Community
 
LAURAXRICOR...
Profilo
Blog
Sito
Foto
   
 
Creato da LAURAXRICORDARE il 01/11/2009

NATALE

IMMAGINI E EMOZIONI

FACEBOOK

 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

AREA PERSONALE

 

 

 

***

 

 

***

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*** 

 

***

 

 

***

Image du Blog chezmarie.centerblog.net

 

*****

 

***

 

 

 
Citazioni nei Blog Amici: 20
 

 

 

 

ASPETTANDO GESU'

Post n°31 pubblicato il 22 Dicembre 2009 da LAURAXRICORDARE

 

Brilla in cielo una stella
Con la coda lunga e bella.
Si ode dentro la capanna,
una dolce ninna-nanna.
C'è un bambino biondo, biondo
Col visetto tondo, tondo,
che riceve doni e fiori
dagli umili pastori.(dal web)

 

 

 

 

E' notte ,s'ode un vagito,
in una  grotta lontana ,
sta nascendo un Bambino.
Sara' il Salvatore...
una Madre lo guarda con
tanta tenerezza...
Silenzio....solo il fiato
di un bue e di un asinello
ricordano il mistero...
Nel cielo , un angelo
e un luccichio di stelle
"una" brilla piu' forte
è forse la cometa
che guidera' i pastori.
E' arrivato il Natale

 

 
 
 

L'UCCELLINO DI NATALE

Post n°30 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da LAURAXRICORDARE

 

Quando giunse l'inverno tutti gli uccellini del bosco partirono. Soltanto un piccolouccellino decise di rimanere nel suo nido dentro un cespuglio di agrifoglio:voleva a tutti i costi attendere la nascita di Gesù per chiedergli qualcosa. L'inverno fu lungo e molto nevoso.

Foto Uccellino Luì grosso Foto uccelli

Il povero uccellinoera stremato dal freddo e dalla fame.Finalmente arrivò la Notte di Natale. Quando l' uccellino fu dinnanzi al Bambino appenanato, disse : "Caro Gesù, vorrei che tu dicessi al vento invernale del bosco di non spogliare l'agrifoglio. Così potrei restarenel mio nido  e attendere la nuova primavera". Gesù sorrise, poi chiamò un angelo e gli ordinò di esaudire il desiderio di quell'uccellino. Da allora, l'agrifoglio conserva le sue verdi foglie anche d'inverno. E per riconoscerlo dalle altre piante, l'angelo vi pose , delle piccole bacche rosse e lucide

 

 

 

 

 
 
 

FIABA :LA LUCCIOLA

Post n°28 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da LAURAXRICORDARE

  Ad adorare il bambino Gesù nella capanna di Betlemme insieme con gli altri animali accorsero anche gli insetti. per non spaventare il piccolo restarono in gruppo sulla soglia. Ma Gesù, con un gesto delle rosee manine, li chiamò ed essi si precipitarono,portando i loro doni. L'ape offrì il suo dolce miele,

 

la farfalla la bellezza dei suoi colori, la formica un chicco di riso, il baco un filo di finissima seta. La vespa, non sapendo che cosa offrire, promise che non avrebbe più punto nessuno, la mosca si offrì di vegliare, senza ronzare, il sonno di Gesù. Solo un insetto piccolissimo non osò avvicinarsi al bambino, non avendo nulla da offrire.   Se ne stette timido sulla porta; eppure avrebbe tanto voluto dirgli il suo amore. Ma, mentre con il cuore grosso e la testa bassa stava per lasciare la capanna, udì una vocina: " E tu, piccolo insetto, perché non ti avvicini?" Era Gesù stesso che glielo domandava. Allora, commosso l'insetto volò fino alla culla e si posò sulla manina del bambino. Era così emozionato per l'attenzione ricevuta, che gli occhi gli si colmarono di lacrime. Scivolando giù, una di queste, cadde proprio sul piccolo palmo di Gesù. " Grazie", sorrise il bambinello. " Questo é un regalo bellissimo". In quel momento un raggio di luna, che curiosava dalla finestra, illuminò la lacrima. " Ecco é diventata una goccia di luce!" disse Gesù sorridendo. " da oggi porterai sempre con te questo raggio luminoso. E ti chiamerai lucciola."

Archivio Immagini - illustrazione,  pittura, fireflies,  volare, erbe.  fotosearch - cerca  foto, illustrazioni,  immagini e foto  clipart

 
 
 

FIABA DI NATALE

Post n°27 pubblicato il 13 Dicembre 2009 da LAURAXRICORDARE

Lo scorso Natale stava per succedere un disastro. Una brutta mattina, era già passata la metà di dicembre,Babbo Natale si svegliò e si accorse che stava male, ma proprio male.

" Per tutte le slitte!" esclamò Mamma Natale. " Hai il viso pieno di macchie! Come farò a finire di preparare tutti i regali da sola?" "Mah, comunque è meglio che mi sbrighi" disse tra sè Mamma Natale, " Adesso devo dare da mangiare alle renne". Ma quando si aprì la porta della stalla vide qualcosa che la fece restare con tanto d'occhi: anche le renne erano piene di macchie! Allora decise di dare agli animali un cucchiaio di medicina e intanto pensava a cosa c'era ancora da fare. Si mise il cappotto e uscì in giardino, accompagnata dai suoi animali. Durante la notte, insieme alla neve erano cadute in giardino centinaia di lettere indirizzate a Babbo Natale.

 

 

Mamma Natale e i suoi animali le raccolsero tutte. Mamma Natale lesse tutte le lettere, poi si rimboccò le maniche. C'erano ancora tanti regali da finire, anche se lei e Babbo Natale avevano lavorato sodo per tutto l'anno...anzi per essere precisi fin dal Natale precedente! Per tutto il giorno Mamma Natale non fece altro che segare, tagliare, incollare, avvitare, dipingere,cucire, e alla fine era tutto pronto. Ma ad un tratto le venne un terribile dubbio: senza le renne, come avrebbe fatto a consegnare i regali? Finchè ad un certo punto..." Ho trovato!" esclamò. " Trasformerò la bicicletta in una macchina volante!" " E l'aspirapolvere mi darà la spinta necessaria per il decollo!" Poi si mise a cercare in cantina per vedere se c'erano altre cose che le potessero servire. Modificò l'aspirapolvere in modo che soffiasse fuori l'aria, invece di aspirarla. Poi collegò i pedali al motore: più forte si pedalava, più veloce si andava. Ecco fatto! Alla fine la macchina volante era pronta, e Mamma Natale era molto contenta. Mamma Natale attaccò ad ogni regalo un bigliettino con il nome di chi lo doveva ricevere, poi sistemò i regali nel cesto. Un paio erano davvero troppo grandi e crearono qualche problema! Alla fine indossò il mantello rosso con il cappuccio. Nessuno l'avrebbe riconosciuta! Fuori faceva molto freddo. Mamma Natale ripulì dalla neve un pezzo di sentiero e preparò la pista di decollo. Poi l'oca e la gallina cominciarono a sbattere le ali, mentre lei pedalava più forte che poteva: e pedala e pedala e pedala...alla fine la bicicletta si sollevò nell'aria della notte. Mamma Natale stava volando! E continuò a volare e a volare finchè non vide in lontananza una piccola città. Allora girò la bicicletta in quella direzione e atterrò sopra un tetto pieno di neve. Legò una fune attorno al camino e si lasciò scivolare dentro. Ma guarda! Il mantello rosso tutto sporco! Come farà Babbo Natale ad averlo sempre pulito? Mamma Natale continuò ad andare su e giù peri camini per tutta la notte, finchè anche l'ultimo regalo non fu consegnato e tutti i cesti non rimasero vuoti. Adesso poteva tornare a casa

 
 
 

il 7 dicembre si festeggia sant?ambrogio a Milano,questa poesia mi e' stata gentilmente inviata da Gaia,che ringrazio tanto

Post n°26 pubblicato il 11 Dicembre 2009 da LAURAXRICORDARE

Gh'é 'na stela C'é una stella
Gh'é 'na stela cun la coa C'é una stella con la coda
tuta bela inluminada tutta bella illuminata
che me fa vedé la strada che mi fa veder la strada
due gh'é nasù ul Bambin. dove é nato il Bambino.

Anca mì, cume un re Mag, Anch'io, come un re Magio
vurià purtà tanti regai vorrei portare tanti regali
a chi fiò che dopo domila an a quei bambini che dopo 2000
nasen anmò in di capan, anni nascono ancora nelle
che gan och de sta alegher capanne, che hanno poco da stare
allegri.
El so Signor che l'é mia la pel Lo so Signore che
che ghe fa diferent non é la pelle che fa la differenti
e sem tucc cumpagn de Ti, e che siamo tutti uguali a Te,
alora, mo che l'é Natal, allora, adesso, che é Natale,
dag un òcc, fai mia sufrì tienili d'occhio, non farli
di Pietro Papa soffrire

 

 

 



 
 
 

SAN GREGORIO ARMENO

Post n°23 pubblicato il 05 Dicembre 2009 da LAURAXRICORDARE

La strada
Passeggiando lungo i Decumani di
Napoli nelle settimane che precedono il Natale non si può non notare come tutta l’attenzione sia rivolta verso un’ antica e storica via della città, nota oggi per le tante botteghe artigiane che l’hanno resa famosa nel mondo: via San Gregorio Armeno, la via degli artigiani del presepe.

La via congiunge perpendicolarmente due decumani, il Maggiore e quello Inferiore, e basta seguire i loro percorsi per giungere a quel caleidoscopio di colori, suoni, voci che è la via dei presepi: venendo da via Duomo, vi si arriva attraverso il Decumano Maggiore (via dei Tribunali) o il Decumano Inferiore (via San Biagio dei Librai).

Soluzione più semplice, per i turisti in giro con la metropolitana, è invece quella di scendere alla fermata di
Piazza Dante della Linea 1 del metrò e proseguire per Port’Alba e da lì, attraverso via San Sebastiano, raggiungere Via Benedetto Croce (sempre una parte del Decumano Maggiore noto anche come Spaccanapoli), proprio all’altezza del campanile della chiesa di Santa Chiara e proseguire nella direzione opposta a quella che conduce a Piazza del Gesù Nuovo.


Le botteghe, i pastori ed i presepi
Difficile descrivere a parole o con immagini la moltitudine di botteghe, negozietti e bancarelle coloratissime che affollano Via San Gregorio Armeno: si è subito sopraffatti dalla quantità e dalla varietà dell’offerta.
Qui si può trovare di tutto per il presepe: dalle casette di sughero o di cartone in varie dimensioni, agli oggetti “meccanici” azionati dall’energia elettrica come mulini a vento o cascate, dai pastori di terracotta dipinti a mano a quelli alti 30 cm con abiti in tessuto cuciti su misura. Ci sono pure i pastori venditori di frutta, di pesce, il macellaio e l’acquaiola; ma pure il pizzaiolo “robotizzato” che inforna la pizza, i classici come Benito ed i Re Magi e naturalmente la Sacra Famiglia, con il corredo di bue ed asinello, in tutte le dimensioni, fatture e prezzi. Ma accanto a vere e proprie opere d’arte, frutto del lavoro di famiglie artigiane che si tramandano il mestiere da intere generazioni, si trovano aggetti a dir poco kitsch, che però denotano la fantasia e l’ironia dei napoletani: la statuetta (ma sarebbe meglio dire la caricatura) del politico o del VIP del momento è oramai divenuta uno dei classici sulle bancaralle di via San Gregorio Armeno. Alcuni artigiani si sono specializzati nella realizzazione di questi pastori sui generis e non appena un personaggio sale alla ribalta della cronaca, ne creano il relativo pastore, molto spesso enfatizzandone qualche particolare legato all’evento che lo ha reso famoso. Come non dimenticare Maradona con il suo pallone negli anni d’oro della squadra di calcio del Napoli o l’allora giudice Di Pietro e la schiera di politici condannati dell’era di Tangentopoli

Gli innumerevoli presepi esposti catturano l’attenzione di grandi e piccini. Le botteghe offrono principalmente tutto il materiale necessario per costruirsi oppure per espandere il proprio presepe. Chi vuole, però, può naturalmente acquistare un presepe già fatto, comprando poi separatamente i pastori con cui addobbarlo. In genere si parte dai 35-45 euro per modelli semplici, ma realizzati con molta cura, per i pastori da 5 cm fino a giungere alle migliaia di euro per le grandi realizzazioni basate sulle riproduzioni dei pastori classici del Settecento.

Via San Gregorio Armeno può essere naturalmente visitata durante tutto l’anno: le gran parte delle botteghe sono sempre aperte e hanno in mostra i loro manufatti, benchè in numero ridotto. Però negli altri periodi dell’anno è possibile osservare i pastori ed ammirare gli artigiani a lavoro con maggior calma rispetto al periodo natalizio, dove il grande afflusso dei turisti rende la strada molto affollata.

 


GUARDATE QUESTO VIDEO,

"L'ARTE DEL PRESEPE"

STACCATE LA SIGLA E

IMMERGETEVI IN QUESTA DOLCE

 NINNA NANNA

 
 
 

ED ORA..... NAPOLI (PRIMA PARTE)

Post n°22 pubblicato il 01 Dicembre 2009 da LAURAXRICORDARE

Il presepe ha un particolare sviluppo nel Settecento a Napoli, dove nasce il mestiere del figurinaio o figuraro, cioè il creatore di statuette del presepio, che sono alte circa 35-40 centimetri, sono realizzate non più in legno, ma in stoppa, con uno scheletro in fil di ferro e gli arti in legno dipinto, mobili, la testa in terracotta policroma e gli occhi in vetro.

 


Addirittura, alcuni artigiani, che lavorano soprattutto nella zona di S Gregorio Armeno (dove ancora oggi si possono vedere al lavoro) si specializzano nella creazione di un determinato tipo di personaggio, come i pastori.

Il presepe napoletano si popola di tanti personaggi diversi, che rappresentano i vari mestieri, con i caratteristici abiti. Anche la rappresentazione degli animali diventa molto varia: sono raffigurati anche animali esotici, come pappagalli, scimmie, cammelli, leoni.

A Napoli, nel Settecento, la creazione del presepe, diventa un passatempo per i nobili ed i ricchi borghesi, che fanno a gara nell’allestimento del presepe più ricco e più bello. La visione di questi presepi dell’aristocrazia è aperta al pubblico in modo che tutti li possano ammirare . Ammirano questi presepi anche il Re con la Corte e gli stranieri che giungono a Napoli con il Gran Tour e che li descrivono nei loro diari o resoconti di viaggio. Il presepe diventa così uno strumento per ostentare la propria ricchezza o quella della propria famiglia.

Anche il Re Carlo III di Borbone trascorre molto tempo a sovrintendere all’allestimento del presepe ( ed a fare lui stesso delle statuine), realizzato in alcuni saloni del Palazzo Reale. La Regina invece cuce i sontuosi vestiti delle statuette.

Un presepe napoletano famoso è quello allestito nel Natale del 1707 dall’architetto Gian Battista Nauclerio, che è illuminato in modo da simulare il trascorrere delle ore.

Il presepe del Principe di Ischitella invece è famoso perché i vestiti dei Mori erano ricoperti di oreo e di gemme preziose.

Bellissimi presepi sono allestiti anche nelle chiese napoletane.

Nel corso del XVIII secolo il presepe si diffonde anche presso il popolo napoletano, anche se allestito in modo semplice e povero, con pochi personaggi messi sullo scoglio (il masso) che costituisce il presepe, spesso custodito dentro una scatola (scarabattola) con una teca di vetro, appesa al muro o posta sul comò.

 



In genere, il presepe napoletano settecentesco è composto da tre sequenze narrative: la Natività, all’interno di una stalla o di una grotta; l’Annuncio della nascita di Gesù ai pastori dormienti da parte dell’angelo; la taverna, con gli avventori che banchettano all’aperto.
Presepe napoletanoPresepe napoletano

 

 

 
 
 

E PRIMA DI RIPRENDERE IL CAMMINO....

Post n°20 pubblicato il 30 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

 


 
Il Natale delle Meraviglie

Guarderai al chiarore che ti brilla nel cuore
e di quella scintilla porterai Meraviglia.

È nel cuore, la cura, la misura
la meraviglia che dura.

Stanotte alla luce dell'alberello
ricorderai,
che non porti solo tu il fardello,
accendi il Natale con un sorriso che vale;
il sorriso del cuore
fai brillar quella stella
la tua vita è bella;

Dimostra al mondo che sai
esser giocondo.
È in te il sole che accende
non far finta di niente;
Cancella il broncio
quello non va condiviso
sostituiscilo presto con un sorriso;

È Natale
non ti far pregare
sorridi al cielo, alla luna e al mare;

È in te la festa
non importa se ci sarà o meno minestra
solo tu possiedi la luce che resta.

Buon Natale delle Meraviglie
scenda nel tuo cuore
la luce dell'amore.

 
 
 

NATALE IN GRAN BRETAGNA

Post n°19 pubblicato il 27 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

Il Natale come festa religiosa è stato introdotto in Gran Bretagna nel 596 dai monaci agostiniani. Prima di quella data, però, analoghi festeggiamenti acclamavano il ricambio stagionale che avveniva col solstizio d'inverno. Già i druidi, i sacerdoti degli antichi popoli celtici, avevano attribuito ad arbusti come il vischio o l'agrifoglio le caratteristiche di perennità che ancora oggi molti popoli accordano loro. I riti druidi rivivono nell'uso che di quelle piante si fa, durante il periodo natalizio, in tutti i paesi anglosassoni, dove corre l'abitudine di incontrarsi con gli amici per cantare di porta in porta canzoni auguraI i (le Christmas carols) e scambiarsi ramoscelli sempreverdi. I gruppi, formati ora indifferentemente da donne e uomini, vedevano un tempo protagonisti solo questi ultimi, come del resto avveniva quasi sistematicamente in tutta Europa. Per trovare delle donne tra i questuanti che usano girare un po' ovunque per le case da Natale all'Epifania, bisogna risalire all'Inghilterra di fine Settecento, dove esse, la vigilia di Natale, andavano a gooding, cioè bussavano alle porte offrendo dei rami verdi, in cambio di qualche soldo o cibo. In tempi più recenti, le donne sono state sostituite dai bambini, a volte mascherati con abiti femminili (come nel caso della Befana italiana). Le donne e i bambini rappresentano due categorie ugualmente separate dagli uomini. Essi non sono "iniziati" ai segreti del mondo adulto maschile, e sono perciò

più vicini all'aldilà da cui provengono personaggi come San Nicola, Babbo

Natale, Gesù Bambino, la Befana

.

 Che i bambini e le donne abbiano un legame speciale con gli spiriti particolarmente attivi in corrispondenza delle feste del ciclo autunnale, è testimoniato da una tradizione ancora viva in Scozia, il first footing del 31 dicembre, rito che vede dei fanciulli col volto dipinto di nero entrare prima della mezzanotte nelle case per portare via l'anno vecchio senza parlare o cantare, semplicemente emettendo un mugolio a bocca chiusa, per cui vengono chiamati mummiers. Al medesimo rito è collegata la credenza secondo cui, se il primo passo viene compiuto da una donna o da un uomo biondo, la sventura si abbatterà sulla casa. L'antipatia manifestata nei confronti dei biondi è forse un' eco dello storico rancore per l'invasione della Scozia compiuta dagli anglosassoni, notoriamente biondi, ma probabilmente anche la loro maggiore similarità con le donne ha favorito lo svilupparsi di questo modo di pensare. Perché invece il nuovo anno porti del bene, usa che il capofamiglia faccia il suo ingresso in casa a mezzanotte in punto, recando con sé un cestino contenente del pane, del carbone, un soldino e qualcosa da bere; ci si dispone poi in cerchio e si improvvisa una sorta di danza di origine scozzese, l'auld ling syne, che tiene insieme la famiglia in un giro tondo benaugurante. Uno dei riti più attesi delle feste dicembrine riguarda lo scambio di regali; anche in Gran Bretagna è in uso questa prassi. I doni, pur se piccoli e simbolici, mantengono vivi legami parentali ed amicali e rinforzano i sentimenti di appartenenza ad una comunità. La proverbiale fedeltà dei sudditi inglesi alla corona, si fa palese nelle manifestazioni d'affetto che, da sempre, rendono ai propri governanti: sotto il regno di Carlo I, i contadini di Glastonsbury, nel Somerset, facevano dono ai reali di rametti di biancospino perché potessero decorarvi la tavola natalizia. Il giudizio

popolare riteneva che i rovi di quella città germogliassero  a Pasqua

 
 
 

ED ORA LA SPAGNA :L'ADORO

Post n°18 pubblicato il 25 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

 

Dice un proverbio spagnolo: "Presepe fai, pane mangerai". Infatti anche in Spagna il rito del presepe é sentito profondamente. A dare impulso alla tradizione del presepe in Spagna furono gli italiani, 7ma anche gli spagnoli divennero veri e propri artisti in questo campo. E' famoso il presepe " Salzillo" che si può ammirare nel museo di Murcia, ed é composto da ben 556 statuine.Nei villaggi andalusi si fanno dei presepi viventi per aiutare le famiglie povere; chi si reca a visitare il presepe lascia qualcosa, pollame,coperte e varie altre cose per permettere alla povera famiglia di trascorrere un Natale tranquillo. Un'altra bella usanza spagnola é quella di accogliere alla propria casa, la notte di Natale, un neonato povero

 

 

 

 

 al quale la famiglia avrà comperato o fatto con le proprie mani un corredino nuovo. I canti spagnoli sono diversi da regione a regione, si chiamano villancicos ed il ritmo dominante é il flamenco. I bambini aspettano doni dai Re Magi. I bambini delle campagne lasciano dietro la porta di casa le pantofole riempite di biada per i cammelli dei Magi che lasceranno i doni. Un'altra tradizione spagnola é quella di vestire da vescovo un ragazzo al quale vengono affidati pieni poteri dal 6 al 28 dicembre. In questo periodo il piccolo vescovo avrà onori e acclamazioni. I dolci natalizi spagnoli tipici sono il marzapane, una specie di pasta mandorlata, ed il torrone. Una volta, nei Pirenei le massaie preparavano dei panini speciali a forma di sassi, li coronavano di alloro e li facevano benedire il 25 dicembre in memoria della lapidazione di S. Stefano. In Portogallo tutti assistono alla Messa di Mezzanotte e, all'uscita, i datori di lavoro offrono ai loro dipendenti marroni arrostiti ed innaffiati di vino. I ragazzi preparano delle fiaccole di faggio, tasso e ginepro con le quali si recano alla Messa in processione e le spengono solo all'arrivo in chiesa. Nelle prime ore del giorno di Natale, le famiglie portoghesi consumano la consoada. Il ceppo arde nei camini ed anche nei cimiteri, perché le credenze dicono che le anime dei defunti girovagano la notte di Natale. La tavola infatti resta apparecchiata per i defunti.

 I bambini ricevono i regali quando ormai le festività natalizie sono terminate ed esattamente il 6 gennaio, la festa che noi chiamiamo Epifania in cui si

 

 festeggiano los Rejes Magas,

 ovvero i re magi

 

 

RINGRAZIO LAURA 1953

 
 
 

NATALE IN FRANCIA

Post n°17 pubblicato il 24 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

I bambini francesi  mettono sul focolare scarpe o zoccoli perché 

 Gesù Bambino vi deponga i doni. Gli adulti si scambiano i doni

a Capodanno. Terminato il cenone della vigilia, la tavola si lascia

apparecchiata in previsione che passi di lì la Vergine Maria.

Il pranzo di Natale è costituito da pollo arrosto, prosciutto

al forno, insalate varie, dolce, frutta e vino. In Alsazia il posto

 d'onore é per l'oca. A Parigi invece si mangiano le ostriche

ed una torta a forma di ceppo. Anche i francesi amano i presepi

; ad Augagne si trovano figure di creta che chiamano "santons".

In Provenza, la culla dei trovatori, sono nati i famosi Noels

 dai quali derivano

 le varie pastorali.

Famosa la delicata melodia che tutti conosciamo, del secolo XVIII,

 "Il est né le divin Enfant".In alcune città della Provenza,

il maggiore dei figli correva nel campo e cominciava a dar

colpi d'accetta all'albero più vecchio finché non cadeva;

poi lo trascinava in cucina e lo consegnava al nonno, il

quale lo bagnava con tre bicchieri di vino cotto e lo collocava

 accanto al focolare. Poi i nipotini si affacciavano alle finestre

 e gettavano monetine ai poveri; questi accendevano

 tanti lumicini per cercare le monete e per ringraziare "

con una fiammella di luce". Altre usanze intramontabili

 nelle campagne francesi, sono il ceppo ed il falò.

 Il ceppo si accende per riscaldare Gesù Bambino e

poiché ha questo compito importante, viene inghirlandato.

 In Borgogna si cantano inni di Natale persino nelle osterie,

 senza essere sguaiati; una di queste canzoni dice:

"Bambini, venite. E' amabile Gesù. Egli vi sorride e dice:

Giocate con me." In Bretagna il pasto della notte,

in passato era frugalissimo, fatto di un panino e un bicchiere

 di acqua per essere più simili alla povera famiglia di Betlemme.

 In Alvernia, c'é il rito della chandelle, una grossa candela

colorata che viene tirata fuori durante il cenone. Il più anziano

 segna la candela con una croce e la spegne, poi la passa

a colui che gli sta accanto e così via. Una volta in un piccolo

centro della Normandia, i pastori si sparpagliavano

davanti alla chiesa; da un tetto illuminato spuntava

una grossa stella fra fuochi e scoppi di bengala.

 Allora i pastori entravano in chiesa per adorare il Bambin Gesù.

 Nella regione di Carpentras, alla fine della cena natalizia,

 si trapianta in vaso una rosa di Gerico, perché su questa

 pianta la Madonna stendeva ad asciugare la biancheria

di Gesù Bambino. A Parigi si preparano, accanto all'albero,

 i presepi; il personaggio che piace di più ai bambini francesi

 é il ravi, simpatico che ride portando la lanterna che

 gli serve per schiarire il sentiero che porta al presepe. 

 
 
 

NATALE IN ASIA

Post n°16 pubblicato il 22 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

Tutte le civiltà celebrano il Natale delle proprie divinità ed il ciclico rinnovarsi del tempo; molto spesso queste ricorrenze prevedono momenti di riunione familiare e d'integrazione dell'intero gruppo sociale, coesione che il più delle volte si realizza in sontuosi pasti collettivi, alla preparazione dei quali concorrono le donne di tutto il vicinato. La festa più importante del lunario cinese è il Capodanno, che cade intorno al 28 gennaio del calendario solare. I festeggiamenti durano una settimana, e comportano vari fuochi, scambi di doni e riti propiziatori che coinvolgono soprattutto i bambini, i quali affidano al nuovo anno i migliori propositi mettendo sotto il cuscino un sacchettino rosso. È di antica memoria l'idea che vuole che ogni cosa, animata o inanimata, sia provvista di uno spirito proprio; nelle famiglie tradizionali, dunque, particolare riguardo sarà rivolto alle innumerevoli divinità che governano la vita quotidiana, dal dio delle pignatte e delle padelle a quello dei coltelli, geni che garantiscono il funzionamento e facilitano l'uso dei vari oggetti. Tra i tanti piatti che colorano la mensa d'inizio anno (come i nidi di rondine o i bachi da seta fritti) si nota la testa di maiale intera semplicemente bollita, accompagnata da salse speziate e agrodolci. L'eccezionalità della preparazione è sottolineata dal fatto che solitamente carni e verdure si presentano in tavola tagliate a pezzi e mai interi. In questo caso, è l'interezza della vivanda a marcare la differenza tra tempo ordinario e quello festivo, separazione ugualmente suggerita dalla presenza dei pani ricchi. I nomadi tibetani preparano per la stessa ricorrenza un pane intrecciato composto di quattro rotoli di pasta fritti nell' olio che, con il suo colore dorato, è considerato un alimento di lusso, simbolo di prosperità: esso ha il potere di allungare la vita a chi lo assaggi. Anche in Giappone si attende il Capodanno per stare insieme. Al contrario di quanto accade in Occidente, gli ultimi giorni dell' anno si dedicano alla famiglia. Infatti, se ormai tutti i giovani, specie nelle città, festeggiano il Natale secondo l'uso statunitense (anche qui non manca la corsa agli acquisti, la calza di Santa Klaus e gli alberi dalle luci colorate),

 

il Capodanno è festa sia civile che religiosa. Qui la ricorrenza è anticipata di circa un mese (rispetto alla Cina), così da farla coincidere con la fine dell'anno solare. L'ultima notte di dicembre è d'uso recarsi al tempio (la tradizione riguarda sia la religione buddista che quella scintoista), dove, a turno, si batte una grossa barra metallica posta in una struttura all'interno del giardino sacro. La casa viene addobbata con festoni e decorazioni di bambù e rami di pino che servono a tenere lontani gli spiriti maligni; esse vengono disposte davanti alla porta d'ingresso, sui due lati. Al mattino del primo dell'anno si indossa il kimono

image

più bello per recarsi di nuovo al tempio, dove si lanciano dei soldi in un' arca di legno e si prega dio perché conceda un nuovo anno ricco di felicità. In casa, più tardi, ci si riunisce per partecipare al pranzo "più rumoroso": la pietanza servita in quella ricorrenza consiste infatti in tagliolini che vanno tradizionalmente trangugiati con grande rumore per dimostrare quanto siano apprezzati. Questo piatto, conosciuto come soba, è tipico del Capodanno, tanto che, secondo un detto popolare, mangiare la soba equivale ad entrare nel nuovo anno. Il dessert è una sorta di budino preparato con degli azuki (fagioli di soia) bolliti a lungo e zuccherati, nel quale si intingono i caratteristici mochi, palline di riso bianco presenti sempre sulla mensa festiva. Per il divertimento dei bambini, si modellano i mochi a forma di omini di neve, e li si dota di una testa fatta con un' arancia. Il periodo di vacanza termina il 7 gennaio (come in Europa). In quel giorno, ci si prepara a riprendere il ritmo di sempre con un pasto estremamente sobrio: il riso delle sette erbe. Si tratta di un riso bianco bollito con sette erbe selvatiche, tra cui primeggia il daikon. Questo piatto offre l'occasione per trascorrere una giornata in campagna, alla ricerca degli ingredienti per prepararlo, ma sono sempre più numerosi quanti preferiscono sostituire le erbette e le radici della tradizione con sette diverse verdure da acquistare più comodamente

in città.

 

 
 
 

NATALE IN MESSICO

Post n°15 pubblicato il 21 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

Ai bambini di tutto il mondo piace rappresentare la storia della natività; in Messico recitano l'episodio di Maria e Giuseppe in cerca di un riparo per la notte. La sera del 16 dicembre si comincia ad addobbare le case con piante verdi, muschio e lanterne di carta colorata. Poi i

 bambini formano una processione chiamata "posada": i primi quattro portano sulle spalle una tavoletta con le statue di Maria a cavallo dell'asino e di Giuseppe, dietro a loro camminano tutti gli altri bambini con una candela accesa in mano. La "posada" passa davanti alle case di vicini e amici, mentre i bambini cantano in coro chiedendo ospitalità per Maria e Giuseppe. Tutti però li cacciano via, dicendo che non hanno posto e minacciando di picchiarli... La processione continua di casa in casa, finché qualcuno, finalmente li invita ad entrare. Un'antica leggenda natalizia racconta la meravigliosa storia di una bimba messicana che non aveva niente da offrire a Gesù. La vigilia di Natale la piccola se ne stava tutta triste davanti alla porta della chiesa, osservando i fedeli che entravano con le loro offerte. Vicino a lei, mezza nascosta dalla vegetazione, c'era la statua di un angelo. La bambina allora, cominciò a strappare le foglie cercando di liberare la statua... all'improvviso udì una voce che le diceva: "Porta questa pianta in chiesa, Gesù

vi benedirà entrambe". Obbedendo alla voce, la bambina fece un mazzo con i rami della pianta ed entrò in chiesa. Mentre avanzava verso il presepe, le foglie in cima ad ogni ramo diventarono rosso fuoco, come se stessero bruciando.. Quella bellissima pianta era la poinsezia che, da allora, si vende proprio nel periodo di Natale. Molti la chiamano Stella di Natale, in ricordo del miracolo che Gesù fece per quella bimba che lo amava tanto. I bambini messicani ricevono i regali il 6 gennaio per l'Epifania. A Natale, invece, si organizza per loro un bellissimo gioco, "la pinata". E' un gioco tutto particolare che ai bambini piace moltissimo. Le pinatas sono delle brocche di terracotta decorate con arte, piene di caramelle e

 

regalini.

Hanno le forme più incredibili e fantasiose di animali, uccelli, pupazzi o palle. Il gioco si svolge di sera, dopo le preghiere della posada. Si appendono le pinatas in alto, ad un ramo o ad un palo e le si fanno dondolare. A questo punto i bambini, con gli occhi bendati, cercano di romperle con un bastone.  

 
 
 

ED ORA UN SALTO:NORD AMERICA

Post n°14 pubblicato il 20 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

L'antico bisogno di propiziarsi un anno fertile ostentando abbondanza nei giorni di festa, manifestato nelle culture tradizionali da pani e dolci arricchiti con spezie e frutta secca, si ritrova oggi nello shopping sfrenato che caratterizza ormai tutta la cultura occidentale e che raggiunge punte massime negli Stati Uniti d'America. Qui il Natale assume tratti particolari, costituendo uno dei momenti privilegiati in cui vengono alla luce le diverse radici culturali; il modo di festeggiarlo varia infatti in funzione delle origini familiari. Ad esempio, gli italo­americani (numerosi anche in Canada) osservano la Vigilia di magro ed attendono la mezzanotte per consumare un sontuoso pranzo a base di pesce,

Archivio Fotografico - salmone,  filetto,   gratin,  guarnizione,   fish,  coltelleria.  fotosearch - cerca  foto, illustrazioni,  immagini e foto  clipart

mentre i cino-americani non rinunciano alle loro tradizioni, per quanto trasformate e riproposte come nuove: per il Capodanno, rinnovano il tipico scambio di visite e di doni alimentari offrendo agli amici dei cookies a forma di Buddha o di pesce, simbolo di vita e fecondità. I neri d'America salutano il nuovo anno con il kwanjaa, una grande festa con cui rivendicano la doppia appartenenza culturale, mescolando musiche africane a costumi alimentari acquisiti nel Nuovo Mondo. Malgrado la varietà di abitudini culturali, si sono imposte con gli anni consuetudini che accomunano un po' tutti, come l'attesa dei regali portati dal moderno Santa Klaus, l'albero addobbato o i Christmas-crackers

 

. Sono questi pacchettini di carta gonfiata a forma di grosse caramelle, contenenti cappellini di carta colorata o piccoli regali; si mettono sia sull' albero che in tavola, come segnaposto, e si aprono immediatamente prima del pranzo. La festa ha un suo momento importante in cucina, dove è il tacchino ripieno di castagne a rappresentare la tradizione americana,

adottato da tutti gli immigrati e presente anche accanto alle preparazioni esotiche. Il pranw si conclude con il Christmas pudding e la Christmas cake, entrambi da preparare con largo anticipo (circa un mese) perché insaporiscano a dovere. La Christmas cake si offre agli amici che fanno visita durante le feste ed è anche la tipica torta nuziale inglese, generalmente inviata a coloro che non hanno potuto intervenire alla festa di matrimonio. La medesima torta viene distribuita nelle parrocchie di varie regioni canadesi dopo la messa pomeridiana (dedicata ai bambini) della vigilia di Natale. Qualche ora più tardi, dopo la funzione notturna, in chiesa si festeggia la nascita di Cristo brindando e sgranocchiando biscottini e formaggio. Accanto alla calza appesa per i doni,

 

i bimbi apparecchiano un frugale pasto per Babbo Natale e le sue renne: un bicchiere di cognac, una carota e un mince-pie caldo. Questi pasticcini, che originariamente avevano la forma di una mangiatoia, furono a suo tempo banditi dai Riformatori puritani inglesi per il costume, in uso fino al Cinquecento, di disporvi al centro una statuina rappresentante Bambin Gesù.

 
 
 

NATALE NEI BALCANI

Post n°11 pubblicato il 16 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

Caratteristica delle regioni balcaniche è la presenza di un frastagliato mosaico di confessioni religiose e culture diverse che ha prodotto un folklore ricco e vario, scandito da musiche allegre e coinvolgenti, che offrono spesso lo spunto per danze. Per quanto riguarda le tradizioni di fine d'anno, si possono individuare alcune costanti, che nei secoli hanno subito un processo di cristianizzazione ma che risalgono a tempi remoti. In tutte le regioni della ex Jugoslavia le celebrazioni del Natale sono riferite ad un particolare culto degli alberi che, manifestandosi in varie forme, testimonia uno stretto rapporto con la natura, indice di una società contadina e pastorale ricca ed articolata. Una tradizione attestata in tutta la penisola balcanica, dalla Dalmazia alla Macedonia, riguarda i famosi bandjaci. Il termine, che si riferisce all' area semantica del verbo slavo bdijeti, vigilare, indica i tre ceppi di Natale (ma in Montenegro se ne contano cinque) che si pongono ad ardere nei giorni che vanno dal Natale al Capodanno. Di tre diverse misure, in alcune zone sono chiamati anche Re Magi

o sono identificati con la Sacra Famiglia. In alcuni casi, come accadeva ad esempio in Bosnia fino a qualche anno fa, i bandjaci si ricavavano da un enorme tronco, condotto in casa da un carretto trainato da buoi che uscivano dalla porta opposta a quella d'ingresso. Al calar del sole, ancora oggi ha inizio un complicato rituale intorno al quale si stringe tutta la famiglia: gli uomini accostano al camino i tronchetti con tre scosse, a ciascuna delle quali seguono preghiere e scambi di auguri, quindi li aspergono di acqua santa. Finalmente accendono il fuoco e vi gettano sopra manciate di grano. A tavola, ognuno ha un cero con cui celebra la nascita di Cristo; al termine delle orazioni, il più anziano fra i presenti raduna tutti i ceri in un unico fascio che simboleggia la concordia e dà il via al pranzo. Come centrotavola, si utilizzano vasi di grano decorati con rametti di abete, bosso ed arancio, e una speciale composizione formata da tre ciambelle legate assieme da una striscia di pasta su cui sono figurati vari soggetti (polli, oche, frutta).

 
 
 

FERMIAMOCI UN ATTIMO:LA STELLA COMETA

Post n°10 pubblicato il 15 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

Un  simbolo incontrastato del Natale e del Presepio è indubbiamente la Stella Cometa; questo astro descritto dall'evangelista Matteo e rappresentato in varie iconografie, affreschi, fondali di presepi nasconde però molti interrogativi ed e' sempre stato celato dal mistero. Infatti può aiutare a datare la nascita di Gesù ma potrebbe anche essere stata solo un'immagine religiosa inventata per suggellare la nascita del Messia, inoltre era realmente un Stella Cometa oppure qualcos'altro? La stella di Betlemme può quindi essere presa in esame per verificare la reale data della nascita di Gesù, basta ricercarla negli eventi astronomici di quel tempo descritti dagli astronomi della Siria e del Medio-Oriente e vedere in che periodo essa e' passata confrontandola con il 25 dicembre data di nascita presunta del Bambin Gesù. La stella di Betlemme ha un fondamento letterario e iconografico notevole e come vedremo anche storico, cioè descritto dagli astronomi di quell'epoca, ma è ancora un oggetto misterioso o meglio i Re Magi e le genti di quell'epoca cosa videro in cielo realmente? Fu una cometa o qualche altro fenomeno celeste come una supernova o un allineamento di più pianeti?

 

 
 
 

ED ORA IN....AUSTRALIA

Post n°9 pubblicato il 14 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

Ciò che colpisce osservando dall' esterno le

tradizioni natalizie australiane è la totale adesione alla

 cultura anglosassone, benché sia trascorso ormai molto

 tempo dall' arrivo nel quinto continente dei pionieri

inglesi protestanti, avvenuto nel XVIII secolo. Sebbene

 il Natale cada in Oceania nella stagione estiva, non si

è verificato negli anni alcun aggiustamento alle esigenze

 di un clima e di un ambiente nuovi. Certamente, oggi,

lo scambio culturale avvenuto per la presenza nell'i

sola di una gran varietà di gruppi etnici fa sì che ognuno

viva il Natale secondo le tradizioni della cultura di

 provenienza, ma è paradossale verificare come

i bambini, che non conoscono la neve se non in fotografia

 o tramite la televisione, affidino i propri sogni ad

un Santa Klaus che arriva con la sua slitta trainata

dalle renne, e che la colazione di Natale, consumata

 magari al riparo di un ombrellone, preveda invariabilmente

 un menù ricco e sostanzioso, più adatto al rigido i

nverno europeo, e in tutto uguale a quello anglosassone.

 Unica variante all' etichetta natalizia inglese è la macedonia

 di frutta, sempre presente sulle tavole di festa australiane,

che pone fine al pranzo del 25, questo, per la sua ricchezza,

 è un vero tormento per i bambini, costretti a ritardare

il bagno al mare

Un pupazzo di sabbia sulla spiaggia di Bondi Beach, in Australia.

 
 
 

ED ORA IN GERMANIA

Post n°7 pubblicato il 10 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

 

Fin dall'inizio di dicembre tutti i bambini del mondo cominciano a preparare il Natale. In Germania la preparazione dura i  24 giorni  che precedono il Natale: é l'Avvento. Avvento significa "venuta", la venuta in terra di Gesù. E' divertente contare i giorni che mancano al Natale; i bambini ricevono il calendari dell'Avvento, con 24 finestrelle: ne aprono una ogni sera, scoprendo le figure nascoste. La vigilia di Natale si apre l'ultima finestrella. Un altro tipo di calendario é formato da una ghirlanda di rami di abete con 24 scatolette appese.Sono tutte avvolte in allegra carta colorata e, in ognuna di esse é nascosta una piccola sorpresa. I bambini ne aprono una ogni giorno, seguendo le date scritte sopra. In alcune famiglie si costruisce una grande corona di rami di abete intrecciati, che regge quattro candele gialle o rosse, infilate in una ciotolina di rame. Ogni domenica di Avvento, cominciando dalla prima, se ne accende una per indicare la Luce crescente, finché il giorno della nascita di Gesù, che é Luce e Vita, le quattro candele brilleranno tutte insieme.

I bambini tedeschi scrivono spesso a Gesù Bambino per chiedergli dei regali. e sapete cosa fanno per fargli notare le loro letterine? Le cospargono con un sottile strato di colla e poi ci rovesciano sopra un

po' di zucchero...

così le letterine brilleranno alla luce. Infine, la vigilia di Natale ognuno mette la propria letterina in una busta ben chiusa sopra il davanzale della finestra e aspetta con ansia il giorno dopo.

 I

 

In Germania l'albero riveste grandissima importanza e si pone, oltre che in tutte le case, in ogni chiesa e sulle tombe. C'é un tale rispetto per l'abete che in alcune regioni é proibito appendere all'albero qualsiasi cosa; i doni devono essere deposti ai suoi piedi. Talvolta nelle case la distribuzione dei regali avviene nel più profondo mistero: la famiglia riunita in salotto aspetta, guardando con impazienza la porta d'ingresso.. All'improvviso appare una mano misteriosa che lancia una gran quantità di pacchettini attraverso la porta socchiusa.

 Archivio fotografico - gruppo,  colorito,   presenta. fotosearch  - cerca foto,  illustrazioni,  immagini e foto  clipart

E'' il momento tanto atteso; ognuno afferra un pacchetto leggendo il nome scritto sopra e, se non é il suo, corre a scambiarlo con gli altri... La confusione e l'entusiasmo sono al massimo, ma alla fine tutti trovano il proprio regalo. I bambini, intanto hanno subito spalancato la porta per cercare di vedere chi ha gettato in casa tutti quei pacchetti... ma fuori non c'é più nessuno. Pensate che in Baviera ogni bambino trova un giocattolo in più per un bambino povero. Il pranzo di Natale è costituito da oca ripiena, carpa, salsicce e birra spumeggiante. Altro simbolo del Natale in Germania è il grano, specialmente nel sud; lo si sparge sui tetti perché anche gli uccellini prendano parte alla festa. Nella Slesia i contadini a volte portano in chiesa del grano e poi lo danno alle galline come salvaguardia contro le malattie e per incrementare
 
 
 

E RECHIAMOCI NELLA DOLCE AUSTRIA

Post n°6 pubblicato il 08 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

 

La Natività in Austria è annunciata da potenti squilli di tromba dall'alto delle cattedrali. L'Austria cattolica vanta la pastorale più celebre e più cara :

"Still Nacht", che noi conosciamo come "Astro del Ciel". Questa

meravigliosa canzone fu eseguita per la prima volta nella chiesa di S. Nicola a Obendorf,

vicino a Salisburgo. Era la vigilia di Natale del 1818 e Padre

 Mohor era stato chiamato per battezzare un neonato. Era una

sera particolarmente chiara e

 le stelle brillavano come perle nel firmamento blu. 

 Il sacerdote fu come tocato da quella pace tranquilla

 e di getto scrisse quelle parole che sono

diventate celebri: "Still Nacht"...


Più tardi, un suo amico, il maestro Franz Gruber,

 scrisse la melodia che

 si voleva accompagnare con l'organo, ma..

anche i topi ci misero le code.

 Le voraci bestioline avevano scombinato la tastiera e per accontentare

il buon Padre, Gruber affidò senza troppo entusiasmo

 la melodia alle corde

di una vecchia chitarra.

L'effetto fu travolgente e, da quella lontana notte,

forse non esiste paese

ove non si canti questa dolcissima canzone natalizia

A Vienna c'é la tradizionale passeggiata al parco pubblico dove i

i ragazzi e anche gli adulti, distribuiscono briciole di pane agli uccelli.

 A Salisburgo

l'albero e il presepe si allestiscono

in maniera del tutto singolare.

Una costruzione che raffigura la storia dell'umanità, inizia con l'avvento.

 Partendo dalla rappresentazione del peccato originale,

si va su, giorno per giorno,

con rappresentazioni del profeta Isaia, dell'Annunciazione

in terra, fino alla nascita del Redentore.

A Natale viene deposto il Bambino,

mentre la grotta é sormontata da una splendida e lucente stella.

 L'effetto é fantastico quando

 tutta questa piramide é illuminata.

stella_cometa.gif stella cometa gift image by Cinzia58

 

 . Nel Tirolo, é sempre viva la tradizione dei presepi realizzati

 con figurine di legno intagliate dai più bravi artigiani.

Le ragazze, alla vigilia di Natale, preparano il famoso strudel, un dolce

 caratteristico a base di frutta e noci e confezionano pacchetti

 per i poveri che visiteranno il giorno di Natale.

 

 
 
 

NATALE IN POLONIA

Post n°5 pubblicato il 06 Novembre 2009 da LAURAXRICORDARE

 

stellacometa.jpg stella cometa 1997 image by yzur

         

 In Polonia le feste natalizie iniziano con l'apparizione della prima

stella,

 la sera della vigilia. I bambini spiano ansiosamente il cielo e,

appena appare il primo brillio tutti si mettono a

tavola.

*** Prima di cominciare a

mangiare si fa circolare una sottile fetta di pane azzimo, chiamato

 "opplatek", raffigurante le immagini di Maria,Giuseppe e di

Gesù Bambino.

 

 

 Ognuno prende un pezzetto di opplatek. Un tempo in campagna, c'era l'abitudine di darne un po' anche agli animali della fattoria; oggi invece se ne dà solo agli animali domestici che vivono in casa. La tavola é sempre festosamente apparecchiata; sotto la tovaglia, però,   c'é sempre un sottile strato di paglia, per ricordare a tutti, che Gesù é nato in una stalla

 bambinogessu.jpg bambino gesu image by crystina_bucket_01

e si usa fra i bambini tirare le pagliuzze e, quella presa che sarà la più lunga indicherà longevità. Un tempo le ragazze usavano mettere il pettine sotto al cuscino la notte di Natale e, colui che in sogno le avrebbe pettinate, sarebbe diventato il futuro sposo.

A tavola poi, restano sempre posti liberi, pronti per accogliere Maria e Gesù Bambino se per caso arrivassero all'ultimo momento. La rappresentazione della natività é allestita su due piani, una specie di scenario portatile chiamato " szopka". Nel primo é rappresentata la Natività, in quello inferiore le scene degli eroi nazionali. Sono celebri i presepi di Cracovia, esposti anche a Roma; sono altissimi, ornatissimi e simili a cattedrali. La cosa più bella del Natale polacco sono i canti; **

soprattutto i Kolenda, la maggior parte dei quali risalgono al periodo barocco. Il giorno di S. Stefano, protettore della Polonia, i contadini portano in chiesa l'avena per la benedizione e per lanciarla contro il parroco come si faceva in tempi lontani. Anche in Cecoslovacchia i bambini scrutano l'apparizione della prima stella, **

ma la sera del 6 dicembre; aspettano infatti l'arrivo di San Nicola che scende dal cielo insieme ad un angelo carico di regali e ad un diavolo munito di bastone...

CU288R.jpg CU288R 4GB Flash image by razinfikri

 
 
 
Successivi »
 

***

**

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

GabriELLA.1cuoredigliacciomorbidamentemoraocchineri2005lucavallifuocogennarotortorellaadoro_il_kenyaraffaelevaracalliluciana.pasiritacibpitino1mena.cilentag.polito2010germandiosilvietta39
 

ULTIMI COMMENTI

Brava Laura per aver organizzato questo blog dedicato al...
Inviato da: italianoinattesa1
il 12/01/2010 alle 23:28
 
Ciao Laura.. Ti auguro un anno pieno di abbracci, di...
Inviato da: laura1953
il 30/12/2009 alle 11:42
 
BUON ANNO LAURETTA
Inviato da: nicol913
il 28/12/2009 alle 20:33
 
BUON ANNO LAURA,SEI STATA INSUPERABILE
Inviato da: simo003
il 28/12/2009 alle 12:39
 
HAI FATTO BENE,FELICE SABATO
Inviato da: nicol913
il 26/12/2009 alle 22:26
 
 

CHI PUņ SCRIVERE SUL BLOG

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

Count5.gif avvento image by la_zingara

*****

 

***

 **

 

 

***

 

***

 

 

 

 

 

***