GIOVANNI MAIOLO
DOV'è LA SINISTRA? ORMAI SOLO IN AMERICA LATINA. UN OCCHIO SUL CONTINENTE SUDAMERICANO E SUL MONDO
ELISEWIN - IL LIBRO DI GIOVANNI MAIOLO

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ELISEWIN
Dalla Locride all’America latina. Un viaggio interiore alla scoperta di sentimenti profondi e un viaggio fisico verso un continente “Altro”, alla ricerca della gioia che l’ignoto può dare a chi sta bene solo in movimento. Un racconto autobiografico che mescola giocosa ironia e pura disperazione, senso di perdita e un continuo peregrinare, da Rieti a Caracas, dall’adrenalina degli sport estremi alla tranquillità delle montagne dell’Aspromonte, dalle Madonie fino ad un salto che porta direttamente alle Ande peruviane. Riflessioni in movimento, spunti, pagine di diario, momenti fissati su carta e circondati dagli splendidi testi delle canzoni di Gianluca Bernardo in un mix sperimentale estremamente dinamico e interessante. Lo sconcerto di chi si trova per la prima volta sopraffatto dall’amore e il bisogno di fuga da se stessi e da una realtà opprimente. Il mondo rinchiuso nel cuore di un uomo che esplode e libera energie. E la strada, sempre la strada, che porta in un altrove lontano e allo stesso tempo fin troppo vicino.
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INTERVISTA AL SINDACO DI BIVONGI ERNESTO RIGGIO
Post n°4012 pubblicato il 21 Novembre 2009 da giovannimaiolo
Ernesto Riggio: “Bivongi produrrà energia pulita” “Vogliamo dare in gestione la cascata” (titolo temporaneo)
Ernesto Riggio è al suo secondo mandato. Lo incontriamo di ritorno dalle cascate nel suo ufficio in un municipio chiuso, ma lui è al lavoro. La prima cosa che gli chiediamo è come mai la strada sia in quelle pessime condizioni. Risponde che il comune non ha i fondi per rimetterla in sesto. Al sindaco di Bivongi sta quasi bene che le cascate non siano visitate da molti, che restino nascoste, perché non sono in grado di gestire un grande numero di visitatori. “Se venissero tante persone diventerebbe un problema per il paese” – dice. Perché un problema? L’afflusso di visitatori non sarebbe piuttosto un’opportunità? Solo se il flusso viene disciplinato. Il nostro obiettivo per questo è dare le cascate in gestione ad un’associazione di ambientalisti, non al mero scopo di fare guadagno ma salvaguardando l’ambiente. Quella situazione va governata e noi non siamo in grado di farlo. E che succede con l’idroelettrico? A Bivongi si produrrà energia pulita? Abbiamo firmato con l’azienda concessionaria un protocollo d’intesa, stanno preparando il progetto per la linea elettrica e quello esecutivo delle linee delle condotte dell’acqua e alla fine presenteranno il progetto esecutivo per la ristrutturazione dello stabile. Penso che nel giro di un anno potranno cominciare i lavori. Per alimentare la centrale si dovrà prendere l’acqua dal torrente che alimenta la cascata. Esiste il rischio di riduzione del flusso? L’autorità di bacino sostiene di no ed ha autorizzato dicendo che il flusso minimo vitale è garantito. Era anche una preoccupazione nostra che abbiamo evidenziato nel protocollo d’intesa, dove è specificato tra le altre cose che venga utilizzata una tecnologia innovativa. In precedenza le turbine funzionavano con mille litri al secondo, noi abbiamo preteso il massimo della tecnologia e le nuove turbine funzioneranno con 800 litri al secondo come massima produzione ma possono anche funzionare con 30 litri al secondo. Inoltre ci siamo riservati l’apertura delle cascate da Pasqua a settembre. Che significa l’apertura? Negli altri periodi saranno chiuse? No, intendo la piena disponibilità. In quel periodo dell’anno le cascate saranno a pieno regime. Tutte le aperture e chiusure dei flussi d’acqua saranno governate col telefono. Quando arriveranno dei visitatori basterà avvisare i gestori telefonicamente e verrà data, in qualunque periodo dell’anno, la massima apertura alle cascate. Insomma, questa azienda di Faenza utilizzerà l’acqua di Bivongi, produrrà energia elettrica, la venderà ed otterrà profitto. E il comune cosa ci guadagna? Otto posti di lavoro, per cominciare, che per un paese piccolo come il nostro non sono pochi. In più l’azienda paga un tot a megawatt prodotto. Che introito otterrete? Dipenderà dalla quantità di elettricità prodotta. In caso di stagione piovosa potremmo anche incassare 80mila euro all’anno. Giovanni Maiolo
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