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Post n°381 pubblicato il 26 Maggio 2012 da Lucien.Chardon
L’hanno arrestato, il terribile camorrista! Se ne stava inguattato in panciolle dietro l’armadio di casa sua. Al momento dell’arresto ha dichiarato alle forze dell’ordine, con un’espressione di ammirata sorpresa: “Complimenti, non era facile!” Successivamente si è felicitato con il commissario. Indi, nella tarda serata, ha consegnato un memoriale ad un giornalista di una nota testata di minchia acciocché venga data alla stampa la sua vita dietro un armadio: “Una vita di merda”. Chiaramente, il camorrista che vive come uno scarafaggio dietro un mobile di casa sua fa ridere, come fa ridere uno scarafaggio che sta a capo di una potente organizzazione malavitosa facendosi gioco dell’interpol. Però se colleghiamo questa notizia con il dato che emerge da una recente indagine dell’ISTAT circa l’incidenza dell’economia sommersa sul PIL italiano, c’è veramente di che rammaricarsi e di che riflettere: in Italia il sommerso genera una ricchezza pari al 15% del PIL. Quindi, converrete con me, si tratta di un riso amaro. In Italia, ad un serio contrasto della criminalità, si è preferita la politica del laissez faire in nome di un liberismo e di una finanza creativa (rectius, cretina), che sono sconfinate troppo spesso nella connivenza arrendevole e colpevole. Tutto ciò ha condotto ad un inquinamento della politica, dell’economia, della società italiana che rischiano di minare le prospettive di crescita del Paese e la qualità della vita delle future generazioni. Non possiamo permetterci di rinunciare al 15% della ricchezza nazionale e soprattutto non possiamo tollerare di essere messi in scacco da qualche scarafaggio in panciolle dietro l’armadio. Non è serio, non è dignitoso, non è naturale, a meno che non ci accontentiamo di una vita da scarafaggi, senza luce.
Post n°380 pubblicato il 18 Maggio 2012 da Lucien.Chardon
Non bisogna mai dare troppa confidenza ai cretini. E non perché, come ha detto acutamente qualcuno, ti portano sempre sul loro terreno e ti vincono con l’esperienza, semplicemente per non guastarsi il sangue con discussioni inutili e sterili. Dire o sottintendere che le donne sono tutte delle “gran zoccolone” non solo denota cretineria ma dimostra una scarsissima conoscenza dell’universo femminile tipica di certi minchioni, probabilmente impotenti. I luoghi comuni nascono dall’ignoranza e si alimentano di pregiudizi, ovvero di giudizi non sottoposti a critica, come scriveva Voltaire. I luoghi comuni nascono spesso da un'errata collocazione delle cose: la rondine uscita dallo stormo (che non fa mai primavera), il migliore (che se ne va invece di stare), i soldi che non sono tutto nella vita (specie quando stanno nelle tasche degi altri).
http://www.youtube.com/watch?v=fXPLZ9wpimA
Post n°379 pubblicato il 28 Aprile 2012 da Lucien.Chardon
L’altro giorno leggevo su televideo una delle solite notizie primaverili, uno di quegli articoli puerili buoni per riempire i buchi dei giornali e per compiacere i vecchi babbioni: “La mezza età (corrispondente alla fascia tra i quaranta e i sessanta anni) è quella in cui statisticamente si è più felici”. Ciò perché a quell’età si è raggiunto un equilibrio ed una sicurezza, sia a livello emotivo, sia a livello sociale ed economico. Ho qualche perplessità sulla tesi del giornalista, anzi la trovo peregrina e stramba come i famosi cavoli a merenda. Infatti, baratterei volentieri la mia felicità di oggi con quella dei miei vent’anni, non solo per la mia superiore prestanza fisica di allora, soprattutto a livello sessuale, quanto per la mia capacità da giovane di distinguere con rapidità, chiarezza e decisione il bianco dal nero. Forse per incoscienza, forse per arroganza e superbia, forse per ignoranza. Però la complicazione delle sfumature talvolta è dettata, più che dalla maturità e dall'equilibrio, dall'ipocrisia e dalla menzogna.
http://www.youtube.com/watch?v=fy1Hj1KGwgA
Post n°378 pubblicato il 10 Aprile 2012 da Lucien.Chardon
Renzo Bossi si è dimesso e internet si infiamma contro il rampollo del senatur con accuse e sberleffi fin troppo facili viste le numerose gaffes che hanno costellato la sua, sia pur breve, folgorante carriera politica e le sue esternazioni. Eppure il volto di Renzo Bossi è anche il volto dell'Italia che ci rappresenta all'estero e quindi, a mio avviso, c'è ben poco da ridere. Di più, l'atteggiamento migliore in questo frangente di noi cittadini italiani appassionati di politica sarebbe quello della riflessione e della contrizione. Infatti, quanti di noi avrebbero rifiutato di incassare quindicimila euro al mese, quanti di noi avrebbero rinunciato alle prebende elargite dal cicciotello e munifico cassiere e a vivere una vita facile? Avremmo pensato ai cassintegrati, ai disoccupati, ai disperati che si sono tolti la vita a causa della crisi economica? Il fondato dubbio è che noi italiani non abbiamo sviluppato un super io, che ci manca l'etica e il senso di appartenenza, al contrario di altri popoli come i tedeschi, gli inglesi, gli svedesi. Sono sicuro che un antropologo o un sociologo riuscirebbero rapidamente a smontare questo dubbio, però i mercati no! Loro se ne infischiano perché sono superficiali e banali come questo post, si alimentano di stereotipi, di impressioni. Epperò noi italiani facciamo di tutto per rinforzare questi stereotipi e queste impressioni. Forse perché è più comodo essere come gli altri ci vedono: fessacchiotti e furbacchioni.
http://www.youtube.com/watch?v=u60yI829LkM&ob=av2e
Post n°377 pubblicato il 09 Aprile 2012 da Lucien.Chardon
L'altro ieri ho incontrato a Catania alcuni amici e ne ho sapute delle belle sulla situazione siciliana, sempre magmatica e caratterizzata da fermenti e novità interessanti. Durante le ferie, alla politica ed alla cultura preferisco la cronaca nera che, peraltro, ad un attento osservatore, può rivelare, per induzione, l'evoluzione o l'involuzione di una società. Infatti, ho rivolto la mia attenzione a un fatto di cronaca che ha avuto una vasta eco anche sulla stampa nazionale e che tuttavia mi era sfuggito: il tentato furto da parte dell'ennesima "banda del buco". Quattro persone hanno scavato nell'arco di un mese una galleria lunga qualche chilometro nel sottosuolo del centro di Acireale al fine di arrivare a delle gioiellerie da depredare. I quattro sono stati arrestati mentre uscivano quatti quatti da un tombino alle prime luci dell'alba, stremati dopo una notte di lavoro e prima di potere portare a compimento la missione impossibile. Successivamente, un gruppo di speleologi ha recuperato l'attrezzatura adoperata dai quattro e constatato che lo scavo, durato oltre un mese, era arrivato a pochi metri dalle gioiellerie. A mio modesto parere ci sarebbe la materia per scriverci la sceneggiatura di un film, anche se il filone è già stato sfruttato in passato, come non ricordare "I soliti ignoti". E' un fatterello divertente ed emblematico: sono sicuro che se questi signori avessero messo lo stesso impegno, la stessa dedizione, creatività in un'attività lavorativa, imprenditoriale, sociale... sarebbero riusciti, invece di finire malinconicamente al gabbio ed esposti al pubblico ludibrio. E' straziante, avvilente, irritante, vedere come vengano sprecate risorse, energie, tempo in modo inutile e dannoso, quando ci sarebbe tanto da fare per creare una società più giusta e migliore.
http://www.youtube.com/watch?v=IgGcek6qd10
Post n°376 pubblicato il 31 Marzo 2012 da Lucien.Chardon
Assistere in modo indifferente alle malefatte altrui, distogliendo lo sguardo, tacendo, affettando il sorrisetto idiota dell’uomo vissuto che sa qual è la differenza tra l’aroma dello stallatico bovino e quello equino non è proprio del raffinato gourmet ma del povero cagone. E di cagoni è piena la nostra società, cagoni abituati a subire in silenzio le più ignobili angherie pur di arrivare a soddisfare l’aspirazione di ogni servo e lacché: quella di scalare le posizioni sociali per avere il potere di commettere, con maggiore ferocia e crudeltà dei propri padroni, soprusi e angherie. Una società governata da cagoni, che valorizza solo e sempre cagoni, una società incapace di qualsiasi evoluzione, che riproduce sempre se stessa imponendo, per dirla alla Gramsci, la propria “egemonia culturale” di cagoni. Se li vedete sono tutti uguali, con lo stesso sguardo ottuso, la stessa violenza e arroganza nei modi, capaci di imbufalirsi e di intristirsi per un nonnulla: per uno sguardo, un sorriso, un’osservazione innocua e persino per un complimento gentile ma troppo cordiale. E’ bene tenerli a distanza, anche perché, sovente, soffrono di qualche disturbo psicosomatico a livello gastrointestinale, che si può manifestare con sgradevoli rumori e zefiri, se non mortali, perniciosi, specie in ambienti chiusi.
https://www.youtube.com/watch?v=VPGVTEk85io
Post n°375 pubblicato il 30 Marzo 2012 da Lucien.Chardon
“Dottore, Dottore, Dottore… del buco del cul, ma vaffancul!” Il coro goliardico che accompagnava ier sera il neolaureato con il volto dipinto come un sioux e il torso nudo per le strade del centro di Brescia, mi ha ricordato il giorno della mia laurea diciassette anni fa. Ero felice, spensierato e sicuro del mio avvenire, della mia forza e della mia intelligenza. Ah che tempi e come passa il tempo, quanto mi sento veeeeeeeeeeeecchio, melanconico e stanco, gravato del peso di ricordi, rimorsi e rimpianti, un viaggiatore fermo ad aspettare in una stazione un treno che non passa mai o che è già passato! Ma non voglio mettervi a parte delle mie sensazioni di mezza età che lasciano il tempo che trovano, desidero solo esprimere una breve considerazione sulle norme che il Parlamento si appresta ad approvare in tema di riforma del mercato del lavoro e di crescita in combutta coi sindacati, che vanno in brodo di giuggiole quando vengono trattati come pezze da piedi, quasi fossero dei sadomasochisti. Si tratta di provvedimenti iniqui la cui ratio non è la crescita economica o la tutela dei giovani, ma la rassicurazione dei mercati, delle banche e dei politici italiani caduti in disgrazia perché ritenuti, chissà perché, inetti e cialtroni. Sono provvedimenti peggiori della famigerata legge Biagi perché sterili, inutili e soprattutto ipocriti e falsi. Per comprendere l’esatta misura della considerazione che i nostri politici hanno dei giovani, basti considerare la consultazione che il governo intende promuovere in merito all’abolizione del valore legale della laurea. Una corbelleria, l’ennesima sciagurata iniziativa contro i giovani, destinata a mortificarne ancora una volta le aspirazioni e l’impegno. Per quale ragione? Semplice, per adeguarsi al dilettantismo e all’improvvisazione dei cialtroni che hanno governato il nostro Paese fino all’altro ieri. Che valore può avere la laurea dinanzi alla patente di cialtroneria di cui godono i nostri politici a livello mondiale? Con la patente di cialtroneria puoi star certo di sfondare, altro che laurea! “Monti, Monti, Monti...”
http://www.youtube.com/watch?v=Vh0KkW42iiY&feature=fvst
Post n°374 pubblicato il 11 Marzo 2012 da Lucien.Chardon
L’altro ieri una giovane donna ha attratto la mia attenzione, era acciambellata su una panchina del parco, all'ombra di un oleandro, lunghi capelli castani sciolti, viso dai tratti zigani, lunghe gambe tornite da amazzone selvaggia accavallate, anzi aggrovigliate come corde abbandonate sulla spiaggia, quel non so che … Forse il mio sguardo concupiscente è stato particolarmente spudorato se mi ha detto “Che dio ti maledica!” e forse sono stato banale nella mia reazione gestuale, da coatto!, cui ho rimediato dedicandole una serenata napoletana “Sì bella e russa comu la cirasa…!” con la destra sul cuore, la sinistra rivolta a lei, lo sguardo appassionato, il vibrato e tutto il resto… Non so cosa mi sia successo, sono una persona estremamente riservata, però segretamente coltivavo un sogno, erano anni che volevo dedicare quella serenata a qualcuna. Ci sono riuscito (T E R I B I L E ! ! !). Per fortuna a quell’ora c’eravamo solo io, lei e qualche piccione, per fortuna non scagazzatore, che si è dileguato in un frullo d'ali al "suono" della mia voce alata. Lei alla fine della performance mi ha applaudito con le sue mani magre e nervose, io mi sono inchinato e siamo stati tutti e due contenti, per motivi diversi purtroppo, il che, più tardi, mentre strofinavo con ostinazione un parafango, mi ha spinto ad amare considerazioni sull'incomunicabilità. Com’è diventato difficile stare bene di questi tempi e quanto siamo intossicati di preoccupazioni, gravati da incombenze che, parliamoci chiaro, non è che abbiano tutta sta importanza, anche osservando i risultati, lo stress, il peggioramento della qualità delle nostre vite. Senza considerare che la cosa più importante è la salute!
Post n°373 pubblicato il 25 Febbraio 2012 da Lucien.Chardon
La vita è troppo breve per vivere male, per non cercare di realizzare delle opere degne, per non tentare di lasciare una traccia del nostro passaggio. Qualcuno scrisse che bisogna fare della propria vita un'arte. Non sono per questo tipo di estremizzazione e tuttavia non tollero tutti quelli che perdono tempo, che cercano scuse per la propria inerzia, per procrastinare i propri doveri, per scantonare di lato, evitando così la fatica di vivere. E non vi sono ideali o religioni che tengano, i rinunciatari vanno condannati e stimolati a muoversi: anche perchè il movimento è proprio della vita mentre l'inerzia è delle cose inanimate. Uno dei peccati più gravi è sprecare la propria vita con domande, scuse e rimuginamenti senza costrutto. Mi è capitato di parlare con individui i quali affermavano il loro desiderio di por fine ai loro giorni per diversi motivi ed ogni volta gli ho consigliato di cercare un aiuto anche medico ma, confesso, il mio primo impulso è stato sempre quello di schiaffeggiarli con forza, al fine di fargli capire la differenza tra il dolore fisico e quello spirituale. Se uno soffre nello spirito deve intervenire in quella sede, non può risolvere quella sofferenza intervenendo nel fisico. Uno schiaffo può essere utile talvolta! http://www.youtube.com/watch?v=_aWPvngxNzQ
Post n°372 pubblicato il 19 Febbraio 2012 da Lucien.Chardon
Atmosfera popolaresca, in questa breve e delicatissima serenata cantata da Ernesto nel giardino attiguo alla casa di Don Pasquale. Atmosfera che sarebbe ancora più verosimilmente popolaresca se si udisse accanto alle chitarre anche il tamburello basco. E tuttavia, non è tanto la strumentazione che mi interessa, quanto lo scricchiolio della puntina sul solco del vinile che mi ricorda un vecchio giradischi nella casa dei miei nonni. Chissà dove sarà andato a finire! Quasi tutto passa e si confonde in quest’interminabile andirivieni che è la vita...
Com'è gentil la notte a mezzo april! Giovanni Ruffini
Post n°371 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da Lucien.Chardon
Post n°370 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da Lucien.Chardon
In un periodo di crisi, come quello che stiamo attraversando, esiste un pericolo che bisognerebbe evitare per non rischiare di passare dal triste al miserrimo. Si tratta di quei figuri che si mettono a pontificare, foraggiati da ingenui e creduloni, ammorbando l’ambiente con insulse banalità e stupide cattiverie. Quei figuri che rientrano nell’archetipo conosciuto del mentore che mentisce per spingere il poveretto di turno ad azioni forti, se non eroiche, quasi sempre foriere di disgrazie. Loro si autodefiniscono ignoranti e comici, certi scellerati opinionisti li chiamano “maîtres à penser”. E cosa predicano questi maîtres à penser? Di chiudere “Famiglia cristiana” e “L’avvenire”, di recarsi in piazza e strillare “Vaffanculo”. Vi rendete conto, che li paghiamo noi questi rincoglioniti?!
http://www.youtube.com/watch?v=ECePhxs9NQg&feature=related
Post n°369 pubblicato il 12 Febbraio 2012 da Lucien.Chardon
Quando incrocio dei teutonici in montagna rimango basito, mi pare che stiano scappando da un pericolo imminente: sono in fuga, corrono come pazzi, hanno un approccio di tipo sportivo. Viceversa, tra la mia gente, ci sono diverse categorie di persone: la maggior parte di loro associa immediatamente la montagna alle grigliate, ha insomma un approccio indolente. Quando le sollecito a salire, mi rimbrottano con frasi del tipo: "A mia! E chi è, mi fazzu tutta sta strata a pedi! Carusi nun schizzati nisciti i puppetti!". Altri, tra i quali mi annovero, considerano la montagna un luogo da godere con lentezza e calma, la camminata non è vista come momento sportivo, anche se può essere faticosa, ma come l'occasione di contemplare, scoprire la bellezza della natura, attraverso l'osservazione dei paesaggi, della flora, della fauna, il respirare l'aria fresca, pulita, carica di odori incredibili: un puro godimento dei sensi e dell'anima, un'alternarsi di gioia e stupefazione.
Post n°368 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Lucien.Chardon
La frase, più o meno provocatoria, di Monti sulla monotonia del posto fisso ha scatenato giustamente un vespaio di polemiche, soprattutto da parte di chi vede nel precariato, più che un valore (uno stimolo ad una società dinamica e moderna), un male, nella misura in cui genera incertezza, povertà e disgregazione sociale. E trovo ributtante avvalorare il progetto di chi vuole demolire i diritti dei lavoratori con l’esigenza di attrarre investimenti esteri nel nostro Paese. Si tratta di una menzogna bella e buona, che non tiene conto, in ogni caso, dell'elemento che dovrebbe stare al centro della politica: la persona.
La curriera E la curiera che la va sö e giò
http://www.youtube.com/watch?v=WGkYfydMgss
Post n°367 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da Lucien.Chardon
Mi piace molto pensare al da farsi mentre eseguo lavori vari nel fine settimana: piccole riparazioni, pulizie, giardinaggio. Riesco a progettare, a sviluppare le mie idee, a riorganizzare, non solo l'ambiente in cui vivo, anche la mia vita, mettendo un po' di ordine in tutta la confusione che inevitabilmente finisce per sovrastarmi alla fine di una settimana lavorativa. Inoltre, quest'attività mi fa rientrare in contatto con me stesso e con una dimensione forse banale e poco eccitante ma umana. Mi piace frequentare quegli ipermercati che vendono articoli di bricolage, mi fa piacere guardare la varietà fantasmagorica degli attrezzi che occhieggiano sulle mensole, anche se temo di cadere nella tentazione di un incauto, costosissimo ed inutile acquisto. Purtroppo, lo riconosco, la vista di quegli arnesi mi produce la dilatazione delle pupille ed una preoccupante palpitazione, come quando i miei mi portavano in un negozio di giocattoli da piccolo. E peraltro non sono l'unico, credo, a subire lo stesso turbamento. Durante queste mie scorribande così emozionanti vedo altri individui che si aggirano in mezzo agli scaffali, accompagnati da mogli che li guardano come si guardano i bambini.
http://www.youtube.com/watch?v=fkY4d9ICE9w
Post n°366 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da Lucien.Chardon
Delle volte è bello sentirsi dire le cose che ci si aspetta si dicano, vuoi perché è riposante, vuoi perché gratifica quella parte profonda di ognuno di noi che rifiuta categoricamente l’innovazione, quella parte profonda che fa dire, e al romano e al milanese: “ESTICAZZI!”. Per questo ci tranquillizza ascoltare il politico di turno che ci rifila la solita menzogna sul futuro radioso dell’Italia, per questo ci piace recarci dal medico, fare anticamera un paio d’ore, sentirci ripetere, magari con una certa bonomia, “Mangi molta frutta e verdura, faccia attività fisica, assuma un lassativo!”. E’ per questo conservatorismo che siamo stati fascisti per trenta, democristiani per quaranta, berlusconiani per venti anni. Siamo abitudinari e pantofolai, non cambiamo facilmente opinione e posizione, neanche quando facciamo l’amore, perché le novità ci destabilizzano. Quando poi noi abitudinari e pantofolai ci rivoltiamo, esprimiamo soltanto un'esasperata rassegnazione, cerchiamo di confonderci nella folla, piuttosto che distinguerci, diventiamo il conformista incazzato e pittoresco a cui piace proiettare se stesso negli altri: una pecora dentro il gregge in transumanza verso l'altipiano. Ma per una società migliore, abbiamo bisogno di artisti, non di pecore!
Post n°365 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da Lucien.Chardon
L’altro ieri una vecchina di origini siciliane mi ha fatto scassare dalle risate. Vive a Brescia da molti anni, però ricorda ancora il dialetto siciliano. E difatti, ad una mia precisa domanda sul governo Monti, ha espresso questo giudizio lapidario ed impietoso: “Pi mia è ‘mpani cottu!” (trad. per me è un pane cotto). Il pane cotto è un piatto povero dei tempi andati, ottenuto cuocendo il pane raffermo. Caratteristiche preminenti del pane cotto sono la consistenza molliccia e la scarsa sapidità, caratteristiche che, evidentemente, la gentile e arzilla signora annette al governo Monti e al Monti stesso. A mio parere la vecchia non ha tutti i torti, se si considerano i provvedimenti varati dal governo Monti in tema di liberalizzazioni e rilancio dell’economia. Si tratta di misure di scarsissima rilevanza economica e piuttosto demagogiche: più di un commentatore ha rilevato come il Monti non abbia minimamente toccato i poteri forti (Banche e Assicurazioni) ritenendo più utile stuzzicare tassinari e farmacisti. E ciò potrebbe rappresentare un indizio di codardia o quanto meno di scarsa determinazione nel perseguimento dei buoni propositi esposti dal Monti in sede di insediamento dinanzi al Parlamento. Auspico che questo governo sia capace nel prosieguo di cuocere una pietanza più sapida e succulenta del pane cotto, visto che il pane cotto non piace nemmeno alla vecchia, che forse preferisce qualcosa di più duro.
Post n°364 pubblicato il 24 Gennaio 2012 da Lucien.Chardon
Jimmy il fenomeno compariva nei filmetti sexy anni settanta e ottanta, le sue apparizioni erano inattese e fugaci. L’attore si limitava a urlare monosillabi con gli occhi sgranati, il volto trasfigurato in una smorfia da allucinato all’interno di un contesto di amanti dentro gli armadi, donne procaci spiate sotto la doccia, situazioni più o meno osé. Alla stessa maniera, lo stesso stile, gli stessi tempi, la stessa espressività, Bossi si muove nel proscenio politico italiano. I gesti, le espressioni, i modi manierati di Bossi, come quelli di Jimmy il fenomeno, suscitano ilarità e malinconia allo stesso tempo, inclinano al patetismo della commedia dell’arte, declinano nel grottesco, degradano nel surreale, quasi un bozzetto antico. L’unica differenza, a mio parere, è che Jimmy il fenomeno era considerato un portafortuna ed invero era presente in film di grande successo commerciale, Bossi, viceversa, porta sfortuna alla Lega, in perdita di consensi e coesione. Per il resto sono uguali! Ahi serva Italia!
Post n°363 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da Lucien.Chardon
La mia amica Escadayes nel suo blog ha pubblicato una lezione di educazione sessuale molto interessante. Seguendo il suo esempio, in questa domenica mattina inondata di sole, pubblico anche io una lezione di una materia che sembra essere sparita dai programmi scolastici. Affidata agli insegnanti di lettere (chissà perché?!) e troppo spesso negletta: l’educazione civica. Questo post vuole quindi coprire un vuoto. Non bisogna lasciarsi impressionare dall’eloquenza di certi furboni che sostengono di agire per fini nobili e superiori a quelli dei comuni mortali quando non compiono il proprio dovere. In realtà si tratta di pietose e false giustificazioni finalizzate a celare un fallimento, un’inettitudine, una pigrizia, una cattiveria d’animo. Pietose e false giustificazioni, nocive, non solo a chi le usa contrabbandandole per verità, ma anche e soprattutto socialmente. Ciò perché l’inerzia di questi furboni si ripercuote sui comuni mortali che silenziosamente si adoperano per adempiere il proprio dovere e che devono farsi carico dei doveri di questi bugiardi falliti, inetti, fannulloni e cattivi. La responsabilità però non è solo loro, ma anche di chi con il proprio atteggiamento remissivo rinforza il loro atteggiamento passivo e parassitario: bisogna rieducarli, spingerli a comportarsi da esseri umani, soprattutto in questo momento di particolare difficoltà per il nostro Paese.
Post n°362 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da Lucien.Chardon
Sono un po’ di giorni che rompo le cose: suppellettili, maniglie, pomelli, relé, lo sciacquone del cesso. Non so se per sbadataggine, difficoltà a gestire la mia prorompente forza fisica, desiderio inconscio di rinnovare l’arredo o altro. Non erano oggetti importanti, anche se utili, soprattutto lo sciacquone. Però oggi mi è capitata una cosa strana: sono rimasto per diverso tempo a guardare i cocci della bottiglia andata in frantumi. L’avevo appoggiata sul tavolo, me ne sono dimenticato, l’ho urtata con il gomito... Il cozzo mi ha lasciato privo di energia, abbattuto, affranto e stanco. Sono rimasto inebetito a guardare quello scempio, non so per quanti minuti. Come dice una mia amica, quasi sempre fuori fase, “E’ una fase!” Spero di uscirne.
http://www.youtube.com/watch?v=awi14wDTxNw
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Inviato da: escadayes
il 19/05/2012 alle 14:13
Inviato da: Lucien.Chardon
il 19/05/2012 alle 09:42
Inviato da: Lucien.Chardon
il 19/05/2012 alle 09:40
Inviato da: escadayes
il 18/05/2012 alle 22:54
Inviato da: escadayes
il 18/05/2012 alle 22:51