Creato da di_amante007 il 05/06/2014

DIAMANTI

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Gomorra - Episodio 1

Post n°9 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da di_amante007

 

 

 

Non ho visto molti film o telefilm sulla mafia, solitamente è un genere che non mi attira, sarà colpa di quel contrasto che si crea quando li guardo, tra il finale che desidero e quella realtà che certi film non possono cambiare, insomma lo so che alla fine non mi diranno, che è tutt’ appoooo. Dunque cosa c’è di diverso in “Gomorra”, quello che mi colpisce, sta nella particolarità del punto di vista, non lo guardi dalla parte dei buoni, anche perché nemmeno si vedono in questo episodio, oddio non che nella realtà se ne vedano molti di più,  il punto di vista è quello dei camorristi, ed è quella normalità che ho respirato, che mi ha messo a disagio, non è un fastidio da cui prendere distanza, è l’interesse a capire, che diventa amara consapevolezza, perché dietro alla camorra, ci sono famiglie; si perché il camorrista, anche lui tiene famiglia, anche lui si alza la mattina e va a “faticà”, ha una moglie, che come tutte le mamme prepara la colazione ai figli, e loro sono bambini , litigano! ,Si si, litigano e giocano, come generalmente fanno tutti gli altri bambini di questo mondo, anche i più disagiati, loro litigano e giocano … E la sera quando il padre torna a casa, e li cura, li bacia, gli rimbocca le coperte, mi fa un po’ specie, non  che provi amore, ma che lo esterni,  come me lo fa anche vederlo pregare, non in chiesa, non è un atto di facciata, ma nella sua solitudine, è vero è pur sempre una sceneggiatura certo,  ma se prendo per buono il male, al pari devo farlo anche con quello che viene contrapposto come bene. La finalità alla fine è sempre quella, che tu sia poliziotto o camorrista devi sempre tirare a campà, lo so l’accostamento può sembrare irriverente, non è certo per equiparare le due figure, ma solo rilevarne le similitudini, perché in fondo, hanno, anche se diversamente, gli stessi problemi, gli stessi rischi, sono sempre loro quelli che hanno "'a faticà”, sono sempre loro chilli ca nun se fanno ricchi. Che tu sia di qua o che tu sia di la, c’è sempre qualcuno che comanda e non sono così diversi nemmeno loro tra di se, qui al contrario di prima, non corro nemmeno il rischio di essere irriverente, e che tu sia di qua o di la, c’è qualcosa che non cambia mai, 'e figli 'e papà, tali e quali in qualsiasi dimensione, comunque sia diciamolo, anche loro hanno i loro problemi … per esempio, accontentare la moglie col nuovo divano, so' prublem' si. Spesso le differenze sono “sottigliezze” mentre uno per dirti “lei non sa chi sono io” usa la penna, l’altro usa la pistola, direte voi, c’è una bella differenza, è vero, dicono che la penna ne uccida di più … Si ok mi sono concessa una battuta, è chiaro che la differenza c’è, ma nell’azione non nell’uomo. Sembrano quasi due dimensioni in una e quello che li accomuna è la brava gente, potrei dire fonte inesauribile di guadagno per entrambi, se non fosse che tutto ha una fine, soprattutto ‘e sord. … C’è chi lo chiama pizzo e chi la chiama tassa. Sottigliezze.

 
 
 

Soli

Post n°8 pubblicato il 25 Ottobre 2014 da di_amante007

Pensiero sul film "Molto forte, incredibilmente vicino"

“Non siamo numeri, siamo parole” e quando il nostro tempo finisce, quelle che hai, quelle che restano dopo la “scrematura”, sono sempre per chi ami. Ci sono film in cui l’ascolto delle parole è fondamentale, in realtà lo è sempre, ma nel nostro correre spesso, quelle importanti sono lasciate a dopo i “ti amo” i “ti voglio bene” sono dosati, centellinati, ed é quando li pronunci con coscienza, che ti spogli di quell’armatura che ti sei costruito intorno, e questo lo fai fondamentalmente per proteggerti. Ti poni nudo, ti affidi a chi ami,  con o senza paura … E’ una ricerca interiore dell’uomo,  dare senso alla propria vita, ed è li, in quella ricerca, che si annida la necessità o il bisogno di non sentirsi soli; ci sono due momenti nei quali lo siamo irrimediabilmente, una vita è come un giorno, ha la sua alba e il suo tramonto. In questo film, il bambino non ha mai dovuto cercare, perché la sua ricerca è nata con lui senza che se ne rendesse nemmeno conto, ed è nel rapporto col padre che soddisfa il suo bisogno di esistere, di contare per qualcuno, quel rapporto  era il suo collegamento alla vita, era quello che gli dava senso, quando questo viene a mancare, è allora che inizia di nuovo la ricerca. “ Se il sole esplodesse, non ce ne accorgeremmo per 8 minuti, il tempo che impiega la luce ad arrivare fino a noi, per 8 minuti il mondo sarebbe ancora illuminato e sentiremmo ancora caldo; era passato un anno dalla morte di mio padre, e sentivo che i miei 8 minuti stavano per scadere” . Un vaso, una bustina con un nome, una chiave, è l’illusione che si anima, lo scopo, il senso, la ricerca, qualcosa  a cui aggrapparsi. C’è un tempo per metabolizzare il dolore, che non è uguale per tutti, un tempo in cui il bisogno è apparentemente soddisfatto dal ricordo dagli odori, dai sapori, da una foto, un filmato o una voce sulla segreteria , e se accade qualcosa che ci tiene ancora legati a chi abbiamo perduto, è solo un’illusione …. La delusione inevitabilmente ci sarà e sarà devastante, quello che accade poi e che alla fine di una ricerca basata sull’illusione, il piccolo si renda conto, che i soli che lo scaldavano in realtà erano due.

 
 
 

Consigli per gli Acquisti

Post n°7 pubblicato il 06 Ottobre 2014 da di_amante007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Forse ...

Post n°6 pubblicato il 15 Settembre 2014 da di_amante007

Ci sono molte situazioni che trovo assurde, in cui non posso evitare di chiedermi, cosa farei io se capitasse a me e spesso cercando una soluzione diversa a quello che reputo sbagliato,  mi rendo conto che, per poter avanzare, qualsiasi ipotesi risolutiva in qualsiasi ambito bisognerebbe anche conoscerne gran parte del “meccanismo”. 

“Multata a Cagliari dopo aver raccolto i rifiuti nella spiaggia di Piscinas. La beffa è capitata ad una ambientalista, Ilaria Montis, che stufa di vedere l'arenile sporco, ha raccolto la spazzatura e l'ha portata via per poi buttarla in un cassonetto. A Cagliari, però: non essendo residente non poteva gettare le buste. Ed è scattata la multa: 167 euro. Il Comune? "Certi della buona fede della protagonista - spiega in una nota il sindaco Massimo Zedda - non possiamo suggerire l'idea che ognuno possa portare rifiuti a Cagliari e lasciarli nei cassonetti in città. Dispiace, di nuovo, che una persona civile debba pagare per i rifiuti abbandonati da alcuni incivili", L'archeologa non ha sporto denuncia ma ha diffuso la notizia “

In questo caso non ho avuto molta difficoltà a immedesimarmi, visto che solo un paio di giorni prima, in una spiaggia della stessa costa, ho fatto la stessa identica cosa, raccogliendo col retino di mia figlia rifiuti che il mare con un complice come il maestrale, ha pensato bene di renderci senza tanti complimenti …

 

Di primo slancio, ho realizzato, che io la multa non l’avrei pagata, e questo per puro principio, perché trovo assurdo che si multi qualcuno per aver comunque compiuto un atto civile, ma detto questo, devo tener conto anche,  che i vigili non possono nemmeno essere certi della provenienza del rifiuto. Se parto dal presupposto che ogni comune debba smaltire la propria immondizia, posso arrivare a capirne le motivazioni, ma non per quantità ridicole come un sacchetto da spesa … Non so se la legge o ordinanza che sia, vada a voler colpire chi dello smaltimento sconsiderato ne fa fonte di “risparmio” o guadagno illegale, ma forse mettere un limite di volume o peso oltre il quale la multa diventa comprensibile, eviterebbe queste situazioni. A tutto questo aggiungo una riflessione, premettendo la totale ignoranza in materia di raccolta dei rifiuti e di come si distribuiscano poi per lo smaltimento … mi chiedo … non sarebbe forse più giusto far pagare i rifiuti a chi veramente il rifiuto genera,  se pensiamo che ogni qual volta  facciamo un acquisto di materiale, stiamo creando un rifiuto … perché non pagare direttamente all’acquisto lo smaltimento del prodotto che diventerà rifiuto?  In questo modo  pagheremmo solo per il rifiuto che creiamo, esattamente come funziona per i pneumatici.  Se esistesse un ente statale, cui va l’incasso della percentuale di smaltimento, si potrebbe ottenere che ogni singolo comune incasserebbe per la quantità e la qualità del rifiuto smaltito. Raccogliere la spazzatura diventerebbe davvero fonte di guadagno per i comuni, e forse farebbero a gara ad andarsela a cercare. Così da evitarci certi scenari … Sogno? … Probabile …

 

Campagna pubblicitaria promossa dalla città Toronto nel progetto Livegreen Toronto.

 

 

 

 

 
 
 

(...)

Post n°5 pubblicato il 07 Luglio 2014 da di_amante007

Io non lo so se anche per gli altri è così, non so se tutti quelli che amano provano le medesime sensazioni che provo io, non so se anche per loro c’è il forte sentore di appartenere all’altro da sempre e per sempre, non so se anche loro riescono a definire l’amore magia  … quella che trovi nei dettagli, nelle parole dette all’unisono, nel medesimo istante, per quante volte puoi dire che sia coincidenza? Che non lo è,  lo capisci quando nella descrizione che lui fa di te, paragonandoti a una famosa foto, realizzi che è la stessa che tutte le mattine hai davanti quando apri gli occhi, ma lui questo non poteva saperlo, e ti rendi conto che c’è qualcosa in chi si ama che va oltre, fatti e parole che smettono di essere coincidenze e si trasformano in destino. E pensi che una vita non ti basterà che lo cercherai anche nella prossima e in quella dopo e in tutte quelle a venire, e allora si , ci credi nel destino e realizzi che quello che stai vivendo e una delle tante vite in cui l’hai cercato e trovato e che altre ce ne sono state, e che forse in quel Big Bang c’eravamo anche noi … non importa che volto avrai, non importa di che colore sarai, non importa che lingua parlerai o se sarai ricco o povero, non importa … io ti troverò, e tu, mi riconoscerai … sarò quella che ti prenderà per mano …

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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