Creato da iamnobody2011 il 04/06/2011

Nessuno RossoBlù

Le Prilline & altro...

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CHI SONO?

Sono un semplice tifoso della Pieralisi Volley, la squadra di pallavolo femminile di Jesi, la mia città; quella che una volta era chiamata Monte Schiavo e giocava in serie A1. Altri tempi ma la passione per questi colori e per queste ragazze è rimasta la stessa. In questo scalcinato blog cerco di raccontare la mia passione per le "prilline" (così venivano chiamate ai tempi dell'A1) e le loro imprese. Questo magari interesserà a pochi ma non è un problema: io vado avanti lo stesso! Non dimentico però, l'altra mia passione: la musica. Ogni tanto mi diverto a dire la mia su artisti, eventi e tutto quello che mi colpisce del mondo musicale. Buona lettura! by Nessuno

 

LE PRILLINE 2016/17

1. DIAZ Lorena  '92  S

2. BARA Hawa  '92 P

3. CECCONI Benedetta  '96  L

4. ROMAGNOLI Maria Laura '87 P

5. BASSOTTI Silvia '96  C

6. GALUPPI Francesca  '99  L

8. CICCOLINI Monica '92 S

9. PERELLI Jessica '96  S

10. CERINI Sofia '96 C

11. COPPARI Martina  '00 S

12. DA COL Valentina '84 S

15. DURU Elena '98 O

17. PETTINARI Beatrice  '97  C

18. MARCELLONI Margherita '93 C

All. Luciano SABBATINI

Vice All. Elisabetta BONCI

 

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Messaggi di Giugno 2017

Il tormentone dell'estate 2017

Post n°1112 pubblicato il 21 Giugno 2017 da iamnobody2011
 
Tag: Musica

L'estate inizia ufficialmente oggi ma sulle radio ed in televisione da qualche settimana è scattata la corsa al titolo di "Tormentone dell'estate". Di cosa sto parlando? Il "tormentone" è quella canzone che ci martella per tutta la bella stagione, quella che ascolti appena accendi la radio, che senti nel bar lungo la spiaggia e che in generale, ti perseguita ovunque tu vai. Una delle caratteristiche del tormentone è il ritmo, non deve essere un lento strappalacrime, meglio se è spagnola e soprattutto non deve essere una canzone impegnata: l'estate è la stagione delle vacanze e della spensieratezza!

Lo scorso anno era toccato a "Duele el Corazon" di Enrique Iglesias, a "Sofia" di Alvaro Soler e "Vorrei ma non posto" di J-Ax & Fedez, scelta anche come colonna sonora dello spot del Cornetto Algida. E quest anno? Qualcuno si è già manifestato, anticipando i tempi. Sto parlando di Luis Fonsi e della sua "Despacito", onnipresente sulle radio. Il bello però, è che il pezzo in duetto con Daddy Yankee (quello della Gasolina) è uscito il 3 febbraio, non proprio in estate... Nella lista dei canditati ci metterei anche "Be mine" degli Ofenbach, pezzo che fa muovere il piedino e che certamente sarà ballato nei locali, magari con un remix.


Con orgoglio però, credo che l'estate 2017 sarà quella del tormentone italiano: tanti artisti di casa nostra si sono candidati per questa speciale classifica. E si spazia per generi differenti. Nel pop la fila è lunga: Giusy Ferreri con "Partiti adesso", il vincitore di Sanremo, Francesco Gabbani e la sua "Tra le granite e le granate", gli immancabili J-Ax & Fedez con "Senza pagare", il duetto inedito composto da Rovazzi e Gianni Morandi per "Volare", per finire con Tiziano Ferro e "Lento/veloce". Tuttavia sospetto che il tormentone tricolore dell'estate sarà rap: "Pamplona" della coppia Fabri Fibra e Tommaso Paradiso, voce dei Thegiornalisti (band molto di moda adesso) rischia di fare il botto. Sarà per il ritmo che mi ricorda vagamente "Light it up" dei Major Lazer, sarà per il ritornello ossessivo che ti fa dimenticare la durezza del rap di Fibra, sarà per il titolo della canzone, che rimanda alla festa di San Firmino che si tiene proprio a Pamplona ad inizio luglio. O forse no? Magari uscirà qualche outsider che mischierà le carte. Di sicuro c'è che tra un anno in pochi si ricorderanno questo pezzo, perché il tormentone è così, è come l'estate, che dura un attimo e scappa via. Buon ascolto! by Nessuno.

 
 
 

Le elezioni a Jesi

Post n°1111 pubblicato il 19 Giugno 2017 da iamnobody2011
 
Tag: My life

Per altri cinque anni a Jesi governerà ancora Massimo Bacci, il sindaco uscente. Questo è il risultato delle Comunali di una settimana fa a Jesi; un risultato quasi scontato, perché la sua amministrazione non aveva fatto danni gravissimi, ma un po' sorprendente per il modo in cui Bacci ha vinto. Con sei candidati alla carica di sindaco, il ballottaggio - da tenersi domenica 25 giugno - sembrava quasi scontato ed invece, con una percentuale quasi bulgara il primo cittadino uscente ha chiuso subito la pratica, per usare un termine sportivo. 

Quasi il 60% degli jesini ha messo la sua crocetta sul nome Bacci. Il secondo classificato, il candidato del Pd Osvaldo Pirani, si è fermato ad un modesto 17%, davvero troppo poco per impensierire una "corazzata" come quella di JesiAmo e compagnia bella. La città dunque, ha dato un segnale forte, ha premiato quanto fatto dall'amministrazione uscente, nonostante il controverso progetto di spostare il monumento a Pergolesi. 

Non voglio fare una analisi del voto a Jesi, anche perché immagino non interessi a nessuno. Tuttavia su un aspetto mi voglio soffermare: queste elezioni Comunali hanno evidenziato fin dall'inizio una vecchia abitudine della politica italiana e cioé quella del trasformismo. Bacci era sostenuto da ben quattro liste, contro le due di Pirani, un fatto che lo poneva ancora di più in vantaggio rispetto ai suoi competitori: la sua vittoria non era scontata ma poco ci mancava. E le urne lo hanno confermato in maniera schiacciante.

Questo fatto della vittoria annunciata ha "spostato" molti ex, in particolare nelle liste di Bacci: c'erano fuoriusciti del Pd, di Forza Italia ed anche gente con un forte passato nella sinistra comunista si era schierata apertamente con Bacci. Per carità, cambiare idea non è un reato ma viene sempre il dubbio che la cosa sia stata fatta per convenienza politica. Ed io? Ammetto che il ciclone dei play-off promozione della Pieralisi mi aveva talmente assorbito che fino al giorno prima non avevo guardato niente. Mi sono presentato al seggio ed una volta in cabina ho realizzato: "E adesso?". Ero disperato, perché non sapevo proprio cosa scrivere, così mi sono detto: "Tanto vincerà Bacci, quindi..." e ho scritto sulla scheda l'unico nome che in quel momento di ispirava fiducia: Valentina Da Col. FORZA JESI! by Nessuno

 
 
 

Riflessioni sulla Pieralisi che verrà

Post n°1110 pubblicato il 16 Giugno 2017 da iamnobody2011
 

La stagione della Pieralisi è terminata da poco più di una settimana in quel di Castelfranco di Sotto. A salire sull'ultimo treno per la B1 come tutti oramai sappiamo è stato il Pontedera, le prilline sono rimaste a terra in lacrime e con tanti rimpianti per un bel campionato che poteva diventare splendido con la promozione nella categoria superiore. E adesso? Se la squadra ha già iniziato le meritate vacanze, scommetto che la dirigenza con il boss Gabriele Pieralisi in testa, sta già pensando al prossimo torneo, la B2 2017/18.

La domanda che io mi pongo è molto semplice: come migliorare una squadra che durante la stagione regolare si era dimostrata già competitiva per le posizioni di testa? La risposta sarebbe altrettanto logica: renderla ancora più forte per evitare le forche caudine dei play-off, vero tallone d'achille della Pieralisi versione 2016/17. Se infatti, quest anno l'obiettivo della società era principalmente la salvezza ed un campionato nelle posizioni medio-alte, l'anno prossimo credo che l'asticella si sposterà più in alto. In una parola: promozione in B1, meglio se diretta, senza passare dalla post season. 

E come? Non avendo agganci con nessun membro della Family, provo a formulare alcune ipotesi, che potranno tranquillamente essere smentite dai fatti. Mi piacerebbe molto che la Pieralisi ripartisse ancora da coach Luciano, se non altro per riconoscenza per il lavoro svolto con serietà in questi anni: se abbiamo evitato la serie D, siamo tornati in B2 ed abbiamo sfiorato la B1 il merito è soprattutto suo. Cambiare non avrebbe senso a meno che non si scelga un tecnico jesino (Andrea Brecciaroli era in tribuna contro Pontedera, è un segnale? Mah...). 

Per quanto riguarda la rosa, l'unica cosa che vorrei evitare è una rivoluzione (cosa che i Pieralisi ai tempi dell'A1 amavano fare spesso...), cioé il cambio totale delle giocatrici, perché sarebbe come bocciare il buon lavoro svolto dal tecnico Sabbatini in questi ultimi anni. Il campionato ha detto che la rosa è valida, forsa va solo "completata" in alcuni settori. Visto la lunghezza e la difficoltà della B2, si potrebbe cercare uno o due cambi di qualità, meglio se giovani, per dare respiro alle titolari e per dare una scossa quando le cose non vanno bene. Toccare i fragili equilibri di uno spogliatoio femminile è sempre un rischio ma io andrei ad aggiungere un'altra giocatrice di carattere alla ottime Valentina Da Col ed Hawa Bara. La fragilità psicologica della squadra è stato a mio parere l'altro punto debole della Pieralisi nelle partite importanti: servono ragazze che non abbiano paura!

Due questioni poi, andranno affrontate: la prima riguarda Diaz e Ciccolini, la seconda il ruolo del libero. Visto che il capitano è intoccabile, non sarebbe meglio riportarla nel suo ruolo originale? Monica Ciccolini è stata utilissima dietro ed in battuta ma in attacco ha faticato per tutta la stagione. Io magari me la terrei come jolly da usare a gara in corso. Se Jesi vuole puntare in alto bisogna avere una ricezione ed una difesa all'altezza della situazione: andremo avanti con la coppia Cecconi-Galuppi? Io confermerei tutte le ragazze ma capisco che probabilmente qualcuna di loro saluterà per scelte tecniche o per scelte personali; magari me le ritroverò da avversarie nella prossima stagione. Sono cose che accadono nello sport. Fin da ora comunque, le ringrazio per la bella avventura. FORZA JESI!! by Nessuno

 
 
 

La stagione della Pieralisi: la parola alla difesa.

Post n°1109 pubblicato il 14 Giugno 2017 da iamnobody2011
 

Dopo aver elencato nel post precedente alcune delle mie personali critiche alla Pieralisi in questa stagione, ora è il turno della difesa, che cercherà di mettere in evidenza gli aspetti positivi di questo campionato da poco concluso.

LA DIFESA.

Una neo-promossa super. La Pieralisi ha concluso la sua stagione regolare con 66 punti, 22 vittorie ed appena quattro sconfitte, che gli hanno garantito il secondo posto e la corona di "miglior seconda di tutta la B2". Un ruolino di marcia incredibile se pensiamo che la formazione rossoblù era alla sua prima stagione nella categoria dopo due anni di C. Giusto per fare un paragone, Corridonia (l'altra neo promossa dalla C marchigiana) si è fermata al terzo posto a 59 punti (20 a 6).

Un gruppo solido. La rosa di quest anno è in pratica la stessa che dodici mesi fa aveva vinto la serie C; gli unici nuovi arrivi erano le due fabrianesi Cerini e Ciccolini, che si sono subito inserite in un gruppo molto unito e dalle gerarchie ben definite. Leader del gruppo è stata sempre Valentina Da Col, giocatrice più esperta e carismatica della rosa, che si è spesso presa le responsabilità più grandi. Nel corso della stagione regolare dopo i ko con Macerata e Corridonia, la Pieralisi non si è mai disunita e si è sempre rialzata. 

Oltre gli obiettivi. Alla vigilia del campionato, né Gabriele Pieralisi né coach Luciano si erano espressi sugli obiettivi della squadra. La salvezza sembrava riduttiva ma la B2 è un torneo strano perciò, era stato considerato il primo step, poi un campionato vissuto da protagonisti nella parte alta della classifica. E' arrivato un secondo posto a soli sette punti dalla corazzata Macerata, che aveva un budget ed ambizioni più alte delle rossoblù, ed il sogno - solo sfiorato - della promozione in B1. Affermare che l'annata è stata fallimentare è ingiusto oltre che ingrato verso la squadra.

Una dirigenza presente. Negli anni bui della serie C e della lotta per non retrocedere in D, la famiglia Pieralisi non si era mai vista alla "Carbonari", segno evidente di uno scollamento tra la proprietà e la squadra. Dall'anno scorso le cose sono cambiate, grazie a coach Luciano che ha lavorato per far riavvicinare Gabriele alla pallavolo. Il boss è sempre presente alle partite con la figlia Giorgia, certe volte incita, altre critica ma c'è e questo è importante per tenere vivo il sogno rossoblù. Nell'ultima gara casalinga si è addirittura rivisto anche Andrea Pieralisi, scomparso da anni dall'ambiente pallavolistico e più interessato al basket. 

Il pubblico della "Carbonari". Se nei play-off il campo non ha regalato quelle soddisfazioni che ci aspettava, a strappare un sorriso è stato lo spettacolo della "Carbonari", riempita dalle bambine del settore giovanile che incitavano la loro squadra con cori e striscioni. Lo strappo creato dalla "Decisione" non si è rimarginato del tutto ma questa Pieralisi ha emozionato tutti, ha sempre attirato pubblico alla "Carbonari" ed anche alcune trasferte, segno che la città, nonostante sia interessata più ad altre discipline, ha voglia di pallavolo. Una grossa mano a questo processo l'ha data anche Rve Studio Sport, il programma condotto da Marco Pigliapoco, che ha avuto come ospiti tutte le prilline, come ai tempi della serie A1.

Adesso tocca ai quattro lettori di questo infelice blog tirare le somme e valutare la stagione della Pieralisi. FORZA JESI! by Nessuno

 
 
 

La stagione della Pieralisi: la parola all'accusa

Post n°1108 pubblicato il 12 Giugno 2017 da iamnobody2011
 

La domanda è molto semplice ma al tempo stesso assai complicata: la stagione 2016/17 della Pieralisi come sarà ricordata? Sarà archiviata come un'annata vissuta da protagonista nonostante l'etichetta di neo-promossa oppure sarà bollata come fallimentare vista la pessima avventura nei play-off promozione? Come in un processo all'americana, direi che è giusto dare la parola prima all'accusa, poi alla difesa. E alla fine qualcuno deciderà...

L'ACCUSA

Neo-promossa atipica. Definire questa Pieralisi una semplice "neo-promossa" lo trovo riduttivo. Una squadra con gente esperta come Da Col e Bara (che hanno calcato la serie A), Diaz e Marcelloni, un tecnico navigato come Sabbatini, non mi sembra proprio una matricola in stile Crotone, che deve sgomitare fino all'ultima giornata per salvarsi. Sarebbe stato grave trovarsi impelagati nelle retrovie!

I difetti della Pieralisi. I play-off hanno evidenziato le lacune della squadra, già emerse a dire il vero durante la stagione regolare: la mancanza di personalità di alcune giocatrici nelle partite importanti, la poca continuità di rendimento durante il match e l'assenza di alternative capaci di dare una scossa alla squadra nei momenti difficili. Nella regolar season le uniche sconfitte delle prilline erano arrivate con Corridonia e Macerata, al termine di partite giocate per metà (eccetto il ko casalingo con l'Acqua Roana, deciso dagli infortuni). Nei play-off promozione le uniche che hanno dimostrato di avere carattere sono state Da Col, Cerini e Bara mentre le altre si sono eclissate, alcune fermate dai guai fisici, altre dalla paura di sbagliare. Viene il sospetto che a questa Pieralisi 2016/17 mancasse una Betta La Padula, capace di entrare a freddo e cambiare le carte in tavola. Coach Sabbatini aveva davvero poche alternative se le cose andavano male.

Senza benzina ai play-off. Aver spremuto fino all'inverosimile le sette titolari per raggiungere il secondo posto assoluto della B2 (traguardo inutile...) ha presentato il suo salatissimo conto nei play-off. La Pieralisi ci è arrivata in condizioni pessime: tutti hanno visto in gara 1 contro Quarrata la vistosa fasciatura che copriva tutta la coscia di Lorena Diaz! Anche altre ragazze erano incerottate, vittime di una stagione logorante in cui hanno giocatro sempre le stesse. Quarrata e Pontedera erano più fresche e più reattive, soprattutto in difesa fondamentale in cui l'aspetto fisico conta tantissimo. Non sarebbe stato più logico, una volta staccato matematicamente il biglietto per la post season, dare più spazio alle secondo linee sacrificando l'obiettivo primo posto nel girone dei play-off?

Le scelte del coach. Spostare nel ruolo di opposto Lorena Diaz per mettere in banda Monica Ciccolini è stata una mossa poco felice. Nessuna delle due ragazze si è espressa su buoni livelli. Il capitano non si è mai adattata ad un ruolo poco gradito, la Ciccolini - ottima in battuta e difesa - non ha mai trovato continuità in attacco. Morale della favola, in certe rotazioni se non ci pensava Cerini (e la ricezione non ballava...), Hawa Bara era con le spalle al muro. FORZA JESI! by Nessuno

 
 
 

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