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Creato da GIOVENTUITALIANA.LC il 05/04/2009

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Post n°6 pubblicato il 28 Maggio 2010 da GIOVENTUITALIANA.LC

IL VOLONTARISMO MILITARE

 

Il pensiero unico ha ormai demolito tutti i simboli del pensiero tradizionale, nessuno escluso. In particolare, tale furia distruttrice e iconoclasta non ha risparmiato nemmeno l'ultimo baluardo anti-moderno, ovvero il militarismo. In particolare, le cosiddette fonti di trasmissione della cultura hanno convogliato i loro sforzi al fine di dipingere il mondo militare come qualcosa di negativo, superato, da gettare nel cestino al pari di qualsiasi cosa inutile e obsoleta. Da anni poi, si assiste a un vero e proprio linciaggio morale verso chi sceglie di arruolarsi VOLONTARIO: un pazzo evitare, da abbandonare ai suoi deliri guerrafondai...Ecco allora che in risposta a questa offensiva culturale nichilista, oggi più che mai la difesa e la promozione del "VOLONTARISMO" assume una valenza rivoluzionaria.

La scelta individuale ed esistenziale di arruolarsi come VOLONTARI nell'esercito equivale alla riaffermazione chiara, inequivocabile di uno schema di valori eterni legati al senso dell'onore, al rispetto della gerarchia, al contegno marziale, all'amore per la disciplina e per il sacrificio, allo spirito di corpo e al cameratismo, al senso del dovere. Inoltre, oggi, arruolarsi VOLONTARIO significa far brillare la fiamma dell'eroismo e del volontarismo militare, accesa e alimentata da migliaia di giovani camerati, prima come arditi, poi come legionari nelle imprese fiumane, poi sotto le insegne della MVSN in terra d'Africa, poi nella guerra di Spagna, poi nella seconda guerra mondiale; infine sotto le ultime insegne della R.S.I
Ma più di tutto arruolarsi nelle forze armate, significa rendere ancora più profondo l'abisso, il solco spirituale tra il volontario militare di ieri e di oggi e la figura antropologica oggi dominante, ovvero l'uomo liberal-progressista. Rendendo tragicamente plastico e drammatico il contrasto tra uomini tesi verso l'assoluto, verso la propria bandiera di sangue, la propria stirpe e dall'altra parte uomini vuoti, uomini impagliati, che appoggiano l'un l'altro la loro testa piena di paglia... figure senza forma, ombre senza colore, forme paralizzate, uomini privi di moto...Ebbene, di fronte agli uomini di paglia alienati nel loro delirio consumista, il volontario militare apre la propria anima all'essenza più pura, alla maestosa tragicità della dimensione umana, innalzando la propria vita come una ferita di luce nel buio, una vertigine che lo eleva all'infinito distacco del sogno

 

 
 
 

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Post n°5 pubblicato il 04 Aprile 2010 da GIOVENTUITALIANA.LC

          I GIOVANI E LA POLITICA

                      TRA IMPEGNO E RIVOLTA

                             (DI M.ZAMBELLI)

Dopo la lunga stagione dell'impegno e della partecipazione degli anni 70', a partire dagli anni ottanta, e poi nei novanta la gioventù è caduta  in una fase di profondo riflusso continuato e aggravatosi nella prima decade del nuovo millennio.

I giovani d'oggi rappresentano quindi un’accozzaglia scomposta di individui in preda a pulsioni edonistiche e materialistiche, sempre più vuoti e prigionieri di un narcisismo collettivo dagli effetti spersonalizzanti.
Una rinuncia di fatto al proprio essere giovani che porta alla perdita di ogni senso di iniziativa, di impegno comune, di vocazione generale.
Nessun sogno collettivo, nessuna mobilitazione per imporre un’idea nuova di mondo; bensì il desiderio di rifugiarsi nel proprio microcosmo protetto, tra gli affetti famigliari, tra il gruppo consolidato delle proprie amicizie.
Qualcuno potrebbe erroneamente interpretare questo riflusso delle coscienze come l'inizio di una nuova cultura postmaterialista, in base alla quale i giovani rinchiudendosi nel proprio universo emotivo, sposterebbero i propri bisogni e attenzioni da una sfera materialistica a un orbita sempre più intima, trovando un senso di appartenenza, di autorealizzazione nel piccolo orto delle proprie amicizie e affetti.
In realtà è proprio l'opposoto, perchè è la paura di affrontare il confronto/scontro con il mondo esterno che spinge il giovane a rifiutare qualsiasi mobilitazione collettiva; è il nichilismo individualista che lo porta a disinteressarsi delle dinamiche che sconvolgono l’odierno scenario sociale.

E tutto questo nonostante vi sarebbero le premesse per una nuova moblitazione giovanile, per una legittima rivolta esistenziale.
La mondializzazione infatti, comporta la progressiva erosione della sovranità popolare e la concentrazione del potere nelle mani di pochi uomini: organizzazioni sovranazionali, imprese multinazionali, finanziarie cosmopolite.
Il conformismo e la unificazione culturale determinano per i giovani un’effettiva limitazione della loro libertà di pensiero e di parola. L’internazionalismo a sua volta comporta la costante demolizione delle millenarie tradizioni ereditate dalle generazioni precedenti. Il materialismo strisciante, la mercificazione di ogni aspetto dell’esistenza favoriscono il tramonto del primato della sfera emotiva e la desertificazione delle coscienze, così come la globalizzazione delinea per i giovani la prospettiva di trascorrere la propria vita alla ricerca di un lavoro temporaneo e insicuro.

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Ebbene, di fronte a questo scenario in declino, il giovane del 2000 anziché trovare un motivo d'impegno e di riscatto, si rifugia disorientato e impaurito nel suo “microcosmo protetto”: la famiglia, la cerchia ristretta degli amici fedeli. Eccolo approdare al “relativismo etico” (ognuno per sé) e al nichilismo assoluto. Eccolo abbandonarsi all’opportunismo, al cinismo, al menefreghismo. Eccolo protrarre il più possibile la fase d’immaturità restando ancorato alla dimensione famigliare.

Non è un caso che nei discorsi dei ragazzi d’oggi si colga già la mestizia dei settantenni, afflitti da una nera sfiducia nel futuro, incapaci di alzare lo sguardo all’orizzonte e di elaborare una prospettiva diversa, un' idea alternativa.
Tuttavia, i giovani del 2000 non sono i soli responsabili di questa lento processo di autoannientamento. Grandissime colpe ricadono sulle cosiddette fonti di trasmissione della cultura e degli schemi di valori, in primis la scuola e i mass-media. Queste istituzioni hanno perseguito scientificamente il progetto di svuotamento delle coscienze delle nuove generazioni al fine di renderle innocue e pilotabili. Loro hanno diffuso il “pensiero debole”, le false convinzioni radical-buoniste, il dogma del “politicamente corretto”. Loro hanno inculcato nelle giovani menti una cultura che sanziona sul nascere ogni idea di ribellione, ogni forma di conflitto. Come avrebbe detto Nietzsche, è stata sparsa a piene mani la “morale del gregge” (Herdenmoral), legittimando stili di vita e identità collettive fondate sull’esaltazione dell’eguaglianza e della normalità, reprimendo sul nascere ogni slancio eroico, ogni potenza del mito.

Ed è proprio nella scuola che il contrasto tra i giovani d’oggi e quelli di ieri diventa plastico, drammatico. Cosa sono diventate le famose “okkupazioni”, un tempo, simbolo della contestazione e dell’anticonformismo, se non stanche “consuetudini”; riti ormai vuoti e privi di ogni significato?

Sono molte, quindi, le cause del riflusso dell'odierna gioventù. Sempre più numeri, sempre più carne da macello, sempre più schiavi del sistema. Giovani che si limitano a vivere meschinamente il presente secondo regole prefabbricate, totalmente incapaci di progettare una realtà e uno schema di valori alternativi.
Ecco che il fine ultimo della loro esistenza diventa “il divertimento”. Il loro unico imperativo morale si riassume nel “consumare per essere felici”. La complessità del mondo  li spaventa e per questo si alienano in mondi paralleli: la droga, la notte con le sue trasgressioni, il mondo virtuale.


Il futuro che attende i giovani d'oggi non appare rassicurante. Il mondo potrebbe realmente diventare quel regno postmoderno e postindustriale del buio e del freddo descritto in qualche romanzo di fantascienza: forse realmente si aggireranno per le strade uomini senza identità sempre più simili a macchine.
E’ bene allora che i giovani abbandonino la loro disillusione e l’indifferenza e riscoprano la passione. Non c’è più tempo per restare immobili e passivi. E’ il momento per le nuove generazioni di confrontarsi con i grandi problemi della società: filosofici, etici, politici. Trovare la giusta sintesi tra tradizione e modernità; ridare dignità alla natura umana sempre più schiava del mercato; realizzare nella storia il senso del proprio tempo.

 

 

 

 
 
 

IMMIGRAZIONE CONTINUA, SERVONO RISPOSTE CHIARE!!

Post n°2 pubblicato il 06 Maggio 2009 da GIOVENTUITALIANA.LC
Foto di GIOVENTUITALIANA.LC

In Italia, lo sanno tutti, ci sono svariati problemi. Uno dei più importanti è l'immigrazione. L'Italia è addirittura scelta dagli emigranti perchè, con la sua posizione geografica, fà da "ponte" per l'Europa. Ora, gli stranieri regolari nel nostro paese sono ormai 6 milioni, le etnie presenti massicciamente sul territorio sono quella romena, marocchina e albanese. Gli immigrati non sono tutti dei delinquenti, sono il primo a dirlo, ma è necessario far sapere che la criminalità è aumentata più del 40% nell'ultimo decennio, questo grazie alla collaborazione degli extracomunitari. Un altro punto da far conoscere alla popolazione è quello dell'aumento delle nascite. Gli Italiani, non fanno molti figli, e la maggior parte dei morti viene  rimpiazzata dai figli di extracomunitari. Continuando così, una civiltà di oltre 2500 anni scomparirà nel nulla, soppiantata dai migranti. E' ora di dare un taglio all'immigrazione favorita dai precedenti governi di centrosinistra. Anche l'attuale governo, vuol far vedere che lavora in tema di immigrazione, con norme assurde proposte da quattro rozzi celti.

Ora, chi resta a combattere l'immigrazione??? A parte " La Destra" nessuno! Difatti oltre all'immigrazione abbiamo anche il problema dei rom. Un uomo di milano, che vive vicino ad un campo rom, continuando a subire i furti degli zingari, ha dovuto recintare la sua abitazione con del filo spinato.... ma vi pare possibile??? non erano mai successe queste cose nella storia d'Italia... solo ora, con questi governi scaldapoltrone e opportunisti succedono. Quindi invito a votare La Destra alle elezioni europee, per svegliare gli indifferenti di fronte a questo enorme pericolo

 
 
 

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Post n°1 pubblicato il 25 Aprile 2009 da GIOVENTUITALIANA.LC

LECCO: 28 APRILE 1945- 28 APRILE 2009

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