Creato da mi.descrivo il 04/04/2015

Faccio pure Questo

per non farmi mancare nulla.

 

 

Foglie - Capitolo XI

Post n°59 pubblicato il 15 Marzo 2016 da mi.descrivo


 


Stavolta
è proprio l'ultima.

L'ultimo giorno
di carcere.

Quando ti aprono
la porta della cella
e puoi finalmente uscirne...

è il momento migliore
per giurare a se stesso
che non ci sarà recidiva.

Per chi lo desideri tuttavia…
ci si può sempre far del male.

Anche all'ultimo momento.

Basta fare click qui.

 


 

* * *


Mein Ende


Riassuntino:

 

Quando capisci la Sconfitta
capisci la Realtà.

Questo ricorda un poco
la recente pubblicità
del Fernet Branca.

Perchè l'amaro,
nell'uomo,
richiede sempre elaborazione
per trovarne il gusto.

E trasformarlo in piacere.


:-)

 


Decisi per l'intervento
della Fanteria Pesante.


Mi armai di Forcone e di Carriola.


Avrei fatto uno sporco,
duro e lungo lavoro
ma perlomeno mi sarei tirato via dagli occhi
il monumento alla mia sconfitta.


Ma lo Stahlpakt, saltò.


Il Re aveva posto in arresto il Duce
ed io perso l'alleanza con l'Italia.

Le Reti in Plastica infatti
si allearono con le Foglie.

Rete e Foglie avvinghiate.

Le seconde, inzuppandosi,
si gonfiarono e la rete resisteva tenendo
in elevata tensione il tutto.

Un miracolo di ingegno.

Ci progettano le Travi ed i Pilastri,
basandosi su questi principi,
gli ingegneri civili.

 


Il forcone si impantanava
rendendo ogni forconata
un'impresa.


Le forze corazzate avversarie
reggevano i colpi dei miei obici
senza alcuna fatica.


Ed io perdevo inutilmente energia.


Impossibile pure tagliarla, la rete,
tanto era ramificata nel cilindro.


E non si riusciva neppure a srotolarla
tanto era pesante il rotolo.


Un vero incubo.

Incubo al quale non trovavo rimedio.


Avevo solo una speranza;
dovevo confidare nel tempo.

 

Sperare che ritornasse il secco
e le asciugasse.

 

Che tornassero ad esser leggere.

Mi tolsi l'abbigliamento
da giardinaggio e rientrai in casa.


Ho una vetrata, in salotto,
che offre una vista panoramica
della vallata sottostante
giù giù sino alla pianura
ma soprattutto
del cielo che le sovrasta.

Dal mio Berghof
scrutai le nubi
e compresi.


In quell'istante capii
cosa sarebbe successo.


Capii che non era la primavera del 44
e neppure ero in Normandia
ad alterare il D-Day come pensavo;
 
Come il Crucco
mi ero concentrato sul versante occidentale
e così fui trombato da quello orientale.


La verità
era che ero nel tardo autunno del 42.

"Generale Inverno"
avrebbe fottuto pure me;
come il nanetto
e come l'imbianchino.

Io, come baffetto,
avevo puntato tutto sul Blitzkrieg
e non avevo ipotizzato
che qualcosa sarebbe potuto andar storto,
che i miei piani potevano saltare per un imprevisto.


Ed il mio imprevisto,
fu la mancanza di fulmineità
subito dopo la cattura.


Il seguito è il resoconto di una sconfitta;
la mia Schlacht von Stalingrad.

Combattuta ovviamente
dalla parte sbagliata.

La riporto fedelmente qui;
mica c'è da vergognarsi!

Mica sempre si può vincere!

Eccovi il racconto.

 

Senza pietà.




Un fine Autunno grondante
di incessante pioggia
seguito da un Inverno che,
un paio di volte,
coprì di bianca neve ogni cosa.

Difficile immaginare
qualcosa di più scontato.

Solo che io, da scemo,
non ci avevo pensato
e poco importa se pure l'imbianchino austriaco
ed il bassotto corso,
avevano commesso lo stesso errore
quando ci provarono ad andar verso gli Urali.

 

Per mesi,
quegli ammassi ormai informi,
si alimentarono di acqua, ed umidità.

Si gonfiavano
e diventavano sempre più scuri.

E più la massa organica si gonfiava, più la rete di plastica,
annegata al suo interno,
si tendeva.

Insomma,
avevo 6 Obesi Trichechi in cortile.


Ogni giorno diventava
più difficile giustificarli
ed impossibile liberarsene.


La primavera finalmente giunse;
Fredda e Pungente.


Di giorno, il sole, iniziava ad asciugare
la terra dei prati.

Ogni cosa che si era inzuppata
nei mesi senza colori,
pian piano cedeva umidità all'aria.


Tutto, lentamente,
si asciugava.


Tutto.

 
Tutto tranne i miei sei mostri.


Loro non si seccavano;
loro marcivano.


Apparvero muffe ovunque.

Un potenziale splendido,
se avessi deciso di dedicarmi
alla coltivazione  dei funghi
nel luogo ove, di solito,
parcheggio l'auto.

 
La presenza di quegli stranissimi oggetti
iniziò a farsi imbarazzante.


Esiste il vicinato.


Che, per progetto,
è sbirciante.



Con l'aggravante che,
nel mio caso,
si tratta di gente sveglia.


A qualcuno avevo confidato,
prima di attuarlo,
il piano che avevo ideato
in tardo autunno.


Si saranno sentiti;
si saranno consultati.


Sanno fare due più due.

Figurati,
sanno fare pure Radici Quadrate,
Derivate ed Integrali.


Il fatto è che,
oltre a non esser tonti,
son pure ironici.


Sicché un giorno,
attendendo l'uscita di mio figlio da scuola,
uno di loro mi si avvicinò.


Mi chiese se era vero che  6 Capidogli
avevano spiaggiato nel cortile di casa mia.


Va precisato che casa mia è posta
a metri 300 sopra e 200.000 a lato
dal mare.


Risposi che non erano Capidogli

ma Cocoon
e che anzi approfittavo per salutarlo
prima di partire per il pianeta Antarea
dove i vicini, mi dicono,
son meno stronzi
rispetto agli omologhi terrestri.

Avevan trasmesso il film,
in Tivù, la sera prima;
mi venne istintivo.



Solo l'intera torrida estate
li seccò.


Tornando dalle ferie, i primi giorni di settembre,
li trovai di peso e consistenza normali.

Riuscii a disfarmene.

L'incubo finì
così come del resto
finisce qui questa storia.

Serve una conclusione?

La conclusione è che
insomma, gira che ti rigira,
anche in questo remake, alla fine,
hanno vinto gli Americani.


P.S.: Tornando per un attimo a Dio e le sue mele.

Possibile che i Sacri Testi non dicano nulla?
 
Possibile che non si possa sapere ufficialmente
se quei due ci hanno svenduto per un paio di
Stark Delicious o per due Granny Smith ?

Dio, temo,
non si degnerà
di darci una risposta.

 

Io ho meno problemi.

 

Mi schiero.

 

Preferisco le Stayman.


E voi?


;-)


 


* * * 

Un grazie
a quelle pochissime che,
pazientemente,
si sono fatte tutti i capitoli.


Mi auguro per loro
che Dio benedica questo mio scritto
e ne tenga conto.
 
Che voglia considerare,
questa Via Crucis,
come fosse un giubileo

Concedendo loro
indulgenza plenaria.

Ecco.

Ora sì.

Abbiamo fatto
finalmente
basta.

;-)

 
 
 
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MANUALE D'USO

Se leggi il mio primo post, troverai un punto dove dico che "scrivo tanto".

Che posso farci?

Scrivendo solo "perché" mi piace
scrivo solo "come" mi piace.

- voglio il Times New Roman,
- voglio il font grigio chiaro,
- voglio il testo parecchio aerato

e soprattutto non accetto compromessi. 
Non voglio rinunciare a nulla di tutto ciò.

Un bimbo viziato insomma. 

Le comodità però si pagano.

Queste cose fanno ingrassare l'HTML e non ci son dietologi pare.

Sicché lo spazio che mi mette a disposizione il gestore… non mi basta. 

Sempre in quel post aggiunsi che, tuttavia, so come farcelo stare, quello che scrivo, in questo posto.

Ovviamente non intendevo far credere che so far miracoli; non sono mica Gesù.

Con quattro pani e quattro pesci, lo scrivente riesce solo:

- a nutrirne quattro o
- ad affamarne otto o, infine,
- ad ammazzarne sedici o più.

Non avendo possibilità di far meglio,
ho due soli modi per superare l'asticella.

Il primo è quello di fare il riassunto di me stesso.
E non mi va.

Il secondo è quello di postare "a puntate". 
Farò così.