
Affiancata da Nino Palladino e Amir Thompson (basso e batteria rispettivamente), Erykah Badu disegna i tratti portanti di “Mama’s Gun”, culmine della carriera di questo talento cristallino della black music. Lasciati alle spalle i sintetizzatori di “Baduizm”, ci si affida ad atmosfere morbide e sensuali. In realtà “Mama’s Gun” non rompe in maniera netta il filo conduttore con il primo lavoro della Badu. Ma lo completa e lo armonizza. Con risultati eccellenti. Apre le danze “Penitentiary Philosophy”, profondo nelle liriche e intenso nelle sue sonorità funk. Tuttavia si tratta semplicemente della introduzione a quello che ci aspetta. Infatti dopo questo inizio diverso dal solito (almeno nelle sonorità), la trama vera del lavoro corre sulle note di “Didn’t cha Know” e “My life”. In queste tracce scorre tutto il soul di Erykah , tutto è molto “streetz”. E questo non può fare che piacere, soprattutto a chi ama il mondo hip hop. Apici stilistici sono raggiunti dalla doppietta “…& On” (che riprende il classico “On & On” di Baduizm) e “Hey Sugah”. E’ il modern – soul. “Booty” riprende brevemente il tema funk lasciato in apertura, “A.D. 2000” ed “Orange Moon” declinano lentamente fino a toccare tutte le note dell’anima. Uno dei tanti regali di Erykah Badu. “Bag Lady” e “Time’s a wastin” chiudono in bellezza il tutto, senza farci rimpiangere le tracce precedenti. Anche perché la conclusiva “Green Eyes” è una vera e propria manna dal cielo per gli appassionati di jazz. Dieci lunghi minuti di musica di alto livello, una voce dal fascino antico eppure così fresca e vitale. Questa è la magia di Erykah Badu
Voto: 10/10
Inviato da: lottersh
il 25/03/2009 alle 07:13
Inviato da: lottergs
il 24/03/2009 alle 18:27
Inviato da: lottergs
il 24/03/2009 alle 18:26
Inviato da: lottergs
il 24/03/2009 alle 17:14
Inviato da: lagiraffa870
il 06/12/2007 alle 21:41