Creato da i_ronica il 29/05/2007

i-ronica

Fermate il mondo, voglio scendere! tra incontri e fuochi di paglia che sembrano veri amori! un blog che racconta l'amore (finto, vero o presunto), il sesso (in varie sfaccettature moooolllto personali!) e tutto ciò che dall'amore nasce ( attraverso la vita di una single non semplice da capire).

 

 

ERA UNA STORIA CHE VIVEVA IN BILICO. (per sempre addio).

Post n°362 pubblicato il 23 Gennaio 2012 da i_ronica

“quel giorno di sole a Rione Monti con la mia amica, non doveva passare inosservato. Era uno di quei giorni secondo i quali, per la teoria della sincronicità Junghiana, se ti arriva un segno dal destino, non puoi ignorarlo.

E quel giorno per me, doveva essere la “chiave” della nostra storia che non ha funzionato. Quel giorno, dovevo capire che anche se tutto fosse stato perfetto, che nonostante io fossi sicura di voler accettare tutto di te (OGNI CONDIZIONE DI VITA, OGNI “QUESTIONE”), quello che non avrebbe fatto funzionare le cose, impegnandosi ogni piccolo istante, saresti stato tu.

E io mi sarei dovuta mettere continuamente alla prova per farti ragionare sul fatto che invece le cose erano semplici. Come scalare una montagna, e trovare qualcuno che ogni metro che risali, ti riporta giù.

I rapporti che non funzionano, non sono quelli come il nostro. Il nostro, FUNZIONAVA eccome! SOLO CHE IO ERO “MALATA”, MENTRE TU ERI “SANO”, e questo particolare, pure se all’inizio ho voluto dimenticarmelo, è tornato prepotentemente a distruggere tutto.

Quel giorno a Rione Monti, me lo dissero forte e chiaro che io non ero “una di voi”, e che quindi con te, c’era poco da fare. Solo che io feci finta di non capirlo, perché tu volevi dimostrare che era tutto a posto. Bisogna dimostrare che siete “sani”, che non siete una minoranza malvagiamente considerata dal resto del mondo.
bisogna essere bravi attori come voi per dimostrarlo.
i bravi attori, gli attori di successo, entrano nel set e recitano, e quando entri nelle loro vite, per preservarti, devi sempre tenere a mente che non sono bravi nel distinguo con la realtà…perché sono talmente calati nel “personaggio buono, bravo e coerente”, che quando ti fanno del male, nemmeno se ne rendono conto. O forse, per ragioni di comodo, fanno finta di non rendersene conto, perché in fondo, quelli malati siamo noi, mica loro! Ma il resto del mondo, non lo sa. “E’ UN FATTO PRIVATO…”

Dopo che avrai letto tutto questo, forse mi odierai ancora di più, o forse capirai il male che mi hai fatto. La certezza è che sarai sempre convinto di agire bene, perché qualcun altro al posto tuo te lo farà credere, e ti dirà che quella sbagliata sono io.
l’augurio mio invece, è che “la cura” un giorno finisca, e che tu possa ragionare in libertà, sicuro di poter stare al mondo anche senza. Quanto mi sarebbe piaciuto viverti senza. Chissà quante belle cose avremmo potuto condividere. Ma io non sono “dell’entourage”, e non lo sarò mai. Per questo ti ho perso.”
I-ronica

 

 
 
 

ERBA VOGLIO 2012.

Post n°361 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da i_ronica

Se il Natale porta dei regali, allora il nuovo anno, è il momento adatto per renderli veramente utili, insieme a tutta una sfilza di buoni propositi che non vorremmo mai disattendere.

 

Se decidi di chiudere una storia a fine novembre, ti troverai in un modo o nell’altro, a valutare tutta una serie di questioni: la prima è che il Natale sarà ancora più duro da affrontare rispetto agli altri anni. La seconda è che se a Capodanno non puoi più ubriacarti d’amore, (perché ormai hai detto basta) allora è il caso che inizi a comprare i super alcoolici per sbronzarti coi tuoi amici e dimenticare le questioni amorose.

 

Per questo, qualche giorno prima di Natale, bisogna mettere le storie d’amore sul piatto di una bilancia, e valutare se è il caso di tornare sui propri passi e investire come una garanzia sul nuovo anno, smettendo di prendere le cose alla leggera, oppure, semplicemente, chiudere perché non siamo soddisfatti di come stanno andando le cose.

 

Voglio dire, quando una relazione attraversa le stagioni, cominci a rimuginare sul fatto che è iniziata quando la città era ancora afosa, e quando camminare vicini, non ti faceva per niente battere il cuore (anzi! Non investivi affatto su una storia tra voi due e forse quelle sere di fine estate le avevi passate con lui, solo perché in quel momento non avevi di meglio da fare…).

Eppure, in quel non avere di meglio da fare, pian piano aveva fatto capolino l’autunno, e allora iniziavi a guardare lui in un modo diverso, perché magari al terzo appuntamento a teatro, era stato veramente gentile con te.

È poi forse l’inverno, che ci rende più “rigide” e quindi pretenziose e bisognose d’affetto, e ci mette di fronte alla scelta: “se me ne vado, è perché manca qualcosa…e non ha senso restare, se il pezzo mancante del puzzle, ci impedisce “la visione d’insieme”.

 

Si inizia ad essere combattuti tra razionalità e cuore, laddove l’intimità ha ormai preso un sopravvento che non si può più controllare. Noi donne, siamo fuori controllo una volta raggiunto un certo grado di intimità. In un certo qual modo, giustifichi tutte le cose sbagliate che l’altro fa, anche se la parte razionale del cervello, sa bene che non dovresti passarci sopra.

HAI PAURA, EPPURE LA SITUAZIONE A TRATTI SI EVOLVE BENE. TALVOLTA HAI LA SENSAZIONE DI AVER FATTO CENTO PASSI AVANTI…IL GIORNO DOPO, REALIZZI CHE PER OGNI CENTO PASSI COMPIUTI, SE NE FANNO ALTRI CENTOCINQUANTA INDIETRO…POI IL GIORNO DOPO ANCORA ALTRI CINQUANTA, E COSI’ VIA…

Per questo hai paura. Perché vorresti che la strada fosse sempre e solo in discesa, che la giostra non si fermasse mai e continui ad offrirti dei giri gratuiti mozzafiato.

Nel frattempo, tutto il resto è passato in secondo piano: è passato il regalo di Natale che non hai ricevuto (e che te invece hai fatto), perché avverti che dall’altra parte, sono stati lanciati messaggi positivi.

 

Per questo decidi di tornare per restare: perché la coperta sotto la quale stavate poco prima di Natale, e la notte dell’ultimo dell’anno, era tanto calda e accogliente, che l’idea di ributtarti in strada al freddo, ti fa avvertire la solitudine più che mai. Eppure, la paura di idealizzare quel momento, e l’incapacità di vedere le cose per quello che sono, è ancora tanto presente, e a tratti prevarica.

 

DEVO DARE ANCORA DEL TEMPO? (si, se ci tieni).

VA BENE, MA QUANTO TEMPO? (è indefinito. Qualcuno dice addirittura che la storia del concedere tempo, sia tutta una bufala, perché in realtà il buongiorno si vede dal mattino).

E MI DEVO GODERE IL TEMPO PRESENTE E FELICE? (Si, è la soluzione ideale).

MA COME FACCIO A GODERMI IL TEMPO PRESENTE FELICEMENTE, SE NON SONO CERTA CHE IL FUTURO POI ME LO TOGLIERA’? (…) (nessuna risposta, e ti senti piccola così).

 

Per non parlare del “fantasma del Natale passato”, che tornato in grande stile, ti ha fatto mettere in discussione il presente precario per un momento, per poi farti tornare a camminare sul filo della sicurezza.

Eppure, anche “al fantasma del Natale passato” bisogna saper dire di no, perché un passato che torna così prepotentemente, ti dà la sensazione che ti strapperà di nuovo la dignità, come ha già fatto.

 

Insomma, il tempo passa, le stagioni anche, e ci aspettiamo che le situazioni evolvano nel giusto modo. Abbiamo paura di metterci in discussione, ma sentiamo anche che se non lo facciamo, probabilmente perderemo una possibilità.

Niente è scritto, niente è stabilito, niente è dovuto, niente va chiesto, però quello che conta, nel tempo che passa inesorabile e che ti dà la forza di metterti in discussione, è la lealtà da parte di entrambi.

Se la lealtà viene meno, e le parole mancano, ci si basa sui fatti.

Con l’anno nuovo le parole non ci bastano più: vogliamo i fatti.

NON VOGLIAMO L’ERBA VOGLIO. VOGLIAMO SEMPLICEMENTE I FATTI.

E STAVOLTA, ABBIAMO ANCHE UN PO’ RAGIONE DI PRETENDERLI

 
 
 

PENSIERI DI NATALE...

Post n°360 pubblicato il 09 Gennaio 2012 da i_ronica

Il Natale, si sa, è sempre anche un pò “tempo di ritorni”.

Quest’anno ho collezionato messaggini da parte di gente che non sentivo da talmente tanto tempo, che li avevo persino cancellati dalla mia rubrica.

Per tutta la vigilia, sul mio telefono sono arrivate solo parole scritte da destinatari senza nome: 333, 347, 349, 335. Erano numeri, cioè gente che avevo cancellato dalla mia vita. E la cosa bella, è che questa gente, ha talmente la presunzione “sporca” di esserci rimasta nella vita di un altro, che quando ti manda un sms ipocrita di auguri, non si firma nemmeno, per quanto la testa gli dice “saprà sicuramente che sono io, è inutile che ci metto il nome…”.

 

Molti di loro, mandano quegli sms squallidi che io chiamo “invia a molti”, cioè lo stesso testo stupido e privo di sentimento, inviato a tutta la rubrica. Ci si comprano persino la “Christmas Card” per risparmiare i soldi dell’sms, solo per dirti “BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO”.

Quest’anno, questa gente per me è rimasta uno stupido numero. Non ho risposto, non ho scritto le loro stesse parole di circostanza, e non ho nemmeno richiamato per cercare di diminuire la distanza che c’era tra me e loro.

Come sentirsi totalmente distanti in un’era che ci ha regalato milioni di modi per comunicare con le persone.

 

Ma i veri “ritorni di Natale”, sono quelli dei fantasmi del passato, ovvero gli ex. C’è chi ci è rimasto nel cuore, e ci manda un messaggino personale, nel quale ci scrive tutto il proprio affetto, e lo riconosciamo al volo, perché è sincero e disinteressato. E’ un messaggio che parla di famiglie “belle” con le quali abbiamo trascorso qualche Natale fa, amandoci serenamente.

 

Poi ci sono i messaggini degli ex con i quali abbiamo avuto solo “qualche incontro fisico”, che non vedono l’ora che sia il 24 dicembre per scriverti “Buon Natale, in tempo di magra, ogni buco è trincea…approposito, hai da fare stasera?!”.

 

Al primo posto si piazzano i messaggini degli ex che scrivono qualcosa di “veramente poco gradito”, e aggiungono “ora che non stiamo più insieme, sono felice perché ho trovato una ragazza diversa da te, che mi ama veramente e che a Natale mi ha regalato la felicità, non come te che non sapevi mai quello che volevi e mi hai spezzato il cuore…”.

e te a quel punto, quasi come forma di cortesia, rispondi: “Buon Natale anche a te, sono stata proprio una stronza a lasciarti andare”, ma in cuor tuo ringrazi il cielo che il “rosicone” di turno se ne sia andato a rompere l’anima ad una povera malcapitata che ora come ora, non si rende conto dell’affaraccio che ha fatto.

 

Infine, c’è “il messaggio”.

“il messaggio” è quello che ti arriva sempre da un 335, e quindi da qualcuno che hai precedentemente cancellato dalla tua vita, ma non lo hai fatto perché lo volevi, ma perché DOVEVI.

Ognuno ha i suoi motivi per DOVER fare una cosa.

Quando “il messaggio” arriva, arriva in punta di piedi, quasi come se niente fosse, ed è per quello che fa più male. Ha il tono di qualcuno che vorrebbe sdrammatizzare, tastando il terreno e cercando di capire se il male che ti ha fatto brucia ancora dentro di te.

Leggi un numero, non leggi un nome, ma è un numero che sa di famigliare. Un numero che la tua rubrica ha conosciuto bene nel tempo.

Dopo essere arrivato in punta di piedi, affonda subdolo i suoi artigli e in men che non si dica, si ritrova a riempirti di parole:

“non ho mai voluto farti del male”,

“non esiste solo l’amore per stare insieme”,

“perché a gennaio non andiamo a vederci un film di woody?”,

“non mi va di sentire che mi odi ancora”,

“avevi ragione su un sacco di cose…”

“mi dispiace tu abbia questa immagine distorta e falsa di me…”.

 

Ora, io dico questo: nell’era della globalizzazione e della tecnologia, DOBBIAMO dare un peso alle parole.

E non solo perché, come diceva Nanni Moretti in un film “le parole sono importanti”, ma anche perché, con tutta questa comunicazione, che permette alla gente di andare, tornare, entrare e uscire dalle nostre vite in un nanosecondo, facendogli fare degli esami di coscienza grossi come delle case, NOI ABBIAMO IL DOVERE DI TORNARE A RISTABILIRE L’IMPORTANZA DEI FATTI.

 

Il mio augurio per questo Natale, è che molta gente impari a non dare importanza alle parole scritte dai vari 335, 347, 349 ecc ecc., tenendo presente che ciò che conta davvero, sono i fatti.

E se i fatti dicono che quelle persone sono ormai solo un numero nella vostra rubrica, un motivo c’è. E forse il motivo è che è troppo tardi per scrivere certe parole.

 

A Natale invece, ciò che è veramente bello è una telefonata. La telefonata è un fatto sincero attraverso il quale si regala “sentimento” alla persona che è dall’altra parte. Le parole dei messaggini, non lo sono.

LO SCRITTORE STAVOLTA NON HA SCRITTO. HA TELEFONATO. J

 

Le parole dei messaggini invece, nascondono una qualche forma di ipocrisia recondita, quasi la paura di dire “ciao, sono il coglione che ti ha perso”.

Diffidate di chi ha avuto paura di essere felice.

e voi, avete passato un Buon Natale? I-ronica.

 
 
 

QUESTO BLOG...

Post n°359 pubblicato il 12 Dicembre 2011 da i_ronica

...andrà in pausa per un pò.
perchè ogni tanto, fa anche bene prendersi cura di sè stessi rimettendo a posto le proprie idee.

a presto, I-ronica.

 
 
 

THE END (e ora, su i titoli di coda, anche se avevo scritto un finale diverso...)

Post n°358 pubblicato il 05 Dicembre 2011 da i_ronica

Nonostante la pericolosità di certe frequentazioni, di tanto in tanto sentiamo che è il caso di provare. Succede quando siamo stanchi di stare soli, quando vorremmo una presenza fisica e morale accanto, quando la “condivisione” viene a mancare, e allora, anziché decidere di andare a vedere un film da soli (che tanto sappiamo che la maggior parte della gente che ci gira intorno, non è interessata ai film che vogliamo vedere noi), ci andiamo con la persona che sappiamo sarebbe stato meglio non chiamare.

 

Mentiamo a noi stessi quando diciamo che non sappiamo che piega deve prendere una storia: la direzione di una storia, la si intuisce subito, perché le avvisaglie di positività o di negatività, emergono subito.

Certo, non è una regola stabilita: a volte si comincia male, ma si finisce meglio. Però, diciamocelo chiaro, “il buongiorno si vede dal mattino”.

 

Io ce l’ho forse un pò con me stessa in questo periodo. Giusto un pò. Il motivo è che avevo fatto 500 passi avanti in fatto di uomini. avevo passato l’ultimo anno a selezionarli, studiarli e scartarli come si fa ad un’audizione. Nel frattempo mi ero pure leccata le ferite, e le due cose insieme, non sono state una passeggiata.

 

E ora, dopo tante “audizioni”, è un errore imperdonabile imbattersi ancora una volta nell’uomo sbagliato.

Certo, posso non colpevolizzarmi se ammetto a me stessa che gli uomini sbagliati si nascondono quasi sempre. Nessuno di loro ci tiene all’inizio a mostrare di essere “quello sbagliato”. Loro ti devono conquistare come una preda, è nella loro natura. Salvo poi, dopo che ti hanno “acchiappata”, tornare ad essere quelli che sono veramente.

 

Non lo credevo possibile, ma mi piacerebbe tanto se lo scrittore fosse convinto di voler “passare l’audizione”. Dev’essere un mero bisogno del mio ego però, o forse una voglia di non passare l’inverno in solitudine, perché quando camminiamo per strada, l’uno accanto all’altro, IO NON LO VEDO ACCANTO A ME. E SO CHE COSI’ COME NON LO VEDO ACCANTO A ME ADESSO, NON CE LO VEDO NEMMENO IN FUTURO.

NON E’ DI QUEGLI UOMINI DEI QUALI VAI ORGOGLIOSA E DICI: “QUESTO LO PORTEREI PROPRIO DAI MIEI, E VORREI TANTO PRESENTARGLIELO”.

Uno come lo scrittore, quando lo frequenti, vorresti che i tuoi non lo sapessero mai, perché se te sei la prima a non approvarlo e a non vederlo accanto a te, figurati cosa ne pensa tua madre…o tuo padre!!!

 

Qualcuno dice che l’amore va oltre però. Bè, io non appartengo più a quella schiera di ultime romantiche che lo credono: l’amore non va oltre. L’amore ha bensì dei limiti, che poi sono i limiti nostri e che si intersecano con delle realtà oggettive.

Come ho potuto credere di essere tra i pensieri di uno come lui, CON TUTTE LE REALTA’ OGGETTIVE CHE LO CARATTERIZZANO?

 

INSOMMA, IL PERSONAGGIO PRINCIPALE DI UN SUO LIBRO, DESCRIVE UN INCONTRO CON UNA RAGAZZA BIONDA, CHE GLI PIACE DA IMPAZZIRE. E SEMPRE LO STESSO PERSONAGGIO, DICE A SE’ STESSO CHE UNA BIONDA COSI’, CON QUEL SORRISO, NON SE LA LASCERA’ SCAPPARE.

INVECE LASCIA ANDARE ME. E NON PERCHE’ IO NON SIA BIONDA: SEMPLICEMENTE PERCHE’ LUI NON VUOLE SAPERNE DI FARMI RESTARE.

SE ME NE VADO, LO LIBERO.

QUESTA E’ LA REALTA’: LUI VUOLE LIBERARSI DI ME, PERCHE’ LA STORIA E’ ANDATA TROPPO OLTRE. IO HO COMINCIATO A CHIEDERGLI DI NON SPARIRE, MENTRE LUI CONTINUA A FARLO, COME SE NIENTE FOSSE.

Per motivi di privacy, non voglio parlare delle sue realtà oggettive. Piuttosto, ne parlo a me stessa, dicendomi con aria un pò severa che anche stavolta ho fatto un buco nell’acqua: scelgo gli uomini sbagliati.

 

Giovedì 1 dicembre, h.11.09 (premuto tasto di invio, come sempre non posso più tornare indietro nel mostrare me stessa, mettendomi in gioco, ma a me in fondo piace così):

“scrittore, so che la cosa giusta da fare è andarmene, ma è tanto bello quando sto con te, spegnere il cervello. Sono indecisa se andarmene subito o dopo il Natale, perché da brava single, il Natale mi mette tristezza. E troppe tristezze insieme, poi non ce la faccio”.

 

Nessuna risposta. Lo scrittore oggi parte e va da suo figlio. E anche se l’affettività per un figlio e quella per una donna sono due cose distinte, COME POSSO PENSARE DI STARE TRA I PENSIERI DI UNO CHE HA GIA’ UN TIPO DI AFFETTIVITA’ FORTE E DIVERSA A CUI PENSARE?.

 

Scelgo gli uomini sbagliati. E non rispondete “benvenuta nel club”, grazie!

 

BE’, LA SCORSA SETTIMANA HA DETTO CHE AVEVA CAPITO E CHE AVREBBE FATTO 5 PASSI VERSO DI ME. E QUANDO GLI HO COMUNICATO CHE ME NE SAREI ANDATA, NON HA MAI DETTO “RESTA”. HA DETTO SOLO “E’ UNA TUA SCELTA”.

 

E NEMMENO OGGI HA RISPOSTO “RESTA”.

NOI DONNE SIAMO STANCHE DI FARE VALUTAZIONI. NOI DONNE VOGLIAMO SENTIRCI DIRE “RESTA, FARO’ CINQUE PASSI VERSO DI TE. MA TU RESTA”.

 

SCRITTORE, IO VOGLIO CHE TU MI CHIEDA DI RESTARE. NON L’HAI FATTO, E ME NE SONO ANDATA VIA.

 

ME NE SONO ANDATA VIA.

TRA ME E LO SCRITTORE, E’ FINITA. PERCHE' IO ME NE SONO ANDATA, E LUI, NON MI HA DETTO "RESTA".

È dura cazzo.

L

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roll on by,  don't wear fear or nobody will know
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