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Creato da fernandez1983 il 03/02/2006
..del vecchio pazzo..
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Politica
In un'era dove la politica somiglia più allo sport, coi partiti sempre più squadre e i cittadini sempre più tifosi, non possiamo restare con gli occhi chiusi continuando a disinteressarci dei problemi che affliggono il nostro Paese, affidandoci solo al pensiero dell'amico/a di turno. Dobbiamo prendere noi le retini di un'Italia che non è più nostra, ma che è di una Casta. Per il nostro bene, e per il bene collettivo, c'è bisogno che ognuno di noi tiri fuori la propria maturità, e non quella degli altri, c'è bisogno che si crei tra di noi cittadini e comuni mortali il dialogo che manca dentro quel bar quale è il Parlamento, dove a frequentarlo ci sono Dei immortali venerati dai classici lecchini nelle ultime legislature neanche eletti da noi cittadini, ma scelti da apparati di partito. C'è bisogno di distinguere la differenza tra sportivo e politico: la squadra o l'atleta restano o resta sempre dentro di noi, è un qualcosa di unico. Ma con la politica non deve essere così: bisogna distaccarci dai colori o dalle bandiere politiche e riprenderci la nostra obiettività, dobbiamo riprenderci quel sapere giudicare che non ci appartiene più, perché se una cosa buona non viene fatta dal politico da noi votato ma dal politico dell'altro schieramento noi la facciamo passare per brutta. Un classico esempio è l'Alitalia con Air France, ma se vogliamo non essere di parte bilanciamo le sorti con l'indulto (occhio a chi l'ha votato, anche l'allora FI lo votò compatta). Scelte sbagliate, ma che quando vengono associate alle bandiere di cui noi ci sentiamo rappresentati diventan giuste. Se volete un esempio dal quale capire che i nostri rappresentanti se ne fregan di me e di Voi, chiedetevi perché ancora né di qua né di là si son abbassati gli stipendi, e ragionate. Certamente se volevano difendere i Vostri interessi l'avrebbero fatto, ma Loro non sono come noi, sono immortali, e si dimentican subito che devon tener fede ad un mandato datogli da Noi. Chiedetevi perché al Sud non c'è lotta all'evasione, e allo stesso tempo vengono fornite tabelle ministeriali col tasso di evasione calabrese che supera il 90%. Bene, questi soldi, grazie a chi ci governa (sia di là che di qua), non rientrano più in circolo, e chi ci rimette siamo noi. Invece di dire che il Sud evade, perché non iniziamo a dire che nessuno manda controlli? Ecco, ho fatto qualche piccolo esempio, non l'ho fatto per una questione politica, ma per una questione morale. Tutti noi dobbiamo prender coscienza che la politica non è uno sport, e non dobbiamo vergognarci a protestare o a criticare scelte fatte dal rappresentante da noi votato, ma dobbiamo tirare fuori gli attributi, perché altrimenti il peggio è sempre nostro. E ammettere gli errori è sintomo di maturità, ricordandoci che le critiche, se fatte nel modo giusto, non possono esser altro che costruttive.
Alessandro Marcianò, autore del blog Osteria..del vecchio pazzo, ex Prodi vs SilvioB 3-0
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L'AUTORE DEL BLOG
Alessandro Marcianò
Membro Coordinamento Cittadino Italia dei Valori Reggio Calabria, Delegato Italia dei Valori Congresso Nazionale, Membro della Presidenza del Forum del Quartiere di Gallico, inviato giornalistico e radiofonico, addetto stampa APD Gallicese, studente in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria, candidato all'Assemblea Costituente Nazionale alle Primarie 2007 del Partito Democratico con I Democratici per LETTA.
Questa è la Madonna delle Grazie,venerata da sempre dal popolo gallicese..
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Post n°2303 pubblicato il 26 Maggio 2012 da fernandez1983
Servirebbe fare una sola riflessione. Anzi due. Due riflessioni, per quella che può essere l’ultima pagina di quest’avventura, della mia vita raccontata sul blog. L’aspetto politico è stato trascurato in questi due anni, questo blog è nato per fare politica, e dal prossimo post si tornerà a fare solo politica. Si chiude, così, un ciclo, un ciclo che mi ha accompagnato per un anno e mezzo quasi due, che ha visto esporre le mie idee su tanti aspetti della vita. Post lungo, quindi, ma farò in modo da essere me stesso, per l’ultima volta, al di fuori della politica. Ad esempio, se io vi parlo di un calciatore, sempre infortunato, che prega affinché la carriera vada bene, forse vorrei interpretare la frase proprio così: il calciatore sono io, con “sempre infortunato” vorrei esprimere la sfortuna con le ragazze, e poi che prega affinché la carriera vada bene sta a significare che vada bene con la ragazza che sto inseguendo. Una bella percentuale delle volte, quello che ho scritto andava decifrato. E così è stato normale aver perso credibilità nel blog, visite e/o altro. Ho intercettato altro pubblico, che spero resti qui a commentare le varie vicende politiche. E se devo per forza completare la frase del calciatore, vi dico che forse è meglio sia andata proprio così. Perché ho sempre pregato affinché andasse tutto bene, fino a qualche giorno fa, quando ho chiesto un segnale definitivo, o dentro o fuori. E’ fuori, e per me non resta che accettare il verdetto. Questo è un messaggio che voglio dare a chi della Fede ne fa uso arbitrario: non sempre si può vincere, non sempre si può ottenere tutto ciò che si vuole. Essere grandi significa accettare anche la sconfitta, ed avere forza per affrontarla. Così come i momenti bui, ci sono per tutti. Solo che c’è chi se la prende col Signore per il male arrivato, c’è chi fa di quel male un punto di partenza, un punto di forza, una croce da portare. Troppo bello farla portare solo a Gesù Cristo quella croce, noi ci siamo abituati troppo male, croci non ne vogliamo portare. Chi ha le palle, prenda la sua croce e inizi a tacchiare. Essere giù per una sconfitta, oppure rialzarsi subito stupendo chi ti ha battuto: cosa sorprende di più? Rialzarsi. Perché rialzarsi è da grandi, essere giù è da deboli. E noi siamo abituati ad essere deboli, a scaricare colpe, a puntare il dito, e a piangerci addosso. No, non è questo il mio modo di pensare. Io ho lottato un anno e mezzo, e ne vado fiero. Ho vinto, anche se non ho ottenuto ciò che volevo. Ho vinto, perché ho provato in tutti i modi ad ottenere ciò che volevo. Ho vinto, perché non punto indici, ho vinto perché se ne dovessi trovare di colpe non ne scarico. E così esco dal campo, mentre gli altri stanno continuando a giocare. Esco dal campo a testa bassa, la alzo solo un attimo, per raccogliere quei pochi applausi, ma orgoglioso di me stesso. Non siedo in panchina, prima tiro dritto negli spogliatoi, poi fuori dallo stadio. Lì dentro stanno continuando a giocare, io zoppico, ma sono già fuori dallo stadio. Lento lento, passo dopo passo. La mia carriera qui è finita, da domani proverò a trovare una nuova squadra, nella speranza che la nuova carriera sia più felice di tutte le precedenti. Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo"
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Post n°2302 pubblicato il 23 Maggio 2012 da fernandez1983
Sto aspettando al varco Beppe Grillo. Parla troppo, offende troppo e, giustamente, parla poco del suo programma. Ce l’ha? Boh, e chi l’ha letto mai. Offende, li vuole tutti morti, ma lui resta fuori. Anni fa, qui stesso, pubblicai un post poi premiato dallo stesso staff di libero.it, che ha preso parte di ciò che ho scritto e lo ha inserito in un Beppe Grillo? Il MoVimento 5 Stelle lo scaricherà |
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Post n°2301 pubblicato il 21 Maggio 2012 da fernandez1983
Dolce notte pulce, dormi d’oro..
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Post n°2300 pubblicato il 18 Maggio 2012 da fernandez1983
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Post n°2299 pubblicato il 14 Maggio 2012 da fernandez1983
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Post n°2298 pubblicato il 24 Aprile 2012 da fernandez1983
Tag: accise, attualità, benzina, Berlusconi, Bocconi, Crisi, Economia, Governo, LUISS, Mario Monti, news, notizie, Politica, Università, web Dopo diversi anni di malgoverno Berlusconi, adesso è arrivato un certo Mario Monti, fortemente voluto in passato da Bossi e adesso rinnegato dallo stesso Senatur. Mario
Siamo all’assurdo, ma in cuor mio continuo la mia personale battaglia contro le accise sulla benzina. Paghiamo anche la prima accisa introdotta in Italia, quelle della guerra in Etiopia: guardate voi quanto son disgraziati i nostri politici, avranno deviato i soldi da qualche altra parte, ma mica ci hanno detto dove. E allora, visto che loro ci prendono per i fondelli, gradirei che almeno un leader di qualsiasi partito aprisse il dibattito in merito. Ma, a quanto pare, NESSUNO, né di destra né di sinistra, compresi quindi Vendola, Di Pietro e Bersani (vedete che non ce l’ho solo col Berlusca?) ha voglia di aprire il dibattito. Ognuno si fa i fatti suoi. E a noi? Non ci resta che piangere. Anzi, non ci resta che pagare. |
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Post n°2297 pubblicato il 20 Aprile 2012 da fernandez1983
Assurdo. Essere presi in giro, derisi anche dai presenti che non ti difendono solo perché credi in Dio. E’ questa la moda del 2000, sentirsi superiori a degli inferiori solo perché questi credono. E’ capitato proprio a me, Alessandro “Estiqaatzi” Marcianò, |
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Post n°2296 pubblicato il 18 Aprile 2012 da fernandez1983
Il dolore è calmato un po’, ma non è andato via. Sono giorni che passo le pene dell’inferno, che prendo oki e che passo le giornate da perfetto rincoglionito. Ieri, per poter scrivere quei dodici-tredici articoli apparsi oggi sul giornale, le ho dovute
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Post n°2295 pubblicato il 15 Aprile 2012 da fernandez1983
La lasciai andare. Non perché lo volli io, ma perché lo volle lei. Non sono uno che corre dietro, a me serve la ragazza sicura, e la ragazza sicura non ti manda via per vedere se torni. Così come sono io, non ho bisogno di dimostrare più volte il mio affetto. Se per voi il post è troppo lungo, non lo leggete e cambiate blog: scrivere scusandosi che non si legge mi dà fastidio, se si è disposti ad ascoltarmi o a leggermi ci si siede,
Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo" |
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Post n°2294 pubblicato il 09 Aprile 2012 da fernandez1983
Mi avvertirono prima del via: “Vedi che questa è una tappa difficile, devi avere pazienza e dosare le forze”. Mi misi l’anima in pace, parlai tra me e me e mi chiesi se veramente volevo vincere la corsa. Occhi aperti sin dal via, su una bicicletta leggerissima ma che mi portava velocità elevate. Ho imparato a conoscere e ad |
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Post n°2293 pubblicato il 05 Aprile 2012 da fernandez1983
Tag: attualità, Berlusconi, Bossi, Camera dei Deputati, cronaca, Governo, lega, maggioranza, Pdl, Politica Dalle intercettazioni delle telefonate tra il tesoriere e la segretaria emerge un meccanismo di illecita raccolta fondi. Nelle telefonate le pressioni per bloccare un'indagine su Bossi jr. Dal senatur soldi in nero alla Lega per coprire le spese della famiglia |
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Post n°2292 pubblicato il 04 Aprile 2012 da fernandez1983
La strada per far rinascere L'Aquila e i comuni vicini è ancora lunga. Poco più della metà degli abitanti sono tornati nelle loro case. Il Comune ha finalmente approvato il piano, obbligatorio per legge, che detta la via per il recupero degli edifici. Un documento che divide gli esperti, mentre in molti mettono in dubbio quanto fatto fino ad ora: "Già nel 2009 si poteva riparare immediatamente le case che avevano subito piccoli danni e far rientrare gli sfollati nelle loro abitazioni". Invece, si scelse la via delle 'New town' volute da Silvio Berlusconi. Oggi quartieri desolati, sganciati dal resto della città |
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Post n°2291 pubblicato il 03 Aprile 2012 da fernandez1983
Operazione congiunta tra le procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria con un'inchiesta sui finanziamenti della Lega. Il tesoriere del partito di Bossi, Francesco NOVITA' - E' la prima volta che una procura formula una costruzione giuridica che ritiene di contestare come truffa ai danni dello Stato l'indebita percezione dei rimborsi elettorali da parte di un partito politico. L'idea sottostante è che un partito possa certamente spendere come meglio ritiene i fondi che incassa dallo Stato come finanziamento pubblico, ma deve pur sempre darne un fedele resoconto ai revisori del Parlamento. E nel caso di specie, da quel che si intuisce, alla base della contestazione al tesoriere della Lega ci sarebbe proprio il fatto che il rendiconto delle spese, presentato dal partito ai revisori, del Parlamento sarebbe stato viziato da falsità o omissioni. Luigi Ferrarella
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Post n°2290 pubblicato il 03 Aprile 2012 da fernandez1983
Ha avuto una gran fortuna. M’avesse cercato tre o quattro settimane fa sarebbe stato tutto diverso. Di certo da un mese a sta parte è cambiato tutto, e lei ha avuto una gran fortuna a beccare il periodo esatto. Non ha fatto i conti, però, con la mia bastardaggine e con la mia rabbia, di certo non l’ho presa bene quella notizia, anche
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Post n°2289 pubblicato il 27 Marzo 2012 da fernandez1983
Il treno è appena partito, ma è già lontano per chi è alla stazione. “Ho fatto bene a non partire? Non lo so, ho ancora il biglietto tra le mani, era tutto pronto. Forse mi potevo aggiustare una volta a bordo, di tempo ne avevo avoglia. E ora sto qui a guardare la coda di quel treno, che non tornerà più indietro. Di certo potrò conservare
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Post n°2288 pubblicato il 19 Marzo 2012 da fernandez1983
Gli ho detto: "Salgo un attimo su, ora torno", giusto il tempo di scrivere un pensiero. Che poi un pensiero non lo scriverò, anche perché al solo nominare la parola papà mi TANTI AUGURI, PAPA' |
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Post n°2287 pubblicato il 15 Marzo 2012 da fernandez1983
Cosa succede quando iniziamo a scrivere un libro? Prima di tutto ci troviamo di fronte ad un insieme di pagine bianche, anche se non saranno le prime pagine che andremo a scrivere. Ognuno di noi possiede una libreria personale nella quale custodisce ogni libro che, fino al momento, ha scritto. Senza presunzione, ogni libro ha la sua dedica, ogni libro è sottolineato da colori diversi, colori diversi a seconda del periodo che hanno evidenziato quanto di buono scritto e quanto da ricordare nella stesura dei prossimi libri. Insegnamenti, attori principali o nomi di semplici ma tanto importanti Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo"
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Post n°2286 pubblicato il 08 Marzo 2012 da fernandez1983
Tag: 10' tempo di un caffè, attualità, auguri, donna, festa, festa della donna, grazie, mimosa, news, notizie, otto marzo, Politica, Ragazze Parliamoci chiaro: il vero sole non è quello che oggi bacia quasi tutta l’Italia, il vero sole sono loro, le donne.. La donna è una creatura così bella che anche quando la creò il buon Dio restò stupito.. Così come lo siamo noi, così come lo sono io, dei loro pregi e dei loro difetti.. Ed è per questo che la vera festa della donna dev’essere tutti i giorni, non solo oggi.. Il mio pensiero di oggi è rivolto a loro, a tutte quelle rose che rendono più bello il giardino nel quale viviamo, a tutti quei raggi di sole che illuminano il mondo di una luce che nessun altro astro celeste è capace di produrre. Ma chi mi conosce, sa che il mio pensiero è rivolto a loro ogni giorno, ogni ora, ogni momento della mia giornata. E mandateli a fanculo quelli che si ricordano di voi solo oggi, politici e politicanti, che strumentalizzano questa data al fine di guadagnare qualche piccola o meno piccola percentuale di consensi, mandate a farsi strabenedire chi vi fa la bella faccia solo oggi, tirate un ceffone a chi preferisce spendere soldi per regali datati invece di regalarvi se stessi tutti i giorni della vostra esistenza. La storia la sappiamo tutti, a me non piace fare il pappagallo narrando quello che è successo in passato in questa data perché anche il rispetto per un ricordo non lo si dimostra attraverso uno scritto che serve più ad una determinata concorrenza, cercando di scrivere le cose meglio dell’altro blogger di turno, ma lo si porta dentro, lo si coltiva, lo s’innaffia e lo si fa crescere. E così oggi preferisco porgere il mio grazie attraverso un semplice ma spontaneo sorriso a tutte le donne, a quelle che oggi avranno un fiore ma soprattutto a chi no, a chi dedica la propria vita a favore degli altri, a chi fa sacrifici per vedere crescere i propri scriccioli. A chi litiga col marito, a chi possiede dei valori, a chi è costretta a fare la vita sul marciapiede, a quella signora che vedo tutti i giorni cercare un qualcosa tra i rifiuti. A quella “vecchina, una nonnina, che vive accanto a me, che ha lavorato per cinquant'anni e non ha niente per sé, neanche un marito che la consoli quando si sente fragile, vive da sola, parla da sola, e morirà così, sola..”, a quella bambina che sta nascendo adesso, a quella invece che in questo momento accudisce il proprio marito nei suoi ultimi istanti di vita. A quella donna che adesso sta preparando qualcosa di buono, sentivo l’odore quando partivo da casa, a quella donna che ha passato le pene dell’inferno per mettermi al mondo, a quella donna che ogni mattina mi sveglia e mi porta il caffè, a quella donna che mi sopporta e alla quale forse potevo regalare più gioie di quanto finora non ho fatto, a quella donna che non mi fa mai mancare niente, a quella donna che in questo momento mi sta facendo emozionare pensando ad un suo abbraccio, a quella donna alla quale telefonerò appena scritto questo post, a mia madre.. A quella signora che non ha trovato marito, e a quella che ha divorziato da poco, a quella che si alza presto la mattina e torna tardi la sera, a quella donna che in questo momento è sull’autobus, piena di buste della spesa, a quella donna che viene derisa, alle pallavoliste che ho conosciuto quest’anno, a quella ragazza che viene offesa, a quella che viene sfruttata. Alle mie compagne di scuola, alle mie insegnanti, a quella ragazza che poco fa ha preso il caffè di lato a me e aveva il gesso al braccio, a quelle donne che adesso sono in ospedale, a quella donna che dona tanto affetto e amore a suo figlio in carrozzella e che vedo tutte le domeniche a messa, e che stimo tantissimo, ma che non le ho detto mai. A quella che sarà la donna della mia vita, a quella ragazza che spero lo sarà, a chi adesso invece fa un esame, a quella cameriera, a quella bidella. A quelle che hanno i brufoli, a quelle che hanno gli occhiali, a quelle ragazze timide, riservate, a quelle ragazze sognatrici, a chi è una favola ed è convinta di no. A quella ragazza con gli occhiettini dolci, a quella ragazza di cui non ho sentito ancora la voce, a quella ragazza garbata, a quella ragazza che vedo ogni tanto e che, fosse per lei, le case produttrici di trucchi fallirebbero a causa della sua bellezza. A quella ragazza semplice, a quella che rompo le scatole, a quella ragazza che è diventata la protagonista dei miei sogni, a quella ragazza che sorride e che s’incazza, a quella ragazza per la quale nessun’altra cosa vale più di un secondo vissuto accanto a lei o che valga un gesto suo o un suo movimento, a quella ragazza che addormenterei accarezzandole i capelli, a quella ragazza che guarderei volentieri mentre dorme, gustandomi tutta la sua dolcezza e tenerezza, a quella ragazza che rimprovererei volentieri per farle capire dove ha sbagliato, a quella ragazza con la quale vorrei crescere insieme, a quella ragazza che inviterei per un lento anche se non so ballare, solo per poterle stare un attimo vicino, a quella ragazza che fa le smorfie davanti la fotocamera, a quella ragazza dagli occhi disarmanti, che mi farebbe balbettare, a quella ragazza alla quale starei vicino nei momenti di crisi, che cercherei in tutti i modi di fare ridere se sta giù, a quella ragazza che, senza volerlo, ha inciso il suo nome sulla porta del mio cuore, a quella ragazza il cui sorriso guardo nelle foto tutte le sere prima di andare a dormire.. A tutte voi.. GRAZIE DI ESISTERE.. e che questa festa non sia solo l’otto marzo, ma ogni momento di ogni vostra singola giornata.. Alessandro Marcianò, autore del blog “Osteria… del vecchio pazzo” |
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Post n°2285 pubblicato il 25 Febbraio 2012 da fernandez1983
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Post n°2284 pubblicato il 22 Febbraio 2012 da fernandez1983
Musica alle orecchie quella di M2O, puntata di Real Trust. Mentre torno a scrivere per quei 10’ tempo di un caffè, passa la musica che mi carica, che mi tiene sveglio, che riesco ad ascoltare senza annoiarmi. Continuano ad arrivarmi messaggi sul telefonino o altrove di persone che oramai sono scomparse dalla mia vita. Ma perché continuano
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sbagliato, dove e cosa ho fatto correttamente. Una sconfitta deve bruciare quando hai fatto di tutto affinché questa arrivasse. Altrimenti, se hai dato tutto te stesso, amen, hai vinto ugualmente, perché hai fatto di tutto per superare i tuoi limiti, e già questa è una vittoria. Aver lottato, aver combattuto, è da grandi. Ed io ce l’ho messa davvero tutta, mi sono spremuto come un limone, fino a cercare quella goccia che m’illudesse nella speranza. Mò non ne ho più. Stremato, alzo bandiera bianca, ma forse è meglio così. Effettivamente mi ero studiato anche questo per farmi conoscere, pazienza: già, anche questo. Che vuol dire? Apro una piccola parentesi, odio la letteratura italiana. Ma la odio di un profondo schifoso. Perché? Perché è roba da presuntuosi, da illusi. Non si può pretendere di capire una poesia di Leopardi o di chi altro se non si è stati Leopardi o Caio o Sempronio. I miei post, “10 minuti, tempo di un caffè”, avevano quasi tutti un messaggio nascosto. E nessuno di voi, neanche uno, ha mai capito qualcosa. Messaggio nascosto, ma non tanto, poiché un messaggio veniva trasmesso comunque. Dei due, chi leggeva ne capiva uno solo, detto in parole povere. Sfido io, se un domani qualcuno inserirà un mio post in un libro d’italiano cercando di spiegarlo, sarebbe più di un’offesa, sarebbe una ladroneria, un appropriarsi di ciò che non è suo.
post ben più letto. La mia lamentela? Sempre la stessa, odio chi si fa promotore del detto: “Armiamoci e partite”. Voi partite, io sto qui, mi gratto la panza, e quando vince uno dei miei salgo sul carro dei vincitori, altrimenti continuo nella mia marcia di offesa. Mai ho sentito parole di proposte, letto qualcosa di alternativo su un problema. Ricordate il breve Governo Prodi prima di quest’xxxxxxxxx di Berlusconi? Bene, ci fu una legge, la Levi-Prodi, che fu mal interpretata. Ovviamente da chi? Ovvio, da lui, il Beppe nazionale. Scatenò l’inferno, dicendo che i blog, come questo e come i vostri, avrebbero chiuso nel giro di poco se non avessero pagato non so quale tassa. Avete mai avuto tale richiesta di pagamento? Risultano chiusi i vostri blog? Ricordo la mia battaglia solitaria, dato che tutti ascoltavano lui e non me, che intanto avevo interrogato l’allora ministro Gentiloni, il quale mi rispose entro la giornata spiegandomi quanto di assurdo c’era nelle parole del Grillo che, intanto, pubblicava sul suo blog il file della legge. “Ecco, leggete qui”, scriveva. Sticazzi, dico io, 61 pagine di pdf chi le sta a leggere? Neanch’io ho letto quelle pagine, ma attraverso lo strumento “trova” cercai nel testo le parole “blog”, “sito”, “blogger” e varianti varie, senza però trovarle. Adesso è la stessa cosa, io a Grillo non lo ascolto, uso lo strumento “trova”, nella speranza di trovare una proposta. E non l’ennesima offesa.
Monti è stato chiamato quasi a salvare la patria, lui un tecnico, tecnici anche i ministri. Da fuori si può fare un ragionamento del tipo: “Beh, questi sono esperti del settore, se non loro chi? Quei mangiasoldi dei politici?”. Prendendo per buono questo ragionamento, andiamo a scoprire che Mario Monti è un’alta figura di una delle Facoltà più prestigiose italiane, la Bocconi. Da quando ha terminato l’incarico di Rettore, ruolo ricoperto dal 1989 al 1994, Monti è il presidente della prima università italiana: la Bocconi, secondo il Censis, stacca tutte le altre università statali per qualità di della facoltà di Economia, mentre risulta essere seconda per qualità di Giurisprudenza, staccata di poco dalla LUISS. Sta proprio qui il problema: se la più alta figura dell’università dove mandate i vostri figli non è capace di risollevare l’economia, non è capace a ridurre sostanzialmente lo spread, non è capace di tassare i più ricchi anzi aumenta il carico ai più deboli, cosa vuol dire?
autore di questo blog. E chissà a quanti sarà capitato. Beh, per quel che mi riguarda posso solo raccontare la mia incresciosa vicenda. Non vi nascondo che quella sera sono tornato a casa che tremavo dalla rabbia, dalla delusione. Per giunta l’ambiente non doveva permettere una roba del genere, visto che era l’ambiente del mio stesso partito e per giunta davanti una chiesa. Ci ero entrato pochi minuti prima, sia chi mi conosce sia chi non mi conosce non sa che ogni tanto sento il desiderio di entrare anche pochi minuti in chiesa. Sono cose mie, che non confido a nessuno, anche se nessuno potrebbe mai immaginare questo da un tipo come me, pazzo, elettrico. E che quindi rendo pubbliche adesso, ma fa niente. Quella volta ero entrato per qualche minuto e dentro c’era la Via Crucis. Ho deciso di star dentro due stazioni, poi avevo il compito di raccogliere delle firme. E così esci, scherzi, spieghi, poi qualcuno fa qualche battutina pessima che ti fa venire il voltastomaco. Molto garbatamente fai capire che non hai gradito e che, anzi, ti sei sentito offeso. Chiedere scusa? Neanche per sogno. Il dibattito è continuato, io ho tranquillamente detto che non m’immaginerei mai di offendere gli atei, anzi li rispetto come li ho sempre rispettati e mai ho cercato di convincerli a credere, come nessuno ha mai costretto me. Le battute continuavano, anzi c’era chi si gustava la scena ridendo di cotanto spettacolo. Mi sono sentito davvero preso per i fondelli in modo irrispettoso e immaturo, solo contro tutti. E le difese mica sono arrivate, anzi, poi è arrivata la frase che mi ha fatto girare le palle: “Lasciatelo parlare, lasciatelo parlare..”. Ah si? Mi sono alzato e me ne sono andato, lasciando gli altri nelle loro risate. Questo che ho raccontato è solo un esempio del malcostume esistente nel mondo d’oggi, sempre meno rispettoso e sempre più stupido e prepotente. La cosa più balorda è che se sei credente vieni insultato e deriso, se sei ateo io non ti prenderò mai in giro, ti rispetterò ugualmente e senza cercare di convincerti.
riprendere, dopo pranzo: oggi rileggevo perplesso i miei articoli, tutto sommato per il dolore e visti i tempi di consegna ho fatto un mezzo miracolo. Ma stanotte mi son dovuto rialzare a prenderle, oggi non reggevo in piedi. Avevo una voglia pazza di scoppiare in lacrime, ma ho stretto i denti: “Sandro, non devi arrenderti”, mi dicevo. Ho aperto facebook senza contattare nessuno, ho preferito vedere degli sketch di Troisi e Frassica, stasera volevo uscire ma non ce l’ho fatta, ho riposato un po’. La stanchezza della cura, anche se non ho nulla di preoccupante, fa i suoi effetti. Le gambe mi tremano, gli occhi leggono a fatica e il morale è sotto i tacchi. Guardo avanti e abbasso la testa, stanco e senza forze. Per giunta non ne gira una in questo periodo, ma so che se ne voglio uscire devo farmi forza e combattere, piano piano tornerò quello di prima. Domani vedrò di riprendere a pieno ritmo, non sarà facile. Dovrò anche iniziare a prendere altre medicine, ma questo non mi preoccupa, tra qualche giorno sarà finito tutto. E’ frustante per uno come me trascinarmi se voglio fare due passi, mi veniva da salire i gradini a gattoni. Però in tutto questo una cosa bella c’è, e sapete qual è? La mia voglia di continuare a mettere a proprio agio le persone davanti, cercando di farle ridere e quindi tranquillizzandole. Prendo le oki, il dolore va aumentando e stanotte voglio dormire. Forse è meglio stia tornando adesso, almeno non mi devo alzare a mangiare qualcosa.
sennò non vi ho visto, non c’è alcun problema. Ma il contenuto è per me importante. Me ne andai, chiusi la porta e me ne andai. Non tornai più indietro, tornò lei a distanza di mesi. Ma oramai me n’ero fatto una ragione della sua assenza, lei impegnata con un altro. Rimasi parecchio senza una compagna, non ne feci una malattia. Io, figlio dell’ “ognuno sa il fatto suo”, andai avanti per la mia strada, conoscendo altre ragazze. E’ tornata diverse volte, come sono tornate altre. E’ la seconda che torna indietro nel giro di due settimane, è andata bene ad entrambe, perché fossero tornate un mesetto fa la porta era chiusa. Poi il rifiuto della ragazza dagli occhietti da cerbiatta, l’unica capace di entrare dentro me in tutto e per tutto, per tutto questo tempo e credo per molto altro tempo ancora. Non ho un dvd disinstallante e, come per rimuovere un grande file dal pc serve parecchio tempo, per rimuovere il suo sorriso avrò bisogno di tanti altri giorni ancora. Mesi? Non lo so, ma so che sarà dura. C’è chi, a quanto pare, forse non ha mai dimenticato me: a distanza di sei anni è tornata, ha fatto chilometri per rivedermi pochi minuti. Mamma, moglie. Per nulla contenta. Avrebbe dovuto ascoltarmi tempo fa, quando le parlai facendole comunque capire che non ero egoista, ora si ritrova a non sapere più che fare. Ho cercato di darle consigli, spero non risultino vani. Mi ha fatto capire che non m’ha mai dimenticato, sul telefono un sms, “ti amo”. E’ il secondo “ti amo” che ricevo in pochi giorni, ma io non sento di provare nulla né verso la prima né verso la seconda. Entrambe ex, portano lo stesso nome. Ma sono state loro stesse a voler cancellato il loro nome dal mio destino: avevano lingua e mani da poter utilizzare a tempo dovuto, e un cervello col quale ragionare. Oramai è troppo tardi.. Ho fatto di tutto per farmi odiare, per rendermi antipatico una volta allontanato. Sapevo sarebbero tornate, ma sapevo m’avrebbe dato fastidio. E così via al piano B, farmi vedere come non ero, cercando di farle capire che si sbagliavano sul mio conto. Le ho provate tutte per farmi odiare, serve essere attori, bravi attori per recitare cosa non sei. Ma non c’è stato nulla da fare, son tornate lo stesso. Troppo tardi, e ancora con la mente impegnata. Amici? Mai, mai con una persona che hai amato. Sono situazioni dove si è dentro o si è fuori: il privilegio di essere state scelte, di avere l’esclusiva, è più grande di un privilegio di grande amicizia. Soprattutto quando hanno scelto loro, facendo la prova delle angurie. Ma siccome o restano nel buio o appaiono tutte in una volta, ecco la terza: da un amico ho saputo che, dopo avermi lasciato, si è incazzata perché non mi sono più fatto sentire. Questa qui non aveva capito proprio un cazzo di me: che mi dovevo fare sentire a fare? Per giunta io per primo? E perché? Perché avrei dovuto fare io il primo passo? Ragioniamo, è come andare al supermercato e guardare il prosciutto. Se lo vuoi lo prendi. Ma se lo vuoi e invece di prenderlo te ne vai pretendendo che il prosciutto si metta le gambe e t’insegua chiedendoti di comprarti, sei una perfetta idiota. Lo vuoi? Invece di lamentarti e farti complessi, manda a fanculo l’orgoglio, torna indietro e prendilo, prima che altri lo prendano al posto tuo.
apprezzare la corsa sin da subito, tenendo a bada la mia voglia esplosiva di andare subito in fuga. Andare in fuga dalle prime battute è un suicidio, lo sanno bene gli appassionati di ciclismo, e così aspettai. Aspettai, aspettai, non avevo fretta. Un primo gruppetto si staccò rispetto al nostro, era lì che iniziava davvero la corsa. La mia era davvero una bella squadra e, inaspettatamente, mi ritrovai compagni che lottavano per me. Mi tenevano in testa facendomi prendere poco vento, mi riparavano e mi accompagnavano in tratti importanti della fatica. Dopo diversi tratti difficili, la gara arrivava a metà: io e la mia squadra la superammo con tranquillità, ma la corsa oramai entrava nel vivo. Qualcuno era già stanco, altri m’incitavano in continuazione. Avevo la gamba giusta, avrei potuto fare davvero grandi cose, ma non in gruppo, dovevo scattare e ridurre il gruppetto. E così, a mano a mano che i chilometri passavano,nasceva in me l’esigenza di scattare, di partire in fuga, una fuga verso la vittoria. Mi voltai verso un compagno: “Vuoi partire con me?”, rispose di si, però mi fece capire non subito. Dopo diversi chilometri chiesi di nuovo: “Vuoi partire con me?”, rispose nuovamente si, ma era strano. “Cazzo”, pensai, “che significato ha? Vuole partire ma rimanda sempre”. “Partiamo adesso”, gli gridai, “Sà, forse è meglio di no, scusami”. “Vaff..”, risposi, e partì. Dovevo partire per giocarmi le mie possibilità, dovevo partire però non da solo. “Oh ma ce n’è gente strana”, pensai. Ero nero di rabbia, le gambe mi giravano come non mai, spinte da una voglia di liberarmi da quella condizione. Poi, durante la corsa, venni a sapere che quel compagno s’incazzò per il mio comportamento. Iniziai a ridere a crepapelle, mò esco pure che la colpa è mia. A me interessa avere persone a fianco che sappiano tenermi il ritmo, avere persone che sappiano reggere la mia velocità. So che non è facile, ma meglio non correre, lasciando la bici a riposo, che poi fare tutto da solo. Io so di essere un treno, un treno che una volta partito non si ferma. E quindi, se qualcuno perde la mia ruota, deve prima raggiungermi e poi può comunicare con me. Non ha senso che sto ad aspettare fino al traguardo, la corsa va vissuta momento per momento, ed è una sola.
Roberto Calderoli". Mentre "d'ora in poi, a maggior ragione con le pressioni di Castelli (ex ministro della Giustizia) che vuole controllare le spese, Nadia dice che bisogna trovare altre soluzioni per poter continuare a fare ciò". Quindi, riassumono gli investigatori, "invita Belsito a parlare col 'capo', Bossi, per far allontanare Castelli dal comitato amministrativo di gestione ed evitare così i controlli sui conti e sulle 'uscite' fatte a favore di Bossi e dei suoi familiari... definendoli contabilmente: 'I costi della famiglia'". Tra l'altro emergono l'acquisto di un bar a Milano per conto di Bossi e un finanziamento da un milione di euro per le scuola Bosina della moglie del senatur.
costare 3 miliardi e 800 milioni. Un altro miliardo e mezzo è necessario invece per i centri storici delle cinquanta frazioni disseminate nel vasto territorio comunale. Queste cifre sono contenute nel Piano di ricostruzione da poco approvato dal Comune. È un passo significativo, traccia il disegno futuro della città. Ma di esso si è parlato poco. Il documento urbanistico, realizzato da architetti comunali guidati da Chiara Santoro e da un gruppo di consulenti capeggiato da Daniele Iacovone, dovrebbe fissare le procedure perché il cuore dell'Aquila torni a battere come prima del terremoto. O addirittura meglio. Ma su quel documento, che ancora attende il parere definitivo del Commissario di governo, il presidente della Regione Gianni Chiodi, si addensano anche polemiche. Il criterio ispiratore è nella formula "dov'era, com'era". Una formula che prevede, però, di ridurre l'altezza di edifici costruiti dopo gli anni Cinquanta, edifici senza alcuna qualità e fra i più danneggiati dal sisma (ma i proprietari sembrano restii ad accogliere l'invito del Comune a spostarsi altrove). Alcune iniziative destano le proteste di Italia Nostra: almeno tre parcheggi interrati e multipiano, uno dei quali accanto alla scalinata che fronteggia la spettacolare facciata di San Bernardino.
il biglietto. Non so se per ricordo o perché un domani proverò a riprenderlo, anche se la sua durata non è eterna, però una cosa è certa, mi serve per esperienza. Partite o non partire? Ho avuto paura a non partire? Ho fatto bene? Ho fatto male? Mi siedo, la panchina è vuota. Beh, certo, non partire e restare qui mi farà mangiare le mani qualche giorno, sono scelte stupide o ragionate, ma scelte mie, e se me la prendo col capotreno significa che, sotto sotto, il desiderio di partire c’era, di affrontare questo viaggio misterioso. Perché me la prendo col capotreno se è stato qui fino pochi istanti fa aspettandomi? Non lo so, la confusione impera nella mia testa”.
brillano gli occhi =) Ho passato tutta la serata sul cosa scrivere, ma i miei neuroni in seduta straordinaria hanno deciso che è meglio non piangere stasera, anche perché tengo davvero tanto al mio papà.. Gli voglio un bene dell'anima, anche se non gliel'ho detto mai.. A ventott'anni avere dei sentimenti da fanciullo, ma è così.. Ci capiamo al volo su qualsiasi cosa, stasera addirittura ho visto in lui ragionamenti che ho fatto io tempo fa, è stato stranissimo.. Stasera per la prima volta ho detto ai miei che il mio sogno è di fare una famiglia, anche se manca la materia prima attualmente (ahahahah). Effettivamente è un bel pò che manca la materia prima ahahah, però sicuramente se un domani avrò una famiglia darò ai miei figli la stessa educazione che lui ha dato a me, la stessa umiltà, la stessa semplicità, lo stesso amore, la stessa fiducia (ne ha avuta tanta, credetemi =( ), la stessa disponibilità, lo stesso tutto. Dovrei ringraziarlo per ogni secondo di questi ventotto anni passati insieme, vorrei ringraziarlo soprattutto per i tanti sacrifici che ha fatto per me. Ne ha fatti davvero tanti, credetemi. Beh, a questo punto s'interrompe la mia tranquillità nello scrivere, fermata dalle lacrime.. E' impossibile non scendano quando parlo di lui.. e allora grazie mille papà =) E che il giorno della festa del papà sia per noi due tutti i giorni dell'anno, non solo il 19 marzo, te lo meriti, con tutto il cuore.. Anche se non leggerai mai questo post perché ancora non ti ho insegnato come entrare nel mio blog..
comparse, errori da non commettere o, semplicemente, piccoli episodi. Tutto questo da non dimenticare: c’è sempre qualcosa che dobbiamo portarci per sempre con noi. L’ultima volta che ho visto Nerina la sera tornavo da un pub: la gelosia quella sera mi stava quasi accecando. Per la quarta volta, tornando a casa, trovavo Nerina: a lei i racconti, le speranze, i dubbi, le paure, gli stati d’animo di una situazione che, da tempo, non stavo più vivendo bene. Pianta secca, senz’acqua avevo perso quella vivacità iniziale, e così ero pronto alla morte. Stasera mi è capitato di rivedere Nerina, al buio. Gatta nera, bene si nasconde nei colori della sera, ma è spuntata fuori con eleganza quando mi ha sentito arrivare: aveva sete, mamma Nerina. Tra qualche giorno sarà mamma nuovamente, è ingrassata ma è bella come ogni madre prima di dare nuova vita. “C'è uno zingaro felice dentro il cuore di ogni donna, quando la natura esplode e ti chiameranno mamma”, mi suona in mente questa frase della canzone di Britti, una lacrima mi scende ogni volta l’ascolto, è impossibile fermarla. Non c’è cosa più bella di una mamma, quella mamma che doveva diventare mamma una seconda, una terza volta, e il destino così non ha voluto, la mia, proprio il 15 marzo di 25 e 24 anni fa. Se c’è una giornata nera in una famiglia, questa data per noi è il 15 marzo. Non riesco a capacitarmi ancora, come un vortice che ti ha preso di forza, fatto star male fino a svenire e portato via lontano: ogni 15 marzo riapro gli occhi, ma resto stordito. Nerina invece sarà mamma, ma ha degli occhi che mi ricordano qualcuna: Shinarf mi guardava così, con quegli occhietti timidi, paurosi quasi vogliosi d’affetto. Aveva bisogno delle sgridate per capire, forse la sua scelta però è stata delle più giuste: proprio in quel momento avevo preso carta e penna, messo il braccio sulla scrivania e buttato tutto giù, avevo un’esigenza strana quanto soprannaturale di vederci chiaro. Adesso è tutto diverso. Ma non riesco a guardare Nerina, mi ricorda troppo Shinarf. Ma non riesco neanche a posare l’ultimo libro, forse il più bello scritto finora. Mai ho avuto una forza così, ho scoperto un nuovo io, mi sono misurato, seduto a ragionare, camminato mano in tasca mentre il vento soffiava sul mio viso in attesa di partorire un nuovo pensiero. Da quando un asteroide ha colpito il mio pianeta ho cambiato direzione, velocità e spostato asse: è giusto prendere un altro libro e iniziare a scrivere un nuovo racconto.
In molti si ricordano di portare un fiore solo l’otto marzo alla loro bella, festeggiando una data che in molti non sanno nemmeno quello che rappresenta. Ma va bene così, perché il ricordare una data non è detto che significhi rispetto verso la categoria festeggiata. Quante donne oggi ricevono mimose e gli altri giorni non ricevono neanche una telefonata o un qualche altro gesto d’affetto? Molte..
a scriverti se sono state loro a cestinarti? Non ne ho la più pallida idea, di certo voi donne siete na razza strana! =) Prendetela a ridere, non lo dico in modo offensivo, anche se molte persone bene non si sono comportate, ma non ho mai fatto di tutta l’erba un fascio. Si ricordano sempre troppo tardi, come avevo scritto altre volte fanno a prova, come si fa con le angurie. Che vuol dire, che provano prima un’anguria, poi la mettono in disparte per provarne un’altra. Poi magari tornano e prendono la prima. Con le angurie si può, con le persone no. O almeno, con me non si può. Tassativamente, io su certi temi sono carne o pesce, per me non esistono vie di mezzo quando le strade sono quelle importanti della vita. Che senso ha ciò che sto vedendo? Che senso ha tornare da me quando oramai si ha famiglia, quando quell’altra è fidanzata oramai da mesi? Che senso ha prendersela con me quando certe persone hanno sbagliato consapevolmente sapendo di sbagliare? Attenti, prendo la mia situazione per fare un discorso più generale, in quanti non hanno rispetto per le persone loro vicine? Il rispetto che è anche il sapersi comportare, faccio un altro tipo di esempio: mi piace na ragazza, inizio a contattarla, poi vedo che sono sempre io a contattare, la prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta volta, poi dici basta e non ti fai più sentire. Poi arriva e fa: “Non ti sei più fatta sentire?” “Cazzi tuoi, se mi volevi sentire mi cercavi”, la mia risposta è sempre questa. Succede anche questo, e quando mi sento dire che non mi sono più fatto sentire la prendo come un’offesa personale, dalla quale non torno più indietro. Non credo d’aver perso occasioni per questo, penso invece le occasioni le abbiano perse quelle di persone. E così come me, in maniera più generale la stessa cosa vale anche per voi, o no? Parliamoci chiaro, la gattina che viene ultimamente a trovarmi mi fa pensare: quando vuole, viene e si sta sotto ore ed ore prima di farsi coccolare, e come rientro dentro lei mi guarda fino a che non chiudo la porta. Ovvio che non bisogna comportarsi da animali, ma a volte basta davvero poco per non fare allontanare qualcuno dalla tua vita. In più ci vuole serietà, maturità nelle scelte. Non mi si può venire a dire che non si può fare una scelta perché si ha paura di quello che si viene a dire nella città, non mi si può venire a dire che stai con lui e penso a te, o che con te ci tornerei o robe del genere come sta succedendo ultimamente. E allora state sempre in guardia gente, il Santo passa una volta sola. E quando passa, non fate in modo che sia lui a fermare voi, siate voi a fermare lui.
Inviato da: lelfodellago
il 24/05/2012 alle 12:53
Inviato da: lelfodellago
il 24/05/2012 alle 12:44
Inviato da: mmcapponi
il 23/05/2012 alle 10:44
Inviato da: anna1952b
il 19/05/2012 alle 15:39
Inviato da: fer.mor
il 18/05/2012 alle 18:52