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Post n°4 pubblicato il 20 Luglio 2010 da Twyfelfontein

Una volta, uno scrittore (Stefano Benni, che sto a fa la misteriosa?) disse

“ … e non ti starò ad ascoltare per molto. Sono abituato ai sogni. Dove tutto succede subito”.

Ecco.

Tu pensi che avrai tempo, tu pensi che gli altri avranno tempo per aspettare le tue lune, le tue voglie, le tue disponibilità.

Non è così. Non hai tempo, non hai spazio all'ispirazione, se vuoi  qualcosa chiedilo, se non lo chiedi non lo vuoi abbastanza. E non ti aspettare che il negozio rimanga aperto fuori orario per te

 
 
 

L'abito e la monaca

Post n°3 pubblicato il 14 Agosto 2008 da Twyfelfontein

Qualche settimana fa transitavo in auto attraverso la periferia verso o da un centro commerciale, lo dico per dare l'idea della scena, sole a piombo, 2:00 post-meridiane, quando vedo una ragazza che aspetta l'autobus, snella, ma con un bel giroseno come tante ventenni, pantaloncini corti, canottiera, sandali, è una visione fugace, il tempo di pensare: "Che caldo aspettare l'autobus a quest'ora e poi qui in *ulo ai lupi".
Un momento.

Quello non è un palo da fermata d'autobus, quello è un lampione, e allora la ragazza... Ecco, diciamo che è lì per lavorare.
Quando ero piccola o anche solo giovane, una corpivendola - così le definisco - le riconoscevi a colpo d'occhio, era l'abbigliamento ad identificarle. Ora sono solo le circostanze.
Sono le corpivendole ad avere optato per un look normale, oppure...
Non so non so




 
 
 

Le valigie somigliano ai viaggiatori...

Post n°2 pubblicato il 07 Agosto 2008 da Twyfelfontein

...come i cani ai padroni. L'ho appena sentito da un tizio alla radio, uno di quei tizi che parlano come se stessero recitando il Vangelo, di fatto proseguiva con una mareata di banalità in vero mortificanti. Però l'incipit non era male, non originalissimo, certo (specie per le assidue lettrici di riviste femminili) (nelle riviste maschili come va? me ne devo comprare una).
Comunque trattasi di un tema caldo... no, non è vero, più che caldo è ricorrente, così come ricorrono i sudori [per cosa metto in valigia] e le tensioni (ma c'è bisogno di portarsi tutta quella roba?)
L'evangelista della radio tracciava un parallelo tra grandezza del bagaglio e voglio/capacità comunicativa, dissento, ho un'altra teoria: chi si trascina appresso valigioni che ammezzerebbero un wrestler è un insicuro, non sa cosa si metterà, chi incontrerà, che tempo farà (e chi lo sa?), nel dubbio svuota armadio e scarpiera.
Quelli che sono messi peggio (e mi attirerò lanci di pomodori, ma aspettate un secondo) sono quelli che viaggiano in camper/roulotte, ma non tutti, eh? quelli che non solo si portano dietro le debite pentole e biancheria, di più, di peggio, si portano dietro "lo spirito della casa", nel senso che una volta piazzati in campeggio (sono spesso stanziali duri, spingendosi persino ad accamparsi nello stesso sito/piazzola ogni anno, per anni...) riproducono fedelmente gioie e dolori (accendo la seconda) della quotidiana esistenza, comprese liti per TV/radio troppo alta, per cibi dall'odore sgradito, bambini/corde dei panni invadenti. Molto rigenerante.

Andare in vacanza non significa staccare? Forse sarebbe il caso di ricordare che già in vita nostra ci siamo staccati da due cose che ci parevano irrinunciabili, il seno di mammma ed il pannolino. Ci ha aiutato a diventare grandi. O forse non ci è piaciuto?

 
 
 

non ci posso credere...

Post n°1 pubblicato il 05 Agosto 2008 da Twyfelfontein

lo sto facendo, sto creando un blog
perchè?
ho già un diario, a che mi serve un blog? ad avere un ulteriore impegno? ma che impegno! la maggioranza della gente apre un blog e lo molla lì


non so non so non so