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PER NON DIMENTICARE I MARTIRI DELLE FOIBE

 

PRO MEMORIA PER CHI HA ANCORA DUBBI

NAZI-FASCISMO

Al potere negli anni 20-30 del XX secolo. Regimi caduti nel 1944/45, in Spagna nel 1977.  Morti causati in operazioni NON belliche: da 6 ad 8 milioni Regimi al potere ad oggi: NESSUNO

Democrazie attuali con governi partecipati:  NESSUNA

COMUNISMO

Al potere in Russia dal 1917 e nell’Est Europa dagli anni 44/45. Regimi caduti: in Russia e nell’Est Europa nel 1989, altrove sopravvissuti. Morti causati in operazioni NON belliche Milioni 20 in URSS, 65 in Cina, 2 Corea Nord, 2 Cambogia, 1 Est Europa= totale 90. Regimi ancora al potere OGGI: Cina, Cuba, Nord Corea, Vietnam, Laos BIRMANIA

Democrazie attuali con governi partecipati:  Spagna, Venezuela, Brasile.

 

Dati numerici ricavati da “Wikypedia”

E’ più attuale l’antifascismo o l’anticomunismo?

 

LA POLITICA SECONDO TRILUSSA

LA POLITICA

Ner modo de pensà c'è un gran divario:
mi' padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch'er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece so' monarchico, ar contrario
de Ludovico ch'è repubbricano.

Prima de cena liticamo spesso
pe' via de 'sti principî benedetti:
chi vò qua, chi vò là... Pare un congresso !

Famo l'ira de Dio ! Ma appena mamma
ce dice che so' cotti li spaghetti
semo tutti d'accordo ner programma.

(1915)

 

PER NON DIMENTICARE LA BIRMANIA

FREE BURMA

BIRMANIA LIBERA

 

Ronald Reagan dixit.

Comunista è qualcuno che legge Lenin e Marx, anticomunista è qualcuno che li ha capiti.

 

Caratteristiche e regole di questo blog

Questo blog non vuole essere altro che un "contenitore" di idee e pensieri personali dell'autore, ispirati da argomenti di quotidiana realtà politica,sociale, culturale, di costume ed altro. Trattandosi di un blog, sono naturalmente graditi i commenti di chiunque, con l'auspicio di un proficuo od almeno interessante scambio e confronto di idee. Tutti sono i benvenuti, tranne coloro che intendono solo offendere gli altri commentatori e/o l'autore, usando un linguaggio gratuitamente ingiurioso. Sono ammesse anche quelle espressioni magari un pò "forti" e "colorite",che spesso "rendono meglio l'idea", ma sempre a patto che non degenerino nel banale turpiloquio fine a se stesso.
 

 
 
Creato da: madrocs il 03/01/2006
...in etrusco: contenitore, vaso

 

 

Ed anche questa volta...

Post n°141 pubblicato il 30 Marzo 2010 da madrocs
 
Foto di madrocs

Altro giro, altra toppata. I sinistri questa volta avevano tentato di tutto: trappoloni e cavilloni giudiziar-burocratici, intercettazioni ed indagini ad orologeria, liste “patacca”, il meglio del loro repertorio, ma , fortunatamente, non gli è servito a nulla: ancora una volta  sono usciti con le terga rotte dall’agone elettorale. Le regioni più importanti d’Italia sono ora in mano  al vituperato centro-destra.  Non gli rimane che la solita comica finale: puntuale la stucchevole sceneggiata a base di improbabili paragoni, spericolate acrobazie di cifre e balbettanti contorsionismi dialettici da manicomio, rivolti a dimostrare (ma a chi?) che, beh, sì, sotto un certo aspetto, LORO, in fondo, se vogliamo, hanno vinto!
Gli unici a distinguersi, nel fanfaronesco coro di sinistre corbellerie, sono stati Tonino il giustiziere, il quale senza giri di parole ha avuto l’onestà di ammettere “coram populi” che a vincere è stato il Centro Destra, e la Bonino, la quale con estrema dignità e sportività ha dato atto della sua sconfitta nel Lazio.
Gli Italiani, a parte il preoccupante astensionismo, hanno confermato la loro scelta in favore del centro-destra, premiando il governo berlusconi che, quanto meno, con tutti i se ed i ma che si vogliano, ha comunque governato, ha “fatto i fatti”. I parolai della sinistra, anche questa volta sono serviti!
Gli epigoni dei trinariciuti capiranno quest’ennesima lezione e si decideranno a fare opposizione in modo serio e costruttivo?  Francamente, ne dubito.
 Loro sono “antichi”, come il comunismo. La loro “capoccia” è rimasta all’Italietta post-bellica anni ’50 e ’60, quando il  popolo italiano, lungi dall’essere considerato “sovrano”, non era altro (per loro e non solo per loro) che un gregge di pecoroni semianalfabeti pronti ad essere “intortati” con quella paccottiglia ideologica infarcita di infami slogans mutuati dal “paradiso socialista”, ignobile e pernicioso residuato ottocentesco spacciato, ancora oggi, per “progressismo”.Svegliatevi, compagnucci! Quell’Italietta nella quale voi, con altri, avete sguazzato, oramai non c’è più.  Il popolo, non ve ne sarete accorti, negli ultimi anni, è cambiato, si è inesorabilmente evoluto. E’ un popolo, nel bene e nel male, molto meno credulone, più consapevole e, soprattutto, sempre più attento al concreto:  non si fida più delle parole e se ne frega delle ideologie; vuole i fatti e vuole toccarli con mano.

 

 
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UNIONE REGIONI SOCIALISTE SOVIETICHE

Post n°140 pubblicato il 09 Marzo 2010 da madrocs
 
Foto di madrocs

Vecchio e mai smentito adagio: il lupo cambia il pelo ma non il vizio. Vi ricordate come avvenivano le elezioni farsa nella “gloriosa” Unione Sovietica e nei “paesi satelliti”? Partecipava solo  un partito, quello comunista che, invariabilmente, guarda caso, vinceva  a mani basse la (non) competizione, con percentuali di consenso plebiscitarie. Naturalmente per i trinariciuti di ogni razza il fatto che a “correre” nell’agone elettorale ci fosse un solo concorrente era solo un insulso particolare e la “democraticità” del tutto era comunque garantita (da loro, s’intende), indiscutibilmente.
Non trovate che ci sia qualche attinenza con l’odierna vicenda delle liste PDL per le regionali nel Lazio ed in Lombardia? Io ci trovo molto più di una somiglianza. Sono pur sempre LORO!
L’armata trinariciuta, ben conscia della probabile ennesima sconfitta che avrebbe ottenuto dalle urne, constatata la palese inadeguatezza della più volte tentata campagna infangatoria nei riguardi dell’avversario, si è compattata facendo ricorso alla più collaudata ed efficace strategia di comprovato stampo sovietico: eliminare l’avversario “alla fonte”.
Considerate le obiettive difficoltà di eliminarlo fisicamente (non sono più i bei tempi di una volta, quando bastava farlo volare da un balcone o sbatterlo in galera), i nostri “paladini della democrazia”, corroborati da radicali d’accatto e giustizialisti dell’ultima ora, hanno dato fondo alle loro doti migliori: l’indiscussa maestria nel destreggiarsi nel cavillo legale e/o burocratico per utilizzarlo a proprio favore e la collaudata capacità di imbastire abili strategie e trabocchetti, meglio se elettorali. Per avere sufficiente consapevolezza di queste “sinistre” attitudini, basta aver fatto parte almeno una volta, come  è capitato al sottoscritto, di un seggio elettorale ed aver avuto a che fare coi loro rappresentanti  di lista.
Ma tutto questo non sarebbe stato sufficiente se i sinistri non avessero potuto contare su un potente, puntuale e fedele alleato: le toghe, quelle rosse. Eloquente fin dall’inizio l’orientamento del Tribunale di Roma,  scontata  la sorte dei vari ricorsi del PDL alla magistratura ordinaria e amministrativa. Ed ancora manca la Corte Costituzionale..
Lascio ad altri le considerazioni tecnico-giuridiche che, essendo io “del mestiere”, sarei forse pure in grado di esternare in modo più o meno “decente”, perché mi pare che nei casi di specie il diritto conti fino ad un certo punto: la questione è politica al 90%.
Alla fine non si può nemmeno negare che i sinistri abbiano avuto un sostanzioso ed insperato “aiutino” proprio dall’esecrato avversario. Il pressappochismo, la leggerezza, l’ingenuità, la scarsa competenza dei “presentatori di liste” del PDL  hanno fatto la loro parte. Sul punto, meglio calare il solito “velo pietoso” (forse meglio sarebbe un pesante telone di canapa).
Insomma: lupi e volponi  da una parte e dilettanti allo sbaraglio dall’altra. In mezzo: milioni di cittadini privati del diritto ad esprimere il loro voto per chi vogliono: o votano rosso o, nisba!
Non è U.R.S.S. questa?

 

 

 
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Rime baciate

Post n°139 pubblicato il 16 Febbraio 2010 da madrocs
 
Foto di madrocs

Quando Silvio sta al governo

pei sinistri è un vero inferno;

per Bersani e per la Rosy

mal di panza dolorosi,

al Di Pietro ed al Veltroni

son venuti i lucciconi.

 

E fra un po’ si va a votare..

Che si possono inventare?

Fare la rivoluzione?

Preparare un ribaltone?

Tutto questo non funziona,

qui ci vuole un’ideona..

 

Ecco qui l’astuta mossa:

il ricorso a toga rossa!

Collaudata strategia,

la migliore che ci sia!

Qui si deve incriminare

chi si è dato più da fare!

 

E la scelta, non a caso,

va a finir su Bertolaso,

personaggio molto in vista,

con il piglio da fascista,

il destrorso più di rango

da coprire con il fango!

 

La calunnia accusatrice:

una laida meretrice

come prezzo di un vantaggio

massaggiava il personaggio

non per scopo curativo,

ma con fine assai lascivo.

 

I sinistri giornalisti,

Scalfariani e Dipietristi,

gridan tutti, in gran fermento,

un tonante ammonimento:

Bertolaso si dimetta,

e lo faccia pure in fretta!

 

Ma la  gente benpensante,

dopo averne viste tante,

di cotanta montatura

men che meno se ne cura:

questa foga forcaiola

non è altro che una sola.*

 

La sinistra non ci incanta,

se la suona e se la canta:

la smettesse co’ ‘st’andazzo

e pensasse al suo Marrazzo

e se fosse un po’ pochino,

ripensasse a Bassolino.

 

in romanesco “sola” sta per imbroglio, fregatura, bufala)

 

 

 

 

 
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RICORDIAMO ANCHE LORO

Post n°138 pubblicato il 25 Aprile 2009 da madrocs
 

Fucilazione Verona

Oggi si festeggia la Liberazione del 25 aprile 1944. Non voglio entrare nelle polemiche che in questi giorni hanno agitato le acque, innescate dai soliti comunardi che della resistenza hanno sempre voluto fare loro monopolio esclusivo, tralasciando un “piccolo” particolare: per gli altri “resistenti” si trattava di abbattere una dittatura, per loro si trattava di abbatterne una per instaurarne un’altra, ben peggiore. Gli antifascisti rossovestiti volevano semplicemente sostituire al Duce il Piccolo Padre, o baffone che fosse. Dalla padella nella brace. Questo il senso della loro “Liberazione”.

Ma qui, mentre si ricordano i martiri di quegli anni, vorrei ricordare un pugno di martiri che vengono sempre dimenticati, ma che secondo me vanno considerati i primi, veri “resistenti”, gli iniziatori della vera  liberazione. Vengono dimenticati dalla destra, perché considerati “traditori” e vengono dimenticati dalla sinistra, perché considerati fascisti.

I loro nomi sono : Galeazzo Ciano, Emilio De Bono, Carlo Pareschi, Giovanni Marinelli e Luciano Gottardi: le vittime sacrificali del cosidetto “processo di Verona” , il processo farsa che costituisce una delle pagine più nere della storia del fascismo. Come molti sanno, furono condannati a morte e fucilati, di spalle come i traditori, l’11 gennaio del 1944.

La storia è quella che risale al 25 luglio 1943, allo storico “Ordine del giorno Grandi” che aveva esautorato Mussolini, costringendolo alle dimissioni.  Questo ordine del giorno mirava in sostanza a ridimensionare lo strapotere di Mussolini, far riassumere al Re il comando delle forze armate, reintegrare i poteri degli altri organi costituzionali. In realtà, Dino Grandi, Galeazzo Ciano e i cosiddetti “congiurati” (molti dei quali poi sfuggiti alla condanna capitale, come lo stesso Grandi, Cianetti, De Marsico ed altri) avevano ben compreso che la sciagurata alleanza di Mussolini con Hitler aveva portato l’Italia al disastro e che il solo modo di salvare il paese era quello di uscire fuori da questa alleanza, di sottrarre il paese al controllo del Duce, che ormai aveva “perso la testa” e di ristabilire le regole democratiche. Esattamente ciò che venne fatto da altri nei mesi successivi, a prezzo di tanto sangue. L’operazione, come tutti sanno, fallì: Mussolini fu reintegrato con l’appoggio dei tedeschi, nacque poi la R.S.I.. Naturalmente i tedeschi pretesero la testa ed imposero quelle ingiuste condanne a morte e Mussolini, ormai ostaggio dei tedeschi, non ebbe la forza di salvare la vita nemmeno al genero Galeazzo (da sempre inviso ai nazisti).  Condanne costituenti un vero e proprio aborto giuridico, perché la procedura svoltasi davanti al Gran Consiglio nel luglio ’43 era stata perfettamente legale . Altro che congiura! Mussolini era stato persino preventivamente ed ufficialmente informato di quell’Ordine del Giorno!

Ed il popolo? Niente, assistette totalmente passivo a questi fatti, nella semplicistica ed errata convizione che si trattasse solo di “beghe” tra gerarchi fascisti.

Invece quei fatti furono la prima autentica “resistenza”, pagata col sangue di cinque innocenti.

Non voglio negare tutto il resto, certamente, ma almeno RICORDIAMO ANCHE LORO!

 
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ORGOGLIO, FATTI E PAROLE

Post n°137 pubblicato il 21 Aprile 2009 da madrocs
 

L'Aquila Piazza Duomo

Solo adesso, a mente fredda, mi riesce di scrivere anch’io qualcosa sul terremoto in Abruzzo. In queste ultime due settimane non ero nello spirito adatto, perché la vicenda mi ha toccato anche direttamente, dato che ho una moglie aquilana, parenti ed anche una casa in quel territorio che amo tantissimo e frequento da vari decenni. Sono rimasto coinvolto moralmente e materialmente ma, per fortuna,  sono stato solo sfiorato dalla tragedia: a me ad ai miei cari è andata bene, mentre di alcuni amici e conoscenti purtroppo non posso dire altrettanto. Nella nube di profondo dispiacere e di angoscia che da quella tragica notte ha oscurato  il mio animo,  si è aperto’finalmente uno squarcio rappresentato da un sentimento diverso, finalmente positivo:  un crescente sentimento di orgoglio.

Sono orgoglioso della gente d’Abruzzo per la dimostrazione di forza, compostezza, serietà e grande dignità che ha offerto a tutto il mondo in questa occasione, anche se queste sue doti le conoscevo già molto bene, avendo avuto già modo di apprezzarle in tante occasioni.

Sono orgoglioso del popolo italiano che, con i fatti, ha dimostrato un grande spirito di unità, partecipazione altruistica e concreta solidarietà come forse molti, me compreso, non si aspettavano.

Sono orgoglioso anche dello Stato italiano (era ora!). Protezione civile, forze dell’ordine, militari e volontari, tempestivi, ben attrezzati e ben coordinati sul campo; il capo ed i membri del governo attivi da subito nei settori loro competenza. Un governo che sta facendo il suo dovere ed un premier che ci mette anche la faccia, si impegna direttamente, partecipa al dramma della gente e, soprattutto, alle parole fa seguire i fatti. A mia memoria (ho 57 anni..), in varie precedenti analoghe contingenze, non avevo mai visto niente di simile.

Le uniche note negative, oltre che dagli sciacalli, da chi me le potevo aspettare puntuali? Domanda retorica: ma dai soliti trinariciuti, ovviamente! Franceschino-ino-ino, pur  non avendo trovato la faccia,  anche per evitare prevedibili salve di pernacchi, di vomitare nuove accuse al governo berlusconi, non si è risparmiato la livorosa battutina sulle “passerelle”. Battuta, come al solito, infelice, perché tutti hanno visto che la passerella, invece, l’ha fatta proprio lui, che è andato a visitare le zone terremotate  al “nobile” scopo di rammentare agli abruzzesi di stare tranquilli, perché lì adesso c’era  il PD a “controllare” l’operato del governo. A tale notizia, possiamo tutti immaginare il grande sollievo di ogni  terremotato! Un contributo veramente fattivo, determinante! Per il resto, preferisco non  soffermarmi più di tanto, per miei personali motivi gastrici, su soggetti come Santoro, Vauro, il TG1 e qualche altro, le cui performances, nella circostanza, hanno avuto ben poco da invidiare a quelle dei  canidi che ho nominato poc’anzi. Con l’aggravante che, mentre i canidi non li stipendiamo noi…..

 

 
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UNA DATA DA RICORDARE

 

24  gennaio 2008

Una data da non dimenticare. Finalmente cade il peggior governo che l'Italia abbia mai avuto nella sua storia dai tempi di Caligola. Il Centro-Sinistra di Prodi, totalmente asservito ai Comunisti, in quasi due anni ha fatto più danni delle orde barbariche di storica memoria.  Qualsiasi cosa verrà dopo, non potrà che essere migliore.
Auguri, Italia!


 

 

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L'assemblea parlamentare del
Consiglio d'Europa
ha approvato
il 25 gennaio 2006,
con 99 voti a favore e 42 contrari,
una risoluzione presentata dal
deputato svedese Goran Lindblad
a
nome del PPE, che condanna
 i "crimini del comunismo" equiparando
il comunismo stesso al nazismo.
Anzi, considerando che nel rapporto
che accompagnava la proposta
di risoluzione, intitolata "Necessità di
una condanna internazionale dei
crimini del comunismo", si accredita
la cifra di quasi cento milioni di morti
 causati direttamente o
indirettamente dal comunismo,
quest'ultimo risulterebbe addirittura,
almeno come numero di vittime,
 di gran lunga peggiore del nazismo.
 

 

PALEONTOLOGIA

avanti popolo,
alla riscossa,
bandiera rossa.
bandiera rossa..

 
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COMUNISMO

Solo in due posti il comunismo funziona: in cielo, dove non ne hanno bisogno ed all'inferno, dove già ce l'hanno .  

                                                  Ronald Reagan 

Per noi in Russia, il comunismo è un cane morto mentre, per molte persone in occidente, è ancora un leone vivente. 
                                                                                                   Aleksandr Solzenitsyn

Il comunismo non è mai andato al potere in un paese che non fosse smembrato dalla guerra o dalla corruzione, o da entrambe.
                                                                                                 John Fitzgerald Kennedy

I comunisti amano così tanto i poveri da volerne creare altri 

                                                                          Anonimo