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Creato da giovannimaiolo il 31/08/2005

GIOVANNI MAIOLO

DOV'è LA SINISTRA? ORMAI SOLO IN AMERICA LATINA. UN OCCHIO SUL CONTINENTE SUDAMERICANO E SUL MONDO

 

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INTERVISTA AL SINDACO DI ROCCELLA

Post n°4097 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da giovannimaiolo

Intervista a Certomà, sindaco di Roccella

“Bisogna tendere a riunificare il centro sinistra”

 

Incontriamo il sindaco di Roccella, Giuseppe Certomà, nel suo ufficio in Municipio. È indaffarato nel suo lavoro ma, nonostante lo scarso preavviso della richiesta di intervista, si presta a rispondere alle domande che gli rivolgiamo. Quello che vogliamo capire in particolare è il suo pensiero sulla crisi che ha investito gli organismi di rappresentanza della Locride ma cogliamo l’occasione anche per discutere di Roccella.

Quando sono stati eletti i vertici di Locride Ambiente lei era tra gli assenti, insieme a moltissimi sindaci di pesi importanti che hanno disertato. Vuole spiegare meglio questa assenza?

Non ho partecipato perché avevo qualche impegno.

Quindi non si trattava di una fronda interna?

Guardi, anche se non ho potuto partecipare a quella riunione, in precedenza c’era stato un altro incontro che ha registrato la mia presenza ed un mio intervento nel quale sostenevo che l’elezione delle cariche avrebbe dovuto essere preceduta da un dibattito politico. Questo non è avvenuto ma, a differenza di altri sindaci come quello di Locri che ha già messo in conto di ritirarsi dal Consorzio, la posizione del comune di Roccella non è quella di ritirarsi. Ora si va avanti discutendo sui problemi, non facciamo ritorsioni. Non abbiamo fatto battaglie per spartire posti, volevamo solo avviare una discussione. È la ripetizione del ragionamento iniziato con l’elezione di Crinò a presidente dell’assemblea dei sindaci.

Eppure, di fronte alle richieste vostre, di Locri, Siderno e di molti altri sindaci l’assemblea di Locride Ambiente ha deciso comunque di votare, facendo una forzatura e polemizzando duramente con tutti gli assenti. Tutto questo tra i sindaci ha provocato degli strappi. In che stato di salute si trova l’assemblea dei sindaci della Locride?

Non vi è dubbio che ci sono dei malumori. Anche l’immagine che i sindaci spesso danno è che vogliono solo occupare posti di potere.

Ma l’assemblea dei sindaci ha ancora senso di esistere?

Vive uno stato di difficoltà ma abbiamo solo due scelte: che ognuno si occupi solo del proprio comune oppure continuare ad avere un luogo di incontro dove confrontarsi, discutere e proporre. Con tutte le difficoltà del caso io opto comunque per la seconda soluzione. Non sono d’accordo col sindaco di Locri che ha affermato che si tratta di una “baracca”. È uno strumento che vive difficoltà che va tenuto in vita.

Parliamo di Roccella. Lei è sindaco da 6 mesi, di cosa è stato più soddisfatto in questo avvio di attività amministrativa?

Dall’andamento dell’estate roccellese. Non ho ricevuto nemmeno una lagnanza da parte dei cittadini e poi, soprattutto, abbiamo fatto delle manifestazioni molto qualificanti; Battiato, De Andrè, i comici di Zelig col Siulp, la Notte Bianca, il Festival Jazz… Senza dubbio abbiamo lavorato bene ed affrontato al meglio l’estate.

Parliamo di politica. Il Pd si è spaccato in due nella fase pre-elettorale e la spaccatura non è stata sanata. È di qualche giorno fa l’ennesima polemica sull’utilizzo del simbolo…

Nella maggioranza amministrativa ci sono 10 iscritti al Pd eppure qualcuno ritiene di avere “l’ufficialità” del partito. Qui c’è stata una divisione politica. Da dieci anni i Ds e poi il Pd hanno collaborato con l’amministrazione comunale ma ad un certo punto si è materializzata l’esigenza di prendere le distanze da Zito ed io in quella posizione non mi sono riconosciuto. Ripeto che c’è stata una frattura politica e non personale. Poi, a livello generale il Pd ha dei problemi. In Calabria i dirigenti spesso pensano ai propri interessi personali più che a quelli collettivi. Il Pd si porta dietro questa palla al piede, c’è uno scollamento tra i dirigenti e gli enti locali. Noi vogliamo un Pd forte che sia vera alternativa ai governi delle destre.

Ma a Roccella c’è l’intenzione di riunificare il centro sinistra, che per anni ha amministrato unito? E ce ne sarebbero le condizioni?

Ragionevolmente ci si dovrebbe ricompattare. Probabilmente ancora è presto, la campagna elettorale, che è stata civile, è ancora troppo vicina. Secondo me bisogna tuttavia tendere a recuperare il patrimonio del centro sinistra.

Giovanni Maiolo

 

 
 
 
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