Creato da perky_one il 06/08/2007
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LA RINASCITA DELLE DONNE

Post n°3 pubblicato il 28 Agosto 2007 da perky_one
 
Foto di perky_one

Più dei tramonti, più del volo di un airone, la cosa meravigliosa
in assoluto è una donna in rinascita.

Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita. No, finita mai, per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede,
anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo
che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai
giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina
è un esame, peggio che a scuola.

Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà  deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.

E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci,con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria,che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.

Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare,
che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.

Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre:"Io sto bene così”.
“Sto bene così”, “Sto meglio così". E il cielo si abbassa di un altro palmo.


Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato
Natali e Pasque.
In quel uomo ci hai buttato dentro l'anima; ed è passato
tanto tempo, e ce ne hai buttata talmente tanta
di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.

Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento
che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.


Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo
lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi. E hai pianto.
Dio quanto piangete!



Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre
camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro,
sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.


E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore,
perché l'aria buia ti asciugasse le guance? E poi hai scavato, hai parlato.
Quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga
sei metri che dia un senso al tuo dolore."Perché faccio così?
Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"Se lo sono chiesto tutte.


E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due,
a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto.
Non lo sapevi? È da quel grande fegato che ti ci vuole
per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto
che la trascinerà sempre avanti.


Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma
per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti
a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta,
è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa.


E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore
delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo
meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova",
con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono vedere e capire: "Attenti: il cantiere
è aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto
per noi stesse".


Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita
è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
”È la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti."

di Diego Cugìa

 

 
 
 

Post N° 2

Post n°2 pubblicato il 28 Agosto 2007 da perky_one
 

 
 
 

AMA

Post n°1 pubblicato il 10 Agosto 2007 da perky_one
Foto di perky_one

Ama finche’ non ti fa male,
e se ti fa male,
proprio per questo sara’ meglio.
Perche’ lamentarsi?
Se accetti la sofferenza
e la offri a Dio, ti dara’ gioia.
La sofferenza
e’ un grande dono di Dio:
chi l’accoglie,
chi ama con tutto il cuore,
chi offre se stesso
ne conosce il valore.

 

Madre Teresa di Calcutta