasi siano le condizioni atmosferiche, prenotate dall’estetista una ceretta preventiva e sfoggiate coraggiosamente le vostre gambe nude con annessa pelle d’oca. Per le più intrepide, consigliamo anche il sandalo al posto della scarpa chiusa, un passepartout che vi regalerà la più alta considerazione, oltre a una indimenticabile bronchite.

Un po’ di gente a caso sul front row

3_ Sfruttate gli specchi. Gli specchi – ormai onnipresenti a ogni evento di rilievo – sono multifunction: perfetti per i selfies di gruppo, da postare poi con hashtag creativi, per verificare eventuali sbavature dell’eyeliner, per auto convincersi circa l’efficacia del proprio outfit. Vietato controllare eventuali residui di cibo tra i denti: se vi è capitato di farlo, ripartite direttamente dal punto 1.

4_ Tenete i piedi per terra. Non commettete scelte ingenue a livello di scarpe: o tacchi vertiginosi, o sneakers – preferibilmente Adidas Stan Smith, rigorosamente accoppiate con una gonna longuette. Tutto quello che si colloca nel mezzo tra questi due estremi, è solo noia.

lui è in assoluto il numero UNO!

5_ Laccatevi i baffi. No, contrariamente a ciò che state pensando, non è un errore di battitura: uomini, è arrivato il momento di tagliare quella barba da finti hipster e di dedicarsi alla cura del baffo, che va spuntato, pettinato, scolpito, lucidato. La nuova frontiera del feticismo fashion lo vuole con le punte all’insù: se avete bisogno di un benchmark di rilievo, googlate Salvador Dalì, e non dite che non eravate stati avvertiti.

6_ Fingete di conoscere gente. L’ostentata solitudine a questi eventi mondani è la chiara dimostrazione che non siete nel giro giusto, quindi guardatevi intorno e andate ad asciugare a caso tizi a cui avete stretto la mano soltanto una volta nella vostra vita, magari dopo aver bevuto cinque gin tonic all’Elita Bar. Imparate a padroneggiare l’arte dell’intavolare conversazioni profonde quanto pozzanghere con persone di cui ignorate il nome, perché è una delle skills imprescindibili che garantirà la vostra sopravvivenza sociale.

Se non sai chi è lei non sai niente del fashion system 

7_ Abusate dei vostri smartphone. Fotografate gli outfit, fate un video della sfilata, sgomitate per sorpassare le giornaliste arroccate in prima fila, dopodiché postate tutto su Facebook, Instagram e Twitter. Il nuovo presenzialismo 2.0 pretende che chiunque debba sapere dove siete e che cosa state combinando in quel momento, ma prima di pubblicare qualsiasi testimonianza, sinceratevi di riuscire a taggare il brand o lo stilista in questione – che fa molto “addetto ai lavori” – altrimenti poi sembrate dei poveri pirla.

8_ Less is more. Corollario del punto 2: ingoiate un paio di aspirine in via preventiva, e lasciate a casa sciarpe e cappotti, ma non dimenticatevi dell’accessorio clou di stagione, il cappello. Il corpo può anche patire freddo, ma sia mai che il cervello non venga tenuto al caldo, preferibilmente optando per un panama invernale a tesa larga e floscia, che quest’anno pare andare tantissimo. La visuale rischia di essere compromessa, ma è l’unico prezzo da pagare per sembrare una versione riveduta e corretta di Humphrey Bogart.

9_ Raccogliete più materiale possibile. Poco conta se la cartella stampa della sfilata X la userete per il camino della vostra casa in montagna: qua vige l’esatto opposto della regola appena esaminata al punto precedente, per cui niente paura se sottobraccio avete l’equivalente di un ettaro di foresta pluviale, la tipa di fianco a voi si starà già scervellando per capire con quale magazine collaborate.

10_ Non sorridete troppo. Lo scazzo è il nuovo nero, non potete farci niente. Indossate una maschera a metà strada tra la noia e il disgusto, corrugate la fronte e sfoggiate il vostro broncio migliore: se i vostri occhi tradiscono una felicità sospetta, la gente intorno a voi potrebbe pensare che avete appena ingoiato furtivamente un vol au vent ai gamberetti. In tal caso, sareste costretti a tirare di nuovo i dadi e a ricominciare tutto daccapo.

 
 
 

LAST CALL

Post n°1296 pubblicato il 25 Febbraio 2015 da achab1.0

dopo la performance di ieri sono stato tempestivamente convocato addirittura dal nuovo imperatore della galassia.
meglio se divento Gandhi da subito, anzi da prima di subito

 
 
 

LA PERSONA PIU' ORRIBILE DELL'AZIENDA

Post n°1295 pubblicato il 24 Febbraio 2015 da achab1.0

Sono io.

Oggi ho litigato con 546 persone.
Tutti combattimenti individuali.
E sono ancora convinto di avere ragione in tutti i casi. 

 
 
 

I QUINDICENNI

Post n°1294 pubblicato il 19 Febbraio 2015 da achab1.0

la cosa che mi ha fatto più ridere di una ricerca di mercato che ci hanno presentato sugli adolescenti è una frase di una ragazzina americana che più o meno diceva: "quelli della moda pensano di essere dei gran fenomeni ma sono solo degli sfigati".

Che vendono degli stracci, aggiungo io. 
Se questi qui se ne accorgono tutti, è meglio che apra un bar. 

 
 
 

UN ALTRO GRANDE PASSO PER LA CARRIERA

Post n°1293 pubblicato il 16 Febbraio 2015 da achab1.0

Oggi la mia capa ha detto che si sentiva insultata (professionalmente) da quello che le stavo dicendo. E io non me ne ero neanche accorto.....anche perchè erano i fatti nudi e crudi.
La verità fa male.
Anche a chi la dice.....questo va nei consigli per giovani samurai. 

 
 
 

NON ZEN

Post n°1292 pubblicato il 12 Febbraio 2015 da achab1.0

mi lascia sempre un sottile retrogusto di merda in bocca quando mi incazzo in ufficio.
perchè non vince nessuno, tanto meno io.

Cosnigli per giovani samurai: contare sempre fino a dieci..mila. 

 
 
 

NO QUELLO BUCO...

Post n°1291 pubblicato il 11 Febbraio 2015 da achab1.0

Cara B,
che davanti a tutti gli dei dell'olimpo dici che è la prima volta che vedi quelle foto, purtroppo ti re-forwardo immediatamente la mail del mese scorso che te le ha mandate e poi vai anche a fare in culo.
In quello buco a me oggi no. 

 
 
 

VENTO CONTRARIO

Post n°1290 pubblicato il 10 Febbraio 2015 da achab1.0

niente, non c'è niente da fare.
Quando un marchio (quello dei corvi) ha il vento in faccia, non vai avanti neanche a spingere. 

 
 
 

#NON FARE MAI IL MIO LAVORO

Post n°1289 pubblicato il 08 Febbraio 2015 da achab1.0

 

E' uno dei miei aforismi classici.
Quello che dico da tanti anni ogni tanto nei corridoi ai giovani samurai.
E uno di questi giovani (ormai di una volta), mi ha citato su twitter, quando ormai credevo che fosse tutto andato "come lacrime nella pioggia".
Grazie D.

"Io volevo una missione, e per scontare i miei peccati, me ne assegnarono una... " #neverdomyjob @AchabBiciclette pic.twitter.com/K9lVM2LnY7

— dino vannini (@_din_van) February 8, 2015" alt="" />

 

 

 
 
 
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