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Creato da glvdi il 24/05/2011

GLVDI Notiziario

Notiziario Massonico della Gran Loggia Virtuale d'Italia di R.S.A.A. Massoneria Freemasonry

 

Tempio di Salomone - Parte seconda


Hiram detto anche Huram-Abi per la leggenda fu l'architetto dei lavori del tempio, per la Bibbia solo il fonditore degli oggetti di bronzo e di metallo prezioso.
Era " figlio di una vedova" della tribù di Dan.
Il suo nome è sicuramente di origine egizia mentre Hiram è di derivazione fenicia.
E' ipotizzabile  la volontà di delineare l'origine fenicia ed al tempo stesso egiziana di Hiram. Certo è che l'espressione "figlio della vedova" indicava presso l'antico Egitto coloro i quali erano iniziati ai misteri di Iside, la vedova per eccellenza, moglie di Osiride.
Successivamente l'espressione "figlio della vedova" è stata assunta anche dalla Massoneria traendo origine dalla figura e dalla leggenda di Hiram.
Ci pare interessante ricordare che anche Parsifal, l'eroe del Graal, era chiamato "figlio della vedova".
Galaad fu preferito a Parsifal in quanto uomo senza peccato ma che doveva dimostrare di discendere da Re Salomone per poter prendere possesso della mitica spada di David.
In conclusione il Tempio di Salomone è stato il centro religioso, iniziatico e sapienziale di Israele: esso doveva rappresentare per sempre la dimora di Dio, il trono dove Egli potesse riposare, vale a dire la "Shekinah",supporto terreno della manifestazione della presenza divina.
Il Tempio di Gerusalemme con tutto il suo complesso simbolismo doveva riflettere quindi l'intero Universo e Uomo.
Oggi l'originario Tempio di Salomone, come struttura materiale non esiste più, ma come costruzione ideale è tutt'ora presente e lo si continua a costruire pietra dopo pietra.
I suoi maestri costruttori, muratori, sorveglianti armati di cazzuola, maglietto e scalpello partecipano a quell'opera eterna ed infinita che è la costruzione del Tempio spirituale dell'umanità.
La descrizione del tempio e della sua attrezzatura mobile è fornita da 1 Re 6-7,2 Cron 3-4.
Il Tempio era un lungo edificio aperto su uno dei lati minori.
Si divideva internamente in tre parti:
un vestibolo chiamato Ulam, una sala di culto detta Hekal e la retrocamera detta Debhir o Sancta Santorum, dove riposava l'Arca dell'Alleanza.
Le misure del Tempio erano:
larghezza 20 cubiti, lunghezza dell'Ulam 10 cubiti, del Hekal 40 cubiti,del Debhir 20 cubiti.
Hekal e Debhir costituivano propriamente la casa di Jahvè, di 60 cubiti di lunghezza.
Il Debhir o Sancta Santorum era sopraelevato di 5 gradini rispetto al Hekal e vi si accedeva attraverso una porta di legno di ulivo sulla quale era posto un pentagramma con cinque angoli uguali, figura geometrica perfetta nella definizione della Sezione Aurea.
L'altezza del Hekal era invece di 30 cubiti. Davanti al vestibolo si trovavano due colonne di bronzo con capitelli ornamentali di fiori di loto con sopra due file di melagrane.
Esse non sostenevano l'architrave del vestibolo, ma si alzavano isolate davanti a questo ai lati dell'ingresso.
I nomi attribuiti alle due colonne erano Jakin ( stabilità ) a destra  e Bohaz ( forza ) a sinistra.
L'insieme veniva spiegato con la frase "Egli stabilirà con la forza il suo Regno".
Nel Santo dei Santi ( Debhir ), tutto tappezzato d'oro era depositata l'Arca dell'Alleanza, fatta costruire da Mosè in legno di acacia per contenere le Tavole della Legge ricevute da Dio.
Sopra l'Arca due grandi figure di Cherubini ad ali aperte che sigillavano il corpo dell'Arca stessa.
L'Arca con i Cherubini rappresentava quindi il trono di Jahvè, il luogo del suo riposo e della sua presenza reale.
Nel Hekal si trovava l'Altare di cedro o Altare d'oro insieme a dieci candelabri.
Nel suo complesso il Tempio di Salomone non era di grandi dimensioni ma riccamente addobbato di simboli, oro e oggetti preziosi.
Di questa gloriosa costruzione rimane forse solo pietra di fondamento ( eben shetyyah ), la roccia sacra che oggi si trova sotto la cosiddetta Moschea di Omar.
Questa pietra primordiale sarebbe stata il fondamento del Santo dei Santi e a conferma di questo, la tradizione rabbinica parla di una pietra che affiorava nel Santo dei Santi.
Essa era considerata la pietra di fondazione del mondo e quando Gesù disse a Pietro
" Tu sei Pietro e su questa pietra costruirò la mia chiesa" ( Matteo 16,18 ), probabilmente faceva proprio allusione a tale roccia sulla quale era stato costruito il Santuario dell'Antica Alleanza, cioè il Tempio di Salomone.

Luciano Nistri 25 Maggio, 2012

          

          

          



Gran Maestro Luciano Nistri
Gran Maestro Luciano Nistri 33 .'.

 
 
 

L'altalena

Fedeli al duro accordo
non ci cerchiamo più
Così i bambini giocano
a non ridere per primi
guardandosi negli occhi
e alcuni sono così bravi
che diventano tristi
per la vita intera.
Tu non ricordi
ma in un tempo
così lontano che non sembra stato
ci siamo dondolati
su un’altalena sola.
Che non finisse mai quel dondolio
fu l’unica preghiera in senso stretto
che in tutta la mia vita
io abbia levato al cielo.

di Michele Mari

 
 
 

LA CATTEDRALE GOTICA E IL SIMBOLISMO MASSONICO

LA CATTEDRALE GOTICA E IL SIMBOLISMO MASSONICO


              

 


 







      

 

 
                                

 


       



 
 
 

Trattato di Amicizia e cooperazione

A:.G:.D:.G:.A:.D:.U:. Lo scorso 10 Aprile 2012 e.v. il Gran Maestro della G:.L:.V:.D:.I:. Luciano Nistri e il Maestro Venerabile della La loge la lumiere du soleil levant Annie Martin Matsunami G:.O:.A:.O:. Or. De Gifu, Giappone hanno firmato un trattato di mutuo riconoscimento e di amicizia e cooperazione all'Oriente di Prato, Valle del Bisenzio.
L'accordo è stato firmato per un comune indirizzo dei lavori da svolgere in nome della Massoneria universale ed i suoi ideali di libertà, pace, fratellanza e tolleranza.
Possa il GADU illuminare il loro cammino.

 

                  Trattato di amicizia

 

A:.G:.D:.G:.A:.D:.U:. On last 10th April 2012 e:.v:. both the Grand Master of G:.L:.V:.D:.I:. Luciano Nistri. and Worshipful Master of La loge la lumiere du soleil levant Annie Martin Matsunami G:.O:.A:.O:. Or. De Gifu, Japan have signed this mutual recognisement and Friendship Cooperation Agreement at the Orient of Prato, Italy, Valle del Bisenzio declaring their will to international cooperation driving their common works in name of Universal Freemasonry and its respect of Peace, Freedom, Brotherness and Tollerance. May GADU light their path.

Gran maestro Luciano Nistri
Gran Maestro Luciano Nistri 33 .'.

 
 
 

Award ricevuto oggi da Net-Parade

Post n°116 pubblicato il 08 Aprile 2012 da glvdi

Blog d'argento



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GLVDI

 
 
 

6 Aprile 2012


In questo momento nel quale ognuno sente il sacrificio come ostacolo per la gioia di vivere ed una tanto desiderata serenità
ci rendiamo partecipi del sentimento comune nel quale ci riconosciamo.
La crisi che attanaglia ogni settore e rende il povero più povero non può e non deve intaccare la speranza di una vita migliore nella quotidianità di ciascuno.
Un invito quindi al nostro governo per una doverosa giustizia sociale, con un’attenzione particolare per i più deboli, per un rilancio dell’economia mettendo da parte una volta per tutte le faziosità e le seduzioni del potere che oggi privilegiano quelle istituzioni che non hanno necessità alcuna di essere sostenute.
Puntare gli occhi sul disagio, sulla sofferenza e sulle tragedie che quotidianamente accadono in una Italia scossa e perduta nella turbolenza dei mercati finanziari.
Una vera rinnovata fiducia nei giovani ai quali tutto dobbiamo perché saranno coloro  a quali  è affidato il futuro di tutti.
Dalle scuole alle fabbriche alle istituzioni pubbliche e private fino ai punti nevralgici dove si decidono le sorti socio economiche di un paese.
La nostra attenzione per gli anziani, per i vecchi che hanno creduto e sperato in un paese civile e democratico nel quale vivere.
A tutti questi, a Voi Sorelle e Fratelli, amici desidero formulare i miei voti augurali per le prossime festività.
Siano esse fonte di una rinnovata speranza e di grande pace interiore.

Luciano Nistri Gran Maestro GLVDI      

 

 
 
 

Dolce Marzo

Post n°114 pubblicato il 03 Aprile 2012 da glvdi

Piango su questa Italia di finissima porcellana andata in frantumi e sparsa a pezzi in questo mediterraneo crocevia di destini incrociati e supplizi. Piango su questo lavoro così precario e con poche risorse prosciugate dall’avidità e aridità di cuore.

Piango per questo nostro inesprimibile senso dell’abbandono e rido se penso che la vergogna è fine a se stessa per chi non la conosce.

Esulto, se solo potessi esprimere un sincero grazie a Chi mi ha dato vita, e a chi, con un semplice gesto d’amore potesse farmi rinascere a nuova vita.

Ricerco verità, e l’ho avuta; ho fiducia in una Divinità timore di tumore che negletta e dignitosa incede lenta e sobria nei suoi cenci a strati indosso, e non spero più d’aspettarmi miracoli da sordi e ciechi e muti dinnanzi al dolore.

Il vero patimento è l’impotenza, il riconoscere limiti e confini al proprio egoismo e non riuscire ad afferrare con una mendace mente il senso d’infinito nell’incompiuta nostra esistenza.

Bianca porcellana, l’Italia sparsa su verdi prati grondanti sangue per la sua nera mafia, complici infami politici e arruffoni di una credulità estorta a forza e senza dignità e vero rispetto della legalità: contorta, mutilata e accecata dai suoi stessi rifiuti e assensi all’ingiustizia. Mi e ci ritroviamo quasi senza più lavoro, né medico curante, né cane a farci conoscere fedeltà a principi fondamentali espressi con la parola scritta che nei fatti è un mostro abnorme di Terrore. L’Essere Supremo, nella Sua imperturbabilità, incatena sinistre mani a destre monche di onestà. Né intelletto, né coraggio e forza può da solo salvare un uomo crocifisso e asfissiato da letali fumi dell’ignobile ignoranza. Abbandono l’idea dell’amicizia, base ingenua e digiuna di un anoressico Amore per una vita sfatta e disfatta sui letti mancanti d’ospedali dell’Italia a pezzi. Chi rompe paga e i cocci dei suoi aerei da guerra sono suoi.

Ed ecco arrivare altri famelici e sfrontati individui a spartirsi vesti e corone di un regno umano dell’invidia e ignavia.

Se solo potesse l’Essere Supremo, senza annunci di trombe né fragori di scudi d’oro alzare la Sua Tonante Voce e far sentire piccoli i Grandi della Terra, allora e forse solo allora la Sua presenza nei deserti delle nostre anime troverebbe spazi vuoti di coraggio e audacia. Vorrei.  ma non vorrei, vestire un corpo nudo e affranto in regali e imperiali porpore invisibili come lacrime a goccia sottile in trame di setosi tessuti dell’inconsistenza.

In principio era il Verbo, sì, ma chi lo declina come invito alla tolleranza nelle mense dei ricchi epuloni? Chi declina sostantivi ed accusativi di un ablativo imperativo ordine in un nuovo sistema di equità e giustizia, senza più sanguisughe e vampiri? C’è tempo, ormai? Per i rimpianti? Di tempi morti e non ancora sepolti dai cumuli di macerie sparse sotto i cieli che non riconoscono più la terra dove fioriscono i limoni e dove un dolce vento spazza via un cielo blu, non più dolcemente mirto ma morto di rancori e acrimonie dello sfregio al Divino Spirito dell’Essere Supremo. Come all’infinito! E se solo potessi  levare il mio capo triste e assorto e immerso nel dolore fitto e intenso che flagella corpo e anima di migliaia di milioni di miliardi di esseri umani tutti impotenti come me e come forse Gesù Cristo a comunicare e  testimoniare pace e fede e fratellanza nel conosci te stesso. Eppure, in quest’Italia misera e meschina c’è ancora chi al pane quotidiano preferisce la scheda del telefonino, sempre più nuova e impalpabile al tocco della Verità, nella comunicazione insufficiente a esprimere umanità e fraternità.

Accomunare i destini, incrociati nelle imminenti vie crucis delle culture e nelle tradizioni di favole e fiabe e miti e riti di imperdonabili errori ci fa levare sguardi al Cielo imploranti errori d’ingiusta causa ed effetti che trovano solo nell’originale peccato, Guerra, l’unica fonte di guai  alla e per conoscenza.

Sostituirsi alla Santità e fingersi dèi senza poterne conoscere appieno i suoi misteri e i suoi segreti esclude già a priori la semplice Verità. Dio s‘è fatto uomo: è vissuto, ha amato, ha sofferto ed è morto per questa nostra ingiusta vita e ingiusta pena come espiazione del delitto di Superbia, dell’intelletto umano. E l’Amore più grande del Padre nei confronti del figlio è alleviarlo nella sofferenza e nella pena accompagnandolo ad una dolce morte nel percorso di nostra esistenza. Ogni creatura di Dio partecipa del Suo soffio vitale e della Sua stessa vita e non c’è artifizio né manipolazione che tenga  nel suo eterno e perpetuo manifestarsi. Amo l’incognito, riservato, invisibile amore di questo Dio degli eserciti e schiere di angeli custodi della nostra vita. Amo tutto ciò che né comprendo né conosco se non come semplice assurda verità. In questa vita, pietà, misericordia, carità…

Massimo M.Monello

03.03.2012

 

 

                        milano villa reale

 

 

 

           
                                                  

                                                    In sua memoria e ricordo

 
 
 

Visita al MUSMA

Il Gran Maestro Luciano Nistri e una delegazione della GLVDI hanno visitato oggi Sabato 31 Marzo 2012 il Museo di simbologia massonica a Firenze in Via Dell'Orto 7.
Il Fratello Cristiano Franceschini Direttore del MUSMA ha illustrato le varie esposizioni di cimeli, paramenti, fotografie e documenti esposti che sono numericamente circa 10.000 pezzi. Alcuni di assoluta rarità e reperibilità,pezzi unici come i labari delle Logge Anita e Giuseppe Garibaldi, altri risalenti al 1731 come una trave del pavimento della prima Loggia italiana che fu costruita a Firenze in Via Maggio, la cosidetta
Loggia degli inglesi.
La visita si è articolata viaggiando fra le varie sale del museo ricolme di storia fino ad arrivare al gioiello del Tempio sito all'ultimo piano dell'edificio.

Ringraziamo il Fratello Franceschini per la cortese ospitalità che ci è stata tributata.

GLVDI

 



 

 

 

 

              

 

Gran Maestro Luciano Nistri
Gran Maestro Luciano Nistri 33 .'.

 
 
 

Pensieri in libertà

Il sole splende ancora, in questa città, Milano, dove almeno l'ora è legale. Rispetto e pari dignità ed opportunità un pò meno.

Il verde delle foglie e delle tasche, il bianco dei petali di fiori dalle multiforme corolle, e il rosso acceso d'amore come il sangue che scorre in missioni di "pace" armate fino ai denti li ritrovo come colori su una bandiera tricolore segno sbiadito di unità nazionale.

Ciò che trovo bello in una croce è la variegata e fiorita forma di un albero della vita rappresentante l'unità con lo Spirito di chi ha inteso elevare la condizione umana da una originaria forma non propria perfetta poichè infetta da "peccato" di conoscenza.

Oggi che la Libertà è virtuale, mi viene da pensare che nella miscellanea di gusti e stili la forma resta ristretta nei limiti e confini di chi non è sempre rispettoso della dignità altrui.

Impegno, responsabiltià e rispetto sono parole che vengono dette ad aspidi sorde ai suoni ammalianti da un fantomatico incantatore. Unico Bene che cerco e che voglio come sola speranza, è quello di trovare in Dio Essere Supremo, l'amico più sincero. E, umanità, ...abbi pietà di me, se poco ti rispetto ed è disimpegno mio a non responsabilizzarti a sufficienza nel crederti fratello o sorella degno di riceverti come si deve.

In primis, ho la coscienza a posto però sporca, forse, nell'avanzare diritti che vengono calati e monetizzati dall'alto di parole di una costituzione che non li realizza ma li propone, come il lavoro, e c'è tanto da fare ancora.

in secundis, siamo sempre secondi, gli onesti, ad arrivare in una gara che premia sempre chi ha truccato e barato nel gioco pigliatutto perchè chi non ruba è fesso, come te italiano, figlio di un popolo che quanto a creatività oggi ti manda a 'fanculo con la grazia di chi mette le mani in faccende poco pulite, se non proprio nella merda, nei tuoi palazzi e nei tuoi fioriti giardini della disonestà e immondizia.

Si approssima una Pasqua che festeggia un passaggio di cristi risorti sempre più risicati dall'intransigenza tua nel non volere dichiarare mai quanto altri hanno percepito nella realtà dei fatti, ad una seria e dignitosa lealtà e coerenza in fedeltà a impegni presi nel rispetto del Bene comune.

Ciò che appare palese nei principi, nella forma di un Male comune come quello di accaparrarsi tutto quanto si può prima che altri ti rubino il pane quotidiano che dovresti esigere come necessario per vivere: ma c'è chi si lava le mani nell'acqua sporcata da altri te stesso che come sole regole conoscono quelle di avvenenti suore di ordini non proprio religiosi quanto a politica e prospettata attività di sindaci.

Ed a rappresentare degnamente una Nazione rimane impotente e rassegnato un Presidente che ha fatto di tutto affinchè non si instaurasse un regno iniquo e malvagio per i suoi elettori. C'è chi fugge ai suoi doveri ma pretende diritti mai eguali, se non inferiori, per quei pochi che ormai credono nell'istituzione, così come pensata dai padri fondatori.

Le nostre sono solo parole scaturite in una crisi depressiva che apre i cancelli a fiere e addomesticate belve trasformate in agnelli mansueti e pecore nel seguire un pastore vero scomparso nella via della verità in questa vita.

Deposte le uova come armi, rimane lo sforzo delle galline nel realizzarle sempre più grandi come armi di distruzione di massa e la potenza è sempre proporzionalmente inversa all'impotenza, fuori controllo, nell'impedirlo. Sulle etiopiche croci fiorite di violenza e fra le falci di luna storta fra le stelle rimangono sempre deboli, poveri cristi, fuggiti ai sepolcri incustoditi nel labirinto della ragione umana; tutta muri e divieti alla tolleranza di ciò che è la semplicità più complessa e ostica nel realizzare il bene di chi ti è prossimo.

E il sole mi risplende sempre per i giusti messi in ombra dagli ingiusti.

In questa drammatica, quanto irrealizzabile? salvezza, ciò che con sprezzatura affermo è sola superiore espressione di una Suprema volontà nel richiedere, per ottenerla, la vera pace: distaccata Esichìa, da tutto ciò che è guerra, e violenza, in questo mondo.

L'Essere supremo, ha inteso creare l'uomo come dominatore delegato alla sua paradisiaca visione e non complice di un infernale esercito di malvagità in Suo Sacro Nome.

Ciò che non depongo, è la mia unica e virtuale arma che possiedo, che mi consente di dare sfogo a pensieri che sono ben lontani da una apocalittica visione di distruzione di massa, lontana dal cercare morte in ciò che esprime fratellanza.


Costruire Templi e dorate dimore all'Arte, che è unica e visibile immagine creata a sua somiglianza nella mia fantasia, che potrebbe diventare nostra realtà è utopia?


Massimo Monello




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Luis Fernandez

Post n°110 pubblicato il 23 Marzo 2012 da glvdi

LUIS FERNANDEZ,alias Nicola da Lamezia Terme, inviato da Dio, profeta e moralizzatore dei massoni... cominci davvero male...
Profeta: dici di essere campano e invece scopro che sei di Lamezia Terme.
Allora; o il profeta sono io o tu sei un bugiardo.
Per giunta anche tonto; non hai visto che il blog è monitorato ogni città minuto per minuto ?
Un moralizzatore che fa il molestatore? Moralizzi con le offese....?!!!
Metodo sciocco. Controsenso no?
Penso che tu sei solo un piccolo poveraccio, frustrato immaturo che si nasconde dietro il pc come alla gonna della mamma . Ma la tua rabbia si rivolge verso te stesso e ti sconvolge e devasta la mente ed il corpo come un uragano.
Mentre noi proseguiremo per la nostra strada, incuranti di te, delle maldicenze e maledizioni. L'Armonia dei nostri lavori non è toccata.
Peccato per te, alla prima uscita di Inviato di Dio hai fatto la figura del pidocchio sul sapone,...scivolato.
PS: Gli ultimi Inviati di Dio , nuovi Messia, Illuminati, I Prescelti, etc sono accomunati dalla psicanalisi sotto una sola voce: malati .
A presto Profeta , sei già stato denunciato.         

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Gentili visitatori desideriamo ricordare che su questo blog della Gran Loggia Virtuale d'Italia i commenti sono aperti a tutti e sono ben accetti ma non saranno tollerati comportamenti ingiuriosi, irrespetosi del libero pensiero, offensivi e/o lesivi della nostra immagine. Coloro che non rispetteranno questa regola, oltre alla rimozione dei commenti verranno denunciati alle autorità competenti

 
 
 
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Aria tratta da:
Die Zauberflöte ( Flauto Magico )
di W.A. Mozart
Eseguita da:
Kurt Moll - O Isis und Osiris -
nella parte del Gran Sacerdote Sarastro

 

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La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… “

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TRATTATI DI AMICIZIA

La Gran Loggia Virtuale d'Italia ha stipulato oggi 18 Giugno 2011 un trattato d'amicizia con la Gran Loggia Tradizionale d'italia.
Si sono incontrati in Roma i Gran Maestri delle due Obbedienze Italiane ed hanno firmato il trattato di amicizia e cooperazione affinchè si attui quell'armonia di indirizzo ed azione necessaria per le sempre più nobili affermazioni degli ideali della Massoneria Universale.


A:.G:.D:.G:.A:.D:.U:. Lo scorso 10 Aprile 2012 e.v. il Gran Maestro della G:.L:.V:.D:.I:. Luciano Nistri e il Maestro Venerabile della La loge la lumiere du soleil levant Annie Martin Matsunami G:.O:.A:.O:. Or. De Gifu, Giappone hanno firmato un trattato di mutuo riconoscimento e di amicizia e cooperazione all'Oriente di Prato, Valle del Bisenzio.
L'accordo è stato firmato per un comune indirizzo dei lavori da svolgere in nome della Massoneria universale ed i suoi ideali di libertà, pace, fratellanza e tolleranza.
Possa il GADU illuminare il loro cammino.

 

Trattato di amicizia

 

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