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Un blog creato da IoDomenico il 17/09/2010

ICARO...lemieali

Poesie e Racconti...oltre un volo

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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cassetti del cuore

Post n°49 pubblicato il 08 Giugno 2011 da IoDomenico

cassetti del cuore

Quanti segreti ha il tuo cuore,

nei cassetti della memoria

conservi le impronte

del mio animo

nascondi le definizioni

che possono trafiggere,

nella sacca dei pensieri

le emozioni

che sottraggo ai tuoi sensi,

quando ascolti

senza guardarmi negli occhi

le parole

sanno imbrogliare.

 

 

 
 
 

lasciami la poesia...

Post n°48 pubblicato il 06 Giugno 2011 da IoDomenico

una poesia

Cosa muterà

una poesia,

all’orecchio del mondo

strappato al suo ruotare,

se è la prepotenza,

il fiore coltivato

nel giardino d’uomo

 

cosa sostituirà

una preghiera

se non si snoda dentro un cuore

labbra smosse d’un catechismo

 

cosa reggerà

una legge

se non sa farsi pensare

nel rispetto d’ogni simile

 

cosa sposterà

l’impegno

che non riesce

neanche a farsi riconoscere

essere è solo apparire

 

se una vita

è solo un bocciolo

sepolto dal giorno

cosa cambierà…

se l’umanità

vive offuscata

nei gesti dell’empio

d’un senso

che l’Io

è la cima

su cui devi saper svettare

 

 
 
 

Ricominciare...

Post n°47 pubblicato il 06 Giugno 2011 da IoDomenico

cosa fai

Cosa fai quando ti trovi solo…

gli averi da far arrivare

sembrano nuvole

sui cui nessuno potrà giungere,

cosa fai quando

non ti riesce d’esprimere l’autentica parte di te,

credono poterla riconoscere

scambiandola al poco che sfoggia col tuo essere.

Cosa fai...quando gli sguardi incrociano barriere

che non vorresti ostili o presuntuosi al comprendere.

Cosa fai se al tanto da donare esprimi solo indifferenza,

se un dolore anziché sbriciolarsi

nel tempo dei giorni

si fa forza

e nega ogni parte di te che non sia solo ragione.

Cosa fai…se intuisci che se ti perdessi in un silenzio,

chi ti è intorno valuterebbe le sole parole

capaci di tuonare

nel deserto delle loro stanze.

Cosa fai…se nel percorso del cammino

quell’amore che avresti seminato

è traccia confusa nel sentiero

e non ha orme dietro ogni passo.

Cosa fai…senza la voglia di ricominciare…

 

 
 
 

il gioco dell'ipocrisia

Post n°46 pubblicato il 14 Maggio 2011 da IoDomenico

le mani

 

L’intuisci da come ti viene incontro,

sguardo e mano tesa

come d’un vecchio amico

le parole non hanno importanza

non si ascoltano fra loro

o fingono

come quando avrai da chiedere.

E nella sagra della politica

la stretta di mano simboleggia

…sei mio con te andrò al potere.

E’ l’istante da immortalare

l’unico

fra le promesse e i sentimenti,

un mantello che avvolge e conforta

la mano amica

la stringi e sai che sarà l’unica stretta,

la base sui cui si erge

il senso della politica: il segno dell’ipocrisia

 

 
 
 

la mia calabria...

Post n°45 pubblicato il 11 Maggio 2011 da IoDomenico

 la mia città

 


 

 

 

La mia Calabria…                                          A mè calabria

rocce incastonate nel mare,                           chi rocce ncastunati nto mari

bagliori di sole,                                              bagghiuri ru suli

ombre dell’incerto domani.                            umbra ill’incertu rumani

 

La mia Calabria,arida terra                            a mè calabria sciutta terra

dove il dramma di chi emigra                        aundi u dramma i cu emigra

acuisce il dubbio di chi resta                          punge i rabbia cu resta

dove la speranza si perde nel sogno,              ca speranza ca si perde nto sognu

e il sogno non è mai speranza.                       E u sognu chi nun è mai spiranza

 

La mia Calabria,                                           a mè calabria

di zagare e bergamotto                                 i zagare e bergamottu

souvenir d’un viaggiatore                             pu ricordu ri forestieri

 

spine di fico d’india                                     spine i ficu r’india

sui dorsi delle mani                                      supra li mani

di chi coltiva la terra.                                   chi cultivannu la terra

 

La mia Calabria                                             A me calabria

nei suoi dilemmi                                            ri l’ìeterni dilemmi

striati dai raggi di sole,                                  raggiati da lu suli

di giovani da braccia forti                             ri brazza di juvani fuorti

incatenate dai vili poteri,                               ncatenati ri vili puteri

nel pregiudizio                                               cu pregiudizio

che oscura                                                       chi scura

la storia di tempi gloriosi                                 a storia ri tempi perduti

polvere raschiata dal vento                             pulberi raschiata ru ventu

dei perduti ricordi                                            ri ricordi scurdati 

 

La mia Calabria                                                 a me calabria

punta d’uno stivale                                            nta punta ru stivale

stretto ai confini,                                               stritta i cunfini

fazzoletto di terra                                              maccaturi i terra

che ai figli                                                         chi ai so figghi

deterge il sudore                                                sciuga a surura

e asciuga il pianto                                              e lu chiantu

di chi il giorno contende.                               ri chi s’arabbatte à sò iuornata

 


 

 

 

 

 

sono gradite le correzioni dialettali...e chiedo venia per errori che chi come me nn ha abitudine a trascrivere il dialetto sicuramente avrà commesso..grazie

 
 
 

Piccole mani tese...

Post n°44 pubblicato il 10 Maggio 2011 da IoDomenico

mani stese

Mani protese

occhi di bimbi

su marciapiedi

rapiti allo svago

i sogni dispersi

in cambio di offerte

 

mani stese

costrette

allo scorrere del tempo

non avrà pietà

del gioco perduto

 

inconsapevolezza

di una vita

scaricata

tra le strade

del mondo

 

 
 
 

la risacca dei ricordi

Post n°43 pubblicato il 05 Aprile 2011 da IoDomenico

mare terra

Lui sta nel suo tempo, adagiato sino a sentire il pietrisco della riva, il respiro del mare, nell’onda che ruba il tratteggio dei passi, tra nuvole che spezzano i colori.

Sottrae ogni cosa di se, il pensiero, un sogno, ogni paura fra lo sciabordio delle onde nel silenzio dell’animo.

Non ha bisogno di scorgere l’orizzonte, ha il sapore salmastro dell’aria nelle narici e il frusciare del mare fra le orecchie, è tutto lì lo spazio da intendere.

Poi saranno le sensazioni che veleggiano il momento a recargli dentro ogni parola.

In lontananza le gradazioni variano col flusso delle correnti, lui deve cercarle nel gioco delle sue pupille.

Basterebbe una vela per navigare lui sa che non serve molto, lì, nel mare.

Per partire un motivo, o niente da lasciare.

Ed è un ricordo, o il presente.

L’onda bagna il suo terreno e si ritira sembra la sfida della vita, l’occasione che sfuma quando serri il pugno come volessi stringere la foschia dell’aria della sera.

Il mare è trasparenza, il colore lo prende dai riflessi del cielo o dalle nuvole nere.

Lui tinge il suo umore osservando il mare, ed è quasi sempre azzurro.

E quando infuria, schizzando nell’aria minuscoli cristalli di sale quella burrasca per lui, è la forza da saper trovare. 

La rabbia dell’inverno lascia sulla riva i resti di qualche mareggiata nel suo cuore un po’ d’amarezza,credeva aver trovato la parte di se, non solo un riflesso, specchiato nei suoi occhi.

Il confine tra la terra e il cielo è questo mare, lui lo sa ed è li a bagnare l’animo nelle tinte che sanno di pace.     

 
 
 

un soffio...

Post n°42 pubblicato il 28 Marzo 2011 da IoDomenico

lievevento

 

Lascia

sia vento

che leggero sfiori

le labbra

 

sia

raggio di sole

per sfavillare

sulla tua pelle

 

luce

da rapire

il risveglio

 

estasi

d’inconscio sospesa

su te

anima

dove trapunterò i sensi

danzerò

in una passione

 

 

 
 
 

resto a trovarti...

Post n°41 pubblicato il 23 Marzo 2011 da IoDomenico

resta

 

Dove, sei tu…

quando combatto il mio giorno

quando la vita si spezzetta

e le mani stringo forte

per ricucire lo spacco dell’anima

 

Dove… trovo l’amore

capace di addolcire un momento

la speranza di viverlo

tra le pieghe dell’esistere

 

dove sei…

quando il mio sguardo è perso

tra la stupidità intorno

quando attendo

la carezza

lontana

dalla pelle

senza fremiti

 

dov’è… la voce

la risata, memoria di un tempo

se è il silenzio che stordisce

no,

non puoi dirmi …resta

se tu

non puoi essere

la mia stessa ombra

 

 

 
 
 

camminerò...

Post n°40 pubblicato il 12 Marzo 2011 da IoDomenico

cmminerò

 

camminerò

toccando i sassi coi miei piedi

zaino in spalle, cappello in testa

col nulla nelle tasche,

il respiro con te

nell’animo

e su di me

il volo d’un aereo.

Camminerò

come non avessi altro

lo sguardo, un passo

l’esperienza

appresso al giorno

camminerò

stringendo l’erba d’un campo

come avessi fra le dita

la tua mano

valicherò il fiume del distacco

e mi volterò

al fruscio del vento

come a un richiamo da cui

non vuoi staccarti

 

 
 
 

Nel mare

Post n°39 pubblicato il 28 Febbraio 2011 da IoDomenico

guardi il mare

 

Il mare dello stretto…

come se penetrasse dentro,

se la mite onda irrigasse un pozzo profondo.

E’ il mare che non ti fa paura,

in cui t’immergi

verso il punto lontano che sai raggiungere.

Ne scorgi lo sfondo,

e l’orizzonte

il riflesso che si ferma tra le montagne.

Nuoti sino al confine

da aggiungere ogni volta

una bracciata in più

come a credere che si possa

anche nella vita

spingersi oltre il limite

stando attenti…

Nuoti, solo

oltre la distanza,

lontananza da cui osservare

le scene della vita

dal punto, dove le voci non arrivano,

e le persone sono un movimento,

e il tutto ruota anche senza di te.

Se guardassi il cielo

perso in quell’immensità

e t’accorgessi quanto piccoli siamo

nel gioco dell’universo

Tu origine, cellula, uomo

seme nel prato della vita

nel silenzio musicato

dallo sciabordare delle onde,

scopriresti

il senso di appartenere al mondo

senza esserne l’esclusiva.

 

 

 

 
 
 

un soffio e un volo...

Post n°38 pubblicato il 24 Febbraio 2011 da IoDomenico

guardiano dei sogni

 

A te guardiano del sonno voglio consegnare il mio scrigno, ne sigillo i sogni che una vita non può soddisfare, avvolti nel mantello di speranze che da giovane lustrai.

Verrò nei giorni a scrutarli e se una luce avrà modo di scaldarne pur uno, mi arrampicherò su nel cielo tra le stelle per strappare il brillio, io che senza non so vivere.

Lo affido a te perché possa scorrere leggero il mio presente, conosco l’influenza dei sogni, aloni capaci di sconvolgere la mente, ali che appaiono per elevare il cammino verso altezze da cui si può precipitare.

Quanti volti hanno i sogni…riescono a farsi belli pur di tentarti e poi come bolle di sapone sanno eclissarsi.

Come non entusiasmarsi alla loro presenza, perché non crederci… ma il solo volerli stimare già si fa inganno.

Tu, guardiano del sonno li hai fatti apparire tra le mie notti, li hai cristallizzati per farmeli stringere alla luce dell’alba; ai primi passi nulla può svelarsi né essere ostacolo.

Sanno catapultarsi davanti a noi così che non possiamo ignorarli, si consegnano per stravolgerci nel pensiero e si mostrano come farfalle che si poggiano al balcone del mattino e pronte svolazzano portandoci dietro di esse, sanno essere una forza che trascina ogni logica perché se si volesse razionalizzarli non sarebbero più il nostro sogno.

E dovremmo fermarci alla sola realtà del momento, al presente e poi confrontare la nostalgia, per ciò che non abbiamo neanche tentato di rincorrere, con ciò che si ha?

Potremmo trovarci con tanti rimpianti da seppellire anche quella parte di noi conscia di ogni cosa.

Mi hai posto davanti il mio sogno, così vanitoso che non inseguirlo, non instradarsi nel viverlo sarebbe stato oltremodo increscioso; ed io ho indossato le ali e al peso del mio giorno ho sperato di poter dare soffio così da renderlo autentico volo.

Guardiano del sonno…ma quale è il tuo dovere?  solo spargere nella notte il profumo di speranza, non pensi a quanto sia arduo sottrarsi e quanta amarezza abbia il sapore di ciò che resta.

Quanto sforzo per levarmi dietro il mio alone, un sogno che potrei far sfumare…

 Io… che il mio presente l’ho già conquistato con la realtà delle mani, io… che avevo forza per andare in alto.

Ma che bisogno hai di soffiare e lasciar rotolare il senso di ciò che nasce come speranza, tu fiati e la porti via.

Prenditi il mio scrigno, serra ogni desio lascia che io senta il concreto passo del mio presente, per arrivare in fondo senza che altro tu abbia a negarmi.           

 

 
 
 

Ed è vita...

Post n°37 pubblicato il 18 Febbraio 2011 da IoDomenico

bimbo handicap

Starò fermo

sino a mostrarmi staccato

onda lieve

che dall’orizzonte torna alla riva

coi miei occhi varcherei il confine

come un riflesso della sera

che sembra fasciare le ombre nere,

sino ad immergermi nel tuo mondo: diverso dal mio,

di chi ha sguardi che non possono scorgere,

la mente chiusa che non può intendere,

parole che non sa emettere.

E sento la vita

che arrivi appena a percepire,

vissuta senza riconoscerla,

scrutata senza saperla,

percorsa senza comprendere.

Vita…preziosa per chi

cerca di vederti,capirti, sentirti,

il voler afferrare un senso

perso in un solo poiché…

Le tue mani nel nulla,

il sorriso vacuo,

il tuo corpo immobile.

Il senso soffocato del vivere

che alla vita

destina un camminare

nel mondo senza pretendere

un perché.

bimbo handicap 

 

clicca per ascoltare

 
 
 

foglie...

Post n°36 pubblicato il 10 Febbraio 2011 da IoDomenico

foglie

 

Il silente passo

varca il viale

dal colore dell’autunno

avvolto all’inverno

alberi spogli

nel freddo

che indugia

un vento

porta via

snervate foglie gialle

muove il tragitto

di uniche certezze

e attende

temprate fronde

 

 
 
 

Piccoli occhi

Post n°35 pubblicato il 08 Febbraio 2011 da IoDomenico

bimbi e guerre

Dove porti quel bimbo

donna…

corpo esanime stretto al petto

quale guerra

si macchia del suo sangue

quale ragione

stupida

da annientarlo

all’insaputa in uno scoppio

lo sotterra

 

occhi innocenti

levati in alto

scorgono lingue di fuoco

in un cielo

che non ha più stelle

 

Chi?

ha separato la mia mano

stretta ad ogni fratello,

se non ho colori

religioni

che stringono armi

o bandiere

da sventolare 

più in alto di altre

se tra le mani

stringo il sudore

nei miei occhi

ho voglia d’amore

e sulle labbra

il perdono

 

Dove porti il tuo bimbo

lascia possa carezzarne

il corpo

congiungere lo sguardo

che ricorda

le corse dei miei figli

gli occhi nei loro cortili

il bacio della notte

inviato alle stelle,

lascia

che vicino al dolore

trovi l’istante

stretto al tuo

per rimettere le colpe

di chi ha falciato

la sua età

al tempo

 

 
 
 

mani...

Post n°34 pubblicato il 07 Febbraio 2011 da IoDomenico

mani

Mani… aggrappate

a speranze,

abbracciano forte

ciò

che si ha.

…unite

a una preghiera

creano

la meraviglia

che scrolla la vita.

 

Mani…da sole

si stringono

al vuoto

dentro un sé.

 

Mani… pressano

sanno di balsamo

a chi aspetta

un senso

di carità.

 

Mani grinzose

stanche

scivolano via

nel dolce sonno

nell’ultimo sogno

intrecciano

il Suo

soffio vitale.

 

 
 
 

un saluto...

Post n°33 pubblicato il 02 Febbraio 2011 da IoDomenico

il saluto

 

 

        COL LENTO SVANIRE DEGLI ANNI,

         TI RITROVI VECCHIO...

        IL CUORE

         SCANDISCE UN TEMPO

        CHE FUTURO NON HA.

       

        NELLO SGUARDO SFIORITO

SCOPRO LA TUA UMANITA’

        NELLA VOGLIA INESPRESSA

        INCOMPRESA

        LA QUIETA ATTESA

        PER ESTERNARE

La MISURATA SAGGEZZA.

       

        QUANTO LUNGA SARA’

        QUESTA TUA GIORNATA,

E LE ALTRE ...ANCORA

NEL PACATO FAR NIENTE.

        I DISCORSI

        RIEMPONO IL MOMENTO

         SANNO DEL PASSATO,

        DI UN’EPOCA…

         DI ciò CHE DIVERSO FU’.

       

        SAPORI D’AMAREZZA, NOSTALGIA

        RIEMPONO

        I VAGHI RICORDI...

        E QUANDO

        AL CALAR DELLA SERA

        ALL’ANDARE D’UNA GIORNATA

LA MANO DELL’ALTRO…

VECCHIO COMPAGNO

DEL VOSTRO TEMPO

TI STRINGE...

        E’ LENTO IL SALUTO, INDECISO...

        E’ QUELLO DI CHI NON SA

        SE DOMANI SARA’.

 

 
 
 

Anima...

Post n°32 pubblicato il 24 Gennaio 2011 da IoDomenico

anima

L’anima…

implicata

nei dubbi,

infiacchita

dalle logiche

che rubano concretezza,

imponente

se fasciata d’amore

ribelle

a chi vuol

renderla schiava

L’anima

angolo d’un sé

chino

nell’amarezza che vela rinunce

nelle speranze, essenze d’un momento

nel sorriso che giudica il giorno

 La mia…

il solo mantello

in cui avvolgo l’esistenza.  

 

 

 
 
 

Come un risveglio...

Post n°31 pubblicato il 19 Gennaio 2011 da IoDomenico

alba

 

Un soffio tra palpebre chiuse,

risveglio

che spalanca il presente,

sei…

la sorpresa d’una luce,

quel salire di scale

sino ad una veduta,

lo svoltare

il lato d’una montagna

e poi scorgere l’orizzonte,

quel riemergere da acque

che intorpidiscono la mente,

sei…

tra mare e terra,

nello spazio del niente,

da un sogno al tuo giorno,

con gli averi dentro

diversi

da ogni altro risveglio,

Tu… maniglia

che spalanca i sensi

oltre la consuetudine.

Vedrò il sole

mi nutrirò del calore,

sfiorerò le cose,

saprò intravedere e percepire

con la fantasia d’un tempo eterno,

e lo scorrere sarà sensazione,

il frammento dell'universo,

il tuo amore.

 

 
 
 

L'uomo invisibile...

Post n°30 pubblicato il 13 Gennaio 2011 da IoDomenico

l'uomo invisibile

Se d’un tratto diventassi invisibile

la mia entità fisica

si smaterializzasse…

di me cosa serberesti?

 

Sarei l’uomo che ha riempito i sensi

l’uomo che ha colmato il vuoto,

dopo usato

da far sparire all’istante.

 

L’uomo invisibile

da oltrepassare

perché non ha ingombri

l’uomo irrilevante,

inesistente,

bisogno

d’una circostanza.

 

L’uomo

che vogliose gambe

circondano ai fianchi

quello

che accostandosi

nel calore d’una mano

trasmette il brivido dentro.

 

Quell’uomo

che ti fa mentire

che ai tuoi piedi

carezza la pelle

lieve

sfila calze di seta

col sesso stringe

riempie dentro

e i seni di delirio

bagna

 

Se sparisse quell’uomo,

guarderesti intorno

a cercare nell’assenza

l’anima

con cui

lui,

ti circonda.

 

 
 
 
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