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Creato da iolazola il 21/09/2005

DOLCE MEMOLE

LE DIMENSIONI DA FOLLETTO CI SONO ... SUI POTERI CI STO LAVORANDO ... TUA'!

 

 

Ho scelto ...

Post n°428 pubblicato il 04 Ottobre 2009 da iolazola

A dire il vero non ci ho nemmeno pensato. E' successo tutto così ... naturalmente e mi sono resa conto che così dev'essere.

Non sento più il bisogno di venire qui per scrivere quello che mi pare o che sento. Da molto tempo non ricordavo nemmeno più di avere un blog. Vengo qui per caso, quando mi ricordo di controllare la casella mail di Libero. Ora non so se questo sia un bene o un male. Sarà che non ho nemmeno il tempo di fare quello di cui avrei bisogno ma sarà anche che ho raggiunto un'intimità diversa con me stessa che mi sento di "proteggere".

Ho scoperto, sotto consiglio di una persona preziosa, che mettere nero su bianco i propri stati d'animo aiuta. Ma non qui: quando stavo male da non riuscire e dormire o quando mi addormentavo sul divano e venivo assalita dalle ansie e dai pianti non ho sentito il bisogno di venire qui a raccontarlo, e non sono state poche le occasioni se avessi voluto.

So di essere cambiata. Per un bel periodo mi è stato utile e rigrazio chi, nonostante la mia assenza, non mi ha dimenticata. Fa piacere indubbiamente. Nemmeno io dimentico quanto sono affezionata a molti di voi e passerò di tanto in tanto.

 
 
 

Estate 2009.

Post n°427 pubblicato il 19 Luglio 2009 da iolazola

Non vedo l'ora di partire, verso il mare, riempendo la mia nuova valigia blu di colori e tessuti leggeri, di leggerezza ... Volto le spalle a tutti e via! Forza che 1 agosto non è lontano e ce la farò a stringere ancora i denti.

La Calabria, ma soprattutto i miei affetti, mi aspettano. E poi in Puglia sarà una novità!

Buone vacanze!

 
 
 

Da una ex studentessa di l'Aquila.

Post n°426 pubblicato il 02 Luglio 2009 da iolazola

 

Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.

Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici che sanno quello che è accaduto alle 3:32 del 6 aprile, ma che nell'ultima settimana mi hanno chiesto se fossi tornato all'Aquila per preparare gli esami.

Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha sistematicamente destato un pò di imbarazzo:
"L'Aquila non esiste più"
"Ah già, scusami"

Ah già.

Ma è giustificabile.
Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto dell'Aquila,
troppo prese a parlare prima della crisi coniugale del premier,
poi della crisi economica ormai superata brillantemente dalla nostra nazione,
poi della pseudo-crisi dell'amministrazione siciliana,
poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante.

Queste sì che sono notizie.

E quelle rare volte che si parla ancora del terremoto dell'Aquila i toni sono esaltanti,
c'è chi lo definisce "il successo del governo",
chi parla del "miracolo del premier".
Si parla di ricostruzioni avvenute,
di problemi risolti.

NON È VERO.

Le notizie riportate sono solo specchieti per le allodole,
azioni di facciata per mostrare un fantomatico intervento-lampo del governo.

La verità è tutt'altra.
La gente ormai da quasi due mesi vive in tenda, e lo fa sia negli afosissimi pomeriggi dei giorni scorsi, sia nelle notti di vento e pioggia, come questa.
E quelli che sono negli alberghi sulla costa si godono ancora per poco il sogno di una lunga e gratuita vacanza al mare, ormai in attesa (a giorni) di essere messi alle porte in vista dell'inizio imminente della stagione balneare.

Di costruzioni per ora nemmeno l'ombra, perchè fino al G8 dell'Aquila si deve lavorare per accogliere i rappresentanti delle più grandi nazioni del mondo.

A mandare avanti la baracca ci sono i volontari della Protezione Civile, i volontari dei Vigili del Fuoco, i volontari delle varie Associazioni di Pubblica Assistenza, che si spaccano la schiena per mantere vivibile la condizione ma sempre più si lamentano della scarsa presenza dello Stato, della scarsità di fondi (3.1 miliardi in 24 anni sono BRICIOLE), dei ritardi nei lavori (ad ora, nessuna delle promesse fatte nelle subito successive al terremoto è stata mantenuta).
E se si lamentano di ciò i volontari che dopo una settimana tornano nelle loro tiepide case, come direbbe Primo Levi, pensate come possono stare le persone che una casa dove tornare non ce l'hanno affatto, che non sanno più cos'è la privacy, che sognano una doccia dignitosa.

Non mi sembra il quadro di un successo, questo.
Non mi sembra una situazione risolta.

Lo scopo di questa mail è solo ricordare a tutti che non sentire più notizie in tv non vuol dire che ora tutto sia tornato alla normalità.

RICORDATELO: L'EMERGENZA NON È FINITA.

 
 
 

L'amico.

Post n°425 pubblicato il 26 Aprile 2009 da iolazola

                               

"Il mio amico non è tornato dal campo di battaglia, signore. Le chiedo il permesso di andare a cercarlo" disse un soldato al suo tenente.
"Permesso negato!!" replicò l'ufficiale, "non voglio che lei rischi la vita per un uomo che probabilmente è già morto".
Il soldato, senza prestare attenzione al divieto, se ne andò e un'ora dopo ritornò ferito mortalmente, trasportando il cadavere dell'amico.
L'ufficiale era furioso: "Le avevo detto che ormai era morto! Mi dica se valeva la pena andar fin là per recuperare un cadavere!?!"
Il soldato, moribondo, rispose: "Certo, Signore! Quando l'ho trovato era ancora vivo e ha potuto dirmi: Ero sicuro che saresti venuto!"

 
 
 

La pazienza è amara ... ma dà un frutto dolce.

Post n°424 pubblicato il 15 Aprile 2009 da iolazola

 

Un'antica favola coreana narra di una giovane sposa il cui marito tornò a casa dopo aver combattuto in guerra per alcuni anni. Dopo il ritorno dalla guerra, l'uomo sembrava distaccato dalla vita e da lei: quando la moglie gli parlava, lui la ignorava, e quando le rivolgeva la parola era sempre con un tono di voce aspro. Andava in collera se il cibo preparato dalla moglie non era esattamente di suo gradimento e spesso lei lo sorprendeva a guardare nel vuoto con aria apatica e sofferente.
Disperata per la situazione, la donna si rivolse a un vecchio saggio, chiedendogli se esistesse una pozione in grado di far tornare suo marito l'uomo amorevole che era sempre stato.
Il vecchio saggio le disse che era possibile, ma solo dopo essersi procurati un baffo di una tigre viva, l'ingrediente principale di quella pozione.
La giovane donna era terribilmente spaventata alla prospettiva di procurarsi un baffo di tigre, ma l'amore per il marito e il desiderio che i loro rapporti tornassero quelli di un tempo la spinsero a ricercare l'ingrediente necessario.
Così, di notte, mentre il marito dormiva, ignaro delle sue attività, la donna scese dal letto per raggiungere a piedi una montgna vicina, dov'era risaputo che vivesse una tigre. Lassù, munita solo di una ciotola di riso con sugo di carne, offrì il cibo alla tigre e la invocò in lacrime, supplicandola di avvicinarsi a mangiare. All'inizio la tigre si limitò a ignorare i suoi richiami; ma la donna insistette, una notte dopo l'altra, avvicinandosi ogni volta di qualche passo finchè una notte, la tigre mangiò finalmente dalle mani della donna che pur esultante, cercava in tutti i modi di restare calma.
Nei mesi successivi, la donna non fece altro che tendere la mano ad ogni visita, per lasciare che la tigre si sfamasse, e parecchio tempo dopo trovò il coraggio per guardare in fondo agli occhi dell'animale e disse "oh, ti prego, non uccidermi per quello che sto per fare!" poi, fulminea, strappò dal muso della tigre un baffo. Scese di corsa lungo il sentiero per recarsi subito all'abitazione del vecchio saggio, sollevata all'idea che la tigre le avesse permesso di allontanarsi liberamente.
Quando arrivò ansimante ed eccitata, il vecchio saggio esaminò attentamente il baffo per controllare che fosse autentico. Quando se ne fu accertato, si girò e lo gettò nel fuoco, sotto gli occhi inorriditi della giovane donna.
"Che cosa fai?" gridò lei.
Il vecchio saggio rispose con dolcezza: "Donna, un uomo è forse più crudele di una tigre? Hai visto che grazie alla pazienza, alla gentilezza e alla comprensione, si può domare persino una bestia feroce e selvaggia?!! Ricorda: LA PAZIENZA E' AMARA... MA DA' UN FRUTTO DOLCE..

 
 
 

Boom, il cane che fiuta la morte.

Post n°423 pubblicato il 11 Aprile 2009 da iolazola

E' una storia molto triste, come mille altre ma è giusto conoscerla. Da Il Giornale.it.

Inviato a Villa Sant’Angelo.

È una favola brutta, da non raccontare ai bambini. È la fiaba di un orrore infrequente consumato tra i calcinacci di quella casa strizzata come una spugna che fino all’altra sera si specchiava nella chiesa di San Michele, il patrono festeggiato a settembre dai concittadini di Villa Sant’Angelo, 443 anime ritrovatesi nottetempo orfane di 17 figli. È la storia di un bimbo genovese dai riccioli biondi, Andrea, 3 anni appena. E di un coetaneo, a quattro zampe, che di nome fa Boom e che si guadagna le coccole del suo istruttore cinofilo dando la caccia agli umani in difficoltà.
Ci piace pensare che Andrea e Boom abbiano giocato a distanza di pochi centimetri fino a quando Andrea non s’è addormentato per sempre. Col dito in bocca, così come l’ha trovato la pala meccanica nel punto esatto in cui Boom abbaiava e grattava con le zampe anteriori. Andrea e Boom, la favola dal fine inappagato. È andata così. Quando il sisma ha preso a frustate le mura medievali a quindici chilometri da l’Aquila, Villa Sant’Angelo s’è difesa come una palma col tornado. Venti secondi son serviti a rassegnarsi all’idea di un tappeto di macerie disteso sull’85 per cento dell’intera superficie calpestabile. Poi si sono levate grida inumane, suppliche d’aiuto, reiterate preghiere da eutanasia immediata. Quindi s’è notata una camera con vista, con letto e baldacchino di macerie. Spunta una sagoma di donna, ferma, in equilibrio sotto le coperte perché oltre il lenzuolo c’è lo strapiombo.
Poco sotto, in quel lego di cubi di muro, c’è Andrea, e c’è accanto la sua mamma, Valentina. Manca il papà Stefano Esposito, che il parroco racconta essere un finanziere di Genova sceso in vacanza in Abruzzo, che di lì a poco si maledirà per tutta la vita di non esserci rimasto anche lui là sotto. L’hanno tirato fuori grazie a un altro cagnolone nero, «si chiama Visko, come l’ex ministro col kappa» ci fa lo spelling un soccorritore esausto. È l’amichetto di Boom, che col paraocchi di un fiuto addestrato passa a scandagliare la parte laterale di quel che resta del nulla. Cerca di qua, annusa di là, punta il muso, alza la coda, ricomincia, torna indietro, poi si ferma. Sembra una statua più che un bracco da ferma. Abbaia forte, fortissimo, più forte ancora. Scalcia con la zampetta, gli manca la parola. È il segnale che qualcuno c’è. «Se fa così – dice il carabiniere cinofilo Danilo – vuol dire che qualcosa di vivo potrebbe esserci. Andiamo». Un cenno a Giovanni, suo collega dell’Arma in quest’area di lacrime e polvere stranamente snobbata dai media. Anche Visko s’adegua, e passa altrove. Escono cadaveri uno dopo l’altro ma per vedere Andrea bisogna aspettare qualche ora. Si scava con le mani, si fa pressione con tubi innocenti, arriva pure il bravo sindaco, in ipnosi adrenalinica, che fa no-no con la testa. Altre ore scorrono lente e i cani stanno sempre lì, di guardia ad Andrea e alla sua mamma. Via del Medico è una parete impraticabile, la chiesa sta per venire giù quando una specie di lamento impercettibile affiora dai sassi anticipando di mezz’ora il ritrovamento in carne e ossa di un angioletto biondo. Boom abbaia, abbaia, abbaia così forte che il padrone lo deve portar via. Eccolo Andrea, 3 anni, in braccio a un eroe per caso che ridiscende la scala mobile di detriti frenando il pianto per non immischiarsi nel dolore del papà. Andrea, che a molti sembrerà una bimba, ha il dito in bocca. Non dorme, non ciuccia più. Se n’è andato insieme alla mamma che raggiunge nella terza stanza senza porte e finestre del Comune che il maresciallo Alfredo Venta ha trasformato in obitorio. Anche Andrea finisce in un sacco bianco, sigillato con cerniere di fortuna. Sopra c’è scritto il nome, il cognome, una data che avrebbe festeggiato coi genitori fra soli tre giorni. Valentina e Andrea, vicini per terra e a noi così lontani. Ora fa freddo. L’odore nelle camere è di quelli che non dimentichi più nonostante le mascherine e i foulard. Non c’è un rumore, un filo di vento, un alito di speranza. Non c’è un fiore in questo camposanto temporaneo che verrà smantellato al sorgere del sole. Buttato laggiù, tra i lastroni di cemento dove si sperava risorgesse Andrea, c’è un pupazzo di peluche dai capelli gialli che gli somiglia troppo. Boom ha smesso di latrare, è esausto, sdraiato con le zampe davanti e il muso nero in mezzo. Ecco, la favola dei due cuccioli di Sant’Angelo finisce così. Non raccontatela ai vostri bambini. Dimenticatela.

 
 
 

Primavera

Post n°422 pubblicato il 21 Marzo 2009 da iolazola

 

 

2 anni insieme oggi. 

Tutto è cambiato: siamo più maturi, più consapevoli, più forti, più testardi, più impegnati, più decisi, più liberi, più fantasiosi, più uniti, più affettuosi ... siamo Più. Spero che da questa primavera tutto continui a cambiare.

 
 
 

Fatti non pugnette!

Post n°421 pubblicato il 05 Gennaio 2009 da iolazola

Benvenuto 2009!



Beh col nuovo anno si fa sempre il resoconto di quello passato e ci si riempie la bocca di buoni propositi per quello che ci aspetta! L'ho sempre fatto anch'io.
Il 2008 è stato, per me, un anno piatto, non ho combinato assolutamente niente o per lo meno niente di memorabile o ammirevole. Non sono soddisfatta, ho sprecato un sacco di tempo! Mi è mancato qualcosa, un atteggiamento positivo, un pò di brio ... è andata così! Sarà mica vero il detto "anno bisesto anno funesto?"...Mah ma inizio a rifletterci ...
Gli anni dispari mi hanno sempre lasciato molto...coincidenza? Già dall'inizio del 2009 sono più carica! Cerco di mettermi d'impegno in quel che faccio e soprattutto devo sforzarmi di mantenere un minimo di costanza! Sostanzialmente i miei numerosi buoni propositi rimangono un pò quelli dello scorso anno ... rimasti inconclusi!
La parola d'ordine è CONCRETIZZARE!


 
 
 

Post N° 420

Post n°420 pubblicato il 19 Dicembre 2008 da iolazola


Auguri di cuore a tutti voi!
E fate i bravi ... e non solo fino al 25!!

 
 
 

Anche tu su facebook?! NOOoo

Post n°419 pubblicato il 10 Dicembre 2008 da iolazola



Latito latito!
Ultimamente ho trascurato molto il blog. Un pò perchè non avevo tutta questa voglia di scrivere. E' un periodo un pò piatto, sono svogliata a fare un sacco di cose.
Sto disperatamente cercando lavoro ma nulla si vede all'orizzonte. Molti tentativi, curriculum inviati, un solo colloquio e molti silenzi! La cosa mi scoraggia abbastanza. Tutti dicono di aspettare e avere pazienza perchè è un periodaccio un pò per tutti ... Ma quanto dura?? Mi sento bloccata economicamente, finora, nel mio piccolo riuscivo a gestirmi almeno i miei piccoli vizi. Qualche uscita, qualche regalo, un pò di shopping, ogni tanto potevo permettermi di andare via per un weekend o comunque di programmare qualcosa ... adesso non posso fare nulla! Non dico che non vivo senza queste cose anzi. Ho ridimenzionato tutto ... ma adesso inizia ad essere difficoltosa la cosa. Vabè ... aspettiamo, purtroppo non posso fare altro!

E un pò centra anche facebook, mi fa perdere!
E' una droga gente, ma credo che anche voi lo conosciate bene! Ho ritrovato un sacco di compagni delle elementari, delle medie ... pazzesco! Uno l'ho incontrato settimana scorsa dopo 13 anni! Ho scoperto conoscenze tra gente che mai avresi sospettato e non manca nemmeno quella che alle superiori non reggevo proprio ma  lei non l'ha mai capito e mi cerca e mi scrive continuamente! E poi beh posso farmi affaracci degli altri senza che nessuno sappia e senza risultare invadente ahah!
Come tutte le cose mi prende all'inizio e dopo un pò mi annoia anche.

Il mio collo sta molto meglio, sono in fase intensiva di terapie e c'è chi dice che il lase e gli ultrasioni alla cervicale mi stiano bruciando il cervello! Naaaaa
Qualche giorno fa ho fatto l'albero, quest'anno mi sono sbizzarrita io, senza nessuno che mi facesse appunti sul mio modod di decorare! Oh! Che bellezza!

E questo è tutto.
Aspetto quell'energia che mi ispira e mi sprona un pò ... nonostante la neve di oggi non è ancora arrivata!

Un bacio a tutti. A presto!!

 
 
 
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Forse ci si attrae senza saperlo davvero.
Così quello che sembra nato per caso
diventa la cosa più importante,
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immagineperdersi cercando di contare le onde del mare. Lasciarsi cullare, riflettere avvolti dai colori del tramonto.tendere una mano a chi ne ha bisogno e chiederla quando ne abbiamo bisogno. Umiltà e solidarietà.immaginemantenere lo sguardo vivo, mantenere la voglia di scoprire e di conoscere che si ha fin da bambini, affiancando la coscienza che verrà col tempo.immagineuno scambio di sguardi per parlarsi.immagineMomenti teneri, coccole, abbracci, baci che possono cancellare mille momenti amari.immagine La spensieratezza, la leggerezza, i dispetti. In fondo c'è una parte di noi che non cresce mai. Il cielo è un pò come il mare. Incantevole e misterioso.immagineUn film, una canzone o un libro possono riportare alla mente sensazioni e ricordi vissuti. Così ogni tanto per descrivere degli attimi mi ritrovo a citare frasi che non sono mie ma che mi appartengono.

 

FACCIO TANTO LA DURA ...

Ma SoNo L'eSaTtO cOnTrArIo ... BaStA pOcO pEr FaRmI sCiOgLiErE. mA aTtEnZiOnE ... qUaNdO sI cAdE nElLo sDoLcInAtO ... è FiNiTa ... nOn Lo ReGgo PrOpRiO!

immagineLa tenerezza di un bacio.immagineI delfini, ma quanto sono belli, dolci, intelligenti! Ho visto un loro spettacolo ... i brividi.
Eccolo qua ... Spongebob! Ma non è carinissimo? Tutti che me lo criticano ...
Sciao belli !!