ICARO
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Post n°49 pubblicato il 08 Giugno 2011 da IoDomenico
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Post n°48 pubblicato il 06 Giugno 2011 da IoDomenico
Cosa muterà una poesia, all’orecchio del mondo strappato al suo ruotare, se è la prepotenza, il fiore coltivato nel giardino d’uomo
cosa sostituirà una preghiera se non si snoda dentro un cuore labbra smosse d’un catechismo
cosa reggerà una legge se non sa farsi pensare nel rispetto d’ogni simile
cosa sposterà l’impegno che non riesce neanche a farsi riconoscere essere è solo apparire
se una vita è solo un bocciolo sepolto dal giorno cosa cambierà… se l’umanità vive offuscata nei gesti dell’empio d’un senso che l’Io è la cima su cui devi saper svettare
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Post n°47 pubblicato il 06 Giugno 2011 da IoDomenico
Cosa fai quando ti trovi solo… gli averi da far arrivare sembrano nuvole sui cui nessuno potrà giungere, cosa fai quando non ti riesce d’esprimere l’autentica parte di te, credono poterla riconoscere scambiandola al poco che sfoggia col tuo essere. Cosa fai...quando gli sguardi incrociano barriere che non vorresti ostili o presuntuosi al comprendere. Cosa fai se al tanto da donare esprimi solo indifferenza, se un dolore anziché sbriciolarsi nel tempo dei giorni si fa forza e nega ogni parte di te che non sia solo ragione. Cosa fai…se intuisci che se ti perdessi in un silenzio, chi ti è intorno valuterebbe le sole parole capaci di tuonare nel deserto delle loro stanze. Cosa fai…se nel percorso del cammino quell’amore che avresti seminato è traccia confusa nel sentiero e non ha orme dietro ogni passo. Cosa fai…senza la voglia di ricominciare…
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Post n°46 pubblicato il 14 Maggio 2011 da IoDomenico
L’intuisci da come ti viene incontro, sguardo e mano tesa come d’un vecchio amico le parole non hanno importanza non si ascoltano fra loro o fingono come quando avrai da chiedere. E nella sagra della politica la stretta di mano simboleggia …sei mio con te andrò al potere. E’ l’istante da immortalare l’unico fra le promesse e i sentimenti, un mantello che avvolge e conforta la mano amica la stringi e sai che sarà l’unica stretta, la base sui cui si erge il senso della politica: il segno dell’ipocrisia
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Post n°45 pubblicato il 11 Maggio 2011 da IoDomenico
La mia Calabria… A mè calabria rocce incastonate nel mare, chi rocce ncastunati nto mari bagliori di sole, bagghiuri ru suli ombre dell’incerto domani. umbra ill’incertu rumani
La mia Calabria,arida terra a mè calabria sciutta terra dove il dramma di chi emigra aundi u dramma i cu emigra acuisce il dubbio di chi resta punge i rabbia cu resta dove la speranza si perde nel sogno, ca speranza ca si perde nto sognu e il sogno non è mai speranza. E u sognu chi nun è mai spiranza
La mia Calabria, a mè calabria di zagare e bergamotto i zagare e bergamottu souvenir d’un viaggiatore pu ricordu ri forestieri
spine di fico d’india spine i ficu r’india sui dorsi delle mani supra li mani di chi coltiva la terra. chi cultivannu la terra
La mia Calabria A me calabria nei suoi dilemmi ri l’ìeterni dilemmi striati dai raggi di sole, raggiati da lu suli di giovani da braccia forti ri brazza di juvani fuorti incatenate dai vili poteri, ncatenati ri vili puteri nel pregiudizio cu pregiudizio che oscura chi scura la storia di tempi gloriosi a storia ri tempi perduti polvere raschiata dal vento pulberi raschiata ru ventu dei perduti ricordi ri ricordi scurdati
La mia Calabria a me calabria punta d’uno stivale nta punta ru stivale stretto ai confini, stritta i cunfini fazzoletto di terra maccaturi i terra che ai figli chi ai so figghi deterge il sudore sciuga a surura e asciuga il pianto e lu chiantu di chi il giorno contende. ri chi s’arabbatte à sò iuornata
sono gradite le correzioni dialettali...e chiedo venia per errori che chi come me nn ha abitudine a trascrivere il dialetto sicuramente avrà commesso..grazie |
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Post n°44 pubblicato il 10 Maggio 2011 da IoDomenico
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Post n°43 pubblicato il 05 Aprile 2011 da IoDomenico
Lui sta nel suo tempo, adagiato sino a sentire il pietrisco della riva, il respiro del mare, nell’onda che ruba il tratteggio dei passi, tra nuvole che spezzano i colori. Sottrae ogni cosa di se, il pensiero, un sogno, ogni paura fra lo sciabordio delle onde nel silenzio dell’animo. Non ha bisogno di scorgere l’orizzonte, ha il sapore salmastro dell’aria nelle narici e il frusciare del mare fra le orecchie, è tutto lì lo spazio da intendere. Poi saranno le sensazioni che veleggiano il momento a recargli dentro ogni parola. In lontananza le gradazioni variano col flusso delle correnti, lui deve cercarle nel gioco delle sue pupille. Basterebbe una vela per navigare lui sa che non serve molto, lì, nel mare. Per partire un motivo, o niente da lasciare. Ed è un ricordo, o il presente. L’onda bagna il suo terreno e si ritira sembra la sfida della vita, l’occasione che sfuma quando serri il pugno come volessi stringere la foschia dell’aria della sera. Il mare è trasparenza, il colore lo prende dai riflessi del cielo o dalle nuvole nere. Lui tinge il suo umore osservando il mare, ed è quasi sempre azzurro. E quando infuria, schizzando nell’aria minuscoli cristalli di sale quella burrasca per lui, è la forza da saper trovare. La rabbia dell’inverno lascia sulla riva i resti di qualche mareggiata nel suo cuore un po’ d’amarezza,credeva aver trovato la parte di se, non solo un riflesso, specchiato nei suoi occhi. Il confine tra la terra e il cielo è questo mare, lui lo sa ed è li a bagnare l’animo nelle tinte che sanno di pace. |
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Post n°42 pubblicato il 28 Marzo 2011 da IoDomenico
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Post n°41 pubblicato il 23 Marzo 2011 da IoDomenico
Dove, sei tu… quando combatto il mio giorno quando la vita si spezzetta e le mani stringo forte per ricucire lo spacco dell’anima
Dove… trovo l’amore capace di addolcire un momento la speranza di viverlo tra le pieghe dell’esistere
dove sei… quando il mio sguardo è perso tra la stupidità intorno quando attendo la carezza lontana dalla pelle senza fremiti
dov’è… la voce la risata, memoria di un tempo se è il silenzio che stordisce no, non puoi dirmi …resta se tu non puoi essere la mia stessa ombra
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Post n°40 pubblicato il 12 Marzo 2011 da IoDomenico
camminerò toccando i sassi coi miei piedi zaino in spalle, cappello in testa col nulla nelle tasche, il respiro con te nell’animo e su di me il volo d’un aereo. Camminerò come non avessi altro lo sguardo, un passo l’esperienza appresso al giorno camminerò stringendo l’erba d’un campo come avessi fra le dita la tua mano valicherò il fiume del distacco e mi volterò al fruscio del vento come a un richiamo da cui non vuoi staccarti
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Post n°39 pubblicato il 28 Febbraio 2011 da IoDomenico
Il mare dello stretto… come se penetrasse dentro, se la mite onda irrigasse un pozzo profondo. E’ il mare che non ti fa paura, in cui t’immergi verso il punto lontano che sai raggiungere. Ne scorgi lo sfondo, e l’orizzonte il riflesso che si ferma tra le montagne. Nuoti sino al confine da aggiungere ogni volta una bracciata in più come a credere che si possa anche nella vita spingersi oltre il limite stando attenti… Nuoti, solo oltre la distanza, lontananza da cui osservare le scene della vita dal punto, dove le voci non arrivano, e le persone sono un movimento, e il tutto ruota anche senza di te. Se guardassi il cielo perso in quell’immensità e t’accorgessi quanto piccoli siamo nel gioco dell’universo Tu origine, cellula, uomo seme nel prato della vita nel silenzio musicato dallo sciabordare delle onde, scopriresti il senso di appartenere al mondo senza esserne l’esclusiva.
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Post n°38 pubblicato il 24 Febbraio 2011 da IoDomenico
A te guardiano del sonno voglio consegnare il mio scrigno, ne sigillo i sogni che una vita non può soddisfare, avvolti nel mantello di speranze che da giovane lustrai. Verrò nei giorni a scrutarli e se una luce avrà modo di scaldarne pur uno, mi arrampicherò su nel cielo tra le stelle per strappare il brillio, io che senza non so vivere. Lo affido a te perché possa scorrere leggero il mio presente, conosco l’influenza dei sogni, aloni capaci di sconvolgere la mente, ali che appaiono per elevare il cammino verso altezze da cui si può precipitare. Quanti volti hanno i sogni…riescono a farsi belli pur di tentarti e poi come bolle di sapone sanno eclissarsi. Come non entusiasmarsi alla loro presenza, perché non crederci… ma il solo volerli stimare già si fa inganno. Tu, guardiano del sonno li hai fatti apparire tra le mie notti, li hai cristallizzati per farmeli stringere alla luce dell’alba; ai primi passi nulla può svelarsi né essere ostacolo. Sanno catapultarsi davanti a noi così che non possiamo ignorarli, si consegnano per stravolgerci nel pensiero e si mostrano come farfalle che si poggiano al balcone del mattino e pronte svolazzano portandoci dietro di esse, sanno essere una forza che trascina ogni logica perché se si volesse razionalizzarli non sarebbero più il nostro sogno. E dovremmo fermarci alla sola realtà del momento, al presente e poi confrontare la nostalgia, per ciò che non abbiamo neanche tentato di rincorrere, con ciò che si ha? Potremmo trovarci con tanti rimpianti da seppellire anche quella parte di noi conscia di ogni cosa. Mi hai posto davanti il mio sogno, così vanitoso che non inseguirlo, non instradarsi nel viverlo sarebbe stato oltremodo increscioso; ed io ho indossato le ali e al peso del mio giorno ho sperato di poter dare soffio così da renderlo autentico volo. Guardiano del sonno…ma quale è il tuo dovere? solo spargere nella notte il profumo di speranza, non pensi a quanto sia arduo sottrarsi e quanta amarezza abbia il sapore di ciò che resta. Quanto sforzo per levarmi dietro il mio alone, un sogno che potrei far sfumare… Io… che il mio presente l’ho già conquistato con la realtà delle mani, io… che avevo forza per andare in alto. Ma che bisogno hai di soffiare e lasciar rotolare il senso di ciò che nasce come speranza, tu fiati e la porti via. Prenditi il mio scrigno, serra ogni desio lascia che io senta il concreto passo del mio presente, per arrivare in fondo senza che altro tu abbia a negarmi.
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Post n°37 pubblicato il 18 Febbraio 2011 da IoDomenico
Starò fermo sino a mostrarmi staccato onda lieve che dall’orizzonte torna alla riva coi miei occhi varcherei il confine come un riflesso della sera che sembra fasciare le ombre nere, sino ad immergermi nel tuo mondo: diverso dal mio, di chi ha sguardi che non possono scorgere, la mente chiusa che non può intendere, parole che non sa emettere. E sento la vita che arrivi appena a percepire, vissuta senza riconoscerla, scrutata senza saperla, percorsa senza comprendere. Vita…preziosa per chi cerca di vederti,capirti, sentirti, il voler afferrare un senso perso in un solo poiché… Le tue mani nel nulla, il sorriso vacuo, il tuo corpo immobile. Il senso soffocato del vivere che alla vita destina un camminare nel mondo senza pretendere un perché.
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Post n°36 pubblicato il 10 Febbraio 2011 da IoDomenico
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Post n°35 pubblicato il 08 Febbraio 2011 da IoDomenico
Dove porti quel bimbo donna… corpo esanime stretto al petto quale guerra si macchia del suo sangue quale ragione stupida da annientarlo all’insaputa in uno scoppio lo sotterra
occhi innocenti levati in alto scorgono lingue di fuoco in un cielo che non ha più stelle
Chi? ha separato la mia mano stretta ad ogni fratello, se non ho colori religioni che stringono armi o bandiere da sventolare più in alto di altre se tra le mani stringo il sudore nei miei occhi ho voglia d’amore e sulle labbra il perdono
Dove porti il tuo bimbo lascia possa carezzarne il corpo congiungere lo sguardo che ricorda le corse dei miei figli gli occhi nei loro cortili il bacio della notte inviato alle stelle, lascia che vicino al dolore trovi l’istante stretto al tuo per rimettere le colpe di chi ha falciato la sua età al tempo
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Post n°34 pubblicato il 07 Febbraio 2011 da IoDomenico
Mani… aggrappate a speranze, abbracciano forte ciò che si ha. …unite a una preghiera creano la meraviglia che scrolla la vita.
Mani…da sole si stringono al vuoto dentro un sé.
Mani… pressano sanno di balsamo a chi aspetta un senso di carità.
Mani grinzose stanche scivolano via nel dolce sonno nell’ultimo sogno intrecciano il Suo soffio vitale.
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Post n°33 pubblicato il 02 Febbraio 2011 da IoDomenico
COL LENTO SVANIRE DEGLI ANNI, TI RITROVI VECCHIO... IL CUORE SCANDISCE UN TEMPO CHE FUTURO NON HA.
NELLO SGUARDO SFIORITO SCOPRO LA TUA UMANITA’ NELLA VOGLIA INESPRESSA INCOMPRESA LA QUIETA ATTESA PER ESTERNARE La MISURATA SAGGEZZA.
QUANTO LUNGA SARA’ QUESTA TUA GIORNATA, E LE ALTRE ...ANCORA NEL PACATO FAR NIENTE. I DISCORSI RIEMPONO IL MOMENTO SANNO DEL PASSATO, DI UN’EPOCA… DI ciò CHE DIVERSO FU’.
SAPORI D’AMAREZZA, NOSTALGIA RIEMPONO I VAGHI RICORDI... E QUANDO AL CALAR DELLA SERA ALL’ANDARE D’UNA GIORNATA LA MANO DELL’ALTRO… VECCHIO COMPAGNO DEL VOSTRO TEMPO TI STRINGE... E’ LENTO IL SALUTO, INDECISO... E’ QUELLO DI CHI NON SA SE DOMANI SARA’.
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Post n°32 pubblicato il 24 Gennaio 2011 da IoDomenico
L’anima… implicata nei dubbi, infiacchita dalle logiche che rubano concretezza, imponente se fasciata d’amore ribelle a chi vuol renderla schiava L’anima angolo d’un sé chino nell’amarezza che vela rinunce nelle speranze, essenze d’un momento nel sorriso che giudica il giorno La mia… il solo mantello in cui avvolgo l’esistenza.
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Post n°31 pubblicato il 19 Gennaio 2011 da IoDomenico
Un soffio tra palpebre chiuse, risveglio che spalanca il presente, sei… la sorpresa d’una luce, quel salire di scale sino ad una veduta, lo svoltare il lato d’una montagna e poi scorgere l’orizzonte, quel riemergere da acque che intorpidiscono la mente, sei… tra mare e terra, nello spazio del niente, da un sogno al tuo giorno, con gli averi dentro diversi da ogni altro risveglio, Tu… maniglia che spalanca i sensi oltre la consuetudine. Vedrò il sole mi nutrirò del calore, sfiorerò le cose, saprò intravedere e percepire con la fantasia d’un tempo eterno, e lo scorrere sarà sensazione, il frammento dell'universo, il tuo amore.
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Post n°30 pubblicato il 13 Gennaio 2011 da IoDomenico
Se d’un tratto diventassi invisibile la mia entità fisica si smaterializzasse… di me cosa serberesti?
Sarei l’uomo che ha riempito i sensi l’uomo che ha colmato il vuoto, dopo usato da far sparire all’istante.
L’uomo invisibile da oltrepassare perché non ha ingombri l’uomo irrilevante, inesistente, bisogno d’una circostanza.
L’uomo che vogliose gambe circondano ai fianchi quello che accostandosi nel calore d’una mano trasmette il brivido dentro.
Quell’uomo che ti fa mentire che ai tuoi piedi carezza la pelle lieve sfila calze di seta col sesso stringe riempie dentro e i seni di delirio bagna
Se sparisse quell’uomo, guarderesti intorno a cercare nell’assenza l’anima con cui lui, ti circonda.
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Inviato da: IoDomenico
il 16/09/2011 alle 23:56
Inviato da: kiku0
il 16/09/2011 alle 13:43
Inviato da: IoDomenico
il 20/05/2011 alle 19:34
Inviato da: luli.11
il 19/05/2011 alle 18:19
Inviato da: IoDomenico
il 14/03/2011 alle 10:48