LA POESIA E' RIFIUTI ZERO
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PRESENTAZIONE di CATTURA IL PERDONO
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L'INFINITO DI LEOPARDI
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PANORAMA POLITICO
LA STORIA VIENE A GALLA
A SALERNO INNAMORATO (alla città per eccellenza che insieme alla mia Napoli amo)
Ho visto dei canali che ti modellavano la pelle
su quelle pieghe l’età nostra ha solcato il mare del tempo…
abbiamo buttato i nostri cuori oltre la spiaggia quieta del vivere
per osare quello che non era la possibile attesa degli eventi
siamo stati noi due a nutrire l’amore ogni giorno
per farne un fuoco gagliardo che ha bruciato il dubbio
giorno dopo giorno con la bocca di lattanti
dove io ero tua madre e tu il nostro latte
abbiamo amato le nostre cose imperfette per stringere
il bello che in noi era un dono perché il rancore non ci apparteneva
ed ora hai l’odore della primavera che si rinnova
che mi carezza il viso con il tuo vento di donna
non è passato l’ieri esso si avvolge del presente
prolungandoti in quelle sensazioni che mi piovono nell’anima
nella dolce pioggerella degli innamorati.
antimo ceparano
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LETTERA IN FORMA DI POESIA AL PRESIDENTE di Antimo Ceparano
Presidente, la mia Patria geme
Come nel 1945 quand’era distrutta
Dalle innocenti bombe
Ree loro malgrado
Perché gettate dalla scura ombra del male…
Oggi, nella fredda indifferenza
Di questo 2012 quando muore sotto bombe
Di ben altra natura
L’animo umano e nella pancia delle metropoli
Vi sono aborti di civiltà
Si rinnova il 1945 e la mia Patria
Di nuovo è una corolla di dolore
Presidente, l’ombra del saccheggio infuria
Maschera di orrenda attesa entrano nel capezzale
Di quella che fu la casa degli Italiani
E indifferenti al dramma dei giovani
Al dolore dei vecchi al sangue che scorre invisibile
Sui luoghi di lavoro predano ciò
Che dovrebbero cullare per dovere se non per amore
Presidente, io non odo la sua voce
Che dovrebbe infuriare come quella d’un padre
E spazzare questo vento terribile
Che ci tortura che ci vieta la speranza
E ci condanna alla lenta agonia
Dei vecchi continenti
Io non ho la speranza dei nonni miei
E del nonno dei padri dei nostri figli
Quando da macerie di cruda materia
Trassero lo Spirito di un tempo nuovo
Ora i ladri sono baldanzosi e gli assassini delle camorre
Si dicono giustizieri e lei?
Lei affonda nel silenzio cercando
Di parlare con la lingua del solo denaro
E su tutto ciò si eleva il desiderio
Di stracciare l’ultimo seme del diritto
E di fare del Lavoro il luogo dove sacrificare
L’Uomo per farne concime del padrone
Per questo le dico: Io ricomincio a ricostruire
Il giardino che mi circonda e la consegno
Al tribunale terribile della Storia.
Altro non dico … altro non ho.
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“Soltanto la perdita di una comunità politica esclude l’individuo dalla umanità” scrisse Hanna Arendt in Le origini del totalitarismo. Nell’epoca attuale, che pare aver condotto ai loro estremi effetti i fenomeni che l’autrice di Vita activa e de La banalità del male avvertì quali tendenze o prodromi, la poesia, giacché parola che vuole lasciarsi intendere al di fuori e al di là di ogni criterio ideologico (l’ideologia della finanza globale, della società dello spettacolo, delle nuove dominazioni di vecchi o decrepiti imperialismi), è la realtà che ancora può dar vita a luoghi di autentica democrazia e libertà, che ancora può offrire cittadinanza a tutti coloro che non hanno desistito dal proposito di “cambiare la vita” e “trasformare il mondo”.
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L’AMORE PESANTE di Antimo Ceparano
Vi è un ritorno nelle falde generose della mia acqua
perché io nacqui con il sudore rosso dei Padri
ho marciato insieme alla mia Idea nelle pieghe dei cortei
e ho suonato una chitarra nella mia notte
in via degli zingari dove la strada era la gitana che amavo
ho mischiato i miei sogni con i dolori dei giovani
che come me cercavano la strada per vivere
non ho tradito…non ho rinnegato…non ho lasciato
che il tempo imbiancasse insieme ai capelli la mia anima
perché la neve ho sciolto prima che il freddo
penetrasse nelle mie vene di figlio di antichi campesinos
erano i ciottoli gli amici della notte e non ho mai guardato
il giorno privandolo della speranza
ho amato chiunque versasse un pianto nel mio cuore
e ho pregato con il sole d’aprile quando è d’argento
il balcone e finisce la sera … è pesante l’Amore!
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