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Creato da giovannimaiolo il 31/08/2005

GIOVANNI MAIOLO

DOV'è LA SINISTRA? ORMAI SOLO IN AMERICA LATINA. UN OCCHIO SUL CONTINENTE SUDAMERICANO E SUL MONDO

 

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CHI ERA CHARLES DARWIN?

Post n°4004 pubblicato il 18 Novembre 2009 da giovannimaiolo

Ecco chi era Charles Darwin

 

Charles Robert Darwin nacque a Shrewsbury (Inghilterra) il 12 febbraio 1809 e mostrò fin da bambino uno spiccato interesse per la storia naturale e le passeggiate solitarie all’area aperta. Negli studi superiori fu un disastro e il padre temendo che sarebbe diventato «una disgrazia per sé e per la sua famiglia» lo spedì precocemente, prima, ad Edimburgo per studiare medicina e poi a Cambridge teologia. Tuttavia, invece di interessarsi alle materie accademiche egli passo gran parte del proprio tempo a raccogliere insetti e cacciare animali, la svolta però arrivò con lo studio della geologia e la partenza come naturalista, a soli ventidue anni, in un viaggio intorno al mondo che durerà ben 5 anni. A bordo del Beagle visitò Capo Verde, le Isole Falkland, la costa del Sud America, le Isole Galápagos e l'Australia, raccogliendo una mole imponente di osservazioni, di reperti, piante e specie animali di ogni tipo. Dal suo ritorno, nel 1936, e per il resto della sua vita attinse incessantemente da quel viaggio straordinario, pubblicando numerosissimi libri e riflessioni nati proprio dalle osservazioni raccolte da quel suo peregrinare in terre incontaminate e lussureggianti. Tra i suoi libri più significativi, anche se poco conosciuti, occorre ricordare: Viaggio di un naturalista intorno al mondo, Osservazioni geologiche sull’America meridionale, Le piante insettivore, Gli effetti della fecondazione incrociata e dell’autofecondazione nel regno vegetale, Le forme diverse dei fiori in piante della stessa specie, insomma Darwin, come affermava il biologo Ernst Mayr, «sarebbe ricordato come uno scienziato eminente anche se non avesse scritto una sola parola sull’evoluzione». Sebbene nell’Autobiografia asserisse, con un atto di infinita modestia, di sorprendersi «che con doti così modeste io sia stato capace d’influire in modo tanto notevole sulle opinioni degli scienziati su alcuni importanti problemi», allo stesso tempo, egli possedeva un grande «amore per la scienza, un’infinita pazienza nel riflettere lungamente su ogni argomento, gran diligenza nell’osservare e raccogliere dati di fatto, e una certa dose d’immaginazione e di buon senso».

Così, grazie al viaggio sul Beagle e alle sue dote di osservatore eccezionale, egli fece diverse scoperte: intuì che il plancton stava alla base della catena alimentare oceanica e consente la vita dei pesci lontani da terra, rivelò il modo con il quale si formavano le barriere coralline, ecc., fino a comprendere, nelle isole Galapagos, i tratti fondamentali della Teoria dell’evoluzione delle specie.

Un’altra importante (e curiosa) scoperta di Darwin è la coevoluzione (descritta nel libro La fecondazione delle orchidee da parte degli insetti) che gli fece prevedere, osservando un’orchidea che profuma solo di notte e ha uno sperone lungo fino a 30 centimetri, l’esistenza di una specie ancora sconosciuta di falena con una proboscide altrettanto lunga, la quale fu individuata soltanto nel 1903 e chiamata, in suo onore, predicta.

Le isole Galapagos (tartarughe in spagnolo) al largo del centro America, relativamente isolate e dotate di un’ampia varietà di climi e di habitat, dovuta alle correnti marine, è il luogo che più di tutti permise a Darwin di osservare dei fenomeni evolutivi marcati e assai significativi per le sue future teorie, a partire da quella dell’evoluzione. Nelle Note ornitologiche, nelle quali traspaiono le prime intuizioni,  egli afferma: «Quando vedo che queste isole in vista l’una dell’altra sono abitate da una sparuta popolazione di animali, frequentate da questi uccelli che differiscono fra loro solo leggermente e che occupano lo stesso posto nella natura, devo sospettare che si tratti solo di variazioni» e si convince che «la zoologia di questi arcipelaghi merita un esame approfondito, perché questi fatti potrebbero smentire la stabilità delle specie», quest’ultima era infatti la teoria dominante fino ad allora.

Nel 1839, si sposò con la cugina Emma e nel 1842 si trasferì con lei in una casa di campagna a Down. Ben presto, però, il dinamico e giramondo naturalista si trasformò in un ipocondriaco che soffriva costantemente di nausea, vertigini, insonnia e debolezza, e che aveva attacchi di tremore e vomito ogni volta che riceveva ospiti. Come tutti i grandi personaggi anche lo scienziato inglese ebbe una personalità controversa ed originale, ma negli anni, con lo studio e le scoperte realizzate, le sue idee si svilupparono passando da quelle di uno studente di teologia, che citava continuamente passi della Bibbia, a quelle di un uomo che aveva dedicato tutta la propria vita alla scienza, il quale si definiva semplicemente un agnostico. Il rapporto con l’idea dell’esistenza di Dio, infatti, subì numerosi cambiamenti dettati dalle circostanze che la vita gli pose davanti. La scomparsa della figlia Annie, nel 1851, convinse Darwin a non andare più in chiesa e fino alla stesura de L’origine delle specie (1859) egli si autodefiniva ancora un «teista». Per capire l’evoluzione del pensiero di Darwin, però, occorrerebbe sempre far riferimento all’Autobiografia, sebbene alcuni brani della prima edizione furono espunti per volere della moglie bigotta, «per non dare un dolore ai suoi amici religiosi», fra i quali è illuminante leggere: «L’incredulità si insinuò nel mio spirito, e finì per diventare totale. Il suo sviluppo fu tanto lento che non ne soffersi, e da allora non ho mai più avuto alcun dubbio sull’esattezza della mia conclusione. In realtà non posso capire perché ci dovremmo augurare che le promesse del cristianesimo si avverino: perché in tal caso, secondo le parole del Vangelo, gli uomini senza fede come mio padre, mio fratello e quasi tutti i miei amici più cari sarebbero puniti per l’eternità. E questa è un’odiosa dottrina». Insomma, sebbene si strumentalizzi ancora la sua figura e le sue idee, Charles Darwin fu un uomo estremamente curioso e rigoroso che osservando quello che vide nel suo illuminante viaggio, spiegò razionalmente i meccanismi della natura. Leggendo le sue parole, infatti, egli non ebbe mai la pretesa di possedere la Verità o di mettere una parola definitiva sulle sue scoperte, ma tentò soltanto di formulare una Teoria dell’evoluzione plausibile e coerente. La storia e la scienza gli hanno dato ragione.

 

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