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Fata_Ignora...
   
 
Creato da Fata_Ignorantedgl il 11/01/2009

Fairylandia

Il Mio Mondo Magico

 

(¯`*•.¸*♥*¸.•*´¯) Un giorno....

Post n°209 pubblicato il 04 Gennaio 2012 da Fata_Ignorantedgl

 

Un giorno il buon Dio, travestito da viandante, bussò alla porta di una piccola casa e chiese ospitalità. Venne accolto da una famiglia numerosa ma così povera da non avere di che vestire i figli. Padre e madre si vergognavano di ciò e presentarono allo straniero solo la metà dei loro bambini. Dio li trovò amabili e chiese alla madre se ne avesse altri oltre a quelli. La donna rispose di no. Naturalmente il buon Dio sapeva benissimo che aveva altri figli e domandò ancora: "Mia buona donna, mi hai davvero presentato tutti i tuoi figli?". "Certamente - mentì la donna sorridendo -Non sono forse abbastanza?". Dio si accontentò di questa risposta e si sedette a tavola per la cena. Notò che quella famiglia era molto pia: ringraziava il Signore per il cibo e, nonostante fosse appena sufficiente per loro, lo condivisero con lo straniero. Dio notò anche che tutti i bambini si misero in tasca un po' di pane secco da portare ai loro fratelli e sorelle nascosti. Il giorno seguente, prima di andarsene, Dio disse alla famiglia tanto ospitale: "Ciò che è stato nascosto a me verrà nascosto anche agli occhi degli estranei". Da quel momento, i bambini nudi diventarono invisibili; i genitori li percepivano e gli altri uomini potevano vederli soltanto quando lo desideravano i bimbi stessi. Dio diede ai bambini dei fiori, con i quali poterono vestirsi, e da allora non patirono più il freddo. Essendo invisibili, dovevano fare attenzione a non essere calpestati, e, per questo, Dio diede loro le ali, affinché potessero spiccare il volo in fretta al minimo pericolo. Quei bambini gli erano molto affezionati e Dio fece loro molti altri doni, che gli uomini comuni non possedevano. Potevano parlare con i fiori e gli animali, e trovavano sempre cibo per saziarsi e vivere in buona salute. I bambini invisibili crebbero ed ebbero dei figli, che a loro volta ebbero altri figli. Facevano del bene agli uomini senza farsi vedere, anche se talvolta si divertivano a far loro qualche scherzo. Vivevano nelle grotte, negli alberi, in riva ai fiumi; i più piccoli riuscivano persino ad abitare sulle corolle dei fiori. Gli uomini li battezzarono Elfi. Mentre gli uomini sfruttavano la terra, gli Elfi diventarono gli spiriti della natura e talvolta intervenivano per contrastare le azioni degli uomini irrispettosi dell'ambiente. Gli Elfi si manifestano di rado: non hanno molto spazio sulla terra per eseguire le loro danze e per celebrare i loro riti. Sono sempre in grado di vedere gli uomini; per contro, noi possiamo vedere gli Elfi soltanto quando loro lo desiderano....
(Fiaba Islandese)


 

 
 
 

௸ ௹ ௺ I Cigni bianchi ௸ ௹ ௺

Post n°208 pubblicato il 25 Giugno 2011 da Fata_Ignorantedgl

C'era una volta un re che aveva undici figli ed una figlia. Era rimasto vedovo da tempo, e decise di risposarsi, ma senza saperlo scelse come moglie una strega, a cui i suoi figliastri proprio non piacevano per niente. Per questo motivo mandò la sua figliastra a fare la sguattera in un castello lontano; ma questo non le bastava, per cui decise di trasformare gli undici figliastri in cigni. Di giorno erano cigni, e solo per poche ore alla notte potevano diventare umani. Dopo un anno la figlia tornò dal castello e non trovò più i suoi fratelli. Disperata, decise di partire per cercarli. Attraversò foreste e pianure, finché non giunse in un bosco vicino ad una montagna. In questo bosco c'era una capanna, dove c'era una vecchia strega che filava. La ragazza le chiese notizie dei suoi fratelli e la strega disse soltanto di aver visto undici bellissimi cigni che facevano il bagno in uno stagno vicino. La ragazza andò a spiare lo stagno e vide che di notte i cigni ridiventavano i suoi fratelli. Poté di nuovo abbracciarli, ma loro le dissero che al mattino dovevano ridiventare cigni per via della maledizione della matrigna. Lei raccontò tutto alla strega della foresta, che le disse di non poter fare niente: lei era una strega buona, e le streghe buone non possono niente contro le magie fatte dalle streghe cattive. Ma le disse il modo per sciogliere l'incantesimo: "Dovrai andare in un campo poco lontano da qui che è fatato, raccogliere dei cardi, filarli e preparare per loro delle camice che dovrai far loro indossare per mandare via l'incantesimo!".
La ragazza accettò ed iniziò ad andare nel campo, dove si punse e graffiò per raccogliere i cardi. La vecchia le aveva anche detto che non doveva parlare di questa cosa con nessuno.
Un giorno, mentre stava raccogliendo i cardi passò di lì un principe che si innamorò di lei e decise di sposarla. La giovane accettò, ma continuò a filare i cardi. Purtroppo il principe aveva una madre che era una strega e conosceva bene la matrigna della ragazza. Decise di rovinare la vita della giovane nuora. La ragazza, anche da sposata, e anche se aspettava un bambino, continuava a cucire le camice di cardo per i suoi fratelli. Suo marito dovette partire per un lungo viaggio, proprio quando il bambino doveva nascere. Lei diede alla luce due bambini, ma la matrigna mise al loro posto due grossi ed orrendi ragni, e disse che era una strega, che aveva fatto tutto facendo una magia con i cardi. Allora le streghe venivano bruciate vive, e la giovane fu portata al rogo: stava finendo di fare le camice per i suoi fratelli. Di colpo arrivarono tutti gli undici cigni e lei li ritrasformò in umani buttando loro sopra le camice. Poté allora raccontare tutta la sua storia. Le due streghe cattive dovettero fuggire via dai regni di tutta fretta, che furono regnati dalla ragazza, da suo marito e dagli undici fratelli con giustizia e dignità.

 
 
 

La Violetta ambiziosa.....

Post n°206 pubblicato il 22 Febbraio 2011 da Fata_Ignorantedgl

 

 

 

C’era una bella viola profumata che viveva tranquilla insieme alle sue amiche e ondeggiava felice tra gli altri fiori in un
giardino solitario. Una mattina, con la corolla ancora abbellita da stille di rugiada, sollevò il capo, si guardò attorno e
vide una rosa alta e avvenente che si ergeva superba nello spazio, come una torcia ardente su una lampada di smeraldo.
La viola schiuse le labbra blu e disse: «Quanto sono sfortunata tra questi fiori, e com’è umile la posizione che occupo
rispetto a loro! La natura mi ha fatto piccola e povera… Vivo vicinissima alla terra senza poter levare la testa verso il
cielo blu, o girare il viso verso il sole come fanno le rose.»
La rosa udì le parole della sua vicina, scoppiò a ridere e commentò: «Che strano discorso il tuo! Sei fortunata, e non
riesci a rendertene conto. La natura ti ha voluto conferire un profumo e una bellezza che non ha concesso a nessun
altro… Lascia perdere questi pensieri e accontentati, e ricorda che chi si umilia sarà esaltato, e chi si esalta sarà
schiacciato.»
La viola rispose: «Tu mi consoli perché possiedi ciò che io desidero ardentemente… E tenti di amareggiarmi facendo la
magnanima… Come suona dolorosa la predica del fortunato al cuore dell’infelice! E com’è spietato il potente quando si
erge a consigliere del debole!»
La Natura udì la conversazione tra la viola e la rosa, si avvicinò e disse: «Che cosa ti è successo, viola, figlia mia? Le
tue parole e le tue azioni sono sempre state umili e dolci. Forse la Cupidigia ti è entrata nel cuore e ti ha intorpidito i
sensi?» La viola rispose con voce supplichevole: «Madre grande e misericordiosa, piena d’amore e di comprensione, ti
prego con tutto il cuore e con tutta l’anima, accogli la mia richiesta e consentimi di essere una rosa per un giorno.»
La Natura rispose: «Tu non sai quello che vuoi; non ti rendi conto della sventura che si nasconde dietro la tua cieca
ambizione. Se tu fossi una rosa ne avresti solo dispiaceri e te ne pentiresti, ma non servirebbe a niente.» Ma la viola
insisté: «Trasformami in una rosa alta, perché voglio poter sollevare la testa con fierezza. Me ne assumo la
responsabilità, non importa quale sarà la mia sorte.» La Natura acconsentì, dicendo: «Esaudirò la tua richiesta, viola
ribelle e ignorante. Ma se ti colpirà la sventura, la colpa sarà solo tua.»
E la Natura allungò le sue dita magiche e misteriose e toccò le radici della viola, la quale si trasformò immediatamente
in un’alta rosa, svettante su tutti gli altri fiori del giardino.
Quella sera il cielo si gonfiò di nuvole nere, la furia degli elementi sconvolse il silenzio dell’esistenza col fragore del
tuono e cominciò ad attaccare il giardino facendosi precedere da una fitta pioggia e da forti venti. La tempesta squarciò i
rami, sradicò le piante e ruppe gli steli dei fiori più alti, risparmiando solo quelli piccoli che crescevano vicini alla terra
amica. Il giardino solitario risentì particolarmente di quel clima belligerante, e quando la tempesta si placò e il cielo si
schiarì tutti i fiori erano stati devastati: nessuno era sfuggito alla furia della Natura tranne la famiglia delle piccole viole,
nascoste accanto al muro del giardino.
Alzata la testa e vista la tragedia abbattutasi sui fiori e sugli alberi, una giovane viola sorrise felice e chiamò le sue
compagne, dicendo: «Guardate cosa ha fatto la tempesta ai fiori altezzosi!» Un’altra viola disse: «siamo piccole e
viviamo vicino alla terra, ma siamo al riparo dalla collera del clima.»
E una terza aggiunse: «La nostra statura limitata non permette alla tempesta di sottometterci.»
A quel punto la regina delle viole vide accanto a sé la viola trasformata in rosa, scagliata a terra dalla tempesta e
deturpata sull’erba fradicia come un soldato esausto sul campo di battaglia. La regina delle viole sollevò la testa e
chiamò a raccolta la sua famiglia, dicendo: «Guardate, figlie mie e meditate su ciò che la Cupidigia ha fatto alla viola
trasformata per un’ora in una rosa superba. Che il ricordo di questa scena vi rammenti sempre la vostra buona sorte.»
La rosa morente sussultò, e facendo appello alle forze residue disse, con tono pacato: «Siete mansuete e soddisfatte
della vostra ottusità: io non ho mai avuto paura della tempesta. Fino a ieri anch’io ero soddisfatta e appagata dalla Vita,
ma l’Appagamento è stato come una barriera tra la mia esistenza e la tempesta della Vita, confinandomi in una pace
malsana e indolente e in una stasi mentale. Avrei potuto vivere la stessa vita che vivete voi ora, solo che fossi rimasta
attaccata alla terra per paura… Avrei potuto attendere che l’inverno mi ricoprisse di neve e mi consegnasse alla Morte,
che certamente rivendicherà tutte le viole… Ma ora io sono felice perché mi sono spinta fuori dal mio piccolo mondo fin
nei misteri dell’Universo… Una cosa che voi non avete ancora fatto. Avrei potuto guardare dall’alto la Cupidigia, la cui
indole è superiore alla mia, ma prestando ascolto al silenzio della notte udii il mondo celeste parlare al mondo terreno e
dire: «L’ambizione che va oltre l’esistenza è lo scopo essenziale del nostro esistere.» In quel momento il mio spirito si
ribellò e il mio cuore cominciò a desiderare una posizione più elevata rispetto a quella della mia limitata esistenza. Mi
resi conto che l’abisso non può udire il canto delle stelle, e in quel momento presi a combattere contro la mia piccolezza
e a desiderare ardentemente ciò che non mi apparteneva, finché il mio spirito di rivolta si trasformò in una grande forza,
e il mio desiderio in volontà creatrice… La Natura, che è il grande oggetto dei nostri sogni più profondi, accolse la mia
richiesta e con le sue dita magiche mi trasformò in una rosa.»
La rosa tacque per un istante poi, con voce flebile, mista di compiacimento e fierezza disse: «Ho vissuto un’ora come
una rosa altera; per una frazione di tempo sono stata simile a una regina: ho visto l’Universo con gli occhi di una rosa;
ho udito il mormorio del firmamento con le orecchie della rosa e ho toccato i lembi della veste della Luce con i petali
della rosa. C’è qualcun altro, qui, che può rivendicare un simile onore?»
Ciò detto, chinò il capo e, con voce soffocata, disse: «Ora posso anche morire, poiché la mia anima ha conseguito il suo
scopo. Finalmente ho esteso la mia conoscenza a un mondo che è al di là dell’angusta caverna della mia nascita. É
questo il disegno della Vita… É questo il segreto dell’Esistenza»
La rosa fu scossa da un fremito, ripiegò lentamente i petali ed esalò l’ultimo respiro con un sorriso celestiale sulle
labbra… un sorriso d’appagamento, di speranza e di fiducia nella vita… un sorriso di vittoria… un sorriso simile a quello
di Dio.

 



 

 
 
 

Buongiorno......

Post n°205 pubblicato il 21 Novembre 2010 da Fata_Ignorantedgl

 
 
 

post

Post n°204 pubblicato il 21 Novembre 2010 da Fata_Ignorantedgl

 
 
 

GRAZIE A TUTTI....

Post n°203 pubblicato il 09 Ottobre 2010 da Fata_Ignorantedgl

ma fille Mèlissa... je t'aime très fOoOoOoOoOoOrt ma puce baciOnii ♥♥♥♥♥

Con questo ultimo post voglio ringraziare tutte le persone, gli AMICI  che in questi 5 anni mi sono stati vicino e hanno contribuito a far "crescere" non solo i miei blog ma anche me come persona. Mi costa molto rinunciare a questa parte della mia vita anche perchè nonostante i diversi problemi avuti con alcuni di voi questa parte di vita passata nella community è stata bellissima ed è stato un  modo per uscire da tante situazioni spiacevoli che hanno colpito la mia vita.

La decisione di far cancellare EMAIL,BLOG ,PROFILO  ecc è  dovuta al fatto che IGNOTI  hanno RUBATO   i miei dati personali ,le foto e altro per danneggiarmi non solo in questa community ma anche in altri siti.

Spero che prima o poi paghino per quello che hanno fatto,una cosa però posso dirla DIFFIDATE di  Alisa.Casteldoff  è lei/lui una delle persone che mi hanno creato problemi.

Prima che lo staff di LIBERO CANCELLI TUTTO,dietro mia richiesta, vi SALUTO CON UN ABBRACCIO E UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI.

jo

alias

joeblackfg

GuerrierodellaLuce69

Diabolicamente_Tuadgl

ma fille Mèlissa... je t'aime très fOoOoOoOoOoOrt ma puce baciOnii ♥♥♥♥♥

 
 
 

post

Post n°202 pubblicato il 16 Luglio 2010 da Fata_Ignorantedgl

 
 
 

Il lupo e il pastore....

Post n°201 pubblicato il 06 Luglio 2010 da Fata_Ignorantedgl

KdO Pour Louve

 

Un lupo andava al seguito di un gregge di pecore, senza far loro alcun male. Il pastore, sulle prime, lo teneva a bada come un nemico, e lo sorvegliava con estrema diffidenza. Ma quello ostinatamente lo seguiva, senza arrischiare il minimo tentativo di rapina. Così gradatamente il pastore si convinse di avere in lui un custode, piuttosto che un nemico intenzionato a danneggiarlo. Un giorno ebbe bisogno di recarsi in città, gli lasciò le pecore in custodia e partì tranquillo. Ma il lupo seppe cogliere l'occasione: si lanciò sul gregge e ne fece strage sbranandone una gran parte. Il pastore, quando fu di ritorno e vide la rovina del suo gregge, esclamò: - Mi sta bene! Quale stupidità mi ha spinto ad affidare le pecore ad un lupo?

Allo stesso modo, coloro che affidano i propri beni a persone avide naturalmente li perdono

 
 
 

Per monia....

Post n°200 pubblicato il 06 Luglio 2010 da Fata_Ignorantedgl

 
 
 

buongiorno

Post n°199 pubblicato il 06 Luglio 2010 da Fata_Ignorantedgl

 
 
 
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Esistono luoghi avvolti da un misterioso alone di magia, non visibili al normale sguardo dell'uomo, celati tra le acque trasparenti di fonti e di sorgenti o tra il vento impetuoso e sottile che fruga tra lefoglie dei boschi Dissimulati con la linea dell'orizzonte o mascherati sotto i nostri piedi, tra le fronde di un maestoso albero o tra l'acqua cristallina di una piccola cascata montana.
 

 

Spazi dove le cose

 

invisibili


si svelano all'improvviso,


dove il tempo

 

è infinitamente


possibile, dove non esistono


limiti alla meraviglia e allo stupore .

Universi che esistono al di là dei

nostri normali sensi, oltre il tutto ...
 

 

 
Sono i luoghi dell'incanto

e dell'ispirazione,

i mondi fantastici


dove ancora vivono gnomi,

folletti e fate ...


Mondi paralleli senza nome,


chiamati semplicemente


Mondi di Mezzo....