Community
 
Hugo_Foto
   
 
Creato da Hugo_Foto il 28/10/2011

Raw Motion

Alla fermata del tempo, dopo mille corse, mille framenti che ricompongono una vita che ama ancora pensarsi e sentirsi tempo. Osservare per amare, restituendo sensazioni, percezioni di una realtà circostante fatta di persone, luoghi che non trovano il perchè di tanto correre, dello scomporsi e ricomporsi nel tempo.

 

Il giardino del fotografo. Favole minime, variazioni..apparizioni..

Post n°257 pubblicato il 13 Maggio 2013 da Hugo_Foto

 

 

 

 


E qui, immobilizzato da forze anonime mi muovo nel tempo, nel vuoto, trasportato dal flusso di favole minime, respirando ad occhi chiusi immaginando altri luoghi di silenzio e anima.

 

 

 

 

1

 

Qui, io solo resterò con i miei occhi...

 

 

2


Acqua che all'acqua torna..  amore che di se stesso si alimenta..

 

 

3


..è in quest'angolo di tempo che t'incontrerò. Come notturno ruscello d'acque vive, dove piccole margherite addormentano il morso delle ore corrosive..

 

 

4

 

Quel che so, come una rosa, è la forza in me del tremore che non m'ha mai abbandonato. Il mio sogno d'essere insieme a penetrare il luogo fatto dell'altro e di sè..

 

 

5


Ho abitato l'amore, e credo di sapere come l'amore si sveglia e come vuol dire la luce, il buio ancora, qualche colore. Ho vissuto nell'amore di una donna e ho visto il sole, queste margheritine che sognavano di durare. Voglio ancora vivere in occhi che pensano a sorridere, amare..

 

 

6


Io credo che ci dev'essere un colore da scoprire, un insieme di parole occultato..un nascere del fiore al posto esatto nell'ora che più conta di una vita. Un risvegliarsi degli occhi, un'ansia di sete, d'innamoramento..

 

 

 

 
 
 

Il giardino del fotografo

Post n°256 pubblicato il 10 Maggio 2013 da Hugo_Foto

 

 

 

 


  Ecco: questi sono i miei occhi. Nessuno pensa ai fiori, nessuno vuole credere che il giardino sta morendo e che il suo cuore sotto il sole si sta gonfiando e la sua memoria lentamente si svuota del ricordo del verde e il suo sentire sembra qualcosa di astratto che si consuma in solitudine. Piccole stelle, bellezza e interazione con l'umano trattate come possibilità che nascono se la materia non è sposa di nessuno, se la forma è cronologia di una seduzione promiscua, di uno sguardo prudente. Se colore, o il suo contrario, sono la pratica di una prossimità al corpo e, al contempo, all'infinito.  Il giardino del fotografo in fondo è questo. Tutta la vita di una madre, un tappeto di preghiere steso sulla soglia, e penso, che si può portare il giardino e il suo cuore in questo tempo. Una finestra per vedere, una finestra per sentire, una finestra, che come il cerchio di un pozzo nella sua estremità arriva al cuore della terra e si apre verso la vastità di questa tenerezza ripetuta e bianca, che riempie le piccole mani della solitudine dei doni e del profumo della vita.   Ecco: il giardino del fotografo..   nulla che ha a che fare con la geografie, con le epoche,  ma solo con i miei occhi al servizio di quelli di tutti. Tempo su tempo. Fiori nuovi, su fiori vivi,  ...preghiere di madre e forme a ciascuno dei miei sogni di volta in volta sospesi.

 

 

 

 

                        Solo un fiore non porta peso, le sue mani leggere disegnano assenze incerte, persistenze e un chiarore di bianco e colori senza suono.

 

 

 

 

1

Chiave di vento, di leggerezza, di silenzio, di chiarore di viola, di ricordo..

 

 


2

 

..e poi d'ansia arquata e d'orizzonte..

 

 

3


In questo mio cercare sillabe, ali e sorrisi scambiano le assenze in fiori..

 

 

4

 

Una preghiera riposta da restituire a mia madre, per stare ancora con le cose..

 

 

5

 

Si..un seme intatto, un preludio che esce da un petalo dolcissimo come da una lacrima, suonato da quell'assoluto e fragile stare con le cose..

 


6

 

Un fiore più che un uomo. Qui non si chiudono mai gli occhi e le mani si chiudono per stringere altre mani..

 


7

 

Cerco di stringerne il più possibile, con la fatica che si deve all'arte. Con l'attesa sfinita, che si deve a questo tempo..

 

8

 

Una finestra mi basta..una finestra verso l'attimo di conoscenza, sguardo e quiete è la vastità di questa tenerezza...

 

9

 

Un fiore che ti dona la tenerezza di un corpo vivo cos'altro desidera se non sentirsi viva?

 

 

 

10

 

..  Loro sono quelle che di notte ascoltano tutti gli altri respirare e portar via loro l'ansia.. Quasi una preghiera..

 

 

11


..Semplici..loro amano più di quanto permettano le cose...

 


12

 

Etenità..

 

13

 

 

Ecco: questo è il giardino del fotografo.  La ricerca espressiva, lo sconfinare nel nulla e nella morbidezza del silenzio...  Qui parla ciò che non trova risposta e a cui si risponde con una limidità di silenzi..

 

 

 

 




 
 
 

Ed ecco che il passato torna a escogitare, occhi celesti e sorrisi con radici, nella terra asciutta di quello che ci tocca..

Post n°255 pubblicato il 28 Aprile 2013 da Hugo_Foto

 

 

 

 

 

 


L'arrampicarsi degli occhi e delle mani rimane, sullo specchio del tutto.

I miei pensieri non sono voce, ma corpo mio, e non nella memoria vive qualcosa ma nel cuore: ..è nei sussulti dei sensi che rinasce ciò che da sempre non sappiamo e siamo, l'insegnamento involontario dei sospiri le cicatrici aperte ogni notte.   Il resto è un cimitero di ricordi: tombe bellissime.

 

 

 

 

 

 

 


..è da una luna scoperta che parlo, riflessa, di un certo capire che non ha riparo, che precede il limite del dire.  Da una luna ch'espone che preme e se ne stà li come noi attaccati a quel che si può..

 

 

 

 

 

 


Ma il fine non è ricondurre la luce alla necessità umana di organizzarla?

Ma forse è solo sentire vibrare il fondo di un identità alla stessa frequenza della luce, delle voci, per riconoscere in ultimo, il luogo da cui si è partiti verso il bisogno di confondersi con il mondo..

 

 

 

 

 

 

..è cosi siamo lui, il tempo, siamo le sue mani, i suoi occhi, le sue luci,  i segni che lasciamo come lampade, sulle notti d'incerte presenze..

 

 

 

 

 


Il tempo, le memorie.  Siamo la somma delle nostre esperienze e queste, a loro volta, sono ciò che decidiamo di fare del nostro accaduto.

 

 

 

 

 

 
 
 

Nel tempo sospeso. Intimo. Fragile. Un'altro tempo.

Post n°254 pubblicato il 12 Marzo 2013 da Hugo_Foto


Una passeggiata tra archeologie mai sopite ribadite dal vivere, dallo stare in un luogo. Penso. Penso a quello che non esiste più di noi qui, a quello che il tempo ha assopito. La casa di una volta, le ore chiare del nostro giorno. Guardo. Guardo questi vecchi muri intorno, aperti, da cui viene dentro il monte e il cielo con le nuvole e quello che c'è scritto dentro.  Sento. Sento una strana ninna nanna, una nenia della mia terra, una ninnananna sua di bambino:  cosi qui è la sera, la direzione del sole e la fatica di tutti i seminati e una donna tutta in nero e sola che esce verso il suo mezzogiorno immenso, senza riposo, ogni giorno..

 

 

 

 

1

 


Perchè questo volto scopre nei miei occhi il suo sguardo? Forse perchè come me cercano un luogo che faccia sentire quanto sia muto qui il vento, quanto sia libero qui un sogno...

 

 

 

 

2

 

 

 

3


Dici che l'attesa è un gesto incompiuto. Le case attendono ugualmente quello che facciamo, pensiamo. E s'avvererà la pietanza sul fuoco, nel camino dei ricordi dove la nube del fiato si scioglie dissolvendo ogni pensiero, ogni cuore che all'alba sarà cieco..

 

 

 

4

 

 

Sarà cosi al pomeriggio quando dovrai fare ritorno. Un viaggio breve accanto al ricordo che, leggendo senza stupore il tuo libro, avrà sete d'acqua dolce. Penso già alla cena che dovrai preparare, al figlio che attende.

 

 

 

 

 

5

 


Qui ho apostrofato una lacrima, qui, in questo specchio di cemento che è riuscito a sollevarmi l'anima dal leggero fruscio del mio tempo.

"L'uomo che mostra la via al viandante è come se accendesse la lampada di un'altro con la sua: e, accesa la luce a quello, non fa meno luce per se stesso."

 

 

 

6

 

 


..é calata la sera sulle solitudini. Un'eterna sera, senza niente di più eppure vera.

 

 

 

7

 

 


..e non sarò altro che un passante in meno, un'anima in meno nella quotidianità delle strade di un inquietudine qualsiasi.

 

 

 

 

8


Qui vivere è essere un'altro. Forse ricordare, sentire, in quella poca luce. " Domani quello che sarà è un'altra cosa e quello che io vedrò  sarà visto da occhi ricomposti, colmi di una nuova visione.."

 

 

 

 

9

 

 

La mia passeggiata che non è mai esistita se non in me..  Gli alberi lungo la strada..i miei stessi sogni..una donna..

 

 

 

 

 
 
 

I Fiori di Raw

Post n°253 pubblicato il 28 Febbraio 2013 da Hugo_Foto

 


..E mi piovono di mandorlo carezze, e mi cadono addosso come fiori di cristallo, come voci sottili sopravvissute alla disfatta.  Avvolto in questo foulard di tenerezza e di risveglio raccolgo anfore di pace e ricordi quale fiaccole gentili a cui stringevo la mano un passo dopo l'altro..smarrito per sempre in quel fuoco che mi si aggrappò alla gola. Questi sono i fiori di RAW.. malinconia e respiro e da lontano un sogno..il suo passare come un amore in riva al mare..

 

 

 

 

 

 

 

 


Questi sono i fiori di RAW.. cosi nascosti e timidi..Credo sia ancora bello vivere, entrare in una dolcissima voce e andare via lontano..lontano.. oltre le cose vane..

 

 

 

 

 

E poi..e poi..varcare questo fiore e perderci, per soffiare un'ombra dolce nelle luce..

 

 

 

 


Parlami delle tue mani madre, ancora. Quelle che hanno accarezzato lacrime e sorrisi. Parlami del tuo cuore e dei suoi battiti. Parlami di ciò che vuoi, lasciami vedere ancora nei tuoi occhi un lago di barchette e questi fiori che amavi tanto e che mi portano agli anni che corrono, per strade senza curve, ancora..

 

 

 

 
 
 

La poesia dell'occhio.

Post n°252 pubblicato il 15 Febbraio 2013 da Hugo_Foto

Fotografare è il mio modo d'essere calmo, essere calmo e guardarmi attorno, qui sulla terra, dove le cose di fatto (non come nelle nostre attenzioni svalutate) possono essere straordinariamente strane.   Profili indefiniti, luoghi in disfacimento, colori e squarci di luce.  Le mie fotgrafie non sono invenzioni ma incontri.  Assenze, quel che rimane di un mondo ora ruvido, ora tenero, colorato. Quel che rimane in povere pareti di lamiera fredda fatte vive da messaggi di questo tempo.  Quel che rimane è il disfacimento, come tutte le cose in questa vita. Quel che ho voluto cogliere è la vita e la morte,  e qui, l'intimità tormentata che sembra ancora chiedere delle ancore di salvezza. Qui racconto attraverso le mie foto e le parole, il mio viaggio nella realtà mutevole percepita dai miei sensi, facendone una pittura, restituendo i colori a quelle fredde pareti di lamiera che per pochi giorni hanno vestiti di vita..

 

 

 

 

          1


Mentre stavo morendo di ogni cosa, dentro e fuori, di notte ho sognato un qualche tipo di crosta e colori che si allargavano sul mio viso e sulle braccia finchè sembrai anche io malato, e alla fine conobbi me stesso.

 

 

 

 

 

2

Devo sempre resistere al linguaggio che devo amare, è la mia passione. Come questo sorriso di donna. Forse non rimarrà nella memoria, ma i suoi giorni come i miei avranno sempre voglia d'estate...

 

 

 

 

3

Osservo quel che accade come alla finestra: pungente quanto stupefacente. Quasi come l'occhio di quella maschera solitaria, sperduta tra i colori della vita. Se può sopportarla lui, posso provarci anche io. E offro ciglia e ciglia a quel mondo nudo..

 

 

 

 

4

 

..è cosi che un anima potrebbe tornare indietro verso il vecchio vago cenno di un bambino. Li aspettare ed essere. In vista del guizzo di vita. A dispetto del rapido morire..

 

 

 

 

5


..è cosi la storia dei nostri desideri..  Rimane il loro spirito e un'unica canzone..e ancora..ancora il punto bianco in cui possiamo dimenticare.

 

 

 

 

6


Mi guardo, e mi vedo mentre la stò osservando. E si aprono scenari di solitudini lontane che mi rendono testardo e umile esploratore dell'anima.

 

 

 

7


Carnival..Maschere..è quando si rompe il ponte del linguaggio tra noi è la realtà.Ed ecco che siamo orribilmente soli, mere prede commestibili.

 

 

 

8

 

Cerco un luogo che faccia sentire quanto sia muto qui il vento, quanto sia libero un sogno..  Ritmica sessione di passi. Soste della vita.

 

 

 
 
 

Laboratorio dei paesaggisti.

Post n°251 pubblicato il 10 Febbraio 2013 da Hugo_Foto

 

 


Noi siamo niente di ciò che cerca d'essere. Noi siamo solamente ciò che guardiamo: qui dipingiamo molte volte senza sapere com'è, come sarà domani dopo il sole...

 

 

 

 

 

 

Tutto è ancora silenzio..nessuno oserebbe entrare con le sue vecchie parole i questa sorgente di luce e quiete..di riflessi e sentieri che continuano ad essere ancora un pò della notte...

 

 

 

 

 

 

 

Qui vi ho trovato la musica silenziosa del sole..l'aria senza motivo..il dolce chiarore addormentato..

 

 

 

 


Bisogna insistere allora..insistere e discutere con la luce, molte volte con gli occhi chiusi, se è neccessario, dipingere senza vedere quel che conosciamo, dare forma ai colori invisibili, guardare il cielo cosi, in un altro modo, ..il cielo cieco orizzontale e il suo paesaggio senza riposo..

 

 

 

 


Sulle scogliere spesso la luce è solo vertigine e risponde a una chiamata vera e calda, a un misteroso andare nel vuoto. Quello che vediamo non si trova nel luogo esatto immaginato: bisogna cercarlo sempre nella sua caduta, in un dolce equilibrio di rocce e rifllessi, di azzurri impossibili quasi sempre.   Ecco..io l'ho trovato...

 

 

 


Questo sentiero mi sfugge..sembra non finire mai.

..é il giorno che perdiamo..chiede solo di essere trattato con dedizione, guardando un pò più in là della sua tristezza..

 

 

 

 



A volte vado in spiaggia per vedere come finisce tutto..  L'aria piena di sale..di tramonti..   Sulla spiaggia avremo il mare per noi, ciò che resta del giorno, gli odori del vento e della luce e della mia amata terra..

 

 

 

 
 
 

Sospesi nel tempo..

Post n°250 pubblicato il 06 Novembre 2012 da Hugo_Foto

 

 

 

 

 

 

 

..Senza memoria e attendere alle labbra il margine del mare, l'odore del vento...

 

 

 

 

 

 

 

Lascio che mi percorrino le ore del silenzio..un profumo lontano..

 

 

 

 

 

 

 

Ricordo una mia casa senza memoria.. e mi chiedo:

cosa respira dietro quell'aria che abbiamo paura di guardare?...

 

 

 

 

 

 

La nebbia mi mostra quanto son diverso. A volte cerco la sua poesia, mentre gli altri dormono, e le mie fibre cedono..si allentano..cercano un assetto più umano.. E allora penso, chiamando, penso in un pensiero bolla di bambino che io sto arrivando...

 

 

 

 

 


..e allora dò il mio cuore al silenzio e se chiudo gli occhi vedo papà.. ed io solo resterò con i suoi occhi..  Che non si senta mai perso, solo..nell'universo.

 

 

 

 

 

 

Sospeso nel tempo.. vado a toccare l'essenza del mondo..la regola del guardare.. con i miei occhi d'acqua.

 

 

 

 

 

...e c'era silenzio..solo un rumore d'acqua..d'amore.

Non lo soffocherò..

 

 

 

 

 
 
 

Jazz..

Post n°249 pubblicato il 26 Ottobre 2012 da Hugo_Foto

 

 

 

           Ho sempre saputo che la musica parla  del sole e delle nuvole che sono in noi, che la mia voce si confondeva con un giardino di note, con una strada dove qualcuno passeggia, come un profumo.  Ho sempre trovato una tromba che si posa e canta sulla mia spalla per capire fino a che punto la si ascolta.  L'ho sempre saputo..da dove son venuto senza far rumore.     ...E là... dove son stato.. sempre c'era del jazz....

 

 

 

 

 

 

A volte c'erano uomini distrutti da febbri spietate, consunti da un male ignoto..

 

 

 

 

A volte lo scorrere di un fiume..del cielo

 

 

 

 

A volte un vento che tracciava linee come pagine di quaderni su cui poteva scrivere semi, significato_amore, e poi solitudine, come una tonaca.

 

 

 


A volte..il buio..tirando il suo drappo nero sulla finestra e poi la quiete della pittura, parole sulla pagina come su un'altare..

 

 

 

 


A volte una piccola stanza d'hotel, appartato, seduto in silenzio su una sedia di legno dove non c'è passato, ne futuro; ...solo una virgola di vento che dondola su queste ore..azzurra..in piume di Jazz..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Se ho visto più lontano, è perchè stavo sulle spalle dei giganti..Lineamenti di mondo, distillati, levigati come una poesia.

Post n°242 pubblicato il 11 Ottobre 2012 da Hugo_Foto

 


Ci sono ancora delle cose che abitano le parole?    ...Forse sono il tragitto dell'infanzia,  quegli istanti di felicità che si ritrovano solo nelle poesie..


Anghelos, nella mia LINGUA sono gli angeli, cosi i nostri vecchi chiamavano i bambini, Anghelos, commente frores de mendula... ( angeli, come fiori di mandorlo)..

 

 

 

 

 
 
 

Se ho visto più lontano, è perchè stavo sulle spalle dei giganti..Lineamenti di mondo, distillati, levigati come una poesia.

Post n°241 pubblicato il 11 Ottobre 2012 da Hugo_Foto

 

 


Un silenzio simile a quello che regna sotto la neve o tra i muri della solitudine..

Ma è anche il silenzio che ti fa pronunciare la parola speranza..lentezza, come se dentro queste parole, si attendesse nonostante tutto una sorta di arricchimento, quello dell'unica luce che conta..

 

 

 

 

 
 
 

Se ho visto più lontano, è perchè stavo sulle spalle dei giganti..Lineamenti di mondo, distillati, levigati come una poesia.

Post n°240 pubblicato il 11 Ottobre 2012 da Hugo_Foto

 

 


Il faticoso cammino dalla percezione alla rappresentazione poetica..

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Se ho visto più lontano, è perchè stavo sulle spalle dei giganti..Lineamenti di mondo, distillati, levigati come una poesia.

Post n°239 pubblicato il 11 Ottobre 2012 da Hugo_Foto

 

 

Semplifico..distillo..levigo la realtà per catturarne l'atmosfera, la poesia..con l'aiuto della dimenticanza di ciò che fu non lasciando che si perda intera-mente.

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Se ho visto più lontano, è perchè stavo sulle spalle dei giganti..Lineamenti di mondo, distillati, levigati come una poesia.

Post n°238 pubblicato il 11 Ottobre 2012 da Hugo_Foto

 

 

 


..è ciò che non ha forma, nè viso. ne alcun nome, ciò che non si addomenstica nelle immagini felici, che non si sottomette alle parole..  Cos'è ciò che costringe un essere a raggomitolarsi su se stesso, a indietreggiare fino in fondo alla stanza, a chiamare aiuto, chi non importa o come?

 

 

 

 

 

 
 
 
Successivi »
 

FORMA

 

AREA PERSONALE

 

 

 

 

 

 

 

 

ITINERARI

 

ULTIMI COMMENTI

sono bellissime
Inviato da: comelunadinonsolopol
il 16/05/2013 alle 23:01
 
E ricorda Eva: la luce ha colore, direzione, qualità e...
Inviato da: Hugo_Foto
il 16/05/2013 alle 20:43
 
GRazieee Lu, unabbraccione..
Inviato da: Hugo_Foto
il 16/05/2013 alle 20:39
 
Finitooo? grandeee!! Ora non ti resta che uscire,...
Inviato da: Hugo_Foto
il 16/05/2013 alle 20:37
 
Son già lassù Maria, ma grazieeeee..un segreto; tutto...
Inviato da: Hugo_Foto
il 16/05/2013 alle 20:08
 
 

NIKON

 

 

 

 

 

SITO FLICKR

Il mio sito su Flickr

 

 

 

 

 


 

 

 

 


 

ULTIME VISITE AL BLOG

Sky_EagleStella_di_mare83_2comelunadinonsolopollettriceLudmilaHugo_FotoPolvereRugiadaMusikdramacile54unicoamore_17enrico505soloelisa_1968armandotestilughente60libera_viva
 

 

            Sardigna no est italia

 

 

 

 
Citazioni nei Blog Amici: 12