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I HATE SUPERMARKET

tutta la vita che può entrare in un carrello della spesa

Creato da ihatesupermarket il 05/02/2010

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L'ASSENZA DI ESSENZA

Post n°27 pubblicato il 21 Dicembre 2011 da ihatesupermarket

Molti dei miei pensieri nascono da principi di attacchi di ansia concepiti nel luogo che mi sembra più improbabile per venirne assaliti: la vasca da bagno. Me ne sto lì, immersa nell'acqua tiepida a sciacquare via stanchezza e rotture del giorno e sorgono in testa strani accostamenti di pensieri...profumi, essenze, semplicità, autenticità...Prendersi cura di sè e contemporaneamente continuare ad ignorare, all'interno della confusione del quotidiano, quello che è la nostra vera essenza, la nostra anima, quella che soffre quando le sue richieste di piccole felicità rimangono inappagate. Curiamo l'involucro e lasciamo ad una lenta eutanasia il cuore, soffocando i sentimenti, mascherando le paure con maschere aggressive...un pò come truccare il viso per non far trapelare la stanchezza: farsi belli non come gesto d'amore ma per vestirsi di bugie. Un pò come la differenza fra dissetarsi con un succo di arance appena spremute e invece bere qualcosa "al sapore di arancia".

Il Natale è oramai vicinissimo ed io ho un solo rammarico: di non aver mai fatto "sentire" a mia figlia  il profumo del Natale che vivevo da bambina; vi ricordate quel caratteristico odore di abete che invadeva animi e narici non appena aprivamo le porte di casa? E' vero: ora ci sono molte decorazioni, gli alberi sono ecologici (e sicuramente è un bene), ma anche quelli naturali mi sembra che abbiano un pò perso quella fragranza che regalava felicità...che spalancava l'aspettativa di un sogno e di una notte magica. Colpa della crisi, dicono, ma io non ci credo. Ci sono stati Natali in cui tutti erano molto ma molto più poveri di così, ma che proprio per questo riuscivano a percepire l'importanza dello stare assieme, del ritovarsi gustando il tepore di una casa in cui tutti avevano un posto anche se non un regalo.

Per questo l'augurio che vi lascio in queste righe è che voi tutti riusciate NON ad ottenere il regalo che desiderate, ma che riusciate ad essere felici dei sorrisi di chi avrete vicino, a godere del tempo finalmente assaporato con le vostr famiglie, amici e le persone che amate.  Vi auguro che sia un Natale dal sapore autentico e dall'essenza genuina..Un abbraccio a tutti voi.

 
 
 

Quando la crisi "conviene"....

Post n°26 pubblicato il 10 Novembre 2011 da ihatesupermarket

Non amo parlare di politica, così preferisco lasciare questo tema al di fuori di queste pagine. Però non vivo al di fuori del pianeta, e mi rendo conto che stiamo attraversando un momento veramente di quelli critici. Lo si percepisce leggendo i titoli dei giornali, nei dibattiti in tv, nonchè aprendo le buste paga (per chi ha ancora la fortuna di riceverla!).

Tutto questo ha scatenato una profonda incertezza in ciascuno di noi, e anche molta rabbia. Si viene invasi dalla sensazione che ci stiano rubando qualcosa: che siano soldi, tempo o felicità ci sentiamo di essere degli infiniti creditori che devono rassegnarsi all'idea che non verranno mai rimborsati. Ma siamo sicuri che tutto ciò non convenga a nessuno?

La mia è solo una stupida teoria che mi rimbalza nella testa da un pò, non è supportata da alcuno studio o ricerca (anche perchè quando mai ne avrei il tempo?), però da quando mi si è insediata nella mente faccio fatica a non trovarne riscontro...

Ad esempio: chi di questi tempi fa il pieno di carburante? Io no. So che a fini pratici di gestione del budget familiare non cambia niente, però da un pò di mesi io vado avanti con i miei "20 euro grazie" e poi casomai vedo...Sono l'unica? Mi sembra di no. Poi martedì la notizia: "Sciopero dei benzinai fino a venerdì"...ed eccomi in fila, assieme ad altre dieci macchine a fare il pieno. Cos'è successo? Si è improvvisamente allungato il tragitto da casa al lavoro? Abbiamo avuto tutti l'impellente desiderio di fare una gita fuori porta infrasettimanale? O piuttosto abbiamo semplicemente appagato il nostro desiderio di sicurezza? Quello che ci fa pensare che "intanto, in caso di bisogno, il pieno alla macchina c'è".

Altro caso, da noi così come in tanti, tantissimi supermercati, il personale è sempre più scarso; i contratti scadono e non vengono rinnovati...le persone si licenziano perchè i ritmi diventano insostenibili e non vengono rimpiazzate...Tu ti ritrovi a lavorare senza sosta, si decuplicano le mansioni e lo stipendio rimane quello che è... ti lamenti ma.."Eh, c'è la crisi!" Vorrai mica lasciare il certo per l'incerto...con tutta la C R I S I che c'è....Bisogna aumentare la produttività...bisogna migliorare il servizio...bisogna stringere i denti...bisogna aumentare gli orari ed i giorni di apertura...CELACRISCELACRISICELACRISI..... Quale migliore giustificazione se non l'eterno spauracchio di restare tutti a casa, tutti a casa, tutta a casaaaaaa!!!!

Quindi io mi chiedo: se non ci sono i soldi per comperare...perchè i negozi (e parlo dei mastodonti della distribuzione eh, non dei negozi a conduzione famigliare che arrancano per sopravvivere) continuano a spuntare come funghi? e ad essere strapieni di gente che fa la fila, vedi il caso Trony a Roma, per acquistare beni di nessuna primaria importanza? Simili ingorghi te li aspetteresti davanti alla mensa della Caritas, come nella Grande Depressione del '29, non per acquistare una console o l'ultimo schermo a tecnologia led...

Forse perchè ci stanno convincendo che siamo infelici...forse perchè stiamo lasciando che ci rendano infelici?  Ed una crisi è proprio quello che ci vuole per generare infelicità....forse, dopotutto, a qualcuno conviene...

 
 
 

tempo

Post n°25 pubblicato il 08 Novembre 2011 da ihatesupermarket

Sono veramente "nei pasticci" per usare un termine desueto che renda l'idea...Io veramente non so più come fare...e mi chiedo: voi che mi leggete, come fate?

O dovrei piuttosto chiedere: "ce la fate?" Io no.

Sono perennemente in ritardo su tutto, tranne che sul lavoro ovviamente. Ho un mucchio alto così di roba da stirare, i pavimenti ed i vetri delle finestre da lavare, e ovunque piccoli giacimenti di precari "devo fare". Sono questi ultimi che mi ammazzano di più; i miei buoni propositi che non solo lastricano il quotidiano, ma addirittura lo ricoprono. Non so realmente dove sbattere la testa e mi sento un pò inadeguata rispetto alla mia vita. Persevero nel tentativo di completare tutto ciò che voglio fare, ma la mole di lavoro è realmente troppa. Cinquanta ore una settimana...40 un altra...domeniche al lavoro..e quando finalmente arrivo a casa sono talmente sfatta che mi addormento vestita sul divano, sempre però dicendo "ora mi metto a fare questo".

La cosa che mi mortifica maggiormente è coinvogere in questo balletto anche il resto della mia famiglia: perennemente in attesa che io ritorni, perennemente in attesa delle mie ferie, perennemente in attesa che io smetta di parlare di lavoro, perennemente in attesa di ridiventare prima (e giustamente) nella lista delle priorità della mia vita.

 

 
 
 

pioggia...

Post n°24 pubblicato il 25 Ottobre 2011 da ihatesupermarket

Piove, il tempo è grigio..si chiama autunno e finalmente chi lo acclamava a gran voce spero sia contento del suo arrivo. Anche se ne dubito, perchè quelle persone che fino a 10 giorni fa si crologiolavano nei luoghi comuni del riscaldamento globale, del caldo innaturale per questa stagione e per la mancanza d'acqua nelle campagne, sono le stesse che ora vanno in giro lamentandosi per la pioggia, il freddo arrivato all'improvviso, ed il traffico impazzito a causa delle troppe macchine in circolazione..Insomma: basta lamentarvi! Sono un padre confessore? una psicologa? una life-coach? NO! Sono una persona che per 10 interminabili minuti ha a che fare con un interlocutore con il quale cerca di intrattenere il minimo indispensabile di educata conversazione. Perciò il canonico "arrivederci e buona giornata" è solo un'espressione civile con il quale accomiatarsi, non l'incipt di un dibattito sul tema del clima, dei proprio disagi personali e quant'altro. Per questo motivo non è neccessario rispondere "buona giornata per lei che sta qui al caldo"..."si vede che lei non soffre di reumatismi"..."buona giornata? ma non vede che tempo?" ..."eh si ..arrivederci...vorrà mica che torni ogni giorno a fare la spesa?"  ecc. ecc..Laciamoci così...con un buon ricordo reciporco suggellato da un patto decoroso  in cui astenersi da banali ovvietà e sterili polemiche. Pare brutto?

 
 
 

LA SPESA AI TEMPI DELLA CRISI...

Post n°23 pubblicato il 15 Ottobre 2011 da ihatesupermarket

...ovvero: già i soldi sono pochini, ma buttarli per certe cavolate..

Oggi è sabato e quindi dedico qualche minuto della mia tiratissima pausa pranzo a questo pensiero, poichè sono ancora stordita da tutto quello che ho visto transitare sulla mia cassa durante la mattinata.

Giro quindi una domanda a tutte le colleghe ed i colleghi che condividono le loro esperienze in rete: cosa pensate di tutte le valanghe di prodotti, suppellettili, generi alimentari che vengono rovesciate ogni giorno sui rulli di centinaia di casse?  Sono veramente "beni di primaria importanza"? O piuttosto, come accade a me, vi ritrovate a pensare "mamma mia, per forza che questi poi si lamentano di non arrivare alla fine del mese, con tutte ste stupidate che comprano!"

Lascio stare ovviamente i casi limite, non voglio affatto sminuire il problema di quelle persone che hanno concrete difficoltà ad acquistare anche solo del cibo, perchè di fatto so che ci sono. Ma lo capisci anche da cosa comprano, o meglio, da cosa non comprano: niente bibite, solo acqua, prodotti tutti di fascia economica...Ecco non è assolutamente a loro a cui dedico questo post.

Io parlo invece di quelli che con i buoni spesa si comprano gli alcolici, o dolciumi di vario genere, o, peggio ancora le riviste di arredamento per la casa ( a botte minimo di tre/quattro euro) o tutta la compilation di serie televisive in dvd, piuttosto che l'assortimento completo di testate scandalistiche da far concorrenza a più saloni di acconciature... Ora ad esempio vanno di gran moda i profumatori elettrici per ambienti: lo sapranno mai che, oltre che a costare un botto, se un ambiente è pulito profuma già di suo e pertanto i deodoranti sono assolutamente superflui, mentre se una casa è sporca puoi tappezzarla di ricariche al mughetto ma sempre lercia rimane?

Niente. La "roba" come la chiamavano ai tempi del Verga, è più importante. La roba va comprata, comprata, comprata...e poi ammassata, ammassata, ammassata...e poi gettata, gettata, gettata, per far spazio ad altra roba da comprare. Che tristezza :-(

Mi si può obbiettare il fatto che dopotutto noi con la roba che vendiamo ci viviamo, ed è un fatto. Ma se le persone cominciassero ad investire sulla qualità, sulla selezione di ciò che acquista, il comperare diverrebbe sicuramente una scelta e non un caotico buttare alla rinfusa nel carrello prima e nella spazzatura poi..Sbaglio? Ora vi lascio..il lavoro mi chiama!

 
 
 
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