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Giuli_nocte
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Creato da Giuli_nocte il 13/08/2007

*...In my place...*

- You always were two steps ahead of everyone, we'd walk behind while you would run... I miss you...Like the desert miss the rain. -

 

 

...

Post n°260 pubblicato il 24 Maggio 2011 da Giuli_nocte

Si potrebbe dire che io torni a scrivere qui quando è tardi per vivere *fuori,
quando le situazioni sono degenerate, arrivate al punto di non-ritorno.
Forse le mie sempre più rare apparizioni, quindi, lasciano buone nuove: meno disastri.
In realtà non è proprio così.
I [miei] rapporti si sono dimezzati, diradati, per noncuranza e negligenza mie immagino,
e peggio, non sento dispiacere, né sconforto, né tristezza e senso di fallimento: non sento.
E da una parte, follemente, vorrei tornare a qualche anno fa,
quando paure e sentimenti c'erano, benché altalenanti e spesso contrastanti,
ma mi sentivo *viva, percorsa da brividi e sensazioni che ora rimpiango, un po'.
Non riesco a tenere le fila di questo sopravvivere in cui non sembra esserci scopo,
necessito di certezze e di sicurezze, di prove certe che qualche capacità l'ho anch'io, in fondo.
Ci sono cose di cui vorrei-dovrei parlare-scrivere [e non sarebbe ancora sufficiente],
ma nemmeno questo posto sembra più adatto. Nessuno lo sarebbe, temo.
Di una gelosia acquisita che credevo non mi appartenesse, e che invece ora è viscerale,
che mi fa temere la *sua perdita più di tutto, il suo concedere ad altri ciò che è stato nostro.
L'amore è un gioco da bambini, bisognerebbe astenersi da esso accumulando anni.
Necessita di una cura e di un'attenzione, di un'ingenuità e di un coraggio da bambini,
tipici di chi non teme e non prevede conseguenze tragiche e immancabili.
Di chi non teme giudizi, di chi non racconta bugie a sé e a chi ama
convinto di risparmiare dolore, e invece si abbona ad esso e ai rimpianti.
L'amore non fa [più] per me, temo.
Non ora che dentro me è silenzio e buio.

 
 
 

Non ritorni

Post n°259 pubblicato il 17 Aprile 2011 da Giuli_nocte

Un'assenza di quasi tre-mesi.
Ma le assenze non si giustificano, giusto? O forse sì.
Ché mi richiederebbe troppa fatica spiegare i motivi, le cause d'impedimento,
l'inabilità mentale e fisica che mi rende faticoso scrivere, oramai.
La convivenza con questo [mio] cuore a orologeria è sempre più difficile,
le componenti meccaniche richiedono manutenzione e pazienza,
ingranaggi quotidianamente sotto pressione, atri e ventricoli di ferro che non conoscono riposo.
E i sentimenti entrano e escono, come sangue, trasportati dal sangue.
Ma non molti hanno [ancora] la capacità di provocare battiti a profusione:
"sentire" è un privilegio di pochi. Non più mio, temo.
Mi scrivi ancora, dopo cinque.anni qualcosa è necessario rimanga, forse,
ma a pensarci ora questo passato quasi non mi appartiene.
E poi c'è lei -e anche lui- e rapporti non-meglio-specificati, e non specificabili,
ché non è mai facile quantificare affetto o amore, né tanto meno classificarli.
Esami in continuazione, ciacuno sottopone il proprio, la mia resistenza è latente,
la mia voglia impantanata e le paure tante, occupano ogni suo silenzio seccato,
ogni messaggio brusco e i giorni "nati male" che proseguono peggio. E io sopporto.
Per ora.
Incerta necessità d'estate, di sole vero, non solo voglia, necessità.
Di un'estate che sarà vuota di te e di noi, ma si sopravvive sempre, tutto sommato.

 
 
 

Memoria

Post n°258 pubblicato il 27 Gennaio 2011 da Giuli_nocte

27 Gennaio,
giornata della m.e.m.o.r.i.a.

Quello che doveva essere scritto riguardo i fatti che oggi si ricordano è stato scritto.
M.e.m.o.r.i.a non è -semplice annuale ricorrenza da ricordare-, una delle molte,
che ogni anno passa e se ne va, magari senza lasciare nulla di nuovo, diverso.
M.e.m.o.r.i.a è rivivere ogni anno, ogni minuto, quegli avvenimenti,
e farne, se possibile, un sanguinante esempio per il domani.
Ché le cicatrici sui fatti della storia non si dovrebbero formare.
L'uomo dimentica -troppo- in fretta, a volte.

Lascio il link di una pagina che riporta citazioni di libri
scritti da chi quei fatti li ha vissuti, e ri-vissuti raccontandoli:


Rassegna libraria Voci dalla Shoah


(Credo sia necessario estendere la memoria a tutti i genocidi e gli stermini perpetrati
e a quelli che, tutt'oggi, continuano
.)

 
 
 

Buon duemila.undici

Post n°257 pubblicato il 01 Gennaio 2011 da Giuli_nocte

-Duemila.undici-
E forse dovrei, per così dire, "tirare le somme" di questo duemila.dieci appena finito;
la vita, in sé, è in effetti un'insieme di somme e sottrazioni:
perdi qualcosa e cerchi di riempire quel vuoto con qualcos'altro -il risultato non è assicurato.
Nel mio duemila.dieci ho ritrovato lei,
a sorpresa, dopo aver cercato di mettere via tutto di noi,
ché arriva il momento in cui capisci che non si combatte contro l'impossibile,
che si deve accettare la realtà -per quanto scomoda.
Ma, benché abbia sempre creduto nei -per sempre-,
forse nulla è davvero destinato ad andare così: ed è tutto scomparso di nuovo.

Difficile accettare che sia bastata la fine del Liceo per sancire conclusioni spiacevoli,
ma forse tutto era stato preparato, previsto: questo era l'unico capolinea.
E per una volta non mi ha spezzato in due il cuore e le aspettative.
Nel mio duemila.dieci ho ritrovato lui,
e quando meno te lo aspetti la vita può cambiare -davvero.
E ho ricominciato a costruire, con prudenza e dedizione, quei miei castelli
che troppo spesso erano stati calpestati e soffiati via.
Ché c'è per ognuno una persona che capisce ogni piega e ogni angolo buio,
che nutre con impegno e pazienza ogni debolezza e disillusione,
che si fa spazio a poco a poco nel cuore
e fa entrare aria fresca in stanze chiuse da troppo tempo, per paura.
E all'Amore, in fondo, ho sempre creduto.
Nel mio duemila.dieci ho riscoperto molte altre persone,
a cui, nel modo più sincero possibile, rivolgo il mio -grazie-.

Per il mio duemila.undici ho tanti desideri,
ma uno solo veramente importante,
e sarebbe il regalo più bello, per me.

 
 
 

...

Post n°256 pubblicato il 12 Dicembre 2010 da Giuli_nocte

Ormai entrare in questo posto, metaforicamente parlando,
è come entrare in un cimitero -di ricordi, pensieri [
s]fatti, immagini [s]colorite.
Eppure ogni giorno ci passo, sbircio appena dalla finestra e la richiudo,
come per paura che si accorgano di me, ché non sono pronta ad affrontarli.
E non lo sarò mai, temo.
Come stai sparendo tu, pian piano, sparisce anche il resto,
cadono i muri che abbiamo costruito, le pareti e la carta colorata,
l'arredamento di un rapporto richiede pazienza e costi elevati,
sacrifici quotidiani come il pane e il vino.
E non fa più male non sentirti e leggerti felice,
fa male solo l'idea che dopo di te, nessuno così.
Lasci un posto vuoto con su scritto -reserved- e che non occupi più.
E come te, nessuno, perché dagli errori non vengono insegnamenti, ma restrizioni.
Non si impara, si diventa solo incapaci.
Perciò questa scatola di gesti, parole, pensieri, emozioni, paure, promesse,
che ho spinto così faticosamente in un angolo buio, non sarà riaperta mai.
Né per te né per altri come te -anche se chi ci perde sarò io, temo.

Bandiera bianca, e buona fortuna.

 
 
 

[In]tento

Post n°255 pubblicato il 02 Ottobre 2010 da Giuli_nocte

Dis[abilitata] a scrivere, a sommare lettere, a moltiplicare parole e punti.
La matematica del linguaggio non mi appartiene [e mai l'ha fatto],
e io, si sa, con i numeri non sono mai stata brava,
elevare e dividere, radicalizzare e sottrarre uno al nulla, non si può.
"Un minuto per imparare, una vita per diventarne maestri",
questo il sottotitolo [suggerimento di rinuncia non colto]
di quel gioco in scatola che tanto ho amato.
E così anche con le parole, e i suoi multipli e sottomultipli,
non le si possiederà mai, sarà sempre solo una co-proprietà fallace.
Ché vorrei saper scegliere tre parole per definire
questo [in]sentimento [in]sensibile, sepolto con poca terra
in un punto indicato a croce rossa, come in una mappa per aspiranti pirati.
[In]sensazione di averti tra[lasciata] e allontanata, come uno scarabocchio con la gomma.
Ed è strano non sentire più nulla, sinapsi anestetizzate dalla volontà,
ché non credevo che -volere- fosse -potere-, e la paura di ricaderci è lì.
Ma la realtà è che fatico ad ammettere quanto sia piacevole non averti più,
lì sospesa tra i pensieri, tra tutti, [tu] quello che vince clandestinamente.
Ed è triste ma bello: non fai più così male. No.
Quanto è vero: ad un certo punto troviamo un modo per salvarci,
al limite del burrone ci tiriamo indietro. Alla fine ci svegliamo dal sogno, crolla.

Che grande bugia le tue promesse.
Che buffo temere di incrociare il tuo sguardo.
Quello che ci [ti] riguarda è sottopelle, addormentato. [Lì rimarrà.]

 
 
 

But don't go

Post n°254 pubblicato il 22 Agosto 2010 da Giuli_nocte

"How can you stay outside[?],
there's a beautiful mess inside."
[Yael Naim - Far far]

Confusione dentro ce n'è, sì, ma non saprei definire se "bellissima".
Ci sono idee sconnesse e sconclusionate, pensieri incessanti e ripetitivi,
che fanno sempre paura e che è impossibile allontanare,
ci sono progetti per metà valutati e messi in atto e poi abbandonati,
lasciati in un angolo ad aspettare, e la polvere non avrà pietà, temo.
Ci sono iscrizioni e persone, persone andate e persone arrivate,
quelle che so che non vedrò più né più sentirò,
e quelle che spariranno pian piano, e farà più male del sale.
E sarà terribile ricominciare tutto e non vedere più quei lineamenti e quelle mani,
le stesse che per cinque anni ho avuto accanto.
C'è il mio solito timore degli inizi, dentro. Quello che ormai conosco bene
e che non se ne andrà proprio mai.
L'unica cosa che mi fa stare bene, ché è come un soffio d'aria sotto il sole,
sei Tu, è la tua presenza.
E spero che si sistemi tutto, che sia il tempo a farlo o quacos'altro, stavolta.

"[...] Everyday she writes words and more words,
just to spit out the thoughts that keep floating inside,
and she's strong when the dreams come cos' they
take her, cover her, they are all over,
the reality looks far now, but don't go."
[Yael Naim - Far far]

 
 
 

C'è un tempo d'aspetto

Post n°253 pubblicato il 09 Agosto 2010 da Giuli_nocte

tempo che sfugge, niente paura,
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo, c'è tempo,

c'è tempo per questo mare infinito di gente."
[I. Fossati - C'è tempo]

Eppure chiunque direbbe che "non c'è tempo, non c'è mai [abbastanza] tempo",
a volte spacciando per sfortuna, innocenza o casualità
quella che sarebbe soltanto
un'ammissione di colpa.
Perché se, pur essendoci tempo per ogni cosa, noi ci ostinassimo a non accorgercene
e, di conseguenza, a non sfruttarlo, sarebbe solo colpa della nostra negligenza.
Ch'è un delitto uccidere il tempo, piegarlo e sprecarlo,
il tempo che è la sola vera cosa che abbiamo, in fondo,
quella a cui attribuiamo la cura delle nostre ferite,
ché piccole o grandi che siano, "le cura il tempo, tutto passa".
E se il tempo fosse un bene di valore monetario,
una merce con un valore d'uso e un valore d'acquisto,
quanti investirebbero per averne di più, per impossessarsene, per farne scorta.
E invece no. E forse è meglio così: una clessidra a ciascuno,
e che non sia solo sabbia che scorre.

"[...] Una stagione ribelle,
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle.
[...] Un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente,
mano alla mano,
che buffi saremo!"
[I. Fossati - C'è tempo]

 
 
 

Bon voyage, Trésor

Post n°252 pubblicato il 10 Luglio 2010 da Giuli_nocte

Perché è un caldo stanco quello delle cinque [post meridiem],
co
n il sole poco prima del tramonto,
quando s
compare dietro l'angolo di casa e non lo vedi più.
E la pelle scotta ancora, color ambra, e i segni bianchi sai tu dove sono.
Lì, a in
dicare il limite da non valicare, quei punti in cui il sole non può arrivare.
Neanche se lo c
hiede, nemmeno se insiste e prega.
E si consola giocando con le ombre, spargendo i suoi raggi tra le foglie, a tradimento,
ombre cinesi sul muro bianco e sull'erba verde appena tagliata.
Proietta costellazioni mobili e leggere, sui finiti oggetti di quaggiù.
Finiti come il corpo, un elegante composizione di organi vivi e sangue e acqua.
Ricettaco
lo di eventi ed emozioni, chimica -e poco altro- da dichiarare.

Da qui il volo degli aerei si sente: decollano in salotto,
dopo un lento imbarco lungo il corridoio, in fila ordinata,
e il cielo è lì fuori,
basta lasciare il motore libero di andare.
Meno quattord
ici.ore alla tua partenza.
E poi tredici.ore [circa] di viaggio e un oceano d'acqua e una manciata di America,
a dividerci, un fuso orario di nove.ore e un giorno-notte da cambiare.
Ma con la mente [e il cuore] sarà come se fossi qui con me, come sempre.
Non c'è da temere: diciassette.giorni e poi il ritorno
.
Io ti aspetto, qui.
Buon viaggio Tesoro.

 
 
 

Tre mesi - domani

Post n°251 pubblicato il 20 Maggio 2010 da Giuli_nocte

Tornare a scrivere dopo tre.mesi -circa
e senza un motivo preciso. Senza motivo, ecco.
Perché scrivere significa[va] gettare paure, dubbi e paranoie altrove -fuori.
E sebbene questi siano presenze sicure da sempre,
nel caos di questo periodo finiscono da parte, insieme a molto altro.
Ma poi vedi cosa è arrivato di nuovo, che prima non c'era,
e capisci che i problemi e i castelli che costruisci sono futili e inutili,
che ci sono realtà più dure di ogni [im]perfetta costruzione mentale,
che tutto sommato [algebricamente] si può andare avanti,
nonostante le incomprensioni e le mancanze -le tue.
E sono i piccoli momenti che riempiono lo spazio, quello della vita e del cuore.
Come cantare canzoni in macchina ed essere tutte e tre stonate,
come un soufflè al cioccolato con vaniglia,
come prendere il sole e sentire il profumo della crema e aria d'estate,
come guidare di notte ed evitare un riccio che attraversa la strada,
come saperti ogni giorno al mio fianco, anche se sei lunatico -e non lo ammetti!
E sapere che il cuore non si [s]lega da certi affetti,
soffrirne per l'impossibilità di sottarsi da essi
ed essere fieri e orgogliosi -perché nonostante tutto si va avanti [insieme], ancora.
L'ultimo anno, il più difficile, il più lungo.
L'unico con te -per intero.
E dopo questo, chissà.

 
 
 
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Yann Tiersen, "Summer 78"

 

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*AMICIZIA*


Le amicizie non sono spiegabili e non bisogna spiegarle se non si vuole ucciderle.
[.Max Jacob.]
 

*HO TANTA FEDE IN TE*


So che oltre il visibile e il tangibile
non è vita possibile ma l'oltrevita
è forse l'altra faccia della morte
che portammo rinchiusa in noi per anni e anni.

Ho tanta fede in me
e l'hai riaccesa tu senza volerlo
senza saperlo perché in ogni rottame
della vita di qui è un trabocchetto
di cui nulla sappiamo ed era forse
in attesa di noi spersi e incapaci
di dargli un senso.

Ho tanta fede che mi brucia; certo
chi mi vedrà dirà è un uomo di cenere
senz'accorgersi ch'era una rinascita.
[.Eugenio Montale.]

 

*MUSICA*

La musica esprime ciò che non può essere detto e su cui è impossibile rimanere in silenzio.
[.Victor Hugo.]
 

*TI PREGO*



Quando mi dai la tua piccola mano

che tante cose mai dette esprime
ti ho forse chiesto una sola volta
se mi vuoi bene?

Non è il tuo amore che voglio
voglio soltanto saperti vicina
e che muta e silenziosa
di tanto in tanto, mi tenda la tua mano.
[.Hermann Hesse.]