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Riprendersi Rushmore

Post n°180 pubblicato il 26 Febbraio 2011 da hunkapi_genova
 

Da tempo circola una straordinaria serie di immagini in cui i nativi propongono i veri padri fondatori americani spesso utilizzando lo sfondo del fin troppo famoso Monte Rushmore dove sono scolpiti i volti di quattro presidenti degli Stati Uniti. Al posto di George Washington,Thomas Jefferson, Abramo Lincoln e Theodore Roosevelt i nativi collocano idealmente gli antenati  protagonisti della loro resistenza Goyathlay (Geronimo), Makphya Luta (Nuvola Rossa), Hinmaton Yalaktit (Capo Giuseppe) e Totanka Yotanka (Toro Seduto).

La risposta alla pomposità yankee dello scultore Gutzam Borglum è la maestosità dell'opera dedicata a Tashunka Witko (Cavallo Pazzo) poco distante. I Nativi sanno chi ha diritto a svettare tra le loro montagne che hanno visto anche azioni clamorose dei militanti degli anni settanta.

Recentemente hanno ricordato il quaranntennale di una occupazione meno conosciuta rispetto ad altre degli anni settanta quando prese il via il rinascimento indiano. 

Il Rapid City Journal informa "Quaranta annii fa, un gruppo di attivisti Nativi  americani occuparono Monte Rushmore per tre mesi per richiamare l'attenzione sulla miriade di problemi che dovevano affrontare le persone indiane negli Stati Uniti."

Robert Cook, ex presidente dell’ Indian National Education Association, ha ricordato dopo quasi mezzo secolo: “Oggi è una lezione di storia” e ha celebrato quel meraviglioso gruppo di attivisti nativi che occuparono per tre mesi il sito Rushmore rischiando la prigione. Non fu una bizzarria ma un atto di coraggio per difendere le loro convinzioni.

Quel gruppo con sede  in California scalò il monte per educare i nativi a riprendersi sovranità, a pretendere giustizia per i trattati sempre infranti e lottare contro la povertà.

A quaranta anni di distanza alcuni sono ritornati con figli e nipoti e si sono riuniti per commemorare il primo giorno di scalata per rivisitare quei problemi che, nonostante  il tempo , affliggono ancora coloro che vivono nelle riserve del Sud Dakota.

Tra i partecipanti Marlyce Miner, proveniente da Rapid City, che all’epoca lavorava in un negozio di souvenir ed imparò ad essere consapevole sulla sorte delle montagne sacre, le Black Hills. Alcuni dei partecipanti di allora hanno ricordato che è passato il tempo, rioccupando simbolicamente il sito guardando avanti per affrontare i problemi che comunque rimangono.

A Quanah Parker Brightman è toccata il compito di dare inizio al meeting cantando il motivo simbolo purificando i partecipanti con la salvia sacra. L’avventura del 1970 fu il primo scatto nazionale dopo il Little Big Horn. Una sfida che portò una copertura mediatica immensa sul furto delle Black Hills. Suo padre, Lehman Brightman della Cheyenne River Sioux Tribe, professore ottantenne e militante fu protagonista non solo di Rushmore manchhe di Alcatraz, Wounded Knee ed innumerevoli dimostrazioni californiane.

La novantenne Marcella Le Beau di Eagle Butte che nel 2004 ricevette la Legion d’Onore a Parigi ha evidenziato il successo odierno di chi volle portare l’attenzione sulle condizioni del popolo lakota. Oggi si fa il forum sulla sovranità nazionale e non una manifestazione di protesta con la consapevolezza che la Terra debba essere restituita piuttosto che un business.Durante l'iniziativa Robert Cook ha ricordato:“Today is a lesson in history,”  ex presidente del National Indian Education Association. Ha, inoltre, ricordato i valorosi che rischiarono la prigione per la libertà riuscendo a catalizzare l'attenzione nazionale. Non fu un capriccio, ha precisato Cook, fu piuttosto un atto di coraggio per difendere le loro convinzioni.

Fu un'azione per educare alla difesa della sovranità, dei diritti nei trattati e contro la povertà. Alcuni di quegli attivisti , i loro figli e i nipoti si sono riuniti per commemorare il giorno in cui il primo gruppo scalò la montagna e per rivisitare quei problemi che ancora affliggono la gente che vive nelle riserve in South Dakota.Marlyce Miner di Rapid City lavorava in un negozio di souvenir ed è voluto ritornare per ricordare quella straordinaria avventura che diede la spinta per il nascere del movimento. Sonoo ritornati anche gli anziani.Quanah Parker Brightman ha iniziato la celebrazione cantando e bruciando la salvia sacra per la purificazione. Suo padre,Lehman Brightman, membro del fiume Cheyenne Sioux Tribe, ottantenne ex professore ha lottato una vita per  la sovranità delle Black Hills. Fu protagonista di Rushmore, ma anche di Alcatraz, Wounded Knee ed innumerevoli manifesttazioni in California.

La novantenne Marcella Le Beau di Eagle Butte ha voluto presenziare per ricordare che fecero solo il bene della nazione portando all'attenzionne di tutti i  problemi  lakota.Quaranta anni dopo hanno cambiato i metodi organizzando un forum sulla sovranità tribale invece di una manifestazione di protesta e di lavoro nei confronti dell'istruzione sullo sforzo in atto per vedere restituita la terra  alla tribù, piuttosto che una professione.

L'assalto a Monte Rsuhmore fa parte della resistenza americana alla faccia dei quattro musoni yankee, nemici degli "indiani".

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febo_company
febo_company il 02/04/11 alle 21:21 via WEB
Bel post e bel blog. Di quelli che piacciono a me. Complimenti e a presto.
 
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giochi per bambini il 20/08/11 alle 18:49 via WEB
Bel blog...
 
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