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Creato da giovannimaiolo il 31/08/2005

GIOVANNI MAIOLO

DOV'è LA SINISTRA? ORMAI SOLO IN AMERICA LATINA. UN OCCHIO SUL CONTINENTE SUDAMERICANO E SUL MONDO

 

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LE PALLE DI FACEBOOK

Post n°4092 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da giovannimaiolo

Notifiche, post in bacheca, link, amicizie, eventi, gruppi, suggerimenti, condivisioni, ecc. ecc. No, non è un delirio di illogiche parole snocciolate casualmente, ma il gergo che in questo momento accomuna milioni di utenti che, giornalmente, frequentano le pagini virtuali di facebook.

Nato come social network, utilizzato dai più per ritrovare vecchie amicizie e da molti per crearne delle nuove, questa sterminata piazza virtuale è diventata oramai un fenomeno complesso e articolato. Per certi versi inquietante. Che a volte genera assuefazione. Dipendenza. Ma che sempre più spesso rappresenta un efficace strumento di rilevamento degli umori generalizzati dell’italica nazione.

Una sorta di “misuratore” sociale, che trasmuta in parole, frasi e commenti gli stati d’animo, le sensazioni, le emozioni che milioni di persone vivono in seguito agli avvenimenti socio-politici del nostro paese.

Uno congegno dalle potenzialità illimitate, che ovviamente la politica non ha tardato a notare. Ad usare, abusare e strumentalizzare.

L’evento di domenica in quel di Milano, che ha visto protagonisti dell’inquietante vicenda il super-premier con le palle Berlusconi, un folle “tartagliante” schizofrenico e una riproduzione del Duomo, ha scatenato i frequentatori di “faccia-libro”.

Da quella sera sono iniziati a proliferare gruppi di sostegno e ammirazione all’aggredito e all’aggressore. Una guerra virtuale combattuta a suon di slogan e battute. Di accuse e recriminazioni. Di critiche e insinuazioni.

Ma qualcosa non torna. Già dalla mattina successiva all’oscuro avvenimento, il Tg2 dava la notizia di un gruppo su facebook con oltre 300 mila iscritti a difesa del Presidente del Consiglio. Il giorno prima non esisteva.

Com’è possibile? Come può essere minimamente immaginabile che in una sola notte 300 mila persone si siano registrate in un gruppo?

Difatti non è possibile. E difatti non è successo. C’è il trucco. O meglio la truffa. Reali manipolatori delle dinamiche virtuali hanno avuto la geniale intuizione di cambiare il nome a vecchi e numerosi gruppi già esistenti. Centinaia di migliaia di ignari utenti, da lunedì mattina, si sono accorti di essere membri di gruppi a sostegno del Cavaliere a cui non hanno mai aderito.

Parallelamente i media hanno iniziato ad evidenziare la nascita di sparuti insiemi che inneggiano a quel coglione di Tartaglia. Poche decine di iscritti che, secondo il Pdl, “fomentano odio e violenza”.

Un’alterazione dell’autenticità virtuale che segue e completa la contraffazione della verità reale. Perché quell’oggetto contun-dente, dopo aver colpito il liftato volto di Berlusconi, è stato trasformato in una pericolosissima arma di distrazione di massa.

Puntualmente e coralmente tutto il centrodestra ha scatenato una campagna di annientamento nei confronti dei “non allineati”. Di Pietro e Bindi, rei di aver osato dire che il clima di violenza è stato generato anche dal comportamento del Pdl, sono stati identificati come gli archetipi del male. Santoro e Travaglio, colpevoli di aver letto le sentenze di condanna dei processi Mills e Mondadori, sono stati definiti da Cicchitto, tessera P2 n.° 2232, “terroristi mediatici”.

Un attacco imponente e sistematico. Che capovolge la realtà dei fatti e rinchiude nell’oblio del dimenticatoio i tempi in cui Silvio definiva “coglioni” la metà degli italiani che non votano per lui. Che offusca gravemente quei periodi durante i quali il Premier accusava i magistrati di essere “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana”, definiva “golpisti” gli ultimi tre Presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” i giudici costituzionali e i pm di Milano e Palermo. Che annebbia intensamente i momenti in cui Brunetta sosteneva che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata” e Bossi annunciava di “oliare i kalashnikov” mentre La Russa diceva ai giudici europei anti-crocifisso: “dovete morire” . Che ottenebra gli editoriali di Feltri, Bel Pietro e Sallusti che hanno massacrato Boffo, accusato Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo e Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti.

Eppure trattasi di cronaca recentissima… 

Giuseppe Trimarchi

 

 
 
 
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