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Creato da ilprincipeverde il 16/03/2011
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Ad ovest del mondo

Post n°6 pubblicato il 05 Aprile 2011 da ilprincipeverde




Sulla sponda
ad ovest del mondo
esiste un triste
campo di concentramento

Di visi persi
in condizioni comode
esperimento
d’un vile sfruttamento


Entrano in grotte
ad oscurarsi pelli
per poi proteggere
con ori quel sole

Nel mare annega
la vera e umana gente
mentre m’indigno
piango
e mi disprezzo


Poiché permetto
a me di fare parte
di questa schiera
massa dell’ovest

 


 
 
 

IL PRIVILEGIO DEI MORTI

Post n°5 pubblicato il 04 Aprile 2011 da ilprincipeverde




“IL PRIVILEGIO DEI MORTI”



Un privilegio di cui nessuna persona vivente gode:
la libertà di parola

Chi è in vita non è del tutto privo, a rigore, di un tale privilegio,
ma dato che lo possiede solo come vuota formalità
e sa di non poterne fare uso, non possiamo considerarlo
un effettivo possesso.

In quanto privilegio attivo,  è simile al privilegio
di poter commettere un omicidio:
si può esercitarlo se si è disposti a sopportarne le conseguenze.

 L' omicidio è proibito sia formalmente che di fatto,
la libertà di parola è formalmente permessa,  ma di fatto proibita.
Per l' opinione comune sono crimini entrambi,
tenuti in grande spregio da tutti i popoli civili.

L' omicidio è a volte punito, la libertà di parola lo è sempre,
qualora venga esercitata. 
Il che avviene raramente.
Ci sono almeno cinquemila omicidi per ogni (impopolare)
manifestazione di libera espressione.
Questa riluttanza a esprimereopinioni impopolari è giustificata:
il prezzo da pagare è assai alto, può comportare
la rovina economica di un uomo, può fargli perdere gli amici,
può esporlo al pubblico ludibrio ealla violenza,
può condannare all' emarginazione la sua famiglia innocente
e rendere la sua casa un luogo desolato,
disprezzato ed evitato da tutti. 

 Nel petto di ogni uomo si cela almeno un' opinione impopolare 
sulla politica o sulla religione, e in molti casi
se ne trova ben più di una.
Più l' uomo è intelligente, maggiore è la quantità delle opinioni
di questo tipo che ha e che tiene per sé.
Non c' è individuo - compreso il lettore e me stesso - che non sia in possesso
di convinzioni impopolari, che coltiva e accarezza
e che il buon senso gli vieta di esprimere.

A volte sopprimiamo un' opinione
per ragioni che ci fanno onore, non onta, 
ma più spesso lo facciamo perché non possiamo sostenere
l' amaro costo di dichiararla.

A nessuno di noi piace essere odiato,
a nessuno piace essere evitato.

 Una naturale conseguenza di questa condizione è che,
consciamente o inconsciamente, facciamo più attenzione
ad accordare le nostre opinioni con quelle del nostro vicino
e a mantenere la sua approvazione piuttosto
che a esaminarle con scrupolo pervedere se siano giuste e fondate.

Quest’ abitudine produce inevitabilmente un altro risultato:
l' opinione pubblica che nasce e sialimenta in questo modo
non è affatto un' opinione, è semplicemente un atteggiamento;
non suscita riflessioni, è priva di principi e non merita rispetto.

Quando un progetto politico del tutto nuovo e non sperimentato
viene presentato alla gente, questa èsorpresa, ansiosa, intimidita
e per qualche tempo resta muta, reticente, incapace di schierarsi.
La gran parte non studia la nuova dottrina per farsene un' idea,
ma aspetta di vedere quale sarà l'orientamento prevalente.

Il movimento antischiavista, quando ebbe inizio nel Nord
tre quarti di secolo fa, non suscitò nessuna simpatia.
La stampa, il clero e la grande maggioranza delle persone
rimasero indifferenti.
Questo avvenne per timidezza, per paura di esprimersi e diventare
impopolari, non perché si approvasse la schiavitù
o non si commiserassero gli schiavi.
Non fanno eccezione a questa regolane anche gli Stati,
come quello della Virginia, e neancheio stesso:
ci siamo aggregati alla causa dei Confederati non perché
lo volessimo, non era così, ma perché volevamo essere
come gli altri.
È semplicemente una legge di natura e l' abbiamo seguita.

È il desiderio di essere come gli altri che porta al successo
i partiti politici.
Non c' è - nella maggioranza - un motivo particolarmente elevato per aderire
a un partito, a meno che non si ritenga tale il fatto che ne facesse parte il
proprio padre.
Il cittadino medio non è uno studioso delle dottrine dei partiti,
e a buon diritto: né lui né io saremmo in grado di capirle.
Se gli chiedessimo di spiegare in modo dettagliato
perché abbia preferito una bandiera a un' altra,
il risultato del suo sforzo sarebbe penoso.
Lo stesso vale per la questione delle protezioni doganali.
Lo stesso vale per qualsiasi altra grande dottrina politica;
perché tutte le grandi dottrine politiche sono piene di
 problemi difficili - problemi molto al disopra
della portata del cittadino medio.

E questo non è strano, dato che sono anche al di sopra
della portata delle più acute menti del Paese;
dopo tanto chiasso e tante chiacchiere,
per nessuna di queste dottrine si è potuta fornire
la definitiva dimostrazione che fosse quella giusta, la migliore.

Quando un uomo ha aderito a un partito,
è probabile che ci rimanga.
Se cambia opinione - intendo il modo di sentire, di pensare –
è probabile che continui a restarci ugualmente;
i suoi amici appartengono a quel partito;
terrà quindi per sé il diverso modo di  sentire,
e sosterrà pubblicamente quel che in privato ha rinnegato.

In questo modo, e non in altri, può godere del privilegio americano
della  libertà di parola.
Di questi poveretti se ne trovano inentrambi i partiti,
ma non è possibile dire in quale proporzione.
Perciò non sapremo mai quale partito abbia realmente
ottenuto la maggioranza alle elezioni.

La libertà di parola è il privilegio dei morti,  il monopolio dei morti.
Essi possono dire quel che pensano senza ferire (...). 
Ma allora perché non farlo dalla tomba e prenderci
questa soddisfazione?
Perché non parlarne nel nostro diario, invece di tralasciarli
con discrezione?
Perché non metterceli e lasciare poi il diario agli amici?

La libertà di parola è davvero desiderabile.

Me ne sono accorto a Londra, cinque anni fa,
quando i simpatizzanti dei Boeri -persone rispettabili,
 bravi cittadini che pagano le tasse, con tuttoil diritto di avere
le proprie opinioni come ogni altro cittadino - sono stati attaccati durante le
loro riunioni, e i loro oratori sono stati maltrattati
e allontanati dal palco da altri cittadini che avevano
opinioni diverse.
Me ne sono accorto in America,
quando anche da noi abbiamo aggredito
chi si riuniva e malmenato gli oratori.

E me ne accorgo particolarmente ogni settimana o due,
quando voglio dare alle stampe qualcosa che la discrezione
mi direbbe di non pubblicare.
A volte i miei sentimenti sono così violenti che devo prendere
la penna e riversarli sulla carta per impedire che il loro fuoco
si consumi dentro di me;
ma tutto quell' inchiostro e quella fatica vanno sprecati,
perché non posso pubblicare quel chescrivo.
 
Ho appena finito un articolo di questo genere,
e ne sono molto soddisfatto.
Fa bene alla mia anima tormentata leggerlo e considerare i problemi
che creerebbe a me e alla mia famiglia.
 
Lo lascerò ai posteri, e lo renderò noto dalla tomba.
Lì c' è libertà di parola e non si può far danno alla famiglia.
 

Autore: Samuel L. Clemens  noto come MarkTwain
 (1835- 1910)


< scritto cinque anni prima dellasua more >



 
 
 

I monaci viaggiatori

Post n°4 pubblicato il 23 Marzo 2011 da ilprincipeverde


 

Due monaci viaggiatori con regole ferree

tra le quali l'assoluto divieto di avvicinarsi
a qualsiasi essere umano di sesso femminile
si trovarono una mattina nei pressi di un fiume

Proprio nel mentre arrivavano sulla sponda
una donna ben vestita imbellettata e profumata
chiese:
"Per favore potreste darmi una mano ad attraversare il fiume?
 Dovrei andare sull'altra riva ma ho paura di bagnarmi e sporcarmi tutta!?"

Il monaco più anziano senza nemmeno farselo ripetere due volte
prese in braccio la signora ed attraversò quel ruscello
lasciandola una volta superato il fiume.....
Ringraziandoli la signora andò via per la sua strada
ed i monaci proseguirono il loro cammino
sino a sera......

Solo quando ormai era passata un'infinità di tempo
ed il sole già da un po' non era più nel cielo
il monaco giovane esplose:

"Io non capisco...
come hai potuto prendere in braccio quella donna
pur sapendo che noi abbiamo l'obbligo di non poter nemmeno 
guardarle o toccarle le donne?"

Il monaco anziano lo guardò negli occhi e disse:

"E' vero amico mio
io quella donna l'ho presa in braccio questa mattina ma poi l'ho lasciata
perché mai tu dopo tutto questo tempo te la porti ancora sulle spalle?"



(storia zen)



 
 
 

Fuggon Foglie

Post n°3 pubblicato il 21 Marzo 2011 da ilprincipeverde




Fuggon foglie
inseguite dal vento
intimorite
vagan frementi

Ridotte dai dotti
sì lì intimidite
fugon quiete
il fluire del fiume

Ed esiston morte
o viciniore
vivon di sorte
dimentiche menti 

 

 
 
 

AMEN

Post n°2 pubblicato il 18 Marzo 2011 da ilprincipeverde






Come cani randagi
in cupi rifugi
tra ratti ed insetti
siamo noi scarafaggi 

Mi camminan sui piedi
miei neri e feriti
sono nudi e a me suggono
l'anima e il sangue

Cicatrici ho negli occhi
notti fredde di mamma
su lì a Dio son rivolti
che dal suo crepitio

non riesce a donarci
la sorgente d'un giorno
tra una voce ammattita
"E' una stupida guerra"

Un'ennesima bomba
ad un passo di vita
"Domani vedrai
vedrai
toccherà pure a noi"

Amen

 

 

 
 
 
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