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Un blog creato da achab1.0 il 25/06/2006

FALLO

cronache dal "fronte" della moda e del marketing

 
 

COSA FACCIO:

"Ebbene sì, inquino l'universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai. Cielo sempre blu, ragazze sempre belle, una felicità perfetta (ritoccata con photoshop)...Il vostro desiderio è l'investimento calcolato in miliardi di euro.
Nel mio mestiere nessuno vuole la vostra felicità, perchè la gente felice non consuma".
::26.900 lire Frédéric Beigbeder::
 

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Inviato da: mauropaterno
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Grazie :-)
Inviato da: pantouffle2011
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IL TERREMOTO CHE SCUOTE DENTRO

Post n°968 pubblicato il 23 Maggio 2012 da achab1.0

E poi arriva oggi, dove il capo dei capis ti fa un cazziatone per una cazzata.
E io penso a come ci si preoccupa per delle stronzerie irrilevanti.
E poi penso alle cose che vorrei veramente fare: tipo vivere davanti al mare, o fare le mie bici, o andare in zambia per un periodo a seguire il progetto di L, amore della vita mia.
E poi penso a mio figlio Elvis, che ha ancora tutto da fare.

E poi penso ai giovani samurai come mauropaterno che hanno molte piu' cose da fare:

"Crearmi delle scadenze e poi rincorrerle; pensare al prossimo progetto senza concludere quello in corso; viaggiare senza soste per non correre il rischio di mettere radici; continuare a scegliere di non scegliere, rendersi conto che, in fondo, non si sta per niente male in questo stato d’animo. Nei momenti difficili, mi basterà prendere un’altra pastiglia dalla scatola di Dromomania, la malattia che poi è anche la cura."

E hanno anche la forza di scriverle tutte (almeno spero siano tutte....):

Mi mancano 42 anni: il tempo per fare due figli, cambiare 3 volte lavoro in settori completamente diversi, girare il mondo via terra a sud dell'equatore, leggere Infinite Jest, vincere un pò di volte contro la Juve, diciamo vincere almeno uno scudetto. Farmi qualche migliaio di conversazioni col dottor Pirani, ascoltare almeno altre 5 volte dal vivo Noel Gallagher, scrivere la sceneggiatura di un film, baciare almeno 4-5 volte ancora delle sconosciute, drogarmi con consapevolezza, camminare da solo nella notte in mille centri città, leggere qualche migliaia di "Navi in Bottiglia" di Romagnoli, vedere vincere la sinistra, dirle "ti abramo" e vederla scoppiare in una risata cristallina, aprire una partita iva e creare un posto di lavoro, ritrovarmi a urlare con trasporto ".. un fiume scorre su un divano di pelle, ma chi erano mai questi Beatles!", 
organizzare una vacanza in barca a vela in qualità di comandante, correre una maratona, respirare l'odore dei tigli come in questi giorni alcune altre migliaia di volte, andare allo stadio col mio babbo sperando in una bella vittoria, riconoscere un mentore e venire da lui ricambiato, bere un Gin&Tonic con Richi dove vuole lui, passare la notte a parlare con Aurore, rubare in un supermercato ancora un'altra volta, incontrarmi con Vitto e MIrko alla reunion degli Oasis, mangiare i cappellacci al Riva Cucina di Berkeley, baciare il collo della Frenci sotto il tramonto di Firenze come nei sogni di ragazzo, scrivere un post al bar dell'Orsa aspettando di raggiungere Pippo a Piazza del Campo, ascoltare i prossimi 100 spettacoli di Marco Paolini, recitare una scena come dio comanda sotto l'occhio apprensivo e severo della Frab, vivere alcuni anni senza auto, completare il tragitto "Ushuaia-Vancouver" con Cristiano e Niccolò, sorridere a mia mamma che mi chiede se ho una sorpresa per lei, vivere ancora cento sere improvvisate senza piano e sognanti, andare a Londra con Vitto a dissertare dell'impossibile, fare il Camino di Santiago, rivedere il Boca Junior alla Bombonera. 
Andare ad una trasferta europea della Fiorentina con Stefanenko e Fulvio e ritrovarsi a parlare del senso della vita andando allo stadio, giocare a calcio sotto la pioggia alcune centinaia di volte, conoscere almeno 2-3 persone che diventino miei amici per la pelle, partire con i soccorsi volontari subito dopo una grave calamità, ascoltare almeno altre 1000 volte "The dark side of the moon", realizzare un programma radio su network nazionale magari con Zuck, imparare a cucinare il pesce, offrire il giusto tempo alle persone che se lo meritano, fare una foto con Baggio, fare l'autostop fino a Lisbona, convivere con le malattie, andare al matrimonio dell'Elisa, imparare a nuotare a rana, assistere ad un intero Festival del Cinema di Venezia dal primo all'ultimo giorno, imparare a memoria tutte le battute di "C'era una volta in America", andare almeno 3 volte al Glastombury Festival, fare il barista, imparare il portoghese, vivere un pò all'estero e contribuire davvero a rendere il mio paese un gran bel posto in cui viverci.

 
 
 

AVREI DOVUTO FARE PIU' CAZZATE

Post n°967 pubblicato il 22 Maggio 2012 da achab1.0

questo ho pensato l'altra notte alle 4 quando a momenti ci casca la casa in testa, e il secondo pensiero e' stato per voi, giovani samurai....

CONSIGLI PER GIOVANI SAMURAI IN CASO DI TERREMOTO: tutte le incazzature o problemi che avete sul lavoro sono niente quando ci si trova di fronte al signor Richter o al signor Mercalli.

E proprio perche' la vita puo' essere breve questo gadget deve essere mio subito

 
 
 

QUESTO VORREI AVERLO FATTO IO

Post n°966 pubblicato il 14 Maggio 2012 da achab1.0

Lo so che anche questo e' demagogico, ma io mi sono commosso....

 
 
 

MO FAT DAR IN TAL CUL: TI, MURCHIO, PRODI, BERLUSCONI, MONTI, GRILLO. E 'CLA VERA D'LA CARLA BRUNI

Post n°965 pubblicato il 09 Maggio 2012 da achab1.0

DAL CORSERA la crisi

Dirigente, 50 anni: 100 mila perdono il postoSecondo l'Istat negli ultimi tre anni 1 su 5 senza lavoro

ROMA

- Più di 100 mila dirigenti hanno perso il lavoro nel nostro Paese dall'inizio della crisi: circa uno su cinque. È la dura realtà riportata dai dati Istat sulle forze lavoro, da cui emerge che il numero degli occupati con profilo professionale di «dirigente» è sceso da 500 mila unità nel 2008 a 396 mila nel 2011, con una caduta del 20,8%. Un tributo notevole alla crisi, se si considera che tra il 2008 e il 2011 il numero complessivo di chi lavora è sceso del l'1,9%. La scure si è abbattuta su tutti, senza grandi differenze tra uomini (-21,5%) e donne (-19,7%). È possibile immaginare anche che abbiano risentito della contrazione tutti i comparti, dal pubblico al privato.

 

 

Un'idea la offre l'organizzazione dei manager e delle alte professionalità del terziario, Manageritalia, che sulla base dei dati Istat e Inps, ha calcolato la fuoriuscita dal mondo del lavoro di 54.500 manager tra il 2006 e il 2011, solo del settore privato. Di questi, ben 43 mila tra il 2008 e il 2011. Le previsioni per l'anno in corso sono al momento «piuttosto negative, perché dopo un lieve miglioramento in atto nei primi mesi del 2011, da settembre in poi l'acuirsi della crisi ha visto la crescita dei licenziamenti e la diminuzione delle assunzioni».

Un'emergenza che va a incunearsi in una situazione ben difficile, visto che i dirigenti del settore privato in Italia sono già pochi: 0,9% per dipendente contro il 3% di Francia e Germania. Secondo i dati di Manageritalia, ogni anno il 20% dei dirigenti privati esce dal contratto, il 52% si ricolloca in una funzione equivalente, il 4% come «quadro» e ben il 18% con contratti atipici, anche di co.co.pro. Negli ultimi anni sono aumentati i licenziamenti o accordi consensuali «spintanei»: se prima un 30% usciva per licenziamento e un 70% per scelta, oggi un 60% esce per licenziamento e un 40% per scelta.

«La difficoltà di ricollocarsi è un problema che, alla luce della recente riforma pensionistica e dell'innalzamento dell'età pensionabile, diventa ancora più serio - osserva Guido Carella, presidente Manageritalia -. Oltre al fattore personale e sociale c'è la dispersione di valide professionalità delle quali la nostra economia avrebbe bisogno». Ma quale può essere il rimedio? «Aiutare i manager a gestire sempre più attivamente il loro sviluppo professionale e la loro ricollocazione - risponde Carella -, ma anche far sì che le tante imprese ancora prive di presenza manageriale, soprattutto le piccole e medie, capiscano che devono avvalersi di queste preziose risorse per crescere».
Intanto dal 2008 esiste una norma che favorisce il ricollocamento dei dirigenti over 50 privi di occupazione, che possono essere assunti al minimo contrattuale (50 mila euro lordi annui), eventualmente ridotto del 20, 10 e 5% per i primi tre anni, ma con una percentuale di retribuzione variabile pari ad almeno il 50% e legata ai risultati.

Per il primo anno possono anche essere assunti con una contribuzione ridotta alla previdenza integrativa contrattuale.
Un accordo, sottoscritto nel 2010 da Manageritalia e Federmanager con il ministero del Lavoro e Italia Lavoro destina 10 milioni di euro ad aumentare la competitività delle aziende, soprattutto Pmi, attraverso l'inserimento incentivato di un dirigente disoccupato over 50. Alle imprese va un bonus di 10 mila euro per ogni assunto con contratto di dirigente a tempo indeterminato o determinato di almeno 24 mesi; di 5 mila euro per contratto di dirigente a tempo determinato di almeno 12 mesi o per contratto di collaborazione di almeno 12 mesi.

Antonella Baccaro7 maggio 2012 (modifica il 8 maggio 2012)© RIPRODUZIONE RISERVATA

 
 
 

PRIMA DOMANDA DAVANTI A UN PORTFOLIO: MA ERI TU QUELLA A 90 GRADI?

Post n°964 pubblicato il 08 Maggio 2012 da achab1.0


Tramite un Amico mi arriva un portfolio di una giovane art director "vergine" di lavoro, da commentare in vista di colloqui futuri.
Porfolio molto creativo, talmente creativo che non si capisce un cazzo. Anche perche' certi lavori sono descritti tipo: experiment of theatrical posing interacion.
E siccome la prima immagine e' simile a quella che ho messo all'inizio, la domanda mi sembra d'obbligo.

Consigli per giovanE samurai: non metterla giu' dura che alla fine si fanno un mucchio di cataloghi... 

 
 
 

QUESTO VORREI AVERLO FATTO IO

Post n°963 pubblicato il 07 Maggio 2012 da achab1.0

In un lunedi' che vorrei fosse almeno giovedi' e che non ho un cazzo di voglia di fare un cazzo, almeno una bella idea (anche se un po' demagogica....).

 
 
 

GLI AMERICANI SONO FORTI

Post n°962 pubblicato il 03 Maggio 2012 da achab1.0

Oggi arriva una mail: "oggi sono stata "eliminata", devo lasciare lasciare l'edificio immediatamente, la mia mail personale e'..... . E' stato un piacere lavorare con voi."
Io trovo incredibile che quando ti licenziano in america nel 90% dei casi devi andartene subito mettendo le tue cose in uno scatolone.
Bang, un colpo secco e via.
Come un infarto, non come un cancro.....

 
 
 

QUEL SOTTILE SENSO DI PANICO

Post n°961 pubblicato il 02 Maggio 2012 da achab1.0

Anche questa e' bella....
Come quando ti alzi dopo una sbronza e per tutta la giornata sai che potresti vomitare da un momento all'altro.
Oggi ho avuto, per tutto il mio primo giorno di ritorno al lavoro dopo le ferie, un sottile senso di panico che ha accompagnato tutte le mie riunioni.
Meno male che domani e' gia' giovedi'...

 
 
 

NON CE LA FARETE SEGAIOLI (con tutto il rispetto per la categoria)

Post n°960 pubblicato il 27 Aprile 2012 da achab1.0

Segaioli, non mi rovinerete la vacanza.
E non mi rovinerete neanche il progetto con il vostro unico blog di merda (sperando che non si propaghi).
Ci supportano 13500 tweets, 2 millioni di impressioni su fb, con 25000 engaged users.
Ma la cosa che mi fa piu' ridere di tutta questa storia e' che si spendono milioni per 10 minui di sfilata e nessuno si lamenta. 

Consigli per giovani samurai: a me questo attacco/blog mi puzza imbeccato dai consulenti di corporate social responsability che vorrebbero piu' budget.
"A pensare male si fa peccato ma molto spesso ci si indovina", diceva andreotti.

 
 
 

BRAVO

Post n°959 pubblicato il 26 Aprile 2012 da achab1.0

vi dovrei parlare di un altro casino che mi e' scoppiato nel culo e che mi sta avvelenando le vacanze, senza staccarmi dal merdoso bberry. Ma siccome romagnoli ha scritto una cosa bellissima che parla di speranza, lascio lo spazio a chi ha delle cose piu' belle da dire.

Chi Di Nostalgia Ferisce

Ieri sera sento all’autoradio la voce di un vecchio amico che parla del suo libro

PAUSA PUBBLICITARIA: La partita, Stefano Ferrio, Feltrinelli

E il conduttore parte con la nostalgia: “eh, quando giocavamo a pallone, finché faceva buio, si andava avanti fino a chi segnava l’ultimo gol, la mamma chiamava dalla finestra: è pronto”. Fermo, spengo. Era tutto meraviglioso, non tornerà più, accarezziamo i ricordi. Di che cosa stiamo parlando?

La nostalgia è uno specchietto retrovisore ingannevole. Nelle auto a noleggio in America c’è scritto “Attenti, gli oggetti sono più vicini di quanto sembrino”. Attenti, le cose erano meno splendide di come le ricordate. Ma continuate a farlo, per riscrivervi l’autobiografia e convincervi che ci sono stati paragrafi oh, luminosissimi. Com’era buona la frutta, che sapore il primo bacio, casa, le radici, la scoperta di questo e di quello. Di che cosa stiamo parlando?

Non pensare al primo amore, pensa a questo, al prossimo, all’ultimo. Il destino è darwiniano, tutto quel che è andato non era sufficiente, di più: non era legittimo. Conta la partita che puoi ancora giocare e sarà più bella di quelle che non finivano mai, sai perché? Perché è possibile, perché esiste, perché questa la giochi, adesso, domani, prima che faccia davvero buio.  Pensaci bene: l’ultimo gol l’hai preso, tua mamma era una rompicoglioni e la cena era immangiabile. Il primo amore, sorvolo. Guarda avanti, c’è la strada, ci sono le svolte. Quando eravamo re? Un passato come un altro. Con le porte chiuse tutte le stanze sono uguali. E’ quella con la porta aperta a fare la differenza. Vuoi giocare a pallone? Due tempi di mezz’ora, scarpe senza tacchetti, vale tutto. Se dici “corner tre, rigore” ti stendo. Dead or alive? Alive. So long.

 

 
 
 
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