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Creato da RTL102.5CONTE il 09/06/2009
pillole di bon ton del Conte Galé

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Vestirsi, quanto ci investiamo?

Post n°18 pubblicato il 13 Luglio 2009 da RTL102.5CONTE

Secondo uno dei soliti sondaggi non richiesti, ma utili a noi radiofonici per ricamarci su, pare che mediamente, le donne per decidere il look investino 16 minuti al giorno del proprio tempo. Nell'arco di una vita, circa un anno, viene impiegato per tale scopo. Per quanto mi riguarda forse anche di più, quindi aveva ragione la mia nobile e saggia madre quando mi diceva: "Gabriele sei peggio delle donne"!

Abbiamo naturalmente preso in prestito la faccenda, e durante la puntata odierna di "Miseria e Nobiltà" io e Fabrizio con la complicità del pubblico, ci abbiamo giocato su.

Non ho perso occasione per imbastirci su una pilloletta di bon ton, su come devono conciarsi le nostre adorabili signore, al di là del tempo che ci impiegano.

I no Fondamentali, se si pretende di essere una persona di mondo, come si usa dire in gergo noblesse oblige, sono: No all'eccesso di firme, soprattutto se troppo esibite col marchio della griffe spalmato in ogni dove. No allo sfoggio di vestiti sempre nuovi: meglio sacrificare la quantità alla qualità. No alla sciatteria spacciata per semplicità o minimalismo.

Ma soprattutto, no al nudo: spacchi indecenti, scollature mozzafiato e minigonne vertiginose, soprattutto se non siete più proprio delle adolescenti, perché anche se l'età anagrafica sta diventando sempre più soggettiva, il rischio di apparire volgari e comunque sempre in agguato. Sex appeal e buon gusto raramente vanno di pari passo, è un equilibrio sempre molto precario non facile da gestire.

Anche se il fisico lo permette, meglio lasciare un certo tipo d'abbigliamento alle show girl e a tutte coloro che campano sul proprio aspetto. Prendiamo ad esempio Madonna che sarà in concerto proprio quì a Milano domani sera, pure lei cinquantenne veramente strepitosa, quasi più bella adesso di quando esordì una trentina d'anni fa, durante il suo megaconcerto, esibisce costumi audaci scoscitissimi e provocatori, ma nella vita quando va a passeggio con i vari figli, adotta dei look più sobri, raffinati e adatti alle varie occasioni. E ho citato la signora Ciccone che non è proprio l'emblema dell'eleganza, ma persino lei smorza i toni dell'abbigliamento quando scende dal palcoscenico per non rischiare di apparire patetica, non essendo più una ragazzina.

Credo d'aver reso l'idea su come la penso, e non è certo per moralismo, nel mio caso, che suggerisco una certa sobrietà, ma per semplice buon gusto, se me lo consentite.

Con ciò mi congedo da voi, ourevoire

Conte Gabriele Galé  

 
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Critiche...gratuite!?

Post n°17 pubblicato il 08 Luglio 2009 da RTL102.5CONTE

Sono due giorni che durante la diretta di "Miseria e Nobiltà", arrivano sms a dir poco imbarazzanti ed alcuni di una crudeltà inaudita. Ieri abbiamo parlato dei miti, oggi delle critiche, spesso gratuite e non richieste, se non addirittura feroci e sgradevoli anche da leggere.

Cavalcando l'onda mediatica legata all'evento mondiale, il memorial di Michael Jackson, che si è tenuto ieri sera dalle 19, ora italiana, allo Staples Center di Los Angeles, per l'ultimo saluto a Jacko, come amano chiamarlo i suoi fans più accaniti, abbiamo voluto anche noi dire la nostra e farla dire a voi.

Fra ieri e oggi , ma oramai, è dal giorno della morte di Michael, che dobbiamo arginare, subire, farsene una ragione di ciò che siamo costretti a ricevere, a leggere e in alcuni casi a censurare soprattutto per la dignità della radiovisione. Personalmente avrei voluto laggere soltanto massaggi d'affetto e gratitudine nei confronti di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

Anche perché, da che mondo è mondo, se valutassimo gli artisti solo attraverso il loro privato, potremmo chiudere le biblioteche, i teatri, le pinacoteche, le arene, gli stadi, le discoteche, insomma qualsiasi luogo dove si partorisce o esibisce l'arte... insomma chi è senza peccato scagli la prima pietra! Temo ci sarebbe la desertificazione del globo terracqueo, come dire un'unico, grande, enorme, esteso deserto del Sahara! 

Per oggi è meglio che concluda qua , sento che mi si sta avvelenando il dentino! Non vorrei scrivere qualche cosa di sconveniente. lasciamoci così senza rancor...!

 Vostro Conte Galé

 
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Vacanze... che stress...!?!

Post n°16 pubblicato il 06 Luglio 2009 da RTL102.5CONTE

Reduci ambedue sia Fabrizio che io, lui dalle sue ferie in crocera, per una settimana, io da un fine settimana molto impegnativo e a tratti faticoso, l'autoriflessione e la conseguente domanda a voi sono sorte spontanee. Ossia, ma le vacanze o i fine settimana sono rilassanti e piacevoli, o il più delle volte stressanti e faticosi!? In questo periodo direi la seconda che ho scritto!

Perché mai siamo presi da questa frenesia di voler essere ovunque, di riempire le giornate con un'impegno dietro l'altro, sia di giorno che di notte? Soprattutto quelli come me, che oltre ad essere single, quindi liberi di andare dove vogliono senza dover rendere conto a nessuno, vogliono sentirsi eterni ragazzi, dall'energia inesauribile, non vogliono farsi sfuggire nessuna occasione d'incontro e interazione, cosa cercano, cosa vogliamo raggiungere?! Ma chi ce lo fa fare, dico io e lo dico soprattutto a me stesso, col rischio poi di non godersi realmente nulla, o peggio mettersi pure a rischio incidenti di percorso?

Adesso veramente stiamo entrando nel periodo più caldo dell'anno, non soltanto dal punto di vista climatico, ma per la smania che prende alla maggior parte di noi, delle vacanze a tutti i costi, in ogni dove, pur di evadere e non rimanere a casa. Alle volte persino controvoglia, per timore di sentirsi controcorrente o poco interessanti rimanendo a casa propria e non avendo poi al ritorno sul posto di lavoro o quando si incontrano gli amici qualche cosa d'eclatante da raccontare.

Ma quanto siamo sciocchi...! Deformati dal consumismo e dall'omologazione, lobotomizzati da tutto ciò che ci suggerisce dove andare, con chi, come vestirsi, cosa mangiare, che tipologia fisica e professinale scegliere come partner, anche solo per un breve periodo, magari da sfoggiare in vacanza, ma nel posto giusto, assolutamente raggiunto con l'auto giusta, anche a costo di averla in prestito, o idebitarsi fino al collo, o fino alla fine dei nostri giorni pur di averla, e anche per pagare la vacanza, con tutti gli annessi e connessi..., ma per carità..., ma come siamo messi!? Ma diamoci una calmata tutti quanti, e riflettiamo un'attimo se tutta questa frenesia d'apparire, di farsi sentire e farsi vedere è veramente così importante per la nostra esistenza!?

E se questa riflessione ve la suggerisce, (senza nessun rimprovero o pretesa d'insegnare alcunché per carità), un elemento come me che dell'apparire e del farsi sentire ne ha fatto una professione, un motivo ci sarà nooh...!? Semplicemente che le cose importanti e i veri valori nella vita sono ben altri. che forse è meglio fermarsi un'attimo, a riflettere profondamente, individualmente, dentro noi stessi per cercare di capire ciò che veramente desideriamo ed è importante per la nostra evoluzione, non adottata per induzione.

Uffa quando mi prendono questi momenti introspettivi, quasi intellettuali non mi sopporto...! Che pesantezzaaa...!!! Sarà il caldo, che francamente non sopporto! Da vero dandy sono più notturno e autunnale, un vero spirito decadente, e come uno spirito appunto adesso è meglio che scompaia per oggi.

Ourevoire vostro Conte Galé

 

 
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Karma? Destino? Disegno?

Post n°15 pubblicato il 02 Luglio 2009 da RTL102.5CONTE

Durante il programma "Miseria e Nobiltà", io e Paoletta, abbiamo chiesto ai nostri ascoltatori, (sia in diretta che attarverso il blog di libero), se pensano che nella vita di ogniuno di noi, ci sia un disegno prestabilito, un destino già segnato, o un karma individuale.

Per quanto riguarda il karma, ognuno di noi lo può, più o meno, trasformare, alleggerire o appesantire a seconda delle azioni che facciamo, di conseguenza delle cause che poniamo, nel corso di questa esistenza, così come già abbiamo fatto nelle esistenze passate. In questo modo determiniamo gli effetti che riceveremo nel corso di questa o di altre future esistenze.

Io naturalmente praticando il Buddismo da più di vent'anni, la penso in questo modo, e credo fermamente al discorso di "causa ed effetto", così come nel corso degli anni è cresciuto sempre più in me l'interesse e la fede verso questi isegnamenti che mi hanno finalmente dato spigazioni esaurienti su tanti interrogativi legati all'esistenza che mi ero sempre posto e sui quali non sapevo darmi delle risposte.

Però è per me fondamentale puntualizzare, che la pratica deve insegnare soprattutto l'umiltà, l'accoglienza e la generosità, sia nei confronti degli altri che dell'ambiente. Fin qui direte voi niente di nuovo, anche altre religioni prevedono queste cose, certo ma il più delle volte rimane pura teoria. Altre scuole di pensiero portano a pensare di poter delegare ad altri tante cose o che ciò che accade è pura fatalità, o più comodamente o meglio, vigliaccamente, è sempre colpa degli altri, se ci accade qualcosa di negativo, come se soltanto le cose buone, quelle che ci piacciono le determinassimo noi e ne avessimo tutti i meriti.

Non è una questione di meriti o di colpe, semplicemente, anche se è una legge severa e difficile da accettere e mandare giù, per come siamo sempre stati abituati a ragionare noi occidentali, determiniamo tutto noi cio che ci accade, teniamo in mano e muoviamo noi i fili della nostra vita, anche senza rendersene conto, non c'è un burattinaio che li muove, anche quando preferiremmo che ci fosse per dargli la colpa di cio che non ci piace e non vogliamo.

Anche per me i primi anni è stato difficile dover rimettere in discussione il mio modo di pensare e di concepire la vita, dopo che per più di vent'anni avevo raginato in chiave diciamo più cattolica, ma dal momento che ho cominciato a farmene una ragione della crudele realtà che tutto lo determiniamo noi nel bene e nel male, che ci piaccia o no, facendomi carico di tutte le mie responsabilità, senza più ne deleghe, ne accuse a terzi, o iniziato a dare una bella virata alla mia vita, e a trovare la strada giusta da percorrere, per realizzare varie cose per me importanti.

Questo però è il mio percorso, che io porto come esperienza, e propongo, ma non impongo, e non mi permeterei mai di vendervela come la sola e unica verità, l'unico mezzo per gestire la propria vita. l'assolutismo può sconfinare nel fanatismo, che a mio avviso non è sinonimo di equilibrio e saggezza, quindi gestiamo sempre con umilta e sobrietà, tutto cio che proponiamo.

temo di aver tediato abbastanza, ma spero anche di aver suggerito qualche cosa di utile! Ourevoire. Conte Galé 

 

 

 
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amore da 7 o da 1 stella?

Post n°14 pubblicato il 01 Luglio 2009 da RTL102.5CONTE

Bonjour, "Miseria e Nobiltà", ricchezza o povertà, opulenza o semlpicità? mah..., io credo che la cosa più importante in amore dovrebbe essere la purezza, l'essenza del sentimento, manifestato attraverso l'affetto, il rispetto e l'accettazione dell'altro essere umano, così com'è!?! Prendendo tutto il pacchetto già preconfezionato con la convinzione che è cio che realmente desideriamo e lo vogliamo esattamente così con pregi e difetti, apprezzati allo stesso modo. tutto il resto è puro accessorio e non dovrebbe influenzare e ancor meno determinare la ruscita del rapporto.

 Un po' come la cornice di un quadro, può essere più o meno preziosa, anche preziosissima, ma può essere altrettanto bella nella sua estrema semplicità, o addirittura nella sua assenza. Il protagonista assoluto deve essere il quadro! E così dovrebbe essere anche l'amore!? Io la penso in questo modo, ma il galateo impone, di non imporre mai i propri giudizi , le proprie opinioni, quindi è sempre bene dire la propria, usando il "secondo me". Inoltre, non avendo un rapporto con una persona in particolare, quindi non vivendomi un rapporto di coppia in prima persona, sono pura teoria, nella pratica mi potrei anche sbagliare.

Col dovuto rispetto che cerco di adottare in tutte le circostanze della vita, mi congedo da voi dandovi appuntamento a domani. Ourevoire. Conte Galé

 
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