Community
 
Kether61
   
 
Creato da Kether61 il 26/06/2008

RIFLESSI DI LUCE

NEL MIGRARE ATTRAVERSO L'ANIMA SI TOCCANO I CONFINI DEL CUORE E SOLO ALLORA COMPRENDI CHE LA TERRA DELL'AMORE NON CONOSCE RECINTI.

 

A.....COME AMICIZIA.

Post n°268 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da Kether61
 

Vi Vi è qualcosa di magico

che nasce dal cuore,

 per chi sperimenta la vera amicizia,

vi è un donarsi

 con   fiducia

 con la prospettiva di costruire insieme

 una casa comune

dove alberghi l’amore

 con il suo rispetto

e la sincerità di intenti.

Non apparteniamo a nessuno,

 solo alla vita ed a Dio per chi crede.

Siamo come stelle scese dal cielo,

il nostro futuro dipende

dai nostri pensieri.

L’amicizia altro non è  che aprire

il proprio cuore

carico di tutto il bagaglio

spirituale

 a chi sa leggerlo

con il rispettoso silenzio.

Confidare le vicissitudini della vita

a chi sa’ riscaldare con la sua presenza

 il momento della stagione fredda.

Vi sono radici  ben sotterrate

nella nostra terra

 che giorno dopo giorno

riportano a galla memorie lontane,

 gioie,  tristezze, cicatrici di vecchie ferite

 e dolori che invitano a riflettere…..

La saggezza di chi è al tuo fianco

come amico

sta nel cogliere il silenzio

quando l’egoismo bussa alla propia porta

 ed imprigionare le parole

quando queste disattendono

al testamento della verità.

 
 
 

ESSENZE DI VITA

Post n°265 pubblicato il 30 Novembre 2011 da Kether61
 

 

 

Ti guardo e resto incantato:

il tuo volto scolpito dal tempo,

il tuo sguardo sereno e sincero,

il tuo cuore che ascolta il respiro

della tua Anima.

 

Nei tuoi occhi leggo di storie antiche,

di genti vissute nel lontano passato,

un bimbo di ieri rivive le storie di oggi

 manifestate nell'attimo presente.

 

La tua Saggezza,

 frutto di una vita vissuta per imparare,

 si esprime nei gesti un po' tremuli

 di una quercia scossa dal vento.

 

 Sorride mio padre,

e con la mente ritorna fanciullo,

 quando il profumo della primavera

 colmava di gioia il suo giovane cuore.

 

 Sorride mio padre,

 di quel sorriso che piano mi avvolge

con la delicatezza di una brezza di mare,

e che per sempre conserverò intatto!

Giuseppe Bufalo

 

 
 
 

IL MOMENTO PRESENTE.....

Post n°264 pubblicato il 17 Novembre 2011 da Kether61
 


Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati,

 quando avremo un primo figlio o un secondo.

 
Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli

 per questo o quello,

 e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti.

In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti.

 
Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato questa età.

Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi,

 quando cambieremo l'auto,

quando faremo delle vacanze meravigliose,

 quando non saremo più costretti a lavorare.


Ma se non conduciamo una vita piena e felice ora,

 quando lo faremo?


Dovrete sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere.

Tanto vale accettare questa realtà e decidere di essere felici,

 qualunque cosa accada.

Una delle mie citazioni preferite ha per autore Alfred Souza:

 "Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la vita sarebbe presto cominciata,

la vera vita!

 Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo,

 qualcosa di irrisolto,

 un affare che richiedeva ancora del tempo,

dei debiti che non erano stati ancora regolati,

 in seguito la vita sarebbe cominciata.

 Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la mia vita."

Questo modo di percepire le cose mi ha aiutato a capire

 che non c'è un mezzo per essere felici,

ma che la felicità è il mezzo.


Di conseguenza,

 gustate ogni istante della vostra vita,

 e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara,

una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita,

e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno.


E allora smettete di pensare di finire la scuola,

 di tornare a scuola,

di perdere 5 kg,

 di prendere 5 kg,

di avere dei figli,

 di vederli andare via di casa.


Smettete di aspettare di cominciare a lavorare,

 di andare in pensione,

di sposarvi,

di divorziare.

 Smettete di aspettare il venerdì sera,

la domenica mattina,

 di avere una nuova macchina o una casa nuova.

 
Smettete di aspettare la primavera,

 l'estate, l'autunno o l'inverno.

 
Smettete di aspettare di lasciare questa vita,

 di rinascere nuovamente,

 e decidete che non c'è momento migliore

per essere felici che il momento presente.

La felicità e le gioie della vita non sono delle mete,

 ma un viaggio.

Lavorate come se non aveste bisogno di soldi.

Amate come se non doveste mai soffrire.


Ballate come se nessuno vi guardasse.
 

 
 
 

La paura.

Post n°263 pubblicato il 02 Novembre 2011 da Kether61
 

La La paura di farsi male

e sentire dolore

ci allontana

da ciò che desideriamo

ed amiamo.

 

Poi.... parole scritte nel buio

nel silenzio della notte

ci ricordano

chi amiamo 

 e

 ci rivelano 

 chi Sei

 chi Sono.

 


 

 

 

 

 

 


 

 


 

 


 

 

 

 


 

 

 
 
 

IL KARMA

Post n°262 pubblicato il 08 Ottobre 2011 da Kether61
 

 

Il  termine “Karma” indica sia l’azione che la conseguenza dell’azione stessa; essa si riferisce contemporaneamente alla causa e all’effetto dell’azione, perché ogni atto genera una forza energetica che ritorna a noi. Tutti abbiamo sentito il detto: “Quel che si semina si raccoglie”. Noi tutti prendiamo molteplici decisioni e in ogni momento della nostra esistenza ci troviamo nel campo delle possibilità infinite, dove possiamo fare diverse scelte. Alcune di esse vengono operate consciamente, altre inconsciamente. Tutto quello che ci accade in un determinato momento ,è il risultato di scelte precedenti. Se io vi facessi un complimento, molto probabilmente ne sareste lusingati o contenti mentre se v’insultassi molto, probabilmente, vi offendereste e in entrambi i casi, se riflettete, fareste una scelta. Potrei insultarvi e voi potreste scegliere di non offendervi; potrei farvi un complimento e voi potreste scegliere di non prenderlo in considerazione.. Molti di noi reagiscono solo in base a riflessi condizionati, scatenati continuamente dalle persone e dalle circostanze e trasformati in comportamenti prevedibili. La maggior parte delle  persone sviluppa, per effetto dei riflessi condizionati, risposte ripetitive e prevedibili. Tra le innumerevoli scelte che si presentano ogni secondo, ne esiste una sola capace di generare la felicità per noi e per gli altri. La scelta giusta porterà ad una forma di comportamento definita “giusta azione spontanea”, ovvero l’azione giusta al momento giusto, la risposta adatta ad ogni situazione, l’azione che arricchisce l’individuo e tutti coloro che ne vengono in contatto. L’Universo si avvale di un meccanismo molto interessante che aiuta l’uomo a fare spontaneamente le scelte opportune e che è regolato dalle sensazioni corporee. Il nostro corpo avverte due tipi di sensazioni: di benessere e di disagio. Quando si avverte una sensazione di benessere, la scelta è giusta; in caso contrario è inadeguata. Soltanto il cuore conosce la risposta giusta. Molti ritengono che esso sia sdolcinato e sentimentale, ma si sbagliano. Il cuore è intuitivo, olistico, valuta ogni cosa in funzione del contesto e delle relazioni, non segue il “principio della o la va o la spacca”. Esso attinge alla fonte cosmica, cioè al campo della potenzialità pura, della conoscenza pura, del potere organizzativo infinito, e valuta tutti gli elementi. Nonostante  possa talvolta non apparire razionale, possiede in realtà una capacità analitica superiore, per accuratezza e precisione, a tutto quello che si colloca entro la sfera del razionale. Il futuro è generato dalle scelte compiute in ogni momento dell’esistenza e quanto più le scelte saranno operate in maniera cosciente, tanto più spontanee e giuste saranno.

Per quanto concerne il karma passato e i suoi effetti nel nostro presente con i conseguenti debiti del karma che spesso ci procurano sofferenza si hanno delle scelte e possiamo reagire sempre scegliendo come imparare le lezioni perché per l’Universo nessun debito può rimanere insoluto e non vi si può sfuggire.

“Il Karma è l’affermazione eterna

della libertà umana………

I nostri pensieri, le nostre parole

e le nostre azioni

sono i fili della rete

che intrecciamo attorno a noi”

 

 

 

 

 
 
 

LA PERDITA DELL'INNOCENZA.

Post n°261 pubblicato il 01 Settembre 2011 da Kether61
 

Gli umani sono per natura molto sensibili. Siamo così emotivi perché percepiamo ogni cosa attraverso il corpo emozionale. Il corpo emozionale è come una radio, che può essere sintonizzata in modo da percepire alcune frequenze e reagire ad altre. La tendenza normale degli esseri umani, prima dell’addomesticamento, è quella di esplorare la vita e goderne. Siamo sintonizzati sull’amore. Da bambini non abbiamo definizioni astratte dell’amore: semplicemente lo viviamo.

   Il corpo emozionale ha una componente simile a un sistema di allarme, che ci avvisa quando qualcosa non funziona. Lo stesso vale per il corpo fisico. L’allarme del corpo fisico è il dolore, che ci avvisa quando qualcosa non funziona. Quello del corpo emozionale è la paura. Quando proviamo paura, è perché qualcosa non sta andando come dovrebbe. Forse corriamo il pericolo di perdere la vita.

   Il corpo emozionale percepisce le emozioni, ma non attraverso gli occhi. I bambini semplicemente sentono le emozioni e la loro mente razionale non le interpreta. Per questo essi accettano alcune persone e ne rifiutano altre. Se non si sentono tranquilli vicino a qualcuno, lo rifiutano, perché sentono l’emozione proiettata da quella persona. Percepiscono facilmente se l’altro è arrabbiato e il loro sistema di allarme genera un po’ di paura, un segnale che dice: “Stai lontano da quella persona”. E i bambini seguono tale istinto.

   Apprendiamo le nostre reazioni emotive dall’energia emozionale che regna in famiglia, ma ogni figlio trova un suo modo personale di difendersi e di adattarsi alle circostanze. Se i nostri genitori litigano continuamente, e in casa regnano la disarmonia, la mancanza di rispetto e la menzogna, impariamo ad essere come loro. Anche se ci dicono di non litigare e non mentire, l’energia emozionale dei familiari ci porterà a percepire il mondo in una maniera simile alla loro.

Per capire come il vero amore e la libertà vengano distrutti, guardate i bambini. Immaginate un bambino di due o tre anni che corre e si diverte in un giardino pubblico. La mamma è lì che lo sorveglia e ha paura che possa cadere e farsi male. A un certo punto si alza per fermarlo, ma il bambino pensa che voglia giocare con lui, e corre via ancora più veloce. Nella strada vicina le automobili passano veloci, e questo spaventa la madre ancora di più. Finalmente riesce a prenderlo. Il bambino si aspetta di giocare, e invece riceve una sculacciata. Bam! E’ uno shock. L’esuberanza del bambino era l’espressione dell’amore che emanava da lui, e non comprende perché la mamma agisca in quel modo. Con il passare del tempo, la ripetizione di questi shock ferma il flusso dell’amore. Il bambino non non sa ancora parlare, ma ciò non gli impedisce di chiedersi: “Perché?”

   La corsa ed il gioco sono espressioni dell’amore, ma i genitori ti puniscono quando esprimi amore. Ti mandano nella tua stanza e non puoi fare ciò che vuoi .Ti dicono che sei stato cattivo, quindi devi essere punito.

   Nel sistema di castigo e ricompensa c’è un senso di giustizia e ingiustizia. L’ingiustizia è come un coltello che apre una ferita nella mente. Dopodichè, a seconda di come reagiamo, la ferita può infettarsi con il veleno emotivo.

Gli umani usano la paura per addomesticare altri umani, e la paura aumenta con ogni esperienza di ingiustizia.

Prendiamo l’esempio di una coppia ordinaria. La moglie è piena di veleno a causa di un’ingiustizia subita dal marito. Lui non è in casa, ma lei ricorda l’ingiustizia e il veleno aumenta. Non appena il marito torna, la donna vuole agganciare la sua attenzione, perché in quel modo potrà passare a lui il suo veleno e si sentirà sollevata. Gli dice che è uno stupido, che è cattivo o sleale, e il veleno che aveva dentro si trasferisce al marito. La moglie continua a parlare finchè aggancia la sua attenzione. Il marito si arrabbia e lei si sente meglio. Ma adesso è lui ad essere pieno di veleno, e deve vendicarsi. Deve agganciare l’attenzione della moglie e rimandarle il veleno. Praticamente i due continuano a mettersi a vicenda il dito nella piaga, in una specie di ping-pong emotivo. Il veleno continua a crescere sempre più, finchè un giorno uno dei due esplode. Questo è il modo in cui spesso gli esseri umani si relazionano tra loro.

Agganciando l’attenzione, l’energia si sposta da una persona all’altra. L’attenzione è una capacità potente della mente. Tutti siamo continuamente a caccia dell’attenzione degli altri. Quando la catturiamo, creiamo canali di comunicazione, attraverso i quali si trasferisce il sogno, il potere, ma anche il veleno emotivo.

Di solito inviamo il veleno alla persona responsabile dell’ingiustizia, ma se quella persona è troppo potente, lo mandiamo a qualcun altro che non c’entra niente. Per esempio ai bambini, che non possono difendersi, ed è così che accadono le violenze. Le persone di potere abusano di quelle meno potenti, perché hanno bisogno di liberarsi del loro veleno. Le persone meno potenti a loro volta devono liberarsi del veleno ricevuto. Spesso non desiderano creare ingiustizie: vogliono solo sfogarsi, essere in pace. Più potere abbiamo, più è facile riversare il veleno su chi non può difendersi.

   Naturalmente stiamo parlando del modo di rapportarsi tipico dell’inferno. Nessuno ha colpa della malattia mentale che esiste sul nostro pianeta. La malattia non è buona o cattiva, giusta o sbagliata. Il modo in cui si manifesta è semplicemente la sua patologia normale.

Nella mente creiamo il Giudice, una parte di noi che giudica costantemente tutto ciò che facciamo o non facciamo, tutte le emozioni che proviamo o non proviamo. Giudichiamo noi stessi tutto il tempo, ed estendiamo agli altri i nostri giudizi, basandoci sulle nostre credenze e sulle nostre idee di ciò che è giusto o ingiusto. La parte della mente che riceve il giudizio e sente il bisogno della punizione è la Vittima .Il Giudice e la Vittima si basano su tutte quelle false credenze che non avete scelto. Quando quelle informazioni vi sono state instillate nella mente, eravate innocenti. Credevate a tutto .Il sistema di credenze è stato programmato dentro di voi dal Sogno esterno. I Toltechi chiamano tale programmazione il Parassita.

La mente umana è malata a causa di un parassita che le ruba l’energia vitale e la gioia. Il parassita è composto da tutte le convinzioni che vi fanno soffrire..

A volte il bambino dentro di voi, il vero sé che eravate all’età di due o tre anni, viene fuori. Allora vivete nel momento presente e vi divertite, ma qualcosa vi tira di nuovo indietro.

Il Parassita si trasmette come un virus dai nonni ai genitori, per arrivare fino a noi, che a nostra volta lo passiamo ai nostri figli. Programmiamo i bambini nello stesso modo in cui si addestra un cane, L’addomesticamento ci porta nel regno dell’inferno, dove viviamo governati dalla paura. Il cibo de lParassita sono le emozioni che provengono dalla paura. Prima del suo arrivo giochiamo. Ci godiamo la vita, siamo felici. Ma dopo che la nostra mente si è riempita di spazzatura non siamo più felici. Impariamo che noi abbiamo ragione e gli altri hanno torto. Il bisogno di “avere ragione” proviene dal desiderio di proteggere l’immagine che proiettiamo all’esterno. Dobbiamo imporre il nostro modo di pensare, non soltanto sugli altri umani, ma anche su noi stessi.

Con la consapevolezza possiamo capire facilmente perché i rapporti con gli altri o con noi stessi non funzionano. Perché non riusciamo a rapportarci con noi stessi? Perché siamo feriti e pieni di una quantità di veleno emotivo che non riusciamo a gestire.

Il motivo per cui siamo pieni di veleno è che siamo cresciuti con una immagine di perfezione che non esiste, e ciò non ci sembra giusto.

Creiamo quell’immagine perfetta per compiacere gli altri, anche se essi creano un loro sogno personale che non ha unulla a che fare con noi.

Cerchiamo di compiacere mamma e papà, i professori, il sacerdote, la religione e Dio.

L’immagine di perfezione cambia il nostro modo di sognare.

(La Padronanza dell'amore di Don Miguel Ruiz)

 
 
 

CONDIVIDERE.

Post n°260 pubblicato il 30 Luglio 2011 da Kether61
 

Normalmente, La gente condivide la propria negatività;

 non condivide mai la propria positività.

 L'umanità è semplicemente stupida.

Quando le persone sono felici, non condividono mai la loro felicità:

 sono estremamente avare! Viceversa, quando sono infelici,

 sono estremamente prodighe: in questo caso, sono prontissime a condividere.

 Quando la gente ride, economizza; ride con delle riserve.

Viceversa, quando è arrabbiata, va totalmente in collera.

Condividi la positività.

 Questo porterà il tuo amore a fiorire come un fiume che nasce dal tuo cuore.

E quando condividi, il tuo cuore inizierà ad affiorare.


Ho sentito una frase molto strana, di Jorge Luis Borges. Ascolta:

Dona ciò che è santo ai cani


getta le perle ai porci.


Poiché ciò che importa è dare.

 

Tu avrai sentito l'esatto opposto: non gettare nulla ai cani,

non dare le perle ai porci, perché essi non possono capire.

 
Di fatto, ciò che realmente importa non è "ciò" che stai dando

 -- perle, santità e amore -- e "a chi" la stai dando:

questo non è importante.

 Ciò che conta è dare. Quando hai qualcosa, donalo!

Gurdjieff era solito dire:

 "Tutto ciò che ho accumulato, è andato perduto;

 mentre tutto ciò che ho donato, è rimasto mio.

Tutto quello che ho dato è ancora mio;

mentre tutto ciò che ho tenuto per me, è andato perduto!"

E' vero, possiedi solo ciò che hai condiviso.


L'amore non è una proprietà da accumulare, è irradiarsi,

è una fragranza da condividere.

 Più condividi, più possiedi; meno condividi, meno possiedi.


Più condividi e più qualcosa affiorerà dalla tua essenza più intima...

è infinita, continuerà ad affiorare qualcosa di sempre più grande.


Estrai acqua da un pozzo, e una quantità d'acqua fresca molto più grande lo riempirà.

 Non prendere mai acqua da un pozzo, chiudilo, ed esso si impoverirà, e dopo un po' di

tempo, la sorgente si inaridirà.

Col tempo, quella sorgente morirà...

 l'acqua del pozzo imputridirà, stagnerà, marcendo.

 L'acqua che scorre è fresca... l'amore che scorre è fresco.


Perciò,

 il terzo passo verso l'amore è condividere la propria positività

condividere la propria vitalità, condividere tutto ciò che si ha:

qualsiasi cosa hai di bello dentro di te, non accumularlo mai.

Condividi la tua saggezza,

condividi la tua preghiera,

la tua felicità, il tuo amore... condividi!

Certo, se non c'è nessuno, condividi con i cani... ma condividi.

 Condividi con i sassi... ma condividi.

Quando hai delle perle, gettale...

non preoccuparti che vadano ai porci o ai santi...

gettale!

Ciò che conta è dare.


Accumulare avvelena il cuore.

Ogni cosa accumulata è velenosa.

Se condividi, il tuo organismo sarà libero da veleni.

 E quando dai, non preoccuparti che il tuo dare sia o non sia corrisposto.

 Non aspettare neppure un grazie.

Sentiti riconoscente verso la persona che ti ha permesso

 di condividere ciò che avevi...

non aspettarti nulla;

non dire, in cuor tuo,

 che quella persona dovrebbe esserti riconoscente,

perché tu hai condiviso qualcosa con lei...

no,

sentiti tu riconoscente,

perché l'altro è stato disposto ad ascoltarti,

 a condividere con te un'energia:

 ha accettato di ascoltare il tuo canto;

era disponibile a guardare la tua danza;

 non ti ha respinto, quando sei giunto con il tuo dono...

avrebbe potuto farlo!


Condividere è una delle più grandi virtù spirituali,

una delle virtù più grandi.

 
 
 

PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO

Post n°259 pubblicato il 26 Giugno 2011 da Kether61
 

O Spirito di Dio

che con la tua luce

distingui la Verità dall'errore

aiutami a discernere il Vero.

Dissipa le mie illusioni,

mostrami la realtà.

Fammi riconoscere

il linguaggio autentico di Dio

nel fondo della mia anima

e

aiutami a distinguerlo da ogni altra voce.

Mostrami la Volontà Divina

in tutte le circostanze della mia vita

in modo che possa prendere le giuste decisioni.

Aiutami a cogliere negli avvenimenti

i segni di Dio, gli inviti che mi rivolge,

gli insegnamenti che vuole inculcarmi.

Rendimi capace di percepire i tuoi suggerimenti,

o Spirito santo,

per non perdere nessuna delle tue ispirazioni.

Concedimi quella perspicacia soprannaturale.

che mi faccia scoprire

 le esigenze della Carità,

e comprendere tutto ciò che richiede

 un amore generoso.

Ma, soprattutto, eleva il mio sguardo

là dove Egli si rende presente,

ovunque la sua azione

 mi raggiunge e mi tocca,

affinchè io possa essere docile

e dire

il mio "sì".

 
 
 

I SEMI DELLA FELICITA'.

Post n°258 pubblicato il 22 Maggio 2011 da Kether61
 

Si dice spesso che per le persone semplici, poco istruite, quelle che conducono un livello di vita primitivo, per loro natura intrinseca, sia più facile essere felici. Ed è vero che, via via che l'uomo sviluppa la propia intelligenza e i propi gusti, diventa sempre più sensibile e quindi più vulnerabile di fronte agli eventi e ai cambiamenti delle condizioni materiali o psicologiche nelle quali vive.
Quali conclusioni se ne possono trarre? Che per essere felici si debba rimanere allo stata primitivo, selvaggio?...In tal caso, perchè non andare ancora più in là scendendo fino al regno animale? Gli animali sono felici....E può darsi che le piante siano ancora più felici, perchè non soffrono...E le pietre? Quelle sono totalmente prive di ogni sensibilità, quindi lo sono ancora di più....Ecco un tipo di logica.

Il fattore che determina la principale differenza tra i vari regni della natura: minerale,

vegetale, animale e umano,

è la sensibilità,

 in quanto la sensibilità è proporzionale al

 grado di evoluzione.


Le piante sono più sensibili delle pietre, gli animali più sensibili delle piante  e gli uomini più sensibili degli animali. Ma la catena degli esseri non si ferma qui: oltre il regno umano, ci sono gli angeli, gli arcangeli, le divinità...Infatti c'è tutta una gerarchia di creature sempre più sensibili...fino al Signore stesso.

Il Signore è onniscente,

sente tutto, vede tutto

e sa tutto,

 proprio perchè Lui solo veramente

 è sensibile.

Ecco quali sono le vere dimensioni della sensibilità.

 L'unico essere veramente sensibile è il Signore.


In quanto all'uomo, seppur sia vero che diventando più sensibile  diviene sempre più vulnerabile e soggetto alla sofferenza, sta di fatto che può evolvere soltanto attraverso lo sviluppo della sua sensibilità.
Per avere le idee chiare a tale riguardo si deve tornare sulla questione delle nostre due nature: la natura superiore (l'individualità) e la natura inferiore (la personalità). Finchè l'uomo non avrà iniziato un lavoro su sè stesso per riuscire a dominare le tendenze egoistiche della propia natura inferiore, è ovvio che lo sviluppo della sensibilità si accompagnerà sempre a difficoltà e sofferenze di ogni genere.
Purtroppo, l'istruzione che viene impartita nelle scuole a tutti livelli non fa' che aggravare tale tendenza, ponendo l'accento più sull'importanza di acquisire nozioni che sulla formazione del carattere, continuando così a fornire ai giovani il pretesto per diventare sempre più egoisti, difficili ed esigenti. Non si fa' nulla per insegnare agli studenti a utilizzare il sapere che ricevono a uno scopo più nobile e generoso.... Anzi, in ogni campo, ognuno impara a servirsi delle propie conoscenze per elevare la propia condizione sociale, il prestigio e il benessere materiale. E quando quei giovani diventeranno adulti, in grado di influire sulla società, penseranno solo a salvaguardare i loro interessi a scapito del prossimo, generando ovunque malcontento, aggressività e liti, poichè ognuno si sentirà attaccato e offeso dal comportamento egocentrico degli altri.
Questa sensibilità morbosa, alimentata dalla natura inferiore, cioè la personalità, rende la vita impossibile, ed è per questo che si è giunti alla conclusione che, per essere felici, è meglio non essere sensibili.
In realtà, si deve distinguere tra la vera sensibiltà e quella forma di sensibilità un po' malsana che sarebbe più esatto chiamare suscettibilità o sentimentalismo.
La vera sensibilità è una facoltà che ci rende capaci di elevarci molto in alto, di andare molto lontano e di accedere a mondi sempre più sottili per poterne afferrare la realtà. Il sentimentalismo, invece, è una manifestazione della natura inferiore dell'uomo, che fa' si che l'uomo stesso si consideri al centro del mondo, che si senta frustrato e ferito, convinto di non essere preso abbastanza in considerazione, per cui diventa aggressivo.
Quando si è compresa questa distinzione, ci si rende conto che c'è un gran lavoro da fare sulla natura inferiore per dominarla e sottometterla. E' il solo modo questo che permette alla vera sensibilità di svilupparsi ed arricchirsi.
La sensibilità non è solo quella facoltà che ci fa' commuovere e stupire dinnanzi agli esseri che amiamo, dinnanzi alle bellezze della natura o alle opere d'arte. Essa ci apre le porte anche all'immensità e alla luce spirituale, ci dà la comprensione dell'ordine divino delle cose e ci consente di vibrare all'unisono con i mondi, le entità e le correnti celesti.
La sensibilità risvegliata ci frenerà dinnanzi all'animalità dell'uomo, alla cattiveria, alle offese, alle quali non si presterà  più nemmeno la minima attenzione.
Ora, per sviluppare la sensibilità al mondo divino, è molto importante che vi rendiate sempre più conto del valore di alcuni momenti che già vivete, quei momenti in cui, nel silenzio e nel raccoglimento, ricevete un raggio di luce, una grazia dal Cielo.
Molte delle vostre sofferenze dipendono appunto dal fatto che non ne siete coscienti.
Ricevete un gettito di benedizioni, che però non dureranno poichè avete agito in modo da perderle rapidamente, semplicemente perchè ignoravate il valore di quanto vi è stato dato.
Per voi c'è sempre qualche problema che vi sembra più impellente: alcune faccende da sbrigare, qualche problema che riguarda il lavoro....Pensate che il Cielo debba essere sempre pronto a riversare su di voi le sue benedizioni solo quando vi aggrada, quando non avete nulla di più interessante da fare; solo allora acconsentite a fermarvi qualche minuto per accoglierle. Ma non è questo il modo in cui devono accadere le cose.


Il Cielo non è a disposizione delle persone superficiali.

 Il Cielo elargisce le sue benedizioni solo in momenti particolari, in determinate

 situazioni, e se non siete abbastanza preparati a riceverle, o se non le sapete

conservare, quelle benedizioni prontamente vi abbandoneranno.


Fate quindi attenzione: quando avete la sensazione di aver ricevuto dal Cielo una

rivelazione o una grazia, fate di tutto per conservarla gelosamente.

Purtroppo,

 la maggior parte della gente ricorda soprattutto le circostanze che l'hanno fatta

soffrire; non le dimentica, ne parla con tutti e continua a rinvangare su quei fatti.

Questo è un'atteggiamento molto pericoloso, perchè non ci si deve soffermare col

pensiero sui fatti negativi.

Una volta per tutte, si deve decidere di chiudere

definitivamente col passato.

 Rinvangando continuamente situazioni o fatti spiacevoli ci si procura molto danno.


Volete conoscere un metodo da applicare subito?


Consiste nel prendere l'abitudine di ringraziare.


Si, ringraziare a ogni istante, ed esprimere gratitudine per tutto quello che vi

succede: in mezzo alle difficoltà, alle preoccupazioni, alle sofferenze, ringraziate,

 ringraziate sempre.


In questo modo neutralizzate i veleni che si producono in voi a causa di stati d'animo

negativi, poichè nulla può resistere alla riconoscenza.

Ringraziate per quello che avete, ma anche per quello che non avete,

per quello che vi rallegra

 e

 per quello che vi fa' soffrire.

In tal modo alimenterete in voi la fiamma

della vita,

mettete l'accente sulla vita, la vostra vita e se questo non vi sembra molto

importante è perchè non vi rendete conto che state sacrificando la vostra esistenza a

una serie di cose molto meno importanti della vita vita stessa.

Infatti, continuate a rivolgere la vostra attenzione a oggetti, avvenimenti e

preoccupazioni al di fuori di voi e, intanto, lasciate che in voi la vita si impoverisca.

LASCIATE CHE DAL PROFONDO DEL VOSTRO CUORE

SALGA LA GRATITUDINE

PER LA VITA.

 
 
 

CROCICCHI DI PAURA

Post n°257 pubblicato il 08 Maggio 2011 da Kether61
 

Non dovrei essere triste


Non oggi


sera della prima pioggia d'inverno


rattristarmi

Almeno


dovrei capire dove si é spezzato il filo


l'uccello addormentato


quale diga si é lasciata penetrare dalle lacrime.

È vero che dormo sola


È vero che odio le notti solitarie


l'abbraccio vuoto dei ricordi fra le lenzuola


ma tu non sei andato via per sempre.

Al contrario


di lontano la tua voce non ha paura di nominare l'amore


sillabarlo in tutti i suoi suoni


Ormai abbiamo accettato di vivere le tempeste uniti


nella piccola arca del diluvio


tu con i tuoi animali


io con i miei


e questa assenza è solo una deviazione


un elemento del viaggio


non la totale privazione del deserto


né la gelida sensazione di solitudine

Forse per questo nel rimpianto c'è qualcosa di più:


Un senso di spreco


E tuttavia il tempo è frutto maturo fra le mie mani


E le mie giornate si riempiono di tessuti di tutti i colori


E vivo uno spazio di tempo pieno di me


che ha qualcosa di te

Forse gli ormoni cospirano


le fasi della luna


il succedersi delle stagioni


la nostalgia della pelle


è più forte dei ragionamenti


o forse non mi concedo il permesso la licenza della felicità


ora quando la tavola è imbandita


e l'attesa di te non è altro che una questione di orogi


che le ore passino cedano la loro rigidità


fino al punto di confluenza nell'abbraccio

Per questo


più che dirti che ho nostalgia di te


nonostante ne abbia


formo parole simili a piccolissimi gatti lamentosi


che miagolano alla notte


al lato oscuro del mio sangue che non capisco


al grembo di mia madre di cui forse ho nostalgia


da sempre


e penso che domani soffierò sulle brume


luciderò il sole

Non avrò paura


Non temerò i percorsi solitari


o il risvegliarmi senza una casa


Spaventerò le nubi di fantasmi


i presenti di morte


ACCETTERO' DI ESSERE FELICE

MOLTO FELICE

PERDERO' QUEL TIMORE PROFONDO

DELLA FELICITA'.

~*~

 
 
 
Successivi »
 

 

who's _nline

 

HO SOLO BISOGNO

 DI UN ABITO DI LUCE

 CHE AVVOLGA

 IL MIO CUORE.

 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: Kether61
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
Età: 111
Prov: EE
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 64
 

FACEBOOK

 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

 

LUCI

 

 

 

 

ULTIME VISITE AL BLOG

ermegliodgl11oranginellatigeragcile54mivuoimantenereantoniotempo_2009Kether61melissa.mTassediefjeclaubrunoantoniotempoclotilde.garganostippardoamanteavtonixyzO