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Creato da: fedelissimiroma1971 il 26/01/2009
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Il Toro apre la porta a Gillet

Post n°7220 pubblicato il 22 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Ballano 300 mila euro: i granata devono guardarsi dal Bologna

 FRANCESCO MANASSERO

 

TORINO
Le mani del Toro sul portiere Gillet, Bologna permettendo. I granata si sono avvicinati all'obiettivo, ma ancora non vedono il traguardo. Tra domanda e offerta ballano 300 mila euro, la proposta granata si è fermata a 1,2 milioni. Gillet rimane il primo e (per ora) unico obiettivo di Cairo, che però gioca al gatto con il topo nel tentativo di risparmiare qualcosa. Ma è una strategia a doppio taglio: sul portiere il pressing del Bologna è fortissimo come quello del Siena. Mentre Fiorentina, Palermo e Sampdoria hanno allentato la presa. Nel tardo pomeriggio di ieri si è sparsa l'indiscrezione che il Bologna avesse lanciato l'affondo decisivo e vincente. «C'è l'accordo con il club, manca quello con il portiere», la confidenza di un'importante voce della società rossoblù. Ma il Bari ha smentito e riportato le concorrenti sulla linea di partenza. «La rosa di pretendenti si è ridotta a tre – conferma il club con il quale Gillet è legato per contratto fino al 2014 – la situazione è semplice: chi offre la cifra che chiediamo se lo porta a casa. Finora non è successo».

L'unica certezza è che non sarà un tormentone. «Entro la fine della settimana sarà tutto più chiaro». Il Bari del dimissionario Matarrese detta i tempi. Sulla buona riuscita dell'operazione Gillet confida in primis Giampiero Ventura. La scelta del portiere è la base della sua filosofia di calcio e Gillet è stato individuato – entro certi parametri di mercato, s'intende – come l'unico vero interprete di un ruolo così delicato e funzionale al gioco del neo allenatore granata. Il suo innesto avrebbe anche un valore aggiunto, perché sarebbe funzionale al maquillage portato avanti da Cairo. L'ingaggio di Gillet potrebbe spazzare i dubbi sulle reali intenzioni del patron granata di rilanciare un progetto nuovo e (veramente) condiviso con l'allenatore, il vero punto sul quale in passato si sono incagliati tutti i tecnici del Torino, a cominciare da De Biasi. Il secondo fronte riguarda Antenucci. Ieri le parti si sono incontrate.

La conferma al Toro dell'attaccante non è una prassi come sembrava, ma è ormai molto probabile. «Verremo incontro alle esigenze dei granata», il nuovo messaggio distensivo da Catania del ds Lo Monaco, dopo che Cairo aveva paventato l'ipotesi che si finisse alle buste. Pare proprio che il Torino riuscirà a strappare al Catania entro venerdì lo sconto richiesto grazie anche a una promessa di futura collaborazione fra i club. Il terzo nodo del mercato granata è il futuro di Bianchi. Il suo caso tiene ancora banco, ma presto potrebbe risolversi. Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi, nel fine settimana, al più tardi all'inizio di quella dopo, il bomber vedrà finalmente Cairo per capire se sarà utile al progetto di Ventura. In caso contrario, Bianchi si troverà un'altra squadra.

 
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CALCIOMERCATO:

Post n°7219 pubblicato il 22 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Il portiere belga Gillet si avvicina al Toro, sarà Giovanni Marchese uno dei terzini della prossima stagione

Il difensore nativo di Caltanisetta di proprietà del Catania, ha iniziato la sua carriera in maglia granata. Simone Barone molto vicino al Varese


Il portiere del Bari Gillet si avvicina al Toro, l'estremo difensore belga espressamente richiesto da Ventura, sarà molto importante per la sua esperienza tra i pali.

Sarà Giovanni Marchese uno dei terzini della prossima stagione; il difensore nativo di Caltanisetta di proprietà del Catania, ha iniziato la sua carriera in maglia granata.

Tra il 2001 e il 2004 Marchese ha totalizzato 7 presenze ed ha il vantaggio di poter rientrare nei giocatori bandiera, non appesantendo la lista dei 19.

Per giocatori bandiera si intendono  quei giocatori che dai 14 ai 21 anni hanno vestito per almeno tre stagioni la maglia della squadra di appartenenza. Ogni squadra può inserire fino a un massimo di quattro nomi.

Sempre viva la pista che porta a Gazzi, uno dei pochi giocatori del Bari a salvarsi in questa stagione; il centrocampista veneto interessa però anche al Palermo di Zamparini.

Il Varese è ad un passo dal centrocampista ex Toro e Palermo Simone Barone, Campione del Mondo nel 2006, svincolato dopo l'esperienza al Cagliari nel campionato 2009-2010.

Il giocatore 33enne che nei mesi scorsi è stato molto vicino ad approdare alla Cremonese, si dovrebbe quindi trasferire in serie B al club lombardo del neo tecnico Benny Carbone.

Il Varese dopo l'ottimo campionato di quest'anno sotto la guida di Sannino finito al Siena, punta a confermarsi come outsider nel prossimo torneo cadetto.

Con il Torino Barone ha collezionato dal 2006 al 2009 82 presenze e realizzato 2 reti, senza però riuscire ad esprimersi con continuità di rendimento.

 

Francesco Surace
 

 

 
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Antenucci e Gillet sarebbero un gran segnale

Post n°7218 pubblicato il 22 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Il mercato del Torino potrebbe subire un'accelerata con il riscatto Antenucci e l'arrivo di Gillet. Negli affari fra il club di Cairo e il Catania potrebbero rientrare anche altri arrivi quali Marchese e Augustyn, ma anche cessioni Ogbonna e Bianchi.
 

Se dopo l’arrivo di Ebagua fossero annunciati anche gli ingaggi di Antenucci e Gillet allora vorrebbe dire che il Torino, ma soprattutto il suo presidente, ha imboccato la strada giusta. Imboccato non ancora percorso, per carità, perché il cammino è lungo e sulla strada ci sono deviazioni che, se prese, potrebbero portare verso direzioni sia amene sia lugubri. Anche perché se - è d’obbligo fino a quando non arriverà l’ufficialità, sempre se arriverà - con Antenucci e Gillet il Torino di Ventura inizierebbe a prendere forma, avendo risolto le pratiche per l’attacco e per l’estremo difensore. Mancherebbero ancora, stando alle parole presidenziali di qualche giorno fa, sette giocatori: due difensori, tre centrocampisti e due esterni. Ingaggiare sette calciatori non è cosa da poco, ma in fin dei conti il calciomercato è solo agli inizi ed è giusto concedere a Petrachi il tempo per svolgere al meglio il lavoro per cui è pagato.
 
Il riscatto di Antenucci dal Catania, che a gennaio scorso era stato fissato a 1,7 milioni di euro, sembra cosa quasi fatta e per di più con lo sconto: le ultime voci in merito dicono che è possibile una chiusura a 1,3. Questo sarebbe un risultato molto positivo per il Torino, perché con i 400 mila euro risparmiati si colmerebbe  il gap tra domanda e offerta per Gillet, infatti il Bari chiede 1,5 - in pressing c’è il Bologna che è disposto a spenderli - e i granata vorrebbero darne 1,2 la differenza fa 300 mila euro, insomma ne rimarrebbero ancora 100 mila dal risparmio per Antenucci. Il club siciliano accettando di fare uno sconto al Torino non è improvvisamente diventato generoso o incline a fare beneficenza, ma, in vista di futuri ulteriori affari con la società di Cairo, darebbe così un forte segnale di collaborazione.
 
Gli ulteriori affari fra Torino e Catania potrebbero riguardare: il terzino sinistro Marchese, giovane cresciuto nelle giovanili granata, capace anche di fare all’occorrenza il centrale, e il centrale difensivo polacco Augustyn, per quel che concerne le eventuali entrate in casa Toro. Mentre fra i desiderata catanesi vi sono Ogbonna e Bianchi, gli unici due giocatori che nella disastrosa passata stagione granata hanno fatto bene. E’ fuor di dubbio che la cessione anche solo di uno dei due fa venire un coccolone alla maggior parte dei tifosi del Toro. Ma proviamo a ragionare. Cairo ha detto che servono due difensori. Marchese lo è e pure Augustyn, l’uno sinistro e l’altro centrale. Nell’attuale rosa granata il ruolo di terzino sinistro sarebbe ricoperto da Rubin, che è rientrato dal prestito al Bologna, se però la società di Cairo volesse dargli l’opportunità di continuare a giocare in A allora Marchese sarebbe il sostituto ideale. Al centro dell’aera, invece, oltre a Ogbonna, il Torino annovera Di Cesare e Pratali, con quest’ultimo reduce da una stagione abbastanza sottotono. Se uno fra Di Cesare e Pratali dovesse andare via ecco che Augustyn cadrebbe a fagiolo, certo che se a cambiare squadra fosse Ogbonna – ricordiamo che è stato l’unico giocatore che Ventura, durante la conferenza stampa di presentazione, ha esplicitamente chiesto che rimanesse – allora non ci sarebbe proprio da fare salti di gioia.
 Ma c’è anche un altro granata che piace al Catania ovvero Bianchi, certo il capitano ha retto praticamente da solo, grazie ai suoi gol, l’attacco del Torino nelle ultime due stagioni, ma è anche altrettanto vero che, almeno sulla carta, la spalla ideale di Ebagua è proprio Antenucci, entrambi attaccanti centrali, ma con una caratteristica che li rende complementari: il primo predilige calciare con il piede sinistro, il secondo con il destro. Qualcuno obietterà che anche il capitano, come Antenucci, calcia di destro: è vero, ma Rolly è più adatto a fare la prima punta solitaria, mentre Antenucci è più propenso a dialogare con un altro attaccante, dividendosi con lui la responsabilità del gioco offensivo. Oltre tutto non va dimenticato che Ventura recentemente ha dichiarato che Bianchi merita di giocare in serie A, quindi stando a queste parole l’allenatore non avrebbe espressamente richiesto che Bianchi rimanga in granata.
 
Staremo a vedere nei prossimi giorni, verosimilmente entro la fine di questa settimana, ma probabilmente anche prima, come evolveranno le trattative di mercato e se Gillet e Antenucci la prossima stagione saranno alle dipendenze di mister Ventura e chi invece, ma questo potrebbe non avvenire subito, partirà verso altre destinazioni.

 

 
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Mercato, nessun panico. Prima le comproprietÓ

Post n°7217 pubblicato il 22 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

La gente granata comincia a preoccuparsi di non vedere acquisti a go go per il nuovo Toro di Ventura. Però, a dispetto di altre squadre, Petrachi a casa ha già portato Ebagua, mentre ci sono club ancora alla ricerca del mister, addirittura l'Inter che blocca a sua volta la Fiorentina per avere Mihajlovic. Tra lo scandalo del calcio scommesse, che dà l'impressione si stia sgonfiando, la crisi economica, vendere e comprare nel calcio è sempre più difficile. Il Torino si trova a dover decidere la permanenza o meno di due pezzi da novanta come Bianchi e Ogbonna, ma in primis deve lavorare sulle comproprietà, che si risolveranno entro venerdì, altrimenti si andrà alle buste. In ballo ci sono Iunco, Antenucci e Dzemaili, per citare i nomi più importanti. Lo svizzero in forza al Parma è praticamente del Napoli, devono solo mettersi d'accordo i due club che detengono il cartellino e, a questo punto, al Torino potrebbero arrivare freschi, freschi, circa quattro milioni di euro, che possono essere investiti sul mercato. Ma c'è la situazione di Antenucci che scotta, Lo Monaco non farà sconti e non rinnoverà la comproprietà per un altro anno perchè ci sono parecchie richieste, anche dalla A, per il centravanti che Ventura non vorrebbe privarsene. Per Cairo la metà fissata ad oltre 1,2 milioni di euro appare un po' alta. Infine c'è da sistemare Iunco con il Chievo, ma sembra difficile la sua permanenza in granata perchè anch'egli non rientra nello schema di Ventura. Dopo venerdì e con i soldi di Dzemaili in tasca partirà il mercato vero e proprio, anche se si sa che qualche colpo verrà riservato negli ultimi giorni di fine agosto. I rinforzi che piacciono hanno richieste importanti, da Gazzi a Barreto, per arrivare a Cacia. Ma il primo acquisto sarà il portiere, ruolo importante per Ventura  e sarà certamente prioritario nei prossimi giorni.

 
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Iunco punta i piedi e vuole restare

Post n°7216 pubblicato il 22 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

 

Ventura sta facendo piangere l'attacco granata, se per Bianchi ha predisposto una "promozione" in A, anche per Antimo Iunco non ci sono tante prospettive per rimanere, nonostante che l'attaccante pugliese abbia detto chiaramente, come si legge su Leggo: "Sono appeso ad un filo, vivo giorni di apprensione, lo confesso. Se non mi confermano, sarà una grandissima delusione. Ma il Toro e i suoi tifosi me li porterò nel cuore: sono innamorato di questi colori".
 
Al momento ha sentito il solo Petrachi: "Mi ha chiamato dicendomi che sono un grande calciatore, ma Ventura non è convinto di tenermi. Ne prendo atto. Se non posso partecipare al nuovo progetto mi guarderò intorno". Venerdì scadono le comproprietà e qui si valuteranno le intenzioni dei granata, il giocatore è a metà con il Chievo. "Peer il bene del Torino sono pronto a fare anche la pedina di scambio, se la piazza che mi proporranno mi sta bene. Ora però non ho certezze. Ma il problema del modulo di Ventura non esiste: con Lerda ho già fatto l’esterno d’attacco. Giocando e non giocando, ho garantito sei gol", ha ancora aggiunto l'attaccante che quest'anno ha segnato 6 nonostante le lunghe assenze per infortunio. "Spero di rimanere al Toro, affrontarlo da avversario mi farebbe venire il magone".

 
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Samp, sempre viva la pista che porta a Rolando Bianchi

Post n°7215 pubblicato il 22 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Ma il giocatore ha sempre detto che per lasciare il Toro vuole la A e le coppe europee

 

Fonte: sampdorianews.net

Secondo quanto riportato dall'emittente televisiva Primocanale Sport, la Sampdoria potrebbe inserirsi nella corsa all'attaccante del Torino Rolando Bianchi. Riccardo Bianchi, fratello e procuratore del giocatore, infatti, nei giorni scorsi ha dichiarato: "Rolando Bianchi vuol restare a Torino, ma con un'offerta importante potrebbe cambiare tutto".
 

Tra la società, che sta mettendo in piedi un progetto di rinnovamento per rilanciare la squadra e limitare i costi di gestione, e il giocatore tira aria di rottura e la Sampdoria potrebbe approfittare di un'eventuale separazione tra le parti.
 Bianchi ha un contratto da 1,5 milioni di euro a stagione sino al 2013 e il costo del suo cartellino si aggira intorno ai 5 milioni di euro. Nell'ultima stagione in serie B con la maglia granata Bianchi ha collezionato 33 presenze segnando 19 gol.

 
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Bianchi: "Da Cairo soltanto parole"

Post n°7214 pubblicato il 22 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Lo sfogo del capitano: «Vuole che resti al Toro? È un mese che aspetto un incontro»

 FRANCESCO MANASSERO

 

Anche il pacato Rolando questa volta è sbottato. L'ha fatto in privato, senza la ribalta delle telecamere o il taccuino di un giornalista. Sotto il suo ombrellone, sulla spiaggia di Forte dei Marmi, quella che l'anno scorso con il «patto sul bagnasciuga» chiuse l'ennesimo tormentone estivo, leggendo l'ultima proposta di Cairo. «Resta al Toro, ma fai un piccolo sforzo, vieni incontro alle nostre proposte. Per me è difficile tenerti a queste condizioni, so che per te la terza stagione in serie B sarebbe un grande sacrificio, forse insostenibile. Però sarei felicissimo se continuassi con noi, sai quanto sei importante per i colori granata. Come uomo e come giocatore non sei mai stato in discussione», queste le frasi del patron granata.

Bianchi ci è rimasto male, ma non certo per il messaggio (scontato) di stima. Uomo concreto, ancor prima che bomber di razza, l'attaccante a caccia di nuovi stimoli avrebbe preferito che quelle parole il presidente del Torino gliele avesse dette in tempi non sospetti. Il suo tormento si può capire. Logorato da tre anni di tira e molla, l'attaccante sta vivendo momenti di grande incertezza. Da tre settimane aspetta una chiamata, che finora non è mai arrivata. È ancora fermo alle lacrime di sconforto per la mancata promozione e alla promessa di Cairo («Ci vedremo presto») nel giorno della presentazione del neo allenatore Ventura.

Il suo sfogo, in famiglia, è quello di un normale ragazzo di 28 anni, giustamente orgoglioso, che cerca certezze, ma trova solo domande e dubbi. «Non voleva guardarmi negli occhi per capire le mie intenzioni? Beh, l'incontro non c'è mai stato, ma neanche una telefonata per organizzarlo è mai partita. È da quasi un mese che non sento nessuno. Leggo tante belle parole, ma il vento le porta via. L'unica verità è che Cairo non mi ha mai chiamato, ma neanche Petrachi. Non so nemmeno se Ventura mi vuole per il suo nuovo progetto. Sanno dove sono, se interesso ancora che qualcuno batta un colpo. Io non so più cosa fare. Non siamo all'asilo, parliamo con chiarezza, schietti e sinceri. Io non sono un pagliaccio. Servo ancora? Allora che me lo dicano: così invece si sta solo tirando la corda. L'unica cosa che mi dispiace è che si stanno prendendo in giro i tifosi. Ma io non li tradirò mai. Se sono un peso, prenderò la mia strada per il bene del Toro. Io voglio lasciare un buon ricordo».

La mossa studiata da Cairo, quella della proposta di prolungamento del contratto di Bianchi, che scade nel 2013, per spalmare il suo pesante ingaggio (1,9 a stagione compresi i premi), potrebbe avere effetti diversi da quelli desiderati. «Non mi è mai arrivata nessuna proposta in tal senso - così Riccardo Bianchi, il fratello che cura gli interessi di Rolando - anzi è tutto il contrario: siamo noi che a febbraio abbiamo chiesto al Toro di sederci attorno a un tavolo per ridiscutere i termini del rapporto. Ma loro mi hanno risposto che non rientrava nei piani della società. Se adesso è cambiato qualcosa, questo non lo so. Noi siamo disponibili, stiamo solo aspettando che ci convochino. Forse è vero che solo guardandoci negli occhi sapremo sul serio cosa vuole fare Cairo». Insomma il rebus sul futuro dell'attaccante, capocannoniere granata da quando nel 2008 è approdato al Toro, è lontano da una soluzione. Forse l'unica vera risposta può darla Ventura: Bianchi serve ancora? Sul bomber ci sono alcune timide richieste da parte di club di A. Cairo dice cinque, ma gli unici che hanno manifestato un interesse concreto sono Napoli e Catania, mentre la Fiorentina per ora resta nell'ombra. L'unica certezza è rappresentata dalla data del ritiro della squadra, il 15 luglio. Con Bianchi protagonista?

 
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Cairo: "La mia proposta a Bianchi: rimani al Toro e vienici incontro"

Post n°7213 pubblicato il 22 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

«Difficile tenerlo a certe condizioni, ma lui sa che importanza avrebbe per noi. Ogbonna? Voglio assicurarmi che sia ancora motivato»

 MARCO ANSALDO

 

TORINO
Presidente Cairo, è una sensazione sbagliata o il mercato del Toro ristagna?
«Non mi sembra. In giro non vedo grandi affari e sono tra i pochi che hanno concluso un acquisto con soldi veri, il milione e 200 mila euro spesi per tutto Ebagua».

Capirà, con tutto quello che vi serve.
«Leggo che ci mancano 15 o 20 giocatori. Se fosse vero, le darei ragione ma la realtà è diversa: un portiere, due difensori, tre centrocampisti e due esterni, sono queste le nostre necessità. Mi pare che si arrivi a otto».

Più le punte.
«In attacco siamo attrezzati per la B. Ebagua ha segnato 12 gol in 24 partite a Varese, ha tecnica e potenza, sarà un inserimento importante. E bisogna vedere come finirà con Bianchi e Antenucci».

Bianchi non è più un partente garantito?
«Gli lancio un messaggio: mi è difficile tenerlo alle stesse condizioni e capisco che per lui una terza stagione in serie B sarebbe un grande sacrificio, forse insostenibile, però sarei felicissimo che ci venisse incontro e restasse. L'uomo e il giocatore non sono mai stati in discussione»

E perchè dovrebbe farlo?
«Ho cinque club di A, anche importanti, che me lo chiedono, più qualcuno all'estero. So che può suonare strana l'idea che accetti la mia proposta di fronte a certe offerte però lui sa quale importanza avrebbe qui».

Ci sta ripensando anche su Ogbonna, che era incedibile?
«Non gli ho parlato prima delle vacanze e lo farò al più presto. L'esperienza mi ha insegnato che è inutile avere giocatori forti ma poco convinti e motivati: a gennaio rifiutai per lui una decina di milioni perché gli vedevo una gran voglia di restare, voglio assicurarmi che sia rimasta la stessa».

Teme che la convocazione in Nazionale lo abbia cambiato?
«Non lo so, voglio sincerarmene. Altrimenti, davanti a un'offerta magari più importante che a gennaio dovrei valutare il da farsi».

Suona come una minaccia. Prima lei parlava di Antenucci: sembrava una conferma risolta, adesso da Catania giungono segnali più inquietanti. Arriverete alle buste?
«Questa settimana si decide per lui, come per Malonga con il Cesena e Iunco con il Verona e confido che ci si accordi per tutti e tre. La valutazione di 1 milione e 700 mila euro per la metà di Antenucci mi pare alta però con il Catania ci sono tali rapporti che se ne può ancora discutere. Comunque non avrei paura di andare alle buste, è un po' come giocare a poker ma talvolta se ne esce con una sorpresa piacevole».

Perderlo sarebbe un guaio. Anche perchè le hanno già soffiato Lazarevic e Destro, che il Genoa ha mandato al Padova.
«Ci interessavano però bisogna valutare le condizioni dei prestiti: non credo ad esempio che si sia fissato il riscatto».

Si è convertito all'idea di Ventura: d'ora in poi pochi prestiti e con un riscatto certo?
«E' la linea sulla quale lavorare. Puntiamo su gente giovane ma non di primissimo pelo e che abbia un riscatto ragionevole. Ce lo possiamo permettere: con società che hanno a contratto 70 o 80 giocatori l'offerta supera di molto la richiesta. In più credo che la presenza di Ventura, un tecnico che fa crescere i giovani, invoglierà qualche grande club a mandarci i suoi»

Ancora i prestiti. Possibile che il Toro non possa comprare i giocatori e farli innamorare della maglia senza che si sentano sempre di passaggio?
«In questo caso c'è molta leggenda. Se prende la formazione che quest'anno ha giocato di più vedrà che c'erano al massimo tre o quattro prestiti: devo citarle le squadre di serie A, anche importanti, che ne avevano più di noi? Prestiti e fine contratto: ormai è una formula inevitabile per tutti, in questo calcio malato di debiti. Sa io cosa aspetto? Il fairplay finanziario. Allora si vedrà dove starà il Toro che non deve niente alle banche perché il suo presidente da due anni ci mette un milione al mese e dove staranno gli altri che vivono su plusvalenze destinate a finire».

Insomma lei tifa per Platini?
«Se lui è il paladino di questa battaglia, allora sì».

Nell'attesa vedrà la Juve giocare il derby piemontese con il Novara e non con voi. Siete la terza forza in Regione.
«Non esageriamo. Il Novara ha grandissimi meriti per la promozione ma per stabilire una gerarchia non credo che le ultime due stagioni valgano per i 55 anni in cui non era in A e a volte neppure in B mentre il Toro ci stava da protagonista».

Intanto come pensa di vivere Cairo con una tifoseria che ha perso la fiducia in lui e lo considera quasi un nemico?
«Sarò chiarissimo. Avevo annunciato che me ne sarei andato e l'avrei fatto ma nessuno si è proposto, se non quel Proto che mi risulta volesse prendere anche il Bari e poi si è ritirato quando glielo avrebbero lasciato gratis. L'unica soluzione era non iscrivere la squadra ai campionati con quello che segue. Perciò anche chi mi contesta mi deve sopportare e sostenere la squadra: se non altro perché se andremo in serie A aumentano le possibilità che arrivi qualcuno e che chi non mi vuole si liberi di me».

 

 
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Toro, Ŕ il giorno di Antenucci

Post n°7212 pubblicato il 17 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Incontro col Catania per la punta  Bianchi possibile contropartita

 

È il giorno di Antenucci. Oggi Torino e Catania si incontrano per discutere il futuro della punta che Ventura ha messo in cima alla sua lista. Petrachi, che punta ad uno sconto sulla cifra pattuita a gennaio (1,5 milioni), potrebbe inserire nella trattativa la metà di Iunco, oppure il prestito di Bianchi. Che piace molto anche al Napoli. «L'interesse di Mazzarri, con il quale c'è un grande feeling, mi lusinga – le parole del capitano granata –. Giocare la Champions sarebbe un sogno, però sono molto affezionato al Toro e ho altri due anni di contratto».

 
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Ebagua, ritorno al Toro che non credeva in lui

Post n°7211 pubblicato il 17 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Contratto triennale: la punta primo acquisto dell'era Ventura

 FRANCESCO MANASSERO

 

Mezzo nome africano, Osariemen, in onore del suo sangue: è nato a Benin City in Nigeria. E mezzo italiano, Giulio, a ribadire il suo senso di appartenenza. Ebagua, 25 anni, è il primo acquisto dell'era verde targata Ventura. Dopo una maratona di due giorni, Petrachi l'ha strappato al Varese grazie ad un triennale da 280 mila euro a stagione, al club 1,2 milioni per la comproprietà, più metà Carrieri.

Ebagua torna a casa. Il ciclone che faceva impazzire gli allenatori perché dormiva poco e divertiva i compagni per la simpatia e i capelli – «Ogni giorno arrivava con un taglio diverso, sua mamma faceva la pettinatrice», ricorda un amico –, è diventato grande. La sua è una bella favola del nostro calcio.

Borderline del pallone fino a due anni fa, nel 2009 lo salva dall'anonimato la telefonata dell'amico Sean Sogliano, allora ds del Varese: i due sono così legati che l'attaccante ha chiamato suo figlio, nato ad inizio settimana, Sean Luis, in suo onore. Nel Varese di Sannino, Ebagua si riscopre calciatore. Il sogno però è tornare a Torino, squadra per cui fa il tifo passando dalla porta principale: sei anni fa è uscito da quella secondaria. Il Toro è una rivincita, ma anche la sfida più importante della vita. Per arrivarci, Ebagua mangia terra sui campi minori e gira mezzo Piemonte: Casale, Novara e Canavese.

Ora torna laddove la sua avventura era partita nel 1997, prelevato da una società dilettantistica cittadina – il Cit Turin – grazie ad un'intuizione di Giacomo Ferri, rimasto colpito dalla sua facilità di gioco, e dalla prontezza di Gigi Gabetto, l'allora supervisore del settore giovanile granata. «È un trequartista nato, molto dotato», il giudizio di Ferri, che poi lo allena. Ma non tutto va liscio. Dopo esordienti, giovanissimi e allievi, Ebagua comincia la spola tra Berretti e Primavera. L'ultima stagione è quella 2004-2005. La mazzata gliela dà un giudizio (sbagliato) che rischia di rovinargli la carriera. «Non sai fare l'attaccante, puoi solo giocare in difesa», sentenziano al Torino.

Ebagua entra in crisi. Diventa un tappabuchi: seconda punta, esterno sinistro d'attacco, terzino, stopper. Non fa in tempo a vedere il fallimento di Cimminelli: a luglio 2005 finisce in prestito al Casale, ultimo nome di una lista di giovani promesse granata – le altre, mai mantenute. Sembra la fine del sogno, invece è la riscossa. Il secondo anno, retrocesso in D, incontra Franco Lerda, che gli cambia la posizione. E la vita. Da difensore torna attaccante. Ebagua riprende a segnare: 10 gol in 23 presenze. Tenta il grande salto a Novara ma fallisce. Finisce alla Canavese, Lega Pro Seconda Divisione. Si mette il cuore il pace. Sogliano, il suo mentore, lo salva: «Vieni a Varese», gli dice.
È la svolta: 24 gol in due stagioni. Diventa un attaccante moderno: fisicità strabordante, progressione, abile di testa. Ma anche gol di classe, come il colpo di tacco al Siena, o la rovesciata al Portogruaro. Con Sgrigna si giocherà la maglia per fare la spalla di Antenucci.

 
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News

Post n°7210 pubblicato il 17 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

 

 

Il nostro Giornale web TUTTOTORO ha sentito in esclusiva il giovane portiere del Toro Lys Gomis 'Non mi aspetto nulla dal Toro, se mai è il Toro che si deve aspettare qualcosa da me...ora è il momento di ripagare le aspettative'

Casale sarà una pagina fondamentale per la mia carriera, auguro a questa bellissima Società le migliori fortune, l'esperienza a Foggia mi ha fatto capire che il calcio non è solo burle e sorrisi ma anche sofferenza, Zeman è un grande'


Il nostro Giornale web Tuttotoro.com ha sentito in esclusiva il giovane portiere del Toro Lys Gomis, reduce dall'esperienza in prestito al Casale in Lega Pro e  in procinto di partire con la prima squadra per il ritiro di Sappada.

Lys torni al Toro dopo l' esperienza in Lega Pro al Casale , ti è stata utile?

Casale sarà una pagina fondamentale per la mia carriera, ho passato lì mesi importanti per la mia maturazione e auguro a questa bellissima Società le migliori fortune, perché è una realtà veramente seria e sono sicuro che potrà imporsi nella Lega Pro.

Cosa ti aspetti dalla prossima stagione, farai il secondo al Toro o preferiresti giocare altrove da titolare?

Diciamo che non mi aspetto nulla dal Toro, se mai è il Toro che si deve aspettare qualcosa da me...mi hanno aspettato per anni ora è il momento di ripagare le aspettative, andrò in ritiro con la prima squadra con la speranza di ritagliarmi uno spazio da dodicesimo dimostrando la mia maturità.  Altrimenti cercheremo una soluzione in serie B oppure in Prima Divisione per migliorare ulteriormente.

Sei stato per pochi mesi a Foggia, che impressione ti ha fatto mister Zeman?

L'esperienza a Foggia mi ha fatto capire che il calcio non è solo burle e sorrisi ma anche sofferenza; Zeman è un grande, eravamo una squadra giovane e di valore, sono arrivato per giocare titolare,  ma a causa di un infortunio al ginocchio sono rientrato a Torino.

Mi è crollato il mondo addosso, per una volta che ero felice e mi sentivo importante in un progetto mi sono infortunato.
Parlando di Zeman vi dico che come ti fa lavorare lui non esiste nessuno...è stato il ritiro più duro che abbia mai fatto, ma anche uno dei più belli, le battute del mister erano uniche.

Negli anni scorsi sei stato spesso "esuberante", come quando dopo un gol subito al 90' lasciasti il campo in un derby Primavera contro la Juve, sei cresciuto caratterialmente?

Per quel derby ho sofferto per diversi mesi, continua Lys Gomis, la mia colpa è stata di aver ragionato come un bambino, stavamo giocando 9 contro 11 ed eravamo sull' 1 a 1 finchè al 90' ho commesso un errore che ci ha fatto perdere la partita.
Ho guardato in faccia i miei compagni e ho sentito di aver tradito la loro fiducia; tutto poteva accadere ma non un mio errore.
Mi sentii l'unico colpevole e soffocato da quel senso di colpa avrei voluto sparire per sempre. Oggi come oggi può darsi che l'errore in campo possa ricapitare, 'nessuno è perfetto', il secondo errore  invece non lo rifarei mai, ora sono un uomo che ragiona con la testa, conclude Gomis.

Il nostro Giornale web TUTTOTORO ringrazia Lys Gomis per la disponibilità e gli fa gli auguri in vista della prossima stagione.
Se il giovane portiere granata convincerà mister Ventura in ritiro, la maglia da dodicesimo potrà essere sua, altrimenti andrà a giocare in una squadra di B o di Lega Pro per fare ulteriore esperienza.


Dèsirèe Fadda

 
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Carrieri: "Voglio una chance con il Torino"

Post n°7209 pubblicato il 17 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

 

Abbiamo intervistato il difensore Gaetano Carrieri, uno dei protagonisti della cavalcata della Nocerina verso la promozione.
 "E' stato un campionato bellissimo, combattuto ma stravinto meritatamente. Ora ci gustiamo questa serie B anche se sappiamo che non sarà facile vista la concorrenza di diverse squadre".
 
Anche a livello personale è stata una buona annata.
 "Sono stato sei mesi al Torino, dove mi sono trovato molto bene, il gruppo era eccezionale ma poi non avevo spazio e ho deciso di andare via quando è arrivata la Nocerina. Ora sono tornato al Torino ed ho voglia di dimostrare a mister Ventura che può contare su di me".
 
Il rapporto con Lerda?
 
"Un rapporto normale, ci sta che un allenatore magari non veda un giocatore nei suoi schemi. Ma posso dire che ho grande stima per il mister, che per me è un ottimo allenatore".
 
Cosa è successo al Torino?
 
"Prima che andassi via io, posso dire che avevamo recuperato terreno, poi si sono persi punti importanti per strada e questo ha contribuito a non andare ai play off".
 
L'ambiente granata è difficile?
 
"Certamente è un ambiente con grandi pressioni, ma sempre nel massimo del rispetto. Posso dire che anche per il mancato raggiungimento dei playoff c'è stata contestazione, ma sempre pacifica".

 
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Da Ebagua a Iori si fa il Torino

Post n°7208 pubblicato il 17 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Fonte: www.srweb.eu

Oggi potrebbe essere il giorno di Ebagua, il giorno del ritorno di Ebagua a Torino ... al Toro. Già perchè il venticinquenne italo-nigeriano Osarimen Giulio Ebagua dal 2003 al 2005, è stato un giocatore delle giovanili del Toro (epoca Cimminelli) e ironia della sorte finendo dopo il fallimento a Casale si ritrovò come allenatore dopo un paio di stagioni Franco Lerda.
 Lerda comunque non è stato il solo ex granata ad allenarlo, perchè nella stagione 2008/09 finito al Canavese dopo la poco felice esperienza a Pescara si è ritrovato alle "dipendenze" di Sesia.
 
Siamo convinti che il giocatore abbia delle ottime potenzialità, certo che la partenza di una sicurezza come Bianchi e l'arrivo al suo posto di Ebagua ha fatto storcere un po' la bocca a qualche critico e tifoso.
 
Purtroppo il punto è proprio questo, riuscirà Ebagua ad integrarsi in fretta e a convivere con Mirko Antenucci, fornendo al Toro i gol necessari per condurre il campionato prossimo nelle posizioni di vertice?
 Dilemma da palla di vetro, che se avessimo non esiteremmo a sfruttare in versione Superenalotto, ma cercando di essere positivi pensiamo che l'esperienza di Varese ed i gol segnati, alcuni pregevoli come fattura, pongano Ebagua in una buona posizione di partenza.
 
In queste ore l'incontro fra Petrachi ed il procuratore del giocatore per dare il via alla trattativa con il Varese per l'acquisto del giocatore ... con che formula ancora non è dato sapere.
 
Anche Iori torna ad essere nel mirino del Toro e Gazzi sembra essere diventato un obiettivo principe per la prossima stagione, Petrachi è molto attivo e ne ha ben donde visto che c'è da rimettere in quadro mezza squadra.
 
Con insistenza si parla della partenza di Iunco che verrà probabilmente utilizzato come pedina di scambio, anche Sgrigna non è sicuro di rimanere, ma molto dipenderà dalle offerte che perverranno al Torino FC.
 Intanto l'ex granata Dzemaili, Cairo deve ancora incassare la metà del valore del giocatore stabilita a suo tempo, sembra essere in pole per approdare al Napoli e siamo convinti che il Parma se lo farà pagare molto bene creandosi così una buona plusvalenza.
 
L'impressione comunque è quella che qualche nome al di fuori delle mappe canoniche sia in canna ... la curiosità cresce.

 
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Ebagua al Toro, ma solo a metÓ

Post n°7207 pubblicato il 17 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

 

Fonte: www.seriebnews.com
 
Secondo quanto riferito da Sky, nello speciale calciomercato delle 23, oggi il Torino ufficializzerà l'acquisto di Ebagua, attaccante 25enne del Varese, con un passato di due anni nelle giovanili granata. Ora si tratta di capire che tipo di cessione sarà quella dell'attaccante con passaporto italiano. Secondo quanto riferisce Enzo Montemurro, amministratore delegato del Varese, la cessione del giocatore non sarà definitiva, ma solo in comproprietà con il Torino. Questo perchè il centravanti ha forti potenzialità e potrebbe aumentare il suo valore dopo una stagione in maglia granata.

 
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Oggi Ŕ il giorno di Ebagua

Post n°7206 pubblicato il 16 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Tutto pronto per l'annuncio del primo acquisto dell'era Ventura: si tratta dell'attaccante del Varese Ebagua, di origine nigeriana, che quest'anno ha segnato 12 gol con la squadra lombarda, arrivata ai playoff e battuta dal Padova per la finalissima contro il Novara. Per il 25enne Osarimen Giulio Ebagua è un ritorno al Toro, avendo già vestito la maglia granata nelle giovanili dal 2003 al 2005. L'attaccante ha vissuto sia a Roma che a Torino, dove ha preso la cittadinanza italiana. Secondo quanto riporta Datasport il Torino ha sborsato 2,5 milioni di euro per l'acquisto del giocatore e l'affare si sarebbe concluso in tarda mattinata.

 
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Ventura vara la linea giovane

Post n°7205 pubblicato il 16 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

E' Andrea De Falco uno dei primi eventuali rinforzi di Ventura. Arriva dal Sassuolo, ha appena compiuto 25 anni e può giocare sia come centrale che da esterno mancino. Fu lui a segnare la doppietta all'Olimpico, nel 2-1 inferto dagli emiliani ai granata a inizio febbraio. Nelle trattative c'è anche Pajtim Kasami, giudicato un "ragazzino prodigio“ proveniente dal Palermo, classe '92, gioca da mezzala, ma potrebbe anche fare l'esterno. E' considerato uno dei più forti della sua leva. Il giocatore è macedone-albanese di origine, ma svizzero di passaporto, che ricorda molto Dzemaili come radici. Se dalla Triestina non arriverà il portiere Viotti (peccato perchè è un numero uno promettente e giovane e, visto quello che ha fatto Ujkani al Novara, si poteva tentare la carta del ventenne in porta) Petrachi sta facendo invece un pensierino a Davide Beriti, classe ’91, che già TorinoGranata segnalò dopo averlo visto giocare con personalità proprio contro il Torino. Petrachi ha ammesso di seguirlo con attenzione. Sul portiere il nome nuovo è Frison del Vicenza, da escludere Gillet, che difficilmente si accaserà in B. Smentito invece l'interesse del reggino Puggioni.

 
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CALCIOMERCATO:

Post n°7204 pubblicato il 16 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

 

L'honduregno Edgar Alvarez del Bari in cima alla lista degli esterni chiesti da Giampiero Ventura

Alvarez è senza dubbio un uomo di Ventura ed ha le caratteristiche ideali per essere determinante in un campionato dalla caratura tecnica poco spiccata come quello di serie B


Si vanno delineando negli ultimi giorni dopo il summit di mercato tra Cairo, Petrachi e mister Ventura gli obiettivi del Torino per la nuova stagione di serie B che comincerà a fine agosto.
In attacco si punta sulla coppia Antenucci-Ebagua, le caratteristiche dei due giocatori potrebbero ben integrarsi tra di loro.
Per esaltare il gioco del tecnico ligure sulle fasce laterali si seguono due pedine del Bari, l'argentino Emanuel Rivas (28) e l'honduregno Edgar Alvarez (31).
Alvarez è senza dubbio un uomo di Ventura ed ha le caratteristiche ideali per essere determinante in un campionato dalla caratura tecnica poco spiccata come quello di serie B.

Edgar Anthony Álvarez Reyes è nato a Puerto Cortés il 18 gennaio 1980 ed è un esterno destro dotato di grande velocità e di un buon dribbling.
Ha giocato da professionista nel suo paese nel Platense, in Uruguay nel Peñarol ed in Italia nel Cagliari, nel Messina, nel Livorno, nella Roma, nel Pisa e attualmente milita nel Bari appena retrocesso in serie B al termine di una tormentata stagione.

È stato portato in Italia nel 2004 dal Cagliari, che lo ha preso in prestito dal Peñarol e che era alla ricerca di un terzino destro per sostituire François Modesto ceduto al Monaco. Nell'estate del 2005 passa in prestito alla Roma, che riscatta al termine della stagione per 1,2 milioni.
Nella sessione estiva del calciomercato del 2006 si trasferisce per la cifra di 300.000 euro, in prestito con diritto di riscatto della metà al Messina del presidente Franza.

Nel luglio 2007 ritorna alla Roma dopo il prestito in Sicilia, ma il 31 agosto 2007 passa in prestito al Livorno, dove conduce una stagione totalmente anonima e inconcludente culminata con la retrocessione in Serie B del club labronico del presidente Spinelli.

A fine stagione finisce il prestito e torna alla Roma che poi, il 1º settembre 2008, lo gira nuovamente in prestito, questa volta in Serie B, al Pisa sino a fine stagione: all'esordio realizza il suo primo gol in neroazzurro contro il Sassuolo; si ripete poi il 4 ottobre, alla sua seconda presenza in campionato, nella vittoria interna contro la Triestina siglando il definitivo 3-1.

Nell'estate 2009 il giocatore viene acquistato a titolo definitivo dal Bari venendo impiegato con continuità da mister Giampiero Ventura. Segna il suo primo gol in maglia biancorossa il 20 settembre 2009 contro l'Atalanta, partita terminata per 4-1 in favore dei pugliesi. Si ripete nella partita contro il Palermo finita 4-2 per i biancorossi e a Roma contro la Lazio segnando la rete del 2 a 0. Nella stagione successiva, segna la rete del 2-1 al 91' che permette al Bari di vincere per la prima volta nella sua storia allo stadio Tardini contro il Parma. Alvarez potrebbe essere un buon rinforzo per il Toro e per il gioco molto veloce sugli esterni che tanto piace a Ventura.

 

Simone Rossi
 

 
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Torino, ag. Bianchi: "Rolando Ŕ ancora un giocatore granata"

Post n°7203 pubblicato il 16 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Fonte: TuttoMercatoWeb
 

Intervistato dall'emittente napoletana Radio Kiss Kiss, Riccardo Bianchi, agente del centravanti e capitano del Toro Rolando Bianchi (28), ha affermato: "Rolando disposto a rappresentare l'alternativa in attacco al Napoli? Siamo nel campo delle ipotesi, se si va in una squadra come quella azzurra non si può pretendere di non avere concorrenza. Hamsik, Cavani e Lavezzi sono grandi campioni, e Rolando avrebbe la possibilità di misurarsi con giocatori importanti. Inoltre ha grande stima in Mazzarri e nel suo staff, con cui tra l'altro a Reggio Calabria ha fatto molto bene.
 
Possibilità che resti al Toro? Lui è ancora un giocatore granata, e, stando così le cose, farà la serie B insieme al Toro. Questa è una grande squadra, e rappresenta una piazza importante.
 
Se ci sono le condizioni affinchè rimanga? Con la società c'è feeling, con Cairo mi sono sentito in questi mesi e siamo contenti della stima, bisogna solo capire i piani della società ed il progetto dell'allenatore. Rolando ama la squadra ed i tifosi".

 
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I milanisti vedono bene Darmian al Toro

Post n°7202 pubblicato il 16 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Fonte: Il Milanista
 

Non è più una novità che il Torino ha puntato il difensore rossonero Matteo Darmian, il cui cartellino è a metà tra il Milan ed il Palermo. Il giocatore in Sicilia è stato poco utilizzato in questa stagione e la possibilità di giocare da titolare in una piazza importante come quella granata potrebbe aiutarlo a fare quel salto di qualità che tutti si aspettano da lui.
 
Un anno in prestito al Toro sarebbe una bella occasione per Darmian, questo potrebbe proiettarlo a vestire nuovamente il rossonero.

 
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Gillet, per ora nessuna novitÓ sul fronte granata

Post n°7201 pubblicato il 16 Giugno 2011 da fedelissimiroma1971

Secondo indiscrezione raccolte da TuttoMercatoWeb, cresce il numero di squadre interessato al portiere del Bari Jean François Gillet. Dopo Palermo e Bologna infatti, anche il Siena ha chiesto informazioni sull'estremo difensore belga. Nessuna chiamata invece è arrivata dal Torino, squadra a cui era stato accostato Gillet negli scorsi giorni.

 

 
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