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ADDIO JAMES

Post n°17 pubblicato il 25 Dicembre 2006 da kylewead
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Da "Think", 1960, a "Living in America", 1985. Decenni di successi poi il sipario che cala. James Brown, 73 anni, è morto nella notte di Natale all'Emory Crawford Long Hospital di atlanta dove, colpito da polmonite, era stato ricoverato il 24 dicembre. L’agente di Brown, Frank Copsidas, ha precisato che le cause del decesso sono ancora da appurare. Nelle ultime settimane aveva cancellato varie date del suo ormai ultimo tour, ma ancora due giorni fa parlava di tornare sul palcoscenico il 27. Nato in una povera baracca rurale del South Carolina, dopo un’infanzia difficile e avventurosa prese a occuparsi di musica negli anni Quaranta. Appassionato di Gospel sin da bambino - erano le musiche che ascoltava in chiesa - Brown si dedicò in particolare allo Swing e al Rhythm & Blues.

40 DISCHI D'ORO - Con la sua prima band, "The Flames", incise nel 1955 il suo primo grande successo, Please, Please, Please destinato a scalare le classifiche e a conquistare 40 dischi d’oro. Da allora la sua stella è stata in regolare e costante ascesa. Impegnato anche sul fronte politico e sociale - ha condotto diverse campagne per l’educazione dei bambini poveri e si è schierato in molte controversie per i diritti politici e civili - Brown recentemente era stato in prima fila nella battaglia per salvare dalla lapidazione Amina Lawal, la donna nigeriana condannata a morte per aver avuto una figlia senza essere sposata. Diverse anche le sue performance come attore, da una partecipazioen alla saga di Rocky con Stallone alla celebre parte del predicatore nei Blues Brothers di John Landis.

 
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GURU LIVE DA NON PERDERE

Post n°16 pubblicato il 20 Settembre 2006 da kylewead
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La splendida voce dei Gang Starr in concerto:

27.09 ALCATRAZ (Milano)

28.09 VOX (Nonantola - Modena)

29.09 NEW AGE (Roncade - Treviso)

30.09 BARFLY (Ancona)

 
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NAS + PREMIER = CLASSIC HIP HOP MUZIK

Post n°15 pubblicato il 20 Settembre 2006 da kylewead
Foto di kylewead

Ecco a voi le prime immagini di uno dei dischi + attesi di sempre..Parliamo del nuovo disco di nas interamente prodotto dal signor Dj Premier...Che ve lo dico a fare...uno dei produttori più potenti di sempre con uno dei rapper più grandi di sempre....BOMBA SICURA RIGAZ...speriamo bene

Fonte:dj frak web site

 
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"WORLDWIDE UNDERGROUND"

Post n°14 pubblicato il 24 Luglio 2006 da kylewead
Foto di kylewead

Eleganza, sensualità, raffinatezza, groove: qualità che sono sempre state proprie della bella cantante afro-americana Erikah Badu. Alla pubblicazione del suo primo album, Baduizm uscito all'inizio del 1997, la Badu si è subito distinta tra le migliori donne della musica black in circolazione. Questa donna ha poi fruttuosamente collaborato con Guru (Jazzmatzz), Busta Rhymes, Common e altri big della black-music, ed è stata anche attrice, come nei film Le regole della casa del sidro ed in Blues Brothers (2000).

Il suo ultimo Cd Worldwide Underground è  un magnifico album che si discosta percettibilmente dai suoi precedenti lavori. Un occhio al modern soul, un altro al funky anni '70, in un accattivante mix tra il jazz di Billie Holliday (Badu ha somiglianze vocali con la Lady in Blue, è indubbio), il sound urbano alla Shaft e l'hip-hop sociale degli Arrested Developement. Un concentrato di free-soul e blaxplotation, stile Motown del periodo hippy. Splendido, accattivante, coinvolgente.

Da notare la copertina ed il booklet, chiari riferimenti a perline e all'afro-look, al black power e al"make love no war". Questo lavoro è squisitamente spontaneo, pensato come se fosse una lunga jam-session (in teoria sarebbe un Ep, ma dura 50 minuti), quindi qui siamo esentati dalla classica glam-kitsch produzione laccata e rigida tipica dell'odierna black-soul. A profusione invece bassi sleppati, chitarre colloquiali e una manciata di psichedelia scintillante. La sequenza che vi consiglio è The Grind, poi Danger (il singolo), Think Twice, Love Of My Life Worldwide: qui dal soul, si passa al funk, al jazz, per arrivare all'hip-hop e alla disco (un omaggio a Ring My Bell di Anita Ward?). Worldwide Underground è un fuoco caldo ed avvolgente, un rigenerante balsamo per le vostre gelide serate invernali.


 
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"MAMA'S GUN"

Post n°13 pubblicato il 25 Maggio 2006 da kylewead
Foto di kylewead

Affiancata da Nino Palladino e Amir Thompson (basso e batteria rispettivamente), Erykah Badu disegna i tratti portanti di “Mama’s Gun”, culmine della carriera di questo talento cristallino della black music. Lasciati alle spalle i sintetizzatori di “Baduizm”, ci si affida ad atmosfere morbide e sensuali. In realtà “Mama’s Gun” non rompe in maniera netta il filo conduttore con il primo lavoro della Badu. Ma lo completa e lo armonizza. Con risultati eccellenti. Apre le danze “Penitentiary Philosophy”, profondo nelle liriche e intenso nelle sue sonorità funk. Tuttavia si tratta semplicemente della introduzione a quello che ci aspetta. Infatti dopo questo inizio diverso dal solito (almeno nelle sonorità), la trama vera del lavoro corre sulle note di “Didn’t cha Know” e “My life”. In queste tracce scorre tutto il soul di Erykah , tutto è molto “streetz”. E questo non può fare che piacere, soprattutto a chi ama il mondo hip hop. Apici stilistici sono raggiunti dalla doppietta “…& On” (che riprende il classico “On & On” di Baduizm) e “Hey Sugah”. E’ il modern – soul. “Booty” riprende brevemente il tema funk lasciato in apertura, “A.D. 2000” ed “Orange Moon” declinano lentamente fino a toccare tutte le note dell’anima. Uno dei tanti regali di Erykah Badu. “Bag Lady” e “Time’s a wastin” chiudono in bellezza il tutto, senza farci rimpiangere le tracce precedenti. Anche perché la conclusiva “Green Eyes” è una vera e propria manna dal cielo per gli appassionati di jazz. Dieci lunghi minuti di musica di alto livello, una voce dal fascino antico eppure così fresca e vitale. Questa è la magia di Erykah Badu

Voto: 10/10

 
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