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Creato da MarianneWerefkin il 26/10/2007

Il mignolo

.

 

la fine di tutto.

Post n°198 pubblicato il 22 Aprile 2014 da MarianneWerefkin

Insomma prima o poi ci sarei entrata in un posto così. Ritrovarsi dall'altra parte non è semplice e mai l'ho pensato, solo che non ci sono mai stata nei panni di chi assiste, e purtroppo devo dire che sino a quando non lo vivi puoi solo, nel migliore dei casi, mantenere un atteggiamento di confortevole forte e ingenua comprensione. Siamo soli di fronte al dolore. Tutto il resto è un contorno, una spalla su cui appoggiare la testa, una gola che fa uscire parole che si perdono nell'aria e alleviano in minima parte la sofferenza. Ma servono tanto e danno l'illusione di non essere poi così fragili, di avere uno scudo alla tristezza, di avere tempo per prepararsi, di avere un terreno su cui camminare. Ma non c'è problema è solo una illusione per andare avanti. Quando arriva il momento finale non si è mai pronti, l'equilibrio cede, gli altri sono solo attorno a noi, la fragilità viene fuori e l'abisso ci guarda e ci chiama e noi ci cadiamo e vediamo il fondo. Succede sempre. Ma sempre accade anche di ritornare su. Basta aver pazienza.
Hospice. 
 

 
 
 

. Adesso parlo io.

Post n°197 pubblicato il 20 Aprile 2014 da MarianneWerefkin

Esiste un posto orrido, sicuramente più di uno, in cui ci si scambia veleno, i "giusti" affliggono i "cattivi", i "cattivi" beh... Affliggono i "giusti". Ringrazio ogni giorno di essere nata in una terra schietta, genuina ed incantata. Capace di rendere sognatore anche il più irriducibile dei disincantati. Sono felice ed orgogliosa di appartenere a questo suolo, che mi ha insegnato a scusarmi, a tacere, ma anche sorridere all'emozione altrui... Come dice una canzone antica :"Siamo romagnoli, lasciateci cantare. Siamo romagnoli, lasciateci passare." Chi non capisce il senso di questi semplici versi è meglio che ci rimanga lontano perché solitamente noi il veleno lo diamo alle viti, non alle persone. E questo accade tutti i giorni dell'anno. Tanti auguri.

 
 
 

.

Post n°196 pubblicato il 15 Aprile 2014 da MarianneWerefkin

È così. I momenti che un tempo si riempivano di soffici parole, quasi fossero cuscini su cui appoggiarsi e ritrovare le forze, rimasero poi baratri dai quali stare alla larga per non cadere sino in fondo e ritrovarsi nuovamente con le ossa rotte, frantumate; ed è da qui, dalla consapevolezza dello scuro niente, che ritornarono poi a riempirsi.

Simone de Beauvoir si ripeteva - è finita, è finita. E' finita: tutto comincia.- Mentre assaporava la libertà alla fine di una Guerra.

Uno schienale rosso,                              

l'odore di un lillà,

il sapore di un caffè.

Un'autostrada,
una stazione,
un porto,
un aeroporto.

Un libro.

Anche un teatro, a volte.

 

 

 
 
 

Parentesi.

Post n°195 pubblicato il 11 Aprile 2014 da MarianneWerefkin

Una panchina, una strada, due braccia conserte e le gambe incrociate.
La persona sta guardando le foglie degli alberi, dei cespugli che incorniciano la stagione tiepida appena iniziata e che ornano in prospettiva la linea dell'orizzonte, spezzata da cemento. Passa un'auto, ne passano due e una bicicletta e poi rivolge lo sguardo nuovamente al di là dell'ovvio che la circonda. Chiude gli occhi un istante. Li riapre e li socchiude, appoggia gli occhiali accanto a sè e si toglie la commozione rimasta incastrata fra le ciglia. Era troppo leggera per rigare le guance. Che scena tristemente deprimente, pensa. Non sono io. Sì, sono io.
La persona osserva il suo lavoro, le soddisfazioni che non sono tardate ad arrivare ed aggrotta la fronte, stringe le mani alla vita e le labbra rimangono impassibili. Passa qualcuno, lei guarda i ciottoli che compongono la camminata. Rialza lo sguardo. Scuote la testa e abbozza un sorriso impercettibile. Scioglie il suo nodo personale che l'abbraccia e si massaggia la fronte, appoggia una mano alla clavicola oramai evidente e riflette: Quadro. Non sono io. Sì, sono io.
La persona pone attenzione sulla sua auto parcheggiata dall'altra parte della strada, si dice - dovrei muovermi, potrei farlo- ma poi riflette sullo sbrago fatale che ha ammazzato la sua volontà. Quindi resta immobile ad osservare un momento che non vivrà. Le dita danzano e si passano le chiavi che non inserirà, con la mente percorre una via sulla quale non viaggerà. I pensieri disegnano un viso che non rivedrà. Abbozza un sorriso ed un respiro profondo buttando via la pesantezza della responsabilità, richiudendo la macchia scura nel passato, che è tale e non tornerà.
La persona guarda un orologio e decide che è il momento di andare, in direzione contraria, ma non lo può sopportare.
La persona si alza e caccia giù l'incredibile realtà: ciò che è stato è stato e mentendo a sè stessa sentenzia - mai più accadrà-.

(pure la rima finaleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee)

 
 
 

Due dita nel fianco destro.

Post n°194 pubblicato il 09 Aprile 2014 da MarianneWerefkin

Non so perché scelgo sempre la stessa persona a cui stare accanto durante riunioni di un certo tipo, ma sono anni che accade. Succede che in quel dato momento ci scegliamo. Sarà routine, sarà che se per un fottutissimo caso non ci riusciamo, ugualmente ci parliamo con lo sguardo, ci sorridiamo, ci capiamo al volo. Sarà che lui emana tranquillità, sarà che io la sento e magari è reciproco. Sarà che se qualcuno parla e noi ascoltiamo, lui sa, io so, che può permettersi di farmi arrivare il suo punto di vista anche sotto il tavolo, anche sul mio fianco destro. Sarà che se cerco una pausa, guardo un suo braccio e mi permetto di sollevargli la manica con l'indice per osservare un disegno impresso. Sarà che senza scomporsi lui mi lascia fare. Non cerco attenzione, solo qualche secondo di distrazione.

E non c'è malizia. È solo una parte seducente di uno spirito di squadra.

 
 
 
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Auguri caro, per tutte le tue prossime avventure!
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E figurati se non lo capiscono i vostri cugini emiliani,...
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Ciao, cara Marianne!
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il 18/04/2014 alle 09:43
 
Aggiudicato! Voi attori avete qualcosa di vero anche quando...
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il 17/04/2014 alle 18:22
 
Tu ed io?
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il 17/04/2014 alle 09:34
 
 

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