Creato da hunkapi_genova il 10/11/2007

HUNKAPI

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Accadrà anche da noi?

Quanto sia difficile per i nativi incidere nella politica nordamericana è ormai cosa tristemente nota a tutti. Resistono da 517 anni, ma quanto sia importante il loro impegno personale o collettivo lo si intende dalle notizie che, comunque, i due grandi imperi a nord del Messico non riescono a bloccare. 

In molti casi arrivano a ritardare le notizie, ma ormai tutti sanno che i nativi non usano più i fantastici. Le informazioni in qualche modo giungono alle tastiere dei più attenti ed accade una cosa semplice che dai noi, paese di poeti, artisti e navigatori (ahimè), sembra essersi persa nella storia della politica contemporanea: un candidato alle elezioni canadesi si è ritirato per aver offeso i guerrieri Mohawk protagonisti della cosiddetta Crisi di Oka nel 1990.

La lezione morale dei selvaggi ha colpito quella presunta dei conquistatori e dei loro seguaci. Mohawk 1 Canada 0 anche sul campo della politica, talmente diversa quella nata dalla democrazia costituzionale irochese da quella imposta dagli anglo franco canadesi da interpretare ancora oggi sulla percentuale di reale democrazia.

Il fenomeno stucchevole della identità nazionale in Canada assume caratteristiche più provinciali rispetto agli Stati Uniti, in quel della famosa casetta piccolina tra i fiori di lillà le diatribe nazionaliste hanno assunto dimensioni internazionali quando in Quebec i discendenti dei conquistatori d’Oltralpe pretendevano la secessione considerando quella la loro terra e non dei loro nemici eterni i conquistatori d’Oltremanica. Come negli USA si erano dimenticati degli autentici americani.

Che la pressione democratica abbia costretto tale candidato ci riempie di orgoglio e di felicità, anzi siamo spudoratamente contenti. A tutto c’è un limite anche nei presuntuosi padri della patria all’ombra della foglia d’acero. Il candidato, un tale Simon Bèdard, del Liberal Party è stato estromesso per una sua dichiarazione molto liberale nei confronti dei Mohawk che nel 1990 difendevano territori ancestrali con luogo di sepoltura per impedire che i civilissimi euroamericani vi costruissero un campo da golf.

Tal signore esportatore di democrazia molto liberal non ha gradito che qualcuno riproponesse il suo pensiero sui Mohawk, ma a tutto c’è un limite anche alla sfacciataggine. Tanto è vero che il leader del Liberal Party of Canada, Stefhane Dion, lo ha invitato ad uscire dalla competizione. Il fatto risale a circa 6 mesi fa, ma è importante: una piccola grande soddisfazione.

Tutti ricordano che la Crisi di Oka fu una autentica guerra indiana con tanto di carri armati, non mancarono gli scontri ed i caduti. Per il Canada era inaccettabile che guerrieri mohawk potessero tenere in scacco una potenza mondiale con passaggi sui media di tutto il mondo. Si concluse con le solite trattative ed i soliti prigionieri ( i nativi) questa volta di guerra. 

Di quei fatti ne parlarono in tanti, le immagini girarono il mondo ricevendo anche premi. Ne è stato fatto anche un film serial recentemente. Di fatto gli Irochesi di quell’area non hanno terminato di lottare ed hanno proseguito con altre guerre indiane come nell’Ontario.

I Mohawk fanno parte della Lega Irochese e sono famosi per la determinazione in difesa dei loro diritti.

L’ex candidato aveva candidamente chiesto con dichiarazione pubblica alla radio CJRP, come ricorda la CBC NEWS: “You go in there with the army, and you clean it all up. Fifty deaths, 100 deaths, 125 deaths, it's done. We can put that behind us and go on.”(Tu vai lì con l’esercito, e si pulisce tutto. Cinquanta morti, 100 morti, 125 morti, è fatto.

Possiamo mettere dietro di noi e andiamo avanti.). Non fu una dichiarazione momentanea sull’onda dell’ira, nonostante le posizioni ufficiali del Liberal Party nei confronti delle First Nations, il buon Berard nel settembre scorso ha pensato bene di rincarare la dose commentando sul quotidiano Le Soleil di Quebec City: “Ho detto che un intervento forte dell’esercito avrebbe risolto la situazione sul territorio della nazione mohawk una volta per tutte….perchè la situazione è ancora la stessa” Aggiungendo che se fosse stato eletto avrebbe creato una lobby per una “..azione concertata a ripulire la mafia sotterranea in Kanesatake”, che altro non è se non la comunità mohawk che combattè ad Oka.

Lo sfacciato sessantacinquenne non si è nemmeno presentato alla conferenza stampa di scuse con Max Gros-Louis, Grand Chief della Nazione Huron-Wendake. Probabilmente è rimasto al motto che l’unico indiano buono è quello morto. Per fortuna è andato a meditare sul suo futuro politico che noi speriamo finito. Il coraggio dei Mohawk ha pagato, quando accadrà da noi che un partito ritiri un candidato per le…….che dice?

 

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Commenti al Post:
sterminatore1986
sterminatore1986 il 23/03/09 alle 16:59 via WEB
Queste sì che sono belle notizie... Finalmente la notizia che un'azione dal basso tronchi la carriera politica di un pazzo... In Italia spero che riusciremo a fare altrettanto, visto che siamo il paese leader nel riciclare in politica merde mafiose
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
sergio il 06/04/09 alle 12:12 via WEB
Ogni tanto i Nativi Americani riescono a segnare qualche "punto" a favore e di questo dobbiamo gioire; mi scende un velo di tristezza se penso che a casa nostra nessun politico si dimette mai.... da noi sarebbero stati i media ad aver frainteso! Avanti cuscì, Forsa Indien!!
 
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