Creato da glvdi il 24/05/2011

GLVDI NOTIZIARIO

Notiziario Massonico Gran Loggia Virtuale d'Italia, R.S.A.A. Massoneria Italiana

 

La Dialettica, nemica dell'Iniziato

Post n°225 pubblicato il 22 Marzo 2017 da glvdi
 


La Dialettica, nemica dell'Iniziato

Sapere e Conoscere

 

Del Parlato il Suono canta l'Anima, le Parole la grafia del mondo terreno, e queste saranno poche e scarne.  

 

Mi sovviene qui, quella frase di Neri Tanfucio o Renato Fucini, poeta ottocentesco pisano, che parla delle genti che hanno il vizio : “... di rampicarsi ai morti col commento...”. La Dialettica.


La differenza tra Sapere e Conoscere. 

La Dialettica è la prevalsa dell'Ego che desidera imporsi con concetti che Sa. Li sa perchè ha studiato, letto, ascoltato. Essa scaturisce dal pensiero “cerebrale”, quel Pensiero Pensato di cui veniamo a conoscenza solo un istante dopo che è stato creato, quindi il Pensiero Pensato Passato, al quale importa solo l'Oggetto del pensato, e non il Pensante.

E tante Tavole ricordo, così infarcite...
Ma vi è un Pensiero Puro, immediato e Vivo, che scaturisce al di là del Pensiero Pensante, e non porta Parole, ma Conoscenza.
Esso nasce dall'osservazione, dall'ascolto, dal silenzio. Nasce dall'umiltà di non pensare e dall'umiltà di non voler raccontare.

E' il Pensiero-Sentire intimo del Mago-Bagatto, artefice della vita terrena in funzione della propria Anima. E' il Pensiero Creatore di colui che ha osservato a lungo il loculo buio che lo ha imprigionato il giorno della sua Iniziazione, laddove i muri parlano, il sale brucia, il buio riporta impietoso l'anelito al sole che aspetta fuori. 

Quel Pensiero non si racconta facilmente, eppure rimane scritto in noi per sempre, come pietra miliare. 

Ma quanti di noi  hanno la tentazione di fare i maestri, solo per il fatto che possiedono il linguaggio esoterico, quante volte la Dialettica riempie, cone le sue parole Sapute, i nostri Templi. 

Eppure lo Spirito non si identifica con la Dialettica, anzi... essa lo nasconde, lo confonde. E per l'Iniziato, solo il silenzio dalle Parole può aprire la porta sullo Spirito.

Il Silenzio dell'Apprendista dovrebbe durare tutta la vita, costruendo un Essere capace di essere vigile nell'Attenzione, libero da ogni Pensiero Pensante e totalmente Dedito alla Concentrazione.

E cos'è la Dedizione se non Amore?

 

 

Un Viaggio alle sorgenti dell'Anima, oltre il parlare e il pensare.  Verso il Cuore.

- Sorella Beatrice Consigli -

 
 
 

"Manuale del persecutore"

Post n°224 pubblicato il 03 Marzo 2017 da glvdi
 

Durante una ricerca sulla storia della Massoneria al solo fine di conoscenza personale, mi sono imbattuto quasi per caso in un documento molto interessante. 

Interessante sotto un certo punto di vista che proverò ad illustrare.

Questo documento, intitolato "La Massoneria: Ideologia, organizzazione e politica", è stato scritto da un oscuro funzionario del III° Reich, tale Dieter Schwarz, del quale non sono riuscito a trovare sul Web informazioni precise, probabilmente sepolte fra le centinaia di migliaia di notizie relative ad un suo omonimo, ben più conosciuto, l'attuale Amministratore Delegato del gruppo "Lidl".

Si tratta di un documento di 60 pagine aberranti, scritto con un linguaggio asettico, quasi distaccato, tuttavia intriso di odio razziale verso gli Ebrei e di timore verso i Liberi Muratori, quest'ultimi considerati cospiratori e principali responsabili della entrata in guerra degli Stati Uniti d'America, anticamera della disfatta del Reich.

La prima cosa che ho notato in questa "odiografia", e che a mio avviso ne sottolinea la grande importanza, è la prefazione del "SS-Obergruppenführer" Reinhard Heydrich, figura assolutamente apicale della gerarchia nazista. La seconda cosa  degna di nota e' la fonte delle informazioni: per stessa ammissione di Heydrich, tratte degli archivi del Capo del Servizio di Sicurezza della Polizia Segreta del Reich, la famigerata Gestapo, quindi operazioni di spionaggio con agenti probabilmente infiltrati nelle numerose e storiche Logge Tedesche. La terza osservazione e' prettamente temporale: il documento fu redatto, nella sua prima edizione, nel 1938 quindi dopo cinque anni dall'inizio della repressione nei confronti della Massoneria, e che si concluse con lo sterminio di 200 mila fratelli. E' la prova, evidentemente, che il regime non percepiva la Massoneria come un nemico sconfitto, ma come una presenza ancora incombente e turbativa, almeno idealmente, nell'affermazione definitiva del nazionalsocialismo.

Del documento colpisce anche la precisione dei richiami storici, documentali ed allegorici, della descrizione dei riti e dei templi fino alla didascalica descrizione di gradi, simboli, parole sacre e di passo. Evidentemente le fonti erano molto addentro alla fratellanza oppure queste informazioni furono estorte con i metodi tipici della Gestapo.

Tutto il documento mette in primo piano l'origine ebraica della Massoneria, evidente, a loro dire, nei riti e nei simboli, e per tale motivo, o meglio, anche per tale motivo, meritevole di annientamento. E' evidente, in questo aspetto antisemita, il riferimento ai "Protocolli dei saggi di Sion", clamoroso falso storico, al quale il nazismo ha attinto a piene mani.

A parte le motivazioni razziali, ben note a tutti noi, che condussero allo sterminio sistematico di milioni di esseri umani, sono interessanti da notare le altre motivazioni di avversità alla Massoneria.

Bene, leggendo, scopriamo che sono le stesse contenute nella bolla di condanna e scomunica della Massoneria di Clemente XII del 1738, le stesse che troviamo nella bolla di Benedetto XIV del 1751, le stesse utilizzate nei tribunali dell'Inquisizione, le stesse usate da Mussolini (c'è un capitolo interessante sulla feroce repressione della Massoneria in Italia), da Francisco Franco, da Salazar, da Stalin e cioè l'intolleranza verso coloro che come unica guida scelsero la via della fratellanza e del libero pensiero.

Ma quello che più mi inorridisce, e che mi ha spinto a scrivere queste considerazioni, è che anche oggi, negli articoli dei giornalisti, negli atti parlamentari delle varie Commissioni e nella pubblicistica in generale,  sono usate le stesse espressioni, sono avanzati gli stessi sospetti, sono suggerite a mezza bocca le stesse soluzioni per affrancarsi, finalmente,  da questa presenza ostinatamente liberale, egualitaria ed internazionalista.

Anche oggi le donne e gli uomini liberi sono temuti ed avversati come lo furono in un tragico passato.

C.L.

 

 

                                       

Per completezza, allego il link per reperire il documento sul Web:

 

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=9&ved=0ahUKEwjOz9v_
oqHSAhWE0RQKHad2ALUQFghNMAg&url=http%3A%2F%2Fder-stuermer.org%2Fitalian%2Fdieter_
schwarz.pdf&usg=AFQjCNF6GClJovlKj6_b7qKxR3yA8PNUOw&bvm=bv.
147448319,d.d24&cad=rja

 
 
 

Colpo su colpo: Bagnasco cerca potere temporale

Negli ultimi tempi vediamo che la chiesa non raccoglie semina perchè tanto vento in passato ha seminato.

La gente pensa, inizia finalmente a pensare ed a decidere della propria vita. 

Anche I giudici si esprimono sempre più ei procedimenti a favore dei diritti omosessuali. 

Sono stati necessari anni per affermare diritti che erano solo un sogno dieci anni fa.

Ieri il Cardinal Bagnasco, si è nuovamente e largamente espresso riguardo la “Sentenza del Tribunale di Trento”.

Vorremmo nuovamente ribadire a Bagnasco che la chiesa cattolica romana non ha alcun diritto di interferire negli affari della Repubblica italiana in special modo quando cerca di manipolare le sporche coscienze di quei pochi falsi moralisti cattolici che siedono in parlamento, ultima spiaggia di un eccessivo fanatismo religioso che ha come aspirazione di radicarsi nella politica dello Stato Italiano e cercare di delaicizzarlo.

Siamo sempre in difesa della LAICITÁ dello Stato,noi lottiamo  idealmente, perchè a tutti i cittadini indistintamente venga garantita la stessa Libertà di pensiero ed espressione. 

La stessa Giustizia e l'Uguaglianza nei diritti e nei doveri davanti alla Legge.

Riguardo le esternazioni di Bagnasco, vorremo ricordargli che  la valutazione delle capacità genitoriali stesse sono determinate senza pregiudizi rispetto all'orientamento sessuale e affettivo. Bisogna garantire la tutela dei diritti delle famiglie omogenitoriali al pari di quelle etero senza discriminazioni e condizionamenti ideologici.

Il Cardinale e la Chiesa cattolica dovrebbero capire che è giunto il momento parlare di responsabilità genitoriale e è necessario a far fare un salto a questo paese rispetto alla cultura della genitorialità e al patetico e obsoleto e falso moralismo fatto di ricatti psicologici di sottomissione ideologica dalla chiesa.

Sarebbe necessario imparare a “ragionare” come l’acqua di un fiume, che non è mai la stessa, cambia sempre e attraverso questo perenne cambiamento porta innovazioni. Non più dogmi ma evoluzioni.

Le persone dovrebbero imparare diventare come l’acqua, perché questo vuol dire purificarsi, eliminare le scorie di vecchi pregiudizi e limitazioni mentali.

Cardinal Bagnasco, l'umanità grazie al cielo si evolve, contrariamente saremmo ancora fermi alla vostra condanna della teoria copernicana.

(Sorella R.R.)

 
 
 

" ME NE ANDRO' SORRIDENDO "rispondiamo anche a Mons.Paglia sull'eutanasia

Post n°222 pubblicato il 28 Febbraio 2017 da glvdi

 

Immerso nel buio, immobile. 

Questa la condizione di un uomo disperato come altri centomila.

Fisicamente impedito, non più padrone della propria vita, dipendente da altri e dalle altrui volontà. Un uomo che si vede negare la proprietà della sua vita. Oltre, si vede negata anche la libertà di scegliere di poter morire per porre fine alle sofferenze.

Nessuna legge sull' Eutanasia in Italia, resta solo l'espatrio in un paese dove è lecito farlo; una condanna incivile. 

Morire lontano da casa e da soli perchè chi accompagna il malato rischia dodici anni per istigazione al suicidio. L'On. Cappato lo ha fatto e lo ringraziamo.

L'eutanasia quindi solo per chi se la può permettere. 

Gli altri, i poveri continuano a soffrire per l' ignavia dei politici e la morale di altri, non la propria. Il progetto di legge giace in Parlamento da un anno.

Esortiamo il nostro governo ed i nostri politici al varo di questa legge che, come in ogni paese evoluto esiste, possa dare risposta al termine volontario delle proprie sofferenze. 

Alla base di questa il rispetto della dignità umana; del volere, occorrendo le condizioni, scrivere l'ultimo giorno della propria vita qualora lo si ritenga ormai una necessità improrogabile. Concludere l'esistenza è un atto enorme, il più profondo che un uomo possa compiere. Ed in nome di un rispetto altrettanto grande si deve fare in modo che ciò avvenga. L'attesa o la negazione è la peggior tortura a cui si possa sottoporre un malato terminale o senza aspettativa di guarigione che abbia deciso di terminare la vita. A lui e solo a lui deve spettare la decisione del prolungare le cure o se e quando porre la parola fine.

La facoltà di compiere o di non compiere un atto secondo la propria coscienza.

Con il progetto di questa nuova legge : "nessuno vi costringerebbe a morire domani ma lasciate che chi vuol farlo lo possa fare". (n.d.a.)

Quest' altre invece sono le parole scagliate ieri da Mons. Paglia dal Vaticano.       " La libertà non è far ciò che si vuole. Porre fine alla vita è sempre una sconfitta."  

E proprio sulla libertà dovreste riflettere voi che la negaste e decideste che era giusto il tempo di porre fine alla vita di tanti con il rogo. Ancora oggi vi sentite padroni delle vite di tutti. Il vostro solo compito è quello di pensare alle anime. Non provate nessuna vergogna nel far di due pesi due misure?

Il tempo non cancella nulla e noi saremo lì a ricordarvi tutti i crimini commessi contro l'umanità e contro il libero pensiero. 

Della vita volete parlare? La vita fra le vostre mura viene vissuta secondo quale morale quando un prete si concede ai piaceri della carne violentando i nostri figli ? Quale morale. Quale etica. Che gente scegliete?

Voi siete i primi a non osservare le regole della morale che avete dettato.

Quindi lei non ha la nostra attenzione Mons. Paglia quando parla di eutanasia, il suo discorso vuoto ed asettico lo rivolga ai suoi fedeli per i quali sentiamo umana compassione per come sono considerati, pecore di greggi con tanti cani ma pochi buoni pastori.

Si, perchè la morale cattolica non è la sola e non vale per tutti gli altri uomini.

La nostra morale universalmente laica, trasversale ad ogni fede e ad ogni religione, che lei fa finta di ignorare, prevede il rispetto della dignità e delle libertà dell'uomo, la condivisione del dolore, l'aiuto, l'assistenza, la comprensione e la soluzione delle sofferenze di chi non sopporta più di vivere.

L' E u t a n a s i a.  Il diritto alla felicità prevede anche questo.

Senza paura alcuna d' incorrere, nell' altro mondo, in un giudizio ed una sentenza, dove un Dio che per voi è misericordia, ci condanni al fuoco eterno.

Fabo se n'è andato, non sappiamo se abbia sorriso o meno ma ci piace pensarlo.

Noi sorridiamo a pensare che ora stia bene nelle Valli Celesti del Grande Architetto. Lo salutiamo con rispetto e restiamo qui ancora un po' a lavorare per far valere l'aggettivo nostra ed appiccicarlo alla vita. La nostra vita.

Ad maiora                                                        

Luciano Nistri, Gran Maestro

 
 
 

MESSAGGIO DEL GRAN MAESTRO NISTRI CIRCA L'ARTICOLO APPARSO SU L'ESPRESSO: ABOLIAMO LA MASSONERIA

Post n°221 pubblicato il 13 Febbraio 2017 da glvdi
 

MESSAGGIO DEL GRAN MAESTRO NISTRI.
L'ESPRESSO: ABOLIAMO LA MASSONERIA

 

 

Con questa inchiesta della commissione antimafia sulla massoneria sentiamo ancora una volta minacciata la libertà, quella che si invoca a voce alta nelle piazze del mondo, non solo quella che i massoni erigono come uno dei suoi pilastri del Tempio nel trinomio Libertà Uguaglianza Fratellanza.

La stessa Libertà che i nostri padri invocarono per fare dell'Italia uno Stato moderno, liberale e democratico. Garibaldi, Cavour, Crispi, Bixio, Ricasoli, D'Azeglio.

Lo stesso avevano fatto in Francia e negli Stati Uniti enunciando le loro idee illuministe. Voltaire, Rousseau, Washington.

Per questo desideriamo per noi e per i nostri figli la garanzia di questo bene irrinunciabile. Nessuna altra persecuzione dettata dal pregiudizio, dal fanatismo delle diverse professioni di fede. La Massoneria non ha una religione ma le possiede tutte. Fra le sue file ogni fratello è libero di credere nel Dio che desidera senza per questo essere discriminato, deriso, umiliato. 

L'Italia è uno Stato laico e laico rimanga. 

Democratico e liberale. Garante della Costituzione.

Se un cittadino è colpevole venga processato e ne risponda penalmente in proprio. Massone o non massone che egli sia. 

Esprimiamo quindi la nostra solidarietà ai Fratelli del Grande Oriente d'Italia e della Gran Loggia d'Italia ALAM di Piazza del Gesù per i fatti recentemente accaduti.

La commissione antimafia presieduta da Rosy Bindi chiede gli elenchi dei massoni appartenenti alle logge.

Ed il giornale L'Espresso tocca veramente il suo punto più basso.... vietare quei principi sanciti dalla costituzione che tutelano la libertà di associazione.

Riportiamo un passo dell'articolo: 

ABOLIAMO LA MASSONERIA.

"Tre decenni e mezzo dopo Tina Anselmi, la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi ha chiesto, come fece Cordova nel 1992, l’esibizione degli elenchi ai Gran Maestri con scadenza 8 febbraio. Le resistenze opposte dalle due obbedienze più frequentate, il Grande Oriente d’Italia e la Gran Loggia degli Alam (antichi liberi accettati muratori), hanno seri appigli giuridici nella libertà di associazione prevista dalla Costituzione, più che dalla legge sulla privacy ed è prevedibile che lo scontro durerà a lungo."

Solo il fascismo seppe fare altrettanto ed andò oltre questo. Ma iniziò così.

Grazie a tutti Voi che ci leggete, evviva.

Luciano Nistri

Gran Maestro della Gran Loggia Virtuale d'Italia

Gran Maestro Luciano Nistri

 

 
 
 

Francesco I de' Medici

Post n°220 pubblicato il 05 Febbraio 2017 da glvdi
 

Francesco I de’ Medici

 

Il pensiero alchemico, considerato da molti il precursore della chimica moderna, è un antico sistema filosofico esoterico che si espresse attraverso il linguaggio di svariate discipline scientifiche lasciando numerose tracce nella storia dell'arte.

Diversi sono i grandi obiettivi che si proponevano gli alchimisti: conquistare l'onniscienza, ovvero raggiungere il massimo della conoscenza in tutti i campi della scienza; creare la panacea universale, un rimedio cioè per curare tutte le malattie e prolungare indefinitamente la vita; la trasmutazione delle sostanze e dei metalli; la ricerca della pietra filosofale e così via.

Tutto questo era però in realtà volto al misticismo e all'esercizio di una filosofia (scienza, in termini moderni) propedeutica al raggiungimento di uno stato metafisico di conoscenza.

Essa, oltre ad essere una disciplina fisica e chimica, implicava un'esperienza di crescita o, meglio, un processo di liberazione spirituale di chi la praticava, antesignano questo dei valori e degli scopi dell’Istituzione Massonica. 

In quest'ottica la scienza alchemica assume connotati mistici ed esoterici, nel senso che i processi e i simboli alchemici, oltre al significato materiale, relativo alla trasformazione fisica, possiedono un significato interiore, relativo allo sviluppo spirituale. 

Figlio di Cosimo I de' Medici ed Eleonora di Toledo, Francesco I de’ Medici era appassionato di alchimia e molto sensibile alle opere dei maggiori chimici e alchimisti del tempo. 

Il centro spirituale di Francesco, al di là delle fatiche di corte e politiche, era il Tesoretto, un ambiente quadrato coperto a cupola dove già il Granduca Cosimo, suo padre, si ritirava nell’intimità solenne necessaria all’Iniziato. 

Per tutta la vita questo principe preferì alla cura dello stato la "Fonderia", un complesso laboratorio, ove, oltre a fondere statue e a lavorare metalli e pietre preziose si facevano esperienze alchemiche. 

La "Fonderia", che in origine si trovava in Palazzo Vecchio, ebbe poi una sede definitiva nel Casino Mediceo di San Marco. 

L’edificio, opera del Buontalenti, l’architetto prediletto del Principe, conteneva un tempo alambicchi, mortai e fornelli, intorno ai quali si affaccendavano maestri e apprendisti. 

Dalle stanze di questo laboratorio uscivano prodotti che sembravano miracolosi: 

 

“Da maestri peritissimi di continuo si stillano acque di fiori odorati, et d’erbe, et olii di drogheria, et spetierie, trahendone la quintaessentia, et untioni, et compongono lattovari, et confettioni a ristorare, liquori contra le maligne febri, et la pestilenza, et li veleni, et  polveri et medicine di possenti virtù, et tostane, portandone in viaggio et nella caccia del G.D. per  se e per la corte, e dandone a Prelati, Ambasciatori e Signori, et caritativamente in pronti rimedi...”

 

Francesco era fortemente suggestionato dalle porcellane cinesi importate in occidente e volle ad ogni costo che fosse risolto il problema degli impasti per realizzarle. 

Si deve a lui la produzione delle prime opere di porcellana a pasta vitrea mai realizzate in occidente, la cosiddetta "Porcellana dei Medici", prodotte proprio nella “Fonderia” dagli "arcanisti" in virtù di sperimentazioni alle quali lui partecipava personalmente. 

Egli era totalmente inserito nello spirito dei simbolismi esoterici ed alchemici che fece costruire lo “Studiolo”, una delle creazioni più alte ed originali del manierismo fiorentino, ideato da Vincenzo Borghini e realizzato fra il 1570 ed il 1575 da Giorgio Vasari a Palazzo Vecchio, dove soleva conservare questi ed altri oggetti come i suoi quarzi, le gemme, i coralli, i minerali, le sostanze chimiche e tutte quelle meraviglie della natura entro cui l’uomo poteva, attraverso il silenzio, la conoscenza, l’azione e la volontà, ritrovare la propria origine divina e operarne l’esaltante trasformazione. 

Lo studiolo è uno stanzino emblematico che attraverso il giuoco dei simboli e delle corrispondenze raffigura l’universo magico - alchemico del Principe. 

Il piccolo ambiente faceva parte dell’appartamento privato del duca e vi si accedeva solamente dalla sua camera da letto.

Sia la conformazione che la collocazione rispecchiano i canoni dei questa particolare tipologia di ambienti destinati, oltre che allo studio, ad accogliere gli oggetti più preziosi delle collezioni di famiglia, che venivano mostrati solo ad ospiti speciali per evitare che perdessero il loro potere esoterico. 

 

“Lo stanzino ha da servire per una guardaroba di cose rare et pretiose, et per valuta et per arte, come sarebbe a dire gioie, medaglie, pietre intagliate, cristalli lavorati et vasi, ingegni et simil cose, non di troppa grandezza, riposte nei propri armadi, ciascuna nel suo genere...” 

 

La stanza rettangolare è coperta da una volta a botte, affrescata dal Poppi e da Jacopo Zucchi. 

Al centro del soffitto un affresco con Prometeo che riceve i gioielli dalla natura era il punto di partenza per tutto il ciclo decorativo; attorno vi sono le personificazioni dei Quattro elementi (Aria, Acqua, Terra e Fuoco), che determinano il tema per il lato corrispondente indicando la natura degli oggetti conservati negli armadi disposti nelle quattro pareti, come le pietre o le ossa intagliate per la terra, i distillati, i vetri ed i metalli forgiati dal fuoco, i cristalli per l’aria e le pietre per l’acqua.

Nei riquadri accanto agli Elementi sono affrescati coppie di fanciulli abbracciati, che simboleggiano le qualità risultanti dalle fusioni a due a due dei vari Elementi e sull'asse centrale, ai lati, l'impresa di Francesco I de' Medici (Donnola) e l'Allegoria dei legami tra i quattro elementi. 

Nei quattro riquadri angolari, infine, sono rappresentate alcune entità alchemiche:

 

La Flemma, fredda e umida come terra e acqua

Il Sangue, umido e caldo come acqua e fuoco

La Malinconia, fredda e secca come terra e aria

La Collera, calda e secca come aria e fuoco

 

Sulle due lunette alle estremità vi sono collocati i ritratti dei genitori di Francesco: Cosimo I e Eleonora di Toledo, entrambe dipinti da Alessandro Allori, tra raffigurazioni delle stagioni e dei segni zodiacali a esse associati.

Gli armadi si aprono nello spessore della muratura lungo il registro inferiore delle quattro pareti, dietro a due registri di pannelli dipinti di forma ovale che, insieme alle rispettive cornici, ne costituiscono gli sportelli, tre per fila per ciascun lato minore e otto sul lato maggiore; in quello superiore agli angoli sono presenti nicchie con statue in bronzo, che rappresentano figure mitologiche correlate agli Elementi. 

Le varie pitture, soggetti mitologici e pagani, avevano presumibilmente il compito di suggerire quali erano i vari materiali conservati dietro ciascuno sportello.

L’intera iconografia dello Studiolo è dedicata quindi a celebrare il rapporto fra arte e natura, in linea con gli interessi di Francesco I, ricordato non tanto per le sue azioni di governo quanto piuttosto per la passione per le scienze e l’assiduità con cui praticava l’alchimia e lo studio dei fenomeni occulti 

Particolarmente interessante è il pannello della Fucina o Laboratorio d'alchimia, dipinto da Giovanni Stradano, dove Francesco si fece ritrarre a sinistra nelle vesti di un apprendista, intento a seguire gli insegnamenti del Maestro, impegnato nel lavoro della fonderia: un chiaro segno della personalità inquieta di Francesco che,  al cerimoniale di corte ed alla politica, preferiva quest’arte ermetica volta ad esplorare i segreti più reconditi della natura, fino a poter riplasmare la materia stessa. 

Egli, signore di Toscana, monarca ed iniziato, vedeva in sé stesso la reincarnazione del mito salomonico, del re saggio e giusto e di infinita sapienza, depositario di ogni segreto e di ogni conoscenza.

La sorte volle che egli morisse in modo sospetto quasi contemporaneamente all’amata Bianca Cappello ed alcuni, sommessamente, sussurrarono che, a por fine ai suoi giorni, fosse stato un micidiale tossico propinatogli dal fratello Ferdinando

 

 
 
 

### IL MURO ### " All in all you're just another brick in the wall "

Post n°219 pubblicato il 03 Febbraio 2017 da glvdi
 

###  IL MURO  ###

" All in all you're just another brick in the wall "

 

Abbiamo assistito alla più aspra delle competizioni di sempre nelle elezioni alla presidenza degli Stati Uniti. 

Aspra perchè densa di veleni, aspra perchè basata su ideali posti agli antipodi dalle due fazioni. 

Aspra anche perchè arida di contenuti, svuotata di idee e densa di accuse e gossip degni del peggiore talk-show.

Da "We can do it" sono passati ad "America first" con un'assoluta leggerezza, tornando ad un sistema antico che inquieta, fa impallidire mentre connota i suoi tratti e si colora di tinte forti, brutte macchie sfrangiate senza sfumature ma dai contorni inequivocabili.

Donald J. Trump oggi per volontà del suo popolo è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America, questa è la democrazia e la voce del popolo è voce di Dio. 

Auguri Presidente. 

In una grande democrazia come quella americana le minoranze devono avere voce ed essere ascoltate.

In ogni caso sarà la maggioranza a decidere e la minoranza ad adeguarsi; non senza disaccordi. Infatti stiamo assistendo ai primi provvedimenti che stanno già dividendo il mondo.

Il primo decreto firmato dal presidente Trump annulla la legge sull'assistenza sanitaria che aveva subito decenni di rinvii prima di essere adottata dal ex-presidente Obama. 

Sarà di nuovo terreno fertile per le assicurazioni private; i poveri si cureranno come potranno e se potranno farlo.

La corsa agli armamenti riprende vigore mentre invece nel mondo si continua a parlare del disarmo. 

Mentre si commemorano i caduti, queste scelte indicano che le guerre i morti, i vincitori ed i vinti non hanno insegnato niente.  

Cerimonie al limite dell' ipocrisia se non per quelli che delle guerre portano ancora i segni.

Ed i muri: uno da costruire sul confine con il Messico.

Ed altri muri destinati a porre un fermo ai rifugiati ed ai cittadini appartenenti a sette paesi islamici. 

Non sono questi i soli muri che spaventano, pur se tante famiglie resteranno separate, i figli lontani e tanti lavoratori non potranno tornare ai loro lavori ed alle loro case; tanta gente perbene che nulla hanno a che spartire con assassini sanguinari, folli, fanatici e terroristi. 

La loro vita era stata ricostruita nuova in questo paese liberale, democratico, moderno e multietnico.

Ma il muro che più ci angoscia è il muro della mente, quello che non si abbatte con il mazzuolo, quello del pregiudizio, della disparità sociale, della diversità di trattamento, della discriminazione, quello della non-giustizia.

" All in all you're just another brick in the wall "  (cit.)

I principi fondamentali degli Stati Uniti sono lesi, i padri degli Stati Uniti, che approvarono la Costituzione nel rispetto dei diritti dell'uomo, offesi. 

Lo stato sociale tollerante tanto sognato non è più.

Decisioni affrettate, poco sensate. Lasciate all'impeto.

Nella loro immediatezza non lasciano alcun diritto di replica.

La storia insegna che solo pochi anni orsono fu il crollo di un muro fra l' ovest e l' est d' Europa quello che riuscì ad sconfiggere l'ideologia di scellerati e con essa le loro dittature, l'ignoranza e la miseria di milioni di persone. 

E nei corsi e ricorsi della Storia ciò potrà accadere ancora ed altrove.

L'arte ha insegnato che anche la superficie della tela dipinta di un bellissimo quadro è nulla in confronto alla bellezza che sta dietro di essa. Il pittore Lucio Fontana squarciando con una lama la tela dipinta insegnò che il quadro reale, la luce e la verità stanno oltre la tela se solo sapremo vederli.

La natura invece mostra come si riduce l'animale costretto a  vivere in cattività. L'uomo, l'animale più evoluto, qualunque livello di ragione possieda, nasce, diventa e rimane cittadino del mondo e come tale accresce sè stesso con la conoscenza, il confronto ed il dialogo con i propri simili.

Le allegorie massoniche ci indicano dunque che ogni muro edificato o mentale è fatto per essere prima affrontato, poi scavalcato ed infine abbattuto.

E' questa una visione di grande speranza che ripone nel  confronto ogni soluzione, seppur nel sacrificio dell'attesa. L'uomo ha la necessità di consacrare al Bene, con la collaborazione dei propri simili, la sua Vita, il suo tempo, un bene prezioso del quale ci ricordiamo raramente; in un momento di gioia quando nasce un bambino, nella tristezza quando un amico o un congiunto ci abbandona. 

E la vita, questa vita quando allora... 

Nasciamo per vivere, non ci resta che farlo. Adesso e subito.

 

Fraterni abbracci. 

Luciano Nistri, Gran Maestro

 

Prato, 3 febbraio 2017

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Luciano Nistri, Gran Maestro
Luciano Nistri, Gran Maestro
 
 
 

Numero 29314: "Quando il sorriso scaturisce dalle lacrime l'universo si spalanca"

"quando il sorriso scaturisce dalle lacrime l'universo si spalanca"proverbio Yiddish

I bambini furono ovviamente tra i più esposti alle violenze dell'Olocausto.
I Nazisti sostenevano che l'uccisione dei figli di persone ritenute "indesiderabili" o "pericolose" fosse giustificata dalla loro ideologia, sia quella basata sulla "lotta di razza", sia quella che considerava l'eliminazione dei nemici una misura preventiva necessaria alla sicurezza.
Da un lato, quindi, i Tedeschi e i loro collaboratori uccisero i più giovani con queste motivazioni ideologiche; dall'altro ne eliminarono molti come forma di rappresaglia agli attacchi partigiani veri o presunti.
In tutto, si calcola che almeno un milione e mezzo di bambini e ragazzi sia stato ucciso dai Nazisti e dai loro fiancheggiatori; di queste giovani vittime, più di un milione erano Ebrei, mentre le altre decine di migliaia erano Rom (Zingari), Polacchi e Sovietici che vivevano nelle zone occupate dalla Germania, nonché bambini tedeschi con handicap fisici e/o mentali provenienti dagli Istituti di cura.
Le possibilità di sopravvivenza degli adolescenti compresi tra i13 e i 18 anni, sia Ebrei che non-Ebrei, erano invece maggiori, in quanto potevano essere utilizzati nel lavoro forzato.
Il destino dei bambini, Ebrei e non-Ebrei, poteva seguire diverse vie:
1) i bambini venivano uccisi immediatamente, al loro arrivo nei campi di sterminio;
2) potevano venir uccisi subito dopo la nascita, o mentre si trovavano ancora negli Istituti che li ospitavano;
3) i bambini nati nei ghetti e nei campi potevano sopravvivere quando gli altri prigionieri li nascondevano;
4) i bambini maggiori di 12 anni venivano destinati al lavoro forzato o erano usati per esperimenti medici;
5) infine, vi furono i bambini uccisi durante le operazioni di rappresaglia o quelle contro i gruppi partigiani.

Nei ghetti, i bambini ebrei morivano a causa della denutrizione e dell'esposizione alle intemperie, in quanto mancavano sia il vestiario che abitazioni adeguate. Le autorità tedesche rimanevano indifferenti di fronte a queste morti in massa perché consideravano la maggior parte dei ragazzini che viveva nei ghetti come elementi improduttivi e quindi come "inutili bocche da sfamare".
Siccome i bambini erano troppo piccoli per potere essere utilizzati nel lavoro forzato, le autorità tedesche in genere li selezionavano per primi - insieme agli anziani, ai malati e ai disabili - per essere deportati nei centri di sterminio, o per le fucilazioni di massa che riempivano poi le fosse comuni.
Allo stesso modo, al loro arrivo ad Auschwitz-Birkenau e agli altri centri di sterminio, le autorità dei campi destinavano la maggior parte dei più piccoli direttamente alle camere a gas. Le SS e le forze di polizia in Polonia e nell'Unione Sovietica occupata fucilarono migliaia di bambini, dopo averli allineati lungo il bordo delle fosse comuni scavate appositamente.
A volte, la selezione dei più giovani per riempire i trasporti verso i centri di sterminio, o per fornire le prime vittime alle operazioni di assassinio di massa, furono il risultato di penose e controverse decisioni prese dai presidenti dei Consigli Ebraici (Judenrat). Tra queste, la decisione del Consiglio Ebraico di Lodz, nel settembre del 1942, di deportare i bambini al centro di sterminio di Chelmo rappresenta un esempio delle scelte tragiche operate dagli adulti quando costretti ad accontentare le richieste dei Tedeschi. Invece, Janusz Korczak, direttore di un orfanotrofio nel ghetto di Varsavia, si rifiutò di abbandonare i piccoli a lui affidati, quando questi vennero selezionati per la deportazione, e li accompagnò sul convoglio che li condusse a Treblinka, e poi fin dentro la camera a gas, condividendo così il loro destino.
Anche i bambini non-Ebrei dei gruppi presi di mira dai Nazisti non vennero risparmiati, come ad esempio i bambini Rom (Zingari) uccisi nel campo di concentramento di Auschwitz; o i bambini - tra i 5.000 e i 7.000 - eliminati nell'ambito del programma "Eutanasia"; o, ancora, quelli assassinati durante le operazioni di rappresaglia, come per esempio la maggior parte dei bambini di Lidice; e, infine, i bambini che vivevano nella zona occupata dell'Unione Sovietica e che vennero uccisi insieme ai loro genitori. Le autorità tedesche incarcerarono anche un certo numero di bambini nei campi di concentramento e nei campi di transito. Medici delle SS e ricercatori usarono i più giovani, in particolare i gemelli, per esperimenti medici nei campi di concentramento, esperimenti che spesso ne causarono la morte. Le autorità dei campi, poi, usarono gli adolescenti, in particolare gli adolescenti Ebrei, per il lavoro forzato; molti di loro morirono a causa delle condizioni in cui tali lavori venivano svolti.
Le autorità tedesche confinarono anche altri bambini nei campi di transito, costringendoli a vivere in condizioni spaventose: fu quello che accadde ad Anna Frank e a sua sorella nel campo di Bergen-Belsen, e a molti altri orfani non-Ebrei i cui genitori erano stati uccisi dai soldati tedeschi e dalla polizia nelle operazioni contro i partigiani. Alcuni di questi orfani vennero detenuti per un certo periodo nel campo di concentramento di Lublino/Majdanek e in altri campi.
Nella loro folle ricerca di "sangue puro ariano", gli esperti della razza delle SS ordinarono che centinaia di bambini, nella Polonia e nell'Unione Sovietica occupate, venissero rapiti e trasferiti in Germania per essere adottati da famiglie considerate 'adeguate' dal punto di vista razziale. Nonostante queste decisioni fossero basate su princìpi ritenuti 'scientifici', spesso, invece, capelli biondi, occhi azzurri e pelle chiara bastarono a "guadagnarsi" l'opportunità di venire "germanificati". Inoltre, molte tra le donne polacche e sovietiche che erano state deportate in Germania per lavorare ebbero relazioni sessuali con uomini tedeschi, spesso costrette con la forza. Inevitabilmente, molte di loro rimasero incinte e, nel caso gli "esperti' determinassero che il nascituro non avesse abbastanza sangue tedesco, venivano costrette ad abortire, oppure a partorire in condizioni tali da garantire la morte del neonato. Nonostante la loro estrema vulnerabilità, molti bambini trovarono il modo di sopravvivere all'Olocausto: ad esempio, alcuni di loro contrabbandarono il cibo all'interno dei ghetti, dopo aver portato fuori di nascosto beni personali da poter scambiare. Altri, appartenenti ai movimenti giovanili, parteciparono alle attività della Resistenza clandestina. Molti altri ancora riuscirono a fuggire con i propri genitori, o con dei parenti - e alcune volte anche da soli - e a rifugiarsi nei campi per famiglie creati dai partigiani ebrei. Tra il 1938 e il 1940, ebbe luogo una grande operazione di salvataggio chiamata ufficiosamente "Trasferimento dei Bambini" (Kindertransport); un’operazione che - dalla Germania e dai territori occupati dai tedeschi - portò in Gran Bretagna migliaia di bambini ebrei profughi e senza genitori.
In tutta Europa, inoltre, persone non-Ebree nascosero giovani Ebrei e a volte, come nel caso di Anna Frank, anche altri membri delle loro famiglie. 
In Francia, quasi l'intera popolazione di Le-Chambon-sur-Lignon, insieme a molti preti cattolici, a suore e a laici cattolici, nascosero i bambini ebrei della città dal 1942 al 1944. In Italia e in Belgio, infine, molti sopravvissero nascondendosi in luoghi diversi. Dopo la resa della Germania nazista, che pose fine alla Seconda Guerra Mondiale, i profughi e i rifugiati cominciarono a cercare in tutta Europa i bambini dispersi. Migliaia di orfani si trovavano a quel punto nei campi profughi, mentre molti bambini ebrei sopravvissuti erano fuggiti dall'Europa dell'Est, unendosi all'esodo di massa (Brihah) verso le zone occidentali della Germania occupata, e dirigendosi poi verso Yishuv (la zona d'insediamento ebraico in Palestina).
Grazie alla Youth Aliyah (Immigrazione Giovanile), a migliaia emigrarono nello Yishuv e poi nello Stato di Israele, dopo la sua costituzione nel 1948

 

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G:.M:. Luciano Nistri 

 
 
 

Luciano Nistri riconfermato nella carica di Gran Maestro

I fratelli e le sorelle della Gran Loggia Virtuale d'Italia hanno riconfermato nella carica di Gran Maestro il Fr. Luciano Nistri 33°, 58 anni di Prato, per il triennio 2017-2019.

Alle cariche di Gran Maestro Aggiunto Vicario è stato riconfermato il Fr. Alessio Castellani ed alla carica di Gran Maestro Aggiunto è stato eletto il Fr:. Ivan Camorani. 

A tutti loro un augurio di proficuo e sereno lavoro.

Segreteria GLVDI

 

Luciano Nistri Gran Maestro GLVDI

Gran Maestro GLVDI
il Fr. Luciano Nistri 33°

 

 
 
 

Buon Compleanno Gran Maestro!

Post n°216 pubblicato il 06 Gennaio 2017 da glvdi
 

Al nostro Gran Maestro Luciano Nistri,uomo nobile nell'anima i nostri AUGURI di BUON COMPLEANNO da tutti i Fratelli e le Sorelle della  R.L. Bruno Migliori di Prato.

Auguri all'uomo, al GM,alla meravigliosa persona che la vita ci ha dato modo di poter conoscere.

Buon Compleanno Gran Maestro Luciano.

 

 
 
 
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La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… “

L’autore scrivente Luciano Nistri intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di testi, foto, o stralci di esse pubblicate. 

 

 

TRATTATI DI AMICIZIA

La Gran Loggia Virtuale d'Italia ha stipulato oggi 18 Giugno 2011 un trattato d'amicizia con la Gran Loggia Tradizionale d'italia.
Si sono incontrati in Roma i Gran Maestri delle due Obbedienze Italiane ed hanno firmato il trattato di amicizia e cooperazione affinchè si attui quell'armonia di indirizzo ed azione necessaria per le sempre più nobili affermazioni degli ideali della Massoneria Universale.


 

La Gran Loggia Virtuale d'Italia ha siglato un accordo di amicizia e collaborazione con la Grande Loja Unida do Pantanal, Mato Grosso, Brasile.

 

 

Il12 aprile 2016 la Nostra delegazione della Gran Loggia Virtuale d'Italia è stata ricevuta in tornata ufficiale dai fratelli della R:. L:. La Fenice Obbedienza alla Gran Loggia Italiana allo Zenit di Pisa.
E' stato siglato l'accordo di amicizia e collaborazione tra le due Obbedienze ed i rispettivi Gran Maestri, Luciano Nistri 33:. e Lamberto Arcucci 33:. hanno firmato l'accordo.

 

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