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il mio canto libero

I believe in a better way..

 

KAHLIL GIBRAN

Benchè l'onda delle parole ci sovrasti sempre,
le nostre profondità sono sempre silenti.
 
 
Perché è così che ti frega la vita.
Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine,
o un odore, o un suono che poi non te li togli più.
E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri
da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva
 

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Non accontentari

dell' orizzonte..

      cerca l'infinito..

 

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..MARINELLA..

 La Canzone Di Marinella



Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra a una stella


sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla sua porta

bianco come la luna il suo cappello
come l'amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone


e c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose la mano sui tuoi fianchi

furono baci furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle


dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent'anni ancora alla tua porta

questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno , come le rose


e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose.

De Andre'

 

 

Post N° 136

Post n°136 pubblicato il 08 Maggio 2008 da fia76

Vi è un incanto nei boschi senza sentiero 
Vi è un'estasi sulla spiaggia solitaria 
Vi è un asilo dove nessun importuno penetra 
In riva all'acque del mare profondo 
E vi è un'armonia nel frangersi delle onde 
Non amo meno gli uomini ma più la natura
 
          
Vi è un incanto nei boschi senza sentiero 
Vi è un'estasi sulla spiaggia solitaria 
Vi è un asilo dove nessun importuno penetra 
In riva all'acque del mare profondo 
E vi è un'armonia nel frangersi delle onde 
Non amo meno gli uomini ma più la natura
 
                 Vi è un incanto nei boschi senza sentiero 
Vi è un'estasi sulla spiaggia solitaria 
Vi è un asilo dove nessun importuno penetra 
In riva all'acque del mare profondo 
E vi è un'armonia nel frangersi delle onde 
Non amo meno gli uomini ma più la natura 

                 Vi è un incanto nei boschi senza sentiero 
Vi è un'estasi sulla spiaggia solitaria 
Vi è un asilo dove nessun importuno penetra 
In riva all'acque del mare profondo 
E vi è un'armonia nel frangersi delle onde 
Non amo meno gli uomini ma piu'la natura 

                        Vi è un incanto nei boschi senza sentiero 
Vi è un'estasi sulla spiaggia solitaria 
Vi è un asilo dove nessun importuno penetra 
In riva all'acque del mare profondo 
E vi è un'armonia nel frangersi delle onde 

Lord Byron
Non amo meno gli uomini ma piu'la natura
 
                                         

 
 
 

Post N° 135

Post n°135 pubblicato il 15 Aprile 2008 da fia76

Ma il giorno che ci apersereo i cancelli

che potemmo toccarle con le mani quelle rose stupende,

 che potemmo finalmente inebriarci del loro destino di fiori

divine lussureggianti rose!

NON AVREI POTUTO SCRIVERE NULLA IN QUEL MOMENTO NULLA

CHE RIGUARDASSE I FIORI PERCHE' IO STESSA ERO DIVENTATA UN FIORE

IO STESSA ERO DIVENATA UN FIORE

IO STESSA AVEVO UN GAMBO E UNA LINFA.

A.MERINI

 
 
 

Post N° 134

Post n°134 pubblicato il 09 Marzo 2008 da fia76

Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato.

Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente

 
 
 

DAL BLOG DI CICCIA

Post n°133 pubblicato il 03 Marzo 2008 da fia76


Adozione del cuore:

E’ solo un cucciolotto, abbandonato in un paesino in provincia

di Roma. Si è spinto fino alla piazza, in cerca di qualcuno

che potesse dargli del cibo o dell’acqua, ma i bravi cittadini lo

hanno cacciato con i bastoni e un gruppo di bravi ragazzi ha

pensato bene di sferrargli un calcio sul muso, accecandolo da un occhio.

Piangeva, affamato, dolorante, disperato; è stato raccolto da

una signora che si è mossa a pietà e lo ha portato al rifugio.

Nonostante tutto, incredibilmente, il piccino non ha

perso la fiducia negli esseri umani e chiede solo coccole e un po’ di
tranquillità…

Ha sicuramente meno di dieci mesi, è piccolo di taglia e buonissimo.
Non pensate abbia bisogno di qualcuno che lo

ripaghi per tutto il male che ha ricevuto?

Aiutateci a trovargli una famiglia amorosa…

Per info e adozione:
cuoredicane@gmail.com
tel 3936095360

 
 
 

Post N° 131

Post n°131 pubblicato il 27 Febbraio 2008 da fia76

IT' S TOO LATE!!!!!!!!!!

APOLOGIZE

I'm holding on your rope
Got me ten feet off the ground
And I'm hearing what you say
But I just can't make a sound
You tell me that you need me
Then you go and cut me down
But wait...
You tell me that you're sorry
Didn't think I'd turn around and say..

That it's too late to apologize, it's too late
I said it's too late to apologize, it's too late


I'd take another chance, take a fall, take a shot for you
And I need you like a heart needs a beat
(But that's nothing new)
Yeah yeah

I loved you with a fire red, now it's turning blue
And you say
Sorry like an angel, heavens not the thing for you,
But I'm afraid


It's too late to apologize, it's too late
I said it's too late to apologizes, it's too late
Woahooo woah


It's too late to apologize, it's too late
I said it's too late to apologize, it's too late
I said it's too late to apologize, yeah yeah
I said it's too late to apologize, a yeah


I'm holding your rope
Got me ten feet off the ground...
 

 
 
 

Post N° 130

Post n°130 pubblicato il 23 Gennaio 2008 da fia76

Come il tramonto colmo di notte e di luce

 
 
 

Post N° 129

Post n°129 pubblicato il 21 Gennaio 2008 da fia76

ALOISE CORBAZ

 La storia di Aloïse è quella di una morte simbolica e di una rinascita attraverso il suo lavoro creativo. Morte di una giovane istitutrice rinchiusa in manicomio nel fiore degli anni e in un'epoca in cui gli ospedali psichiatrici erano dei luoghi terribili, e sua rinascita col solo registro a lei accessibile, quello dei simboli. Diventa ordinatrice di un opera popolata di fiori, regine, re, principesse voluttuose, principi affascinanti e leggendarie storie d'amore. Jacqueline Porret-Foret cerca di farla uscire da La Rosière per brevi periodi, ma quando si allontana dall'ospedale la sua ansia diventa così forte che deve tornare indietro.Con le persone che conosce bene riesce a chiacchierare in modo naturale e vivace, tanto da confidare con lucidità alla dotteressa di considerarsi come una "di quelle ragazze che hanno paura, quelle donne che non osano dire altro che si o no ...che sono messe sotto chiave, senza possibilità di uscire ... stanno lì trentanni ...e trovano un modo di adattarsi alla situazione.". Incapace di trovare la forza, o il desiderio, per affrontare il mondo esterno Aloïse ha forse trovato nella follia uno stato particolare che le permette di dedicarsi alle sue immagini interiori, senza doverne render conto ad alcuno. Così la pensa Jean Dubuffet, che oltre a coniare il termine Art Brut è stato uno dei principali scopritori e collezionista di lavori brut, ed è stato un grande estimatore di Aloïse. In una lettera a Jacqueline Porret-Foret in occasione della sua morte scrive: "Non era affatto pazza, in ogni caso meno di quello che si pensi. E' stata curata per lungo tempo. Ha curato se stessa smettendo di lottare contro la malattia e anzi l'ha coltivata, l'ha usata , l'ha trasformata in una eccitante ragione per vivere. Il meraviglioso teatro messo in scena - quel racconto incessante, incoerente e difficilmente comprensibile ( che lei stessa ha reso di proposito incomprensibile) - è stato per lei un rifugio, un palcoscenico dove nessun altro sarebbe salito, nessuno l'avrebbe raggiunta. Non poteva essere più ingegnoso, più utile...Con il suo grande talento, la sua grande intelligenza creativa , ha creato e perfezionato il proprio teatro, per produrre effetti stupefacenti...Ha scoperto il regno dell'incoerenza... se ne è innamorata e ne è stata emozionata, senza mai smettere di stupirsi. Ma pazza, certamente no. Quasi lucida, sono convinto, si è ritira nel guscio geniale che ha escogitato per se stessa..." quello messo in scena da Aloïse è un immenso teatro che ruota attorno alla figura femminile, che occupa sempre il centro della composizione, in compagnia d'uomini, coperti di divise e medaglie, o di altre donne. Il suo disegnare o il dipingere equivale a vivere in un mondo a due dimensioni, dove la prospettiva è eliminata perché ricorda troppo il mondo reale. Le donne indossano sontuosi abiti e gioielli, ma il loro è un viso irrigidito "nel quale grandi occhi velati di azzurro accentuano il vuoto che è proprio delle maschere del teatro". Occhi senza pupille, opachi ed enigmatici, che non sembrano fatti per vedere e che sono in assoluto contrasto con la varietà e la suntuosità delle forme e dei colori che caratterizzano i lavori di questa pittrice. Il mondo ricreato da Aloïse è cosmico e incorporeo, libero da una vita fisica, in opposizione a quello che conosceva prima della sua "morte", cioè prima della sua malattia. Il suo è un mondo metafisico, teatro dell'universo, affollato di esseri ieratici le cui azioni e sentimenti sono rappresentati da minute figure simboliche che esistono solo per apparire. Possono essere se stesse o allo stesso tempo qualcosa d'altro, un'icona o una allegoria. In questo mondo vivono le protagoniste di celebri storie d'amore con le quali Aloïse si identifica. Il suo lavoro racconta la forza di un desiderio che non finisce mai e trova sentieri immaginari, pieni di colori fiabeschi, dove finalmente si può esprimere. Nonostante la ricchezza di forme e di colori che c'è nei suoi lavori, tutto il suo teatro mi sembra il grido di dolore di una donna che, non avendo avuto la fortuna o la forza di vivere come avrebbe voluto, è costretta a rifugiarsi in un mondo a parte per non soccombere. La vita di Aloïse può essere un esempio emblematico di quello che disse Stendhal: " Un genio che nasce donna è perduta per l'umanità 

 
 
 

Post N° 128

Post n°128 pubblicato il 11 Gennaio 2008 da fia76

La libertà non sta nello scegliere

fra il bianco e il nero ,

ma nel sottrarsi a questa scelta

 
 
 

Post N° 127

Post n°127 pubblicato il 30 Dicembre 2007 da fia76

C'è una tristezza assoluta nel distacco profondo, i n t e r o, indissolubile,..nello sfilamento del ricordo lontanissimo.. nella consapevolezza del cambiamento.

Un cambiamento profondo. Non riesco piu' a trovarti nel mio cuore o meglio ci sei..sei sempre li...ma diversamente.. una comparsa nel buio..ed è perdita.

Perdita anche di me.

 
 
 

Post N° 126

Post n°126 pubblicato il 28 Dicembre 2007 da fia76

..Buon anno..

a chi si è perduto e cerca ..

a chi è confuso e si tormenta..

a chi è seduto ed aspetta..

a chi è in bilico e si aggrappa..

a chi è a una svolta e gira.

 
 
 

Post N° 125

Post n°125 pubblicato il 17 Dicembre 2007 da fia76

SALA D'ASPETTO

L'intero spazio della mia vita
fu una sala d'aspetto da soglia a soglia,
racchiusa da vetri con aria in cornici d'acciaio
sotto le picche incrociate
di lancette d'orologio.


Stare in ascolto. Sussurrare. Trattenere il respiro.
Attendere un qualche segnale.
Ritardo. E di nuovo.
Ancora un poco. Già domani. Ancora
un attimo di pazienza infinita.

Se sbattevo l'ala contro l'aria vitrea,
invece di infrangerla,
era l'aria a spezzare la mia ala.

Sono già trascorsi i miei secondi.

Non saprò aspettare. Ma confuso
come in un sogno apparve
attraverso i vetri sporchi,
quasi in uno specchio nella nebbia,
il mio volto riflesso.

Era il volto stesso dell'attesa,
giunto al punto di pietrificazione.

E ho capito, all'improvviso:
c'è sempre un'ultima scadenza
per infrangerlo col naso -
per smuovere quest'aria inchiodata
.

Non arriverà più un treno da altri luoghi.
Non più.

Dovrò io stessa diventare
il fischio di un treno lontano,
e un ritmo affannoso
sempre più veloce, sempre più vicino,
sempre più qui!

B.Dimitrova

 
 
 

Post N° 124

Post n°124 pubblicato il 14 Dicembre 2007 da fia76

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un
giorno
giuro che lo farò
e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò
quando la donna cannone
d'oro e d'argento diventerà
senza passare per la stazione
l'ultimo treno prenderà
In faccia ai maligni e ai superbi
il mio nome scintillerà
dalle porte della notte il giorno si bloccherà
un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà
e dalla bocca del cannone una canzone suonerà
E con le mani amore per le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò...

 
 
 

Post N° 123

Post n°123 pubblicato il 29 Novembre 2007 da fia76


Ho visto
La gente della mia età andare via
Lungo le strade che non portano mai a niente
Cercare il sogno che conduce alla pazzia
Nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già
Lungo le notti che dal vino son bagnate
Dentro le stanze da pastiglie trasformate
Lungo le nuvole di fumo, nel mondo fatto di città,
Essere contro od ingoiare la nostra stanca civiltà

F.Guccini...

 
 
 

Post N° 122

Post n°122 pubblicato il 20 Novembre 2007 da fia76

L'amore è abbastanza grande da includere una frase letta in un libro, la linea di un collo visto e desiderato tra la folla, un viso amato e desiderato visto al finestrino di un metrò che sfreccia via. È grande abbastanza da includere un amore passato, un amore futuro, un film, un viaggio, la scena di un sogno, un'allucinazione, una visione.

Anais Nin

 
 
 

Post N° 121

Post n°121 pubblicato il 06 Novembre 2007 da fia76

No, non siamo buoni amici.
Non può esistere un mezzo-amore.
Eravamo i più uniti... Per questo, da ora
nel mondo saremo i più estranei.

BLAGA DIMITROVA

 
 
 
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INFO


Un blog di: fia76
Data di creazione: 21/09/2006
 

PAOLO COELHO


E' neccessario correre dei rischi ...
riusciamo a comprendere il miracolo della vita solo quando
lasciamo che l'inatteso accada.

 

Sei la mia schiavitù
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro

Nazim Hikmet

 
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Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che l'uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione.