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POVERO PAESE

Post n°138 pubblicato il 24 Maggio 2012 da gallipoli5

Povera Italia. Un tempo gli si diceva: Paese di Santi e Poeti. Oggi non si fa fatica a dirgli che è il Paese dei COMICI.
 Da che e stato pianificato l'omicidio del grande Partito Comunista Italiano, il nostro Paese, e passato da un comico all'altro, andando sempre di risata in risata senza accorgesi che si andava sempre di male in peggio. Il primo dei comici e stato quel BEttino Craxi che voleva moralizzare le vita pubblica del Paese ed e finito in esilio ad Hammamet con il matolto in tasca. Poi e arrivato il comico M. Segni che con la sua mania referendaria e del maggioritario ha distrutto la democrazia del proporzionale che aveva portato il nostro paese ad essere uno di quelli più civili, liberi e ricchi del mondo, oggi tornato all'inciviltà e povertà medievale. Poi e stata la volta del comico delle tv S. Berlusconi che aveva promesso di farci diventare tutti ricchi e spensierati come lui e invece siamo tutti più poveri e preoccupati di un pensionato sociale. Poi e venuto il giullare di Gemonio U. Bossi che si e fatto largo ed e stato trovato con i  lingotti d'oro acquistati proprio con il denaro rubato a quella stessa Roma ladrona. Poi e arrivato il comico molisano, A. Dipietro, che si e fatto strada al grido: vado a Roma per arrestare tutti quei personaggi mafiosi, ladri e corrotti che siedono in Parlamento e, invece, ci troviamo ancora un Parlamento pieno zeppo di mafiosi, ladri e corrotti. Poi e stata la volta del comico, W. Veltroni, che nel mentre che faceva il segretario del PCI, per far carriera governativa, diceva di non essere mai stato comunista, aprendo la strada ai tanti mangiacomunisti liberisti che si son mangiato tutto il Paese. Poi e arrivato il comico nanetto, R. Brunetta, che col fare da ercolino voleva dare più efficienza alla macchina burocratica riempiendola di altre centinaia di nuove normative che l'hanno mandata in tilt. Poi e arrivato il comico N.Vendola che con la sua sola arte oratoria voleva risanare la sanità pubblica pugliese ed essere d'esempio all'intero Paese, finendo per voler finanziare perfino la criminale associazione sanitaria privata del San Raffaele di don Verzé. Ed eccoci arrivati al comico genovese, B. Grillo, che al grido di: siete tutti ladri e corrotti, vuol scalzare anche il comico  segretario del PD, L.Bersani, che, pur di arrivare a contare qualcosa, sta sostenendo insieme a S. Berlusconi l'attuale governo del super banchiere M. Monti, definito a ragione da tutti i vignettisti come il dracula dei poveri cristi.

 
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EQUITALIA FUORI DA GALLIPOLI

Post n°137 pubblicato il 20 Aprile 2012 da gallipoli5

Se sarò eletto consigliere comunale di maggioranza nella città di Gallipoli con la lista "TUTTO CAMBIA" con Titti Cataldi candidata Sindaco, una cosa che mi sentirò di impegnarmi di riuscire a fare e quella di espellere Equitalia dalla mia città di Gallipoli in virtù della legge 166/2011 che dà la disponibilità ai comuni che lo vogliono di non appoggiarsi ad Equitalia e di istituire una propria agenzia di riscossione.Dando così la possibilità ai cittadini di recarsi in comune a discutere della eventuale situazione di difficoltà finanziaria. Si prevede così di far risparmiare agli utente locali un risparmi annuo di circa 200.000 € annui.

 
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comunismo

Post n°136 pubblicato il 14 Aprile 2012 da gallipoli5

Che ciascuno dia secondo le proprie capacità, che a ciascuno sia dato secondo le sue necessità: Carl Marx. Vi sembra la frase di uno che viene accusato ancora oggi di mangiarsi i bambini?

 
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L'ANTIPOLITICA DI DESTRA E' CONTRO LA DEMOCRAZIA

Post n°135 pubblicato il 10 Aprile 2012 da gallipoli5

  • L’antipolitica di destra è contro la democrazia.
    Il Bossi del celodurismo, della canotta e dell’ampolla del Po. C’è uno strano amarcord a leggere gli editoriali sulle dimissioni di Bossi. Un retrogusto che non ci convince.

    La Lega è il partito della xenofobia e del razzismo. Il partito che da 30 anni alimenta le peggiori pulsioni destrorse italiane. Bossi ha portato il Nord in dote a Silvio Berlusconi, come Berlusconi ha portato in dote al nord la mafia e la ndrangheta siculocalabrese. La loro e stata un’alleanza che, tra rotture e riappacificazioni, ha segnato la seconda repubblica berlusconiana. La Lega Nord è la Bossi-Fini, ingiusta e ipocrita legge sull’immigrazione. È la Lega della Legge Maroni (Legge 30), quella della scandalosa precarietà del lavoro e della vita, che ha tolto il futuro ai giovani. Bossi e la Lega hanno votato tutte le leggi ad personam di Berlusconi e sono corresponsabili dello stato drammatico della crisi economica dell’Italia (compreso l’aver votato le due manovre economiche fatte da Berlusconi prima di Monti, non meno austere e recessive di quest’ultima). Sono responsabilità politiche che debbono essere giudicate gravissime, ancorpiù giudico di quelle che stanno emergendo dalle inchieste in corso che stanno facendo luce sui reali interessi berlusconiani e leghisti.

    Troppo facile fare ironia adesso sui luoghi comuni del leghismo, sul ridicolo immaginario padano, sulle sparate da bar dello sport del di Bossi, Calderoli, Borghezio e Maroni. La Lega è stata ed è molto più di questo grottesco diegno nella tragedia dell’Italia berlusconizzata. Perché i disastri prodotti dal leghismo sono serissimi e drammaticinon meno di quelli berlusconiani.

    Con la caduta di Bossi tramonta un altro pezzo del berlusconismo. Si sfalda un’altra parte del blocco storico e sociale della destra italiana. Il Governo Monti, però, sta già ricostruendo, sotto altre spoglie, l’identità della nuova destra che scalza la precedente. Non più le macchiette populiste di Bossi e Berlusconi, ma le facce serie e presentabili di Monti e della Fornero che tanto piacciono ai mercati internazionali. Presentabili, ma altrettanto micidiali nel colpire i diritti dei lavoratori e, forse, ancor più audaci nell’estremizzare a destra il neoliberismo, verso limiti che neanche Bossi e Berlusconi avevano potuto immaginare di raggiungere.

    Ha terribilmente ragione Monti: gli imprenditori fino a tre mesi fa (come dire: con Bossi e Berlusconi) se la sarebbero sognata una riforma del genere sul lavoro.

    Non si deve avere misericordia politica per la caduta di Bossi: noi siamo tra quelli che hanno gioito per la fine del governo Berlusconi. Non siamo buonisti. La sconfitta del berlusconismo passa anche da una sconfitta della Lega Nord.

    Ma, ci sono due però.

    Il I°, non possiamo dare per finiti né Bossi, né Berlusconi. Sarebbe un errore di sottovalutazione: la transizione alla nuova destra italiana non è ancora compiuta.

    Il II°, i continui scandali legati alla ormai insostenibile corruttela che riguardano la maggioranza dei partiti politici, rischiano concretamente di infliggere un colpo mortale alla democrazia. Ogni nuovo scandalo sovrasta i confini degli schieramenti e avvalora la tesi del “sono tutti uguali” etutti da condannare". Ci finiamo dentro anche noi della Federazione della Sinistra ( Comunisti Italiani e Rifondazione) che stiamo fuori dal Parlamento.

    L’antipolitica e il populismo son sempre di destra è contro la democrazia. Gli scandali, le ruberie e la corruttela producono nella gente, inevitabilmente, l’invocazione dell’uomo forte, del salvatore della patria. Così un colpo alla Lega finisce per essere un colpo alla politica tutta. Si può uscire da questa logica solo se i partiti si assumono la responsabilità di dimostrare la loro diversità dallo stato di cose presente, con comportamenti e atti concreti. Cioè, se riescono ad appropriarsi del loro ruolo costituzionale e di mettersi al servizio della società.
 
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AUGURI

Post n°134 pubblicato il 08 Aprile 2012 da gallipoli5

Ai miei famigliari, agli amici fesbooker, ma oggi mi sento di essere buono anche con i miei avversari politici e critici pretestuosi, auguro una non buona ma ottima festività pasquale.

 
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