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Creato da jessissima il 03/11/2011
farina del mio sacco
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THE CULT - Brother wolf and sister moon
BROTHER WOLF SISTER MOON
The Cult
FARINA DEL MIO SACCO
ripeto....
FARINA DEL MIO SACCO!!
un proposito che nemmeno mi sono proposta, ma semmai non ne posso fare a meno.
Volete sapere con chi avete a che fare?
se NO: ricambio
se SI: hai la mia stima (in tal caso visita i miei tag)
A volte non esprimo a fondo un concetto e siccome sono un po' timida (ci credi?) è solo grazie ai vostri commenti che mi espongo anch'io pubblicamente di più e quindi ogni volta riesco a far trapelare qualcosa in più di me.
Grazie per l'attenzione e la considerazione che mi regali, io farò altrettanto.
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DREAM TEATHER - As i am
testo di AS I AM
Don't
Tell me what's in
Tell me how to write
Don't tell me how to win
This fight
Isn't your life
It isn't your right
To take the only thing that's
mine
Proven over time
It is over your head
Don't try to read between the
Lines
Are clearly defined
"Never lose sight of
Something you believe in"
Taking in the view from the outside
Feeling like the underdog
Watching through the window I'm on the outside
Living like the underdog
I've been trying to justify you
In the end I will just defy you
To those who understand, I extend my hand
To the doubtful I demand, take me as I am
Not under your command, I know where I stand
I won't change to fit your plan, Take me as I am
As I am
Still
Running uphill
Swimming against the current
I wish I weren't so
Fucked
Feels like I'm stuck
Lost in a sea of mediocrity
Slow down,
You're thinking too much
Where is your soul?
You cannot touch
The way I
Play
Or tell me what to say
You're in the way
Of all that I believe in
Taking in the view from the outside
Feeling like the underdog
Watching through the window I'm on the outside
Living like the underdog
I've been wasting my breath on you
Open minds will descend upon you
To those who understand, I extend my hand
To the doubtful I demand, take me as I am
Not under your command, I know where I stand
I won't change to fit your plan, take me as I am
As I am
Yeah
As I am
(DREAM TEATHER)
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Questo è un racconto che principalmente lo faccio per me, tuttavia sono consapevole che potrà risultare una cavolata per alcuni, ma che invece per chi mi segue vorrei trasmettere il messaggio che in certe situazioni è bello poter dare qualcosa di sè, non mostrare indifferenza e per quanto ognuno ha le sue da combattere, la disponibilità e la generosità d'animo non per forza sinonimo di buonismo, ma di combattività e di buona attitudine alla vita e verso il prossimo in genere....
(questa frase l'ho aggiunta non vedendo nessuna partecipazione
)
Oggi ero al municipio del mio comune per consegnare i documenti inerenti la richiesta di assistenza sociale. Lo sportello è un largo bancone e si vede tutto al di là. Così intravvedo nell'ufficio di chi si occupa personalmente dei casi, tra l'altro già stata per altri motivi, il poliziotto comunale che rialza la sedia da terra e la mette a posto. Mi guarda come per dire "sì son qui che rialzo la sedia" Io conoscendolo di persona ma rimanendo discreta, gli feci un labbiale con occhi divertiti "che è successo??" e lui mi annuì come per confermare che qualcosa era successo in quell'ufficio e richiuse la porta. Contemporaneamente l'impiegata dello sportello che fotocopiava i miei documenti (e che la vedo ogni volta girare come una trottola) chiese solerte al tipo dopo di me cosa avesse bisogno, prese i suoi documenti e gli disse di attendere. Il tipo allora comincia a sbuffare e deridere il modo di essere assistito cercando la mia complicità con lo sguardo, insomma voleva farmi partecipe della sua frustrazione è chiaro no? Cioè che lo lasciava così a metà servizio...
Siccome anche lui ha seguito la mia comunicazione non verbale col poliziotto, lì per lì impulsivamente non mi trattenni e con il mio fare da simpatica fdp quale quale sono e ne vado fiera, gli mostrai la mia falsa solidarietà dicendo:
- ecco che qualcuno lì dentro ha datto fuori di matto ;-)))..... certo che poi qualcuno pretende di ottenere tutto e subito e non hanno pazienza che ci sono delle procedure da rispettare....
E il tipo annuiva come per confermare che era daccordo.
- capisco la disperazione ma prendersela con chi si adopera per i loro guai.... qua devo dire che sono veramente bravi. Se si trovavano in Italia voglio vedere quanto aspettavano!
E il tipo dapprima sbuffante poi si calmò e stette composto.
E l'impiegata mi chiese se poteva fotocopiare velocemente i suoi 2 fogli prima di continuare con i miei, che erano numerosi.
Ma certo ci macherebbe!... risposi. ![]()
(stasera sono insonne, ora chiudo il pc che son le ore 2.40.... hauuunnn... se vedemo!)
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Ho appreso ieri alle 17 la notizia dai tg italiani…. E davvero so cosa significa vivere quei momenti di spavento e disagio per il futuro immediato più che altro, cioè di non poter più rientrare in casa se non per raccogliere in fretta il necessario per affrontare il resto della notte nei tendoni allestiti dai militari. Sì non è stato un grandissimo trauma per quella notte, non ho perso nessuno di caro e poi dopo pochissimi giorni, io e mia sorella siamo state ricondotte di nuovo in Svizzera. Ho sofferto semmai dopo l'accadimento, che già non vivevo una condizione idilliaca, ma che sopportavo abbastanza. E così voglio raccontare il riassunto, se ci riesco.... ![]()
Ricordo:
nel 1976 eravamo io e mia sorella ospitate ormai da un anno e mezzo presso i nonni friulani, causa separazione dei miei e impossibilità di essere mantenute e seguite dalla mamma restando a Lugano. Avevo 8 anni e mia sorellina 5 e ricorderò per tutta la vita con piacere e molta malinconia quell’anno.
Dunque, la sera del terremoto accadde per me così:
(Nella provincia di Pordenone, quindi abbastanza lontano dall’epicentro che era Gemona)come al solito dovevo sforzarmi di accettare il rumorino dello scorrere dei topi nel solaio della casa rurale dei nonni, prima di addormentarmi nel buio. Forse ero ancora nel primo sonno e venni svegliata da quel rumore che si faceva sempre più intenso e forte, e capii all’istante che non erano più i topi anche se non compresi cosa succedeva per ignoranza, e sentivo tremare il letto, nel buio sembrava che i muri volessero crollarmi addosso..... L’istinto era solo di allontanarmi da quel posto. Mentre scrivo sto rivedendo le immagini per niente sbiadite che uscendo dalla camera sul balatoio esterno vedevo le scale tremare e ondulare come se si fosse su una barchetta… il rumore ancora più minaccioso…. Il terrore che mi immobilizzava a quella vista delle scale e la mia nonnina che mi incitava di correre giù dalle scale prima che fosse troppo tardi, anche lei instabile a metà scala, tenendosi allo scorrimano per non cadere. Ce l’abbiamo fatta, tutti noi e anche i vicini ci siamo radunati sul largo incrocio davanti casa. Ricordo che passata la scossa e il panico di tutti, ancora tutti lì radunati, cominciai a sospettare che avesse un nome quella cosa che fa tremare tutto….
Infatti in quell’istante ho ricordato che poco tempo prima (giorni o settimane?) lo zio che mi teneva sulle ginocchia e mi faceva sobbalzare dicendomi che sono un terremoto, non capendo cosa significasse quella parola e non ricevendo nessuna spiegazione chiara per farmela capire (ma zio cos’è il terremoto?). E lì in piazza aggrappata alla nonnina dissi: ma nonna, quando lo zio mi diceva che ero un terremoto allora voleva dire questo?.... Sì nina, è questo il terremoto. E ricordo la vicina in piedi accanto a noi che sorrideva e mi diede una carezza dicendo a mia nonna qualcosa del tipo “ poareta che nina cara”.
Ricordo che non pioveva e nemmeno avevo freddo, dormimmo tutti tranne il nonno nel tendone militare, e che l’indomani io stavo ospite dalla mia amichetta anche a dormire (preteso da me egoisticamente per la paura dell’altra alternativa, cioè dormire con mia nonna e mia sorella per terra in cucina con il soffitto diventato come un’amaca, che gli ispettori delle abitazioni giudicavano non pericoloso…..
Venne nostra madre il giorno seguente che riuscì ad avere un permesso urgente dal lavoro di cameriera ai piani a Lugano, con cui passammo le notti seguenti nel tendone militare e che pioveva come oggi, per poi ritornare tutti insieme definitivamente in Svizzera. Ma mica finì lì il disagio, in quanto lei non aveva più l’appartamento di allora, pagava la sistemazione per il personale dell’albergo e non poteva né ospitarci, né seguirci, né mantenerci in un nuovo appartamento. Quindi sistemazione presso una famiglia diurna che il comune le ha trovato per noi bambine, poi tutta l’estate in colonia montana con visita di una sola volta al mese della mammina (a sentir lei perchê non poteva più spesso)… poi a settembre sistemate in un istituto per figli di famiglie disagiate finanziariamente per tutto l’anno scolastico, ma almeno con il weekend presso mammina che conviveva con un artista. E questo perché papà (figlio dei nonni friulani) impegnato a girare l’Europa come meccanico di formula uno, e spendaccione nei locali e donnine non contribuiva al nostro mantenimento.
Tanto per la cronaca ci fu un lieto fine a tutta questa disavventura:
durante il soggiorno nell’istituto mia madre si mise insieme a uno svizzero proprietario di un ristorante. Questo uomo col tempo ci ha adottato (moralmente e materialmente) e devo dire che si è comportato da vero padre affettuoso, responsabile e presente per noi, e da marito perfetto per mia madre, tant’è che è nato così il nostro fratellino e finalmente per molto tempo fummo una famiglia felice e unita.
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... di sicuro ci sarà un ritorno
... di sicuro uno dei due ci spera
.... di sicuro .....
eccetera eccetera
e chissà cos'altro scaturisce di primo acchito anche questa volta solo a leggere il titolo![]()
E INVECE NO!!
Come 2 fratelli, vabbè proprio no, ma con disinteresse reciproco a voler qualcosa l'uno dall'altro sì, come amicizia sì.... strano vero?
Lui daltronde mi da una mano in casa, poi è cuoco di professione attualmente in malattia per depressione, che la depressione è sparita quando si è messo in malattia..... più volte al giorno è al telefono con la sua ex e con una che sta iniziando a frequentare. Io che gli dico... senti trova una sitemazione per venerdì che voglio casa libera (per ovvie ragioni che lui sa e voi potete benissimo immaginare)... Lui l'ho sistemato nella camera di mio figlio, mio figlio dorme nel mio lettone e io dato che lui è agitato nel sonno, dormo sul divano. Mi sta bene tanto lavoro poco per ora, diversamente se avessi un lavoro a tempo pieno non avrei accettato la situazione per aiutare il mio ex fintanto che non trova un appartamento. E poi non avendo un compagno che frequenta casa non c'è nessun problema direi...
Si può fare si può fare.
Mi dice di tirarmi fuori un po', che mi fa bene.... e accompagnarlo a fare spesa, di fare un giro con il suo Boxter decapottabile a mangiare un gelato... e io rifiuto. Sto meglio da sola per i fatti miei a casa o in giro ci vado da sola o con un'amica o con uno che mi piace. Per amicizia non esco più con nessuno... ho imparato la lezione che tra uomo e donna non c'è amicizia disinteressata.
Ma allora perchè lo ospito? Se io dico si può fare non è senza tornaconto....hehehe.
per convenienza si capisce!
Dato che legalmente non deve più dare gli alimenti per il figlio ormai maggiorenne, spero che parteciperà ai suoi costi in misura maggiore di quello che posso fare io, che sono una spiantata. Poi avere suo padre in casa potrebbe, anzi vedo già che è, una man forte per cercare di raddrizzare il nostro cucciolo un po' scriteriato e irrispettoso tipico della sua età. Io da sola non ce la fo.
Insomma ho visto in questi giorni che non è un rompiballe che detta legge come da sposati, rispetta anzi no, tollera anche se non proprio silenziosamente i miei vizi e le mie abitudini... e non sto soffrendo della sua presenza, cosa che se solo accusassi un certo disagio di questa momentanea convivenza, non avrei problemi a dirgli che no non si può fare, arrangiati.
Non sarebbe stato per me possibile concepire una cosa del genere tipo un mese fa....
Davvero!
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Secondo voi il coniuge che tradisce il/la suo consorte, avendo figli in età scolare alle elementari, può essere giudicato male se si innamora di un’altra persona e però non vuole lasciare la famiglia a causa dei figli e non di seconda importanza, a causa del consorte ancora innamoratissimo/a dopo ancora 10 anni di matrimonio?
Secondo voi, data l’evidenza, se fosse una persona d’onore e rispettabile, cosa dovrebbe fare?
Ma a questa domanda pongo la possibilità di 2 risposte:
1) se è amore vero dovrebbe avere le palle e l’onestà di lasciare la famiglia e di affrontarne tutte le conseguenze che provocherà disagi drammatici alle parti lese?
2) oppure nonostante sia l’amore vero, mentire e non dire niente a nessuno per salvaguardare la tranquillità psichica sia dei suoi figli e del/la consorte devoto e innamorato? (Cioè di continuare in segreto il rapporto d’amore finchè l’amante glielo permette)
Ipotizzare una terza alternativa sarebbe di abbandonare l’amore vero e continuare indefesso/a nelle sue responsabilità a scapito della sua felicità. Cosa impossibile da attuare quando i sentimenti forti anche se “sbagliati” (per chi?) esistono….
E ora dico la mia:
io condanno i fedifraghi se questi sono solo troppo sensibili al fascino femminile e hanno bisogno di sollazzare desideri di trasgressione o che insomma sono succubi ai loro richiami sessuali.
Ma mi domando se è giusto condannare certi fedifraghi, se mossi da nobili sentimenti, visto che io stessa verso un uomo sposato mi dico e gli dico “vade retro”, ma da qui a giudicare e condannare tutti sullo stesso piano non me la sento. Sono cose che capitano anche se non cercate… e certamente nessuno, ne sono sicura, ma proprio nessuno ne è immune. E se non capita per qualcuno è solo perché il destino non ha fatto incontrare quello che si dice 2 anime gemelle…. Ma se solo capitasse …mah…..?
Ho sentito varie scusanti tipo, sai diciamo che non ero al 100% e mi sono accontentata/o, oppure….
non ho mai provato una cosa simile in vita mia, pensavo fosse da romanzo…. Oppure….
pensavo di aver trovato la persona giusta ma poi incontrato lei/lui e tutto è cambiato……
Insomma scusanti o veritiere, quando ci si impelega in certi contesti son …zi amari per tutte le persone direttamente interessate.
Eppure ciò che non mi sconvolge (ormai più) è che vedo sia così normale, come l’antico mestiere, cioè una situazione che è sempre esistita giacchè esiste l’umanità, e che ancora tutt’ora non è cambiato niente!
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ahiiiii.... che argomento mosciante per tutti voi!
Me la rido pensando a quando leggerete solo il TITOLO!!!!!!
pensiero spontaneo: che 2 cog...., ecche pallosa 'sta Jessissima, qua non si ride, eccetera...
Dunque innanzitutto per chi mi segue avrà percepito dagli ultimi post l'andazzo anche se non il perchè, di come sto. E voglio FINALMENTE RINCUORAVI che sto meglio grazie ai psicofarmaci. Non seguo una terapia perchè testardamente credo di farcela da sola, aspettando appunto che il farmaco faccia effetto sull'umore e di conseguenza sulla capacità di trovare migliori soluzioni.....
dato che con le lenti della mente oscurate avevo perso l'ottimismo e non c'era verso di farmelo vedere!
Dovete sapere che i problemi di non trovare lavoro, di far bastare i soldi, di non avere un compagno di vita, di vedermela con mio figlio ormai maggiorenne ma ancora dipendente che sta per perdere il lavoro per colpa sua, il conflitto con la mia famiglia d'origine, l'assenza delle amiche.... rimangono!
Solo non mi crogiolo più nella disperazione e non accuso quei panici che mi hanno fatto sfiorare una certa idea.....
ok, non spaventatevi, ma non me ne vergogno e dubito che qualcuno che mi legge capisca cosa si provi quando sorge quell'idea, a tratti si vuole pianificare l'avvento di quell'idea, ma che se fortunatamente non ho attuato quell'idea ê per senso di colpa verso le uniche anime che piangerebbero sulla mia tomba per lungo tempo e in più penso che il mio gesto possa rovinare o incidere negativamente il loro futuro. Parlo di mio figlio e del mio ex-marito in quanto lui tutt'ora mi vuole bene e con fallimento tenta di consigliarmi e tirarmi su, in più essendo padre di mio figlio verrebbe coinvolto vita natural durante dall'effetto devastante del mio gesto.
Non oso nemmeno scriverla quest'idea malsana. Ma decidere di sopravvivere al troppo dolore, non è sinonimo di decidere di vivere bene la vita. Ancora adesso benchè all'apparenza sembro ripresa, mi considero io stessa a rischio di ricaduta.
La depressione è una brutta bestia, io penso che la si può far svanire più in fretta quando si ha uno scopo di realizzazione da raggiungere, mica di tenersi in vita! quell'orizzonte che ti fa tener duro in vista di una bella prospettiva, quell'incentivo che ti da la forza di sopportare e superare gli ostacoli... Per altri la si può superare con la costante presenza di chi ti da motivo di gioia....
chi non vede orizzonti da raggiungere, chi rimane solo, dovrâ farcela da solo e trovare da se cosa potrebbe dargli motivo di godere della vita. Se non lo trova subentra la demotivazione e può anche fare scattare meccanismi di autodistruzione che non è per forza il suicidio, ma di vivere da dannati e condurre una vita da maledetti e dannati.
Direi che la seconda ipotesi ê prerogativa di chi ha messo in silenzio la coscienza, cioê non la mia.
.... ma chi può dirlo con certezza? io nemmeno.
Ecco perchè in passato parlavo di suicidare il blog. Perchê parlare di me stessa al momento può solo dare a chi mi legge un senso di impotenza, di dispiacere, e di rabbia per la mia debolezza.
Ma non ho resistito, oggi ho deciso di affrontare pubblicamente seppur ancora anonimamente il mio problema.
Ma mi sento di dirvi per ricuorarvi che a modo mio cerco di prendere dalla vita (se riesco) quello che mi fa star bene, non pensando alle conseguenze. L'importante è riuscire a star bene ogni tanto.
No alla droga, al sesso sfrenato e altre cose del genere ... tranqui ![]()
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A metà circa di marzo mi sono assentata dal fare post, ma tempo poche settimane ho voluto ricontattare le persone con cui ho davvero avuto un trascorso che sia di anni o di mesi, ma dove percepisco la reprocitâ di rispetto e di stima.
Questo inevitabilmente conoscendomi, mi crea la voglia di condividere di nuovo pubblicamente le mie vicissitudini, che fino ad ora son state relegate ai post visitati o a messaggi in pvt.
La cosa bella che mi piace personalmente, è che se anche non ho argomenti interessanti che possano coinvolgere pubblicamente una certa massa (e me ne guardo bene!!!) a me bastano i pochi contatti ma buoni, dove percepisco che danno importanza alla mia persona (ok non vi biasimo se non riuscite ad inquadrarmi bene) per quello che è, per quello che sa dare emotivamente, per come sa ricevere.
Per come dare e ricevere, a marzo ed una buona parte di aprile non ero proprio in condizioni ideali, mio malgrado...
.... perchè a me piace socializzare, confrontarmi, senza secondi fini, sia qui che nella vita reale. A me piace conoscere altre realtà, paragonarle alla mia, trarne dei buoni esempi, ho solo trarne e dare un sorriso.
Per cui.... posso avvalermi del fatto che attiva o meno, alla fine blogger senza stella e a tratti non atttiva, ma blogger sono?
Perchè blogger si diventa ![]()
.... ma fare un post per me è al momento solo causa di "troppo" coinvolgimento emotivo.
Sì, aspetterò che il Zoloft faccia il suo effetto benefico nel tempo, è solo 2 settimane che lo prendo!
A buon intenditore poche parole
![]()
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A voi compagni di intrattenimento virtuale, sia ancora presenti che non più, ma che conservo un piacevole ricordo dei tempi che furono...
Un doveroso GRAZIE per avermi regalato la vostra piacevole presenza
Non voglio dirvi addio, ma arrivederci chissà magari all'inverno prossimo, magari tra pochi mesi o settimane, chissà...
Per intanto ho bisogno di staccarmi consapevole che non riesco più a dare virtualmente il meglio di me. E quando non so dare belle emozioni, mi allontano.
Vi seguirò invisibilmente per un po'.... lo so già.
Buona continuazione e un abbraccio e un bacino sulla fronte.
PS: a chi pensa che sono una sfigata porgo sentitamente il mio più cordiale...
dito medio
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Secondo me anche chi fa del proprio blog un centro del gossip, o di argomenti politici o solo di spunto culturale cerca in un certo senso la sua terapia... cioè di ricevere attenzioni, di essere applauditi per un certo ragionamento o di avere un confronto cerebrale che a dipendenza se nella vita reale succede o meno, non gli basta e vuole interagire con più persone impiegando questo mezzo inernauta che glielo permette.
Anche chi scrive poesie di sana pianta, come pure romanzi cerca in qual modo la sua terapia, sia di mettersi in mostra o di ottenere un suo profitto personale.
Per non parlare di chi scrive poesie famose, sentimenti e desideri vissuti o desiderati...
E chi per fini di un appuntamento concretizzato per sesso o per voglia di amare ed essere amati... chi per sentirsi migliori di altri getta molta rabbia e disprezzo appena gli si presenta l'occasione... anche loro vogliono attenzione, confronto, sollievo, soddisfazione eccetera eccetera.
Altri esempi?
Ad ognuno il suo blog terapeutico che meglio gli confà...(nel bene o nel male)
È come una sorta di terapia di gruppo dove regna l'anarchismo, nessuno dirige, tutti possono se vogliono esporsi o meno.

Mi sa che ho scoperto l'acqua calda (direte voi)... ma non sono pensieri venuti in mente ora, solo ho voluto dirlo anch'io solo ora... Ce n'era bisogno? No, machissene
Buona terapia a tutti!!
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Non volevo fare un altro post triste, triste triste, triste triste triste come me....
(sono ancora scanzonata e mi viene in mente il ritornello della bellissima canzone di ivan graziani "Firenze")
volevo dare una frizzante energia a questo blog decadente
volevo ritrovare la grinta che mi dava voglia di comunicare cose di me
divertenti e affascinati
volevo riuscire a trasmettere quello che c'è ancora di buono e positivo in me
volevo ritornare ad essere più solare
Ma non è ancora il momento.... ma arriverà, mi ripeto.
Ho solo tanto bisogno di piangere e di ricevere una carezza, che non avete idea di quanto mi vergogni ad esprimere questo pensiero così in pubblico....
Ma se devo suicidare il mio blog lo faccio con rumore!
Mi sento come Enca, ve lo ricordate quel signore ultra sessantenne della community, che soffriva di una malattia che lo debilitava molto fisicamente e raccontava post dopo post la sua vita, le sue emozioni passate e presente a causa della sua condizione, che ad un certo punto ho appreso la notizia che è morto pochi mesi fa.... che io ho abbandonato come amica virtuale perchè per me troppo straziante, ma senza mai dirglielo....
Ecco sto prendendo quella piega e non ho nessuna malattia fisica e ho appena 44 anni e un figlio 18enne ancora bisognoso di mammina per quanto indipendente di carattere.
Stasera, cioè visto che sono le ore 1 e mezza, quindi stanotte ho visitato il blog dell'amico virtuale sognoproibito1959.... e lui ha descritto pienamente un passaggio della sua vita con parole veritiere nude e crude ma invoglianti a tenere duro.... In sintesi descrive che poi si arriva a scavalcare la montagna pregna di ostacoli che sembrano insormontabili, che sono difficili senz'altro ma "la forza della vita" la farà scavalcare ad ogni costo e gettare la spugna prematuramente fa rinunciare a molte possibilità di star finalmente bene. Questo ê il riassunto che ne ho fatto e spero di non aver sbagliato, nel qualcaso può intervenire per correggermi.
Ebbene io mi sono sentita colpita da queste parole e mi sto visualizzando a scavalcarla questa montagna, che non ho più la forza di arrampicarmi che la forza della vita mi viene meno perchè per me all'orizzonte non vedo nulla di buono. Ma...
Ma vedo in cima alla montagna mio figlio che mi implora in silenzio di resistere e di non lasciarlo solo, che senza di me lui crollerà nel burrone... e io vedendo quanta sofferenza potrei causargli se non ce la faccio a risalire la china, cerco affannosamente di farcela.
che farcela lo si dovrebbe per se stessi lo so, ma non ê il mio caso.
Non devo guardare giù però!!! perchè vedo solo abbandono e disperazione che ho vissuto a ripetizione troppe volte, e vedo che chi vorrebbe fare qualcosa per me ha le mani legate (non ne sono sicura). Vedo un sacco di altre cose tristi e inequivocabili....
Guardo solo su per lui e per me, ma spesso mi cade l'occhio giù.... insomma sto combattendo come tanti via, niente di che.
PS: che bello sfogarsi con un post prima di andare a nannina, ci si sente piû leggeri...
domani son cazzi amari quando vedrò i commenti e i non commenti (che fanno più male ma sopravviverò)
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(della serie qua non si ride, e come suicidare il blog facendo rumore)
Oggi è la festa delle donne? una ricorrenza che per me ha il solo significato di ricevere dal datore di lavoro un rametto simbolico a cui si deve dire grazie e ignorare quanta ipocrisia ci sia dietro al gesto. Sempre che ci sia un datore di lavoro uomo che vuole essere per una volta carino verso le sue sottoposte... il che è un gesto carino che va preso nemmeno come un complimento ma solo un riguardo di circostanza da parte sua sapendo bene quanto le sue sottoposte siano gratificate di questa attenzione.
Ma perchè merito questo omaggio? (infatti non c'è nessuno che mi fa gli auguri tranne un puttaniere che cerca di lusingarmi) Non sono stata percossa da un uomo ma da mia madre, non sono stata violentata ma solo circuita e obbligata in virtù dell'amore che provavo la prima volta a 14 anni e la seconda volta rimasta incinta per decisione di mio marito. Non rappresento nemmeno la donna che al contrario dell'uomo sa mantenere tutto sotto controllo egregiamente ogni mansione, di mamma di donna di casa, di lavoratrice. perchè mai dovrei sentirmi onorata di questa festa?
Forse perchê sono nata donna oppure perchè sicuramente ho anch'io qualcosa da dimostrare nel mio essere donna?
Mi viene in mente solo il capitolo che riguarda quando ho deciso di divorziare e anche gli anni successivi.
ma forse anche sono donna meritevole di rispetto perchè ho provveduto a nutrire e proteggere in tutti i sensi mio figlio? e se non avessi figli sarei uguale ad un uomo nè meno nè più??
Allora se devo omaggiarmi il motivo ce l'ho e me ne vanto da orgogliona quale sono.
Punto primo non mi prostituisco per arrotondare le entrate e stare meglio. (e qui non mancano le opportunità di farlo per scelta!!) Preferisco fare la mula, che nemmeno quello so fare con piena soddisfazione, ma almeno non mi faccio schifo e non faccio schifo a nessuno.
Punto secondo:
Decido di divorziare perchè mi accorgo di non essere nè innamorata (dopo ben 7 anni) e nè più attratta dal mio marito e per suo rispetto non volendogli recare il danno del tradimento che presto o tardi gli arrivava se rimanevo per mantenere la famiglia unita solo per il figlio. E non perchè ci fosse un amante in corso.
Punto terzo ho rinunciato quello che per legge mi spettava economicamente solo per salvaguardare la mia incolumità che la legge non poteva intervenire se non troppo tardi, e per la stabilità psichica di mio figlio.
Punto quarto:
ho rinunciato a dare l'affidamento totale di mio figlio a suo padre che lo pretendeva in quanto io non ero indipendente economicamente.
Punto quinto:
ho rinunciato alla carriera professionale varie volte presentatasi in un piatto d'argento solo perchê non volevo essere assente per mio figlio, allora nelle elementari, la mattina e la sera a cena. So cosa vuol dire non avere la mamma al risveglio, a pranzo a cena, la notte, nel weekend.... e stare a centinaia di km con i nonni, oppure un'estate intera in un collegio estivo senza visita, oppure da una famiglia diurna, oppure in un collegio per figli di genitori in difficoltà finanziarie e di presenza a causa del lavoro, o a causa di un genitore che se ne frega e latitante sia economicamente che di presenza.
Io ero sola anche se mia madre abitava nella stessa cittâ ma sopportava mio figlio per poche ore e mio figlio non ne era entusiasto di stare in sua compagnia, ma non perchè mio figlio era capriccioso, anzi era solare e da mangiare di baci, eppure......
Mi faccio da me una pacca sulla spalla e mi consolo da sola.
ma forse ho sbagliato festa, dovevo dirlo all' 8 di maggio!
prossima festa qual'è?? S.giuseppe il patrono dei padri....
(affilo i coltelli nel frattempo)
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