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angang1978
   
Creato da angang1978 il 30/03/2012

Il Lazzaro

suggestioni di (contro)informazione meridionale

 

 

Ionio, è corsa all’oro nero

Post n°688 pubblicato il 22 Maggio 2013 da angang1978

 

Come nei più classici degli stereotipi da paese coloniale, è corsa all’oro nero nei paesi del Mezzogiorno bagnati dallo Ionio.

Sono davvero tante le richieste inoltrate al Governo (Ministero delle sviluppo economico) di nuove ricerche in mare sulle coste Ioniche, oltre le Concessioni petrolifere già esistenti. Sono talmente tante che se fossero accettate tutte, il fondo marino potrebbe diventare un colabrodo. Tra Puglia, Basilicata e Calabria si profila la concessione di ricerca petrolifera per Transunion e Nautical Petroleum. Su un’area estesa 623 chilometri quadrati, nel settore settentrionale del Mar Ionio, all’interno del Golfo di Taranto (zone marine D e F). E’ del 14 maggio scorso la richiesta inoltrata nuovamente (la sigla è d 68 FR-TU) proposta dalla Compagnia. Si tratta del tratto di costa compreso tra Roseto Capo Spulico e Scanzano: è ubicata al largo, l’area di mare oggetto della richiesta di Permesso di ricerca idrocarburi. Le province coinvolte nel progetto sono Cosenza, Crotone, Lecce, Matera e Taranto. Infatti l’area su cui si potrebbero evidenziare ripercussioni di tipo ambientale, dal fenomeno della subsidenza, ad alterazioni dell’eco-sistema o altri danni ambientali, per esempio alle aree marine protette, come quella di Crotone, sono molto più ampie delle zone in cui avviene la ricerca o l’estrazione petrolifera o metanifera vera e propria con l’installazione dei pozzi. (il quotidiano della calabria)

Le royalties? Questo l’estratto di un intervento tratto dal sito di Beppe Grillo, a proposito della royalties pagate alla Regione Basilicata:

Le Compagnie petrolifere che estraggono petrolio e gas dal sottosuolo lucano, versano alla Regione Basilicata royalties sotto forma di gas pari al 7% del gas estratto, al netto dei consumi interni.
Grazie alla complicata normativa messa in atto anni a dietro dal Decreto Bersani e dal Decreto Royalties, il gas della Regione deve essere venduto nella Borsa del gas dalle stesse Compagnie petrolifere e queste, grazie ad un Regolamento permissivo, con un meccanismo di aste in cui vengono messe in vendita grandi lotti di gas in ogni asta, inaccessibili ai piccoli e medi operatori, porta quale risultato, che il gas viene riacquistato dalle stesse Compagnie petrolifere che lo hanno versato come royalties ad un prezzo che in quel determinato giorno risulterà basso perché in Borsa, volutamente, vi sarà molta offerta e richiesta quasi nulla.
Successivamente questo gas viene reimmesso sul mercato nazionale ad un prezzo molto più alto, come si è verificato ad esempio nel 2009 in cui il gas messo in vendita in asta da ENI è stato riacquisto dalla stessa ENI a 29cE/mc (29 centesimi di euro al metro cubo) ed è stato reimmesso sul mercato a 36 cE/mc, mettendo in ginocchio le aziende Lucane e Italiane che hanno subito un aumento del 25% sul prezzo dell’energia (gas e energia elettrica). Tale meccanismo garantisce pure il monopolio del prezzo in quanto non permette a nessun altro operatore di acquistare in Borsa e vendere a prezzo competitivo.

Capito?

 
 
 

Tripadvisor: Napoli quina in classifica tra le mete scelte dai turisti

Post n°687 pubblicato il 22 Maggio 2013 da angang1978

 

Nonostante lo sputtanapoli quotidiano e le considerazioni inopportune di certa stampa, nonostante anche talune scelte di carattere politico, Napoli si classifica al 5 posto in Italia tra le mete scelte dai turisti di Tripadvisor, sito che si occupa di viaggi in rete.
„“Basati sulle opinioni di milioni di viaggiatori da tutto il mondo, i Travelers’ Choice Destinations Awards aiutano a identificare la destinazione più votata e più amata dai viaggiatori” ha dichiarato Valentina Quattro, portavoce di TripAdvisor per l’Italia. “I riconoscimenti mettono in luce i 412 vincitori nel mondo. La quinta posizione conquistata da Napoli a livello nazionale testimonia l’apprezzamento dei viaggiatori internazionali nei confronti della città”.

Soddisfatto Luigi de Magistris “La classifica di Tripadvisor dimostra che Napoli è sulla strada giusta” ha commentato il sindaco di Napoli. “Stiamo centrando un obiettivo importante: puntare sugli eventi nazionali e internazionali di profilo culturale, musicale, artistico e sportivo per rilanciare l’immagine di Napoli nel mondo e per favorire il tessuto economico-turistico-commerciale. Essere, per la prima volta nella storia della nostra città, nelle prime posizioni di gradimento delle destinazioni turistiche italiane da parte dei viaggiatori di TripAdvisor, ci riempie di orgoglio”.

 
 
 

Lo sputtanapoli di oggi dalla pagine de “La Repubblica”

Post n°686 pubblicato il 21 Maggio 2013 da angang1978

 

 

Che in questi giorni, tra l’Arena e quel programma mediaset in cui girano quei tali con occhiali ed abito scuro a caccia di improbabili “sgup”, lo sputtanapoli abbia dato il meglio di sè, è piuttosto chiaro.

Come se l’arrivo della primavera svegliasse irrisolti conflitti personali, laddove sole e mare sono soltanto una immagine pallida.

E’ triste, tuttavia, doverlo notare su quei quotidiani la cui linea editoriale vorrebbe ispirarsi al “politically correct” , al riformismo, ai più puri sentimenti di democrazia e libertà. Proprio come sul quotidiano La Repubblica.

Un articolo di Gianni Clerici, sulla chiusura degli internazionali di tennis, così esordisce: “Alla fine di una delle più deludenti partite che ricordi, tra le mille di Federer, sono andato a frugare nel cestino della carta straccia per tentare di ritrovarvi le mie note sulle finali del doppio e del singolare femminili. Sfortunatamente le avevano già buttate nell’immondizia che, come a Napoli, impedisce il riciclo. (…)”

Ancora una volta, come sempre, troviamo stucchevole e patetico, il voler continuare ad utilizzare Napoli (ed il Sud) come termini di paragone diminutivi e di minoranza, soprattutto in contesti per i quali il buon senso ed il rispetto, dovrebbero suggerire il silenzio.

A prescindere dalla veridicità o meno di quanto afferma (ricordiamo a Clerici che in molti quartieri di Napoli la raccolta differenziata viene effettuata ed anche con risultati egregi, ricordiamo altresì a Clerici che tra Napoli e Caserta i terreni sono saturi di rifiuti tossici provenienti proprio da quelle zone con le strade linde e pinte dove la raccolta differenziata supera il 100%), ci chiediamo se il giornalista in questione ci concede, da oggi in poi, di poterlo usare come riferimento delle nostre figure retoriche, così come ha fatto lui con Napoli.

 
 
 

Il sensazionalismo manicheista di Giletti

Post n°685 pubblicato il 21 Maggio 2013 da angang1978

 

Ogni volta che a casa mia, al pomeriggio di domenica, guardano Massimo Giletti su Rai 1, state pur certi che, nella rappresentazione che il conduttore piemontese fa dell’Italia, una rappresentazione fortemente manichea, non manca la descrizione di un Sud illegale, sporco e cattivo e di un nord sempre virtuoso, da anteporre al primo come termine comparativo (e morale) di maggioranza. A volte casi che, pompati di un inutile sensazionalismo, si rivelano alla fine meno peggio di quanto rappresentati per fare audience. Fateci caso, nonostante i casi di cronaca citati anche su queste pagine, per la redazione de l’Arena tutti i falsi invalidi, gli evasori e gli abusivi, sono meridionali. (Lombroso docet, si va sul sicuro).

Si, sarò volutamente provocatorio.

Oggi in trasmissione, la presenza del sindaco d Castelvetrano, in provincia di Trapani, in cui, secondo un vecchio articolo del Corriere della Sera, vi sarebbero migliaia di abitazioni abusive.

Abitazioni costruite, nella quasi totalità dei casi, secondo le dichiarazioni del sindaco, sul finire degli anni 60, Abitazioni dotate di luce elettrica e telefono fisso.

Metto in evidenza gli ultimi due elementi citati, non oziosamente, ma per sottolinaere una questione di fondo, taciuta ,che contribuisce ad alimentare giudizi di valore negativi solo per talune parti del paese.

Ferma restando la condanna di comportamenti illegali ed illeciti, senza alcuna attenuante, una domanda sorge spontanea: perchè, lì come altrove, l’Enel e l’allora SIP (società idroelettrica piemontese, successivamente denominata Telecom) società nelle quali la partecipazioni del Ministero del Tesoro (e quindi di proprietà dello stesso Stato che ritiene quelle abitazioni abusive) era dominante, hanno concesso proprio a queste abitazioni, l’energia elettrica e la rete telefonica? Non avrebbero dovuto segnalarne la presenza all’autorità giudiziaria ed agire di conseguenza, anzichè intascare i soldi delle “bollette”?

Pecunia, non olet, si sa, il denaro non puzza e non è abusivo.

Tra l’altro peccato che queste società, oggi come allora, non abbiano mai avuto le loro sedi legali nè in Sicilia nè al Sud e, quindi, a qualche altra latitudine si siano goduti, e si godono, i frutti del pagamento delle tasse che restano sul territorio. Aumentando il Pil di quella parte di paese che si erge a censore morale di un sud, brutto sporco e cattivo.

A cui Giletti, per fortuna sua, non appartiene.

 
 
 

Sliding Doors: 13 maggio 2012 si assegna lo scudetto in una Italia unificata dai Borbone

Post n°684 pubblicato il 18 Maggio 2013 da angang1978

 

E se fossero stati i Borbone ad unire l’Italia? L’ipotesi non è peregrina ed avrebbe potuto aver luogo.

Rosario dello Iacovo, giornalista e scrittore, immagina una giornata (non proprio qualunque) di una Italia unificata dai Borbone. Il racconto, contenuto in “Per dire addio ai miei anni migliori” che uscirà per Ad est dell’equatore nei prossimi mesi, è ambientato il 13 maggio 2012 a Napoli, Capitale d’Italia.

In quella data si gioca, in notturna, una partita decisiva per l’assegnazione dello scudetto: il derby Real Napoli – Dinamo Partenope.

Ecco il prologo al racconto che troverete poi in libreria.
Ma facciamo qualche passo indietro.

Ributtati in mare i garibaldini nel 1860, i Borbone si rendono conto dell’isolamento nel quale si sono cacciati. Perciò, Francesco d’Assisi Maria Leopoldo, diventato pochi mesi prima a soli 23 anni Re delle Due Sicilie, con il nome di Francesco II, avvia una politica di deciso avvicinamento alla Corona britannica. Il mutamento di rotta si articola su alcuni assi principali: piano di sviluppo industriale, riforme liberali, agricoltura intensiva sul modello delle enclosures inglesi, riorganizzazione e riarmo dell’esercito.

Sette anni dopo, nella primavera del 1867, truppe borboniche e reparti irregolari italiani entrano a Torino, dopo aver risalito la penisola senza incontrare grande resistenza. L’esercito sabaudo si dissolve come neve al sole, molti reparti passano con gli unionisti. I Savoia riparano in Francia, nella regione di provenienza della dinastia.

Nell’autunno dello stesso anno, un plebiscito ratifica l’avvenuta unità. Napoli diventa capitale d’Italia. Al momento dell’unificazione, è la più grande città del paese. Lo status di Capitale le consente di incrementare la posizione di supremazia sugli altri centri urbani.

Oggi conta otto milioni di abitanti, grazie ai flussi migratori, prima interni e adesso globali. Si estende da Mondragone a Massa Lubrense lungo la costa. Fino a Caserta, Baiano e Nocera Inferiore, nell’entroterra. E’ divisa in ventotto municipi metropolitani autonomi.

A Torino, dopo l’Unità, vengono imposte pesanti condizioni di pace. Qui si radica la resistenza antiborbonica. Qui avvengono i sanguinosi scontri in occasione del centesimo anniversario dell’Unità d’Italia nel 1967. Il centocinquantesimo, nel 2017, si annuncia ancora più rovente, dopo che il Movimento Indipendentista ha rialzato la testa, a partire dalla polverizzazione della ex Jugoslavia. Il recente successo editoriale di “Padani”, del giornalista Ambrogio Marzo, ha gettato ulteriore benzina sul fuoco.

Milano invece gode da sempre di un trattamento privilegiato, in quanto porta del paese sull’Europa continentale.

Nel 1883, grazie all’iniziativa di un gruppo di giovani, appartenenti alla folta comunità britannica stabilmente insediata nella Capitale, nasce il Napoli Football Club. I Borbone accolgono entusiasticamente l’operazione, intuendone la portata propagandistica. Chiedono e ottengono che al nome venga aggiunto il prefisso Real. Il 1 agosto dello stesso anno nasce ufficialmente il Real Napoli, la prima squadra della penisola. Il suo stadio, il “Francesco II”, si trova da sempre nel Bosco di Capodimonte. Più volte ristrutturato, ha una capienza di 125.000 spettatori. Con quarantadue scudetti, ventisei coppe nazionali e cinque Coppe dei Campioni, poi Champions League, tre coppe Intercontinentali e quattro Coppe delle Coppe, è il club più titolato. Uno dei più importanti del mondo.

Bisogna attendere dodici anni, il 5 settembre del 1895, per la nascita della seconda squadra della Capitale. Il Terzigliano FC prende il nome dall’omonimo quartiere della periferia industriale e, grazie all’ispirazione socialista dei suoi fondatori, raccoglie i consensi dell’area nord e di quella orientale della metropoli partenopea a prevalenza operaia. Nel 1924 il club, sul modello della Dinamo Mosca, assume la denominazione di Dinamo Partenope. Il suo palmarés annovera diciannove scudetti, tredici coppe Italia, due Coppe dei Campioni, tre Coppe delle Coppe e l’Europa League vinta due anni fa, dopo una rocambolesca eliminazione dal girone di Champions. La Dinamo gioca a Terzigliano e il suo stadio, lo “Spartaco Esposito”, ha una capienza di 85.000 spettatori. Prende il nome dal leader della rivolta operaia repressa nel sangue nel maggio del 1898 a colpi di cannone.

Esistono molte altre squadre in città. Le principali sono quelle che seguono.

Il Partenope United è quella del centro antico. E’ un piccolo club. Oscilla storicamente come un pendolo irregolare fra la prima e la terza divisione. Il suo stadio si trova a “Piazza dei Martiri del 1860″, lo slargo collocato nei pressi di Porta Capuana e Porta Nolana. La sua tifoseria ha una pessima reputazione. Tre scudetti negli anni Trenta, quando era presidente l’armatore Ulisse Alloro, e una Coppa Italia nel 1976, sono i suoi unici titoli.

Poi c’è l’Atletico Flegreo, la squadra dei municipi che vanno da Fuorigrotta a Mondragone e formano il distretto metropolitano di Napoli Ovest. Sei scudetti, di cui l’ultimo nel 1986, e due coppe nazionali sono sulla sua bacheca. L’Atletico gioca nei pressi della stazione dei Campi Flegrei.

Al Vomero, dal secondo dopoguerra, c’è la Polisportiva Italiana. La sua base di tifo è soprattutto fra i funzionari della burocrazia centrale e gli operai delle regioni depresse del nord emigrati nella capitale nel corso dei decenni. A partire dal nome, esprime l’identità nazionale più che quella cittadina, in varie forme invece appannaggio del resto dei club. Negli ultimi anni, grazie all’acquisizione da parte degli arabi e a un piano di sviluppo faraonico, ha vinto due titoli, contendendo al Real Napoli l’ultima Champions League, persa all’ultimo minuto al Wembley Stadium per un’autorete…

 

PS: per quanto mi riguarda, sempre,ovunque e comunque, Forza Atletico Flegreo!!

 
 
 
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