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Creato da fernandez1983 il 03/02/2006
..del vecchio pazzo..
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Politica
In un'era dove la politica somiglia più allo sport, coi partiti sempre più squadre e i cittadini sempre più tifosi, non possiamo restare con gli occhi chiusi continuando a disinteressarci dei problemi che affliggono il nostro Paese, affidandoci solo al pensiero dell'amico/a di turno. Dobbiamo prendere noi le retini di un'Italia che non è più nostra, ma che è di una Casta. Per il nostro bene, e per il bene collettivo, c'è bisogno che ognuno di noi tiri fuori la propria maturità, e non quella degli altri, c'è bisogno che si crei tra di noi cittadini e comuni mortali il dialogo che manca dentro quel bar quale è il Parlamento, dove a frequentarlo ci sono Dei immortali venerati dai classici lecchini nelle ultime legislature neanche eletti da noi cittadini, ma scelti da apparati di partito. C'è bisogno di distinguere la differenza tra sportivo e politico: la squadra o l'atleta restano o resta sempre dentro di noi, è un qualcosa di unico. Ma con la politica non deve essere così: bisogna distaccarci dai colori o dalle bandiere politiche e riprenderci la nostra obiettività, dobbiamo riprenderci quel sapere giudicare che non ci appartiene più, perché se una cosa buona non viene fatta dal politico da noi votato ma dal politico dell'altro schieramento noi la facciamo passare per brutta. Un classico esempio è l'Alitalia con Air France, ma se vogliamo non essere di parte bilanciamo le sorti con l'indulto (occhio a chi l'ha votato, anche l'allora FI lo votò compatta). Scelte sbagliate, ma che quando vengono associate alle bandiere di cui noi ci sentiamo rappresentati diventan giuste. Se volete un esempio dal quale capire che i nostri rappresentanti se ne fregan di me e di Voi, chiedetevi perché ancora né di qua né di là si son abbassati gli stipendi, e ragionate. Certamente se volevano difendere i Vostri interessi l'avrebbero fatto, ma Loro non sono come noi, sono immortali, e si dimentican subito che devon tener fede ad un mandato datogli da Noi. Chiedetevi perché al Sud non c'è lotta all'evasione, e allo stesso tempo vengono fornite tabelle ministeriali col tasso di evasione calabrese che supera il 90%. Bene, questi soldi, grazie a chi ci governa (sia di là che di qua), non rientrano più in circolo, e chi ci rimette siamo noi. Invece di dire che il Sud evade, perché non iniziamo a dire che nessuno manda controlli? Ecco, ho fatto qualche piccolo esempio, non l'ho fatto per una questione politica, ma per una questione morale. Tutti noi dobbiamo prender coscienza che la politica non è uno sport, e non dobbiamo vergognarci a protestare o a criticare scelte fatte dal rappresentante da noi votato, ma dobbiamo tirare fuori gli attributi, perché altrimenti il peggio è sempre nostro. E ammettere gli errori è sintomo di maturità, ricordandoci che le critiche, se fatte nel modo giusto, non possono esser altro che costruttive.
Alessandro Marcianò, autore del blog Osteria..del vecchio pazzo, ex Prodi vs SilvioB 3-0
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Alessandro Marcianò
Candidato all'Assemblea Costituente Nazionale alle Primarie del Partito Democratico con I Democratici per LETTA, inviato giornalistico e radiofonico, studente in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria. Membro della Presidenza del Forum del Quartiere di Gallico, Commissario comunale giovanile del Comune di Reggio Calabria dell'Mpa
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Post n°1946 pubblicato il 19 Novembre 2009 da fernandez1983
"Ora vogliamo proteggerla dal gossip e dal pettegolezzo, ha il diritto di costruirsi una carriera". Lo hanno ripetuto come un mantra, negli ultimi tempi, i genitori di Noemi Letizia. E però non c'è carriera, nel mondo dello spettacolo, che non passi dalle mani di un agente. Siccome è in questo campo che Noemi vuole sfondare, era impensabile che la giovane amica del presidente del Consiglio ("Papi") non fosse affidata a un manager capace di gestirne l'immagine, organizzarle "ospitate" in discoteca, insomma di forgiare il personaggio-Noemi. La ragazza al centro della vicenda attribuita a Chiesa Soprani è Barbara Guerra, una delle 30 ospiti reclutate dal procacciatore di escort, Gianpaolo Tarantini, per le feste del premier. Nell'inchiesta barese è lo stesso Tarantini a chiarire il ruolo della Guerra, ex concorrente della "Fattoria": "L'8 e il 16 ottobre 2008 è stata ospite a Palazzo Grazioli assieme a Ioana Visan. Le pagai in vista di un'eventuale prestazione sessuale. L'8 ottobre passarono entrambe la notte a palazzo". |
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Post n°1945 pubblicato il 18 Novembre 2009 da fernandez1983
Se la maggioranza non è compatta è meglio andare al voto. Anche il presidente del Senato, Renato Schifani si schiera col partito dei falchi del Pdl che vede le elezioni anticipate come unica soluzione alle difficoltà interne ed esterne del governo e che vedono Berlusconi oscillare tra la prudenza e la voglia di rovesciare il tavolo. Immediata (segno di una maggioranza davvero poco compatta) la replica del finianio Granata che rimanda al mittente le accuse e parla di "Pdl che somiglia a una caserma". Dall'altra parte, anche Bersani ricorda a Schifani che "la legislatura non è proprietà del centrodestra". Prudente Maroni (Lega Nord) che chiede coesione "per realizzare il programma". Il finiano Granata. Il monito di Schifani non sembra preoccupare più di tanto la componente vicina al presidente della Camera: "C'è un clima irrespirabile, ma non per colpa nostra - dice l'ex-An Fabio Granata -. Da parte nostra non c'è una volontà di arrivare alla rottura o alle elezioni, ma nessuno può pensare di evitarle riportando tutto a un pensiero unico. La compattezza non è essere fedeli alla linea come se fossimo in una caserma, ma rispettare i patti sulla giustizia e anche avere compattezza su questioni come quella di cosentino". Schifani: "Elezioni anticipate se la maggioranza non è compatta" |
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Post n°1944 pubblicato il 13 Novembre 2009 da fernandez1983
E' rivolta contro la riforma del processo breve. Il ddl è stato depositato stamane dal gruppo Pdl al Senato; lo ha sottoscritto anche la Lega. Composto da 3 articoli, prevede la prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati "inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione" se sono trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero senza che sia stata emessa la sentenza. Soddisfatto il ministro della Giustizia Angelino Alfano: "Condivido lo spiriro e il senso della riforma, che va nella direzione dell'accelerazione dei processi".
L'immunità parlamentare, ricorda Cicchitto, "era un tassello di un sistema concepito per regolare in modo equilibrato i rapporti fra politica e magistratura. Aver fatto saltare nel 1993 dalla Costituzione quel tassello ha contribuito a mettere in crisi il delicato equilibrio fra politica e magistratura. Oggi quell'equilibrio va ricostruito, meglio se nell'ambito di una grande riforma costituzionale e di una globale riforma della giustizia". |
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Post n°1943 pubblicato il 09 Novembre 2009 da fernandez1983
Quel nastro bianco e rosso da cantiere chiuso e sotto sigilli il presidente della Camera, Gianfranco Fini lo reciderà oggi.
Dipendenti part time. Il 3 maggio, un'inchiesta di "Repubblica" rivelava che nei due mesi precedenti di marzo e aprile, al Senato, si era lavorato solo per 10 giorni al mese, col record di sole 7 ore di sedute in una settimana di aprile. Sono seguiti impegni solenni sul prolungamento dell'orario lavorativo di coloro che Beppe Grillo si ostina a definire "nostri dipendenti". Cos'è accaduto nei sei mesi successivi, in cui governo e maggioranza sono stati assorbiti anche da vicende non prettamente politiche? Al netto della pausa estiva, in sei mesi la Camera ha tenuto 72 sedute, 14 al mese circa, lavorando per 18 ore a settimana, 4 ore e mezza al giorno nel quattro giorni di attività. Comunque, un incremento rispetto 16,5 ore a settimana dei primi quattro mesi. A Palazzo Madama le cose continuano ad andare peggio. L'assemblea, da maggio al primo novembre, ha tenuto 72 sedute per 173 ore complessive, ovvero 34,6 ore al mese (erano 46 i primi quattro mesi del 2009): dunque 8,6 ore a settimana (erano 11,5). In linea col record negativo di aprile che aveva destato scandalo. Carmelo Lopapa |
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Post n°1942 pubblicato il 06 Novembre 2009 da fernandez1983
Silvio Berlusconi risponde alle dieci domande di Repubblica, dopo 175 giorni, 10 ore e 18 minuti (il paziente computo è di un nostro lettore, Michele De Luca). Domande che il capo del governo ha giudicato così diffamanti da richiedere un risarcimento milionario per l'offesa ricevuta. Gli interrogativi erano, come dimostra oggi Berlusconi, del tutto legittimi. Facevano tesoro, peraltro, di una sua convinzione. Questa: credo che chi è incaricato di una funzione pubblica, come il presidente del Consiglio, debba dar conto dei suoi comportamenti, anche privati. (Porta a Porta, 5 maggio 2009). Berlusconi, oggi: "Non ho avuto alcuna relazione con signorina Noemi. Al riguardo si sono dette e scritte soltanto calunnie". Berlusconi sostiene "di avere incontrato la ragazza soltanto quattro volte". Dove e quando? Il premier autorizza Vespa a raccontare: "La prima, il 19 novembre, quando Noemi fu ospite a Villa Madama... la seconda il 15 settembre alla festa di Natale del Milan... La terza a Villa Certosa, dove la ragazza fu invitata a trascorrere con alcune amiche le feste di fine d'anno... la quarta, alla sua festa di compleanno". La notizia dell'energico e ottimo stato di salute del presidente del consiglio non può che farci piacere, naturalmente. Tuttavia, è necessario qualche ricordo. E' stata la moglie del premier, Veronica Lario, a dire: "Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile" (Repubblica, 3 maggio). La signora si riferiva alla frequentazione delle minorenni, al vortice di giovani donne (secondo Veronica Lario, "figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica") che rallegrava e rallegra le notti dell'"imperatore". La moglie del premier si riferiva alla sexual addiction che affligge il presidente del consiglio. Della satiriasi, Berlusconi non parla. Parlano per lui il "caso D'Addario" e le conversazioni (intercettate) con l'imprenditore Giampaolo Tarantini. Giuseppe D'Avanzo |
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Post n°1941 pubblicato il 04 Novembre 2009 da fernandez1983
Se dall'opposizione arriveranno proposte per "dare più soldi alla polizia, la Lega è pronta a sostenerle". Il ministro dell'Interno Roberto Maroni avverte il governo e sottolinea come sulla sicurezza "non possano esserci vincoli di maggioranza". Solo pochi giorni fa migliaia di poliziotti avevano protestato a Roma contro la carenza di risorse. E proprio pensando a questo che il titorale del Viminale ammette che in Parlamento la lotta "sarà dura". Troppo stretti i vincoli fissati dal Governo, troppo poche le risorse a disposizione. "Garantisco che sia da parte mia sia dalla Lega su questi temi faremo una battaglia forte perchè se ci sarà una proposta di dare più soldi alla polizia da parte dell'opposizione noi la sosterremo. E se da ambienti governativi arriva una richiesta di tagli noi voteremo contro" continua Maroni partecipando ad un convegno del Sindacato di polizia. Sicurezza, Maroni avverte il governo: "Pronti a votare con l'opposizione" |
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Post n°1940 pubblicato il 03 Novembre 2009 da fernandez1983
"Tanto con quello ci vedremo in tribunale". È un Fini arrabbiatissimo quello che butta via dal tavolo la copia del Giornale (un fondo del vicedirettore Sallusti intitolato "C'è un tentativo di fermare l'azione del governo" con, in fondo, una velata minaccia: "E' possibile che nei prossimi giorni ne vedremo delle bele") e archivia con quella battuta l'ennesimo attacco che lo accomuna a Napolitano e dietro il quale, ovviamente, vede la mano di Berlusconi. Sul Colle la reazione non è molto differente. Il presidente legge, s'indigna, ma la sua reazione, dopo una giornata in cui gli arrivano continui messaggi di piena solidarietà, è volutamente e soltanto un "gelido no comment". La partita sulla giustizia cammina verso giornate decisive. Il Cavaliere attende nervoso quella "soluzione finale" che, come gli continua a promettere il suo avvocato Niccolò Ghedini, deve salvarlo dalle sentenze Mills e Mediaset. Ma stavolta vuole dietro di sé tutta la maggioranza, non è ammessa alcuna defezione. Quindi impone un'assunzione di alta responsabilità politica. E per questo, ragionano nell'entourage di Fini, scatena le minacce veicolate dal Giornale. Mercoledì o giovedì, salute del premier permettendo, saranno i giorni clou, si vedranno lui con Bossi e Fini per chiudere assieme l'accordo sulle regionali e quello sulla giustizia, compresa "la" o "le" leggine che gli servono per anestetizzare quegli "odiosi dibattimenti". Ma il braccio di ferro continua in queste ore. Ghedini preannuncia che inonderà il Senato di progetti di legge sulla prescrizione e sui processi da contenere in sei anni. Tra questi uno "deve" salvare il suo premier. Ma, anche a costo di sfidare l'ira di Berlusconi, i finiani non mollano. Non passerà nulla che possa distruggere la giustizia. Niente leggi ad personam, se l'impatto è devastante. E niente blitz contro Napolitano. di Liana Milella |
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Post n°1939 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da fernandez1983
"I magistrati non devono essere intimiditi". Arrivano a stretto giro le repliche all'ennesimo attacco portato da Silvio Berlusconi ai giudici nel corso della trasmissione Ballarò. Prima il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Lobredo: "Se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali, a cominciare da Falcone e Borsellino", e di tutti gli altri che "hanno perso la vita in nome della difesa della legalità". Poi l'Associazione nazionale dei Magistrati: "Rispondiamo solo alla legge e alla Costituzione, i magistrati non devono essere intimiditi", ed è ridicolo "descrivere i tribunali come sezioni di partiti politici". Caso Mills, l'Anm replica a Berlusconi: "Rispondiamo solo alla Costituzione" |
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Post n°1938 pubblicato il 27 Ottobre 2009 da fernandez1983
"Ma vi rendete conto? Prima mi ha posto un diktat inaccettabile con questa storia del vicepremier, poi mi ha messo con le spalle al muro negando il taglio sull'Irap. Così non si può più andare avanti". Silvio Berlusconi ha perso la fiducia in Giulio Tremonti. Lo hanno capito chiaramente i tre coordinatori del Pdl - Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi - saliti ieri ad Arcore per un vertice di tre ore dedicato interamente all'emergenza creata dal ministro dell'Economia.
Nel Pdl cominciano anche a nutrire il sospetto che questa "strana" difesa di Bossi di un posto da vicepremier per Tremonti in realtà altro non sia che una mossa tattica per alzare il prezzo nella trattativa sulle regionali. Il Carroccio, al momento giusto, lascerebbe andare Tremonti al suo destino, in cambio di due regioni pesanti - Veneto e Piemonte - oppure del boccone più grosso, la Lombardia per Roberto Castelli. Guarda caso ieri l'unico leghista che non si stracciava le vesti per il ministro dell'Economia era proprio l'ex Guardasigilli: "Ho stima per Tremonti, ma l'importante è che il governo rimanga stabile". Così le voci sulle dimissioni del ministro e il totonomi per la successione sono state il rumore di fondo della giornata. E lo stesso Tremonti, da qualche tempo, andrebbe chiedendo in giro: "Ma secondo voi Draghi scalfirebbe la sua immagine super partes andandosi a mettere con Berlusconi?". Francesco Bei |
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Post n°1937 pubblicato il 25 Ottobre 2009 da fernandez1983
"Io le dimissioni le ho presentate. Stanno sulla tua scrivania di Palazzo Chigi. Tocca a te decidere. Ma per quanto mi riguarda, un modo per arrivare al chiarimento c'è. Nominami vicepresidente del consiglio con deleghe piene". "Vicepremier? Non esiste. E poi cosa dico a quelli di An? Stai esagerando. Con te non ce la faccio più". La linea tra Roma e San Pietroburgo è rovente. Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti sono ai ferri corti.
Il titolare del Tesoro, allora, si sente sempre più isolato. Con tanti ministri del Pdl infastiditi dall'atteggiamento del "collega", con Gianfranco Fini irritato per la scarsa propensione a alimentare i consumi, con la Confindustria decisa a sostenere le proprie ragioni "fiscali" e con il mondo delle banche pronto al regolamento dei conti. La mossa di ieri, poi, di mettere sul tavolo delle Regioni ben 3 miliardi per la spesa sanitaria ha colto di sorpresa un po' tutto l'esecutivo. "Fino a ieri non c'era una lira - si lamenta un ministro Pdl - e ora spuntano tre miliardi. Non è che c'è un tesoretto nascosto che Giulio vuole usare per il futuro? Per il suo futuro politico?". Un dubbio che avvolge pure Berlusconi: "Se qualcuno pensa di farmi fuori, la risposta saranno le elezioni anticipate". Forse il vero obiettivo del premier. Claudio Tito |
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Post n°1936 pubblicato il 23 Ottobre 2009 da fernandez1983
Giulio Tremonti ormai si sente accerchiato. L'allarme rosso al ministero dell'Economia è suonato quando le agenzie hanno iniziato a battere l'ultima proposta di Silvio Berlusconi, quella riduzione dell'Irap su cui Tremonti, anche di recente, era stato invece estremamente cauto. E il fatto che l'annuncio della riduzione sia stato anticipato (su Repubblica di ieri) proprio dal suo rivale interno, Claudio Scajola, non ha fatto altro che rafforzare il sospetto del ministro di essere stato "scaricato" dal Cavaliere. Anche a Tremonti infatti deve essere giunto all'orecchio l'ultimo sfogo di Berlusconi, pronunciato a palazzo Grazioli di fronte ai tre coordinatori del Pdl e allo stesso Scajola una settimana fa, quando il premier - a chi gli chiedeva come finanziare il taglio dell'Irap senza toccare la sanità regionale - rispose a muso duro: "Stavolta Tremonti i soldi li deve trovare, useremo i proventi dello scudo. Ci serve un segnale forte verso le imprese, subito".
Francesco Bei |
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Post n°1935 pubblicato il 22 Ottobre 2009 da fernandez1983
Un Didastro, poi un lampo di Pirlo e la prova della maturità di Pato, che fa piangere il Santiago Bernabeu con una doppietta. Il Milan vince in casa Real. Paga la scelta di Leonardo di schierare una formazione d'attacco: per un tempo le punte non sfondano, nelle ripresa, anche grazie agli errori del Real, c'è la metamorfosi e la grande vittoria dei rossoneri, che potrebbero aver svoltato nella stagione. Real Madrid raggiunto in classifica: i presunti galattici sopno un abbozzo di squadra, con giocatori fermi e pochissime idee offensive. Kakà deve giocare da solo, e non basta il solito Raul. E' tornato Didastro. E lo ha fatto in grande stile: al Santiago Bernabeu, in Champions, contro il Real Madrid. Un errore incredibile del portiere brasiliano apre la porta al Real Madrid e concede a Raul, forse l'unico nello stadio a credere che Dida potesse perdere quel pallone, il gol dell'1-0. Il racconto della partita non può prescindere da quello che accade al 19': tiro debolissimo e centrale di Granero, il brasiliano praticamente lo blocca, senza apparenti difficoltà (non ce n'erano, del resto), poi si lascia sfuggire il pallone che carambola sul ginocchio e ritorna giocabile per Raul, che lo raccoglie, si allarga e fa 1-0. Nella ricca collezione di papere del portiere milanista questa rischia di salire di corsa al numero 1: dopo la tutto sommato positiva prova contro la Roma, Dida conferma di essere una totale incognita. Il Milan, che ha già i suoi problemi, forse non può permettersi di rischiare di fare questo genere di regali. Lo schieramento a tre punte del Milan, con Pato e Ronaldinho larghi dietro a Inzaghi, nel primo tempo non porta a una partita d'attacco, né crea grandi grattacapi per Casillas: Ronaldinho entra in I nuovi galattici perdono Higuain, che non va nemmeno in panchina, e così sono con le scelte forzate in attacco. Insieme al monumento Raul, 363 gol complessivi, c'è Benzema, che però corricchia per tutta la gara senza costrutto, e ci prova al massimo da fuori. Il Real però non ha nemmeno un abbozzo di gioco fluido, ma si affida a giocate personali, per lo più di Kakà. Il grande ex ci prova, ma deve giocatre praticamente da solo: Granero latita a sinistra, Senza Cristiano Ronaldo le idee sono pochissime. Xabi Alonso dovrebbe essere il regista, ma con la palla fra i piedi non ha mai un compagno da cercare. Squadra blanca spesso ferma, con ritmi bassissimi. La fase migliore è quella difensiva, con Albiol su tutti, ma poi si sfalda anche il settore arretrato. Le spese di Florentino Perez non possono aver portato solo a questo, tanto più che a provare a salvare il Real sono il solito Raul e Drenthe, l'olandese che a Madrid hanno provato a cedere a chiunque. Senza Cristiano Ronaldo è durissima. Vince il Milan, senza dominare ma approfittando delle debolezze degli avversari e colpendo come solo una squadra d'alto "rango" sa fare. Perde il Real, il cui progetto è ancora in alto mare. Finisce in parità sugli peisodi da moviola: c'era un rigore chiaro per Benzema nel primo tempo (fallo di Zambrotta), ma era buono il gol di Thiago Silva nel finale. Poi una manata di Ronaldinho a Raul, non vista e a rischio prova tv. Valerio Clari |
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Post n°1934 pubblicato il 21 Ottobre 2009 da fernandez1983
Beppe Fioroni dixit: «Ma che ci sto a fare nel partito di D'Alema?». La frase diventa il pretesto per un gustoso siparietto nel Transatlantico di Montecitorio. L'ex ministro degli Esteri, dopo un lungo colloquio con Annagrazia Calabria del Pdl, affronta i cronisti: «Presidente, Fioroni dice che non resta nel Pd se diventa il suo partito...». D'Alema ci pensa meno di un secondo. Poi si affaccia dalle colonne che sporgono sul Transatlantico e a gran voce chiama l'interessato: «Fioroniiii, Fioroniiii... qua si dice che tu vai via dal partito...». |
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Post n°1933 pubblicato il 20 Ottobre 2009 da fernandez1983
OGGI ci occuperemo del Partito democratico. Finora in questi articoli domenicali il tema è stato volutamente trascurato, ma ora è diventato di stringente attualità: domenica prossima, 25 ottobre, ci saranno le primarie che decideranno chi sarà il segretario nazionale del Pd, un evento importante non solo per quel partito ma per l'intera opposizione e anche per il sano funzionamento della democrazia italiana.
Eugenio Scalfari, La Repubblica 18 ottobre 2009 |
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Post n°1932 pubblicato il 19 Ottobre 2009 da fernandez1983
L'hanno presentata come la prima pietra del Ponte sullo Stretto. Hanno annunciato l'apertura dei cantieri per il 23 dicembre prossimo. Ma il regalo di Natale che Silvio Berlusconi, sta preparando per calabresi e siciliani, col Ponte in quanto tale, non ha quasi nulla da spartire. In realtà si tratta dello spostamento del binario che collega Cannitello a Villa San Giovanni, previsto (anche se non in questa forma), indipendentemente dal Ponte. di GIUSEPPE BALDESSARRO, La Repubblica |
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Post n°1931 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da fernandez1983
"Spero solo che si tratti di un episodio isolato. Nella Mediaset che conosco io, dove ho lavorato per diciotto anni, un servizio come quello sul giudice Mesiano non sarebbe mai andato in onda. Spero che il presidente Fedele Confalonieri prenda in mano la situazione". Enrico Mentana ha fondato e diretto il Tg5; e come milioni di spettatori ha visto a "Mattino 5" le immagini del pedinamento del magistrato autore della sentenza che condanna in primo grado la Fininvest a risarcire con 750 milioni di euro alla Cir. Però pedinare un magistrato, farlo passare per "stravagante" perché fuma aspettando di andare dal barbiere, o perché indossa calzini turchesi... "Anch'io posso andare in giro con quei calzini, posso fare su e giù aspettando di entrare dal barbiere. Non fumo, ma conosco amici che nell'attesa altro che tre sigarette... Ma non tollero che per questo si dica che uno è stravagante, non capisco perché dovrebbe essermi nota la sua stravaganza. Ecco, non vorrei che si passasse da una comprensibile, legittima contestazione di una sentenza particolarmente dura e avversa, a una contestazione, non della sentenza, ma del privato di chi l'ha promulgata". Non pensa che Mediaset stia usando l'informazione come una clava? "Non sono né un prete spretato che parla male della chiesa, né una persona che non ricorda la sua storia e le persone che ha conosciuto. Mi auguro che i vertici, a cominciare dal presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, prendano in mano la situazione. Conviene a tutti che la dialettica, già così dura e compromessa, sia condotta nel perimetro di aziende in cui la bussola sia quella del corretto giornalismo. So bene che non è stata solo Mediaset a debordare, dal mio punto di vista anche Repubblica può aver esagerato, ma Mediaset, proprio perché è l'azienda dell'attuale presidente del Consiglio, ha un dovere in più di essere equilibrata". Ormai è in corso una guerra con i magistrati. "So che c'è una specularità che viene esibita per il trattamento subito da Berlusconi, ma la logica di dire "a brigante brigante e mezzo" non deve appartenere a un grande gruppo con quelle responsabilità. E comunque non è lo spirito che ho imparato a conoscere a Mediaset. Per questo come giornalista e come italiano, spero che si tratti di un episodio tanto sgangherato, anzi stravagante, anzi "brachino", quanto isolato". Silvia Fumarola |
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Post n°1930 pubblicato il 17 Ottobre 2009 da fernandez1983
Scoppia il caso Mesiano. Il servizio mandato in onda ieri da Canale 5 sulla vita privata del giudice della sentenza Fininvest-Cir, scatena una bufera. Far seguire il magistrato dalle telecamere mentre si fa radere dal barbiere o fuma una sigaretta seduto su una panchina di un giardinio pubblico, è "una vergogna", per il segretario dell'Associazione nazionale dei magistrati, "un'intollerabile intromissione nella privacy di una persona". Parla di "pestaggio mediatico" anche il presidente della Federazione Nazionale della Stampa e presto scenderà in campo il Csm: una quindicina di consiglieri hanno chiesto alla prima commissione di aprire una pratica a tutela del giudice milanese. Molte toghe chiedono addirittura di rispondere all'attacco con uno sciopero.
La difesa del conduttore. Claudio Brachino, conduttore di Mattino 5 e direttore di Videonews si difende: "Sono io l'unica vittima di pestaggio mediatico. Nel servizio non c'era alcuna malizia, volevamo solo dare un volto a un personaggio che la gente non conosce. E poi Canale 5 non ha pedinato nessuno", sottolinea il conduttore. "Ci siamo occupati del caso del giorno, esercitando il diritto di cronaca. Il pezzo non ha valutazioni politiche né di altro tipo. C'è solo la parola "stravagante", di cui si può parlare ma non mi sembra un insulto. Poi possiamo discutere anche se il calzino è di buono o cattivo gusto. Ma non mi sembra una cosa per cui ricevere accuse di aggressione mediatica", conclude il conduttore. Giudice Mesiano, il caso al Csm |
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Post n°1929 pubblicato il 13 Ottobre 2009 da fernandez1983
Evviva Celestina! Da oggi tutti i collaboratori degli onorevoli che lavorano in nero, oppure in grigio con stipendi da fame, hanno la loro eroina. Nessuno prima di lei aveva osato tanto: fare causa al deputato datore di lavoro e ottenere un risarcimento. Ma la sentenza con la quale il giudice Michele Forziati ha condannato Gabriella Carlucci a pagare 10.170 euro e 39 centesimi più interessi a Celestina (la chiameremo semplicemente con il nome di battesimo) che per quasi due anni, dal luglio 2004 al giugno 2006, aveva lavorato nella sua segreteria, va ben oltre. Perché stabilisce il principio che tra la parlamentare del Popolo della libertà e la sua assistente «è intercorso un rapporto di lavoro subordinato». Insomma, il classico buco nella diga. Il caso che, analogamente a quanto è successo nel mondo del calcio dopo la famosa sentenza Bosman, potrebbe scatenare la rivoluzione dei portaborse, è stato scoperto dalle Iene, che lo racconteranno questa sera su Italia 1. Erano state proprio le Iene, del resto, a far scoppiare lo scandalo degli assistenti parlamentari pagati in nero: un servizio scioccante andato in onda nel marzo del 2007 rivelò che soltanto 54 fra i 683 collaboratori dei 630 deputati con in tasca il tesserino per accedere alla Camera erano in regola. Un vergognoso 8 per cento di mosche bianche. Vergognoso, perché i parlamentari fanno le leggi. Vergognoso, perché ogni deputato, oltre alla propria indennità con annessi e connessi incassa 4.190 euro al mese per i collaboratori: indipendentemente dalla paga che gli dà. Vergognoso, perché alle ripetute inchieste della Iena Filippo Roma e alle denunce che ne sono seguite molti, nel Palazzo, rispondevano con un'alzata di spalle. Per farla breve, due anni dopo quel terremoto della primavera del 2007 e la minaccia di uno spaventoso giro di vite (che si trasformò in poco più che un buffetto sulla guancia), i collaboratori in regola erano arrivati appena al numero di 194. Su un totale di 516. E gli altri 322? Oltre ai «regolari», il tesserino per l'accesso al parlamento spettava anche a giovani o meno giovani che svolgono «tirocinio formativo», pensionati, o ancora persone che collaborano con i parlamentari «a titolo non oneroso». Altri modi per chiamare lo stesso colore. Anche se il nome e il cognome di un solo deputato che pagasse in nero il proprio portaborse, quello non si era mai saputo. Sospetti tanti, ma certezze assai poche. «Collaboratrice parlamentare non onerosa» era stata classificata anche Celestina. In realtà, secondo quanto ha scritto il suo avvocato, Gabriella Carlucci le dava all'inizio 500 euro al mese, poi 1.000 euro dal settembre del 2004 al giugno 2006. «Retribuzione», ha specificato nel ricorso, «che le veniva erogata direttamente» dalla parlamentare. Senza che però, ha precisato, fosse stato mai «sottoscritto né visionato alcun contratto» né fosse stato stipulato «alcun accordo formale». Ma quali erano i compiti che Celestina aveva nella segreteria di Gabriella Carlucci presso la sede di Forza Italia in via dell'Umiltà a Roma? Nel ricorso il legale ha spiegato che programmava la giornata della parlamentare, le organizzava gli appuntamenti «relativi all'attività nel settore dello spettacolo, principalmente contatti con la redazione e la produzione della trasmissione televisiva Melaverde», prenotava gli alberghi e i biglietti aerei, rispondeva al telefono, seguiva le iniziative di legge, la campagna elettorale e il collegio pugliese dove era stata eletta, e coordinava gli altri addetti alla segreteria. Ricostruzione che il giudice non ha messo in discussione, avendo ascoltato le testimonianze rese da una quindicina di persone, fra cui pure alcuni «stagisti» occupati negli uffici del partito di Silvio Berlusconi. A suffragio della tesi che «le mansioni assegnate» alla collaboratrice «possono agevolmente ricondursi a quelle di una vera a propria segretaria personale ed inquadrate nel livello terzo di cui al contratto collettivo nazionale per i dipendenti di studi professionali», la sentenza cita poi diffusamente anche le dettagliate disposizioni che Gabriella Carlucci impartiva via mail alla sua assistente. Del tipo: «Dare a mio cognato la mail di Caldoro viceministro della pubblica istruzione... Avverti Manzi che sono a Trani... Manda il progetto di Borgia a Genchi per Fitto... Mi serve il testo che hai mandato al sottosegretario Cota... Richiama per conferma Bettamio... Fai avere a Dilascuo, Armao, Monaci il calendario della commissione... Cerca lo spettacolo di Paolo Poli, ti ricordo che Bondi vuole andare il 22 o il 23 insieme alle Marinelle... Devo entro questa sera parlare con Bud Spencer...» |
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Post n°1928 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da fernandez1983
Nel giorno in cui il presidente del Consiglio torna ad attaccare la stampa estera ("Sta sputtanando l'Italia"), sui giornali domenicali britannici compaiono ancora articoli e commenti molto critici.
Observer: "Europa codarda con Berlusconi, una dittatura dei nostri tempi" |
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Post n°1927 pubblicato il 10 Ottobre 2009 da fernandez1983
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"
Questo è l'articolo 3 della nostra Costituzione. Chi ancora ha da ridire per me è solo un lecchino. |















campo come se dovesse "spaccare il mondo", prova con successo qualche giochino, ma poi la sua partita è all'insegna del "vorrei ma non posso". Parte largo a sinistra, riceve sempre palla spalla alla porta non riesce mai ad andar via dalla morsa Sergio Ramos-Lassana Diarra. Più pericoloso Pato sulla destra, perché nell'uno contro uno con Marcelo dà l'impressione di poter avere la meglio: lo farà nella ripresa. Il debutto al Bernabeu di Inzaghi non è quello sognato: mai pericoloso, mai sul pallone. La squadra non lo aiuta (0 tiri in porta nel primo tempo), ma Pippo si fa notare solo per alcuni offside. Il cambio con Borriello è inevitabile. Nel primo tempo manca Pirlo, nella ripresa si cambia assetto, e Pirlo cambia marcia: suo il primo lampo, con un tiro da 35 metri che sorprende Casillas. Poi il lancio di Ambrosini, che accende Pato: sull'uscita di Casillas lo salta e realizza il 2-1, sul cross di Seedorf, a 2' dalla fine, trova il piatto vincente per il 3-2. Se serviva una conferma delle doti del brasiliano, ecco il teatro giusto.
Inviato da: nejoki
il 14/11/2009 alle 17:25
Inviato da: mariselene
il 13/11/2009 alle 20:52
Inviato da: jaden3
il 09/11/2009 alle 11:43
Inviato da: freddyG1979
il 08/11/2009 alle 16:04
Inviato da: Manfredi_Alter
il 08/11/2009 alle 10:48