LA POESIA E' RIFIUTI ZERO
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PRESENTAZIONE di CATTURA IL PERDONO
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L'INFINITO DI LEOPARDI
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PANORAMA POLITICO
LA STORIA VIENE A GALLA
L’AMORE PESANTE di Antimo Ceparano
Vi è un ritorno nelle falde generose della mia acqua
perché io nacqui con il sudore rosso dei Padri
ho marciato insieme alla mia Idea nelle pieghe dei cortei
e ho suonato una chitarra nella mia notte
in via degli zingari dove la strada era la gitana che amavo
ho mischiato i miei sogni con i dolori dei giovani
che come me cercavano la strada per vivere
non ho tradito…non ho rinnegato…non ho lasciato
che il tempo imbiancasse insieme ai capelli la mia anima
perché la neve ho sciolto prima che il freddo
penetrasse nelle mie vene di figlio di antichi campesinos
erano i ciottoli gli amici della notte e non ho mai guardato
il giorno privandolo della speranza
ho amato chiunque versasse un pianto nel mio cuore
e ho pregato con il sole d’aprile quando è d’argento
il balcone e finisce la sera … è pesante l’Amore!
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CANZONE PER VENERE
un travaglio
di piccola rosa
è il pianto
di Venere
Ella è luce!
non ha colore
oltre il brillare
nella notte
eppure
nelle pieghe
del pregare
è un gradino
verso il compiuto
dell’infinito
di Dio
mi ricorda
la spuma
del giorno
con un
gorgheggiare
di uccelli elevati
oltre la
semplice vetta
di questo cielo
spento
nel rosa-notte
dell’ultimo
tramonto
adesso
che ritorno
a contemplare
prima di alzarmi
per rinchiudere
il mio resto
e riaprirlo
nel mattino
prossimo
veniente!
antimo ceparano
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SIGARO
Di queste ombre che scivolano
sul balcone di Casalnuovo
mi restano lunghe scie di fumo
l’aria fredda che mi ha stretto
nel mio gomitolo di carne
e l’odore dl caffè che dalla cucina
emigra nel regno del freddo
io ho scelto di dormire ad occhi aperti
lasciando il calvario del giorno
seduto sul divano a guardare
ciò che rimane della tavola
e del cibo gustoso che cucini
vado fuori
fa freddo in questo sospendermi
sulla testa di chi torna a casa
e dall’alto inseguo l’attesa
la certezza che Dio è sceso
dal piano di sopra per parlarmi…
non so cosa chiedere al cielo
perché il tutto m’appare ovvio sensato
vedo il diritto baciare l’ingiustizia
ed insieme partorire
ciò che domani sarà il mio giorno…
mi si svela l’arcano
e vedo macerie dove altri
osservano meraviglie e favole
i loro volti?
quelli che vedo e vedrò
per migliaia di giorni
sono maschere di debole pensiero
ed intanto il sigaro
mi parla con l’odore forte
di tabacco e di anni…
fa ancora freddo e rientrare in casa
è in quel gesto penoso di spegnere
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Inviato da: ceparano.antimo
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