Creato da PACHACHAKA il 19/04/2012

INFINITAMENTE AMORE

nella Valle dell'Essere Anima

 

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1825

Post n°1825 pubblicato il 31 Maggio 2017 da PACHACHAKA

 

The world, music theme of Tan Dun hero

 

 

Ho scelto di amarti in silenzio,
Poiché nel silenzio non trovo rifiuto.

Ho scelto di amarti in solitudine,
Poiché in solitudine nessuno ti possiede, ma io.

Ho scelto di adorarti a distanza,
Poiché la distanza mi protegge dal dolore,

Ho scelto di baciarti nel vento,
Poiché il vento è più delicato delle mie labbra,

Ho scelto di amarti nei miei sogni,
Poiché nei miei sogni sei solo mia.

Sono tuo...
Non restituirmi a me stesso.  Rumi

 

 

La domanda decisiva per l’uomo è questa:
è egli rivolto all’infinito oppure no? Questo è il problema essenziale della sua vita.
Solo se sappiamo che l’essenziale è l’illimitato, possiamo evitare di porre il nostro interesse in cose futili, e in ogni genere di scopi che non sono realmente importanti. Altrimenti, insistiamo per affermarci nel mondo per questa o quella qualità che consideriamo nostro possesso personale, come il “mio talento”
o la “mia” bellezza.
Quanto più un uomo corre dietro a falsi beni, e quanto meno è sensibile a ciò che è l’essenziale, tanto meno soddisfacente è la sua vita:
si sentirà limitato, perché limitati sono i suoi scopi, e il risultato sarà l’invidia e la gelosia.
Se riusciamo a capire e a sentire che già in questa vita abbiamo un legame con l’infinito i nostri desideri e i nostri atteggiamenti mutano.
In ultima analisi, contiamo qualcosa solo grazie a ciò che di essenziale possediamo e se non lo possediamo la vita è sprecata.
Anche nel nostro rapporto con gli altri uomini la questione decisiva è se in essi si manifesti o no un elemento infinito.
Il sentimento dell’illimitato, comunque, si può raggiungere solo se siamo definiti al massimo.
La più grande limitazione per l’uomo è il “Sé”; ciò è palese nell’esperienza: “Io sono solo questo!”
Solo la coscienza dei nostri angusti confini nel “Sé” costituisce il legame con l’infinità dell’inconscio.
In questa consapevolezza io mi sento insieme limitato ed eterno, mi sento l’uno e l’altro. Se mi so unico nella mia combinazione individuale, vale poi a dire limitato, ho la possibilità di prendere coscienza anche dell’illimitato.
Carl Gustav Jung

 

https://autismovaccini.org/2017/06/04/vaccini-lettera-aperta-di-luvi-de-andre-sul-decreto-legge-lorenzin/

 

Un cuore comprensivo è tutto, è un insegnante, e non può essere mai abbastanza stimato.
Si guarda indietro apprezzando gli insegnanti brillanti, ma la gratitudine va a coloro che hanno toccato la nostra sensibilità umana.
Il programma di studi è materia prima così tanto necessaria, ma il calore è l’elemento vitale per la pianta che cresce e per l’anima del bambino. Carl Gustav Jung

 

Perché volete voi escludere alcuna inquietudine, alcuna sofferenza, alcuna amarezza dalla vostra vita, poiché non sapete ancora che cosa tali stati stiano facendo nascere in voi?
Perche mi volete voi perseguitare con la domanda di dove possa venire tutto questo e dove voglia finire?
Quando in verità sapete che siete in un passaggio e nulla avete tanto desiderato quanto trasformarvi.
Se qualcosa dei vostri processi ha l’aspetto d’una malattia, riflettete che la malattia è i...l mezzo con cui l’organismo
si libera dell’estraneo: allora bisogna
solo aiutarlo a essere malato, con tutta
la sua malattia che scoppia, poiché questo è il suo progresso.
Rainer Maria Rilke, "Lettere a un giovane poeta"

 

 

La mancanza di prospettiva che si apre come una voragine davanti a noi è un segnale di allarme che ci sgomenta,
ma è anche l'avvertimento di un movimento che finalmente riaffiora alla coscienza da regioni dimenticate, e che indica a chi lo sa ascoltare che è giunto il momento di intraprendere un viaggio all'interno di se stessi, un invito alla trasformazione psicologica.
A coloro che si trovano in questa situazione, e che temono di aver perduto qualsiasi solito riferimento nonché il senso del loro procedere, io rispondo sempre che non ha importanza sapere dove si andrà a finire, quanto che si è inseriti in un percorso di ricerca e che la strada non tradisce mai il cercatore sincero. Aldo Carotenuto, "Integrazione della personalità"

 

d

" È importante chiedersi: "Come sono utile agli altri? Che cosa vuole la gente da me?" Questo può ben rivelare ciò per cui sei qui.[...] Quindi, quando consideriamo l'aspetto archetipico, storico e culturale di qualsiasi cosa facciamo, tutto questo ci può indicare il senso che la nostra occupazione, ad esempio, può essere una chiamata e non solo un lavoro. "  James Hillman

 

http://www.animafaarte.it/campo-di-grano-con-volo-di-corvi/

 

Le arie affascinanti...
e che fanno la bellezza sono: l’aria indifferente, l’aria annoiata, l’aria svaporata, l’aria impudente, l’aria fredda, l’aria di guardarsi dietro, l’aria di dominazione, l’aria di volontà, l’aria malvagia, l’aria malata, l’aria gatta, bambinaggine, nonchalance e malizia.
Mescolate! C.BAUDELAIRE

 

Vivo in esile equilibrio
fra declini di memorie ostili
e il sorgere di nuovi sogni.
Con i piedi nel dramma
e le ali nel prodigio. Barbara Brussa

 

La rinascita, la speranza di un nuovo mondo implicano il sacrificio del vecchio. Arriva quasi sempre nella vita un momento in cui è necessario bruciare tutto ciò che ci è appartenuto, tutto ciò che abbiamo amato, tutto ciò che siamo stati, per fare spazio al mutamento. Aldo Carotenuto

 

 

Morire quanto necessario,
senza eccedere.
Rinascere quanto occorre
da ciò che si è salvato.  Wisława Szymborska

 

Questo è il fondamento contraddittorio dell'umano:
il desiderio d'infinito in un corpo finito,
la nostalgia di una totalità perduta,
di un lontano ed eterno accoglimento,
la dialettica tra l'invalicabilità del limite e...
il desiderio di trascenderlo.
Aldo Carotenuto, "Le lacrime del male"

 

d

 

"Diventa una causa, non un effetto, di ciò che accade nella tua vita. Vivi al centro, non alla periferia, del tuo universo personale. Si chi tu sei, non un’eco di ciò che gli altri desiderano o si aspettano da te."  (Swami Kriyananda)

 

"C’era un’isola dove tutti i sentimenti hanno vissuto Felicità, Tristezza, Conoscenza ed altri, compreso l’Amore. Un giorno fu annunciato a tutti un pericolo imminente e tutti furono invitati a lasciare subito l’isola, così iniziarono a preparare le barche..Quando l’isola iniziò ad affondare, l’Amore, che era da solo, decise di chiedere aiuto alle barche che passavano. Passò la Ricchezza, e l’Amore gli chiese: “Ricchezza, mi puoi prendere con te?” ed ella rispose: “No non posso, ho oro e gioielli con me… per te posto non c’è..." Di li a poco passò la Vanità… ed anche ad ella l’Amore chiese aiuto… Ma la Vanità rispose: “Non posso aiutarti Amore, sei tutto bagnato e potresti rovinare la mia barca..." La barca successiva era quella della Tristezza… e l’Amore chiese aiuto anche ad essa… Ma ella rispose: “Sono cosi’ triste che preferisco andare da solo..” E subito la Felicità passò così veloce che nemmeno si accorse dell’Amore che chiedeva aiuto.. Ma ecco che improvvisamente una voce disse: “Vieni Amore, ti prenderò io con me sulla mia barca.” Era una persona anziana, e tale era la concitazione che l’Amore dimenticò di chiederle chi fosse. Giunti su un'altra isola, l’Amore chiese dunque il suo nome e scoprì che era il Tempo. L’Amore chiese allora perché lo aveva aiutato… il tempo rispose…"Solo il tempo e’ capace di comprendere quanto grande e’ l’AMORE…."

 

 

Un amore aldilà dell’amore,
al di sopra del rito del vincolo,
aldilà del sinistro gioco
della solitudine e della compagnia.
Un amore che non ha bisogno di ritorno,
ma neppure di partenza.
Un amore non esposto
agli sbalzi 
del chiamare o tacere.
Un amore per stare insieme
o per non starci
ma anche per tutte le posizioni
intermedie.
Un amore come aprire gli occhi
e forse anche come chiuderli. 
Roberto Juarroz

 

Dapprima non vediamo che la discesa
in tutto ciò che vi è di oscuro e di brutto; ma colui che non sopporta tale spettacolo non creerà mai la luminosa bellezza.
La luce nasce sempre dalle tenebre notturne, né mai la timorosa aspirazione umana è riuscita aggrappandosi al sole
a trattenerlo nel cielo.  Carl Gustav Jung

 

L'inatteso e l'inaudito appartengono a questo mondo.
Solo allora la vita è completa. Carl Gustav Jung

 

 

Non si e' mai troppo lontani,
per non trovarsi... A.BARICCO

 

 

L’amore esiste solo al limite del bacio. / E poi? Al limite del sogno. Yolanda Bedregal 

 

"Nessuno può vedere al di là di sé. Con ciò voglio dire che ciascuno vede nell'altro solo quel tanto che è anche lui stesso." Arthur Schopenhauer

 

C’è solamente una gioia sempre presente.. è gioia e basta ed è lì ogni giorno: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica... un altro nome per la varietà dei giorni è Gioia. La Gioia rivela se stessa, quando l’ego è portato alla luce in quanto mito. Quando emerge la gioia tutto ciò che viene visto è percepito con gioia, riflette e irradia gioia.
Questa gioia è la tua fragranza, ma il fiore, la sua origine, 
nessuno la può trovare.
Libero dall’identità personale rimane una quiete e un silenzio senza qualità, uno spazio calmo senza eccitazione.
L’eccitazione può anche arrivare, ma tali oscillazioni scorrono molto veloci, laddove la gioia rimane ininterrotta.
La gioia e la quiete sono identiche, la gioia e l’amore sono identici, l’amore e l’appagamento sono identici, l’appagamento e la saggezza sono identici, la pace e Dio sono identici, l’Io’ è Dio sono identici, il tu e Dio sono identici, tu e io sono identici, zero e uno sono identici, uno e due sono identici, cento e zero sono identici.
Tutto è la stessa cosa.
La stessa cosa e il niente sono identici, il nulla e il tutto sono identici, il tutto e io sono identici, io, Dio e ogni cosa siamo identici.
Tutto è la stessa Unicità. Alleluia! (Mooji)

 

Quando si conosce la solitudine del silenzio e si sperimenta la gioia della quiete , si è liberi dalla paura .. [Buddha]

 

 

 

 

 

Nel profondo di noi stessi restiamo ancora celati.
Siamo i sogni di noi stessi,
barlumi di anime,
ignoti a noi stessi.- F .Pessoa-

 

 

Grandi misteri abitano
la soglia del mio essere.
Fernando Pessoa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Una della grandi tragedie della mia vita
- di quelle tragedie, tuttavia, che avvengono
nell'ombra e nel sotterfugio - è non poter
provare sentimenti in modo naturale. 
Sono capace di amare e di odiare, come
tutti, di temere ed entusiasmarmi, come
tutti; ma né il mio amore né il mio odio
né il mio timore né il mio entusiasmo
sono esattamente quegli stessi
sentimenti che sono per tutti. O manca
loro un qualche elemento o ne hanno
qualcuno di troppo. La verità è che sono
qualcosa d'altro e quello che sento non
va d'accordo con la vita.  
- Fernando Pessoa -

 

Perché c’è sempre questa crudeltà perversa nel genere umano, che ci fanno male coloro che amiamo di più?  - Jacqueline Carey -

 

"...una donna non dimentica nulla, e la memoria è anche più forte, più terribile che negli uomini, pensò, perché a ricordare non è la nostra ragione, ma sono le profondità stesse della carne." frase tratta dal racconto breve "A CAUSA DELLE CIRCOSTANZE" di Irene Nemirovsky

 

"E la verità ti libera solo quando è tua; la verità altrui non può liberare nessuno. Crea solo e unicamente schiavitù." (Osho)

 

 

"Siamo precipitati nella fiumana di un processo che ci proietta verso il futuro con una violenza tanto maggiore quanto più ci strappa alle nostre radici. È proprio la perdita di questo legame, la mancanza di ogni radice, che genera il "disagio della civiltà". Ci precipitiamo sfrenatamente verso il nuovo, spinti da un crescente senso di insufficienza, di insoddisfazione, di irrequietezza. Non viviamo più di ciò che possediamo, ma di promesse, non viviamo più nella luce del pre...sente, ma nell'oscurità del futuro in cui attendiamo la vera aurora. Ci rifiutiamo di riconoscere che il meglio si può ottenere solo al prezzo del peggio. La speranza di una libertà più grande è distrutta dalla crescente schiavitù allo Stato, per non parlare degli spaventosi pericoli ai quali ci espongono le più brillanti scoperte della scienza. I miglioramenti che si realizzano col progresso, e cioè con nuovi metodi o dispositivi, hanno una forza di persuasione immediata, ma col tempo si rivelano di dubbio esito e in ogni caso sono pagati a caro prezzo. In nessun modo contribuiscono ad accrescere l'appagamento, la contentezza, o la felicità dell'umanità nel suo insieme. Per lo più sono addolcimenti fallaci dell'esistenza, come le comunicazioni più veloci che accelerano il ritmo della vita e ci lasciano con meno tempo a disposizione di quanto non ne avessimo prima. Quanto meno capiamo che cosa cercavano i nostri padri e i nostri antenati, tanto meno capiamo noi stessi, e ci adoperiamo con tutte le nostre forze per privare sempre più l'individuo dalle sue radici e dei suoi istinti, così che diventa una particella della massa."  (Carl Gustav Jung)

 

 

 

 

 

Il male è l’ombra del bene. Ogni bene reale, dotato di realtà e di spessore, proietta il male. Solo il bene immaginario non ne proietta.
Ogni bene essendo connesso ad un male, se si desidera il bene e non si vuole diffondere intorno a sé il male corrispondente, si è obbligati, siccome non si può evitare quel male, di concentrarlo su se medesimi.
Così il desiderio del bene totalmente puro implica l’accettazione, per sé, dell’estremo grado di infelicità.
Se si desidera solament...e il bene, si è in opposizione con la legge che collega il bene col male come l’oggetto illuminato all’ombra, e, essendo in opposizione con la legge universale del mondo, è inevitabile la caduta nell’infelicità. Simone Weil, L’ombra e la grazia

 

 Sii come il cedro, che profuma anche l'ascia che lo abbatte. Proverbio indiano

 

C’è un problema quando si hanno rapporti con i poeti. Il problema deriva dal fatto che il poeta è una creatura patologicamente bisognosa di amore. Una creatura in subbuglio con cui non si può mantenere un’amicizia generica e blanda. Col poeta non ci possono essere pratiche attendistiche e interlocutorie, bisogna gettargli in faccia il nostro amore o il nostro odio, bisogna tenerlo ben vivo nella nostra mente, bisogna pensarlo, parlargli delle sue parole, raccontargli le sue storie. Uno allora può dire: ma a che serve tutto questo? Io penso che alla fine non serva al poeta, perché il poeta non ha mai bisogno di quello che gli viene dato. Penso che tutto questo serva a chi dà, a chi si protende a lenire le varie disperazioni del poeta. L’atto di guarire chiude le ferite, ma solo al guaritore. Franco Arminio, da Cedi la strada agli alberi

 

[ Dove me ne andrò con questo cuore?]  Else Lasker-Schüler

 

Non piangere bambola mia ora ti prendo e ti cullo nel sonno…Aiuto, aiuto, aiuto, sento la vita avvicinarsi mentre tutto quello che voglio è morire. Marilyn Monroe

 

 

 

Non ti va. L’assurdo si risolverà. V’è normalità all’estremità d’ogni momento, basta cercarla o attenderla. Guardate i platani sussultare: non sussultano: sono stati immobilizzati. Spingono le proprie radici nella terra[…]. Le radici s’intrecciano, s’estendono in segreto girotondo sottoterra.  Amelia Rosselli, Le chinois à Rome

 

 

Del mondo antico e del mondo futuro
era rimasta solo la bellezza, e tu,
povera sorellina minore,
quella che corre dietro i fratelli più grandi,
e ride e piange con loro, per imitarli,

tu sorellina più piccola,
quella bellezza l’avevi addosso umilmente,
e la tua anima di figlia di piccola gente,
non ha mai saputo di averla,
perché altrimenti non sarebbe stata bellezza.

Il mondo te l’ha insegnata,
Così la tua bellezza divenne sua.

Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro
era rimasta sola la bellezza, e tu
te la sei portata dietro come un sorriso obbediente.
L’obbedienza richiede troppe lacrime inghiottite,
il darsi agli altri, troppi allegri sguardi
che chiedono la loro pietà! Così
ti sei portata via la tua bellezza.
Sparì come un pulviscolo d’oro.

Dello stupido mondo antico
e del feroce mondo futuro
era rimasta una bellezza che non si vergognava
di alludere ai piccoli seni di sorellina,
al piccolo ventre così facilmente nudo.

E per questo era bellezza, la stessa
che hanno le dolci ragazze del tuo mondo...
le figlie dei commercianti
vincitrici ai concorsi a Miami o a Londra.
Sparì come una colombella d'oro.
Il mondo te l’ha insegnata,
e così la tua bellezza non fu più bellezza.

Ma tu continuavi a essere bambina,
sciocca come l’antichità, crudele come il futuro,
e fra te e la tua bellezza posseduta dal Potere
si mise tutta la stupidità e la crudeltà del presente.
La portavi sempre dietro come un sorriso tra le lacrime,
impudica per passività, indecente per obbedienza.
Sparì come una bianca colomba d’oro.

La tua bellezza sopravvissuta dal mondo antico,
richiesta dal mondo futuro, posseduta
dal mondo presente, divenne un male mortale.

Ora i fratelli maggiori, finalmente, si voltano,
smettono per un momento i loro maledetti giochi,
escono dalla loro inesorabile distrazione,
e si chiedono: «È possibile che Marilyn,
la piccola Marilyn, ci abbia indicato la strada?»
Ora sei tu,
quella che non conta nulla, poverina, col suo sorriso,
sei tu la prima oltre le porte del mondo
abbandonato al suo destino di morte. Pier Paolo Pasolini, versione della poesia tratta dal film La rabbia - I parte (1963), scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini

 

 

Trentacinque anni vissuti con un corpo estraneo
trentacinque anni
con i capelli tinti
trentacinque anni
con un fantoccio.
Ma io non sono Marylin
io sono Norma Jean Baker
perché la mia anima
vi fa orrore
come gli occhi delle rane
sull' orlo dei fossi?  Norma Jean Baker detta Marilyn Monroe

 

 

L'egual vita diversa urge intorno;
Cerco e non trovo e m'avvio
Nell'incessante suo moto:
A secondarlo par uso o ventura,
Ma dentro fa paura....
Perde, chi scruta,
L'irrevocabil presente;
Né i melliflui abbandoni
Né l'oblioso incanto
Dell'ora il ferreo battito concede.
E quando per cingerti io balzo
-Sirena del tempo -
Un morso appena e una ciocca ho di te:
O non ghermita fuggi, e senza grido
Nei pensiero ti uccido
E nell'atto mi annego.
Se a me fusto è l'eterno,
Fronda la storia e patria il fiore,
Pur vorrei maturar da radice
La mia linfa nel vivido tutto
E con alterno vigore felice
Suggere il sole e prodigar il frutto;
Vorrei palesasse il mio cuore
Nel suo ritmo l'umano destino,
E che voi diveniste - veggente
Passione del mondo,
Bella gagliarda bontà -
L'aria di chi respira
Mentre rinchiuso in sua fatica va.
Qui nasce, qui muore il mio canto:
E parrà forse vano
Accordo solitario;
Ma tu che ascolti, recalo
Al tuo bene e al tuo male:
E non ti sarà oscuro.
Clemente Rebora, Frammenti lirici (I)

 

 

Ho come l'impressione che nei posti in cui si parla molto di anima, ci sia un gran bisogno di vedere quella parola per una volta almeno.  Isabel Allende

 

 

 

 

 

[ perch'io t'aspetto da sempre ]

Vieni a prendermi
quando tutti dormono e la notte
la notte sembra ancora infinita ...
vieni a prendermi
nel silenzio delle nostre esistenze
quando le luci tacciono e i sogni si fanno più belli

vieni
vieni a prendermi
quando la luna e le stelle disegnano in cielo
parole mute al mondo
quando il buio del mare col buio del cielo s'incontra e si fonde

vieni stanotte
ché stanotte è già tardi
perch'io t'aspetto da sempre. Patrizia Fortunati

 

 

 

Lunga vita all'immateriale!   Yves Klein

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Commenti al Post:
un_uomo_della_folla
un_uomo_della_folla il 31/05/17 alle 13:48 via WEB
il video...così triste così intenso.
 
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