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PER NON DIMENTICARE I MARTIRI DELLE FOIBE

 

PRO MEMORIA PER CHI HA ANCORA DUBBI

NAZI-FASCISMO

Al potere negli anni 20-30 del XX secolo. Regimi caduti nel 1944/45, in Spagna nel 1977.  Morti causati in operazioni NON belliche: da 6 ad 8 milioni Regimi al potere ad oggi: NESSUNO

Democrazie attuali con governi partecipati:  NESSUNA

COMUNISMO

Al potere in Russia dal 1917 e nell’Est Europa dagli anni 44/45. Regimi caduti: in Russia e nell’Est Europa nel 1989, altrove sopravvissuti. Morti causati in operazioni NON belliche Milioni 20 in URSS, 65 in Cina, 2 Corea Nord, 2 Cambogia, 1 Est Europa= totale 90. Regimi ancora al potere OGGI: Cina, Cuba, Nord Corea, Vietnam, Laos BIRMANIA

Democrazie attuali con governi partecipati:  Spagna, Venezuela, Brasile.

 

Dati numerici ricavati da “Wikypedia”

E’ più attuale l’antifascismo o l’anticomunismo?

 

LA POLITICA SECONDO TRILUSSA

LA POLITICA

Ner modo de pensà c'è un gran divario:
mi' padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch'er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece so' monarchico, ar contrario
de Ludovico ch'è repubbricano.

Prima de cena liticamo spesso
pe' via de 'sti principî benedetti:
chi vò qua, chi vò là... Pare un congresso !

Famo l'ira de Dio ! Ma appena mamma
ce dice che so' cotti li spaghetti
semo tutti d'accordo ner programma.

(1915)

 

PER NON DIMENTICARE LA BIRMANIA

FREE BURMA

BIRMANIA LIBERA

 

Ronald Reagan dixit.

Comunista è qualcuno che legge Lenin e Marx, anticomunista è qualcuno che li ha capiti.

 

Caratteristiche e regole di questo blog

Questo blog non vuole essere altro che un "contenitore" di idee e pensieri personali dell'autore, ispirati da argomenti di quotidiana realtà politica,sociale, culturale, di costume ed altro. Trattandosi di un blog, sono naturalmente graditi i commenti di chiunque, con l'auspicio di un proficuo od almeno interessante scambio e confronto di idee. Tutti sono i benvenuti, tranne coloro che intendono solo offendere gli altri commentatori e/o l'autore, usando un linguaggio gratuitamente ingiurioso. Sono ammesse anche quelle espressioni magari un pò "forti" e "colorite",che spesso "rendono meglio l'idea", ma sempre a patto che non degenerino nel banale turpiloquio fine a se stesso.
 

 
 
Creato da: madrocs il 03/01/2006
...in etrusco: contenitore, vaso

 

 

Tassator colpisce ancora

Post n°156 pubblicato il 05 Maggio 2012 da madrocs
 
Foto di madrocs

Non c'è pace per niente e nessuno. La moderna tecnologia ha da qualche anno offerto un nuovo mezzo a buon mercato per comunicare attraverso i cellulari: l'SMS. Attraverso questi messaggini anche i meno abbienti, ragazzi ecc., possono comunicare efficacemente in tempo reale con il loro prossimo senza spendere troppo denaro. Oggi si fa un grande uso ed abuso di SMS ed indubbiamente ciò rappresenta un grande business per i gestori telefonici, un giro di diversi milioni di euro. Vi pare che questo poteva sfuggire ai vampiri al governo? Certamente no! hanno subito appioppato un balzello di 2 eurocent su ogni SMS e così pure il tredicenne Pierino, quando manderà alla sua fidanzatina il fatidico SMS con il "TVB", pagherà coi soldi della sua paghetta 2 centesimi al prof. Vampiro. E non dite che 2 cent sono pochi: pensate a Pierino e moltiplicateli per milioni di messaggini!

A nome di tutti i Pierini d'Italia: ci avete rotto i c..ni!!!

 
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CHI SARA' IL SOMARO DI TURNO?

Post n°155 pubblicato il 28 Aprile 2012 da madrocs
 

presidenteL' ELEZZIONE DER PRESIDENTE

 

Un giorno tutti quanti l'animali Sottomessi ar lavoro decisero d'elegge 'un Presidente che je guardasse l'interessi loro.
C'era la Società de li Majali, la Società der Toro, er Circolo der Basto e de la Soma, la Lega indipendente fra li Somari residenti a Roma;
c'era la Fratellanza de li Gatti Soriani, de li Cani, de li Cavalli senza vetturini, La Lega fra le Vacche, Bovi e affini...
Tutti pijorno parte a l'adunanza. Un somarello, che pe' l'ambizzione de fasse elegge' s'era messo addosso la pelle d'un leone, disse: - Bestie elettore, io so' commosso: La civirtà, la libertà, er progresso...
Ecco er vero programma che ciò io, ch'è l'istesso der popolo! Per cui voterete compatti er nome mio... Defatti venne eletto proprio lui.
Er Somaro contento, fece un rajo, e allora solo er popolo bestione s'accorse de lo sbajo. D'avè' pijato un ciuccio p'un leone!
Miffarolo!... Imbrojone!... Buvattaro!... - Ho pijato possesso, disse allora er Somaro - E nu' la pianto nemmanco si morite d'accidente;
peggio pe' voi che me ciavete messo! Silenzio! E rispettate er Presidente!

TRILUSSA - 1930

 
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FACCE DA CULO

Post n°154 pubblicato il 27 Aprile 2012 da madrocs
 

Faccia da culo

Anzitutto chiedo scusa per la volgarità del titolo, ma non ce la faccio più a tenermi. Di recente, sull'argomento che mi accingo ad affrontare, ho pubblicato un post intitolato "Spudorati". Mi sono pentito di questo titolo, perchè alla luce dei fatti appare del tutto inadeguato, eufemistico. Avevo sempre cercato di evitare di ricorrere ad una terminologia volgare e scurrile, perchè non è nel mio stile e qualche lettore avrebbe potuto sentirsene infastidito. Ma tutto ha un limite, anche la buona creanza. Ed i nostri politici, che già anche di recente hanno continuato a superare il limite della decenza (vedi nuove auto blu, per esempio), oggi arrivano a superare anche se stessi. Da poche ore si è appreso dalla trasmissione radio FOCUS ECONOMIA della redazione RADIO 24 del Sole 24 ORE condotta da Sebastiano Barisoni, "che ieri in Parlamento i nostri "bravi" parlamentari (TUTTI) hanno approvato un emendamento, (TENUTO BEN NASCOSTO TRA ALTRE LEGGI IN APPROVAZIONE) sulla cosiddetta "Legge mancia", portando da € 50.000.000,00 a €150.000.000,00 il benefit relativo alla parte dell'indennità spettante ad ogni singolo parlamentare eletto nel proprio territorio di competenza." La notizia non abbisogna di commenti ulteriori, ma inevitabilmente mi richiama alla mente quel trombone che, celebrando i fasti resistenziali, ci ha perentoriamente invitato ad "AVERE FIDUCIA NEI PARTITI" , tuonando contro la cosiddetta "antipolitica". Se antipolitica vuol dire ribellarsi a queste schifezze, avere le scatole piene di questi spudorati soprusi allora sono anch'io qui a gridare " EVVIVA L'ANTIPOLITICA!!!" A questo punto, vinta ogni remora perbenista, voglio dare al mio post il titolo che si merita(no): FACCE DA CULO! All'INDECENZA rispondo con la stessa moneta. 

 
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FESTEGGIAMENTI E RICORDI

Post n°153 pubblicato il 25 Aprile 2012 da madrocs
 

PARTIGIANI

Il 25 aprile si festeggia, ma questa sarebbe una data da dedicare non solo alla festa, ma anche al ricordo. Chi ricorda, al di là della retorica patriottarda, gli efferati assassinii di innocenti perpetrati dai partigiani comunisti fra il 1944 ed il 1947?In questo periodo solo in Emilia, nel cosiddetto "triangolo della morte" si calcola in 12-15.000 il numero dei civili assassinati da costoro. Ma vorrei entrare nel dettaglio: ai festeggiamenti partecipano tutti gli anni, con spiccato fervore, i cosiddetti "catto-comunisti" o "clerico marxisti", tra i quali molti, conosciuti o meno, "uomini di fede", sacerdoti. Non ho mai avuto particolari simpatie od attenzioni né per i preti e tanto meno per i comunisti, però quest'anno, in occasione della ricorrenza anzidetta, vorrei fare un'eccezione ed invitarli, se lo volessero, tra un festeggiamento e l'altro, a rivolgere almeno un pensiero, un ricordo a questi altri 90 SACERDOTI: ecco l'elenco, lungo e dettagliato, ma doveroso:
Don GIUSEPPE AMATEIS, parroco di Coassolo (Torino), ucciso a colpi d'ascia dai partigiani comunisti il 15 marzo 1944, perché aveva deplorato gli eccessi dei guerriglieri rossi. Don GENNARO AMATO, parroco di Locri (Reggio Calabria), ucciso nell'ottobre '43 dai capi della "repubblica rossa" di Caulonia. Don ERNESTO BANDELI, parroco di Bria, ucciso da partigiani slavi a Bria il 30 aprile 1945. Don VITTORIO BAREL, economo del Seminario di Vittorio Veneto, ucciso il 26 ottobre 1944 da partigiani comunisti. Don STANISLAO BARTHUS, della Congregazione di Cristo Re (Imperia), ucciso il 17 agosto 1944 perché in una predica aveva deplorato le "violenze indiscriminate dei partigiani". Don DUILIO BASTREGHI, parroco di Cigliano e Capannone Pienza, ucciso la notte del 3 luglio 1944 da partigiani comunisti che lo avevano chiamato con un pretesto. Don CARLO BEGHE', parroco di Novegigola (Apuania), sottoposto il 2 marzo 1945 a finta fucilazione che gli produsse una ferita mortale. Don FRANCESCO BONIFACIO, curato di Villa Gardossi (Trieste), catturato da miliziani comunisti iugoslavi l'11 settembre 1946 e gettato in una foiba rimasta sconosciuta. Don LUIGI BORDET, parroco di Hóne (Aosta), ucciso il 5 marzo 1946 perché aveva messo in guardia i suoi parrocchiani dalle insidie comuniste. Don SPERINDIO BOLOGNESI, parroco di Nismozza (Reggio Emilia), ucciso da partigiani comunisti il 25 ottobre 1944. Don CORRADO BORTOLINI, parroco di Santa Maria in Duno (Bologna), prelevato da partigiani il 1° marzo 1945 e fatto sparire. Don RAFFAELE BORTOLINI, canonico della Pieve di Cento, ucciso da partigiani la sera del 20 giugno 1945. Don LUIGI BOVO, parroco di Bertipaglia (Padova), ucciso il 25 settembre 1944 da un partigiano comunista. Don MIROSLAVO BULLESCHI, parroco di Monpaderno (Diocesi di Parenzo e Pola), ucciso il 23 agosto 1947 da comunisti jugoslavi. Don TULLIO CALCAGNO, direttore di Crociata Italica, fucilato dai partigiani comunisti a Milano il 29 aprile 1945. Don SEBASTIANO CAVIGLIA, cappellano della GNR, ucciso il 27 aprile 1945 ad Asti. Don CRISOSTOMO CERAGIOLO, o.f. m., cappellano militare decorato al v.m., prelevato il 19 maggio 1944 da partigiani comunisti nel Convento di Montefollonico e trovato cadavere in una buca con le mani legate dietro la schiena. Don ALDEMIRO CORSI, parroco di Grassano (Reggio E.), ucciso da partigiani comunisti la notte del 22 ottobre 1944 nella sua canonica. Don FERRUCCIO CRECCHI, parroco di Levigliani (Lucca), fucilato all'arrivo delle truppe di colore nella zona su false accuse dei comunisti del luogo. Don ANTONIO CURCIO, cappellano dell'11" Btg. Bersaglieri, ucciso il 7 agosto 1941 a Dugaresa da comunisti croati. Don SIGISMONDO DAMIANI, o.f.m., ex cappellano militare, ucciso da comunisti slavi a San Genesio di Macerata l'11 marzo 1944. Don TEOBALDO DAPPORTO, arciprete di Castel Ferrarese (diocesi di Limola), ucciso da un comunista nel settembre 1945. Don EDMONDO DE AMICIS, cappellano, pluridecorato della prima guerra mondiale, ucciso il 26 aprile 1945 da partigiani comunisti. Don AURELIO DIAZ, cappellano della Sez. Sanità della Divisione "Ferrara", fucilato nelle carceri di Belgrado nel gennaio del '45 da partigiani "titini". Don ADOLFO DOLFI, canonico della Cattedrale di Volterra, sottoposto il 28 maggio 1945 a torture che lo portarono alla morte l'8 ottobre successivo. Don ENRICO DONATI, arciprete di Lorenzatico (Bologna), massacrato il 23 maggio 1945 sulla strada di Zenerigolo. Don GIUSEPPE DORFMANN, fucilato nel bosco di Posina (Vicenza) il 27 aprile 1945. Don VINCENZO D'OVIDIO, parroco di Poggio Umbricchio (Teramo), ucciso nel maggio '44 sotto accusa di filo-fascismo. Don GIOVANNI ERRANI, cappellano militare della GNR, decorato al v.m., condannato a morte dal CLN di Forlì, salvato dagli americani e deceduto in seguito, a causa delle torture subite. Don COLOMBO FASCE, parroco di Cesino (Genova), ucciso nel maggio del 1945 da partigiani comunisti. Don GIOVANNI FAUSTI, Superiore generale dei Gesuiti in Albania, fucilato il 5 marzo 1946 perché italiano. Con lui furono trucidati ALTRI sacerdoti dei quali non si è mai potuto conoscere il nome. Don FERNANDO FERRAROTTI, o.f.m., cappellano militare reduce dalla Russia, ucciso nel giugno 1944 a Champorcher (Aosta) da partigiani comunisti. Don GREGORIO FERRETTI, parroco di Collevecchio (Teramo), ucciso da partigiani slavi ed italiani nel maggio 1944. Don GIOVANNI FERRUZZI, arciprete di Campanile (Imola), ucciso da partigiani il 3 aprile 1945. Don ACHILLE FILIPPI, parroco di Maiola (Bologna), ucciso la sera del 25 luglio 1945 perché accusato di simpatie fasciste. Don GIUSEPPE GABANA, della diocesi di Brescia, cappellano della VI Legione della Guardia di Finanza, ucciso il 3 marzo 1944 da un partigiano comunista. Don SANTE FONTANA, parroco di Cornano (Pontremoli), ucciso dai partigiani il 16 gennaio 1945. Don GIUSEPPE GALASSI, arciprete di S. Lorenzo in Selva (Imola), ucciso il 1° maggio 1945 perché sospetto di filo-fascismo. Don TISO GALLETTI, parroco di Spazzate Sassatelli (Imola), ucciso il 9 maggio 1945 perché aveva criticato il comunismo. Don DOMENICO GIANNI, cappellano militare in Jugoslavia, prelevato la sera del 21 aprile 1945 e soppresso dopo tre giorni. Don GIOVANNI GUICCIARDI, parroco di Mocogno (Modena), ucciso il 10 giugno 1945 dopo sevizie inflittegli nella sua canonica. Don VIRGINIO ICARDI, parroco di Squaneto (Acqui), ucciso il 4 luglio 1944 a Preto da partigiani comunisti. Don LUIGI ILARIUCCI, parroco di Garfagnolo (Reggio Emilia), ucciso il 19 agosto 1944 da partigiani comunisti. Don GIUSEPPE JEMMI, cappellano di Felina (Reggio Emilia), ucciso il 19 aprile 1945 perché aveva deplorato gli "eccessi inumani di quanti disonoravano il movimento partigiano". Don SERAFINO LAVEZZARI, seminarista di Robbio (Piacenza), ucciso il 25 febbraio 1945 dai partigiani insieme alla mamma e a due fratelli. Don LUIGI LENZINI, parroco di Crocette (Modena), ucciso da partigiani rossi la notte del 21 luglio 1945. Don GIUSEPPE LORENZELLI, priore di Corvarola di Bagnone (Pontremoli), ucciso da partigiani il 27 febbraio 1945 dopo essere stato obbligato a scavarsi la fossa. Don LUIGI MANFREDI, parroco di Budrio (Reggio Emilia), ucciso il 14 dicembre 1944 perché aveva deplorato gli "eccessi partigiani". Don DANTE MATTIOLI, parroco di Coruzzo (Reggio Emilia), prelevato la notte del 1° aprile 1945 e scomparso per sempre. Don FERNANDO MERLI, mansionario della Cattedrale di Foligno, ucciso il 21 febbraio 1944 presso Assisi da jugoslavi istigati dai comunisti. Don ANGELO MERLINI, parroco di Fiamenga (Foligno), ucciso il medesimo giorno dagli stessi, presso Foligno. Don ARMANDO MESSURI, cappellano delle Suore della S. Famiglia in Marino, ferito a morte da partigiani comunisti e deceduto il 18 giugno 1944. Don GIACOMO MORO, cappellano militare in Jugoslavia, fucilato dai comunisti "titini" a Micca di Montenegro. Don ADOLFO NANNINI, parroco di Cercina (Firenze), ucciso il 30 maggio 1944 da partigiani comunisti. Don SIMONE NARDIN, dei Benedettini Olivetani, tenente cappellano dell'Ospedale Militare "Belvedere" in Abbazia di Fiume prelevato da partigiani jugoslavi nell'aprile 1945 e fatto morire tra sevizie orrende. Don LUIGI OBID, economo di Podsabotino e San Mauro (Gorizia), prelevato da partigiani e ucciso a San Mauro il 15 gennaio 1945. Don ANTONIO PADOAN, parroco di Castel Vittorio (Imperia), ucciso da partigiani l'8 maggio 1944 con un colpo di pistola in bocca ed uno al cuore. Don ATTILIO PAVESE, parroco di Alpe Gorreto (Tortona), ucciso il 6 dicembre 1944 da partigiani dei quali era cappellano, perché confortava alcuni prigionieri tedeschi condannati a morte. Don FRANCESCO PELLIZZARI, parroco di Tagliolo (Acqui), chiamato nella notte del 10 maggio 1945 e fatto sparire per sempre. Don POMPEO PERAI, parroco dei SS. Pietro e Paolo di Città della Pieve, ucciso per rappresaglia partigiana il 16 giugno 1944. Don ENRICO PERCIVALLE, parroco di Varriana (Tortona), prelevato da partigiani e ucciso a colpi di pugnale il 14 febbraio 1944. Don VITTORIO PERKAN, parroco di Elsane (Fiume), ucciso il 9 maggio 1945 da partigiani mentre celebrava un funerale. Don ALADINO PETRI, pievano di Caprona (Pisa), ucciso il 27 giugno 1944 perché ritenuto filo-fascista. Don NAZARENO PETTINELLI, parroco di Santa Lucia di Ostra di Senigallia, fucilato per rappresaglia partigiana l'il luglio 1944. Don UMBERTO PESSINA, parroco di San Martino di Correggio, ucciso il 18 giugno 1946 da partigiani comunisti. Seminarista GIUSEPPE PIERAMI, studente di teologia della diocesi di Apuania, ucciso il 2 novembre 1944 sulla Linea Gotica da partigiani comunisti. Don LADISLAO PISACANE, vicario di Circhina (Gorizia), ucciso da partigiani slavi il 5 febbraio 1945 con altre dodici persone. Don ANTONIO PISK, curato di Canale d'Isonzo (Gorizia), prelevato da partigiani slavi il 28 ottobre 1944 e fatto sparire per sempre. Don NICOLA POLIDORI, della diocesi di Nocera e Gualdo, fucilato il 9 giugno 1944 a Sefro da partigiani comunisti. Don GIUSEPPE PRECI, parroco di Montaldo (Modena), ucciso il 24 maggio 1945 dopo che era stato chiamato ad assistere un morente. Don GIUSEPPE RASORI, parroco di San Martino in Casola (Bologna), ucciso la notte sul 2 luglio 1945 nella sua canonica sotto accusa di simpatie fasciste. Don ALFONSO REGGIANI, parroco di Amola di Piano (Bologna), ucciso da marxisti la sera del 5 dicembre 1945. Seminarista ROLANDO RIVI, di Reggio Emilia, di sedici anni, ucciso il 10 aprile 1945 da partigiani comunisti solo perchè indossava la tonaca. Don GIUSEPPE ROCCO, parroco a Santa Maria, diocesi di S. Sepolcro, ucciso da slavi il 4 maggio 1945. Don ANGELICO ROMITI, o.f.m., cappellano degli allievi ufficiali della Scuola di Fontanellato, decorato al v.m., ucciso la sera del 7 maggio 1945 da partigiani comunisti. Don LEANDRO SANGIORGI, salesiano, cappellano militare decorato al v.m., fucilato a Sordevolo Biellese il 30 aprile 1945. Don ALESSANDRO SANGUANINI, della Congregazione della Missione, fucilato a Ranziano (Gorizia) il 12 ottobre 1944 da partigiani slavi per i suoi sentimenti di italianità. Don LODOVICO SLUGA, vicario di Circhina (Gorizia), ucciso insieme al confratello don Pisacane il 5 febbraio 1944. Don LUIGI SOLARO, di Torino, ucciso il 4 aprile 1945 perché congiunto del Federale di Torino Giuseppe Solaro, anch'egli soppresso. Don EMILIO SPINELLI, parroco di Campogialli (Arezzo), fucilato il 6 maggio 1944 dai partigiani sotto accusa di filo-fascismo. Don EUGENIO SQUIZZATO, o.f.m., cappellano partigiano, ucciso dai suoi il 16 aprile 1944 fra Corio e Lanzo Torinese perché, impressionato dalle crudeltà che essi commettevano, voleva abbandonare la formazione. Don ERNESTO TALE', parroco di Castelluccio Formiche (Modena), ucciso insieme alla sorella l'11 dicembre 1944 perché sospettato di filo-fascismo. Don GIUSEPPE TAROZZI, parroco di Riolo (Bologna), prelevato la notte sul 26 maggio 1945 e fatto sparire. Don ANGELO TATICCHIO, parroco di Villa di Rovigno (Pola), ucciso da partigiani iugoslavi nell'ottobre 1943 perché "aiutava troppo gli italiani". Don CARLO TERENZIANI, prevosto di Ventoso (Reggio Emilia), fucilato la sera del 29 aprile 1945 perché ex cappellano della Milizia. Don ALBERTO TERILLI, arciprete di Esperia (Frosinone), morto in seguito a sevizie inflittegli dai marocchini eccitati da partigiani nel maggio 1944. Don ANDREA TESTA, parroco di Diano Borrello (Savona), ucciso il 16 luglio 1944 da una banda partigiana perché osteggiava il comunismo. Mons. EUGENIO CORRADINO TORRICELLA, della Diocesi di Bergamo, ucciso il 7 gennaio '44 ad Agen (Francia) da partigiani comunisti per i suoi sentimenti d'italianità. Don RODOLFO TRCEK, diacono della Diocesi di Gorizia, ucciso il 1° settembre 1944 a Montenero d'Idria da partigiani comunisti. Don FRANCESCO VENTURELLI, parroco di Fossoli (Modena), ucciso il 15 gennaio 1946 perché inviso ai partigiani. Don GILDO VIAN, parroco di Bastia (Perugia), ucciso da partigiani comunisti il 14 luglio 1944. Don GIUSEPPE VIOLI, parroco di Santa Lucia di Madesano (Parma), ucciso il 31 novembre 1945 da partigiani comunisti. Don ANTONIO ZOLI, parroco di Morra del Villar (Cuneo), ucciso da partigiani comunisti perché durante la predica del Corpus Domini del 1944 aveva deplorato l'odio tra fratelli.

 
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SPUDORATI !!!

Post n°152 pubblicato il 21 Aprile 2012 da madrocs
 

I nostri governanti

Ultimissime: zitti zitti, cacchi cacchi, ci hanno mollato l'ennesima stangata! E che stangata! Alla camera, all'ultimo istante, hanno reintrodotto la famigerata "tassa di scopo" inventata dal Mortadella a suo tempo e che sembrava sepolta. Solo che hanno pensato bene di peggiorarla: invece di 5 anni, 10 ed invece del 30% delle spese comunali, un bel 100%! Una SECONDA IMU, che colpisce indiscriminatamente prime, seconde e terze case.  Così i Comuni saranno foraggiati a dovere: coi soldi dei malcapitati proprietari di case (appena il 70% degli Italiani!) potranno liberamente finanziare appalti truccati, dipendenti fancazzisti, lauti stipendi per assessori e portaborse tangentari, vigili estorsori sparamulte, autovelox truccati case per i Rom ed altre meritorie opere pubbliche. Oramai siamo un paese comunista a tutti gli effetti: la proprietà esiste solo sulla carta. Se hai una casa, praticamente ci paghi un balzello superiore ad un affitto: il tuo "padrone di casa" è lo Stato e se sgarri, sono cavolacci tuoi! Oltretutto, sul tuo lavoro, lo Stato si prende almeno la metà!  Non facevano prima a dichiararci: Repubblica Socialista Democratica d'Italia?  Oltre a ciò, ci tocca finanziare i più cari e rapaci politici del mondo! In URSS forse stavano meglio.. E non si tratta di partiti, di colori, di bandiere: sono TUTTI complici di questa rapina. L'importante è che i loro vergognosi privilegi, guadagnati a suon di ruberie, ne escano intatti, come intatti ne sono usciti. E noi che facciamo? Vogliamo continuare ad essere così COGLIONI da subire ancora?

 
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UNA DATA DA RICORDARE

 

24  gennaio 2008

Una data da non dimenticare. Finalmente cade il peggior governo che l'Italia abbia mai avuto nella sua storia dai tempi di Caligola. Il Centro-Sinistra di Prodi, totalmente asservito ai Comunisti, in quasi due anni ha fatto più danni delle orde barbariche di storica memoria.  Qualsiasi cosa verrà dopo, non potrà che essere migliore.
Auguri, Italia!


 

 

 

L'assemblea parlamentare del
Consiglio d'Europa
ha approvato
il 25 gennaio 2006,
con 99 voti a favore e 42 contrari,
una risoluzione presentata dal
deputato svedese Goran Lindblad
a
nome del PPE, che condanna
 i "crimini del comunismo" equiparando
il comunismo stesso al nazismo.
Anzi, considerando che nel rapporto
che accompagnava la proposta
di risoluzione, intitolata "Necessità di
una condanna internazionale dei
crimini del comunismo", si accredita
la cifra di quasi cento milioni di morti
 causati direttamente o
indirettamente dal comunismo,
quest'ultimo risulterebbe addirittura,
almeno come numero di vittime,
 di gran lunga peggiore del nazismo.
 

 

PALEONTOLOGIA

avanti popolo,
alla riscossa,
bandiera rossa.
bandiera rossa..

 
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COMUNISMO

Solo in due posti il comunismo funziona: in cielo, dove non ne hanno bisogno ed all'inferno, dove già ce l'hanno .  

                                                  Ronald Reagan 

Per noi in Russia, il comunismo è un cane morto mentre, per molte persone in occidente, è ancora un leone vivente. 
                                                                                                   Aleksandr Solzenitsyn

Il comunismo non è mai andato al potere in un paese che non fosse smembrato dalla guerra o dalla corruzione, o da entrambe.
                                                                                                 John Fitzgerald Kennedy

I comunisti amano così tanto i poveri da volerne creare altri 

                                                                          Anonimo