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Prison : L'Inizio

 

P. & S.

 

Spider Pork

 

"Ci giunge notizia che, dopo 17 anni di attesa,

l'Inter F.C. ha conquistato il suo quattordicesimo scudetto,

 il primo in assoluto assegnato a tavolino alla terza classificata

del campionato 05/06.

 A Massimo Moratti, a Roberto Mancini

e al Commissario Federale Guido Rossi, i più vivi

rallegramenti per la STRAORDINARIA IMPRESA SPORTIVA".

(G.Padovan - Tuttosport del 27/7/06)

 

Trezegol

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Grazie di tutto PAVEL JU29RO

Post n°335 pubblicato il 26 Febbraio 2009 da SunJuve

ROMA, 26 febbraio - «Io ho finito questa stagione, comunque vada la Champions e il campionato. Sarà così, ho già deciso. Non credo che ci sarà un ripensamento. Non c'è bisogno di ripensarci, è arrivato il momento giusto». Lo aveva detto più volte, ma questa sembra sia quella giusta. Pavel Nedved, 36 anni, Pallone d'Oro nel 2003, chiuderà con il calcio al termine di questa stagione. Dopo la sconfitta per 1-0 in casa del Chelsea, in occasione dell'andata degli ottavi di Champions League, il centrocampista ceko ha confermato quindi che a giugno si ritirerà: e subito la notizia è stata rilanciata dal sito dell'Uefa. Lo juventino ha spiegato nel post-partita di Stamford Bridge: «Mi sto divertendo molto, ma credo che fisicamente e mentalmente sia arrivato il momento di lasciar spazio ai giovani - le parole dell'ex nazionale ceco riportate dal sito uefa.com -. Meritano di giocare. Forse vi sembra che sia ancora giovane, ma io ho quasi 37 anni e credo che il momento sia veramente giusto per staccare».

IL SOGNO - Prima di appendere gli scarpini al chiodo, però, Nedved vorrebbe realizzare il suo sogno più grande: vincere la massima competizione europea per club: «Mi piacerebbe chiudere con una vittoria in Champions League. Credo che saranno tre mesi di fuoco. Non abbiamo perso ancora niente. Certo, il risultato non è bellissimo, ma al ritorno può succedere di tutto. Penso che le probabilità siano 55-45 per loro, perchè sono in vantaggio di un gol. Sarà una partita molto difficile, ma non impossibile». Intanto non ha ancora deciso cosa farà dopo aver svestito la maglia della Juventus: «Ho sempre preso le decisioni a fine stagione in base a come stavo. Adesso invece ho anticipato perchè me lo sentivo dentro. Con mia moglie ho parlato tanto e abbiamo preso questa decisione insieme. Anche lei è un pò stanca e io ho tanto da ripagare alla mia famiglia, devo stare di più con loro. Non ho parlato di un mio ruolo nella Juventus. Per il momento non ho pensato al mio futuro. Per ora penso ai tre mesi che devo fare a mille».
 
UNO DI NOI !!!

 
 
 

Magia Juve

Post n°334 pubblicato il 25 Febbraio 2009 da SunJuve

Andiamo a prenderci la storia!
Editoriale di M. VIGHI del 25/02/2009 7.45.10
 
La Champions League per uno juventino non sarà mai un appuntamento come gli altri, sarebbe inutile nasconderlo.
Ero molto giovane quando si giocò quella stregata partita di Atene. Eppure ricordo perfettamente il volto tirato di mio padre, quello di mio cugino, e degli amici di mio padre. Persino mia madre me la ricordo affranta. Ho ancora il ricordo di quel goal improbabile, poi solo quel senso di pietrificazione che sembrava avvolgere tutti, dai giocatori ai tifosi alla gente a casa.
Ricordo meglio la tragica serata dell’Heysel. Rigore di Platini a parte, nulla mi riporta al rettangolo di gioco. Fui spedito in camera mia, ma leggevo l’orrore negli occhi dei miei genitori, era chiaro che non stava accadendo qualcosa di normale.
Per chi come noi la juventinità ce l’ha nel sangue, ogni immagine del passato delle serate di coppa riportano con sé inevitabilmente le stesse sensazioni provate in quel momento.
Quella serata al Camp Nou con l’ultima Juve di Trapattoni e Platini, fort apache che resisteva per molto. Poi quella maledetta punizione di Julio Alberto. Arrivava il ritorno, e ricordo un impossibile colpo di testa di Archibald. Infine quella prodezza di Platini, e tutti quei goal divorati da Pacione…
Poi per molti anni fu silenzio. Un silenzio che sarebbe stato interrotto da urla che avrebbero scosso le pareti di casa, tappi di spumante che saltavano, schiuma e baci e un’euforia inimmaginabile. Di quelle serate ricordo ogni magia, Torricelli che pareva essere il terzino più forte del mondo, Peruzzi che ero certo avrebbe parato i rigori, Pessotto con la sua calma, Ravanelli con la sua grinta, Deschamps padrone del centrocampo.
Bastava guardare quei leoni e guardarli negli occhi: nessun dubbio che avremmo vinto noi!
Una corse folle, e tutti in piazza. Io, proprio io che nella vita ho sempre cercato di ostentare un equilibrio fin eccessivo. Ma ero pazzo di gioia, ricordo i trattori decorati con le bandiere, i dementi che rovesciarono un autobus, e soprattutto quelle urla pazze, pazze di gioia.
Ma il nostro cammino in champions era destinato a ripiombare nuovamente nei binari più spesso seguiti nella nostra straordinaria storia calcistica. Spesso, addirittura quasi sempre, i più forti. Eppure, proprio in prossimità dell’ambito traguardo, pronti a scivolare sulla classica buccia di banana.
Della serata con il Borussia ricordo un senso di ineffabilità. Dominammo. Subendo tre tiri e tre goal. E se sul terzo Peruzzi poteva avere la testa alla nascita della sua primogenita, sui primi due Riedle incornò con l’efficacia che nel nostro campionato mai aveva avuto.
La solita storia.
Nella finale persa con il Real resta il rammarico di quel goal in fuorigioco di Mijatovic. Ma non consola. Non ci trinceriamo dietro agli errori come certi piangina di nostra conoscenza. Eravamo più forti, e avremmo potuto e dovuto dimostrarlo sul campo.
Ma come Atene, così non fu.
Quanto alla notte di Manchester, per la gioia dei milanisti ogni volta che lo ammetto, resta il momento più doloroso della mia vita di juventino (parlo naturalmente di quanto avviene sul campo, non delle richieste di ammissione in serie B per quattro illeciti a fronte di nemmeno uno…!).
Una ingiustizia. Come altro si può definire la notte di Manchester? Naturalmente per il cammino che aveva portato le due quadre in finale. Perché diciamocelo, nella partita secca non fummo grandi come eravamo stati in quelle precedenti (ma se ci fosse stato Nedved….ce lo chiederemo per sempre…anzi sappiamo pure la risposta!).
Urlai così forte quando Buffon parò il rigore di Seedorf da ripiombare sul divano senza forze, rischiando lo svenimento.
In quel momento risi: che diamine, va bene l’amore per la juve, ma in fondo, pensai, è un gioco.
Da lì a poco, amaramente, avrei scoperto che non è così scontato…
Restano le magie di quelle serate.
E lo sport, metafora della vita, con le sue vittorie e le sue sconfitte.
E tutte quelle impagabili sensazioni che ti fanno sentire vivo: gioia, dolore, amicizia, amore, comunità, rabbia, frustrazione, esaltazione.
La fortuna è in debito con la Juventus.
La champions è in debito con la Juventus, per tutto quello che la Juventus le ha dato.
La Juventus è in credito con i suoi tifosi, perché meritano di ostentare più coppe nel palmares.
E i signori dell’italietta antijuventina sono in credito con noi per aver regalato loro quegli scampoli di gioia vigliacca, l’unica a cui potevano attaccarsi, in quei momenti in cui sul campo la loro inferiorità era dannatamente manifesta.
I muri delle città ancora schiumano la vergogna delle scritte infami, da quelle fessacchiotte “grazie Amburgo” a quelle inaccettabili e inumane per quella tragica notte che mai dimenticheremo.
Anche loro sono in credito con noi.
La storia del calcio tutta è in credito con noi.
Cosa sarebbe il calcio senza Juventus?
La squadra più amata, che ha regalato più gioie di tutte le altre ai suoi tifosi.
La più odiata, capace di regalare le gioie vigliacche a chi non poteva permettersi altro nelle nostre serate di champions.
La squadra più chiacchierata, per la potenza alle sue spalle della famiglia Agnelli.
Infine l’unica squadra capace di andare in serie B senza aver commesso illeciti sportivi.
E il ritorno alla massima seria, e l’epopea dei suoi tifosi divisi tra colpevolisti e garantisti, rancorosi e non, e via discorrendo.
Persino le procure d’Italia sono in debito con noi…per quanto inutile lavoro hanno dovuto svolgere per grattare fino in fondo al barile pur di cercare qualcosa che potesse infangarci, anche se la storia racconta poi che almeno noi dai giudizi emersi ad oggi siamo puliti (dico almeno noi perché non risulta che eguali indagini siano state compiute anche relativamente alle nostre avversarie).
E allora andiamo a Londra con animo sereno e la nostra proverbiale grinta.
Forse non siamo i più forti, come altre volte siamo stati.
Ma prima o poi, sono certo che quei crediti li riscuoteremo.
Forza ragazzi, è il vostro momento. Credeteci fino in fondo. Guardate quella maglia che indossate e sentitela vostra. Sentitela sulla pelle. Sentitela dentro. Sentitela incollata al petto, al vostro cuore. Ci sono 111 anni di storia, comprese quelle notti di champions. E anche se vi chiamare Molinaro e non Cabrini o Cuccureddu, quando indossate quelle strisce rappresentate tutti noi. E come tali, avete il diritto di pretendere a nostro nome di riscuotere il credito che abbiamo.

Forza Juventus, la storia fugge come fuggono certi debitori.
Andiamo a prendercela!

 
 
 

Cosa pensano di Noi gli Europei.

Post n°333 pubblicato il 24 Febbraio 2009 da SunJuve

 

http://italiadallestero.info/archives/3559

Questa è una parte dell'Art. leggetelo tutto.

 

Paese, secondo gli stessi criteri di ammissione, deve avere un sistema giudiziario funzionante. Eppure la corrotta Italia, che per premier ha un farabutto da caricatura che è dovuto comparire davanti ai giudici per così tante questioni di frode, che ha dovuto inventarsi una legge per non essere più processato, soddisfa dunque tale criterio in modo inspiegabile.

Se Berlusconi stesso chiama la giustizia italiana ’un tumore’, soprattutto perché essa ostacola lui ed i suoi amici mafiosi, e non perché la voglia migliorare, allora in quanto europei dobbiamo concludere che l’Italia ha un sistema giudiziario malfunzionante.

Anche la libertà d’espressione lascia a desiderare in Italia: il Premier è proprietario di quasi tutte le televisioni, mentre giornalisti e comici che hanno espresso critiche nei confronti di Berlusconi adesso sono disoccupati.

 

 

 
 
 

Adesso Basta !!!

Post n°332 pubblicato il 23 Febbraio 2009 da SunJuve

 

 

 

silviointercetta.jpg

 
 
 

Rai dire Sanremo

Post n°331 pubblicato il 20 Febbraio 2009 da SunJuve

Sanremo 2009
Bella canzone,gran bella voce


 


Egocentrica


 



Cerco le attenzioni di quegli uomini golosi
Vendo sguardi ed emozioni so di vivere in simbiosi
Con gli applausi della gente che mi ascolta e non mi sente
Coi giudizi e le paure di chi sa che sono pure un po’
Egocentrica
E a volte forse un po’ lunatica
Ma non sarò la prima e l’ultima
Che vuole sentire d’esser l’unica
Non segua la moda e non sono consumista
Non distinguo una Skoda da una Punto o da una Fiesta
Corro anche se questo vento
Non mi porterà mai più in alto
Perché vivo solo quando
Amo, rido, piango e canto…
Egocentrica
E a volte forse un po’ lunatica
Ma non sarò la prima e l’ultima
Che vuol sentire d’esser l’unica
Se poi mi dai appuntamento stasera
Non aspettarti che arrivi a quell’ora
Tu chiamami e fammi sentire signora
Come una bimba tu sai sono ancora
Egocentrica
E a volte forse un po’ lunatica
Ma non sarò la prima e l’ultima
Che vuol sentire d’esser l’unica
Egocentrica
Lunatica
L’ultima
L’unica
Ora che sapete perché sono qui davanti
Non mi giudicate male perché a riflettori spenti
Sono fragile anche timida, ma non per questo stupida
E dopo il palcoscenico una vita vera ancora ce l’ho.


 


  se poi aggiungete che è pure carina...


 


 
 
 
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