Community
 
Halaya
Sito
Foto
   
 

Halaya

Saggezza antica e profonda

 

AREA PERSONALE

 

I MIEI BLOG AMICI

Citazioni nei Blog Amici: 14
 

LA NOTTE DEL LUPO

 

 

 

Celebriamo i riti con il suono del tamburo. La sua forma circolare simboleggia l’universo. Il suono rappresenta il cuore che batte al centro del cosmo e la voce del Grande Spirito. Quando esso parla, i nostri cuori battono insieme come uno solo.

 

 

 

Quando è luna piena danziamo
intorno al fuoco e danziamo insieme
alle nostre sorelle stelle.
La Madre Terra è piena di energia Lunare
e i semi esplodono di allegria.
In questa notte piena di energia,
i semi alzano gioiosamente
le braccia e le gambe
e tutto va velocemente,
nella notte piena di energia.
L'energia lunare
apre tutto ciò
che vuole nascere in un attimo
I nostri cuori si aprono per ricevere
l'Amore della nostra Nonna Luna.
La sua energia arriva in ogni
angolo della notte di luna piena.

 

 

SHENANDOAH, ONONDAGA

 

Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro.
Abbiamo una responsabilità sacra,
dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto,
ben al di sopra del dono meraviglioso
che è la vita delle piante, dei pesci, dei boschi,
degli uccelli e di tutte le creature che vivono sulla terra.
Noi siamo in grado di prenderci cura di loro.

 

 

 

"Tutto cioò che il Potere del Mondo fa, lo fa in circolo. Il Cielo è rotondo,e ho sentito dire che la Terra è rotonda come una palla e che così sono le Stelle. Il Vento quando è più potente, gira in turbini.Gli Uccelli fanno i loro nidi circolari,perchè la loro religione è la stessa nostra. Il Sole sorge e tramonta sempre in circolo. La LUNA fa lo stesso, e tutt'e due sono rotondi. Perfino le Stagioni formano un grande circolo, nel loro mutamento, e sempre ritornano al punto di prima. La Vita dell'Uomo è un circolo,dall'infanzia all'infanzia, e lo stesso accade con ogni cosa dove un potere si muove. Le nostre tende erano rotonde, come i nidi degli uccelli,e inoltre erano sempre disposte in circolo, il cerchio della nazione, un nido di molti nidi, dove il Grande Spirito voleva che covassimo i nostri piccoli."

 

QUESTO È IL CERCHIO

 

Una poesia si specchia in una pietra di turchese e
lì si ferma per un attimo.
Poi ricomincia a vagare,
per dare vita forse ai colori di un disegno
ricamato su una coperta.
I giunchi, raccolti lì vicino,
vengono intrecciati da abili dita e
diventano un cesto:
la sua forma ricorda la volta del cielo.
Un pezzo di legno è lavorato:
da lui si ricaverà un'opera che dimostrerà
quale armonia ci sia fra legno e
intagliatore.
Il cervo percorre il suo sentiero e
l'aquila plana a grandi cerchi nel cielo.
Il salmone, nel tumultuoso torrente,
incontra l'orso che lo aspetta sulla riva.
I bambini danzano.
E l'artista afferra al volo tutto ciò
e la forza artistica della rappresentazione
guida le sue dita.
I lupi stanno mangiando un vecchio cervo
dividendosi le carni dell'animale.
Una giovane foca saltella sul ghiaccio.
Un anziano morente sta canticchiando
sottovoce un canto di guerra.
Questo è il cerchio,
e gira senza inizio e senza fine.
E l'artigiano guarda la sua opera.
E lì seduto in equilibrio fra la fine del
mondo e il suo inizio.
(Poesia di Nuvola Azzurra - Tribù Irochese)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL RE DEGLI UCCELLI

Post n°79 pubblicato il 13 Giugno 2013 da Halaya

 

 

 

C'erano una volta degli uccelli che decisero di scegliersi un re e proposero il più saggio tra loro, il gufo. Il corvo protestò contro un re troppo vecchio, propose un re furbo e, per convincere gli altri, raccontò la storia di un vecchio airone che, non riuscendo più ad acchiappare pesci, ricorse all'astuzia: si mise al centro del lago e raccontò che gli uomini avrebbero prosciugato il lago per far morire tutti i pesci. Propose allora di salvarli, trasportandoli nel becco in un lago vicino. I pesci acconsentirono e l'airone iniziò a prenderne uno per volta nel becco, mangiandoseli comodamente appena fuori dalla loro volta. Un granchio capì tutto e chiese all'airone di salvarlo: gli saltò al collo e lo morsicò. Così salvò gli animali sopravvissuti.Gli uccelli pensarono che il corvo avesse ragione! Ma il gufo non voleva rinunciare ad essere re. Il corvo raccontò allora la storia di un saggio che aveva ricevuto in dono un capretto: se lo caricò sulle spalle e si avviò verso casa. Incontrò tre briganti che dicevano ad alta voce: Guarda quell'uomo che porta sulle spalle un animale tanto sudicio. Il saggio temette di essere stato ingannato. I tre briganti continuarono: Quell’uomo porta sulle spalle un maiale sporchissimo! Il saggio ebbe il timore di aver perso la vista, così lasciò cadere il capretto e fuggì via. I briganti non persero tempo e divorarono il capretto.Il gufo si offese e andò via; tutti gli uccelli decisero di continuare a vivere senza un re.

 

 
 
 

LA LEGGENDA DEI CORVI

Post n°78 pubblicato il 04 Giugno 2013 da Halaya

 

 

 

Un tempo tutti i corvi erano bianchi come la neve. In quei tempi antichi la gente si procurava cibo cacciando il bufalo usando solo pietre e archi e non avevano altre armi. Inoltre i corvi erano amici dei bufali e li proteggevano contro i cacciatori. Uno dei corvi erano molto grande ed era la guida di tutti gli altri. Dall’alto puntavano i cacciatori e davano l’allarme, così i loro amici bufali scappavano via. La gente, che soffriva la fame, tenne un consiglio per decidere il da farsi.Un vecchio e saggio capo propose di catturare il grosso corvo bianco con l’astuzia. Travestì un giovane, mettendogli una grande pelle di bufalo sul corpo, completa della testa e delle corna e gli disse di insinuarsi tra i bufali. Camuffato da bufalo, il giovane strisciò tra la mandria e nessun animale gli prestò attenzione. Quando i suoi compagni cacciatori si avvicinarono, i corvi in volo diedero l’allarme e tutti i bufali fuggirono, tranne il giovane, che fece finta di pascolare. Allora il grosso corvo bianco gli si avvicinò per spingerlo alla fuga, ma il giovane lestamente lo afferrò e gli legò le zampe. La tribù decise di bruciare il corvo come punizione. Il corvo, benché fosse legato, riuscì a liberarsi quando la corda che gli legava le zampe si bruciò anch’essa. Bruciacchiato, spelacchiato e annerito, egli fuggì via e decise di non occuparsi mai più dei bufali.

 

 

 
 
 

Canto degli indiani NAVAJO

Post n°77 pubblicato il 25 Maggio 2013 da Halaya

 

Non piangere sulla mia tomba: non sono qui

Non sto dormendo. Io sono mille venti che soffiano.

Sono lo scintillio del diamante sulla neve.

Sono il sole che brilla sul grano maturo.

Sono la pioggia lieve d'autunno.

Sono il rapido fruscìo degli uccelli che volano in cerchio.

Sono la tenera stella che brilla nella notte.

Non piangere sulla mia tomba: io non sono lì.

 

 
 
 

LA LEGGENDA DELL’UOMO DEL GHIACCIO

Post n°76 pubblicato il 19 Maggio 2013 da Halaya

Un giorno in un bosco alcuni arbusti secchi presero fuoco; le fiamme si innalzarono rapidamente, estendendosi dappertutto. La tribù si chiese come combattere quell’incendio e uno di loro propose di cercare l’Uomo del Ghiaccio, che viveva in una terra lontana del Nord. Furono inviati alcuni di loro per cercarlo e condurlo sul luogo. Quando lo raggiunsero, videro un uomo molto vecchio, con i lunghi capelli bianchi legati in trecce. Appena seppe qual era il problema, si sciolse le trecce e si batté i capelli tra le due mani. Subito si sollevò un gran vento; batté nuovamente i capelli tra le mani e scese la pioggia, rifece il gesto per la terza volta. Dal cielo caddero prima la grandine e poi fiocchi di neve. Disse loro di avviarsi, promettendo che li avrebbe raggiunti l’indomani. Tornati al loro paese, portarono la speranza ai loro compagni spaventati da quell’incendio indomabile. Il giorno dopo si alzò il vento e capirono che l’Uomo del Ghiaccio stava arrivando. Il vento sollevò ancora di più le fiamme; scese la pioggia, ma non bastò a spegnere l’incendio; caddero prima la grandine e poi la neve e l’incendio si spense. Al posto della radura incendiata ora c’era un grande lago

 
 
 

Preghiera per la pace

Post n°75 pubblicato il 06 Maggio 2013 da Halaya

Oh grande spirito che regni nel cielo
guidaci nell'accordo di pace e comprensione
permettici di vivere tutti insieme come fratelli e sorelle.

 
 
 

LE SETTE STELLE – LEGGENDA DEI PIEDI NERI

Post n°74 pubblicato il 29 Aprile 2013 da Halaya

 

 

Un tempo c’era una giovane molto bella. Era rimasta orfana da molti anni e viveva col padre, sette fratelli e una sorellina. Tanti giovani volevano sposarla, ma lei li respingeva tutti. Aveva un orso come amante e lo incontrava di nascosto quando i fratelli andavano a caccia col padre; in questi casi andava a far legna nel bosco, lasciando la sorellina sola in casa.

Quando la sorellina crebbe notò che la sorella impiegava troppo tempo a prendere la legna, così un giorno la seguì e scoprì che era l’amante dell’orso. Corse a casa velocemente e raccontò al padre ciò che aveva visto. Il padre capì che era quella la ragione per cui la figlia maggiore non si voleva sposare; chiese aiuto a tutti i cacciatori e andò con loro nel bosco a uccidere l’orso. I cacciatori trovarono l'orso e lo uccisero.

La giovane andò su tutte le furie; con la carne dell’orso morto, acquistò il potere di trasformarsi in orso. Si recò nel villaggio e uccise tutti gli abitanti, poi riprese il suo aspetto normale.

La sorellina raccontò tutto ai fratelli. Essi ebbero timore che la sorella potesse ucciderle anche loro. Decisero di andarsene e partirono il più velocemente possibile. La sorella maggiore si trasformò in un'orsa per inseguirli. Stava per raggiungerli quando uno dei ragazzi prese un po' d'acqua e la spruzzò tutt'intorno. Immediatamente si formò un grande lago fra loro e l’orsa. I bambini si misero a correre mentre l'orsa li seguiva; furono raggiunti, ma uno di loro gettò per terra un aculeo di istrice, che si trasformò in un grande bosco folto d'alberi; ma l'orsa riuscì a superarlo e li raggiunse.

Questa volta salirono tutti su un albero alto. L’orsa prese un bastone, lo tirò sull'albero e fece cadere quattro fratelli, che morirono. Un uccellino, che volava intorno all'albero, gridò ai bambini: "Colpitela alla testa!" Allora uno dei ragazzi lanciò una freccia alla testa dell'orsa, che cadde a terra morta. Poi scesero dall'albero. Il fratellino prese una freccia, la lanciò dritta nell'aria e, quando cadde, uno dei fratelli morti tornò in vita. Egli ripeté il lancio finché tutti resuscitarono.

Alla fine discussero fra loro: ormai erano soli al mondo; la loro gente era morta e non sapevano dove andare a vivere. Alla fine decisero che avrebbero preferito vivere in cielo. Chiusero gli occhi e iniziarono a salire.

Sono rimasti per sempre in cielo, dove brillano di notte. Il fratellino è la Stella Polare. I sei fratelli e la sorellina formano l'Orsa Maggiore. Tutti i fratelli sono disposti a seconda dell'età, cominciando dal più grande. Così sono nate le sette stelle dell'Orsa Maggiore.

 

 
 
 

POESIA INDIANA La devozione quotidiana (Ohiyesa Santee)

Post n°73 pubblicato il 23 Aprile 2013 da Halaya

 

 

 

E' più necessaria del cibo d'ogni giorno.

Un Indiano si alza presto,

calza i suoi mocassini e va al fiume.

Si bagna il viso con l'acqua fredda,

quindi si tuffa completamente.

Dopo il bagno, rimane eretto

davanti allo spuntare dell'alba, il viso

al sole che danza sopra l'orizzonte,

ed offre la sua preghiera muta.

La sua compagna può averlo preceduto

o può seguirlo nella sua devozione,

ma non l'accompagna mai.

Ogni anima deve incontrarsi da sola

con il sole del mattino,

il grande silenzio!

Davanti alla bellezza della natura,

l'indiano si ferma in contemplazione

e non vede il bisogno di distinguere

un giorno tra i sette per farlo santo,

poiché per lui tutti i giorni

sono di Dio.

 

 
 
 

LA LEGGENDA DELLE QUATTRO STREGHE

Post n°72 pubblicato il 16 Aprile 2013 da Halaya

 

 

 

Il figlio del Sole decise di uccidere quattro streghe, Freddo, Fame, Povertà e Morte, perché senza di loro l’umanità sarebbe vissuta sempre felice.

Incontrò la prima, che si chiamava Freddo. Lei gli disse che, se l’avesse uccisa, tutti gli uomini avrebbero sofferto il caldo e le piante si sarebbero tutte seccate. Allora il figlio del Sole decise di risparmiarla. Incontrò la seconda, la Fame, la quale gli disse che, se fosse morta, la gente si sarebbe ammalata per l’eccessiva nutrizione. La risparmiò e si mise alla ricerca delle altre due. Incontrò la Povertà, la quale gli disse che non voleva più vivere, perché era infelice, ma lo ammonì sul pericolo di dare troppo benessere alle persone, che avrebbero provato, assieme alla ricchezza e al benessere, anche la noia. Fu costretto a non ucciderla per evitare questi pericoli. Infine incontrò la Morte, la quale gli disse che, senza di lei, la gente non sarebbe mai morta, ma che sulla terra ci sarebbero stati solo i vecchi. Il figlio del Sole risparmiò anche lei e, ritornato dai suoi compagni, spiegò a tutti la verità delle cose.

 

 
 
 

PIPA PREGHIERA E PACE INTERIORE

Post n°71 pubblicato il 10 Aprile 2013 da Halaya

 

Pipa dei miei antenati
Insegnami a lodare
il Grande Mistero
Per tutti di doni che mi ha voluto dare

Che possa imparare
come lo spirito liberare
e la pace eterna
concedi al mio cuore

 

 

 
 
 

LA LEGGENDA DELL’AURORA

Post n°70 pubblicato il 02 Aprile 2013 da Halaya

 

 

 

Molto tempo fa c’era un paese sempre al buio. Gli abitanti decisero di affidare ad una persona veloce nella corsa il compito di rubare l’aurora ad un altro paese.

Fu inviato Ghiandaia Azzurra.

Egli si mise a correre verso est e finalmente giunse in una capanna.

Qui c’era un bambino, il quale gli disse che tutti gli abitanti erano fuggiti via.

C’erano tre ceste a terra. Chiese al bambino cosa ci fosse. Egli rispose: Nella prima cesta c’è "Prima sera"; nella seconda c’è "Appena buio" e nell’ultima c’è "Aurora".

Ghiandaia Azzurra lesto lesto afferrò l’ultima cesta e se ne scappò di corsa.
Il bambino cominciò a gridare: "Ci hanno rubato l'Aurora!".
Tutti accorsero e si misero ad inseguire Ghiandaia Azzurra, che correva verso ponente.

Lo raggiunsero presso la Grande Valle, ma prima che lo afferrassero egli aprì la cesta e la luce volò fuori. E da allora ogni mattina spunta l’aurora su tutti i paesi del mondo.

 

 

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: Halaya
Data di creazione: 16/10/2010
 

 

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

daniela19712011albachiaraoomennillosalvatoreMarquisDeLaPhoenixpiterx0sidopaulmitakuye.oyasin67Sky_EagleHalayaNuvola_volapatrizia_02fran0aolo.farenom_de_plume
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

La mia anima sconfinata
raggiunge orizzonti lontani, inesistenti
 
Sento di essere un'aquila
che spiega le sue maestose ali e vola,
vola, vola verso il cielo infinito
 
Sotto di me scorgo le praterie ondeggianti della Grande Pianura
e mi sento di appartenere al Popolo Rosso
 
Ho rispetto per il loro modo di vivere
Ho rispetto per le loro tradizioni e le cerimonie
 
Il mio cammino è su di un sentiero Europeo,
ma sento i mocassini che i miei piedi indossano,
e la piuma che svolazza tra i miei capelli
 
Nelle mie vene scorre il sangue del popolo Andino
ma sono sicura di essere stata un'Indiana del Nord,
in una delle mie vite passate.
 
Troppo forte il sentimento di conoscere quelle Lontane Terre
Troppo forte il desiderio di appartenere al Popolo Rosso
 
Ed è per questo che mi ritengo un guerriero dell'arcobaleno
destinata a ritornare sulla Terra,
per percorrere il cammino nel completo rispetto
delle Antiche Tradizioni del Popolo Rosso,
affinchè la Pace del Quinto Mondo possa sbocciare.

 

Ed è per questo che ogni tanto
mi sento più Indiana che Europea,
ed in un solo istante
riesco spiegare le mie ali
e prendere il volo
 
Circondata dalle 4 direzioni
sotto lo sguardo di Nonno Sole
trovo il mio centro nel Sacro Cerchio.

 

 

 

Segnali di fumo

tra i passaggi delle nuvole

 dove lo sguardo non cammina

 resta l'impronta del tempo

come i passi sulla neve

dove s'incontrano luci

e ombre

 - terra e cielo -

 Tra i silenzi dell'anima

e un canto alla luna

 s'intesse la tela

sul cerchio della vita

 Tracce d'inchiostro s'imprimono

tra i sogni e l'infinito.

 

 

GUERRIERO DELLA LUCE

Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive d’importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto “sì” quando avrebbe dovuto dire “no”.
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore.

 

 

 

LA DONNA: CAMMINO VERSO L’ETERNITÀ

 

 La vera donna non ha bisogno di competere con l’uomo; è un essere dotato di qualità specifiche che è assurdo paragonare a quelle maschili. La donna in comunione, in cooperazione assoluta con il suo uomo, intraprende il cammino dell’amore, della verità, del rispetto delle leggi universali. Una vera donna cammina verso il futuro con amore, con dedizione e accettazione. Ha uno sguardo sereno e parla con dolcezza e rispetto; c’è tenerezza nel suo cuore. La sua energia è costituita da vibrazioni più sottili che la elevano ad un livello più spirituale. Per questo ancor oggi si dice: “La donna apre all’uomo la porta dell’eternità; la vera donna è una semi dea, figlia della Pachamama, della Grande Madre Cosmica, fonte di vita Eterna”. E così lei è il cammino verso l’eternità, la strada che permette di fondersi con l’infinito per imparare a comprendere e a realizzarsi nella vita

 

 

FRAMMENTI DI INDIANA MEMORIA

 

Madre Terra, madre stella, tu che sei invocata con migliaia di nomi, ricordiamo tutti che siamo cellule del tuo corpo e danziamo insieme. Tu sei il grano e il pane che ci sostiene ogni giorno. E come tu sei paziente con i nostri sforzi per apprendere, noi saremo pazienti con noi stessi e chiunque altro. Siamo raggi di luce e buio inviolabile, l'equilibrio. Tu sei l'abbraccio che rincuora e la libertà al di là della paura. Entro di te nasciamo, cresciamo, viviamo e moriamo. Tu ci conduci attorno al cerchio per rinascere, tra di noi danzi per sempre." (Starhawk)

 

 

“Ricordati di stare al centro del tuo cerchio e ricordati che non c’è niente che possa entrarvi senza che tu lo abbia invitato così come non c’è niente che possa restarvi se tu non lo vuoi”

 

 

 

"La meditazione è un tuo diritto di nascita. C'è, ed aspetta che tu ti rilassi un po’, così può cantare una canzone, diventare una danza".   (Osho)

 

 

NON RESPINGERE I SOGNI PERCHÉ SONO SOGNI

 

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno.Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola.Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.

Pedro Salinas