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LA STORIA VIENE A GALLA

 

 

poesia

Post n°334 pubblicato il 01 Maggio 2012 da crocco57
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L’AMORE PESANTE di Antimo Ceparano

Post n°333 pubblicato il 14 Aprile 2012 da crocco57
Foto di crocco57

L’AMORE PESANTE di Antimo Ceparano

 

Vi è un ritorno nelle falde generose della mia acqua

perché io nacqui con il sudore rosso dei Padri

 

ho marciato insieme alla mia Idea nelle pieghe dei cortei

e ho suonato una chitarra nella mia notte

in via degli zingari dove la strada era la gitana che amavo

 

ho mischiato i miei sogni con i dolori dei giovani

che come me cercavano la strada per vivere

 

non ho tradito…non ho rinnegato…non ho lasciato

che il tempo imbiancasse insieme ai capelli la mia anima

perché la neve ho sciolto prima che il freddo

penetrasse nelle mie vene di figlio di antichi campesinos 

 

erano i ciottoli gli amici della notte e non ho mai guardato

il giorno privandolo della speranza

 

ho amato chiunque  versasse un pianto nel mio cuore

e ho pregato con il sole d’aprile  quando è d’argento

il balcone e finisce la sera … è pesante  l’Amore!

 
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IL POETA BECCHINO

Post n°332 pubblicato il 08 Aprile 2012 da crocco57
Foto di crocco57

 
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CANZONE PER VENERE di Antimo Ceparano

Post n°331 pubblicato il 05 Marzo 2012 da crocco57
Foto di crocco57

CANZONE PER VENERE

 

 

un travaglio

di piccola rosa

è il pianto

di Venere

 

Ella è luce!

non ha colore

oltre il brillare

nella notte

 

eppure 

nelle pieghe

del pregare

è un gradino

verso il compiuto

dell’infinito

di Dio

 

mi ricorda

la spuma

del giorno

con un

 gorgheggiare

di uccelli elevati

oltre la

 semplice vetta

di questo cielo

spento

nel rosa-notte

dell’ultimo

tramonto

 

adesso

che ritorno

a contemplare

 

 

 

 

prima di alzarmi

per rinchiudere

il mio resto

 

e riaprirlo

nel mattino

prossimo

 

 

 veniente!

 

 

 

antimo ceparano

 
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IL SIGARO

Post n°330 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da crocco57
Foto di crocco57

SIGARO

 

Di queste ombre che scivolano

sul balcone di Casalnuovo

mi restano lunghe scie di fumo

l’aria fredda che mi ha stretto

nel mio gomitolo di carne

e l’odore dl caffè che dalla cucina

emigra nel regno del freddo

 

io ho scelto di dormire ad occhi aperti

lasciando il calvario del giorno

seduto sul divano a guardare

ciò che rimane della tavola

e del cibo gustoso che cucini

 

vado fuori

 

fa freddo in questo sospendermi

sulla testa di chi torna a casa

e dall’alto inseguo l’attesa

 

la certezza che Dio è sceso

dal piano di sopra per parlarmi…

 

non so cosa chiedere al cielo

perché il tutto m’appare ovvio sensato

vedo il diritto baciare l’ingiustizia

ed insieme partorire

ciò che domani sarà il mio giorno…

 

mi si svela l’arcano

e vedo macerie dove altri

osservano meraviglie e favole

 

i loro volti?

quelli che vedo e vedrò

per migliaia di giorni

sono maschere di debole pensiero

 

ed intanto il sigaro

mi parla con l’odore forte

di tabacco e di anni…

 

fa ancora freddo e rientrare in casa

è in quel gesto penoso di spegnere

 
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