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Follia per sette clan

Post n°64 pubblicato il 23 Marzo 2009 da Tapiroulant
 

Autore: Philip K. Dick
Titolo originale: Clans of the Alphane Moon
Editore: Fanucci
Collana: Immaginario Dick
Pagine: 234


In un futuro non molto remoto, il pianeta Terra ha esteso i propri orizzonti spaziali fino al sistema di Alfa, patria della razza degli Alfani. Su di una luna disabitata del sistema, Alfa III L2, i terrestri hanno eretto venticinque anni or sono un grande ospedale psichiatrico, perché isolasse ed ospitasse in massa i malati di mente. Proprio negli anni successivi, tuttavia, scoppia una guerra tra la Terra e Alfa, e la luna rimane completamente isolata. Il conflitto si risolve in un armistizio, ma per diversi anni il governo terrestre continua a disinteressarsi della situazione sul satellite. E la situazione, su Alfa III L2, è cambiata parecchio: perché i malati, ribellatisi in massa, hanno fatto saltare l'ospedale e si sono autonominati i legittimi proprietari e abitanti del satellite. Dopodichè, attenendosi alle categorizzazione stabilite dai test psicologici tradizionali delle varie psicosi, i malati si sono spartiti il satellite, e ciascun gruppo ha fondato una sua colonia e ha nominato un suo rappresentante per le relazioni con gli altri gruppi. Ci sono i Para di Adolfville, ossia i paranoici, individui pienamente logici e razionali, incapaci tuttavia di sviluppare legami empatici nei confronti degli altri e convinti che tutto il resto del mondo e delle altre persone esista in funzione della propria persecuzione. Ci sono i Mani delle Alture Da Vinci, ossia i maniaci, figure istrioniche e violente che vivono in uno stato di perenne esaltazione e di feroce autocompiacimento, e che godono nel terrorizzare ed umiliare gli altri. Ci sono gli Eb di Gandhitown, ossia gli ebefrenici, che hanno raggiunto un tale grado di dissociazione dalla realtà da trascurare completamente il proprio corpo e qualsiasi valore, ma che proprio per questo hanno la possibilità di accedere alla piena pace dei sensi e alla santità. La loro città è una discarica e loro vivono in uno stato di completa sporcizia, in mezzo a gatti e topi, cambiando continuamente partner e seminando figli da tutte le parti. Ci sono poi i Dep delle Proprietà Cotton Mathers, ossia i depressi, individui dall'interiorità completamente distrutta, per i quali anche la minima forma di comunicazione con il mondo procura un grandissimo dolore e che viaggiano costantemente a un passo dalla completa catatonia.
Ci sono i Poli di Hamlet Hamlet, ossia i polimorfi, eclettici e suscettibili come bambini, dotati di grande creatività ma di scarsa capacità di focalizzazione. La loro è la malattia di chi anche da adulto non riesce a smettere di pensare e vivere come un bambino, e difatti nella loro città è istituita l'unica scuola della luna, dove tutte le colonie mandano i propri figli in attesa che essi prendano una direzione psicologica ben precisa e possano dunque essere riassegnati alla città più corretta. Ci sono gli Skiz di Giovanna d'Arco City, ossia gli schizofrenici simplex; essi sono i mistici, in preda di un perenne stato allucinatorio e che pertanto reinterpretano la realtà secondo simboli, allegorie, e grandi disegni cosmologici. Ci sono infine gli Os-Com, gli ossessivo-compulsivi, individui instabili che per mantenere il proprio autocontrollo devono fare continuamente ricorso a dei rituali precisi e ossessivi, generalmente coinvolgenti la numerologia. E mentre, bene o male, questi pazzi sono riusciti a dare alla propria colonia un assetto amministrativo stabile, sulla Terra le cose vanno a catafascio. Nonostante la fine della guerra con gli Alfani, in America si respira un clima di tensione e di forte paranoia, dovuta all'avanzare dei Rossi che ormai si estendono su larghissime fasce del pianeta - c'è persino il Canada Rosso! - e hanno quasi completamente circondato gli Stati Uniti. L'indebolimento dei ranghi comunisti è affidata alla CIA - che non è la CIA che noi oggi conosciamo, ma un'omonima, la Counter Intelligence Authority - la quale tra le altre cose costruisce simulacri che, diffusi poi segretamente nei Paesi rossi, diffonderanno tra la popolazione sentimenti anti-comunisti e faranno vacillare le loro convinzioni ideologiche. Ma gli States, oltre alla fobia dei Rossi, è preda anche di un'altra ossessione, quella per la chirurgia estetica: una donna non è veramente alla moda se, oltre ad un titanico aumento del seno, non si fa fare anche un ingrossamento chirurgico dei capezzoli (lol). Chuck Rittersdorf, il protagonista, è un uomo disfatto, attaccato alle abitudini, terrorizzato dalle novità, vittima di un leggero stadio di dissociazione. Lavora per la CIA; è incaricato di preparare i copioni dei discorsi che i simulacri della counter intelligence dovranno pronunciare, e talvolta ha pure il permesso di pilotarli a distanza, nelle situazioni in cui essi non riuscirebbero a funzionare in autonomia. Ma benché la sua bravura in questo lavoro sia riconosciuta da tutti, trattandosi di un impiego statale non è ben pagato, né molto stimato.
Cosa che suscita grande disappunto nella di lui consorte, la bella e spietata Mary Rittersdorf, famosissima consulente matrimoniale e psicologa che, come tutte le mogli dei romanzi di Dick, si comporta più o meno come l'inferno in terra. Mary, che viaggia su binari perfettamente paralleli a quelli della distruttiva Kathy Sweetscent di Illusione di potere, è una donna forte e aggressiva, dotata di un'infinità sicurezza di sé e, per via della sua specializzazione di studi, perfettamente cosciente della squallida condizione mentale in cui vive il marito. Per anni, Mary ha tentato di procurare a Chuck un lavoro migliore. Il suo ultimo tentativo, è consistito nel consegnare alcuni copioni preparati dal marito allo staff di Bunny Hentman, il comico più famoso e seguito degli Stati Uniti, e ottenendo ancora una volta il riconoscimento delle sue capacità. Ma di farsi assumere da Hentman come sceneggiatore dei suoi spettacoli, Chuck non ha voluto saperne, preferendo la familiare quotidianità del proprio lavoro. Sicché Mary si è decisa a fare quello che da molti anni ormai meditava: ha chiesto il divorzio, si è appropriata della casa, l'ha buttato in mezzo a una strada, gli ha spillato tutti i soldi del conto in banca e, accampando ulteriori diritti, ha intenzione di portare in tribunale una causa che costringerà Chuck a lasciare comunque il suo lavoro per andare a lavorare presso il comico (e naturalmente devolvere tutti i suoi guadagni a lei). Questo povero cristo, però, dovrà pur trovarsi un nuovo posto dove abitare, e con i pochi soldi rimastigli riesce a procurarsi, all'inizio del romanzo, un piccolo e sporco condapp - sintesi, questa, di 'appartamento condominiale' - in un quartiere malfamato di San Francisco. Un condapp popolato da tutta la strana fauna dei quartieri disagiati di questa Terra del futuro, ossia una svariata serie di alieni e psi dalle più strane caratteristiche, tra i quali spicca il savio Lord Running Clam (letteralmente: 'Sua signoria guscio che corre'), una muffa gelatinosa di Ganimede con il dono della telepatia e le maniere di un gentleman, e la sua amica Joan Trieste, una giovane donna terrestre dotata del potere paranormale di riportare indietro la vita di una persona o una piccola area del tessuto spazio-temporale indietro fino a cinque minuti, e che lavora per la polizia come soccorritrice negli incidenti stradali. E Chuck avrà parecchio bisogno del loro aiuto, per liberarsi del fortissimo senso di inutilità della propria esistenza e di tutto quello che fa, e dei suoi conseguenti impulsi suicidi.
Ma, potreste chiedervi a questo punto, che diamine c'entra il dramma esistenziale alla Dick di quest'uomo con la colonia di pazzi alfani? Il punto di collegamento è offerto dall'Operazione cinquanta minuti, una missione organizzata dal governo americano per fare ritorno su Alfa III L2 e riprenderne il legittimo possesso prima che a farlo siano gli Alfani. Ciò significa, all'atto pratico, dichiarare gli attuali coloni della luna alfana nient'altro che i pazzi che sono, rimettere in piedi l'ospedale e lasciarlo in amministrazione al governo terrestre. Cosa li aspetta, i sette clan di Alfa III L2 lo sanno bene, grazie alle visioni apocalittiche avute dal santone degli Eb, Ignatz Ledebur, e da Omar Diamond, il leader degli Skiz, e dalle informazioni recuperate dai Mani, che alle Alture Da Vinci hanno concentrato i più alti ritrovati tecnologici osservativi del satellite. Il romanzo si apre per l'appunto con l'inizio della grande riunione interclan indetta ad Adolfville da Gabriel Baines, il fragile e riservato portavoce dei Para, per organizzare una difesa e dare forse vita, per la prima volta nella storia della loro indipendenza, ad una vera e propria alleanza e collaborazione tra tutti e sette i gruppi. Perché l'Operazione cinquanta minuti possa aver luogo, tuttavia, è prima di tutto necessaria la presenza, nello staff terrestre, di uno psicologo che vagli la situazione in cui versa attualmente la luna. Mary non si lascia sfuggire l'occasione e, abbandonato il suo lavoro, sicura della sua posizione economica grazie alla situazione in cui ha gettato l'ex-marito, si imbarca per la nave intersistema che dovrà portarla ad Alfa. Ad accompagnarla c'è Daniel Mageboom, un agente segreto della CIA che in realtà è un simulacro pilotato a distanza. La presenza del simulacro offrirà a Chuck una possibilità alternativa al suicidio: l'assassinio di Mary, un assassinio spietato e brutale, compiuto ad anni luce di distanza per mano di qualcun altro, in modo tale che lui non possa essere incriminato, una vendetta così dolce... Si intrecciano così due storie, una collettiva ed una individuale, nella difficile battaglia tra coloro che si ritengono sani e coloro che sono bollati come malati. E il rapporto tra la sanità e la malattia, che già da molti anni era al centro delle riflessioni di Dick e che faceva capolino in diversi dei suoi romanzi anni '60, da L'uomo nell'alto castello - dove i malati sono i nazisti - sino ai recenti I simulacri e Illusioni di potere, è il tema dominante e forse unico di questo Follia per sette clan.
Primo di cinque libri scritti nel 1964, e opera immediatamente precedente a quello che è considerato uno dei suoi massimi capolavori, se non il massimo, Le tre stimmate di Palmer Eldritch, Follia riconferma tutto il gusto di Dick per il chiasmo. Se nell'L'androide Abramo Lincoln, ad affascinarlo era il fatto che un uomo potesse essere freddo come una macchina, e una macchina sensibile come un uomo, qui ci si interroga sulla possibilità che i malati sappiano organizzare la propria esistenza e riflettere sulle proprie priorità come delle persone sane, e che i cosiddetti sani vivano costantemente soggiogati da ossessioni degne di un malato di mente. Gli abitanti della luna alfana sono prigionieri costanti dei loro tic, delle loro manie, e tuttavia cercano di venire a patti con esse per un bene superiore, la difesa della propria indipendenza e della propria dignità. Specularmente, la vita sulla Terra è un costante prevaricarsi reciproco tra gli individui, dove tutti vivono nel costante terrore del nemico e del sabotaggio, e dove vengono continuamente eretti o millantati improbabili complotti megalomani e complicatissimi, coinvolgenti invasioni aliene ed eminenze nere. E per rendere conto di questa follia incipiente, per nulla relegata ai soli 'folli' ufficiali, Dick si serve di un'arma stilistica certo non nuova nella sua prosa, ma sicuramente mai dominante come in questo romanzo: l'ironia. Tutto su Alfa III L2 suona ridicolo ed eccessivo, quasi parodistico, dai rapporti tra i leader delle varie colonie durante il meeting (cosa succede quando un paranoico incontra un maniaco?), alle disavventure di Gabriel Baines e gli afflati mistici di Ignatz Ledebur, e tuttavia una pari mole di deliri improbabili senza senso attraversano l'arco di storia ambientato sulla Terra, alternandosi in maniera ben riuscita ai momenti più seri. Fonte di ispirazione per questa specularità è sicuramente Ronald Laing, psichiatra scozzese che proprio negli anni '60 cominciava a guadagnare popolarità con le sue opere, che Dick leggeva, e che fra le altre cose sosteneva uno stretto rapporto tra le problematiche inerenti all'insicurezza ontologica del singolo individuo (di esistere, di avere un senso e un posto nel mondo) e l'insorgere delle psicosi, e tendeva ad annullare il grande divario che la psichiatria tradizionale aveva aperto tra lo stato di malattia e quello di sanità. Lo stesso Dick nel corso del romanzo avrà modo di dire, per bocca del protagonista, che tra l'individuo sano, equilibrato, e lo psicotico, c'è solo una differenza di quantità, e non certo di qualità. Vale a dire: una differenza c'è, ma il confine è molto labile e in teoria chiunque può scavalcarlo.
Questa stesso rapporto è poi riproposto sul piano microscopico nel rapporto tra Chuck e Mary, lui apparentemente instabile, costantemente sull'orlo tra desiderio di suicidio e desiderio di omicidio, ma dotato di una incredibile lucidità di giudizio critico nei propri confronti, lei una profonda conoscitrice dell'animo umano e convinta sostenitrice della terapia psicanalitica, ma del tutto incapace di riconoscere i terribili demoni in lei latenti. Forse una chiave di volta per interpretare il romanzo potrebbe essere il concetto di autonconsapevolezza: gli abitanti della luna alfana riescono ad organizzarsi e a condurre una vita relativamente felice perché consapevoli dei propri disturbi, secondo i quali sono divisi, mentre al contrario, poiché la follia dei terrestri è latente e mai riconosciuta, essa è tanto più pericolosa, e ragione di infelicità esistenziale. Non solo nella caratterizzazione psicologica di Chuck e Mary, ma anche nelle linee guida generali, il loro rapporto replica in maniera fedele quello dei due coniugi Sweetscent, distaccandosene poi in parte solamente nell'esito finale del loro rapporto. Ma per molti versi Follia per sette clan appare come il fratello di Illusione di potere, a partire dal risalto dato al rapporto matrimoniale, alla selezione di pochi protagonisti a scapito della coralità, al fatto che la situazione generale possa fungere da spiegazione simbolica di quella particolare e viceversa, alla presenza quasi meta-narrativa del fungo telepatico di Ganimede; il quale là appariva per poche pagine e qui per molte di più, ma in entrambi i casi sembra assumere il ruolo di super-io del protagonista, del consigliere, di colui che dirige l'azione, quasi più una figura simbolica che un personaggio 'vivo' vero e proprio. Che questo insistere sia un bene (Dick si mostra capace di analizzare questi determinati problemi da punti di vista sempre nuovi, arricchendone continuamente il disegno complessivo) oppure un male (Dick continua a scrivere romanzi tutti uguali per sfogarsi delle sue paturnie autobiografiche), lo lascio decidere a voi. Difetti lo sono sicuramente il solito modo un po' improbabile e affrettato di far proseguire la trama - ma ormai ci si è fatta l'abitudine - e soprattutto un approfondimento della situazione e delle varie malattie sulla luna di Alfa. Per tutta la prima parte del romanzo, c'è in media un capitolo dedicato ai malati sul satellite ogni tre-quattro ambientati sulla Terra, e solo a partire dal capitolo 10, dunque durante le ultime 75 pagine, la storia si assesta definitivamente nel mondo dei sette clan.
Ciò significa che la maggior parte dei personaggi che vivono sulla luna alfana, e un buon numero delle malattie mentali, vengono analizzate solo molto superficialmente. Agli Eb e alla loro città-discarica viene lasciato lo spazio maggiore, seguito poi a ruota dai Para e dai Mani, mentre tutti gli altri - e in particolare gli Os-Com, la cui presenza è quasi nulla, e di cui non viene reso noto nemmeno il nome della loro città - vengono lasciati molto in secondo piano. Il che è un peccato, date non solo le aspettative che i primi capitoli lasciano nel lettore, ma soprattutto l'enorme potenziale di una simile ambientazione. Tutto sommato, comunque, Follia per sette clan è un bel romanzo, piacevole da leggere e denso di idee. Rimane sicuramente un'opera minore, ma tra le opere minori sta altrettanto sicuramente ai primi posti della gerarchia.


Voto: 8

A chi può piacere:
- A coloro che adorano le disquisizioni sulle malattie psichiatriche.
- A chi si domandi cosa succede quando un Para incontra un Dep.
- A chi voglia leggere un romanzo divertente che non rinuncia ad essere intellettualmente denso.

A chi può non piacere:
- A chi ha già letto Illusione di potere e ne ha abbastanza.
- A coloro che si aspettano una trattazione approfondita delle varie malattie mentali.
- Ai Dep.


Poscritto.
Due cose da aggiungere, oggi. Primo: spinto da alcune osservazioni del Presidente, ho continuato a riflettere e ho deciso che effettivamente le votazioni date ai romanzi di Dick erano fuori scala rispetto a quelle, più severe, nei confronti delle altre opere. Pertanto ho riscritto tutti i voti dei suoi romanzi fino a questo compreso (anche se non tutti ne avevano bisogno). Secondo: Kitsu ha pubblicato sul suo blog una recensione al videogioco per PS2 Shin Megami Tensei: Persona 3, che essendo ispirato al romanzo Midnighters, da lei recensito su queste stesse pagine, ora vi linko:
'Persona 3 ni tsuite' su Kitsune no Nikki

 
 
 
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